La La Land è una Los Angeles Story.  Damien Chazelle rinverdisce la tradizione dl musical in cinemascope raccontando una favola moderna semplice: la storia d'amore tra l'aspirante attrice Mia (Emma Stone) e il musicista jazz Sebastian (Ryan Gosling). Il conflitto in questo genere di storie è rappresentato dai motivi per cui i due non possono stare insieme. Questi motivi o vengono superati o portano pragmaticamente i due su strade diverse.

Ma lo strato narrativo è la cosa meno interessante dell'operazione di Chazelle che più a raccontare una storia come tante è più interessato ad allestire un grande musical, con grandi numeri di ballo, canzoni che entrano in testa per non uscire più, tanta fantasia e tanti colori.

Un omaggio colto e commosso ai numi tutelari dal genere, da Vincente MinnelliJacques Demy, con una coppia che sullo schermo echeggia le dinamiche di Fred Astaire e Ginger Rogers o Gene Kelly e Leslie Caron.

Ryan Gosling ed Emma Stone
Ryan Gosling ed Emma Stone

Sotto questo profilo il lavoro è divertente. La grande differenza da altre operazioni citazioniste come The Artist o Ave Cesare! è la scelta di raccontare una storia moderna, consona alla nostra sensibilità, con la mescolanza di linguaggi che attinge a quasi tutta la storia del musical e del cinema.

Jazz, Pop, New Wave inglese persino. Tutto finisce nel miscelatore allo scopo principale di intrattenere e divertire lo spettatore.

La La Land
La La Land

Chazelle ha studiato i film giusti. Sa toccare tutte le corde della nostalgia di chi conosce la materia, e fa gridare al miracolo chi non riconosce le fonti.

Penso che il merito più grande che La La Land ha sia dunque quello di stimolarci ad andare riscoprire i grandi classici del musical e del cinema, riuscendo allo stesso tempo a divertirci per oltre due ore, riempiendoci in alcune occasioni di quella meraviglia che il grande schermo in 70mm riesce a darci.

Divertimento allo stato puro, senza complessi di colpa.