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Il raccolto

Presentazione dell'autore: Triestino, classe 1966. Ama le buone letture e i viaggi, che considera essenziali per la sua formazione culturale e umana. Malato d'Oriente, tra il 1988 e il 1996, zaino in spalla e budget ridotto, visita a più riprese i vari paesi del Sud Est Asia.
Nel 2002 pubblica il thriller Scatole Siamesi (Editrice Nord), una spy story ambientata in Thailandia, Laos, Cambogia e Myanmar, a metà del XXI secolo.
Nel 2006, partecipa alla stesura del DizioNoir (DelosBooks), saggio a più mani curato da Mauro Smocovich.
Suoi racconti sono apparsi in rete (ThrillerMagazine, I Vedovi Neri, Orient Express), in libreria (M-Rivista del Mistero/Alácran) e in edicola (Segretissimo/Mondadori).
In termini di narrativa lunga, sta lavorando su due progetti: un romanzo storico a tinte fantastiche, ambientato nel quattordicesimo secolo, e un thriller con scenari asiatici, Sangue khmer.
E’ nella redazione di www.thrillermagazine.it , dove interviene con notizie, interviste e altri articoli, alcuni dei quali raccolti nella sua rubrica Spie nel mirino.
Collabora attivamente con www.ivedovineri.it, coordinando tra l’altro una rubrica dedicata alla narrativa storica (“Le evasioni di Clio”) aperta a più contributi.
Partecipa occasionalmente all’attività di altri siti tematici, per esempio www.zaffoni.it , www.fantasymagazine.it e www.fantascienza.com.
La piana di Kratos è un campo di grano maturo.
Non è visibile, ora, ma io so cosa cela quella spessa coltre nebbiosa, rivelata a stento dal misero quarto di luna appeso nella fosca oscurità di questa lunga notte.
Poco prima dell'aurora, arrivo sulla cresta collinosa che, da Est, domina l’ampia vallata. Mi siedo su un tronco abbattuto da un fulmine: una panca naturale che pare messa lì apposta, proprio in cima al declivio che digrada deciso verso valle.
Mi rilasso, attendo lo spettacolo dell'alba che a breve si riverserà sul pianoro, inondando di luce torbida la promessa di un raccolto abbondante.
Ascolto i suoni. Ovattati, certo, nondimeno distinguibili.
"Loro" sono già là, confusi nella tenebra caliginosa, intirizziti fino al midollo, fino all'anima. Qualcuno ha voluto anticipare il giorno; qualcun altro, forse in risposta, forse no, ha fatto altrettanto. Bizze, o calcoli strategici, chissà. Poco importa.
Aspetto. Non manca molto.
Ecco i primi raggi. Sciabolano attraverso le fronde della foresta che orna i colli orientali. Lame inesorabili, che chiazzano e trafiggono la bruma adagiata dabbasso. Fasci sempre più numerosi, sempre più ampi, colpiscono la nebbia fino a disperderla in particelle di rugiada disseminate su metallo, cuoio e pelle. Fino a che il sole non fa capolino oltre la dorsale, e tutta la larga conca è rivelata.
I due eserciti si fronteggiano, schierati.
All'imboccatura meridionale di Kratos, poco dopo l'omonimo villaggio, sono spiegate le forze di Antemion, sovrano di Arkea. Arkea l'Antica, la Prima delle Città. Arkea, splendida e decadente. Invidiata, eppure stanca.
Nella prima riga dello schieramento, distinguo uno scudo inconfondibile, che non teme né di sostenere il primo impatto, né di farsi riconoscere. Quella chimera stilizzata è il simbolo di Lysander, l'Eroe. La sola presenza dell'intrepido guerriero incute timore ad ogni nemico, erode il coraggio ai più arditi. Le sue gesta sono note alle genti, i cantori le narrano attorno ai focolari. C'è chi già intreccia poemi. Avvoltoi auspicano il suo violento trapasso per poter comporre la più sublime delle tragedie.
Verso settentrione, il generale Brasida ha disposto al meglio le sue truppe, rispettando l'ordine compatto dello schieramento oplita, senza dimenticare di proteggere i fianchi: il sinistro è difeso da arcieri e frombolieri, appoggiati da numerosi scorridori barbari, tutti opportunamente celati fra le rocce e gli arbusti che frammentano la china collinare; il destro, quello fisiologicamente debole della falange, con un buon rincalzo di ausiliari armati di giavellotto e un battaglione di fanti leggeri. Da quel lato, ad ogni modo, il versante presto ripido impedirà ad Antemion di sfruttare la mobilità dei suoi feroci mercenari xici, cavalieri senza eguali, benché militi di scarsa tempra e motivazione.
La guerra sta cambiando. Non si combatte solo spalla a spalla, muso all'esercito rivale o alla nuca del compagno. Coraggio, forza e volontà, i vecchi pilastri bellici, non bastano più di fronte al mutare delle condizioni. Strategie e tattiche vanno riviste, affrontate con meno scrupoli per la tradizione e l'onore.
Il condottiero esorta il suo cavallo su una posizione laterale, leggermente sopraelevata. Studia il nemico. Pare stia controllando come Antemion abbia disposto, tra la quinta e la sesta linea di fanteria pesante, una fitta doppia fila di arcieri, pronti ad eclissarsi dopo aver scaricato una pioggia di dardi.
Secondo me, lo preoccupa soprattutto la presenza di Lysander tra gli avversari. Migliaia di uomini sono pronte allo scontro: un singolo, per quanto valoroso, non dovrebbe fare la differenza. Ma le forze in campo, pur dissimili, sono estremamente equilibrate. Troppo. Anche per questo esistono gli Eroi.
Il maturo Brasida, vincitore di tante campagne, avrebbe voluto evitare la pazzia di accettare il confronto su quel terreno. Ma il diciottenne re Niso di Mirinto non aveva voluto sentire ragioni.
Conosco bene Brasida.
Immagino su cosa stia riflettendo, di fronte a questa forzata resa dei conti. Magari, appena ora realizza come la scelta del suo re non sia stata, in fondo, così sconsiderata. Di come solo in apparenza Niso sia un giovane avventato e cocciuto.
Questo conflitto interminabile deve finire al più presto. In un modo o nell'altro. Sta logorando la forza vitale di entrambi i regni, e gli occhi avidi dell'Alleanza della Costa Orientale — forte dei suoi scrigni colmi dei proventi mercantili, nonché di uno stuolo di prezzolate truppe straniere — sorvegliano con tangibile interesse gli sviluppi di quel endemico antagonismo.
E' una scommessa sul futuro, quella di Niso. Non sul presente.
Una scommessa azzardata, tuttavia.
La valle di Kratos è il luogo giusto per uno scontro risolutivo. Una losanga con alture fittamente boscose da una parte e pareti scoscese di aspra roccia dall'altra. Un doppio imbuto, che non consente fuga. Che impone vincitori e vinti.
Purtroppo, che prevalga l'uno o l'altro, la battaglia rischia di risolversi in una carneficina su entrambi i fronti. Questo è un male. La debolezza di un esercito, pur anche vittorioso, attira nuovi predatori. Sciacalli senza onore, pronti ad approfittarsi, con fredda razionalità, di un'opportunità unica e irripetibile.
Conosco Antemion ancora meglio di Brasida.
Potrei scommettere sui suoi pensieri. Il suo è un segreto e assiduo rimuginare, di solito ben camuffato dietro atteggiamenti ora dispotici, ora istrionici, dietro l'assertività inamovibile di parole e azioni, dietro il fascino virile del volto, incorniciato dalla chioma ricciuta e dalla barba possente.
Di certo, anche lui — lo spietato, crudele, ambizioso Antemion, che conquistò l'Eudea, che annichilì Thira, che asservì Kroti, che umiliò la Lega Relfica — sta covando pensieri cupi, grevi di consapevolezza. Il cruccio del "domani" corrode da dentro le sue certezze, la sua boria, la sua astuzia. Inasprisce la sua irritazione.
Arkea è fragile come non mai. La sua sopravvivenza minacciata.
In realtà, Antemion se ne frega del vanto di una civiltà secolare, della sua continuità. Le sue accalorate orazioni sull'eredità dell'Antica sono zelo demagogico con cui ammanta un trono egoista ed egocentrico. Il potere che anima tutta la sua esistenza è però vincolato alla sovranità di Arkea.
Qualora vincitore, lo “smidollato Niso” — così lo chiama Antemion — probabilmente non reclamerebbe la sua testa mozzata, ma di certo gli imporrebbe una sorte per lui peggiore della morte: un esilio privo di autorità.
Commenti
2 «
Mi è piaciuto molto, coinvolgente e un po' ricercato. Sbaglio o dietro un po' di Grecia antica?
»
... cosa?! Cosa c'è dietro quel po' di Grecia Antica?! Volevo leggerlo, ora ho paura... sarà mica horror?! ![]()
» postato da eNKay alle 11:51 del 05-12-2007
3 Finalmente sono riuscito a leggerlo sino in fondo. Come ho imparato i racconti di Fabio Novel non son mai tempo perso, si leggono bene e sono costruiti con mano d'esperto. Questo mi ha colpito per due cose su tutte. La padronanza della terminologia, molto curata. Chi vuole scrivere racconti impari da Fabio che nulla dev'essere lasciato al caso se si vuole essere professionisti. Inoltre ci sono le diverse chiavi di lettura. Non credo di banalizzare se sottolineo come, (ancora una volta?) la vita ha sconfitto la morte, come gli eserciti non sono entità astratte che si combattono e vincono o perdono, ma esseri umani che devono combattere però ne farebbero volentieri a meno. Tutto quadra nella storia, il giovane re che si affida a un veterano e il più vecchio re che si affida a un giovane eroe. Forse è uno dei pochi casi in cui la fuga è vittoria. Ottima la narrazione. Se devo proprio trovare un difetto è nel titolo. Quando l'ho letto e ho iniziato a leggere il racconto ho subito capito che l'entità narrate è la morte. Bene, è tutto. Fabio scrive troppo poco, e ci eprdiamo tutti noi lettori. donato
» postato da Donato ALTOMARE alle 12:51 del 05-12-2007
4 Grazie Virae per i complimenti.
Sono contento che ti sia piaciuto.
E... sì: in effetti si tratta anche di un omaggio, in chiave fantastica, alla Grecia "antica". Tieni conto che "Il raccolto" fu scritto per un progetto tematico, poi non andato in porto, di heroic fantasy. Volevo tentare la strada in modo personale. Sia nella trattazione dell'Eroe. Sia nello scenario. Considerato che su FM si è più volte cercato di inquadrare un concetto di "fantasy mediterraneo" ho provato a dire la mia... direttamente in narrativa
Anche se i riferimenti alla Grecia dell'antichità sono numerosi, sia chiaro però a chi venisse ora l'intenzione di leggere il racconto che l'ambientazione è immaginifica, non storica. Anche se è volutamente debitore di svariati particolari storici.
In questo modo, forse, ho risposto un po' anche ad eNKay...
Horror? No, questo no. La prossima volta, magari!
A Donato...
Che dire?... Io magari (spetta ai lettori il giudizio) ci azzecco un buon racconto, ogni tanto. Ma Donato ne ha scritti "veramente" tanti, di bei racconti! Fantasy inclusi.
Quindi il suo commento mi diventa particolarmente gratificante, e motivante.
Circa il titolo...
Spoilerino _____________________
... sì, Donato: sono d'accordo con te. E' "troppo suggeritore". Senza il "forse" – aggiungo pure io.
Va detto però che l'intento di sorprendere con l'identità dell'io-narrante (che emerge progressivamente, ma so d'aver reso intuibile nel percorso), benché previsto, non era quello prioritario. I contenuti, qualcuno "in chiaro" qualcuno più allegorico, sono altri.
fine spolerino __________________________
Il titolo avrebbe potuto essere diverso, comunque.
Una considerazione che ho fatto, a racconto concluso.
Ma le alternative non mi convincevano. Molto spesso le mie storie nascono proprio da un titolo, e da un'idea strettamente correlata, ma ancora informe, sfuggente. Che poi cresce e si concretizza.
Non sono riuscito a "rinnegare" questo titolo.
E credo d'aver fatto, tutto sommato, la scelta giusta.
Grazie ancora Donato.
Ti prometto che cercherò di scrivere un po' di più. ![]()
» postato da Fabio Novel alle 17:58 del 10-12-2007
5 Finito di leggere ora. Sette pagine di racconto veramente molto piacevoli. Come già ricordato da qualcuno precedentemente ricorda in certe parti il tipico ambiente dell'antica Grecia, sia in riferimento agli schieramenti opliti, che ai nomi e alle dipiche dispute tra le città stato di quella che fu l'Ellade alcuni millenni fa. Parlando dello stile e dell'autore devo essere sincero, non sono mai stato un amante dei racconti in terza persona (oltretutto come "osservatore" esterno) ma visto il finale mi sono dovuto ricredere, in questo caso ha dato un tocco di originalità in più all'opera. Per ultimo voglio fare i complimenti all'autore, decisamente molto ricercato il lessico che resta comunque molto scorrevole, ideale quando si tratta di scrivere un racconto, ma che dà un senso si ulteriore enfasi ad un opera che, vista la brevità e i contenuti, difficilmente avrebbe potuto sottisfare questo requisito.
» postato da DiVega alle 18:10 del 13-12-2007
6 Proprio un bel racconto che mi ha anche sopresa nel modo in cui è stata sviluppata la trama. Ultimamente sto diventando una fanatica del lunguaggio corretto (ci sono veramente tante nefandezze in giro) e curato nella forma senza apparire per questo pomposo o pensante. E il racconto di Fabio è anche questo, un racconto scritto con maestria e uso delle metafore e degli aggettivi appropriato, molto evocativo già dall'incipit "La piana di Kratos è un campo di grano maturo." Ammetto di non avere una grande passione per la descrizione di eserciti che si preparano alla battaglia e per le strategie belliche. Fatta eccezione per la battaglia di Austerlitz, descritta superbamente da Tolstoy in Guerra e Pace, le altre mi annoiano abbastanza e per un attimo ho temuto che il racconto evolvesse in questa direzione. E invece, sopresa! La parte dedicata a Lysander è splendida, sia per come viene descritta ma sopratutto per le conseguenze che porterà nella vita dell'Eroe. Sarà anche un racconto che doveva essere inserito in un progetto di heroic fantasy, ma trovo questo Eroe è più apprezzabile di tanti suoi colleghi ipertrofici. Certo la sua natura di guerriero lo porta ad essere duro e granitico, ma la sua corazza, e non mi riferisco a quella di metallo, comincia dare segni di cedimento. Del resto ad Achille ho sempre preferito Ettore.
» postato da Melian alle 12:19 del 14-12-2007
7 @DiVega
Grazie, sono contento ti sia piaciuto il racconto. E lo scenario, al quale ho dedicato particolare attenzione.
La scelta di un minimo di linguaggio ci stava (con l'eccezione dei dialoghi fra i due "osservatori", che ho preferito rendere più moderni – per una ragione precisa, collegata all'aspetto allegorico). Confido di non aver esagerato. Mi scrivi che il racconto resta "molto scorrevole": questo è per me un feedback importante. Fondamentale.
Sono ora curioso di sentire che ne pensi di "Fiori per Diana", il mio contributo a "Gli occhi dell'Hydra"... Oooops, sorry: questa è un'altra storia, decisamente OT in locanda...
@Melian
E grazie anche a te, Melian.
Mi fa piacere in particolare che l'incipit ti abbia colpito. Mi sono divertito molto, sulla descrizione d'apertura. E che tu abbia apprezzato Lysander, la sua scelta...
Circa le descrizioni dei campi di battaglia... dai, su, che anche tu sei un'eretica reduce dei "campi di Caino" di Magdeburg!
)
» postato da Fabio Novel alle 18:34 del 18-12-2007
8 Lo conoscevo già, ma è stato un piacere rileggerlo. Ottimo raccolto, ragazzi! ![]()
» postato da fabiana redivo alle 18:25 del 21-12-2007
9 Bel lavoro Fabio. Davvero. Racconto solido e senza sbavature con un background tale da renderlo credibile dall'inizio alla fine. Hai riassunto in poche pagine una buona parte del feeling della battaglia imminente, della differenza tra i giochi di potere e la realtà di chi la lancia la impugna davvero. l'Io narrante, pur abbastanza palese, è gradevole e mai sopra le righe, fatto non facile da gestire. Aspetto con grande piacere di poterti leggere su storie di più ampio respiro.
» postato da (Angelo Benuzzi) alle 14:44 del 11-04-2008
10 Nota Qualche tempo fa ho ricevuto una tremenda bastonata in testa e ho perso la memoria. Con chiunque parli e ovunque passi è per me la prima volta: chi dovesse aver già veduto il nome di me medesimo in qualche posto del Web ne tenga conto. Ciò che conta è soltanto questo: qualunque sia la vostra (di voi singolarmente,dico) opinione su qualsiasi cosa e comunque sia differente dalla mia, qualunque sia il modo con cui e il motivo per cui l'avete espressa, non ho e non avrò ragione di dubitare che vi spinga la migliore delle intenzioni possibili. Non ricordo assolutamente altro, nemmeno di non ricordarmelo. *** Racconto sorretto da indubbio studio e tecnica, è secondo me un tentativo onesto, non nuovo, di far convivere una veste epica con una coscienza moderna, senza però superare i difetti e i rischi di questa soluzione, ai quali non è esente questo pezzo: tentativo dunque riuscito sotto non tutti i profili, a causa, per esempio, dell'uso un poco scontato del tema antibellico, per un gusto del "sociale", tipo "denuncia contro i poteri forti", un po' malinteso, comune a molte correnti della fantasy attuale, da quel poco che ho letto, quando ne leggevo. Non ne condivido le pretese etiche, tuttavia prendo atto di queste scelte, già avviate da tempo nella fantasy, e ne riconosco, quando non scadano nel puro pretesto, il valore arricchente.
» postato da Messer Forestiero alle 14:03 del 02-01-2009
11 «
Racconto sorretto da indubbio studio e tecnica, è secondo me un tentativo onesto, non nuovo, di far convivere una veste epica con una coscienza moderna, senza però superare i difetti e i rischi di questa soluzione, ai quali non è esente questo pezzo: tentativo dunque riuscito sotto non tutti i profili, a causa, per esempio, dell'uso un poco scontato del tema antibellico, per un gusto del "sociale", tipo "denuncia contro i poteri forti", un po' malinteso, comune a molte correnti della fantasy attuale, da quel poco che ho letto, quando ne leggevo. Non ne condivido le pretese etiche, tuttavia prendo atto di queste scelte, già avviate da tempo nella fantasy, e ne riconosco, quando non scadano nel puro pretesto, il valore arricchente.»
Benvenuto, Messere, al tuo commento. Mi gusto il bicchiere mezzo pieno.
Circa il mezzo vuoto: sì, sono senz'altro presenti anche gli aspetti che evidenzi, in forme diverse. Trovo il termine "denuncia" forzato, ma ci intendiamo, comunque.Gli ingredienti sono senz'altro più d'uno, forse però quello su cui ci tenevo di più a concentrarmi, era il "fattore umano", la solitudine del cosidetto... "Eroe".
Mi fa piacere anche di non "scadere nel puro pretesto".
Grazie ancora. ![]()
» postato da Fabio Novel alle 18:44 del 15-01-2009
12 Racconto interessante e ben scritto. Abbiamo messo una breve presentazione con link a questo blog nel nostro sito (rivistazetesis.it), che si occupa di problemi riguardanti il mondo antico e la cultura greco-romana. Grazie e auguri! La Redazione di Zetesis.
» postato da (Redazione di Zetesis) alle 11:39 del 14-07-2011
13 «Racconto interessante e ben scritto. Abbiamo messo una breve presentazione con link a questo blog nel nostro sito (rivistazetesis.it), che si occupa di problemi riguardanti il mondo antico e la cultura greco-romana.
Grazie e auguri!
La Redazione di Zetesis.
»
Leggo appena ora il post e il commento sul vs/ sito.
E' veramente una gradita sorpresa scoprire che il mio racconto è piaciuto anche ad appassionati ed esperti del mondo antico.
Il mondo che ho creato a scenario è ovviamente di fantasia, e in qualche modo forza elementi in realtà di epoche storiche differenti rispetto al reale passato. Ma la cura di vari particolari pesca in effetti a piene mani da testi del tutto storici.
Grazie. ![]()
» postato da Fabio Novel alle 22:33 del 17-08-2011
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1 Ciao Fabio: come promesso, eccoti il commento. Mi è piaciuto molto, coinvolgente e un po' ricercato. Sbaglio o dietro un po' di Grecia antica? Complimenti
» postato da virae alle 23:07 del 04-12-2007