Il tristo mietitore

Terry Pratchett, Il tristo mietitore (Reaper Man, 1991) - FANTASY - Salani - Fantasy - 2008 - traduttore: Valentina Daniele - pagine 280 - prezzo 15,00 euro - giudizio: eccellente

L’immortalità: il sogno più grande e sfuggente dell’uomo, l’ambizione di spezzare le catene oscure che lo imprigionano alle implacabili leggi dell’esistenza terrena.

Alchimisti, maghi, filosofi, letterati, visionari e pazzi, ognuno sedotto dall’ambizione bruciante di svelare i misteri della vita, di intraprendere il cammino verso traguardi impensabili.

Se questa attraente chimera divenisse realtà?

Impossibile nella quasi totalità degli universi conosciuti, tranne che in un remoto, particolare mondo a forma di disco, precariamente appoggiato sul dorso di quattro elefanti a loro volta appollaiati sul carapace della Grande Tartaruga A’thuin.

Da quelle parti il corso naturale degli eventi viene spesso deviato, attorcigliato e stravolto da circostanze improbabili eppure perfettamente plausibili.

A patto di accettare una dose massiccia di geniale follia.

 

 

Questa è la premessa alla base del Tristo Mietitore, l’ennesimo piccolo e stupefacente capolavoro di Terry Pratchett, un vero manuale dell’arte fantastica in salsa ironica, un brillante compendio di trovate uniche e perfette.

Immaginate Morte sul suo bianco destriero, la fida falce levata minacciosamente, pronta a mietere la prossima anima. Un’immagine decisamente inquietante, così pregna di ineluttabilità da essere scolpita nei nostri stessi geni. Ma i tempi sono maturi per inaspettati cambiamenti: l’imperturbabile scheletro incappucciato non riscuote più i favori delle alte sfere, ha peccato di individualità e il suo operato non è più richiesto.

Morte viene licenziato in tronco e rispedito sul mondo senza troppi complimenti.

Il posto di lavoro meno ambìto e più sicuro è improvvisamente vacante e nessuno si prende cura delle essenze vitali giunte alla fine del cammino.

 

 

Di fatto l’immortalità è cosa reale e tangibile. Ma non è il caso di festeggiare per le strade della capitale Ankh-Morpork, non è l’alba radiosa di una nuova era di prosperità e benessere: sarebbe troppo comodo.

L’energia vitale è un fatto concreto — pur se non scientificamente misurabile — e l’assenza di dipartite regolamentari ne provoca un pericoloso accumulo, come un bacino artificiale che sale di livello fino a minacciare l’integrità strutturale della diga.

All’inizio le anomalie sembrano poca cosa: viti, bulloni e arredi acquistano vita propria, imitati da ciottoli e oggetti d’uso comune.

 

 

In una situazione tanto instabile quanto oscura vien fatto di pensare che solo l’Università Invisibile, depositaria del vero e unico sapere magico sul Mondo Disco, possa scongiurare guai peggiori.

Di sicuro i nobili ed eruditi pensatori, con i loro austeri cappelli a punta, potrebbero destreggiarsi tra i misteri con facilità se non dovessero preoccuparsi di Windle Poons.

L’anziano mago ha deciso, dopo un’esistenza morigerata e ultracentenaria, di violare l’ultima e più fondamentale delle regole: morire e continuare a muoversi tra i vivi, novello zombie arzillo e decisamente scomodo!

E’ forse questa la parte migliore dell’intero romanzo: gli spassosi tentativi dei maghi di rendere definitivamente cadavere il loro macabro ex collega. Seppellimenti al crocevia, intricate teorie e un generale senso di comica impotenza di fronte al vecchietto redivivo e più in forma che mai.

 

 

Mentre il simpatico Poons cerca una propria dimensione — aiutato da un improbabile movimento pseudosindacale per i diritti dei non-morti — il Mietitore disoccupato rivolge altrove i propri indiscussi talenti. Assunto in una piccola e sgangherata fattoria, Morte scopre lentamente il significato del tempo, del gusto di assaporare ogni attimo sapendo che la parentesi terrena è tutt’altro che infinita.

Occhi imperscrutabili e aridi si posano sulla realtà della fatica e della miseria, dei minuscoli piaceri quotidiani che, seppur lontani e ancora alieni alla sua tetra esperienza, gli consentono di elaborare una particolare filosofia.

Anche il raccolto va rispettato nella sua effimera vita, acquistando dignità e comprensione nell’atto della morte, purché questa non sia un gesto impersonale e meccanico. La metafora della mietitrebbiatrice, insensibile strumento di taglio massivo, contrapposta alla cura di Morte che recide uno stelo alla volta, aiuta a comprendere il senso di questi ragionamenti.

 

 

Un vago sentore di epica western si avverte quando, sotto nubi di tempesta nella più classica delle notti di tregenda, la nuova Morte affronta quella vecchia.

Passato e futuro, personalità contro fredda efficienza, dovere contrapposto a passione. La fine della vita è l’atto conclusivo con cui dare senso a tutta l’esistenza e, sotto certi aspetti, è facile prendere le parti di un Mietitore che si sforza di comprendere le anime che recide. E’ una piccola magia di Pratchett quella di farci tifare per uno scheletro alto due metri, avvolto in un mantello di oscurità e depositario del nostro destino.

Riflessioni filosofiche, quindi, ma anche acuminate considerazioni sociali, garbate satire sulla civiltà dei consumi.

 

 

Mentre le fondamenta della vita vengono scosse da questi grandi mutamenti, la città di Ankh-Morpork subisce un subdolo e pericoloso attacco.

Le metropoli sono immensi organismi che esistono grazie all’energia degli abitanti, la linfa che scorre per strade e vicoli, lo sciame che aziona meccanismi e muove le strutture dell’economia. Come ogni complessa entità, anche l’agglomerato urbano è soggetto alle ingiurie dei parassiti, creature che si cibano impunemente di risorse non loro.

Una sferragliante invasione di carrelli da supermercato cala per le arterie della capitale attonita, mentre un gigantesco centro commerciale, reso allettante da offerte di sconti e saldi imbattibili, prende forma appena fuori le mura cittadine.

Questo mostro architettonico emerge lentamente dalle pagine, descritto con sottile ambiguità, presentato con gli occhi di osservatori ignari e incauti. Quale trappola migliore per attirare una folla curiosa?

Vecchietti che scoprono di esser vivi e utili solo dopo aver esalato l’ultimo respiro, la Morte stessa che riconsidera il proprio operato nell’ottica della comprensione universale e l’amara verità di un mondo dominato dal consumo e da esso soffocato.

 

 

E’ possibile ridere con questi concetti, vederli nel contesto di un pazzo e frenetico fantasy umorista, ma qualcosa resta appiccicato alle dita, dopo aver chiuso il libro, qualcosa di vagamente triste e pernicioso. Come per ogni lavoro di Pratchett, esistono strati deposti su altri strati, veli adagiati su ragnatele e luci filtrate e nascoste, svelate poco alla volta, spesso solo intraviste.

Autore: Maurizio Martignoni - Data: 6 novembre 2008

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Commenti

1 io questo libro non riesco a trovarlo!

» postato da (bibol babol) alle 20:50 del 06-11-2008

2 Io l'ho visto. Era nella sezione ragazzi, accanto a Geronimo Stilton :roll: Prossimo acquisto :D

» postato da G.C. alle 10:54 del 07-11-2008

3 Leggendo la recensione avrei di certo messo il libro tra quelli da evitare. Detesto il moralismo travestito da favoletta. Per fortuna mia l'ho già comprato, letto e gustato. Dico per fortuna perchè a causa di un equivoco mi sarei privata di una lettura spassosissima. Nonostante la recensione sveli quasi punto per punto la trama, non lascia percepire nulla della forza umoristica e ironicamente dissacrante che sostiene l'intera impalcatura della trama. Perciò credo che, in fondo, non sia stato svelato nulla che possa rovinare il piacere della lettura a chi decida di accostarsi a questo libro per la prima volta. Con questo non voglio dire che si tratti di un libro di sciocchezze ridanciane o che questo aspetto sia preponderante. Il libro può senz'altro essere affrontato secondo una doppia chiave di lettura. Direi però che, se il piano umoristico è il primo, più evidente e generalmente riscontrabile, un secondo livello di analisi da parte del lettore su questioni più profonde (come la capacità di ridere fosse indice di superficialità) è molto più personale e soggettivo. Gli spunti di riflessione sono talmente tanti che ognuno di noi può trovare percorsi diversi per un viaggio interiore e per elencarli tutti occorrerebbe una recensione di un milione di pagine.

» postato da erbetta alle 11:52 del 07-11-2008

4 Mentre leggevo questo libro, ho alternato momenti di ilarità irrefrenabile ad altri di soffusa malinconia. Però il giudizio finale è unico: con Pratchett si ride senza dover sconnettere il cervello. ^__^ P.S. Troppo forte la Morte dei Topi che si porta dietro la Morte delle Pulci e vuole per cavallo un gatto... <img src=:">

» postato da Kinzica alle 14:56 del 07-11-2008

5 io ho letto molti libri di questo autore e non c'è moralismo : basta vedere as es ank morpork (le gilde dei ladri e degli assassini in realtà sono utili perchè se non ci fossero ci sarebbe più crimine poichè le gilde si difendono dalla concorrenza) , gli eroi in realtà non sono altro che egocentrici in cerca di fama ecc .. comunque nel mondo disco viene riproposto il peggio del nostro mondo egoistico ma anche se c'è una critica non esplicita appunto non c'è moralismo poichè (in questi libri) viene negata qualsiasi altra possibilità qualsiasi altro mondo possibile. c'è un intento dissacratore del mondo fantastico e delle illusioni degli uomini , il mondo è illogico , nella sua ironia c'è molto pessimismo

» postato da (bibol babol) alle 20:56 del 10-11-2008

6 io ho sempre evitato pratchett a causa proprio delle recensioni, che mi convincevano che scrivesse letteratura troppo leggera e insignificante per i miei gusti, ma incuriosita da vari pareri letti in giro per il forum mi sono procurata il tristo mietitore.... in un quarto d'ora ho fatto fuori quasi mezzo libro. è veramente bello, spunti di riflessione ce ne sono in quantità, ti ritrovi a spararti ragionamenti senza nemmeno accorgertene. mi piace come gioca con i fatti, i pensieri, le consuetudini umane. approccia il lettore con una originalità mai vista prima. sicuramente consigliato anche per la massiccia dose di dissacrante ironia, mista all'amarezza che suscita la lucidità mentale del protagonista.

» postato da ringstorm alle 22:11 del 13-11-2008

7 Ringstorm, prova con Buona Apocalisse a Tutti! :wink: Scritto con Gaiman, è un libro assolutamente Fuori!!! :D

» postato da Kinzica alle 23:16 del 13-11-2008

8 ciao kinzica, sì ho anche quello, ma ho iniziato il mietitore. ora mi fai venire voglia di leggerli contemporaneamente.... <img src=:">

» postato da ringstorm alle 09:08 del 14-11-2008

9 ho finito il tristo mietitore , bel libro!! molto interessanti sono anche i libri sulle guardi di ank morpork mi piacerebbe leggere i restanti 4 (in Italiano ci sono soltanto i primi 3 ma in totale sono 7)

» postato da (bibol babol) alle 22:32 del 14-11-2008

10 buona apocalisse a tutti non mi è piaciuto

» postato da (bibol babol) alle 20:51 del 20-11-2008

11 Assolutamente consigliato...d'altronde con Pratchett si ha una certezza... Senza ombra di dubbio anche "buona apocalisse a tutti" che reinizio a leggere stasera per la 3 volta...grazie Pterry!

» postato da (EmmeDi ) alle 16:47 del 30-06-2009

12 «Assolutamente consigliato...d'altronde con Pratchett si ha una certezza...» Vero. Ma non è detto che la certezza sia la stessa per tutti... ;)

» postato da Negróre alle 16:55 del 30-06-2009

13 «P.S. Troppo forte la Morte dei Topi che si porta dietro la Morte delle Pulci e vuole per cavallo un gatto... <img src=:">» La Morte umana che poi non è così implacabile e che si sente sola ^__^ A me piaciuta moltissimo l'immagine del campo di grano

» postato da MagicamenteMe alle 17:01 del 30-06-2009

14 Il l'ho adorato! I pini contatori e la loro evoluzione? Le efemere e la grande trota? La morte che vuole fare ricorso? Sono tutte trovate geniali. é anche l'unico libro fantasy che sia mai piaciuto al mio fidanzato (ha vinto il confronto con Buona Apocalisse a Tutti, in cui comunque la visione infernale della circonvallazione di Londra, il mastino infernale e alcuni personaggi erano meravigliosi!)

» postato da nisana alle 12:57 del 01-07-2009

15 «Il l'ho adorato! I pini contatori e la loro evoluzione? Le efemere e la grande trota? » La grande trota??? :shock: :shock: :shock: ma perché io questa cosa della grande trota non me la ricordo? Sarà grave, dotto'?

» postato da MagicamenteMe alle 10:44 del 02-07-2009

16 ««Il l'ho adorato! I pini contatori e la loro evoluzione? Le efemere e la grande trota? » La grande trota??? :shock: :shock: :shock: ma perché io questa cosa della grande trota non me la ricordo? Sarà grave, dotto'?» Pagine 9-11!

» postato da nisana alle 10:54 del 02-07-2009

17 ricontrollerò grazie

» postato da MagicamenteMe alle 11:07 del 02-07-2009

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