Ghost Rider 2 sarà un sequel, non un reboot

David Goyer, co-sceneggiatore de “Il Cavaliere Oscuro”, alle prese con il Motociclista Infernale

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Niente reboot per Ghost Rider 2. Lo specifica David Goyer, che nel campo dei film basati sui fumetti è un autorità. Sue le sceneggiature dei primi due Blade. Sue anche parte del lavoro dietro a Batman BeginsIl Cavaliere Oscuro, scritti insieme ai fratelli Nolan.

Ora Goyer è alle prese con un nuovo lungometraggio dedicato a Ghost Rider:

 

“La storia riparte otto anni dopo il primo film” spiega. “Odio dire che è più realistico, considerando che ha un teschio in fiamme come testa. Ma il tono sarà completamente diverso. Spero che questo nuovo Ghost Rider sia quello che è stato Casino Royale per i i film di James Bond.

Non c’è bisogno di aver visto il primo film. La storia non contraddice nulla di quello che è successo nell’episodio precedente, ma stiamo lavorando come se il nostro pubblico non l’avesse visto. Abbiamo preso lo stesso personaggio e lo abbiamo messo, otto anni dopo, in un momento molto più oscuro della sua esistenza.

 

E se questo non vi basta, non avete che cercare in rete:

“La mia sceneggiatura è già finita su internet” dice Goyer. “Non ci sono molti cambiamenti, sarà fondamentalmente lo stesso script.”

 

Le riprese per Ghost Rider 2 inizieranno il prossimo anno. Nicholas Cage vestirà ancora i panni del protagonista, ma non ci sono per ora notizie relative al "villain" del nuovo capitolo.

Il film in America verrà probabilmente sconsigliato ai minori di 13 anni.

 

Chi non ha familiarità con il personaggio, in attesa che torni sul grande schermo, può recuperare la graphic novel Ghost Rider — La strada per la dannazione. In questo splendido volume, dipinto digitalmente da Clayton Crain, lo sceneggiatore Garth Ennis mette Ghost Rider al centro di una caccia infernale, tra angeli e demoni in lotta, alla ricerca di una disperata redenzione.

Video temporaneamente disabilitato

Abbiamo ricevuto comunicazioni dalla SIAE secondo cui ora per pubblicare trailer e video occorrerebbe una licenza della SIAE stessa. Una licenza con costi elevati, restrizioni e in generale del tutto priva di senso per concedere la pubblicazioni di quelli che sono quasi sempre in sostanza filmati pubblicitari.

La richiesta della SIAE a nostro avviso non è sostenuta dalla legge, tuttavia portiamo avanti la nostra protesta per il momento non pubblicando più alcun filmato.

Per saperne di più

Autore: Fabrizio Furchì - Data: 8 novembre 2009 - Fonte: www.latinoreview.com

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Commenti

1 Hmm... vuol dire che non sarà così schifoso come il primo? Speriamo...

» postato da (Francesco Pavinato) alle 21:32 del 08-11-2009

2 Invece il rischio è proprio quello :wink:

» postato da Barbagianni alle 00:03 del 09-11-2009

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