Mazzantini nelle Terre Innominate

Baldini Castoldi Dalai presenta un nuovo romanzo fantasy scritto da un adolescente. Un libro rivolto ai suoi coetanei ma anche agli adulti.

Thomas Mazzantini, un liceale poco più che diciottenne, esordisce con il romanzo Garmir l’Eclissiomante.

Con questo romanzo la Baldini Castoldi Dalai fa il suo ingresso nel campo della narrativa fantasy e ha dimostrato di credere molto nelle qualità di questo scrittore che è stato presentato a Lucca nientemeno che da Pierdomenico Baccalario, conosciutissimo autore di romanzi fantastici rivolti a giovani lettori che lo apprezzano anche con il nome di Ulysses Moore.

La casa editrice ha affidato la realizzazione della (bella) copertina a un grande dell’illustrazione italiana, Max Bertolini, uno dei disegnatori di Nathan Never (autore anche della copertina di L'incantesimo Harry Potter di Marina Lenti) e pare che Garmir verrà presentato anche alla Fiera del libro di Francoforte in quanto la Baldini Castoldi Dalai è convinta che possa essere ben accolto sul mercato anglosassone.

Il romanzo ha avuto una ottima accoglienza dai lettori sia a Lucca che successivamente nelle librerie e pur avendo dei debiti verso Il Signore degli anelli in versione cinematografica, piace molto, in particolare ai giovani.

Nel romanzo si parte con una profezia secondo la quale molto presto i tre soli che danno vita al mondo, contrariamente a quanto sempre avvenuto, tramonteranno a est per non sorgere mai più.

Solo recuperando i Sigilli, preziosi artefatti che si trovano nascosti nelle Terre Innominate si potrà fermare il disastro e questo lo potrà fare Garmir Fandel, un ragazzo che pratica la magia degli eclissiomanti, maghi che controllano e aumentano il loro potere attraverso le eclissi solari.

Per la missione partiranno in sette scelti tra guerrieri, angeli, elfi, idromanti, eclissiomanti e demoni.

A questi si aggiungeranno ben presto altri tre personaggi: un chierico, un grium (una sorta di tapiro bipede) e un demone inverso (creatura diversa dai demoni normali). 

Nel lungo viaggio le avventure saranno moltissime sino allo scontro finale con il Signore del Sangue.

 

Un brano dal romanzo. «Grande Maestro del Sole, perché mi avete chiamato con tanta urgenza?» esordì Garmir sicuro, sollevando il viso.

«Ti ho convocato, eclissiomante Fandel, perché devo raccontarti una storia. Un’antica profezia, Garmir. È stato detto che un giorno, in un futuro lontano, i Soli si fermeranno alti nel cielo. Poi gli astri invertiranno il loro corso, tramonteranno a est e non sorgeranno mai più. Ma purtroppo era un “futuro lontano” per gli antichi.

Io e il maestro della Luna abbiamo ragione di credere che un’entità malvagia stia per muoversi. Siamo sicuri che questo c’entri con il tramonto dei Soli.»

«Quanto è vicina ad avverarsi la profezia?» chiese.

«Molto», rispose gravemente il Maestro. «Troppo. Ecco perché sei qui.»

L’autore. Thomas Mazzantini, nato nei 1990 da madre svizzera e padre italiano, vive a Marciana Marina, un piccolo paese dell’isola d’Elba. Lettore accanito di libri fantasy e di fantascienza (autori preferiti: Terry Pratchett, Stephen King, J.R.R. Tolkien, Walter Moers e Philip K. Dick citati in ordine sparso), fin dalle elementari ha coltivato la sua passione per la scrittura.

Gli piace vedere film fantasy e di fantascienza ma preferisce il romanzo, perché, dichiara,   fornisce una visione del racconto che si crea il lettore stesso, mentre al cinema le storie sono filtrate attraverso l’occhio del regista.

Garmir l’eclissiomante, ideato a quindici anni, scritto a sedici e concluso a diciassette, è il suo primo romanzo.

Per i suoi programmi futuri, Thomas Mazzantini prevede di andare a Pisa a studiare biologia dopo aver terminato il liceo scientifico a Portoferraio e inoltre di continuare a scrivere, infatti dichiara di aver iniziato a scrivere il seguito di Garmir l’Eclissiomante.

La quarta di copertina. Secondo un’antica profezia, presto i tre Soli che danno vita alle Terre tramonteranno a est per non sorgere mai più. Solo recuperando i Sigilli, preziosissimi artefatti nascosti nelle Terre Innominate, si potrà fermare il disastro. Tutto è messo nelle mani di Garmir, un ragazzo di diciannove anni che fa parte dell’ordine eretico degli eclissiomanti, bandito in tutte le Terre Vive per le loro magie. Costretto a partire verso le insidiose Terre Innominate, verrà accompagnato da un gruppo di prescelti come lui: la mostruosa guida, Belgar, che si nutre di resti decomposti; Kipam l’idromante amico d’infanzia di Garmir; Sadlilit, un’elfa nata da genitori umani dotata di straordinari poteri; Alzand, ex soldato sfregiato in battaglia da un’arma maledetta; la bellissima Nephil, capace con le sue visioni di carpire frammenti di futuro e infine Xinaghul, uomo colossale che vive nella foresta e il cui volto resta sempre, inspiegabilmente, celato.

Al gruppo si uniranno poi il chierico Mel, i! grium Trafnuk e il demone inverso Kikar. Dovranno superare un lago di tormento liquido, affrontare un drago, esplorare una città avvolta da un incantesimo, addentrarsi in un monastero impossibile, ed essere pronti a misurarsi con qualsiasi prova poiché, mentre il gruppo avanza verso nord, qualcuno segue ogni loro mossa attraverso un misterioso messaggero in sella a una Manticora. Ma chi è il Signore del Sangue? Cosa c’entra con i tramonti a est? Come mai sono riapparsi i Nati Morti, esseri cadaverici che hanno devastato le Terre Vive e ucciso i genitori di Garmir? Il giovane eclissiomante lo scoprirà soltanto il giorno in cui i Soli tramonteranno dalla parte sbagliata del cielo, e il potere del suo Sigillo sarà rivelato in tutta la sua grandiosità.

 

Thomas Mazzantini, Garmir, l’eclissiomante (2008) Baldini Castoldi Dalai, collana Romanzi e Racconti 458, pagg. 328, euro 18,00.

Autore: Pino Cottogni - Data: 27 dicembre 2008

Vota questo articolo

Voti dei lettori

7 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

1 Che trama innovativa ed avvincente! Non ho mai sentito nulla di simile!!! CAvolo, era ora che uscisse qualcosa del genere. Dopo 13000 fantasy tutti uguali, questo sembra avere qualcosa di nuovo. ps. per chi non lo avesse capito, era sarcasmo... invertite il senso delle frasi e piangete come me. L'Italia è uno dei paesi più in crisi culturalmente, e si diverte a cercare il record di maggiore quantità di ragazzini pseudo-scrittori. E hanno anche il coraggio di volerli esportare!!!

» postato da comewithme alle 13:08 del 27-12-2008

2 Complimenti al giovane che ha sgobbato per produrre le 458 pagine (se è tutta farina del suo sacco), per il resto lasciamo perdere... Vendera?

» postato da Roberto Paris alle 15:29 del 27-12-2008

3 Betrayal & Desolation :( Salviamo il fantasy (e la letteratura) prima che sia troppo tardi :medio

» postato da Anonimo (DH) alle 16:56 del 27-12-2008

4 ma qualcuno che ha letto il libro e può formulare un giudizio scevro di pregiudizi? io stessa non l'ho letto perchè la trama non mi attira molto, ma nulla toglie comunque che magari il libro non sia niente male, nonostante lo scrittore con uno stile forse non proprio maturo come di solito siamo avezzi a leggerne. Prima di gridare al disastro, forse conviene accertarsi dell'entità di ciò che si subodora soltanto. Detto ciò tornerò quando avrò modo di commentare la trama in base a una lettura attenta e cosciente. Passando al solito dilemma degli scrittori giovanissimi, l'unica cosa che possono dire è: tutti possono avere un'opportunità, ciò che conta alla fine è il risultato, la qualità del libro in questo caso, e come eà adulta non equivale immediatamente a qualità assicurata, neanche giovane età vuol dire carenza di qualità, no? Forse meno esperienza, forse nessuna attrattiva per un pubblico adulto che ascolta una voce troppo lontana dal suo bagaglio di vita. Ma comunque un libro non ancora aperto è un incognita sempre viva, e la strada non ha altri sbocchi; o si decide di percorrere fino in fondo la strada oppure si torna indietro e tanti saluti. Se poi le ragioni che adducono queste scelte sono anche solo l'età e la presunta carenza di uqalità dell'opera, liberissimi, è il bello della vita, ma giudicare senza conoscere non è né intelligente ne saggio. Non si conosce ne il libro ne la persona? Pazienza, ma a questo punto fare commenti affrettati è piuttosto inappropiato.

» postato da albarossa alle 19:17 del 27-12-2008

5 «ma qualcuno che ha letto il libro e può formulare un giudizio scevro di pregiudizi?» Non si può partire dal pregiudizio che chi commenta non ha letto minimamente il libro. Il libro, oltre a prendere spunti dai film tolkeniani, prende l'idea della profezia dei soli da Notturno di Isaac Asimov e Robert Silverberg; i soli in questo romanzo sono tre e in quell'altro sei, la differenza è questa, oltre all'ambientazione e al modo in cui si è affrontato il tema della profezia e delle conseguenze che queste comportano. La differenza che c'è tra un'occasione colta e una perduta; la stessa che c'è tra un pianeta e una stella. Qualcosa forse si è letto per parlarne. «Passando al solito dilemma degli scrittori giovanissimi, l'unica cosa che possono dire è: tutti possono avere un'opportunità» Certamente. Purché quest'opportunità, data dalle case editrici che vanno a caccia di ragazzini perché è la moda del momento, non tolga la possibilità di essere pubblicati a veri scrittori, qualitativamente validi. L'editoria ha scatenato la guerra degli adolescenti, ovvero chi vende più libri con il giovanissimo emergente. Questo è sfruttamento della persona, quanto di più deprimente esiste: questi ragazzini vedono usati i propri sogni per rispondere a un mercato che segue l'onda del momento, bruciati quando invece potrebbero essere fatti maturare e avere un futuro da scrittori. E venire pubblicati con un ottimo prodotto che sarebbe rimasto nel tempo; così sarà solo una meteora. I libri che hanno segnato la storia della letteratura per ragazzi, non sono stati scritti da minorenni.

» postato da Anonimo (DH) alle 20:24 del 27-12-2008

6 «Il libro, oltre a prendere spunti dai film tolkeniani, prende l'idea della profezia dei soli da Notturno di Isaac Asimov e Robert Silverberg; i soli in questo romanzo sono tre e in quell'altro sei, la differenza è questa» Notturno è solo di Isaac Asimov. Quello di Silverberg è il romanzo tratto dal racconto di Asimov, ma ovviamente l'idea a cui ti riferisci è quella del racconto. Sulla faccenda dei ragazzi giovani che non possono scrivere libri... mah, personalmente l'ho sempre pensato anch'io, perché credo che ci voglia un po' di esperienza di vita. Devo anche dire però che a Fiuggi ho conosciuto Matteo Mazzuca, anche lui piuttosto giovane, e mi ha colpito la sua preparazione. Mozart scriveva sinfonie fin da bambino. I Mozart sono rarissimi, ma non si può escluderne la possibilità a priori. S*

» postato da S* alle 22:52 del 27-12-2008

7 «ma qualcuno che ha letto il libro e può formulare un giudizio scevro di pregiudizi? io stessa non l'ho letto perchè la trama non mi attira molto, ma nulla toglie comunque che magari il libro non sia niente male, nonostante lo scrittore con uno stile forse non proprio maturo come di solito siamo avezzi a leggerne. Prima di gridare al disastro, forse conviene accertarsi dell'entità di ciò che si subodora soltanto.» Tu non hai letto il libro come neppure io e molto probabilmente nessun altro. E il motivo è lo stesso per cui siamo tanto critici: dalla presentazione dimostra di essere qualcosa di già letto e già sentito, per giunta scritto in salsa adolescenziale da un adolescente. La solita cerca portata a termine dalla solita congrega composta da tot personaggi di tot differenti razze con tot differenti caratteristiche e ruoli. Dammi un solo motivo per cui dovrei spendere 18 euro per leggere la versione adolescenziale di best seller già presenti sul marcato da decenni. « Mozart scriveva sinfonie fin da bambino. I Mozart sono rarissimi, ma non si può escluderne la possibilità a priori.» Nella scrittura non credo che ce ne siano stati molti. Non è come la moda sembra voler far credere un passatempo divertente che per chi è bravo sfocia in un lavoro ben pagato. Per scrivere qualcosa di decente serve tempo, impegno, e due palle che non finiscono più. E come hai detto tu, S*, eseprienza di vita. POtrebbe anche essersi mangiato tutta la biblioteca fantasy, rimane un adolescente che ha scritto, guarda caso, roba per adolescenti. E poi diciamocielo: gli editori devono per forza cercare piccoli mozart? Per questo non mi viene da complimentarmi con il giovane scrittore. Perchè scrivere qualcosa di letto altre 1000 volte che per altro è ormai ritenuto di una banalità spaventosa forse gli è costato tempo, ma impegno? DOve? Nell'inventare qualche nome simil arcaico ed una mappa tipo D&D? Oddio, non voglio essere troppo critico nei suoi confornti. Chi a quell'età, dopo i primi fantasy, non si è sentito di dover scrivere un romanzo? La colpa è degli editori, che dopo anni a ignorare il genere ora non sanno far altro che tentare di spennare ignari ragazzini. «Passando al solito dilemma degli scrittori giovanissimi, l'unica cosa che possono dire è: tutti possono avere un'opportunità, ciò che conta alla fine è il risultato» Il risultato si puo intuire, e come detto lascia a desiderare. L'opportunità, dici? Da quello che questa stessa testata (fantasy magazine) ha pubblicato, i grandi editori stanno dando spazio solo a giovani under 18. DAvvero, vogliamo forse dire che solo un ragazzino sotto i 18 puo scrivere qualcosa di buono? La verità è che è solo una manovra commerciale che punta a vendere roba avariata a persone (adolescenti) che non hanno letto molti libri, e per i quali anche scopiazzature o banalità del genere possono sembrare capolavori. E una cosa è certa: se si presentano al mercato inglese con opere di questo spessore, è tutta l'Italia e tutti gli scrittori italiani a farci la figura di cacca.

» postato da comewithme alle 00:07 del 28-12-2008

8 « POtrebbe anche essersi mangiato tutta la biblioteca fantasy, rimane un adolescente» Giustissimo. Aspetta... com'èra quel brano da "Will Hunting, genio ribelle"? :D http://video.google.com/videoplay?docid=8394268721492134178 Non c'è niente che possa imparare da te, che non possa... ecc. Con la musica... le probabilità aumentano. Lievemente. La musica, specie quella classica, è emozione. E che cavolo, un adolescente può ben provare emozioni che anche un adulto potrebbe trovare interessanti. Ovviamente vale per Mozart, non per i Tokyo Hotel :DD

» postato da metalupo alle 00:33 del 28-12-2008

9 ««Il libro, oltre a prendere spunti dai film tolkeniani, prende l'idea della profezia dei soli da Notturno di Isaac Asimov e Robert Silverberg; i soli in questo romanzo sono tre e in quell'altro sei, la differenza è questa» Notturno è solo di Isaac Asimov. Quello di Silverberg è il romanzo tratto dal racconto di Asimov, ma ovviamente l'idea a cui ti riferisci è quella del racconto.» Lessi questo romanzo diversi anni fa e mi ricordo i nomi dei due autori sulla copertina; credevo fosse un romanzo scritto a quattro mani. Comunque il riferimento era, come sottolineato, all'idea. «Mozart scriveva sinfonie fin da bambino. I Mozart sono rarissimi, ma non si può escluderne la possibilità a priori.» Certo, ma ogni generazione, se è fortunata, ne ha uno, massimo due, in ogni campo: non certo un simile proliferare nel giro di pochi mesi. Non sono certo funghi che spuntano dopo la pioggia. Condivido la linea di pensiero di comewithme, lasciando un'apertura per eccezioni veramente valide. Per scrivere occorre fantasia, buona padronanza tecnica nella scrittura e soprattutto una forte capacità introspettiva dei personaggi per poter descrivere gli stati d'animo delle situazioni in cui si trovano. Per questo occorre fare esperienza personalmente ed è difficile acquisire un ampio bagaglio in pochi anni. Perché Tolkien ha avuto tanto successo ( e così altri oltre a lui)? Ha avuto una buona idea, ma il modo in cui aveva suddiviso la storia era stata definita pericolosa dai suoi editori, cosa che si riteneva potesse pregiudicare il successo con il pubblico. Così non è stato. Perché? Perché quello che aveva messo nella storia l'aveva vissuto personalmente. La guerra, la morte degli amici, la separazione dalla casa e dagli affetti, la solitudine che solo certe tragedie possono far vivere: tutti sentimenti provati sulla pelle. Così forti e vivi da riuscire a trasparire nelle parole scritte. Molti ragazzini, e non solo, scrivono di queste cose, ma le sanno solo in teoria, non le hanno mai vissute, mai sperimentate e quello che scrivono è vuoto. E si sente, lo si percepisce. Questo fa la differenza tra un buon romanzo e un mucchio di fogli rilegati insieme. Il primo ha pagine vive, il secondo solo cose morte. Con libri di così basso spessore, se all'estero gli italiani vengono etichettati, e non solo per questo, gente di cui si ha bassa stima e che si dileggia, non c'è da meravigliarsi. Ma penso che non occorra andare fuori dai confini nazionali per avere simili etichette.

» postato da Anonimo (DH) alle 01:11 del 28-12-2008

10 « Molti ragazzini, e non solo, scrivono di queste cose, ma le sanno solo in teoria, non le hanno mai vissute, mai sperimentate e quello che scrivono è vuoto. E si sente, lo si percepisce. Questo fa la differenza tra un buon romanzo e un mucchio di fogli rilegati insieme. Il primo ha pagine vive, il secondo solo cose morte. » Non sono del tutto d'accordo. Secondo questo ragionamento nessuno potrebbe mai scrivere. C'è chi parla di anoressia senza averla mai vissuta, c'è chi parla del dolore della perdita senza averlo mai provato e via discorrendo. Il problema è che è vero che per parlare di emozioni bisogna provarle, ma qui mi pare che si stia facendo un processo alle intenzioni. Non sappiamo nulla di questo scrittore, non sappiamo quale è stata la sua vita (magari più intensa di quella di molti trentenni), cavolo, non sappiamo niente persino del suo romanzo! Ci basiamo su una quarta di copertina che per sua natura deve "acchiappare" e che quindi pecca inevitabilmente di originalità. Per fare un esempio, Anne Rice parla spesso di ciò che è avvenuto in epoche passate, di sentimenti e stati d'animo che per forza di cose non ha mai provato. Eppure trasmette qualcosa; questo, secondo il tuo ragionamento, sarebbe "teoricamente" impossibile. Ed invece accade. Quello che voglio dire è che bisogna smetterla di giudicare lo scrittore dalla sua età. Non vuol dire assolutamente niente; se si segue il ragionamento "giovane ergo pubblica" non si va più avanti. Senza contare che non mi pare ci sia stata una così grande invasione di teenagers in libreria. Se si guardano gli standard stranieri siamo ancora parecchio indietro (e viceversa, se fossimo inglesi troveremmo gli scrittori inglesi poco originali e quelli italiani interessanti; non sarà che oltre al pregiudizio c'è anche una noia di fondo?)

» postato da LucaCP alle 01:50 del 28-12-2008

11 Effettivamente dalla quarta la storia e i personaggi sembrano qualcosa di già letto.Non comprerò il libro.Spero per l'autore che il sudore e l'esperienza lo facciano crescere letteralmente.

» postato da Kull alle 12:02 del 28-12-2008

12 Le quarte di copertina sono utili come surrogato di emergenza della carta igienica (emergenza estrema, dato che di solito sono patinate :wink: ), piuttosto è meglio leggersi le prime 5-6 pagine in libreria, almeno quelle le ha scritte l'autore.

» postato da Barbagianni alle 12:06 del 28-12-2008

13 « I libri che hanno segnato la storia della letteratura per ragazzi, non sono stati scritti da minorenni.» Federico Moccia insegna! <img src=:"> <img src=:"> <img src=:"> Dopo questa aspetto che un fulmine m'incenerisca, questa volta l'ho combinata davvero grossa.X°D

» postato da Lan. alle 12:41 del 28-12-2008

14 Magari prima dovreste leggerlo. Fatevelo prestare, se non volete comprarlo. Al limite rubatelo (è già successo) <img src=:"> . Dopo potete, giustamente, esprimere anche giudizi demolitori. Ma non prima, grazie. P.S. @ Ohdrein: Purtroppo Notturno non l'ho mai letto. Ho ben poco di Asimov, leggo più Philip K.Dick. Ora me lo procurerò.

» postato da Tomahawk alle 13:54 del 28-12-2008

15 «« I libri che hanno segnato la storia della letteratura per ragazzi, non sono stati scritti da minorenni.» Federico Moccia insegna! <img src=:"> <img src=:"> <img src=:"> Dopo questa aspetto che un fulmine m'incenerisca, questa volta l'ho combinata davvero grossa.X°D» Non accadrà: per il periodo festivo son tutti più buoni. :wink: L'adolescenza, più che un'età, è uno stato: quanti trentenni e quarantenni hanno un simile atteggiamento. :shock: Vedi i libri di Moccia (purtroppo anche la realtà :cry: ) « Fatevelo prestare, se non volete comprarlo» Lette diverse pagine del libro. Mi è stato chiesto un parere da uno a cui è stato regalato, per sapere se soltanto lui non era molto convinto dall'opera. Non è stato fatto alcun processo all'autore (al massimo,in questa discussione, alle case editrici), ma alla qualità sì e se ne è parlato conoscendo. Il giudizio che è venuto fuori è quanto detto. « non mi pare ci sia stata una così grande invasione di teenagers in libreria» Per fortuna. Tra Starzulla e Ghirardi la qualità non si alza di certo. (Letti brani anche di questo) Non è una critica fatta a occhi chiusi perchè gli scrittori sono giovani, ma perchè le loro opere non sono passabili. Sono mancanti da molti punti di vista e l'eccessiva pubblicità che gli viene fatta, dato il prodotto realizzato, per me non li aiuta di certo. Anzi, è controproducente. Sarebbe da leggere Chris Wooding in "Cielo di Fuoco" (in italiano ho trovato solo questo): ha scritto a 21 anni, ma l'opera è valida. « C'è chi parla di anoressia senza averla mai vissuta, c'è chi parla del dolore della perdita senza averlo mai provato e via discorrendo. Anne Rice parla spesso di ciò che è avvenuto in epoche passate, di sentimenti e stati d'animo che per forza di cose non ha mai provato.» Si può parlare di molte cose e per parlarne, far trasparire, occorre essere stati testimoni, vicini a fatti simili, se non averli vissuti di persona. Chi scrive del fantastico o di epoche passate non può averle vissute, tuttavia mette qualcosa che è suo, che ha dentro e che proviene dalla sua esperienza di vita e dal contatto avuto con altre persone (testimoni magari di ciò che non si è provato di persona). Se uno scrittore ha qualcosa da dare, si sente; altrimenti è solo vuoto. Nei romanzi giudicati si avverte. Si potrà essere criticati di essere troppo esigenti, ma questa è l'impressione avuta. Forse perché si ricerca qualcosa di più o forse perché si è stanchi di vedere nei libri personaggi simili. Come se ci si aspettasse nella realtà che gli adoloscenti salvino il mondo (vale sempre il discorso fatto prima, quello sullo stato e sull'età): serve gente consapevole, non che reagisce alla più piccola cosa. Questo si vorrebbe dalla letteratura (e magari anche dalla vita).

» postato da Anonimo (DH) alle 14:55 del 28-12-2008

16 @Ohdrein: ovviamente era una battuta gogliardica. Io i libri di Moccia non li ho mai letti, su internet ho trovato qualche passo e direi che mi è bastato, senza nulla togliere a chi li apprezza (la mia battuta era sul fenomeno più che sul libro in sè, anche se da quelle poche righe che ho letto temo che la sua brutta fama sia un tantino meritata imho). Sui giovanotti che spuntano come funghi negli scaffali ho un brutto timore. Ossia che vengano pubblicati così che le case editrici possano acchiappare tutti i ragazzi che scrivono più di quanto leggono. Il meccanismo è "guarda! Questo ha la mia età e lo hanno pubblicato! Ora lo compro così vedo se è tanto meglio del mio e se magari anche io ho delle possibilità di essere pubblicato" (penso che chiunque si dedichi alla scrittura quando ha dato un'occhiata alla copertina e alla biografia di questo libro abbia pensato anche solo per un'istante "beh lui sì, quindi anche io ho delle possibilità", solo che per chi è più giovane questo ragionamento rischia di diventare piùdi un semplice pensiero fugace). Insomma è il fenomeno di emulazione verso questi giovanissimi autori (ma vale anche per gli adulti, basta vedere il proliferare di discutibili case editrici a pagamento come la famigerata "il filo";), perché mi sa che ormai anche i capoccia delle case editrici si sono resi conto che gli Italiani sono un popolo sì di scarsi lettori, ma anche di prolificissimi scrittori (sinceramente non grido allo scandalo e non mi strappo le vesti per questo, anzi sono contento perché è comunque un'attività appagante e che comunque prima o poi porta a un avvicinamento alla lettura, i guai però saltano fuori quando saltano fuori loschi figuri che cercano di approfittare dell'ingenuità di molti giovanissimi scrittori in erba). No io non sono neppure prevenuto su questi ragazzi che pubblicano, in fondo cosa potevano fare di fronte a una proposta di pubblicazione? E' un sogno che si avvera. Però penso che con un po' più di tempo e cura dedicata ai loro testi sarebbero potuti comunque uscire con dei lavori ancora migliori. Ed è veramente molto brutto, vuol dire fra un po' un giovane talento se viene pubblicato e ha meno di quarant'anni inesorabilmente si chiederà inquieto se lo hanno pubblicato più per il contenuto del suo testo o più per il contenuto della sua carta d'identità alla voce "data di nascita".

» postato da Lan. alle 15:21 del 28-12-2008

17 Temo di andare un po' OT con l'argomento, ma volevo agganciarmi ai post precedenti. Sono sia lettrice che scrittrice fantasy, anche se di pubblicato non ho ancora nulla. Ho iniziato a scrivere a 15 anni con una saga (incompleta, di un libro e mezzo) e allora credevo di aver scritto un capolavoro. A dieci anni di distanza la sto rileggendo e sinceramente rido al pensiero "ma che mi ero messa in testa?" Ci sono diversi aspetti sulla questione "giovane scrittore". Se uno scrive e si documenta per farlo, tanto di cappello, giovane o vecchio che sia. Ma non mi puoi scrivere, ad esempio, di schemi di guerriglia e battaglia a campo aperto campate per aria (la battaglia citata nel libro di Strazzulla mi ha fatto rabbrividire: ci sono tattiche scadenti messe in bocca a veterani della guerra... si salvi chi può). Questo per quanto riguarda la trama. Poi è ovvio che i libri vanno sotto revisione, però non potete dirmi che un quindicenne abbia lo stile di scrittura di un trentenne (parlo in campo di scrittori). C'è quella cosa che si chiama esperienza, esercizio, e un grande senso di autocritica. Poi, se non si pecca su questo lato, tanto meglio, eh... Insomma, detta in due parole, non si può gridare al "fenomeno" solo per l'età. A scrivere son bravi tutti. A scrivere BENE, è un altro discorso. Il fatto è che, sinceramente, le case editrici puntano al fatto del "fenomeno giovanissimo" che prende più per la fama in sé che non per il libro. Il che è controproducente sia per chi legge che per chi scrive. Tutti vedono il pubblicare come una cosa facile, ormai, e pian piano il fantasy rischia di essere ridotto a qualcosa "solo per bambini." Detto questo, tornando su Mazzantini, ho letto l'estratto del libro, eppure non mi ha avvinto per nulla. L'ho visto in lancio a Lucca, ma non l'ho preso. Il tema della "compagnia che deve salvare il mondo" (come si evince dalla quarta di copertina) ormai non mi attira più.

» postato da zephiross alle 15:49 del 28-12-2008

18 Scusate! Mentre rispondevo non ho mica pensato di dirvi che l'ho scritto io il libro. Non che cambi niente, sia chiaro, era solo per dire che Notturno non è una mia fonte di ispirazione. Tra l'altro nemmeno il Signore degli Anelli cinematografico. Perché cinematografico? Ho letto il libro ed è cento volte meglio. Perché dovrei rifarmi al film, che tra l'altro sorvola su certi elementi che ho trovato indimenticabili (Tom Bombadill su tutti)? Semmai mi sarei rifatto al libro! Comunque volevo scrivere un fantasy classico che mano a mano si distaccasse sempre più dai canoni normali del fantasy e imboccasse altre strade. Andando avanti nella lettura si incontrano elementi steampunk e universi paralleli. Ora vi lascio altrimenti qualcuno potrebbe sentirsi limitato in qualche modo nella propria libertà di parola. Ciao a tutti! :D

» postato da Tomahawk alle 19:22 del 28-12-2008

19 «Scusate! Mentre rispondevo non ho mica pensato di dirvi che l'ho scritto io il libro.» Il modo in cui avevi postato il commento precedente l'aveva fatto sospettare e intuire :P «Ora vi lascio altrimenti qualcuno potrebbe sentirsi limitato in qualche modo nella propria libertà di parola. Ciao a tutti! :D» Non credo (almeno da parte mia); può invece essere utile ad ampliare il confronto e il dibattito.

» postato da Anonimo (DH) alle 20:46 del 28-12-2008

20 « «Ora vi lascio altrimenti qualcuno potrebbe sentirsi limitato in qualche modo nella propria libertà di parola. Ciao a tutti! :D» Non credo (almeno da parte mia); può invece essere utile ad ampliare il confronto e il dibattito.» Hem... in verità dice bene LucaCP a proposito di una sorta di "processo alle intenzioni". Cioè... sarebbe bene "staccare" la discussione relativa ala diffidenza sulle capacità dei giovani autori, dalla discussione su questo particolare libro... di cui in realtà qui per ora nessuno sa nulla.

» postato da metalupo alle 21:17 del 28-12-2008

21 Hai ragione metalupo, mi scuso per l'OT di prima. «Scusate! Mentre rispondevo non ho mica pensato di dirvi che l'ho scritto io il libro. » Mi è sfuggito il tuo post precedente... a dire il vero, sì, era intuibile :) Tengo comunque a precisare (non l'ho specificato prima) che la mia voleva essere soltanto una critica costruttiva e non era affatto mia intenzione offendere. Ho solo espresso il mio parere su quanto mi ha colpito della quarta di copertina e sull'estratto che, a mio personale avviso, non è incisivo come forse dovrebbe essere (ripete un po' la quarta di copertina, appunto, non lascia molto mistero o inculca curiosità come invece mi aspetto che faccia...) Per il resto, buona continuazione con il lavoro :)

» postato da zephiross alle 21:36 del 28-12-2008

22 « sarebbe bene "staccare" la discussione relativa ala diffidenza sulle capacità dei giovani autori, dalla discussione su questo particolare libro... di cui in realtà qui per ora nessuno sa nulla.» Se si intende per averlo letto tutto, d'accordo, ma sul fatto che nessuno sa nulla dissento: nei post precedenti si sono fatte considerazioni perché si era letto qualche brano del libro e non nulla. Le supposizioni campate in aria appartengono ad altri.

» postato da Anonimo (DH) alle 21:51 del 28-12-2008

23 Sì Ohdrein, ho capito quello che vuoi dire, ma qualche brano non significa niente. Stiamo parlando di un romanzo con pagine e pagine di storia. Anche la trama più banale, se ben evoluta può risultare originale. E - ripeto - noi sappiamo poco e niente del romanzo in questione.

» postato da LucaCP alle 22:11 del 28-12-2008

24 «Scusate! Mentre rispondevo non ho mica pensato di dirvi che l'ho scritto io il libro. Non che cambi niente, sia chiaro, era solo per dire che Notturno non è una mia fonte di ispirazione. Tra l'altro nemmeno il Signore degli Anelli cinematografico. Perché cinematografico? Ho letto il libro ed è cento volte meglio. Perché dovrei rifarmi al film, che tra l'altro sorvola su certi elementi che ho trovato indimenticabili (Tom Bombadill su tutti)? Semmai mi sarei rifatto al libro! Comunque volevo scrivere un fantasy classico che mano a mano si distaccasse sempre più dai canoni normali del fantasy e imboccasse altre strade. Andando avanti nella lettura si incontrano elementi steampunk e universi paralleli. Ora vi lascio altrimenti qualcuno potrebbe sentirsi limitato in qualche modo nella propria libertà di parola. Ciao a tutti! :D» Se i miei sospetti si rivelassero malauguratamente fondati e un giorno la tua casa editrice si prendesse gioco di te allora andiamo insieme a saltarli sopra come se fossero goomba! Non si fanno sgarri ai membri della famigghià nintendara. <img src=:"> Comunque almeno da parte mia nessuna limitazione nell'esporre ciò che penso. Non voglio e non farò giudizi sul libro fino a quando non l'ho letto, casomai sul fenomeno editoriale che sembra riguardare anche te, non per il fatto che ce l'abbia coi giovani scrittori pubblicati, non hanno colpe (sfido chiunque di voi di fronte a una proposta editoriale a dire "no grazie, devo ancora migliorare mi richiami tra dieci anni), ma anzi sono contento per loro visto che anche se temo che il fenomeno in sè non sia molto lindo, loro possono comunque profittarne avendo la possibilità di uno sbocco per poi migliorare e affermarsi (ma come ha scritto metalupo qui siamo fuori contesto allora mi stoppo qui). Tornando in tema, a questo punto mi tolgo una curiosità: con quale criterio hai scelto i nomi dei vari personaggi. Hai utilizzato delle lingue reali oppure ti sei completamente affidato alla fantasia?

» postato da Lan. alle 22:14 del 28-12-2008

25 «Sì Ohdrein, ho capito quello che vuoi dire, ma qualche brano non significa niente. » D'accordo, ognuno è libero di seguire il pensiero che vuole e difendere la propria opinione. Che il metro di misura sia sempre questo e per chiunque e non il due pesi, due misure. Piuttosto mi associo all'esortazione verso l'autore, se vuole parlare di come è nata la sua opera o qualsiasi altra curiosità: spunti, intuizioni, insomma di quello che gli fa piacere parlare del suo libro. Sarebbe un piacere.

» postato da Anonimo (DH) alle 22:35 del 28-12-2008

26 «Magari prima dovreste leggerlo. Fatevelo prestare, se non volete comprarlo. Al limite rubatelo (è già successo) <img src=:"> . Dopo potete, giustamente, esprimere anche giudizi demolitori. Ma non prima, grazie.» Visto che sei l'autore, per rimediare a possibili offese vorrei esprimere ancora il motivo per le mie critiche. Che sono rivolte agli editori. Come avevo già scritto nel post, chi alla tua età, ed anche prima e dopo, non ha provato il desiderio di scrivere un romanzo? Tutti ci siamo passati (o quasi), e tutti ci abbiamo provato. Abbiamo fatto la nostra opera, pensando fosse la migliore del mondo, e spedita ai quattro venti, certi dell'imminente successo. Poi naturalmente la realtà si è fatta sentire, e gli editori (a quel tempo, cioè prima della mania dei baby scrittori) giustamente ci hanno cestinato o ancora meglio hanno avuto la cortesia di spiegarci alcuni dei motivi per cui l'opera non era adatta alla pubblicazione. E il motivo era quasi sempre lo stesso: essere giovani ed inesperti. Che non è una colpa, ma porta ad avere una visione delle cose alterata, distorta. Nella scrittura, l'esperienza di vita, la pazienza, e la maturazione sono necessarie, come il talento. Da quei primi rifiuti si impara. L'umiltà, la pazienza, e ad avere i piedi per terra. Ora invece cosa succede? Per fanatismo commerciale gli editori pubblicano solo giovani, a prescindere da quello che scrivono. O così pare. I risultati sono due: prima di tutto è un messaggio educativo oltremodo sbagliato. Vi illudono, non vi insegnano, vi mettono sugli allori. Senza errori cosa mai si puo imparare? Se fai centro al primo colpo, se vieni pubblicato al primo romanzo scritto quasi fosse un gioco, critiche commenti e consigli vanno a farsi benedire. CAvolo, tu sei stato edito! Cosa di cui noi non ci possiamo vantare! Perchè mai dovresti ascoltare i nostri succerimenti? Tu hai fatto centro! Capisci cosa voglio dire? Se hai fatto centro per merito, e sei il Mozart italiano, bene, non ti serve migliorare, o lo puoi fare di testa tua. Ma è così? IL secondo risultato di questa manovra commerciale, e qui capirai i commenti anche turbolenti, è che a noi che "hai tempi" siamo stati giustamente invitati a maturare e farci esperienza di vita, ci sentiamo presi in giro. Prima eravamo troppo giovani (giustamente), ed ora siamo troppo vecchi. E che palle! Mi vorrai scusare se girano. Accettare le critiche, migliorare, attendere sapendo che il tempo porterà consiglio, ed ora che magari ti senti pronto, non puoi fare nulla perchè hai più di 18 anni e sei tagliato fuori. Cerca di capirci, e fatti un esame di coscienza. Si dice che in Italia tutti scrivano, ma allora come è possibile che solo gli under 18 vengano stampati dalle grandi case editrici? Alcune di queste case editrici hanno appunto fatto il loro ingresso nel mercato fantasy con opere adolescenziali! Ha senso? «P.S. @ Ohdrein: Purtroppo Notturno non l'ho mai letto. Ho ben poco di Asimov, leggo più Philip K.Dick. Ora me lo procurerò.» Questo è un piccolo esempio di cosa significhi l'esperienza, l'età. Ora vieni a conoscenza che il tuo romanzo non è così innovativo quanto credevi. Vedrai che fra dieci anni, come ha potuto confermare anche l'esperienza di zephiross, ti renderai conto di tutti quei errori, cliche, e pesanti somigliaze con altre opere (che rendono l'esperienza di lettura un continuo deja-vu) di cui era pieno il tuo libro. E troverai anche dei pregi, forse. Cose davvero interessanti che avresti potuto sviluppare ed ampliare per creare qualcosa di davvero innovativo. Ma non potrai, e forse non avrai voglia, perchè il tuo romanzo è già stato stampato, hai fatto centro al primo colpo. Il tuo è un sogno che si è avverato, ma troppo presto e troppo facilmente. E questo, a lungo andare, potrebbe non farti bene, oltre a non far bene tutt'ora all'editoria italiana. La fretta non è mai una gran cosa. Ps. un ultima cosa. Mi dispiace, ma il tuo libro non l'ho letto nè lo leggerò. Non per cattiveria, ma perchè di libri ce ne sono tanti che in dieci vite non potrò mai leggere tutti quelli che vorrei. E devo fare selezione. La presentazione non puo esprimere tutti i pregi di un romanzo, è vero. Ma i punti salienti della trama sì. E nella trama del tuo romanzo, mi spiace, non ho trovato nulla di interessante. E forse sono prevenuto, sapendo la tua giovane età. Vedi, quindi, che essere editi troppo presto non è detto porti fortuna? Pss. Hai comunque fatto benissimo a cogliere l'occasione della pubblicazione. Sopratutto perchè se aspettavi di superare i 20, con l'andazzo attuale, ti giocavi forse l'unica occasione della tua vita. Ora basta monopolizzare la discussione, altrimenti i moderatori mi crocifiggono. Ciao e buona fortuna.

» postato da comewithme alle 23:02 del 28-12-2008

27 Allora torno a parlare con voi, visto che la cosa non vi dispiace e che anche a me fa piacere. Un confronto aperto e cordiale è sempre il benvenuto. Per quanto riguarda la casa editrice... questo è il primo libro per ragazzi che pubblicano. Non hanno mai seguito il fantasy. Non gli ho spedito il manoscritto, ma ho saputo che la famiglia Dalai ha una casa all'Elba e mi sono detto: "Perché no? Proviamoci." Ho preso il motorino e gli ho portato a casa personalmente il libro. Loro gentilmente l'hanno preso dicendomi che mi avrebbero consigliato una casa editrice più adatta. Invece poco tempo dopo mi hanno richiamato e mi hanno detto che lo avrebbero pubblicato. Ora, non so se questo è dovuto alla "febbre del giovane scrittore" che imperversa ovunque, però è significativo che abbiano speso tanto per promuovere il mio libro, buttandosi in un mercato a cui sono sconosciuti (ben pochi ragazzi conoscono la BCDE). P.S. @ Lan. I nomi sono completamente inventati. Alcuni suonano più normali, altri più alieni perchè sono in lingue diverse da quella correntemente usata nel libro. In più ci sono personaggi mitologici che mantengono il loro nome reale (come Titania ed Oberon ad esempio).

» postato da Tomahawk alle 13:10 del 29-12-2008

28 «Allora torno a parlare con voi, visto che la cosa non vi dispiace e che anche a me fa piacere.» Ma certo... non ti fare intimidire da chi usa un tono troppo paternale (questo messaggio incluso, ma ovviamente mi riferisco sopratutto ad altri) e pontificante :wink:

» postato da metalupo alle 20:07 del 29-12-2008

29 Attento anche a chi è troppo gentile con te e tiene troppo la tua parte...potrebbe esserci dietro qualcosa :D Battute a parte, qual'è stata la molla che ti ha fatto nascere l'idea della classe dell'eclissiomante?

» postato da Anonimo (DH) alle 00:46 del 30-12-2008

30 L'eclissiomante nasce da una religione/filosofia che mi ha sempre affascinato: il Taoismo. Gli eclissiomanti sono maghi che usano assieme magia bianca e nera e per questo sono rigettati dalla società. Il loro potere però è votato al bene, perché è l'unione e la comprensione di entrambe le parti dell'animo, quella luminosa e quella oscura, che ci porta all'equilibrio e all'ordine delle cose. Le eclissi sono la maggior fonte di potere per un eclissiomante perché rappresentano l'unione tra la luce e l'oscurità.

» postato da Tomahawk alle 15:00 del 30-12-2008

Puoi continuare la discussione sul forum

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.