Ricordando Marion Zimmer Bradley (1999-2009)

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Tematiche e stile


Hastur Lord (2010) ingrandisci
Nel corso di una carriera ampia e ricca di pubblicazioni è normale che tematiche e stile evolvano assieme all’autore. Marion Zimmer Bradley ne è un esempio davvero lampante. I primi libri che dette alle stampe, se paragonati a quelli della maturità — basti pensare a L’Erede di Hastur (1975), La Torre Proibita (1978) o Le Nebbie di Avalon (1983) che sono fra i suoi capolavori –, presentano una certa ingenuità nell’elaborazione della trama dovuta anche, c’è da sottolinearlo, a ciò che negli anni ’50 o ’60 si richiedeva al genere in questione. Romanzi brevi, storie veloci e meno strutturate che intrattenessero il lettore, meglio se a puntate.

 

Ma il potenziale c’era già tutto. Basti leggere il primo racconto dell’autrice, il già citato Innesto Centauriano. Qui, tematiche come lo scambio e l’indefinitezza dell’identità della protagonista, la maternità, il ruolo della donna nella realtà degli eventi (tutti temi che ritroveremo nei decenni a seguire, e sempre più eviscerati a fondo) caratterizzano senza ombra di dubbio anche gli esordi della Zimmer Bradley. «I miei entusiasmi attuali, a parte la lirica, vanno ai diritti degli omosessuali e ai diritti delle donne: penso che la liberazione della donna, e non l’esplorazione dello spazio, sia il grande avvenimento del ventesimo secolo. Il primo rappresenta un grande mutamento nella coscienza dell’umanità; il secondo è soltanto prevedibile tecnologia, e la tecnologia mi annoia.»

 

L’autrice dei romanzi di Avalon e Darkover era già tutta qui, in potenza. Aspettava solo l’occasione per affermare le sue idee trasformandole, per scelta, in narrativa fantastica. Scelta che la stessa autrice, più volte, rimarcò per lei come l’unica possibile: «Per il meglio e per il peggio, altro non sono che una scrittrice, e non mi perdo più in spiegazioni o scuse. Preferisco la fantascienza a ogni tipo di letteratura e di scrittura: e alle persone che mi chiedono perché non legga (o non scriva) libri normali, rispondo che non riesco a vedere come il contenuto della narrativa normale — romanzi di spionaggio, corruzione politica, adulteri nei sobborghi — possa competere con la narrativa la cui unica raison d’être è di occuparsi del futuro della razza umana.»

 

Ciò che resta invariato è invece la capacità di immergersi nella psicologia dei personaggi di cui andava a narrarci le gesta; cifra stilistica che è quasi un marchio di fabbrica dell’autrice. La sicurezza con cui Marion Zimmer Bradley tratteggiava caratteri complessi in dialoghi realistici, e personalità non ovvie a confronto, è ben presente fin da questo racconto d’esordio: il tutto coronato da uno stile immediato, di facile lettura ma non privo di un certo qual gusto per un linguaggio anche complesso, ricco, ma mai ostico. Un gusto per il dettaglio in nessun caso pedante e che non sfocia in pagine e pagine di descrizioni, proprio perché il riflettore nei libri della Zimmer Bradley è sempre puntato sulle vicende emotive e personali dei suoi personaggi.

 

L’evoluzione delle personalità, la loro crescita, il crollo delle certezze, il dubbio esistenziale, il desiderio di rivalsa, di vivere e di combattere per uno scopo alto (un ideale, e non certo la conquista di un regno) erano le aspirazioni dell’autrice. Tutta la sua narrativa ruota attorno a questo concetto. E a volte, in quelle rare occasioni in cui provò a distaccarsene, non risultò così incisiva agli occhi dei critici o dei lettori. Dunque, Marion Zimmer Bradley era questo: un forte impulso ideologico, tradotto in storie avvincenti.  Un impulso che ha dato i suoi frutti nel corso dei decenni, dando corpo e anima a decine e decine di autori nati sotto il suo ascendente.

 

E se dovessimo scegliere una sola frase di Marion Zimmer Bradley, la più significativa, quella maggiormente adatta a riassumere le tematiche e la poetica dell'autrice, facendo un po' ciò che lei stessa consigliava per scovare un buon racconto fra tanti (e cioè essere in grado di riassumerlo in una riga), sceglieremmo senza dubbio questa: «Con il nostro pensiero noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda.» I suoi libri, tutti, non sono altro che questo.

L'eredità

Sword & Sorceress 24 (2009) ingrandisci

Un po’ di nomi: Laurell K. Hamilton, Diana L. Paxson, Deborah J. Ross, Vera Nazarian, Mercedes R. Lackey, Elisabeth Waters, Jennifer Roberson, Charles de Lint, Tanya Huff, Emma Bull, Marian Allen, Rosemary Edghill, Dave Smeds, Margaret L. Carter, Anodea Judith, Cynthia McQuillin, Jonathan Moeller, Stephanie Shaver, Susan Shwartz, Laura J Underwood, Dorothy J. Heydt, Rachel E. Holmen, Lawrence Schimel e molti, molti altri ancora.

 

Questi sono solo un rapido estratto degli oltre cento autori scoperti nell’arco della sua carriera dall’editor Marion Zimmer Bradley, in circa trent’anni votati alla lettura di manoscritti inediti, racconti di esordienti e, spesso, la lettura di romanzi capostipiti poi di saghe di successo. Questa, auspicava la stessa autrice in più prefazioni, doveva essere la sua eredità. Non tanto i suoi libri che, per sua stessa ammissione, potevano pure venire dimenticati, ma non certo la sua attività di talent-scout nel campo del fantastico. 

 

Una ricerca continua e altruistica del senso del meraviglioso che travalica la propria immaginazione e che va oltre quello che, a volte, può essere il freddo e solitario rapporto che un autore ha col foglio bianco: una ricerca che, vogliamo crederlo, ha fatto scuola anche dopo la sua morte, e che continua a farla tutt'ora.

 

«Nonostante i mucchi di scartafacci senza valore che devo sorbirmi, non ho mai perduto il mio sense of wonder, ed è per questo che continuo a fare questo lavoro e che continuerò a farlo, finché la gente continuerà ad acquistare libri, e i miei occhi resisteranno. Lo faccio anche per onorare la memoria di Don Wollheim, che prima di lasciarci è stato uno dei nostri maggiori scopritori di talenti. La lista dei nomi che ha fatto conoscere al pubblico e portato al successo riempirebbe un’altra pagina ed esaurirebbe la vostra pazienza.»

«Ed è così che voglio essere ricordata. Anche se i romanzi scritti da me finiranno per essere dimenticati, mi piacerebbe pensare che sarò ricordata come una curatrice di collane che amava trovare nuovi talenti. E che, come John Campbell o Don Wollheim, ne ha scoperti tanti.»

 

Ed è così che, infine, vogliamo ricordarla anche noi.   

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Autore: Luca Azzolini - Data: 25 settembre 2009

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Commenti

1 Che dire Luca pensare che siano già passati dieci anni è pazzesco. MZB resterà unica e ahinoi irripetibile. Ma i suoi romanzi resteranno con noi per fortuna a ricordarci come si debba scrivere e con quale passione. Sto leggendo giusto in questi giorni le Foreste di Darkover, il primo di quella saga non saga, e ritrovare personaggi come Rafe Scott e Regis Hastur mi fa venire i brividi al solo pensiero. Sì la sua opera è compiuta.

» postato da (gianrico gambino) alle 17:45 del 25-09-2009

2 «Che dire Luca pensare che siano già passati dieci anni è pazzesco. MZB resterà unica e ahinoi irripetibile. Ma i suoi romanzi resteranno con noi per fortuna a ricordarci come si debba scrivere e con quale passione. Sto leggendo giusto in questi giorni le Foreste di Darkover, il primo di quella saga non saga, e ritrovare personaggi come Rafe Scott e Regis Hastur mi fa venire i brividi al solo pensiero. Sì la sua opera è compiuta.» Gianrico, mi trovi d'accordo. Il bello dei suoi libri, a mio avviso, è che li puoi leggere come semplici storie a sé per il gusto di una buona lettura, oppure seguirne il senso più profondo e il messaggio di fondo e, ancora, se hai la pazienza, scoprire che tutte le saghe di MZB sono legate l'una all'altra in un intreccio di nascite e rinascite. Sarà come dicono certi un'autrice sorpassata (e mi vien da ridere visti i temi che trattò e che ancora oggi sono tabù), ma MZB resta un'indiscussa maestra. Ciao, Luca

» postato da Edwin di Wytryn alle 18:51 del 25-09-2009

3 Con il nostro pensiero noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda. Ricordo ancora il momento in cui lessi per la prima volta questa frase. Ero in una libreria che oggi non esiste più, sostituita da un negozio di vestiti, e la frase si trovava sulla copertina di un libro dall'aspetto avvascinante. Una donna a cavallo in un paesaggio nebbioso reggeva una spada. Ancora conoscevo ben poco del ciclo arturiano, quindi dov'era questa Avalon, e perché le sue nebbie erano importanti? Il libro all'epoca costava troppo per la studentessa squattrinata che ero, ma poco tempo dopo ne trovai una copia in biblioteca. Non fu solo amore a prima vista con la storia e con i suoi personaggi, fu la scoperta di un intero universo. Poco tempo prima avevo letto, consigliatimi da due amiche diverse, Il signore degli anelli e La storia infinita. Li avevo adorati, ma erano state letture occasionali. Con Le nebbie di Avalon, e con La torre proibita, trovata subito dopo in un mercatino dell'usato, diventavo una lettrice di fantasy. Avevo scoperto da sola un'autrice che mi piaceva enormemente, e che aveva scritto tantissimo, quindi avrebbe potuto farmi compagnia per molto, molto tempo. E avevo capito che della fantasy non mi piacevano solo gli autori "di punta", quelli noti anche a chi legge altro, ma che mi piaceva il genere. Di questo devo ringraziare Marion Zimmer Bradley. Non ha scritto solo capolavori, non amo il paranormale e quindi non ho letto tutte le storie che appartengono a questo genere, e alcuni libri, specie se letti ora, sembrano banalotti (ma bisogna anche considerare quando li ha scritti), ma quelli degli anni '70-'80 per me sono quasi tutti straordinari. Dopo quella di Isaac Asimov, la sua è stata la seconda morte di uno scrittore che mi ha coplita davvero. Poi inevitabilmente ce ne sono state altre, ma ancora mi spiace per la sua fine prematura. Luca, grazie per il bellissimo articolo.

» postato da Martina alle 22:38 del 26-09-2009

4 « Sarà come dicono certi un'autrice sorpassata (e mi vien da ridere visti i temi che trattò e che ancora oggi sono tabù)» Quali? Oltre al femminismo, intendo (anche un tantino retrò). Te lo chiedo senza polemica... con sorpresa, perché io ci ho trovato veramente poco nei suoi libri e già faccio fatica a immaginare che qualcuno li trovi letture piacevoli, ma che siano anche profondi sul piano delle tematiche proprio mi sfugge. Quello che viene ritenuto coraggio tematico nell'autrice spesso lo trovo puro e semplice fanatismo monocorda (e anche un tantino contradittorio). Poi anche la biografia dell'autrice contiene un paio di episodi davvero sconcertanti, che (oltre a suscitarmi un certo ribrezzo profondo, data la gravità dei fatti) mi fanno dubitare (è un eufemismo) del fatto che certi temi fossero davvero sentiti e non una mera scelta commerciale... un suo marchio di fabbrica, scelto perchè fosse univoco e parte essenziale del prodotto che doveva vendere (sé stessa).

» postato da metalupo alle 01:08 del 27-09-2009

5 «Luca, grazie per il bellissimo articolo.» Grazie a te, Martina! Mi fa piacere aver letto anche la tua prima avventura con MZB :D ! «Quali? Oltre al femminismo, intendo (anche un tantino retrò). Te lo chiedo senza polemica... con sorpresa, perché io ci ho trovato veramente poco nei suoi libri e già faccio fatica a immaginare che qualcuno li trovi letture piacevoli, ma che siano anche profondi sul piano delle tematiche proprio mi sfugge. Quello che viene ritenuto coraggio tematico nell'autrice spesso lo trovo puro e semplice fanatismo monocorda (e anche un tantino contradittorio).» Tranquillo, va benissimo. Chiarisco volentieri. :wink: Premessa, MZB non fu mai affiliata a nessun gruppo femminista. Che avesse interessi femministi è evidente, che militasse non sta scritto da nessuna parte e spesso e volentieri entrò in conflitto con i veri gruppi femministi americani. Basti leggere il lungo antefatto a La Catena Spezzata, te ne riporto la parte più interessante ai nostri fini: "Nessuno dei libri della serie di Darkover ha suscitato tante controversie quanto questo . Persino Darkover Landfall , quando le femministe hanno attaccato una mia supposta presa di posizione contro l'aborto. Nel libro un personaggio rifiutava a Camilla il diritto di por fine a una gravidanza non voluta). Io avevo semplicemente espresso un punto di vista moderato, affermando che forse i vantaggi di un individuo passavano in seconda linea rispetto al bene della maggioranza; una posizione giustificabile e necessaria". "Ciò nonostante a una convention mi ritrovai bloccata da una ragazza piangente che riteneva un'offesa personale ciò che io avevo fatto al suo personaggio preferito, e che mi rimproverò aspramente per circa mezz'ora per la mia insopportabile presa di posizione." "E poi lettere, recensioni su fanzine, e una lunga discussione appassionata su una fanzine femminista in cui fui tanto scriteriata da intromettermi. (In teoria, la mia posizione è "non dar mai spiegazioni e non chiedere mai scusa; i tuoi amici non ne hanno bisogno e i tuoi nemici non ci crederanno."). Ma tutto ciò fu nulla in confronto all'esplosione causata dalle libere amazzoni. Nel maremoto generale di tutte quelle che avevano ammirato le Amazzoni, c'era una sottomettente che mi impauriva e preoccupava; perché non veniva dagli uomini, ma proprio da un gruppo di donne: le femministe, le radicali, che con mia totale costernazione, pensavano che io avessi ceduto al compromesso, mi fossi venduta, e avessi tradito il movimento femminista." "Se La Catena Spezzata ha un qualche messaggio, è proprio questo: non esiste una scelta perfetta. Non c'è mai un lieto fine. E ogni donna, come anche ogni uomo, è libera di scegliere le sue catene, o di flirtare con la pericolosa e impossibile illusione della libertà." Questo per chiarire il punto. I temi? Darkover tocca più temi: su Naufragio sul pianeta Darkover i principali sono l'aborto, il concetto di religione (e dettami religiosi: cioè, come nascono certi aspetti di una religione?) e, per finire, il libero arbitrio umano non dettato da entità superiori (uno dei personaggi distrugge il computer di bordo dell'astronave precipitata sul pianeta che, ai suoi occhi, bloccato per sempre su un pianeta ostile, stava assumendo non più l'aspetto di mero oggetto tecnologico creato dall'uomo ma, al contrario, un'aura di intelligenza superiore quasi divina). Punto interessante, a mio avviso. Piuttosto che lasciare i suoi pronipoti a venerare il PC, il personaggio lo distrugge: questo in soldoni). Nella Signora delle Tempeste, ci sono più temi: il libero arbitrio del protagonista, l'adolescenza ribelle di Dorilys e, in parte, nell'arco di una scena, la violenza su minori, sessuale e psicologica. Nella Donna del Falco c'è il rapporto padre-figli. Un padre padrone, violento e manesco, e l'indomita Romilda. Nella Torre Proibita il sesso. Si passa da una condizione di forzata castità di due dei quattro personaggi principali, fino al liberatorio sesso di gruppo, inteso in modo particolare da MZB ma è lunga da spiegare qui. Si esalta il concetto di cosa è tabù e cosa non lo è, e perché un tabù diventa tale. Nel caso di Darkover, tutto sta nel discorso delle Torri e di come si preservano i poteri di chi le abita, occludendo certi canali, fra cui quelli degli impulsi sessuali. Nell'Erede di Hastur l'amore. Due storie d'amore portate avanti separatamente. L'amore eterosessuale fra Lewis Alton e Marja Scott, e quello omosessuale fra Regis Hastur e Danilo Sirtys, quest'ultimo con le aggravanti dei rispettivi ruoli dei due personaggi: Regis erede al trono di Darkover e per questo impegnato a dover generare degli eredi, Danilo legato alla religione dei Cristofors di Nevarsin, di derivazione Cristiana che vede nell'omosessualità un peccato mortale. Narrò di un amore "sbagliato", soprattutto si pensa che il romanzo fu dato alle stampe nella metà degli anni '70. Mi fermo qui, credo di averti dato alcuni spunti. Io posso dire di aver letto molti bravi autori oltre a MZB, da Martin alla Carey, e via discorrendo. Però in loro ho trovato solo belle e interminabili storie a puntate, come grandi colossal americani, dove ci si sgozza, si fa sesso, ci si sposta da un continente all'altro, si creano alleanza e si compongono tradimenti. Veri messaggi nei loro libri non li ho trovati. Scritti alla perfezione, coinvolgenti, accattivanti molto di più di quelli di MZB per intreci e trame, ma in confronto a lei, personalmente, li trovo vuoti di vero contenuto. «Poi anche la biografia dell'autrice contiene un paio di episodi davvero sconcertanti, che (oltre a suscitarmi un certo ribrezzo profondo, data la gravità dei fatti) mi fanno dubitare (è un eufemismo) del fatto che certi temi fossero davvero sentiti e non una mera scelta commerciale... un suo marchio di fabbrica, scelto perchè fosse univoco e parte essenziale del prodotto che doveva vendere (sé stessa).» La biografia di MZB è un campo di battaglia aperto. Io ho letto gli atti del processo (anni fa, 7 o 8 anni fa) si trovano in rete. Una vita discutibile, ma una biografia che, se vera, di certo lascia delle ombre su di lei. Ma anche qui resto in forte dubbio. La coppia che accusò la Bradley lo fece solo in ricorso, dopo che il primo processo 1990 – 1993 non andò come sperato da coloro che intentarono la causa. Solo nel 1996 venne citata in giudizio MZB come informata dei fatti. Perché non prima? Subito nel '90? Resta uno dei tanti misteri (a sfondo economico) americani. Il fatto stesso che tutto si concluse a pizza e fichi con un accomodamento finanziario mi dà da pensare. Ciao, Luca

» postato da Edwin di Wytryn alle 10:44 del 27-09-2009

6 Quando si parla di autori tanto prolifici come lo fu la Marion (spero mi perdonerete se mi riferisco a lei come una vecchia amica, ma le devo tanto :wink: ), è inevitabile il poter cascare su qualche opera di basso livello. Alcuni suoi romanzi li reputo delle perle, ma è innegabile che altri siano proprio delle porcate, come "La spada di Aldones", un'opera priva di logica e stilisticamente pessima (non a caso decise alcuni anni dopo di riscriverla da zero), o il mediocre ciclo del Giglio Nero (ma lì parte della colpa va alle coautrici, André Norton e Julyan May; quest'ultima poi non l'ho mai sopportata per come traccia le psicologie dei personaggi con l'accetta). Dopotutto anche maestri come King hanno dato alla luce libri di cui l'umanità avrebbe fatto decisamente a meno (chi ha detto "Cell"? ^_^). Ciò non toglie, tuttavia, che la Marion abbia scritto, a mio avviso, un parte importante nella storia del Fantasy.

» postato da Okamis alle 11:26 del 27-09-2009

7 «Il fatto stesso che tutto si concluse a pizza e fichi con un accomodamento finanziario mi dà da pensare. » A me dà più da pensare che non si possa proprio ricondurre il tutto a accuse esterne forse senza fondamento, data la testimonianza resa alla polizia da parte di MZB, ammissione di complicità nel coprire il marito per anni (non esplicito oltre, ma è chiaro che la mia opinione sulla persona è pessima). Marito per altro dai comportamenti "dichiarati" esplicitamente fin dal '64 in un pamphlet. Ho tirato in ballo la storia per affermare invece quel che interessa sul piano della letteratura. Il grado di agguerrimento su certe tematiche che già mi convinceva poco sotto il profilo della sincerità, alla luce di questi fatti mi sembra ancora più solo una postura. Citi un tema a proposito della "Signora delle Tempeste". Con che faccia tosta osa parlarne, mi chiedo? Per il resto, grazie delle spiegazioni dettagliate... alcuni dei romanzi che citi li ho letti e non ricordo di aver notato poco nulla di quel che dici, sintomo che evidentemente non è riuscita proprio a coinvolgermi tanto da farmi rimanere in memoria il tema. Forse perché alla fin fine, dopo essersi agitata un po' di qua, un po' di là, non andava a parare da nessuna parte. O almeno questa è la (costante) impressione che ogni suo libro m'ha lasciato.

» postato da metalupo alle 11:37 del 27-09-2009

8 «La biografia di MZB è un campo di battaglia aperto. Io ho letto gli atti del processo (anni fa, 7 o 8 anni fa) si trovano in rete. Una vita discutibile, ma una biografia che, se vera, di certo lascia delle ombre su di lei. Ma anche qui resto in forte dubbio. La coppia che accusò la Bradley lo fece solo in ricorso, dopo che il primo processo 1990 – 1993 non andò come sperato da coloro che intentarono la causa. Solo nel 1996 venne citata in giudizio MZB come informata dei fatti. Perché non prima? Subito nel '90? Resta uno dei tanti misteri (a sfondo economico) americani. Il fatto stesso che tutto si concluse a pizza e fichi con un accomodamento finanziario mi dà da pensare. » Scusa, ma tu e Meta di che parlate? Quale processo? :shock:

» postato da virae alle 00:25 del 28-09-2009

9 «Scusa, ma tu e Meta di che parlate? Quale processo? :shock: » Aaaaahh... non voglio rovinarti la festa. Roba troppo schifosa. Lo farà Luca, se gli va :D

» postato da metalupo alle 00:33 del 28-09-2009

10 Eccomi qui. Virae, il discorso è questo. Il secondo marito di MZB venne accusato di molestie su minore. Pare che l'uomo avesse già dei precedenti negli anni '50, anche se non si arrivò mai a un'effettiva conferma documentata delle molestie. Il discorso è lungo e cerco di riassumerlo riportando i fatti che si trovano in rete. MZB, come si sa, si sposò molto giovane a soli 19 anni, nel 1949 (per, così come disse lei stessa più volte, "sfuggire a una situazione spiacevole in famiglia". Di cosa si tratti e cosa sia la situazione spiacevole non è dato sapere, e non voglio fare dietrologie impossibili e inutili). Sta di fatto che se ne andò di casa molto giovane, si trasferì in Texas, e lì visse col primo marito dal 1949 al 1962, assieme al suo primo figlio naturale (morto di recente fra l'altro, nel 2008). Tuttavia, nel 1962, divorziò e dal Texas che le andava stretto si trasferì in California, dove conobbe quello che sarebbe diventato il suo secondo marito: un professore universitario di Berkeley, un numismatico di fama. Si sposarono lo stesso anno ed ebbero due figli naturali più un numero imprecisato di figli adottivi. Ora, in rete si trovano un sacco di informazioni su quest'uomo: c'è chi lo descrive come un buon padre di famiglia e chi come un moderno belzebù, chi come un marito fedele e altri come un depravato con orride tendenze da lui stesso dichiarate. Di certo non era uno stinco di santo, tutt'altro. Tanto che nel 1964 venne allontanato da una convention di fantasy e fantascienza sempre per presunte molestie su minore: il caso passò alla storia col nome di "Breendoggle". Sempre di quell'anno è un suo testo che firmò con uno pseudonimo, sulla pederastia greca, Greek Love. A corredo di questi fatti ignominiosi continuava la relazione con MZB, dalla quale ebbe due figli ('64 e '66), tuttavia la coppia divorziò formalmente nel 1979, anche se non legalmente. MZB rimase a vivere con i figli e il suo secondo marito se ne andò di casa, anche se rimasero in buoni rapporti. Nel 1989, tuttavia, l'uomo venne arrestato e condotto in carcere per un'accusa – questa volta formale – di molestie su minore, un tredicenne, figlio di amici comuni della coppia e anche loro scrittori di fantasy e fantascienza. Da lì, il secondo marito di MZB venne condotto in carcere dove morì nel 1993 di cancro. Dal 1990 al 1993 ci fu un lungo processo che non portò a nulla di fatto vista la morte prematura nel 1993 dell'imputato, anche se, da quello che ho letto, è evidente che la colpevolezza dell'uomo fosse più che lampante. Nel frattempo, MZB entrava e usciva dagli ospedali: con un primo attacco di cuore nel 1989 (che la tenne 6 mesi in ospedale), uno più leggero nel 1990, e ancora un altro nel 1992. Dal 1990 fino al 1999 fu giornalmente imbottita di farmaci: farmaci per il cuore e il diabete, in più antidepressivi (è per questo che i romanzi di quegli anni sono "diversi" dai precedenti, e ci sono solo collaborazioni dal 1990 in poi). In questo periodo, mentre l'ex marito veniva processato, nessuno pensò di incriminare l'autrice. Morto nel 1993 l'ex marito, passarono 3 anni di silenzio e solo nel 1996 la stessa coppia che aveva denunciato l'uomo si decise a incriminare anche MZB e la sua segretaria, entrambe, si legge negli atti, come informate dei fatti. MZB disse sotto giuramento che la posizione dell'ex marito era secondo lei solo intellettuale, sebbene questo fosse davvero improbabile: mentiva? Era complice? Sapeva? Era all'oscuro di tutto? Credeva in ciò che diceva? Era lucida o erano i farmaci a parlare per lei? Da alcune risposte date agli avvocati sotto giuramento a me non era sembrata lucidissima. Un avvocato la rimproverò perché non doveva rispondere alle domande dicendo solo "okay", e domandandole: «sa rispondere senza dire okay?» Lei disse: «"sì", "certo", "ovviamente", "sicuro", "chiaramente"». L'avvocato: «"così va meglio"». E lei: «"okay"». Ammissioni di complicità non ne ho lette in rete, e il sito di Goldin (il padre del ragazzo molestato, anche lui scrittore di fantasy), per quanto ricco di documenti lo trovo poco attendibile visto che è una delle due parti in causa: è come ascoltare solo una delle due campane e dire che ha ragione. Il processo andò avanti fino al 1999, cioè fino alla morte di MZB. La segretaria dell'autrice, la Waters, venne scagionata da ogni accusa (venivano citati fatti del 1958 – 1959, sebbene la Waters all'epoca avesse solo 6 anni – è della classe 1952), e il tutto si concluse con un accomodamento finanziario fra le parti. Nessuna sentenza risolutiva venne emessa nei confronti di MZB, e a oggi nessuna comprovata ammissione di colpevolezza è stata pubblicata. Questi i fatti a oggi.

» postato da Edwin di Wytryn alle 12:04 del 29-09-2009

11 «Sempre di quell'anno è un suo testo che firmò con uno pseudonimo, sulla pederastia greca, Greek Love. (...) Ammissioni di complicità non ne ho lette in rete, e il sito di Goldin (il padre del ragazzo molestato, anche lui scrittore di fantasy), per quanto ricco di documenti lo trovo poco attendibile» Per completeza, tre precisazioni, dopo di che chiudo: 1) Greek Love non è solo un libro sulla pedofilia, ma "pro-pedofilia". Un tentativo (come ne esistono putroppo anche altri) di nobilitare culturalmente questa pratica criminale. Il libro è precedente al suo matrimonio con MZB e MZB non poteva non sapere. 2) Sul sito di Goldin c'è la testimonianza giurata di MZB resa alla polizia. Per esteso. Per dubitare di Goldin "in toto" bisogna dubitare dell'autenticità di quel documento. Molte persone vicine a MZB hanno attaccato Goldin ma il documento è ancora là. Se fosse falso glie lo avrebbero fatto togliere. 3) Nel documento MZB ritratta una sua testimonianza (altrettanto giurata e quindi ormai dichiarata falsa da lei stessa) resa in precedenza in cui dichiara che non sapeva nulla delle tendenze eventuali del marito. Nella seconda testimonianza invece dice che aveva fatto col marito l'accordo seguente, prima ancora di sposarlo: l'avrebbe coperto sempre e comunque a patto che non toccasse i suoi figli (del primo e del secondo matrimonio). IHMO dubbi ce ne son pochi. Nella sostanza, nessuno! Pedofilia a parte, il "felice" matrimonio di MZB è sbandierato a più riprese come illuminato esempio di progressismo. Un omosessuale dichiarato che sposa una omosessuale dichiarata. Ma si può mettere in piedi un matrimonio solo per farsi gloria di una bandiera ideologica? MZB è stata una impostura... nella vita come nei romanzi... è questo che mi viene da pensare (a torto o ragione).

» postato da metalupo alle 12:33 del 29-09-2009

12 Grazie a entrambi: non ne sapevo assolutamente nulla, ma la cosa mi lascia alquanto basita. E questo perché raramente cerco informazioni sui miei scrittori preferiti (non sapevo neanche che Gemmell avesse avuto due mogli: pensavo che Stella fosse la figlia :shock: ) Meta, non sono in grado di commentare nulla: a me non risulta che MZB fosse omosessuale dichiarata, nè che reputasse "felice" il suo matrimonio... però, data la "validità" delle mie conoscenze :wink: Una cosa mi risulta difficile de credere: il fatto che sia accordata per coprirlo se avesse lasciato in pace i figli. Forse io che sono troppo "ideologica", ma mi riesce difficile accettare che una madre possa dire queste cose. Anche perché come potresti fidarti? Però non siamo tutti uguali; lei è morta e sarà difficile sapere la verità.

» postato da virae alle 16:19 del 29-09-2009

13 « Meta, non sono in grado di commentare nulla: a me non risulta che MZB fosse omosessuale dichiarata» Non so di preciso quando si è dichiarata, ma a un certo punto si è dichiarata. « Una cosa mi risulta difficile de credere:» Non dubitavo. Chissà perché è sempre più facile credere a gente che passa il tempo andando in giro a scegliersi il bersaglio su cui rovesciare addosso accuse infondate. Come se queste cose non accadessero, non esistessero. :cry: Comunque sono cose dette da lei stessa. Per dubitarne, bisogna dubitare dell'autenticità del resoconto di testimonianza.

» postato da metalupo alle 18:34 del 29-09-2009

14 « « Una cosa mi risulta difficile de credere:» Non dubitavo. Chissà perché è sempre più facile credere a gente che passa il tempo andando in giro a scegliersi il bersaglio su cui rovesciare addosso accuse infondate. Come se queste cose non accadessero, non esistessero. :cry: Comunque sono cose dette da lei stessa. Per dubitarne, bisogna dubitare dell'autenticità del resoconto di testimonianza.» Scusa, mi sono espressa male: non volevo dire che stai gratuitamente spalando m***a su una santa :wink: La mia era una perplessità in quanto donna e madre: IO trovo difficile accettare o capire una cosa del genere. Non per questo, però, posso negare la possibilità che altre persone facciano scelte diverse. Tutto qui. :D

» postato da virae alle 13:51 del 01-10-2009

15 « Scusa, mi sono espressa male: non volevo dire che stai gratuitamente spalando m***a su una santa :wink: » E io non alludevo a questo. Riflettevo tristemente su come ci sia più facile (a tutti, eh?) dubitare... a volte contro ogni evidenza... per nessuna altra ragione che la paura di credere all'orrore.

» postato da metalupo alle 13:54 del 01-10-2009

16 perfetto, non c'avevo capito nulla :wink: Però hai ragione, purtroppo

» postato da virae alle 15:34 del 02-10-2009

17 convengo con la triste osservazione di meta. io non ho mai capito se la MZB fosse davvero omosessuale o meno, ogni volta ho letto cose diverse. ma questo pochissimo conta. una donna che a 19 anni si sposa e ha già un figlio, negli anni sessanta, può portare avanti tutte le battaglie ideologiche che vuole, ma deve pur mantenere se stessa e il figlio -cosa non fattibile da "single emancipata"-, quindi capisco che soprattutto in quei tempi sia stata costretta a scendere a compromessi con la propria identità sessuale. poi, ogni sua parola sui suoi matrimoni, non mi ha mai lasciato intendere che si fosse sposata per amore: tutto al contrario direi. mi è sempre parso che parlasse con rammarico, a dir poco, della propria vita di coppia. mi sembra impossibile oggi, credere che una donna acconsentirebbe a metter su famiglia con un porco di marito, sia per motivi morali che di sicurezza per i propri figli. ma, stiamo parlando di 30 anni fa, e le cose erano diverse. gli uomini avevano il coltello dalla parte del manico e l'emancipazione femminile era propugnata solo con le parole... e non certo con quelle delle madri che devono preoccuparsi del benessere dei figli. per questo motivo, comprendo che lei si possa essere appassionata ai temi della libertà sessuale e dell'emancipazione femminile, magari era il suo meccanismo psicologico per trovare conforto nella sua situazione. eppure, dai suoi scritti, mi è sempre sembrata una donna dal carattere molto forte e determinato. ma, non possiamo negare che i suoi personaggi, femminili almeno, quasi mai trovino la sospirata e meritata pace. e questo secondo me, riflette la sua vera percezione della vita e del mondo. ho letto il ciclo di avalon, la signora delle tempeste, la torcia e altri ancora, ma davvero non mi ricordo di aver letto mai un lieto fine. gli amori trattati finivano sempre in pasto al fato, i coniugi separati dolorosamente dagli eventi, l'amore sincero bistrattato e sottomesso alla squallida convenienza. se non sono tracce di un vissuto personale questi, allora non so cosa sono. :(

» postato da ringstorm alle 19:30 del 03-10-2009

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