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Ufficiale: Lo Hobbit resta in Nuova Zelanda

Peter Jackson all'interno di una casa Hobbit
Tra gli infiniti problemi che hanno caratterizzato fino a qui la produzione dei due film legati allo Hobbit di JRR Tolkien, nelle scorse settimane se n'era aggiunto un altro particolamente serio: la casa di produzione Warner Bros e il governo della Nuova Zelanda avevano cercato di negoziare — senza successo — un accordo economico per mantenere la produzione di entrambi i film in Nuova Zelanda. Per anni il fatto che i film venissero girati nella patria del loro regista e produttore, Peter Jackson, era sembrato un dato scontato, ma in settembre i problemi con i sindacati degli attori neozelandesi e australiani avevano messo in discussione tutto, portando lo stesso Jackson a parlare per primo della possibilità che la produzione si spostasse nell'europa dell'est.
Due le richieste principali della Warner: una partecipazione economica della Nuova Zelanda alla produzione — che a questo punto diventa finanziatore del progetto a pieno titolo — e l'assicurazione che la politica locale farà quanto in suo potere per risolvere le questioni sindacali senza che si rifacciano sulla produzione dei film. Dopo un periodo di empasse, sembra soprattutto dovuto alla cifra da concordare, è di questi giorni l'annuncio che l'accordo è stato raggiunto e firmato. L'accordo comprende un investimento di 10 milioni di dollari della Nuova Zelanda. A questo punto non dovrebbe mancare davvero nulla perché sia possibile iniziare le riprese dello Hobbit e del suo seguito, il cui budget complessivo è stimato 670 milioni di dollari.
John Barnett, produttore televisivo locale, ha dichiarato recentemente che l'accordo, sebbene economicamente oneroso per il paese, a lungo termine si rivelerà assolutamente vantaggioso. "Il bilancio finale è enormemente vantaggioso per la Nuova Zelanda... Soprattutto si tratta di una grande spinta economica nel settore del turismo... Penso che [il primo ministro John Key, n.d.r.] abbia stipulato un ottimo accordo." Lo stesso Primo Ministro ha dichiarato: "Sono soddisfatto del risultato raggiunto. Realizzare i due film qui non solo assicurerà lavoro per migliaia di neozelandesi ma - come già accaduto per il Signore degli Anelli, promuoverà l'immagine della Nuova Zelanda nel mondo."
Parte dell'accordo riguarda la risoluzione della questione contrattuale alla base delle proteste sindacali delle scorse settimane; con l'attuale legislazione la separazione tra lavoro indipendente e dipendente non è sufficientemente chiara e si presta a interpretazioni diverse, da cui le richieste di una delle firme sindacali degli attori e non condivise dagli altri. Il governo si è impegnato a far passare una legge urgente che chiarisca la separazione dei percorsi professionali, facilitando così il raggiungimento di un accordo con gli attori neozelandesi.
Il rischio che il film venisse girato altrove era estremamente concreto, viste le offerte economiche messe sul piatto da Irlanda e Stati Uniti per la produzione, ma in ultimo la Warner ha deciso di cercare un accordo soprattutto per venire incontro alle richieste di Jackson, che non ha mai fatto mistero di preferire che lo Hobbit restasse "in casa". Sempre John Barnett ha aggiunto: "Alla fine conviene comunque fare i film qui, non tanto per il costo del lavoro quanto perché c'è stabilità, l'infrastruttura esiste già (i set e gli studi della Weta, n.d.r.), e perché siamo bravi nel nostro lavoro.".
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