Come e perché certe "magie" si verifichino ancora non lo so. La passione per il fumetto e la fantasia può portarti lontano, non solo in modo immaginario, durante la lettura o la visione di un film, ma anche in modo "fisico", come è stato in questo caso: una visita guidata a Brussels, la capitale del Belgio, ma anche senza timore di smentite una delle capitali del fumetto.

L'occasione è nata dalla prima mondiale del film Tintin e il segreto dell'Unicorno, diretto da Steven Spielberg e prodotto da questi insieme a Peter Jackson. Il film è tratto dalle avventure del personaggio ideato dal fumettista belga Georges Remi, in arte Hergé.

Le avventure di TinTin sono riconosciute tra i capolavori della scuola franco-belga del fumetto, detta della ligne claire.

La storia editoriale del personaggio è durata dal 1929 al 1986, e si è dipanata per 24 albi, realizzati con la cura del fumetto d'autore, con episodi che venivano prima pubblicati puntate sulle riviste, e poi raccolti in volume.

In realtà l'ultimo albo Tintin et l'Alph-Art è stato pubblicato incompiuto tre anni dopo la morte di Hergé, avvenuta nel 1983. Dopo la morte dell'autore non sono state realizzate altre storie del personaggio.

Il fumetto è già stato trasposto  in passato in due serie animate per la televisione, e in due lungometraggi dal vivo per le sale cinematografiche.

La gita offerta generosamente dall'Ufficio Belga per il Turismo, Bruxelles – Vallonia è cominciata la sera del 20 ottobre, con la partenza da Milano Linate insieme a un piccolo gruppo di giornalisti italiani e Silvia, la nostra referente del suddetto ufficio, che non ringrazierò mai abbastanza per la pazienza e la cortesia.

L'anteprima alla quale avremmo partecipato noi è stata addirittura precedente alla anteprima "ufficiale" del giorno 22 e si è tenuta giorno 21. Durante la giornata però non siamo stati con le mani in mano, infatti il pomeriggio del 21 è stato dedicato al pellegrinaggio al Museo Hergè, che non si trova nel comune di Brussels (denominazione in lingua olandese della città, che parecchi abitanti sembrano preferire a quella francese Bruxelles), bensì nel comune di Louvain-la-Neuve.

Ho scritto pellegrinaggio e non visita. In effetti l'impressione data dal museo, molto ricco di materiale di ogni tipo, è quella di un mausoleo dedicato al grande autore Belga. Basti pensare alle severe restrizioni sule fotografie all'interno del museo imposte dalle Edizioni Moulinsart che ha comunicato ai giornalisti i luoghi dove è vietato o consentito riprendere immagini al Museo.

In particolare è vietato fotografare in tutte le sale espositive permanenti del Museo. E' invece consentito scattare fotografie all'esterno del Museo, nell'atrio a piano terra, nel ristorante del Museo, Le Petit Vingtième, sulle passerelle e nelle sale delle esposizioni temporanee al piano terra. Inoltre potrete osservare che per rendere molte delle immagini a corredo dell'articolo pubblicabili è necessario indicare i giusti detentori del copyright.

L'impressione è quella di un museo che sicuramente conferma la volonta dei detentori dei diritti sul personaggio di preservare il più possibile le creazioni di Hergé da speculazioni, ma che rischia di mettere sotto una teca di cristallo l'immagine dei personaggi da lui creati.

A latere della visita ci è stato concesso di scambiare qualche parola con Philippe Goddin. autore della biografia di Hergé pubblicata dalle Éditions Moulinsart, che ci ha raccontato il suo punto di vista sull'autore.

Dell'uomo Hergè Goddin il ricordo più bello che serba è della sua cordialità.

In merito alla visione che sarebbe politicamente scorretta di Tintin, in merito ai rapporti tra occidente e terzo mondo, per Goddin appare chiaro che è una visione figlia della sua epoca, nella quale il colonialismo era una realtà quotidiana e acclarata. Hergè stesso in tempi più moderni ha rivisto la sua visione, negli ultimi albi, come Tintin e i Picaros per esempio.

Sull'annosa questione della gestione dei diritti da parte degli eredi di Hergè, sul loro rigido controllo dell'utilizzo del personaggio, Goddin ha ribadito che tutto parte dall'affermazione dell'autore che affermò prima di morire "Tintin c'est moi".

Nel rispetto di questa volontà gli eredi non hanno più consentito la realizzazione di storie da altri autori, se poi nel controllo dell'uso del personaggio c'è stata qualche rigidità, o si sono commessi degli errori è perché, in fondo, "anche loro sono umani", ha affermato il biografo.

Dopo l'interessante ma pur breve chiacchierata  e un cena a base di specialità belghe, la serata è stata ovviamente caratterizzata dall'anteprima. Sul film mi espressi in tempo reale la notte stessa.

Le avventure di Tintin. Il segreto dell'Unicorno

Le avventure di Tintin. Il segreto dell'Unicorno

Articolo di Emanuele Manco Sabato, 22 ottobre 2011

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Dopo l'emozionante serata, ancora più intrigante è stata, il giorno dopo, la visita guidata ai luoghi del fumetto disseminati per tutta la città.

A cominciare dal Marolles, lo storico quartiere popolare brussellese dove nacque l'autore. Camminando per le vie della città ci siamo poi imbattuti nei vari murales raffiguranti personaggi del fumetto belga, nel mercatino delle pulci che è stato immortalato nel fumetto Tintin e il Segreto del Liocorno, che è stato fonte d'ispirazione per il film, nel curioso Comic Cafè, dedicato appunto al mondo della nona arte. Ma non è stato meno emozionante imbattersi nella casa natale di E.P. Jacobs, autore di Blake e Mortimer, o in attrezzatissime e coloratissime fumetterie.

Clou delle giornata di sabato è poi stata la vera e propria prima mondiale. Nella centrale Place de Broukère, abbiamo potuto assistere a un vero e proprio spettacolo a cielo aperto, con una folla assiepata a seguire la sfilata sul Red Carpet, dove eravamo passati anche noi giusto la sera prima. A calcare le nostre orme sono stati quindi Steven Spielberg, gli attori del cast, in primis Jamie Bell e Andy Serkis, i Reali del Belgio, il Sindaco di Bruxelles Freddy Thielemans, la vedova di Hergé, Fanny, e tanta altra bella gente.

Collateralmente si è svolta anche una sfilata di macchine d’epoca rappresentate nelle avventure di Tintin e altre esibizioni, come la trasformazione in diretta del gigantesco poster di Tintin "Born in Brussels" nel poster "Back in Brussels".

Tutto questo sotto un sole che sembrava infischiarsene della fama di grigiore della città. Uno dei ricordi che serberò sempre con piacere è quello del magnifico sole di Brussels. Sarò stato fortunato. Ma ogni tanto un colpo di fortuna serve.

E il sole ci ha accolto anche domenica, per una visita al magnifico Centro Belga del Fumetto.

L'atmosfera vissuta dentro questo museo di Brussels è stata molto diversa da quella del "mausoleo Hergè". L'impressione ricavata dalla visita al Centro è stata di un luogo vivo e vitale, dove le persone e soprattutto i bambini possono toccare con mano i fumetti, fotografare, interagire e divertirsi con la nona arte. Un museo ricavato in un bellissimo palazzo Art Nouveau che è ben lungi da essere uno statico monumento. Un luogo vivo e divertente. Varie sono le sezioni dedicate alla principali stelle del fumetto belga, in primis Tintin, ma anche i Puffi, Lucky Luke e Blake e Mortimer tra gli altri. Molta attenzione è posta a spiegare come nasce l'arte sequenziale, ossia quali sono i passaggi creativi e industriali che portano alla realizzazione di un albo. Più che interessante. Imprescindibile.

Purtroppo tutte le cose belle devono finire. Pertanto dopo l'appassionante visita e il pranzo alla Brasserie Horta, la caffetteria-ristorante del Centro, in compagnia di Marc Sleen, autore di Nerone (del quale abbiamo anche visitato il museo dedicato alla sua opera, proprio di fronte al Centro Belga del Fumetto), il nostro gruppo si è mestamente recato in aeroporto, per tornare al grigiore milanese. Mi attendeva la settimana lucchese.

Le altre testimonianze del viaggio le trovate nell'annessa galleria fotografica. Se poi volete vivere in modo più dinamico l'esperienza di questo viaggio tra le risorse in rete trovate anche un video ufficiale, prodotto da Moulinsart e dall'ufficio del Turismo, e un link con tutte le informazioni su come recarvi in quei luoghi così accattivanti. Spero durante la vostra visita abbiate la stessa fortuna che ho avuto io, che rimpiango ancora il sole di Brussels.