Abalayn che non è in grado di governare (Leggenda dei Drenai), Karnak che si fa corrompere dal potere (Waylander) sono esempi lampanti di questa presa di posizione.

In contrapposizione a coloro che governano gli altri troviamo quelli che governano loro stessi: gli eroi di tutti i giorni: il contadino che imbraccia le armi per difendere la propria terra e la propria famiglia, il soldato che resiste fino all' ultimo per amore dei suoi commilitoni.

Addirittura briganti che agiscono come i più nobili dei cavalieri.

Tutti mossi dai più nobili ideali.

Addirittura viene più volte proposta l'idea che i "veri eroi" siano proprio quelli che affrontano ogni giorno la vita quotidiana, con la forza morale per resistere alle avversità e non arrendersi nemmeno davanti agli ostacoli insormontabili.

Persone che vivono comunemente la loro vita o che accettano di sacrificarsi e morire perché "è la cosa più giusta"... e soprattutto fanno ciò senza il conforto che la religione potrebbe dar loro.

Infatti...

Religione o filosofia religiosa? La fonte e l'escatologia gemmelliana

Leggendo la ormai vasta produzione dell' Autore, ci accorgiamo che, mentre si possono rilevare alcune ibridazioni di origine "mitica", nei suoi libri di ambientazione Fantasy manca quasi del tutto un riferimento alla Religione "costituita".

È vero che, nel genere, sono rare le innovazioni e le creazioni in tal senso... ma è altrettanto vero che non sono molti gli autori che ignorano un elemento così importante della società umana.

L' inserimento di una religione può completare un'ambientazione. In Gemmell la mancanza di religione invece accentra l'attenzione sull'Uomo.

Esiste in realtà una credenza diffusa in tutti i libri: quella che alla base della vita vi sia una "Fonte" di tutte le cose. Tale Fonte costituisce il motore di positività per l'universo.

Non siamo di fronte ad una religione vera e propria, non esiste un culto, non ci sono luoghi di adorazione né ministri della fede.

Troviamo soltanto qualche massima filosofica a integrare la nostra comprensione della "Fonte" (espresse perlopiù dai "Trenta": un'elite spirituale di illuminati che servono, pur con mezzi discutibili, la Fonte. Il Male attuale per il bene superiore, ennesima riproposizione della scala di valori che pone al vertice l'ideale).

Senz'altro questa "Fonte", o "Grande Canto", in parola potrebbe essere accostata a certe religioni extra-europee: ma in scrittura ci pone di fronte a un'espressione di filosofia, più che di religione, un'estensione sovrannaturale, una manifestazione extra umana ulteriore dell'Etica di Gemmell.

Principi primordiali e ciclicità dell'uomo e della società

Nei vari libri si assiste spesso ad una "riabilitazione" di personaggi che dal principio erano connotati negativamente.

La redenzione è il fine ultimo dell'universo di Gemmell, raggiunta tramite un percorso totalmente umano e terreno, una maturazione di idee e un'affermazione di principi.

L'uomo, pur traboccante di difetti, è in ultima analisi perfettibile, e l'avvicinamento a questa perfezione è sufficiente a giustificare la Redenzione.

Un percorso lineare, a prima vista.

Quanto più ripida è la salita, e la difformità tra la situazione iniziale e la riabilitazione finale, tanto maggiore sarà la crescita emotiva e spirituale dell' Uomo. In realtà il percorso è ciclico: l'uomo nasce in uno stato di illuminazione e di pace interiore. Venendo a contatto con il mondo esterno e le sue aberrazioni si inizia una degradazione che può essere recuperata, appunto, tramite un ritorno a se stessi.

Lo stesso accade con le formazioni sociali.

L' etica gemmelliana precede l'avvento dello stato di diritto: nasce e si sviluppa con l'uomo.

Questo codice comportamentale sarebbe innato, istintivo, comune a tutti. Con l' affacciarsi del singolo alla vita sociale e con la disillusione e la perdita di valori che ne consegue questi "principi primordiali" e istintivi vengono messi in secondo piano.

Gemmell disprezza chiaramente l'universo politico.

La sua critica sociale si esterna in maniera non invasiva, ma costante.

Quando la "macchina" della società umana, rappresentata dallo Stato, cresce a dismisura, di pari passo con la corruzione dei suoi ingranaggi, allora inizia la spirale discendente che porta lo Stato a rompersi e successivamente a ricostruirsi, iniziando un nuovo ciclo.

L' esempio più significativo in proposito è costituito dai viaggi di John Shannow in un mondo nel quale la guerra ha fatto ripartire dalle origini la civiltà. L' uomo da un lato cerca di seguire con fatica nuovi metodi per venire a patti col mondo, dall'altro non riesce ad abbandonare i modelli del vecchio modo di vivere, gli stessi modelli che hanno portato alla "caduta" dello status-quo. (Le Sipstrassi).

I Nadir sembrano incontrastabili, così come lo erano i Drenai della generazione precedente e come saranno i cittadini di un nuovo stato in futuro. O come potranno tornare ad essere i Drenai una volta tornati alla situazione di "stato naturale". (La Leggenda dei Drenai)

L' Affermazione dei "principi primordiali" è spesso raggiunta attraverso guerre e battaglie.

La guerra come contesto per l'affermazione delle virtù umane

(La rivincita delle Termopili)

La guerra e le battaglie sono talmente presenti nella produzione dell'autore che viene da chiedersi se essi siano elementi essenziali al suo stile di narrazione. La risposta non è facile né univoca.

Senz'altro un elemento così intrinseco alla natura umana non poteva essere ignorato da un autore che dell'Umano (riproposto anche in chiave storica) ha fatto il suo mezzo d'espressione.

A tal proposito bisogna precisare che Gemmell non esalta la guerra: la sfrutta come un substrato in cui far crescere e maturare i propri personaggi. A volte, anzi, non le risparmia feroci critiche.

In una situazione straordinaria anche l'uomo comune è capace di grandi gesta.

A suffragio di questa ipotesi è la riproposizione quasi maniacale di battaglie storiche umanamente significative: soprattutto l'assedio delle Termopili e l'eroismo degli Spartani.

Questo motivo viene ripreso più volte sotto il punto di vista della crescita spirituale dei soldati che si trovano di fronte alla morte.