Da tre anni il governo degli Stati Uniti ha dichiarato guerra al sesso promiscuo con una legge che lo vieta prima del matrimonio. L’unica eccezione è una notte all’anno, attesa con ansia da tutti i single, compresi Owen e Allie. Lui è un pizzaiolo innamorato del proprio lavoro e della fidanzata, che però lo lascia proprio alla vigilia dell’unica notte di libertà concessa dalla legge. Lei è una cantante di jingle pubblicitari che continua a inseguire un ideale romantico dell’amore. Nel corso della serata i loro destini si incrociano più volte, senza che tra loro scocchi la scintilla. I due finiscono così per diventare complici nella ricerca di qualcuno con cui trascorrere la notte, fino a quando il nuovo giorno riporta tutto alla normalità e il divieto torna in vigore.

One Night Only – Quando tutto è possibile rilegge il concept di The Purge attraverso il filtro della commedia romantica, sostituendo la violenza con il sesso occasionale. Un presupposto volutamente paradossale che, al di là della sua leggerezza, conserva un sottotesto inquietante. Per contenere malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate, lo Stato impone a ogni cittadino un tatuaggio che rimane rosso per i single e diventa verde soltanto durante l’unica notte di libertà. Anche in quell’occasione, però, il sesso senza preservativo resta illegale, tanto da trasformare un semplice profilattico in un bene da mercato nero. Sarebbe materiale ideale per una satira politica, soprattutto in un momento storico in cui parte della destra americana spinge apertamente per un ritorno a una morale sessuale più rigida. Il film, però, evita qualsiasi affondo e preferisce utilizzare questa premessa esclusivamente come motore comico.

Will Gluck conferma la propria familiarità con il genere, già dimostrata in Amici di letto e Tutti tranne te, dirigendo una commedia dai ritmi sostenuti e senza tempi morti. Il vero valore aggiunto è però la sceneggiatura di Travis Braun, costruita con precisione e capace di concatenare dialoghi brillanti, gag e situazioni sempre funzionali al racconto. La struttura non riserva particolari sorprese e il percorso sentimentale dei protagonisti segue binari ampiamente prevedibili, ma il film compensa con un buon senso del ritmo e una scrittura che mantiene costante il divertimento.

Monica Barbaro e Callum Turner formano una coppia credibile e affiatata, pur senza possedere un'alchimia tale da rendere memorabile la loro storia. A rubare spesso la scena sono invece i personaggi secondari, cui la sceneggiatura affida i momenti più riusciti e le battute migliori. Ne nasce una commedia romantica estiva che non reinventa il genere né sfrutta fino in fondo le potenzialità della sua brillante intuizione iniziale, ma che riesce comunque a intrattenere con intelligenza e leggerezza, evitando gran parte delle banalità che affliggono molte produzioni analoghe.