La Terra di Mezzo nel cuore di Londra

The Lord of the Rings Motion Picture Trilogy

Una delle sale del museo

Non sapete cosa fare al ritorno dalle ferie? Vi è rimasto qualche spicciolo e vorreste spenderlo in viaggi? Amate Il Signore Degli Anelli?

Londra è la vostra meta.

Dal 6 settembre fino all'11 gennaio il Museo della Scienza di South Kensington diventerà la ‘Terra di mezzo’. Infatti lì apriranno i battenti di The Lord of the Rings Motion Picture Trilogy, la mostra costata circa 1,7 milioni di euro che svelerà tutti i segreti della monumentale opera cinematografica basata sul romanzo di J.R.R. Tolkien. Quella di Londra è l’unica tappa europea della retrospettiva, che poi si sposterà a Sydney, Singapore e Boston.

Durante il percorso espositivo, che trasporterà i visitatori nell’universo magico di Tolkien, si potranno ammirare oltre 650 tra gli artefatti creati per i tre film. Ovviamente sarà presente il famigerato anello del potere, vero protagonista della vicenda, ma non mancheranno delle vere chicche, quali: la cotta di maglia utilizzata da Aragorn, composta da oltre 12 milioni di piccoli anelli di plastica 'anticati'; la veste indossata da Cate Blanchet per l'interpretazione della regina elfica Galadriel; una copia di Barbalbero, il pastore di ent alto 4 metri; un Troll delle caverne, le cui dimensioni eccessive hanno richiesto la demolizione di una parete del museo al fine di permetterne l'ingresso.

Alcuni modelli con le sembianze dei protagonisti dei tre film saranno dotati di schermi interattivi, nei quali gli stessi Frodo, Sam e Gandalf spiegheranno la cultura e lo stile di vita in voga nella Terra di Mezzo.

E’ prevista una massiccia affluenza di pubblico, così se volete prenotare il vostro biglietto è consigliabile affrettarsi.

 

Costo biglietti

Lunedì-venerdì: Adulti 9.95 sterline

bambini 6.95 sterline

Sabato-domenica: adulti 11.95 sterline,

bambini: 8.95 sterline

 

Per informazioni e prenotazioni il numero da chiamare (inglese) è lo 0870 870 4868.

Autore: FC - Data: 21 luglio 2003 - Fonte: cnnItalia, museo della scienza

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Commenti

1 Tanto per cominciare ci sono alcune imprecisioni - le barriere magiche non sono state erette da un arcimago ma dalla congrega dei maghi e non per proteggere la civilta' dal male ma per separare i territori con magia da quelli senza magia. - richard non e' un tagliaboschi ma una guida etc etc In secondo luogo la non originalita' rimanda ad un altro thread di questo forum; i capisaldi della narrativa fantasy sono quelli e' inutile girarci intorno: tutte le varie spade derivano dalla spada nella roccia di re artu' e forse anche quella da altre versioni precedenti. Anche brooks ha recentemente ammesso di aver semplicemente tirato avanti una operazione commerciale nello scrivere la sua saga (e questo non vuole essere un appunto di critica). La mappa si evolve col progredire della saga, e' inutile parlare all'inizio di luoghi che si incontreranno nel 7° 8° o 9° libro. Al pari della mappa anche i personaggi evolvono col proseguire dellla saga, specialmente il legame tra i protagonisti (altro rimando alle coppie storiche tipo ginevra e lancillotto), piu' si va avanti piu' si intravedono le sfaccettature del carattere dei personaggi, qui almeno si e' evitata la Sindorme di Allanon :) : il Primo Mago puo' fare poco o niente per aiutare il protagonista. Per quanto riguarda i nomi secondo me dare nomi comuni non e' ne un pregio ne un demerito, semplicemente una scelta come un'altra, non e' scritto da nessuna parte che si debba per forza sparare nomi al vento. I luoghi sono quelli nel primo libro, ma la saga si dipana addirittura in continenti diversi :) Un appunto che condivido e' che alla magia non e' stata data una connotazione decisa ma segue un po' la storia adattondovisi, qui si poteva lavorare un po' di piu' (eddings docet). Altri pregi sono quelli da te citati, l'invenzione delle mord sith e lo stile dello scrittore. In questo devo dire che ho notato un vero talento narrativo: il variare dei tempi di narrazione (lenti durante tutto il libro e rapidissimi nel finale) e' veramente notevole, coinvolge e lascia un ardente desiderio di proseguire nel racconto. Per conto mio posso affermare di aver letto un ottimo libro e in generale un'ottima saga. Scusate per la lunghezza :) alla prossima ciao

» postato da cyrgon alle 23:25 del 18-03-2004

2 Condivido tutto e mi rammarico di essere stato battuto sul tempo. Ma l'errore comunque è tuo: le barriere tra Westlands e Midlands e tra queste e il D'hara sono state erette dal Primo Mago. Io sto aspettando la riedizione del terzo tomo con impazienza: qualcuno ne sa qualcosa?

» postato da Zeruhur alle 22:25 del 19-03-2004

3 sinceramente non ricordo con precisione ma risfogliando il libro ho trovato questo stralcio: richard nei confronti di zed primo libro pagina 127 "Sei tu il mago; tu sei uno di quelli che ha aiutato a creare il confine" E cosi' pensavo fosse stata la congrega dei maghi :)

» postato da cyrgon alle 11:23 del 20-03-2004

4 Il momento in cui leggerò questo libro si avvicina... Appena lo finisco commento.

» postato da Coll alle 14:39 del 21-03-2004

5 finalmente mi sono ricordato di mettere qui i miei pareri sul libro: assolutamente fantastico. Mi ha veramente entusiasmato. Per fortuna mia non ho ancora letto Jordan, anche se dovrei arrivare pure a lui prima o poi. Consiglio a tutti questo libro.

» postato da Coll alle 10:24 del 08-05-2004

6 «Condivido tutto e mi rammarico di essere stato battuto sul tempo. Ma l'errore comunque è tuo: le barriere tra Westlands e Midlands e tra queste e il D'hara sono state erette dal Primo Mago. Io sto aspettando la riedizione del terzo tomo con impazienza: qualcuno ne sa qualcosa?» Se per terzo tomo intendi il dittico "La stirpe dei fedeli" e "L'Ordine imperiale", io l'ho letto e di quelli affrontati sinora (sono giunto sino a "Il tempio dei Venti"), questo mi è parso il più debole. Senza anticipare nulla della trama, diciamo che alcune situazioni sviluppate in un gran numero di pagine trovano poi una soluzione frettosola (un difetto che, come ho scritto in un altro canale dedicato a Goodkind, questo autore non sa evitare ma che qui è particolarmente accentuato).

» postato da mikimago alle 15:33 del 08-05-2004

7 A me sembra molto originale che abbia usato nomi "comuni". è una cosa che non si vedeva da molto e x me contribuisce a rendere il libro molto più "reale", pur trattandosi di fantasy. :oops:

» postato da ERoxx alle 09:35 del 15-06-2004

8 come gia' detto sopra, per me il fatto che goodkind chiuda velocemente i suoi libri non e' un difetto ma un artificio chiaramente voluto per lasciare al lettore quel sapore di incompiuto che lo porta ad aspettare con ansia il libro successivo per lo meno in me ha avuto questo effetto, poi non so per gli altri

» postato da cyrgon alle 23:13 del 15-06-2004

9 sono d'accordo, spt nel secondo, "La Profezia del Mago", che poi sarebbe la conclusione vera e propria ai primi due: ci si accorge chiaramente che non è finita lì, anzi... che il bello deve ancora arrivare... :D

» postato da ERoxx alle 08:29 del 16-06-2004

10 Ragazzi, non linciatemi ma io ho interrotto la lettura di questo libro neanche a metà. Ne sono rimasto disgustato. 1) Il mondo creato da Goodkind è assolutamente, a mio modesto parere, insulso. Qualsiasi adolescente dotato di una mediocre immaginazione avrebbe fatto un lavoro simile o migliore. 2) Darken Rahl non è un malvagio, ma un buffone cattivello. Una caricatura, non un personaggio. 3) Credo che l'ordine al quale appartiene Kahlan (onestamente non ricordo neanche come si chiami) sia un PLAGIO operato dal signor Goodkind ai danni del signor Jordan. Basta leggere attentamente come quest'ultimo descrive le Aes Sedai per rendersene conto. Ci tengo a ricordare che "Wizard's First Rule" è del 1997 mentre "The Eye of the World" è del 1990. 4) Il fatto che Goodkind usi nomi "reali", come giustamente ha scritto in questa discussione ERoxx, mi ha parecchio infastidito: credo che uno scrittore fantasy che crei un mondo in cui ambientare la storia che egli vuole narrare debba innanzitutto definire le culture che abitano il tale deserto o la tale città costiera. E definire una cultura vuol dire anche inventare dei nomi. Mi viene da ridere se, aprendo un libro fantasy e quindi entrando in un altro mondo, leggo che il protagonista della saga si chiama "Richard". 5) A proposito di culture: quando Richard e Kahlan arrivano nel villaggio di quella gente che se non mi ricordo male si chiama "Popolo del Fango" (perdonatemi se commetto qualche errore ma capite bene quanto mi sia rimasto impresso questo libro) la mia lettura fino a quel punto assopita si è ripresa, cercando di capire come l'autore avesse caratterizzato un popolo diverso dalle genti fino a quel punto della trama incontrate. Risultato: mi sono riaddormentato quasi immediatamente. Non me ne vogliate, il mio è solo un giudizio personale che non intacca minimamente la vostra passione per Terry Goodkind. Ma ci tengo a dirvi, da appassionato di fantasy ad altri appassionati, che c'è di MOLTO meglio in giro (magari pochi nomi, ma ci sono). :D

» postato da Jon Snow alle 14:43 del 20-07-2004

11 Io posso essere d'accordo con te Jon, sul fatto che Goodkind non sia un mostro di originalità. Anzi hai ragione, ma non è questo che cercavo nel suo ciclo. Chi inizia a leggere Goodkind deve essere ben conscio che non sta di fronte a un Tolkien o a un Martin (su Jordan non mi pronuncio non avendolo mai letto). Goodkind si legge in fretta (apprezzabile in questi tempi in cui manca il tempo stesso per leggere), non ha sottotrame particolarmente complicate ed è insomma uno scrittore di pura evasione. Nulla di più. Con questo non voglio dire certamente che hai torto nella tua analisi che in fondo è una tua opinione (e come dicevano i latini "de gustibus non est disputandum") L'unica annotazione che posso fare è questa: se incominciamo a pretendere troppo, a cercare troppa originalità e grandi scrittori rischiamo di far diventare il fantasy un genere simile alla fantascienza, ossia morituro ed elitario. (lo dico da appassionato di fantascienza ad ogni modo) E non è bello far diventare la lettura o la letteratura qualcosa per pochi!

» postato da Zeruhur alle 12:44 del 21-07-2004

12 Visto che anche tu come me, Zeruhur, a giudicare dalla tua firma sei un fan dei Blind Guardian ti faccio un paragone: nell' Heavy Metal, musica che personalmente adoro e seguo da quasi ormai quindici anni, ci sono correnti diverse, e ci sono stili diversi. Ci sono bands come Manowar, Running Wild o anche Motorhead che hanno un loro marchio, un sound, un'appeal e anche un modo di scrivere e proporre brani che è sempre lo stesso (ti ho citato, non a caso, gruppi che hanno carriere addirittura ventennali). Poi ci sono bands come i Blind Guardian che hanno un loro inconfondibile e originalissimo modo di comporre, che si evolvono musicalmente album dopo album (non devo certo suggerirti io di andare ad ascoltare "Battalions of Fear" e poi di seguito "A Night at the Opera" per rendertene conto dopo due note) e che, di certo, non sono fruibili e immediati all'ascoltatore come una delle bands che ti ho citato sopra. Questo non ha impedito ai BG di avere un successo enorme(limitatamente al genere che fanno, ovvio) sia di pubblico che di critica. Un ascoltatore che assaggi per la prima volta "Nightfall in Middle-Earth" certamente dovrà faticare a capire, ad interiorizzare la musica che sta ascoltando. Magari dopo un ascolto si stufa e mette via il CD o magari ci sarà qualcosa che gli rimarrà dentro e dopo due, tre ascolti adorerà quel disco (cosa che è successa a me con "Imaginations from the Other Side") scoprendolo sempre di più con nuovi ascolti... l'arte va capita se si ha la sensibilità e la pazienza, lo stimolo a cercare di leggerla secondo una propria interiorità. Poi si può esprimere un giudizio. E, guarda caso, ritornando alla letteratura fantasy: quanti scrittori veramente originali ci sono oggi? Si contano sulle dita di una mano. E quanti, come dici tu stesso, non sono originali, sono una pura evasione e nulla di più? Per contarli devi usare anche le dita dei piedi! Che questi ultimi rimangano pure tanti, per carità, ma che aumenti di numero anche la prima categoria! Personalmente, per come concepisco questo tipo di letteratura, deve esserci immedesimazione totale e trasporto per un lettore. E mentre il mondo e i personaggi di Goodkind mi hanno annoiato, quelli di Martin, di Jordan e, soprattutto ultimamente, di Erikson mi hanno sommerso come un fiume in piena...

» postato da Jon Snow alle 14:36 del 21-07-2004

13 « 1) Il mondo creato da Goodkind è assolutamente, a mio modesto parere, insulso. Qualsiasi adolescente dotato di una mediocre immaginazione avrebbe fatto un lavoro simile o migliore. » Non ho letto ancora Goodkind! E probabilmente se lo leggerò (per pura curiosità, ma a piccole dosi...diciamo, solo il primo tomo) il mio giudizio non sarà così 'schifato'. Ma sfogliando la raccolta antologica 'Legends - Vol 2' dedicata ai 'nuovi' maestri del fantastico, già solo guardando le mappe mi è risultato evidente il contrasto fra il forte impatto che hanno le geografie e le rappresentazioni grafiche delle mappe degli altri autori presenti nel volume (Tad Williams, Orson Scott Card, George Martin, Raymond Feist, ecc...) e quelle scarne e quasi puerili di Goodkind. Il tuo discorso perciò, conoscendo anche la tua passione per ben altri tomi, non mi sorprende troppo! Quello che mi sorprende è: Possibile che uno come te NON avesse fiutato quel che aveva in mano prima di leggere? Magari (sto azzardando - non lo so perchè non ho letto) a quel punto avresti anche potuto partire con meno pretese e persino divertirti. «Goodkind si legge in fretta (apprezzabile in questi tempi in cui manca il tempo stesso per leggere)» A rigor di logica non è un criterio da tenere in particolar conto per giudicare il 'valore' autentico un libro! Semmai per scegliere di leggerlo! :wink: «se incominciamo a pretendere troppo, a cercare troppa originalità e grandi scrittori rischiamo di far diventare il fantasy un genere simile alla fantascienza, ossia morituro ed elitario. » Accadrebbe anche se pretendessimo troppo poco! La mediocrità di oggi diverrebbe l'eccelso di ieri a confronto della supermediocrità di domani! Se sia vero che "la fantascienza è un genere morituro" è affermazione suscettibile di essere accodata da tanti e tali 'preciso' e 'distinguo' che non mi addentro oltre in argomento. Ammesso che sia vera, però, i motivi vanno ricercati sicuramente altrove rispetto a quelli che dici! Diciamo che la mia idea è che le cause del calo di interesse verso la SF siano le stesse (con effetto complementare) cause della crescita d'interesse verso il fantasy. E che siano cause extra-letterarie, in gran parte! (Jon... mi spiace... mi fai venire voglia di leggere Goodkind per capire da me fino a che punto hai ragione! :wink: E' una dannazione la tua! Mi incuriosisci su qualunque scritto di cui parli :mrgreen: )

» postato da metalupo alle 14:43 del 21-07-2004

14 Jon, d'accordissimo con te sul fattore musicale riferito all'ambito artistico. C'è anche da dire che alla fine l'importante è produrre qualcosa di buono, purchè sia fatto col cuore. Pazienza a volte, se le tematiche non cambiano. Riprendendo l'esempio che hai fatto te: I Manowar saran 20 anni che ripropongono la stessa cosa, ma non mi stanco mai di ascoltarli. Discorso diverso per altri artisti che col riprodurre sempre le stesse tematiche son diventati noiosi. Un altro esempio musicale potrebbero essere i Rhapsody: a me piacciono tantissimo, però dopo il terzo album han cominciato ad essere troppo stereotipati per i miei gusti, era una continua ricerca della pomposità, si son scelti un'etichetta da affibbiare al loro genere e via per quella strada...Spero che in quest'ultimo album si riprendano. D'accordo con te sui Blind Guardian, l'arte è arte :wink:

» postato da Storm alle 14:47 del 21-07-2004

15 «Possibile che uno come te NON avesse fiutato quel che aveva in mano prima di leggere? Magari (sto azzardando - non lo so perchè non ho letto) a quel punto avresti anche potuto partire con meno pretese e persino divertirti.» Ti spiego subito, caro Metalupo: quando ho acquistato Goodkind era un periodo davvero "di magra" in quanto a letture fantasy per me. Non c'era nulla in libreria che mi attirasse e così mi sono "buttato" su questo nome. Poi è arrivato Martin... :mrgreen:

» postato da Jon Snow alle 16:50 del 21-07-2004

16 Storm, sui Manowar e sui Rhapsody la penso esattamente come te: mentre continuo ad "adorare" proprio in senso religioso i primi (come del resto loro stessi vogliono!) i secondi mi hanno stufato e dopo "Power of the Dragonflame" li ho mollati del tutto. BLIND GUARDIAN UBER ALLES!!! :mrgreen:

» postato da Jon Snow alle 16:54 del 21-07-2004

17 «i secondi mi hanno stufato e dopo "Power of the Dragonflame" li ho mollati del tutto. » Dei Rhapsody avevo preso per curiosità un cd (credo il terz'ultimo) ma dopo due ascolti si è perso nel marasma dei cd in mio possesso. Qualcuno ha mai ascoltato i Kamelot? Non sono niente male a mio modestissimo parere..

» postato da Garrett alle 20:04 del 21-07-2004

18 «Qualcuno ha mai ascoltato i Kamelot?» Dei Kamelot ho TUTTO!!! Sono fantastici! Eccoti la discografia completa: Etenity (1996) Dominion (1997) Siege Perilous (1998) The Fourth Legacy (2000) The Expedition - Live (2000) Karma (2001) Epica (2003) I primi due album sono molto lontani da quel che i Kamelot propongono musicalmente oggi, e cioè un power molto elegante impreziosito da tastiere, cori ed effetti orchestrali, che però non disdegna puntate power-speed. Inoltre avevano un cantante sicuramente non all'altezza del grandissimo Roy Kahn dotato invece di una voce incredibile e di una capacità interpretativa unica. Secondo me i più belli tra gli album che ti ho elencato sono "The Fourth Legacy" e l'ultimo "Epica", quest'ultimo un ambizioso ma riuscitissimo concept basato sul "Faust" di Goethe, progetto che terminerà con il prossimo disco attualmente in lavorazione.

» postato da Jon Snow alle 14:10 del 22-07-2004

19 «Ragazzi, non linciatemi ma io ho interrotto la lettura di questo libro neanche a metà. Ne sono rimasto disgustato. 1) Il mondo creato da Goodkind è assolutamente, a mio modesto parere, insulso. Qualsiasi adolescente dotato di una mediocre immaginazione avrebbe fatto un lavoro simile o migliore. 2) Darken Rahl non è un malvagio, ma un buffone cattivello. Una caricatura, non un personaggio. 3) Credo che l'ordine al quale appartiene Kahlan (onestamente non ricordo neanche come si chiami) sia un PLAGIO operato dal signor Goodkind ai danni del signor Jordan. Basta leggere attentamente come quest'ultimo descrive le Aes Sedai per rendersene conto. Ci tengo a ricordare che "Wizard's First Rule" è del 1997 mentre "The Eye of the World" è del 1990. 4) Il fatto che Goodkind usi nomi "reali", come giustamente ha scritto in questa discussione ERoxx, mi ha parecchio infastidito: credo che uno scrittore fantasy che crei un mondo in cui ambientare la storia che egli vuole narrare debba innanzitutto definire le culture che abitano il tale deserto o la tale città costiera. E definire una cultura vuol dire anche inventare dei nomi. Mi viene da ridere se, aprendo un libro fantasy e quindi entrando in un altro mondo, leggo che il protagonista della saga si chiama "Richard". 5) A proposito di culture: quando Richard e Kahlan arrivano nel villaggio di quella gente che se non mi ricordo male si chiama "Popolo del Fango" (perdonatemi se commetto qualche errore ma capite bene quanto mi sia rimasto impresso questo libro) la mia lettura fino a quel punto assopita si è ripresa, cercando di capire come l'autore avesse caratterizzato un popolo diverso dalle genti fino a quel punto della trama incontrate. Risultato: mi sono riaddormentato quasi immediatamente. Non me ne vogliate, il mio è solo un giudizio personale che non intacca minimamente la vostra passione per Terry Goodkind. Ma ci tengo a dirvi, da appassionato di fantasy ad altri appassionati, che c'è di MOLTO meglio in giro (magari pochi nomi, ma ci sono). :D» Nulla da eccepire sul fatto che Darken Rahl sia un malvagio "vecchio stile", da romanzo d'appendice, mi verrebbe da dire: tutto d'un pezzo, senza alcuna motivazione che non sia una generica e fuori moda "voglia di dominare il mondo", privo - in poche parole - di zone grigie (che poi sono quelle sfumature che rendono un cattivo e interessante, persino in certi casi un personaggio da ammirare). Considerando il tuo username, immagino tu sia abituato a personaggi psicologicamente più convincenti, nel perseguire i loro scopi, per quanto essi appaiono malvagi (un nome: Jaime Lannister); perciò, su questo punto ti do ragione. Quello che non condivido è la tua critica ai nomi. Non esiste alcuna regola scritta che precluda a un autore fantasy l'uso di nomi comuni; l'importante è la coerenza degli stessi all'interno dell'universo da lui creato. Goodkind affianca nomi "reali" ad altri inventati e la cosa - a mio parere - non stride (tutto sommato anche molti personaggi di Martin portano nomi convenzionali). Più in generale - e chiudo qui l'intervento - i romanzi di Goodkind sono buone opere d'intrattenimento che, pur non rivoluzionando il genere e non introducendo elementi innovativi, si lasciano leggere. Lo ritengo un buon affabulatore, pur non essendo un grande scrittore. Poi, come ha detto qualcun altro, è spesso questione di attese. So quello che lui mi può dare, non pretendo di più, e tra un Martin e un King me lo concedo.

» postato da mikimago alle 16:05 del 22-07-2004

20 Mikimago, io non ho detto che è vietato ad un qualsiasi scrittore fantasy usare nomi reali. Ho semplicemente detto che a me personalmente la cosa disturba perchè ritengo che se un autore crea un mondo fantasy, anche l'onomastica debba far parte di quella creazione. Martin ha plasmato un mondo simile all'Inghilterra feudale e, guarda caso, ha sapientemente modificato l'onomastica inglese per i nomi dei personaggi dei Sette Regni, mentre altrettanto sapientemente ne ha inventati di nuovi per le terre e le culture orientali, che rispecchiassero l'esotismo di quelle culture. Questo significa saper dare profondità ad una creazione, a differenza di quel che ha fatto Goodkind. Ma questo è un mio giudizio.

» postato da Jon Snow alle 17:41 del 22-07-2004

21 «Dei Kamelot ho TUTTO!!! Sono fantastici! Eccoti la discografia completa: Etenity (1996) Dominion (1997) Siege Perilous (1998) The Fourth Legacy (2000) The Expedition - Live (2000) Karma (2001) Epica (2003) » Io ho quelli evidenziati in rosso. Mi sono piaciuti particolarmente The Fourth Legacy e il Live. Epica non mi ha convinto del tutto.

» postato da Garrett alle 18:17 del 22-07-2004

22 «Mikimago, io non ho detto che è vietato ad un qualsiasi scrittore fantasy usare nomi reali. Ho semplicemente detto che a me personalmente la cosa disturba perchè ritengo che se un autore crea un mondo fantasy, anche l'onomastica debba far parte di quella creazione. Martin ha plasmato un mondo simile all'Inghilterra feudale e, guarda caso, ha sapientemente modificato l'onomastica inglese per i nomi dei personaggi dei Sette Regni, mentre altrettanto sapientemente ne ha inventati di nuovi per le terre e le culture orientali, che rispecchiassero l'esotismo di quelle culture. Questo significa saper dare profondità ad una creazione, a differenza di quel che ha fatto Goodkind. Ma questo è un mio giudizio.» Replica esauriente, Jon. E come mi accade ogni volta che mi trovo di fronte a qualcuno che motiva le proprie argomentazioni in maniera così approfondita, mi tolgo tanto di cappello. D'accordo con te sul fatto che il mondo di Martin abbia più profondità di quello di Goodkind. Comunque ripeto quello da me detto in un post precedente: Goodkind è autore di quelli che io definisco "popcorn books" (mutuo un'espressione cinematografica), libri non necessari nè innovativi ma che uno, tutto sommato, si diverte a leggere.

» postato da mikimago alle 07:43 del 24-07-2004

23 «Goodkind è autore di quelli che io definisco "popcorn books" (mutuo un'espressione cinematografica)» :mrgreen: E' spassosissima questa definizione!!! :mrgreen:

» postato da Jon Snow alle 10:14 del 24-07-2004

24 io leggo solo per evadere dalla realtà,e a questo proposito dico solo che goodkind,dislessico che sia,è,dopo lovecraft,il mio autore preferito...e di fantasy ne ho letti un pò.Cmq Snow dovrebbe finirli i libri prima di giudicarli.io credo che per capire appieno un racconto si debba cercare di "sentire" ciò che l'autore vuole esprimere in esso,che sia il senso di completo straniamento di un randolph carter davanti al kadath,nel caso di lovecraft,o il senso di impotenza di un "cucciolo" di una mord sith,nel caso di goodkind.il fantasy,come altri generi simili,va giudicato soprattutto in questo,e non sui nomi dei personaggi o sull'originalità del mondo creato in un romanzo.bisognerebbe "disancorarsi" dalle critiche e lasciarsi trasportare dalla fantasia...

» postato da Darken Rahl alle 17:02 del 20-08-2004

25 Mastro Rahl ha ragione per alcuni versi pero....a volte quest'autore si dilunga un po troppo ma in generale è una bella saga PS: qualcuno chiami richard!! :twisted:

» postato da Artu alle 17:10 del 20-08-2004

26 « bisognerebbe "disancorarsi" dalle critiche e lasciarsi trasportare dalla fantasia...» Mica è possibile. Voglio dire, tanto per restare nel caso di Goodkind, io posso leggere un suo romanzo, lasciarmi trasportare dalla vicenda, farmi coinvolgere dalla sua scrittura e "bermi" il libro in pochi giorni. Ciò non esclude, tuttavia, che alla fine del romanzo una valutazione dello stesso la farò comunque e che, di conseguenza, ne considererò i pregi e i difetti. E' una fase successiva a quello che tu definisci "lasciarsi trasportare dalla fantasia" in cui ciascun lettore mette da parte il coinvolgimento emotivo provocato dal libro e analizza (o prova a farlo) con lucidità e comunque in maniera "critica" (uso il termine nell'accezione più neutrale possibile) la bontà di quello che ha letto.

» postato da mikimago alle 20:09 del 23-08-2004

27 «io leggo solo per evadere dalla realtà» Anch'io. Ma cerco anche di giudicare lo stile, la psicologia dei personaggi, la profondità, complessità e coerenza dell'ambientazione, la struttura della trama, i dialoghi. «Cmq Snow dovrebbe finirli i libri prima di giudicarli.» E' esattamente quello che cerco di fare con ogni libro che leggo. Ci riesco nel 90% dei casi. Quando ho letto Goodkind invece... beh, hai mai avuto l'impressione di essere torturato a morte? E' quello che è successo a me.

» postato da Jon Snow alle 15:00 del 24-08-2004

28 «Cmq Snow dovrebbe finirli i libri prima di giudicarli.» Sono d'accordo in parte. Se il libro non riesce a prendermi e non proseguo nella lettura, ho tutti gli elementi per poter dire 'non mi piace'. Ovviamente è un parere personale, ma perché perdere tempo con un libro che per metà non mi è piaciuto quando ce ne sono molti altri che aspettano d'essere letti?

» postato da franz alle 15:11 del 24-08-2004

29 «Cmq Snow dovrebbe finirli i libri prima di giudicarli.» Sono d'accordo con Franz: un lettore ha il diritto di prendere e riporre il romanzo sugli scaffali anche dopo poche pagine: chi molla così presto certo potrebbe anche prendere della cantonate, ma è ovvio che quando un autore non è nelle proprie corde (a volte è semplicemente questa la questione, a volte è il testo a essere pessimo) lo si capisce spesso sin dal principio. Poi, la critica dev'essere onesta e limitarsi alle pagine lette, senza pretendere d'indovinare sul resto per sentito dire (cosa che, invece, accade molto spesso). L'unico caso in cui io ritengo si debba leggere un libro fino in fondo è quando lo si deve recensire. Su questo resto fermo, perché giudicare ufficialmente il lavoro di un autore vuole una minima onestà intellettuale, che implica conoscere l'oggetto della critica nella sua interezza.

» postato da Negróre alle 16:01 del 24-08-2004

30 concordissimo con negrore, io ho divorato i libri di goodkind ma ho il trono di spade fermo a meta' sul comodino da qualche settimana

» postato da cyrgon alle 19:05 del 24-08-2004

31 ««Cmq Snow dovrebbe finirli i libri prima di giudicarli.» Sono d'accordo in parte. Se il libro non riesce a prendermi e non proseguo nella lettura, ho tutti gli elementi per poter dire 'non mi piace'. Ovviamente è un parere personale, ma perché perdere tempo con un libro che per metà non mi è piaciuto quando ce ne sono molti altri che aspettano d'essere letti?» Può esserci un motivo semplicissimo: ho speso dei soldi per comprare quel libro e se anche non mi piace non voglio averli buttati via. In genere questo è sufficiente per spingermi fino alla fine. Utilizzo questa discussione per commentare brevemente la recensione al terzo volume, che ho appena finito di leggere. leggendo la recensione e il libro mi sono posto una domanda: sono i miei gusti e quelli del recensore che sono opposti o i libri targati da eccellente vanno oltre la mia immaginazione? Sarebbe bello saperlo, comunque era soltanto una piccola curiosità. ognuno ha i suoi gusti ed è libero di esprimerli, basta che non cada nell'offesa. Secondo me ci sono tre tipi di libri (almeno). Ci son quelli da spiaggia, che servono a rilassare, divertire, devono essere leggeri. Ci sono quelli che si leggono per avere qualcosa di serio, per rifettere, approfondire, insomma, qualcosa di impegnativo. Infine, ci sono quelli che si possono leggere anche per il puro piacere, mischiato alla riflessione quando l'autore ce la propone. È importante fare questa classificazione: da qui dipende il proprio giudizio del libro. Ci si aspetta qualcosa da quello che si legge, e facendo così si definisce cosa. Io generalmente cerco di fare in modo che il libro che leggo mi piaccia, senza avanzare troppe pretese. trovo che La Spada della Verità si possa leggere anche solo per il piacere, con le annesse riflessioni che l'autore propone. È bello per una volta abbandonarsi alla lettura e farsi trasportare. Goodkind non è Martin. Se leggo Martin il mio pensiero va a quello che c'è dietro il libro, ma con Goodkind è diverso. Non mi interessa giudicare, basta leggere. Non invidio colui che dovrà recensire il libro. Ho letto questo libro e lo trovo un ottimo libro. Se voglio avere qualcos'altro non leggo Goodkind. La trama è molto scorrevole, il romanzo si lascia leggere benissimo. Jagang mi ha leggermente deluso, ma visto che è comparso pochissimo, mi aspetto che si riscatti in seguito. Al contrario del libro precedente, in cui il finale era affrettato, qui le cose si risolvono sì abbastanza velocemente, ma con un ritmo perfettamente in linea con il resto del romanzo. nel volume 2, era solo un personaggio che correva di qua e di là ad affrontare il nemico. Qui invece è grazie all'intervento di tutti che si giunge alla fine. Non è il personaggio che porta alla conclusione, ma la storia. Da parte mia apprezzo molto anche il mondo di Goodkind. Ci viene svelato pezzo per pezzo. Non ci sono quell'infinità di esseri e di Razze che alla fine danno pesantezza alla storia. Riguardo all'uso da parte dell'autore del sesso e della violenza in caso di emergenza, non sono d'accordo: queste due cose sono un po' un condimento ai romanzi. Non sono essenziali perché tutto funzioni, ma danno quel gusto in più che non nuoce alla storia. Certo, bisogna saperli usare. Se si usano troppo, la cosa non è più buona. Ognuno ha il suo limite personale. Per me il dire "non mi piace totalmente, fa schifo" sarebbe come dire "ha fatto una cosa che pochi sono in grado di fare, ma io mi ritengo talmente superiore da ritenere che il libro faccia pietà". Questo è quello che vorrei dire io, ma questo non implica che sia lo stesso per voi. Bisogna anche capire che non è questione di "è bello", "non è bello", ma di "mi piace" e "nno mi piace, non si adatta ai miei gusti". Per quanto riguarda i nomi, trovo che vadano benissimo. Secondo me i nomi non devono essre né troppo comuni (però delle eccezioni vanno benissimo; quello che sarebbe ridicolo sarebbe se tutti avessero nomi comuni) né troppo inventati. Se la bravura dell'autore si basa solo sull'inventare il nome più alieno, ostrogoto possibile, allora chissà dove stiamo andando a finire. Questo non fa la differenza. Un nome si deve adattare al personaggio e basta. Richard, secondo me riflette molto bene come il protagonista non sia un eroe senza macchia e senza paura inimitabile. È semplicemente una persona. È "una guida dei boschi". Anche lui è umano. Un po' di semplicità non fa male a nessuno. «Se volete leggere tutta la saga fate in modo di avere anche i volumi successivi a questo a portata di mano, perché questo è solo una lunga e spesso noiosa introduzione. Non disperate però: questo non è il libro peggiore della saga... buona lettura! » A parte il fatto che io non la trovo una lunga e noiosa introduzione, tutt'altro, non si tratta solo di un libro di passaggio, l'ultima frase è un po' ambigua. Se questa è la recensione, ma non del libro peggiore, il peggiore come sarà? Semplicemente per dire che si può interpretare la frase in due modi, perché spero voglia dire che iil libro non è poi tutto da buttare via. «In aggiunta i personaggi vengono trattati peggio della trama: quelli principali sembrano sospesi in un limbo fino all'avvento del nuovo volume e quelli nuovi spesso rasentano il ridicolo: nessuno spessore psicologico, caratterizzazione nulla, insomma... anch'essi inutili. » I personaggi nuovi sono quello che sono. Tobias Brogan si distinuge per quello che è, e si merita quello che gli succede. In fondo, non è che i personaggi nuovi siano così fondamentali. «3) Credo che l'ordine al quale appartiene Kahlan (onestamente non ricordo neanche come si chiami) sia un PLAGIO operato dal signor Goodkind ai danni del signor Jordan. Basta leggere attentamente come quest'ultimo descrive le Aes Sedai per rendersene conto. Ci tengo a ricordare che "Wizard's First Rule" è del 1997 mentre "The Eye of the World" è del 1990. » Scusatemi, questo potrebbe risultare un esempio di vanteria scorretta. Guardate come sono bravo e ho la documentazione per dire quello che dico... "Wizard's First Rule" è del 1994. Questo forse ai vostri occhi non cambia le cose, ma per favore assicurati che quello che dici sia giusto. «2) Darken Rahl non è un malvagio, ma un buffone cattivello. Una caricatura, non un personaggio. » Non condivido. Qui i miei gusti differiscono. Darken è uno dei pochi cattivi veri. Non è quella caricatura che tanti altri invece sono, lui è veramente pericoloso quanto dice di esserlo. Tanti altri sono invece molto meno pericolosi di quanti le apparenze dicono di loro. Scusatemi per avervi tediato a lungo... ciao

» postato da Coll alle 20:48 del 30-10-2004

32 Io invece trovo la recensione molto azzeccata. L'unica cosa su cui non concordo è la frase finale, che suonando tipo "leggetelo se cercate qualcosa di rapido e senza pretese" mi pare troppo buona nei confronti di goodkind....andava bene per un volume qualunque della serie di shannara, forse, ma la spada della verità non merita tanto... Il punto è che brooks almeno ha clonato tolkien prima, e se stesso successivamente. Goodkind invece è partito direttamente da brooks....con tale singola ascendenza non è che si può arrivare tanto lontano. E prima della eventuale alzata di scudi preciso che ho letto pure il secondo per essere sicuro delle mie impressioni, e la cosa mi serve per confermare quello che il recensore dice relativamente al fatto che il primo vol non è il peggiore... riguardo al finire i libri spinto dalla spesa affrontata per comprarli, non la vivo allo stesso modo. Ho la tendenza a leggere tutto quello che compro per principio e perchè una storia per non risvegliare in me la curiosità relativa a come andrà a finire deve farmi veramente accapponare la pelle. Poi se priprio non ce la si fa, non vedo perche aggiungere al danno la beffa....l'ho comprato, non mi piace e adesso lo leggo tutto cmq...mi sa di sadomaso :D

» postato da frankifol alle 23:07 del 01-11-2004

33 « Poi se priprio non ce la si fa, non vedo perche aggiungere al danno la beffa....l'ho comprato, non mi piace e adesso lo leggo tutto cmq...mi sa di sadomaso» Evidentemente non la vivi allo stesso modo. Comunque io anche un libro che non ho comprato lo finisco, sia ben chiaro. Però quando ti ritrovi a spendere una bella cifra per un libro, poi mollarlo a metà sembra uno spreco. Almeno vai a vedere come va a finire, no? «Io invece trovo la recensione molto azzeccata. L'unica cosa su cui non concordo è la frase finale, che suonando tipo "leggetelo se cercate qualcosa di rapido e senza pretese" mi pare troppo buona nei confronti di goodkind....andava bene per un volume qualunque della serie di shannara, forse, ma la spada della verità non merita tanto... Il punto è che brooks almeno ha clonato tolkien prima, e se stesso successivamente. Goodkind invece è partito direttamente da brooks....con tale singola ascendenza non è che si può arrivare tanto lontano. E prima della eventuale alzata di scudi preciso che ho letto pure il secondo per essere sicuro delle mie impressioni, e la cosa mi serve per confermare quello che il recensore dice relativamente al fatto che il primo vol non è il peggiore... » Lascio stare i commenti su Shannara... comunque Goodkind ha più che altro copiato Jordan, non Brooks. Io non ho letto La Ruota del Tempo, ma è quello che dicono. E non penso che si possano fare sulla sua saga i commenti che tu hai fatto su Brooks, quindi... Almeno, questa è stata la mia impressione leggendo i commenti. A dire la verità io non mi riferivo al primo volume, ma alla recensione del terzo. Mi sono preso il diritto di intervenire in questa discussione in assenza di un'altra sul secondo o sul terzo... Cmq io non sarei così cattivo con Goodkind...

» postato da Coll alle 09:49 del 02-11-2004

34 «Tanto per cominciare ci sono alcune imprecisioni 1- le barriere magiche non sono state erette da un arcimago ma dalla congrega dei maghi e non per proteggere la civilta' dal male ma per separare i territori con magia da quelli senza magia. 2- richard non e' un tagliaboschi ma una guida etc etc 3-In secondo luogo la non originalita' rimanda ad un altro thread di questo forum; i capisaldi della narrativa fantasy sono quelli e' inutile girarci intorno: tutte le varie spade derivano dalla spada nella roccia di re artu' e forse anche quella da altre versioni precedenti. Anche brooks ha recentemente ammesso di aver semplicemente tirato avanti una operazione commerciale nello scrivere la sua saga (e questo non vuole essere un appunto di critica). 4-La mappa si evolve col progredire della saga, e' inutile parlare all'inizio di luoghi che si incontreranno nel 7° 8° o 9° libro. 5-Al pari della mappa anche i personaggi evolvono col proseguire dellla saga, specialmente il legame tra i protagonisti (altro rimando alle coppie storiche tipo ginevra e lancillotto), piu' si va avanti piu' si intravedono le sfaccettature del carattere dei personaggi, qui almeno si e' evitata la Sindorme di Allanon :) : il Primo Mago puo' fare poco o niente per aiutare il protagonista. 6-Per quanto riguarda i nomi secondo me dare nomi comuni non e' ne un pregio ne un demerito, semplicemente una scelta come un'altra, non e' scritto da nessuna parte che si debba per forza sparare nomi al vento. I luoghi sono quelli nel primo libro, ma la saga si dipana addirittura in continenti diversi :) Un appunto che condivido e' che alla magia non e' stata data una connotazione decisa ma segue un po' la storia adattondovisi, qui si poteva lavorare un po' di piu' (eddings docet). Altri pregi sono quelli da te citati, l'invenzione delle mord sith e lo stile dello scrittore. In questo devo dire che ho notato un vero talento narrativo: il variare dei tempi di narrazione (lenti durante tutto il libro e rapidissimi nel finale) e' veramente notevole, coinvolge e lascia un ardente desiderio di proseguire nel racconto. Per conto mio posso affermare di aver letto un ottimo libro e in generale un'ottima saga. Scusate per la lunghezza :) alla prossima ciao» 1- E' stato Zedd ad erigere la barriera, lo puoi leggere sul racconto breve dal titolo "Debito d'Ossa" apparso su "Legends vol.2" della Sperling & Kupfer 2- Sulla 2° di copertina del volume, dal quale é stato COPIATO il riassunto della trama, lo danno come tagliaboschi 3- sono d'accordissimo su quello ke dici, ma l'originalità si vede nel come un autore rielabora i temi comuni a tutti... e Goodkind non é proprio un genio in questo 4- La mappa, almeno nell'ediz. Fanucci "Il Libro D'Oro" (quelli neri rilegati) é sempre ed esattamente la stessa; se negli orig. cambia, allora la colpa va a Fanucci 5- A mio parere evolvono molto poco, ed in maniera un po' troppo lineare, tanto da risultare poco veritieria... sempre a mio parere 6- Creare una fonetica ke rispekki ad esempio una cultura, é indice di accuratezza ed aiuta a definire i differenti popoli... é kiaro ke non é un obbligo, xò da una connotazione diversa al lavoro dell'autore... Cmnq ben vengano le tue critike e pareri, guai a noi a prendere x buona la prima letta... e poi lo scopo di queste recensioni é dare un minimo di indicazioni, quindi notizie in + non fanno mai male...

» postato da Silvio Lazzarini alle 01:20 del 04-02-2005

35 il mio parere sul primo volume della Spada della Verità: zzzzzzzzzzz.............. per esplicare un pò meglio il concetto sopra esposto: - ho trovato lo stile di Goodkind pedante e poco scorrevole (ehi Terry non mi devi spiegare perchè Richard ha usato la mano destra per scaccolarsi anzichè la sinistra...). non avendo letto l'originale, non so quanto questo possa dipendere dalla traduzione. - la storia è banale e insulsa, e le soluzioni adottate da Goodkind per superare le varie difficioltà mi sanno tanto di "massì, ho a disposizione la magia, posso taroccare tutto come mi pare! in fondo il mondo è mio e comando io!" - i personaggi mi sembrano un pò tagliati con l'accetta, e ammetto che quando è entrato in scena il cane (non ricordo il nome, abbiate pietà) mi sono cascate le braccia. - no!!!!!!! anche qui intrecci da soap opera degni di Sentieri... - sarà anche un libro d'evasione, in effetti io volevo evadere da questo obbrobrio! scherzi a parte, io ho dovuto costringermi a finirlo, per vedere se almeno il finale lasciava ben sperare. Niente da fare. mi dispiace per chi ama questa saga e questo autore, ma non ci ho trovato quasi nulla da salvare, veramente una delusione enorme, vedendo tutto il gran parlare che c'è a giro. p.s. bravi i Kamelot, una delle due/tre band power metal che ancora riesco ad ascoltare senza farmi una grossa risata (anche se dovrebbero abbozzarla con le copertine dalle tonalità fucsia) merito a mio parere della capacità di Youngblood di scrivere riff e testi non troppo stereotipati e soprattutto della classe superiore di Khan, un singer come non se ne fanno più. E che sarebbe ancora più bravo se rimettesse su i Conception...

» postato da Grampasso alle 11:13 del 07-02-2005

36 Io ne ho letti abbastanza di questa saga, la storia è bella ma non si puo negare che lo stile dello scrittore in certi punti diventi un po troppo noioso e ripetitivo.

» postato da Artu alle 12:06 del 07-02-2005

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