Il concetto che i giochi non abbiano solo una valenza ludica ma che possano essere rilevanti anche da un punto di vista estetico è entrato nel dibattito filosofico già da qualche tempo. Ora a usarli come punto di partenza per creare un’opera nuova è Yuzuru Hanyu.

Abbandonate le competizioni nell’estate del 2022 dopo aver vinto tutte le gare esistenti, compresi due titoli olimpici, e aver rivoluzionato il pattinaggio agonistico, Hanyu ha intrapreso un nuovo percorso all’insegna della sperimentazione. Prologue, il primo solo show mai realizzato da un pattinatore, aveva raccontato la sua storia da atleta attraverso un rivoluzionario connubio di filmati di repertorio e performance dal vivo, in un paio di casi arricchite dal projection mapping. GIFT era stato un passo avanti, con una narrazione capace di trasfigurare la sua storia e renderla universale grazie anche a commistioni di arte digitale, light art, uno storyboard e la presenza di un corpo di ballo al fianco della pista e di due orchestre capaci di far vivere agli spettatori un’esperienza straordinaria. RE_PRAY, pur rinunciando a ballerine e musicisti dal vivo, è un ulteriore passo avanti.

Il sottotitolo del tour, Yuzuru Hanyu ICE STORY 2nd, aggancia lo spettacolo al primo Ice Story, GIFT, ma la narrazione si espande dall’ambito ristretto dei giochi, anche del singolo gioco, in cui Hanyu si è immerso e di cui deve rispettare le regole, per arrivare a toccare temi fondamentali. Del resto la massima espressione della libertà e della creatività umane si possono avere solo in presenza di regole che, delimitando il nostro comportamento, ci costringono a fronteggiare i limiti nostri e della realtà in cui viviamo.

Yuzuru Hanyu - Gala exhibition at the 2018 Winter Olympics - CC 3.0  by David W. Carmichael - http://davecskatingphoto.com/photos_2018_olympics_gala.html
Yuzuru Hanyu - Gala exhibition at the 2018 Winter Olympics - CC 3.0  by David W. Carmichael - http://davecskatingphoto.com/photos_2018_olympics_gala.html

Hanyu è un appassionato di videogiochi, e la sua passione è trapelata in più occasioni, anche nelle scelte musicali. Se già in passato per un paio di programmi di esibizione aveva usato le colonne sonore di due videogiochi, la musica di A Fleeting Dream, programma creato per Prologue e riproposto in GIFT, realizzato per la parte tecnologica con la collaborazione dei Rhizomatiks e interpretato in tutti i suoi solo show, è quella di Final Fantasy X. La civiltà minacciata da un mostro. Hanyu riprende il suo programma, come riprende alcuni dei programmi che aveva già interpretato in precedenza, e dona loro un nuovo significato. Ri-propone. Ri-gioca. Cercando di arrivare alla fine, a superare l’ultimo ostacolo, a sconfiggere l’ultimo mostro. O forse a cercare una nuova strada.

I brani nuovi sono tre, Gate of Living di Ringo Sheena, Megalovania, composto da Toby Fox per Undertale, e The Darknes of Eternity, composto da Nobuo Uematsu per Final Fantasy IX, in una nuova interpretazione realizzata appositamente dal pianista Shinya Kiyozuka. Diretto ancora una volta da MIKIKO, Hanyu si moltiplica, compare sullo schermo come colui che controlla il gioco attraverso il suo gamepad, entra sul ghiaccio per vivere l’avventura con tutto il suo corpo, uscendo anche dai limiti di una pista tradizionale, si trasforma nel personaggio che viene fatto agire in un live action mozzafiato e torna nuovamente in pista per creare da solo la sua musica attraverso il suono delle lame che scorrono sul ghiaccio. Che lo incidono, perché quella che sta affrontando è una lotta, anche se la esprime attraverso salti tripli e quadrupli completati con la stessa perfezione con cui li completava durante le gare, anche attraverso combinazioni impossibili in un contesto di gara, come la combinazione triplo axel-euler-triplo salchow-euler-triplo salchow, proibita dalle regole perché composta da una successione di cinque salti ma funzionale a sottolineare il concetto di ripetitività. Lo sport, l’atletismo, che diventa arte, perché se l’arte è capace di donarci qualcosa che va oltre il semplice intrattenimento e che ci arricchisce, quella di Hanyu è una nuova forma di arte performativa con commistioni da mondi diversi fusi in una visione che trova il suo apice nella seconda parte dello show. Che sembra nascere per sbaglio, da un glitch, un’imperfezione, così come imperfetta è la vita. Perciò Hanyu replica, ri-gioca, eppure c’è una sfasatura, il gioco non si sovrappone al gioco, perché il giocatore ha sempre una scelta. Un obiettivo verso cui dirigersi, ma allo stesso tempo il percorso che compie verso il suo obiettivo, senza risposte predeterminate, come non hanno una risposta predeterminata gli interrogativi della vita. Per la quale non esiste un pulsante che consenta di giocare di nuovo dopo essersi imbattuti in un Game Over.

Hanyu si è formato come atleta, ha perfezionato il pattinaggio in ogni suo aspetto a un livello che in precedenza non era neppure immaginabile, fino a lasciarsi alle spalle le gare per intraprendere un nuovo cammino. Un percorso nell’oscurità con cui sta inventando una nuova forma espressiva nella quale ciascuno spettatore può immergersi per (forse) ritrovare se stesso.

La prima tappa del tour, trasmessa in livestreaming mondiale lo scorso 4 novembre con la narrazione in giapponese sottotitolata in varie lingue, fra cui l’inglese, sarà disponibile nella sezione Library di Beyond LIVE fra il 14 e il 21 novembre 2023.