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Torna Dan Brown con i suoi Angeli e demoni

Stavolta tocca a Galileo Galilei e Gian Lorenzo Bernini. Stessa struttura, stesso protagonista, ancora una volta la Chiesa nel mirino. Dan Brown sbarca oggi nelle librerie italiane con un nuovo thriller pieno di colpi di scena. Facile prevedere un successo clamoroso di vendite.
Il romanzo si intitola Angeli e demoni ed è uscito negli Stati Uniti nel 2000, tre anni prima del famigerato Codice Da Vinci, ormai in testa alle classifiche da oltre un anno. Stavolta niente Priorato di Sion, tocca alla setta degli Illuminati, un gruppo di scienziati nato nei tempi bui dominati dalla Chiesa che sembra annoverare tra i suoi adepti nomi illustri come Galileo o il Bernini. La vicenda si sviluppa durante un conclave, quando quattro cardinali svaniscono nel nulla e la Chiesa si trova ad affrontare la minaccia della scienza che promette di riprendere il sopravvento. Robert Langdon è chiamato a ripercorrere l'antico e misterioso "cammino dell'Illuminazione" per debellare la minaccia bellica in grado di mettere in ginocchio il Vaticano.
Il Codice Da Vinci ha venduto in Italia quasi un milione e duecentomila copie, spazzando via ogni precedente primato. Giovanni Peresson, responsabile dell'ufficio studi dell'Associazione italiana editori non se ne stupisce e spiega così il fenomeno: "Nel Codice Da Vinci come in Harry Potter c'è la grande capacità della narrativa anglosassone di mettere insieme diversi segmenti di lettori, da chi non entra mai in libreria ma vede il collega con il romanzo in borsa e lo compra, al lettore mediamente colto che trova riferimenti a cosa che conosce, fino all'intellettuale che si diverte a leggerlo spiaggia. Gli stereotipi contenuti in questi libri sono noti al lettore medio mondiale."
Negli Stati Uniti, Dan Brown ha pubblicato altri due bestseller: Digital Fortress (1998) e Deception (2001). Aspettiamoceli in libreria molto presto, ancora prima del seguito vero e proprio del Codice, già in lavorazione.
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Commenti
2 Ecco un altro libro da mettere nella lista della spesa, inizia ad assomigliare alla Divina Commedia per la sua lunghezza ![]()
» postato da -Kruppe- alle 09:43 del 30-11-2004
3 «Non mi sembra una cosa molto intelligente insiestere sugli stessi tempi del Codice. Il rischio copiarsi è altissimo» Hai ragione, ma questo l'ha scritto prima... è il codice che "rischia di copiare". Probabilmente ha avuto più successo perché la notorietà di Leonardo nel mondo è ben più alta di quella di Bernini (che mi sembra di aver capito essere il nodo centrale). Il successo mondiale, poi, ha "praticamente" costretto gli editori a pubblicare anche gli altri romanzi. Se è vero che i seguiti vengono di solito peggio dei primi romanzi della serie, questo Angeli e demoni ha molte possibilità di essere un grande romanzo...
» postato da Emanuele Terzuoli alle 10:11 del 30-11-2004
4 Sì, hai ragione, Ema. Infatti non sapevo come scrivere il mio commento, visto che questo libro è venuto fuori prima...in ogni caso, il Nostro ha scritto due libri di argomento assai simile, e questa è una cosa rischiosa. Ci sono generi di libri in cui il lettore si attende una ripetitività di determinati stilemi, luoghi, personaggi, ma in altri casi il lettore si attende varietà e cambiamento. Comunque, la mia è una polemica un po' sterile; bisogna leggere per giudicare. Il Codice non m'ha entusismata, quindi non so se leggerò anche questo...
» postato da Leida80 alle 10:42 del 30-11-2004
5 Concordo in pieno, il primo funziona per la novità, ma alla lunga stufa. A me il Codice ha trascinato, per esempio. Ammetto che non conoscevo l'argomento e l'ho trovato entusiasmante (indipendentemente dalla presunta veridicità, per un romanzo è sensazionale). Ma se dovessi rileggere lo stesso romanzo con poche varianti si perderebbe il gusto della lettura. Prendi Jeffrey Deaver, per esempio. I primi romanzi mi hanno sconvolto, gli ultimi lasciato perplesso. Ma non perché erano peggiori, solo perché seguivano lo stesso schema. Quando sappiamo che esattamente tra quattro pagine ci sarà un colpo di scena, come possiamo gustarcelo e restarne sorpresi? ![]()
» postato da Emanuele Terzuoli alle 11:47 del 30-11-2004
6 Ehm... L'ho letto ieri.
Terrificante
Se volete farvi due risate a spese di Dan Brown...
» postato da Eliver alle 13:17 del 30-11-2004
7 «Prendi Jeffrey Deaver, per esempio. I primi romanzi mi hanno sconvolto, gli ultimi lasciato perplesso. Ma non perché erano peggiori, solo perché seguivano lo stesso schema. »
Questo è purtroppo - credo - in gran parte colpa del sistema produttivo librario d'oltreoceano. Gli editori non ti permettono proprio di fare altro che non sia "sempre la stessa storia" (la prima che ha avuto successo) e per ottenere questo effetto vincolano gli scrittori con contratti "multi-libro", prima ancora che questi scrivano una sola riga (primo best-seller a parte).
Però, e che cavolo! Non si fa così!
Fossi io uno scrittore di quelli, chiamerei a raccolta tutto il mio talento e la mia dignità d'artista e direi agli editori:
...
...
300mila dollari?
ccchisseneffregadell'arte- DOVE DEVO FIRMA'? ![]()
» postato da metalupo alle 13:23 del 30-11-2004
8 «Ehm... L'ho letto ieri.
Terrificante
»
Letto la tua recensione.
Non ho capito una cosa. E' il precedente "Brown" stando alle pubblicazioni italiane o era - prima del Da Vinci - inedito anche all'estero?
» postato da metalupo alle 13:26 del 30-11-2004
9 ««Ehm... L'ho letto ieri.
Terrificante
»
E' il precedente "Brown" stando alle pubblicazioni italiane o era - prima del Da Vinci - inedito anche all'estero?»
E' il precedente Brown sia come cronologia di pubblicazione (2000) sia come cronologia della storia: nel Codice, Langdon dice di essersi da poco ripreso dagli eventi che lo hanno visto coinvolto in Vaticano, ricordate?
E parla di una tipa di nome Vittoria che vede ogni tanto? Ecco.
Nel mondo è uscito nel 2000, noi ce lo cucchiamo solo adesso che è un HIT sicuro per l'editore.
» postato da Eliver alle 13:30 del 30-11-2004
10 «Nel mondo è uscito nel 2000, noi ce lo cucchiamo solo adesso che è un HIT sicuro per l'editore.»
Fiuuuu... che "sedere", rischiavamo di perdercelo ![]()
» postato da metalupo alle 13:31 del 30-11-2004
11 ««Nel mondo è uscito nel 2000, noi ce lo cucchiamo solo adesso che è un HIT sicuro per l'editore.»
Fiuuuu... che "sedere", rischiavamo di perdercelo
»
Beh, dai: la versione italiana, a parte avere la stessa identica costruzione narrativa del Codice, non sarà così malvagia come quella originale.
Di sicuro toglieranno il finto italiano e tutti gli svarioni, come fanno sempre. Alla fine ne uscirà un altro bestseller, vedrai.
*Depression* ![]()
» postato da Eliver alle 13:34 del 30-11-2004
12 «Ehm... L'ho letto ieri.
Terrificante
Se volete farvi due risate a spese di Dan Brown...»
Ho appena letto la recensione... orrore.
Hanno toccato la mia Roma...
Che ignoranza questi americani: pur di vendere fanno di tutto! ![]()
» postato da melusina alle 14:00 del 30-11-2004
13 «
Beh, dai: la versione italiana, a parte avere la stessa identica costruzione narrativa del Codice, non sarà così malvagia come quella originale.»
Questa storia assomiglia molto a quella dei doppiaggi per i film... Ancora non ho ben capito quanto siano bravi gli americani e quanto invece ci mettiamo del nostro... quasi quasi sono contento di non capire una cippa d'inglese, potrei rimanerci maluccio ![]()
» postato da Emanuele Terzuoli alle 14:12 del 30-11-2004
14 Letta la recensione. Direi che il pressapochismo resta la cifra stilistica di Brown. Nel Codice gli svarioni sono più che altro di trama, tra incongruenze, gusto per il feuilleton a tutti i costi e enigmi assai poco enigmatici, in questo libro precedente vedo che la rosa degli orrori si allarga anche all'ambientazione...
» postato da Leida80 alle 14:17 del 30-11-2004
15 «in questo libro precedente vedo che la rosa degli orrori si allarga anche all'ambientazione...»
Bisognerebbe veramente chiedere ai Parigini cosa pensano della loro città così come descritta dall'amico Brown ![]()
» postato da Eliver alle 14:30 del 30-11-2004
16 Ci stavo ripensando e sapete qual è la cosa che davvero mi fa incavolare un casino?? Il fatto che poi a chi vuole scrivere vengono dati consigli e suggerimenti che questo Brown dimostra di non conoscere minimamente e che invece per uno scrittore esordiente sembrano essere una base minima da rispettare per poter essere anche solo considerati!
Mi chiedo come possano avvenire queste cose, quello lì magari ci campa pure con quello che scrive.
Che rabbia.
Scusate lo sfogo. ![]()
» postato da melusina alle 19:30 del 02-12-2004
17 «Beh, dai: la versione italiana, a parte avere la stessa identica costruzione narrativa del Codice, non sarà così malvagia come quella originale.
Di sicuro toglieranno il finto italiano e tutti gli svarioni, come fanno sempre. Alla fine ne uscirà un altro bestseller, vedrai.
*Depression*
»
Una mia amica che l'ha letto mi ha raccontato che...
SPOILER
.
.
.
.
Un prete e una suora si innamorano fra loro e vogliono avere un figlio. Per non incorrere nel peccato però ricorrono alla inseminazione artificiale: così è tutto a posto... E' che mi dice che questa storia è narrata in modo molto serio, come se fosse perfettamente naturale. ROTFL. Mi chiedo se sto Brown abbia la minima idea delle cose di cui scrive.
» postato da byron the bulb alle 09:15 del 03-12-2004
18 «Mi chiedo se sto Brown abbia la minima idea delle cose di cui scrive.»
E io mi chiedo come cavolo è diventato un best-seller. ![]()
» postato da melusina alle 09:19 del 03-12-2004
19 Perchè il Codice Da Vinci ha una buona idea alla base, e perchè Brown sa come tenere desta l'attenzione del lettore. Il problema è che tralascia tutto il resto, mandando completamente a quel paese ogni forma di coerenza. Magari non dovrei parlare proprio io, che faccio gli stessi errori quando scrivo, ma dato che il destino è cinico e baro, negli altri questi difetti li becco subito, in me mi sfuggono di continuo.
» postato da Leida80 alle 10:25 del 03-12-2004
20 Ave, discendenti del glorioso Impero Romano,
«Mi chiedo come possano avvenire queste cose, quello lì magari ci campa pure con quello che scrive.»
Togli pure il magari. Ha venduto talmente tanto, in tutto il mondo, che potrebbe ritirarsi a vita privata finchè morte non lo separi da questa terra.
E poi è da poco uscito anche "Il Codice da Vinci illustrato".......
Il Divino Cesare invia i propri saluti.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 10:39 del 03-12-2004
21 «E poi è da poco uscito anche "Il Codice da Vinci illustrato".......
»
Ah! Dopo aver letto la recensione di Eliver sono proprio curiosa di vedere la piantina di Parigi!
:">
» postato da melusina alle 15:02 del 03-12-2004
22 semplicemente orrendo. I personaggi sono talmente finti e assurdi da rasentare il ridicolo... sacerdoti che adottano legalmente (con tanto di cognome dato) figlie, altri che 45 anni fa (!!!) ricorrono alla fecondazione artificiale per fare un figlio con una suora e non peccare... italiani che non hanno gabinetti italiani cretini una situazione della religione del tutto irrealistica ma con dati "veri" come la morte di GP I... Quanti soldi sprecati!
» postato da cristina salvini alle 17:55 del 03-12-2004
23 Mettere la scritta spoiler no? ![]()
» postato da griffondor alle 18:07 del 03-12-2004
24 avevo una mezza idea di regalarlo a mio fratello a Natale per poi eggermelo in spiaggia fra 6 o 7 mesi... ma potrei desistere dalla spesa dopo i commenti! aspetterò qualche amico col libro e me lo farò prestare!!
» postato da Barliman Butterbur alle 15:24 del 05-12-2004
25 La valanga di critiche che si è abbattuta su Dan Brown sia per Codice Da Vinci che per Angeli e Demoni è frutto solo di invidia. Trattasi ovviamente di critiche innescate dai presunti intellettuali nostrani che non riescono a vendere come vorrebbero i loro noiosissimi romanzi di migliaia di pagine piene di nulla e di cervellotiche introspezioni senza senso. Dan Brown ha fatto centro con entrambi i romanzi, in tutto il mondo. I lettori si appassionano alla storia, il ritmo è incalzante, i personaggi perfetti, le ambientazioni pure (Roma è descritta alla perfezione, altro che storie!). Insomma, tutto il contrario di un mattone di un Umberto Eco qualsiasi, spacciato per roba fine solo perchè frequentante i "salotti buoni" di cui alla gente non importa un accidente, e giustamente.
» postato da DanFan alle 17:25 del 09-12-2004
26 «La valanga di critiche che si è abbattuta su Dan Brown sia per Codice Da Vinci che per Angeli e Demoni è frutto solo di invidia.» I pareri di tutti sono validi. Accusare di invidia chi critica un'opera letteraria (se la critica è motivata) mi pare un discorso senza destinazione. Che io sia invidioso di Brown non vi sono dubbi. Mi chiedo come sia possibile fare ciò che è riuscito a fare con quello che ho letto. Parlo della versione originale dell'ultimo libro, dove sono riportati dei dialoghi in italiano: sono spassosissimi e dimostrano una trascuratezza incredibile (sembrano frutto di una traduzione automatica di google).
» postato da franz alle 17:35 del 09-12-2004
27 E' lampante che le critiche e il sarcasmo su Dan Brown sono mosse dall'invidia sia per il brillante stile dell'autore sia per i suoi lauti guadagni. Ammettetelo, scrittori italiani: voi i romanzi non li sapete scrivere. I più venduti in Italia sono Brown e Clancy. Scrittori veri. I mattoni alla Umberto Eco, pieni di incomprensibili strologazioni e dove l'unica cosa chiara è che il lettore è trattato come un deficiente, non li compra nessuno. Primo perchè sono noiosissimi, e secondo perchè appunto gli scrittori italiani trattano chi legge (e compra, non dimentichiamolo) come un povero demente analfabeta. Non si fa. Dan Brown tratta il lettore alla pari e lo coinvolge nella storia sin dall'inizio. Onore a Dan Brown. Consiglio agli epigoni di Umberto Eco: scendete dal piedistallo e imparate a scriverli i romanzi. E comunque, ognuno è libero di comprare quello che vuole. E io i soldi a Umberto Eco non glieli dò.
» postato da DanFan alle 19:16 del 09-12-2004
28 «Ammettetelo, scrittori italiani: voi i romanzi non li sapete scrivere.»
A parte che qui sul forum gli "scrittori italiani" a cui ti rivolgi non ci sono...
guarda che in Italia (per fortuna) non esiste solo Eco!
Lucarelli l'hai mai letto?
E Faletti?
Non se la cavano malaccio e, a quanto pare, vendicchiano pure
Ciaociao, e mi raccomando, "continua cercando" anche tu...
Magari scopri che "la chiesa è chiusa temprano" o che magari è appena passato uno "straniero crudo" che ha spaventato due povere vecchiette romane ![]()
» postato da Eliver alle 19:45 del 09-12-2004
29 Guarda Eliver che Angeli e Demoni io l'ho letto, e gli strafalcioni che tu citi non ce li vedo. Ve li sarete inventati voi supporter di Faletti e sarabanda varia che non sa scrivere. Io leggo quello che mi pare, ciò che mi fa arrabbiare è il vostro trattare come idiota chiunque non si conformi alla dittatura Eco-Faletti. A me piace Dan Brown, punto e basta. Cosa leggo è affar mio. Se gli scrittori italiani vogliono vendere di più, imparino da Dan Brown.
» postato da DanFan alle 19:51 del 09-12-2004
30 Hey!
Allora, Dan Brown si fà leggere, indiscutibilmente il suo romanzo che ho letto (il Codice DaVinci) ti tiene incollato al libro anche se, paragonati a altri libri dello stesso genere, alle volte ha delle uscite un po' estemporanee o assurde. Se cerchi opere di fantasia mi stà bene, però guarda che le sue elucubrazioni sul Cenacolo di DaVinci puoi smentirle tu stesso guardando l'opera con la descrizione dei simboli che ci sono nascosti scritta sul libro. Questa è una delle cose che gli viene contestata, a me in generale è piaciuto, non sarebbe dispiaciuto che fosse più plausibile, che èè lo stesso difetto che riscontro nell'ultimo di Faletti.
Di Angeli e Demoni per ora non posso parlare, non l'ho ancora letto.
Questo per quanto riguarda la discussione, invece ti invito (e mi pare strano non l'abbia fatto Franz, ma forse è troppo permissivo alle volte) a usare più moderazione e educazione nei confronti di chi ti stà rispondendo su questo forum, visto che non penso che né io né tu né gli altri che scrivono ne guadagnino qualcosa a dire che è bello o è brutto, considerato anche il fatto che se siamo qui a discuterne, vuol dire che tutti lo abbiamo letto e, ovviamente, pagato.
» postato da -Kruppe- alle 20:37 del 09-12-2004
31 «Guarda Eliver che Angeli e Demoni io l'ho letto, e gli strafalcioni che tu citi non ce li vedo. » Se hai letto la versione tradotta, è difficile che tu possa averli notati. Parliamo della versione originale, dove i passi citati da Eliver sono a disposizione di chiunque si prenda la briga di acquistare il volume. Di solito una 'valanga' di critiche qualche ragione deve pur averla. Il fatto di acquistare un libro dà pieno diritto a esporre il proprio pensiero (sul libro, ovviamente, non sull'autore). Pensi che Brown sia un capolavoro? Ne sono felice. Perché non posso pensarla in modo diverso?
» postato da franz alle 20:54 del 09-12-2004
32 Ave, discendenti del glorioso Impero Romano,
«I mattoni alla Umberto Eco, pieni di incomprensibili strologazioni e dove l'unica cosa chiara è che il lettore è trattato come un deficiente»
Incomprensibili strologazioni? Ma l'hai mai letto Eco? E' tutt'altro che incomprensibile. Semplicemente, richiede di non passare sulla pagina con uno skate, ma di fermarsi un attimo con il cervello acceso. E' la stessa richiesta di un classico, ma dubito che con questo atteggiamento tu possa apprezzare libri come I Viceré di De Roberto o I miserabili di Hugo, per non parlare di classici contemporanei come Il nome della rosa (appunto) e Memorie di Adriano della Yourcenar.
Un lettore non è mai trattato come un deficiente. Io non mi abbasserei a scrivere se considerassi chi mi legge un branco di deficienti. E vale anche per i miei post.
Qui non si discute l'affabulazione, che è un'altra cosa. Si discute sul livello generale di quello che si legge. Non è una stilettata contro Brown, che per altro non ho letto, e dunque non posso commentare. E' un riferimento al fatto che troppo spesso si ammaliano i lettori con finta letteratura.
«Io leggo quello che mi pare,»
E ci mancherebbe! In fondo, siamo ancora in un paese libero....appunto per questo ci teniamo ad esprimere con tranquillità le nostre opinioni, per altro non manovrate dalle bustarelle.
Mi piacerebbe vederle però, queste bustarelle....sarei disposto ad incensare pure i libri di B. Vespa...
«ciò che mi fa arrabbiare è il vostro trattare come idiota chiunque non si conformi alla dittatura Eco-Faletti.»
Bella questa! "Dittatura Eco-Faletti"....me la segno! Complimenti per la tua contorta fantasia!
Il Divino Cesare invia i propri saluti.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 21:00 del 09-12-2004
33 «Guarda Eliver che Angeli e Demoni io l'ho letto, e gli strafalcioni che tu citi non ce li vedo. Ve li sarete inventati voi supporter di Faletti e sarabanda varia che non sa scrivere.» Mi dispiace contraddirti, ma ci sono. Il problema è che tu non hai mai letto veramente Dan Brown ma soltanto i miracoli che hanno fatto sul suo lavoro il mitico Riccardo Valla (che ha tradotto The DaVinci Code) e la coppia Annamaria Biavasco/Valentina Guani che hanno lavorato su Angeli e Demoni. In questo caso ce ne sono volute DUE di traduttrici per mettere a posto gli svarioni di Brown :O) Che poi Brown sia uno che sa intrattenere, sono d'accordo con te.
» postato da Eliver alle 21:08 del 09-12-2004
34 Ave, discendenti del glorioso Impero Romano, E in fatto di traduzioni, di Eliver ti puoi fidare. Sto leggendo Lo Sciacallo di Nar e mi sembra che le sue prime 300 pp. di traduzione siano molto buone. Il Divino Cesare invia i propri saluti.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 21:24 del 09-12-2004
35
Mi sembrava doversoso attaccare con questa faccia. GLI ITALIANI NON SANNO SCRIVERE?????
Non inizio col nominarti i morti, perchè lì son buoni tutti, ma immagino che a te Gadda, Pavese, Pasolini non dicono niente. Ma si può pescare a piene mani anche tra i vivi: Mazzantini, Lucarelli, Camilleri, Baricco, De Carlo, e non ti sto parlando di autori letti da cinque persone, ma di gente che vende, eccome se vende. Poi questi ragionamente per massime categorie li trovo del tutto inutili. Gli italiani...i maschi...le femmine...parliamo di libri, piuttosto, di casi specifici, altro che categorizzazioni tagliate con l'accetta.
Poi Eco cosa ti ha fatto? E Faletti? T'han rubato dentro casa, che ti ci incazzi così tanto? Posso quasi arrivare a capire la tua accusa di "astrusità" per Eco; è pur sempre un autore che richiede attenzione al lettore (non più d'altri, comunque), e il lettore superficiale legge la cura nella costruzione della storia e il preziosismo lessicale come vani esercizi di stile. Ma Faletti...mi spieghi che ci trovi di astruso in Faletti???
Infine, Dan Brown. Il mio personale parere (sai cos'è un parere personale? O il mondo è fatto per te solo di verità assolute?) è che ha delle capacità non indifferenti. Molte delle quali buttate. È un affabulatore, come dice giustamente Caesar, sa tenere incollati alla pagina. Ha uno stile asciutto che è ben adeguato alla materia di cui scrive. Ma se ne frega della coerenza. Adora il colpo di scena fine a se stesso, e per quello sacrifica 400 pagine di costruzione della storia. In un thriller questo non è un peccato veniale, questo è un peccato CAPITALE. Un thriller È storia, un thriller È coerenza. Se cade quello, cade tutto.
Che nessuno poi venga a dire che giudico per intellettualismo; io scrivo libri di genere, fantasy, per di più, quindi figurarsi quanto mi si può accusare di snobbare la letteratura popolare.
Esistono le critiche non intellettualmente oneste, e chi lo nega, ma sono la minoranza, e si riconoscono dalla mancanza d'argomenti. Mi sembra che qui abbiamo motivato fino allo sfinimento le ragioni per cui Dan Brown non ci entusiasma, quindi quest'accusa che ci muovi puoi tranquillamente farla ad altri.
» postato da Leida80 alle 23:35 del 09-12-2004
36 Bene, DanFan, ci hai punti sul vivo, dopo le impressioni di Licia Troisi, ecco cosa pensa la rete del Codice DaVinci.
Attenzione! Contiene SPOILER chi vuole leggerlo davvero non continui
Attenzione! Contiene un linguaggio esplicito o volgare se vi sentite offesi da tale linguaggio non continate la lettura
Mille, mille e ancora mille grazie a Garrett che lo ha portato alla mia vista.
Vai, tutto vostro
PROLOGO
Jacques Saunière, direttore del Louvre, ha un inaspettato incontro notturno con un proiettile (gentilmente fornito da un killer albino alto due metri appartenente all'Opus Dei) che gli trapassa lo stomaco.
Prima di morire dissanguato nel salone principale del suo museo, l'anziano direttore deve riuscire a passare a qualcuno un terribile segreto che potrebbe cambiare la storia dell'umanità intera.
CAPITOLO 1
Robert Langdon, professore americano di simbologia religiosa, viene svegliato da una telefonata nel cuore della notte da una telefonata del portinaio del suo hotel (il Ritz di Parigi, tanto per farvi capire perché i professori italiani tendono a cercare lavoro all'estero).
Portinaio: "Qui è la portineria, Monsieur, c'è una persona che chiede di lei. Insiste che è urgente"
RL: "posso sapere chi è?"
Portinaio: "in teoria si, però non glielo dico perché altrimenti il lettore smetterebbe di fremere di curiosità e si annoierebbe"
RL "capisco" (riappende il telefono)
Dopo pochi secondi appare il tenente Collet della polizia parigina bussa alla porta di RL, lo informa della morte di Saulniere, gli mostra la foto del cadavere in posa plastica e tutto pasticciato col sangue e lo invita ad andare con lui al Louvre per aiutarlo nelle indagini.
CAPITOLO 3
Lo spazio-tempo viene alterato in modo da rendere necessario un intero capitolo di riflessioni e divagazioni per andare dal Ritz al Lovre, che stanno a poche centinaia di metri l'uno dall'altro.
CAPITOLO 4
La piramide del Lovre è costruita con 666 latre di vetro, quindi Mitterand era un satanista.
CAPITOLO 6
L'Ispettore Fache porta finalmente RL sulla scena del delitto.
La Grande Galleria è illuminata solo da una tenue luce rossastra, mentre l'illuminazione principale viene lasciata spenta per permettere allo scrittore di tirare in lungo con le descrizioni e i dialoghi e impedire al RL di vedere il corpo dell'anziano JS prima di un adeguato crescendo di tensione.
Finalmente il cadevere fa la sua comparsa in scena e scopriamo così che, prima di morire, JS è andato dall'altra parte della Galleria, si è spogliato completamente e si è disegnato un pentacolo intorno all'ombelico.
CAPITOLO 8
Prima di fare questo però JS ha usato un pennarello speciale per tracciare sul pavimento alcune scritte visibili solo ai raggi ultravioletti, e più precisamente:
1) un enorme cerchio dentro al quale si è poi sdraiato a gambe e braccia spalancate per fare l'imitazione dell' Uomo Vitruviano di Da Vinci
2) le scritte "13-3-2-21-1-1-8-5", "O, draconian devil", "Oh, lame saint", "PS, trova Robert Langdon"
Questo ovviamente non può che significare una cosa: ossia che la Chiesa sta cercando di distruggere il femminino sacro e che JS faceva parte della Wicca, teneva un blog, era vegetariano e aveva una sfrenata passione per i gatti.
CAPITOLO 9-16
Arriva sulla scena del delitto anche Sophie Neveu che, come dice il nome stesso, è la nipote di JS e anche, casualmente, agente di polizia nella sezione di crittologia.
Scopriamo che:
1) RL è pesantemente sospettato dell'omicidio, viene tenuto sotto stretta sorveglianza, ha una microspia nella tasce della giacca.
2) "13-3-2-21-1-1-8-5" è l'anagramma di "1-1-2-3-5-8-13-21"
3) I messaggi segreti di JS non erano destinati alla Polizia, ma alla propria adorata nipotina Sophie. Infatti la sua posizione da Uomo Vitruviano serviva proprio per attirare la sua attenzione, visto che probabilmente vedere la foto del proprio nonno morto e sdraiato tutto nudo nel Louvre con un pentacolo disegnato sul petto non l'avrebbe incuriosita abbastanza.
SN decide di aiutare RL a fuggire dal Louvre.
CAPITOLO 17-18-19-20-21-22-23-24-25-26
SN e RL passano un bel po' di tempo neascosti nelle toilettes del Louvre, mentre l'Ispettore Fache insegue una saponetta per le vie di Parigi, pensando che si tratti di RL.
Cercando di non annegare nel mare di divagazioni più o meno noiose e banali sui tarocchi, i pentacoli, le proporzioni divine, Leonardo, la Gioconda e gli anagrammi, il lettore scopre che JS era a capo di un'importante setta segreta e che la sua nipotina Sophie l'aveva visto fare una cosa così terribile, così terribilissima, ma così talmente terribilissima che non la potrà rivelare fino al capitolo 74.
CAPITOLO 27
Fache arresta la saponetta e la costringe a confessare di essere RL, poi chiama i poliziotti che sono rimasti al Louvre e gli intima di entrare nella Grande Galleria e di arrestare anche SN.
CAPITOLO 28
RL e SN risolvono infine gli anagrammi di cui al Capitolo 8, si recano davanti al quadro della Mona Lisa (il cui nome richiama ancora una volta al simbolismo femminile, come qualunque veneto potrebbe confermare) e vi trovano un nuovo indovinello di JS: "So dark the con of a man".
Il riferimento al femminino sacro è ovvio ed evidente, visto che "con" è il nome francese di quello che in veneto viene chiamato "mona".
I nostri due eroi non riescono però a capire cosa possa significare esattamente la frase "così oscura è la figa di un uomo", e mentre meditano sul da farsi vengono raggiunti da uno dei poliziotti presenti all'interno del Louvre che gli punta la pistola e gli intima di fermarsi.
CAPITOLO 30
SN minaccia il poliziotto brandendo un quadro di Leonardo (più precisamente il celebre "Madonna on the rocks", in cui la Vergine prepara un cocktail all'angelo Uriele), si fa consegnare la pistola e scappa insieme a RL e tenendo in pugno una misteriosa chiave che il nonno aveva nascosto dietro al quadro.
Ovviamente il nome del quadro era la soluzione del difficilissimo indovinello sulla figa oscura.
CAPITOLO 32
RL e SN scappano a bordo di una Smart.
La polizia appostata intorno al Louvre scambia la macchina per una saponetta a quattro ruote e la lascia passare.
CAPITOLO 35
RL e SN fingono di comperare un biglietto del treno ma in realtà prendono un taxi per andare ad aprire la cassetta di sicurezza il cui indirizzo è stato scritto dall'infaticabile JS su restro della chiave misteriosa usando l'ormai celebre pennarellone ad inchiostro invisibile.
Ovviamente SN ha in tasca una torcia a luce ultravioletta e può quindi leggere il messaggio lasciatole dal nonno.
CAPITOLO 37
Per arrivare all'indirizzo scritto sulla chiave occorre attraversare il Bois de Boulogne, celebre luogo in cui si celebra la fusione tra il femminino e il mascolino.
Durante l'attraversamento del parco un travone mostra l'uccello al Professore che, in preda allo shock, inizia a delirare sul santo Graal, i Templari e il Priorato di Sion.
CAPITOLO 38
Il tassista, terrorizzato dai deliri di RL decide di chiamare la polizia.
SN, essendo della Polizia, si affretta a rispondere puntandogli la pistola alla tempia e intimandogli di scendere dal taxi.
CAPITOLO 40-41-42-43-44-45
I due fuggiaschi arrivano all'indirizzo indicato sulla chiave, che si rivela essere la sede di una filiale della Banca di Zurigo, infilano la chiave, digitano la sequenza di Fibonacci, recuperano il contenuto della cassetta (che, contrariamente alle aspettative, non è il Graal) e, con la complicità del direttore della banca, passano sotto al naso della polizia nascosti dentro ad un furgone portavalori.
CAPITOLO 46-47-48
La scatola misteriosa non è il Graal, ma contiene qualcosa che può dare preziose indicazioni sul suo ritrovamento, a patto che si riesca a indovinare la misteriosa parola di cinque lettere che la farà aprire.
Il Graal comunque non è una coppa ma qualcos'altro di molto più importante che è così sconvolgente che la sua vera natura non verrà rivelata fino al capitolo 60
CAPITOLO 49
Il banchiere svizzero cambia idea, minaccia con una pistola SN e RL e si fa consegnare la scatola, poi si fa dare una sportellata in faccia e si accascia al suolo.
I due avventurieri scappano con il furgone portavalori alla ricerca di aiuto.
CAPITOLO 51-52-53-54
L'aiuto cercato è quello di Sir Leigh Teabing, storico inglese che abita in un gigantesco castello nella zona di Versailles e maggior esperto mondiale di Graal e dintorni.
Il fatto che sia immensamente ricco e che abiti in in castello pieno di ogni sorta di opera d'arte preziosissima implicherebbe ovviamente il fatto che sia circondato da un sistema di sorveglianza di prim'ordine e che ci siano guardiani armati tutt'intorno al parco.
Però questo intralcerebbe il normale svolgimento della storia, quindi Sir LT vive da con la sola compagnia del fedele maggiordomo Rémy.
CAPITOLO 55
Il Graal non è un vero calice, ma qualcosa che è adatto a contenere qualcosa di molto prezioso.
CAPITOLO 56
Il Graal è quello che la Chiesa cerca in ogni modo di demonizzare e di mettere sotto una cattiva luce.
Il Graal è quello che i cavalieri cercavano in ogni modo di ottenere e che i Trovatori cantavano nelle loro poesie.
Il Graal è...
CAPITOLO 57
La polizia circonda la casa di Sir LT, nella quale è appena entrato il killer albino gigante del capitolo 1.
CAPITOLO 60
Il Graal è Maria Maddalena, che ha la funzione di calice per il Santissimo Sperma di Gesù Cristo.
I Templari hanno recuperato un tot di documentazione sulla vita matrimoniale di Gesù e sulla sua discendenza e l'hanno usata per ricattare la Chiesa, che però poi si è incazzata e li ha sterminati tutti.
Al Priorato di Sion, custode del Graal, piace la vagina, mentre alla Chiesa non piace.
I Merovingi erano tutti figli di Gesù.
CAPITOLO 61
RL inizia a delirare pesantemente.
"Il flauto magico parla del Graal!"
"Leonardo parla del Graal!"
"Botticelli parla del Graal!".
Poi guarda il suo orologio di Topolino ed esclama: "Anche Topolino parla del Graal! Walt Disney era un massone! Biancaneve è Maria Maddalena! La mela avvelenata è una vagina! La sirenetta ha un blog!"
CAPITOLO 62-63-64-65-66-67
Il Killer albino dell'Opus Dei entra in azione per recuperare la scatola misteriosa e si fa prontamente abbattere dall'anziano e poliomelitico professore inglese.
La Compagnia del Graal fugge su un fuoristrada, portandosi dietro il gigante albino legato ed imbavagliato.
CAPITOLO 68
RL, SN, Sir LT, il maggiordomo francese Rémy e il gigante albino Silas salgono sull'aereo privato dello storico inglese e partono per Londra, sfuggendo così alla polizia francese.
CAPITOLO 71
Nascosta sotto la scatola c'è una misteriosa iscrizione apparentemente incomprensibile.
Sembrerebbe una specie di corsivo scritto all'incontrario, simile alla scrittura usata da Leonardo Da Vinci nei suoi appunti.
I due esperti di simbologia iniziano ad accapigliarsi per cercare di decidere di che misteriosa lingua si tratti: "sembra una lingua semitica, ma non riesco a vedere i nekkudot!" "probabilmente è una traslitterazione sefardita!" "Io direi piuttosto che sembra un commentario di rashi, oppure uno STa''M delle corone!".
Dopodiché interviene Sophie, che guarda le scritte ed esclama "hey, ma è inglese scritto al contrario con la grafia di Da Vinci!".
CAPITOLO 72
La scritta misteriosa è l'ennesimo indovinello del mefistofelico JS:
"Un'antica parola di saggezza libera questo rotolo
e ci aiuta a mantenere unita la famiglia di Lei, dispersa
una pietra venerata dai templari è la chiave
e Atbash ti rivelerà la verità"
Inizia la discussione tra esperti:
RL "sono pentametri giambici! Yin e Yang! Il pentacolo di Venere! L'eterno femminino sacro!"
Sir LT "e per di più sono in inglese!"
RL "Dobbiamo trovare una parola di saggezza!"
Sir LT "Atbash!"
CAPITOLO 74
Davanti a tutti questi misteri misteriosi e incomprensibili, Sophie decide di raccontare il terribile segreto che da dieci anni turba il suo cuore.
SN: "un giorno sono andata a casa del nonno e c'erano delle persone mascherate che intonavano inni misteriosi"
RL: "evidentemente una qualche cerimonia del Priorato di Sion, di cui tuo nonno era Gran Maestro."
SN: "e al centro della folla osannante c'era mio nonno che faceva sesso con una donna"
RL: "stava senza dubbio celebrando l'Hieros Gamos, l'antico rituale di unione mistica con i Sacro Femminino. ma che cosa è successo poi? che cosa ti ha turbato?"
SL: "la donna che faceva sesso con mio nonno era un po' sovrappeso"
RL: "Santo cielo, ma è terribile! Una donna sovrappeso! Posso capire che questo ti abbia sconvolto così profondamente"
SL: "..."
RL: "la notizia mi sconvolge talmente tanto da non farmi notare l'assurdità del fatto che il Gran Maestro segreto di una setta segretissima che custodisce un segreto supersegretissimo organizzi le orgette a casa sua."
SL: "e che non lasci nessuno alla porta di casa per controllare che nessuna nipotina curiosa venga a sbirciare"
RL: "già, hai ragione. ma d'altronde questo libro è tutto pieno di misteri insondabili, non sarà certo questo piccolo dettaglio a turbare il lettore"
CAPITOLO 75-76-77-78
Finita la parentesi pettegolosa, i protagonisti del libro ricominciano a cercare la soluzione all'enigma che gli permetterà di trovare il Graal.
RL: "Un'antica parola di saggezza di 5 lettere... Sophie, come si dice 'saggezza' in greco?"
SL: "Non saprei."
Sir LT: "Non si dice 'SOFIA'?"
RL: "Uhm, lasciami pensare...no, nessun Gran Maestro userebbe il nome della propria nipote come password per un segreto così importante e delicato. Dev'essere qualcosa di più difficile"
Sir LT: "La pietra venerata dai Templari... non potrebbe essere Bafometto?"
RL: "Si, mi sembra un'ottima intuizione. Adesso prendiamo la parola "Bafometto", scriviamola in ebraico, invertiamo l'alfabeto ebraico e riscriviamola di nuovo, poi sostituiamo il Vav con la 'o', la 'Sh' con la 'S' e la 'Ph' con la 'F'. Cosa otteniamo?"
SN: "SOFIA"
RL: "evviva! abbiamo trovato la soluzione! ci abbiamo messo 4 capitoli, ma ne valeva la pena!"
CAPITOLO 79-80-81
L'aereo di Sir LT atterra in un piccolo areoporto nelle vicinanze di Londra, dove viene accolto dalla polizia Britannica pronta ad arrestare i due ricercati e a prendersi cura del loro prigioniero albino.
Ma i nostri eroi sono troppo scaltri per farsi fregare da un bobby qualunque, così riescono a saltare giù dall'aereo e a rifugiarsi nella limousine del ricco storico inglese, senza che nessuno si accorga di nulla.
Il tutto, ovviamente, trascinando il corpo del killer albino gigante.
Un'altra anomalia spazio-temporale consente loro di "nascondersi" nello spazio tra i sedili posteriori e quelli anteriori della Jaguar di Sir LT senza che la polizia veda nulla.
CAPITOLO 82
Il nuovo enigma da risolvere nella caccia al tesoro che ha come premio il Graal è questo:
"A Londra giace un Cavaliere sepolto da un Papa
il frutto del suo lavoro ha incontrato una collera santa
tu cerchi la sfera che dovrebbe essere sulla sua tomba
parla di carne rosata e di ventre inseminato"
RL: "abbiamo già fatto la battuta sul fatto che i 'Sir' inglesi siano cavalieri, come i Cavalieri Templari?"
SN: "si, certo, a pagina 258, prima di andare da Sir LT"
RL: "abbiamo già parlato del fatto che Sir Isaac Newton era un Gran Maestro del Priorato di Sion?"
SN: "a pagina 383"
RL: "abbiamo fatto riferimento più e più volte alle dispute tra Chiesa e Scienza, con particolare riferimento all'astronomia?"
SN: "ma si, abbiamo anche ambientato una parte della storia all'Osservatorio Astronomico della Specola Vaticana".
RL: "l'enigma in versi parla di un frutto che ha causato l'ira di Dio, di qualcosa di tondo, di carne rosata e di semi al suo interno."
SN: "e noi stiamo cercando una parola inglese di 5 lettere..."
RL: "una parola inglese che abbia a che fare con un frutto rotondo e dalla polpa rosata che causa l'ira divina, legata in qualche modo a un 'cavaliere' sepolto a Londra"
SN: "io non riesco davvero a capire di cosa possa trattarsi."
RL: "già. Puttana Eva se mi viene in mente qualcosa."
Sir LT: "siete due fessi. La poesia in pentametri giambici (il pentacolo! Venere! La Rosa! Leonardo da Vinci! Maddalena! Il Graal!) parla evidentemente di un cavaliere templare che è stato sepolto nella Chiesa del Tempio, costruita dai templari stessi a Londra. dobbiamo trovare qualcosa che dovrebbe essere sulla sua tomba ma che invece non c'è"
CAPITOLO 83-84-85-86
Mentre i tre Sbirulini del Graal cercano il messaggio nascosto sulle tombe, il Maggiordono Rémy si rivela essere un servitore del malvagio e misterioso "Maestro", cioé di colui che ha ingaggiato l'albino Silas per accoppare il Gran Maestro del Priorato di Sion e i suoi tre assistenti in modo da farsi rivelare il nascondiglio del Graal.
Il Maestro è ingabolato con l'Opus Dei, che a sua volta è ingabolato con il Vaticano e tutti cercano di trovare il Graal per farlo sparire definitivamente nel nulla.
A quanto traspare nei capitoli precedenti, anche l'ispettore francese Fache è implicato nella faccenda.
Rémy e Silas fanno irruzione nel Tempio a pistole spianate e si fanno consegnare il misterioso cilindro contenente le indicazioni per trovare il Graal e rapiscono Sir LT.
La situazione appare disperata.
CAPITOLO 92
Ma ecco che a RL viene un'idea geniale per risolvere il mistero del cavaliere sepolto a Londra: cercare su Internet!
Ed ecco che, a furia di risultati utili solo a nuove divagazioni da parte dell'autore (Wagner, Parsifal, i Tarocchi, Artù) i nostri eroi riescono a capire che la filastrocca parla di Sir Isaac Newton.
CAPITOLO 97
RL e SN si recano all'abbazia di Westminster per cercare di capire quale sia questo misterioso oggetto tondeggiante che non è stato messo sulla tomba di Newton.
RL: "Che tomba originale!"
SN: "Già. Originale. Peccato che non si riesca a trovare la soluzione dell'enigma."
RL: "Peccato... originale... frutto tondo... Non mi viene in mente niente!"
CAPITOLO 98
Il Malvagio Maestro, dopo aver eliminato Rémy nel capitolo 94, si mostra finalmente ai protagonisti di questa epopea di simboli e di allegorie.
Si tratta nientepopodimeno che di....
(rullo di tamburi)
Si tratta di Sir LT, che la sa troppo lunga e che è da anni che cerca in tutti i modi di arrivare al Graal e che ha deciso di mettere in mezzo anche quei poveri ingenuotti del Vaticano e dell'Opus Dei per riuscire a raggiungere i suoi loschi fini.
Dopo aver ucciso il Gran Maestro e i suoi tre Siniscalchi (unici al mondo a conoscere il segreto del Graal) e senza aver ottenuto nulla da questi efferati omicidi, ha deciso di seguire Sophie e Robert per vedere se riusciva a farli fessi all'ultimo secondo.
Questa rivelazione ovviamente ovviamente toglie ogni minimo brandello di logica agli eventi delle 470 pagine precedenti, ma chissenefrega.
CAPITOLO 99
Puntando la pistola contro di loro, Sir LT spiega che Nonno Saunière avrebbe dovuto rivelare al mondo il segreto del Graal per sputtanare il Vaticano, ma che non l'aveva fatto per paura che la Chiesa gli accoppasse la nipotina a cui aveva già ucciso i genitori in un finto incidente stradale.
Quindi, in definitiva, meritava di morire.
CAPITOLO 101
RL, mentre guarda fuori dalla finestra in cerca di ispirazione, vede un enorme albero di mele e per un attimo ha la bizzarra sensazione che i suoi rami gli sussurrino la soluzione all'enigma.
Sforzandosi di capire le parole della natura, RL inizia a percepire qualcosa, ma quando si accorge che il melo gli sta urlando "coglione! coglione!" smette di prestargli attenzione.
"un coglione è tondo, pieno di seme e di carne rosata. ma non è un simbolo femminile, e poi non so come si dica 'coglione' in inglese" riflette amaramente RL mentre Sir LT punta la pistola contro SN.
La situazione è tesa.
Lo storico inglese cerca di convincere il professore americano ad aiutarlo nella ricerca.
Sir LT: "Unisciti a me, figliolo: insieme io e te domineremo il mondo"
RL: "Non mi interessa dominare il mondo. E comunque non ho alcuna intenzione di abbracciare il lato oscuro della Forza."
Sir LT: "Ma così facendo fai un favore alla Chiesa! Pensa a quanti danni ha fatto la Chiesa in questi duemila anni: l'inquisizione, la repressione sessuale, l'annullamento del valore della donna, le molestie ai chierichetti, i film di Don Camillo..."
RL: "Stai per convincermi, ma non cederò alle tue lusinghe perché sono quasi 500 pagine che ci provo con SN e continuo a fare riferimenti obliqui alla sessualità e all'accoppiamento senza ottenere alcun risultato se non quello di passare per un professore arrapato che vede vagine in ogni dove. Non posso lasciare perdere proprio ora che mi dai la possibilità di fare l'eroe e di salvarle la vita!".
Così dicendo, RL scaglia in aria il contenitore che protegge la pergamena che contiene il segreto del Graal.
Sir LT, scaltro come una volpe, si lancia per afferrarlo al volo ma, essendo paralitico, si sfracella a terra insieme al contenitore stesso che per l'urto rilascia un liquido magico che distruggerà la pergamena.
RL si impossessa della pistola e, facendosi beffe dei Sir LT gli mostra la pergamena che ha precedentemente estratto dal suo nascondiglio grazie alla sua superiore intelligenza che gli ha consentito di trovare la parola magica che apriva questo importante scrigno.
Sulle note di "cogli la prima mela" il lettore fissa stupito la scritta "APPLE", soluzione del concorso per il migliore aspirante templare del millennio.
Bill Gates, che ha speso un fottiliardo di dollari per comperare il Codice Hammer per imparare a leggere al contrario, si rammarica molto della cosa e denuncia immediatamente Leonardo da Vinci per concorrenza sleale.
CAPITOLO 104-105
Tutto è bene quello che finisce bene.
La pergamena conteneva l'ennesimo indovinello in pentametri, la soluzione è nascosta a Rosslyn, vicino ad Edinburgo, in un antico tempio dei templari.
Qui Sophie trova il suo fratello segreto e la sua nonna segreta e scopre di essere discendente diretta di Gesù Cristo e Maddalena.
Si scopre inoltre che la Stella di David rappresenta in realtà un pene e una vagina e che gli studiosi di simbologia sono un pochettino monotematici.
EPILOGO
Il vero mistero inesplicabile è il fatto che questo libro abbia venduto così tante copie, mentre Martin Mystère non lo compera più quasi nessuno.
Secondo me è colpa di Java.
-da asfalto.org-
» postato da -Kruppe- alle 00:27 del 10-12-2004
37 lo hai preso dal topic di garrett su hm vero?
» postato da griffondor alle 08:05 del 10-12-2004
38 Peccato essermi persa questa diatriba.
Tutti hanno già detto a DanFan quello che avrei detto anche io, ma aggiungo solo un'altra cosa: ognuno ha le proprie opinioni e vanno rispettate. DanFan, se le accuse a Dan Brown ti hanno dato fastidio questo non ti dà il diritto di vendicarti ripetutamente su Eco o Faletti, perché possono esistere persone che invece stimano questi due autori. Io, ad esempio.
Al posto di franz non sarei stata così gentile, non hai mostrato il minimo rispetto.
E poi, vuoi un consiglio? Rileggiti i classici italiani, potresti scoprire che la nostra letteratura non è poi così male se ti soffermi a riflettere su quello che leggi. ![]()
» postato da melusina alle 09:13 del 10-12-2004
39 «Peccato essermi persa questa diatriba.
»
Le lezioni di Gwen funzionano, eh? ![]()
» postato da griffondor alle 09:14 del 10-12-2004
40 Ave, discendenti del glorioso Impero Romano,
«È un affabulatore, come dice giustamente Caesar, sa tenere incollati alla pagina. Ha uno stile asciutto che è ben adeguato alla materia di cui scrive. Ma se ne frega della coerenza. Adora il colpo di scena fine a se stesso, e per quello sacrifica 400 pagine di costruzione della storia. In un thriller questo non è un peccato veniale, questo è un peccato CAPITALE. Un thriller È storia, un thriller È coerenza. Se cade quello, cade tutto.»
Il che in parte spiega che l'alchimia di un libro che piace non è una formula matematica. Essere bravi non basta; avere una bella storia nemmeno; saperla raccontare neanche.
Chiediamo ai Rosacroce?
Il Divino Cesare invia i propri saluti.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 14:00 del 10-12-2004
41 Io ho letto "Il codice da vinci" e sono più che sicura che sia un libro che ti tiene attaccato alle pagine per ore.Ammetto di non sapere gran che su come u thriller dovrebbe essere scritto,ma anche se secondo alcuni non è il massimo della coerenza,su mio modestissimo parere nn si tratta di incoerenza ma di tenere con il fiato sospeso il lettore.
Ora però se qualcuno vuole farmi notare dei tratti di incoerenza sarei lieta di ascoltarli.
Tra poco leggerò "Angeli e demoni" già immaginavo che fosse un libro precedente al codice,ma nn per questo deve essere una copia,anche se vista la "recenzione" sembra alquanto simile...ma la storia no!!!
Riguardo agli scrittori italiani secondo me chi lo ha scritto ha torto,ma ognuno può avere le sue opinioni,anche se come qualcuno ha detto prima si andasse a rileggere alcuni dei classici sarebbe meglio...!!
» postato da Luna selvaggia alle 15:45 del 11-12-2004
42 Ave, discendenti del glorioso Impero Romano,
Ripeto, non l'ho letto e quindi non posso entrare nel merito, ma ribadisco che, a quanto ho capito, nessuno ha mai messo in dubbio l'affabulazione, dote che ogni bravo scrittore dovrebbe avere.
Personalmente, ammetto di essere curioso, ma mi sono imbattuto in questa pagina: http://www.opusdei.it/art.php?w=22&p=7188
Ora, non intendo discutere le affermazioni di carattere squisitamente teologico, poiché non sono abbastanza ferrato in materia, ma quelle storiche sì. Il Codice appare come un'accozzaglia di sciocchezze grandi come una casa. A questo punto ho paura di prenderlo, poiché, avendo una formazione storica, potrei essere tentato di lanciarlo dal finestrino, buttando via parecchi euro e nuocendo gravemente al mio fegato.
D'altra parte, sono consapevole che un romanzo difficilmente ha velleità di limpidezza storica, anche quando si presenta come "romanzo storico". E non è questo il caso, o invece sì? Ho letto la nota all'inizio del libro, che indirizza il lettore verso un cammino di 'verità'.........
Il Divino Cesare invia i propri saluti.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 15:59 del 11-12-2004
43 «Beh, dai: la versione italiana, a parte avere la stessa identica costruzione narrativa del Codice, non sarà così malvagia come quella originale.
Di sicuro toglieranno il finto italiano e tutti gli svarioni, come fanno sempre. Alla fine ne uscirà un altro bestseller, vedrai.
*Depression*
»
Stando a quanto leggo su Panorama pare che di svarioni sia pieno: "Signore, spazzare di cappella!", "Probasti il museo?" (ma pare lo dica una guardia svizzera e quindi necessariamente il loro italiano è..."svizzero"
), "Cosa voi?" e così via...
Ma in compenso (è una considerazione generale) l'editoria ci rompe terribilmente le scatole con le forme accentate "dèi", "subìto", "ère" (tra l'altro inutile) e così via, non gliene scappa uno: ci considerano davvero dei mentecatti incapaci di capire se la parola è piana o sdrucciola? Il segno dell'accento in caso di dubbio è opzionale solo in caso di possibile fraintendimento, ma nel 99% delle ripetizioni di queste parole sbagliarsi è impossibile, eppure l'editoria persevera.
» postato da Abigor alle 16:11 del 07-01-2005
45 «Non c'avevo mai fatto caso...»
Io invece sì, purtroppo... ![]()
» postato da Abigor alle 18:48 del 14-01-2005
46 «Ave, discendenti del glorioso Impero Romano,
Ripeto, non l'ho letto e quindi non posso entrare nel merito, ma ribadisco che, a quanto ho capito, nessuno ha mai messo in dubbio l'affabulazione, dote che ogni bravo scrittore dovrebbe avere.
Personalmente, ammetto di essere curioso, ma mi sono imbattuto in questa pagina: http://www.opusdei.it/art.php?w=22&p=7188
Ora, non intendo discutere le affermazioni di carattere squisitamente teologico, poiché non sono abbastanza ferrato in materia, ma quelle storiche sì. Il Codice appare come un'accozzaglia di sciocchezze grandi come una casa. A questo punto ho paura di prenderlo, poiché, avendo una formazione storica, potrei essere tentato di lanciarlo dal finestrino, buttando via parecchi euro e nuocendo gravemente al mio fegato.
D'altra parte, sono consapevole che un romanzo difficilmente ha velleità di limpidezza storica, anche quando si presenta come "romanzo storico". E non è questo il caso, o invece sì? Ho letto la nota all'inizio del libro, che indirizza il lettore verso un cammino di 'verità'.........
Il Divino Cesare invia i propri saluti.»
Di storico ha poco o nulla e anche come originalità, a mio avviso, lascia molto a desiderare visto che conosco storie del genere da quando avevo 15 anni e l'ultima in ordine di tempo è Preacher di Garth Ennis, però dicono tutti sia una lettura piacevole. L'unico problema è che molti dopo averlo letto lo prendono come un libro storico... ![]()
» postato da Questor alle 15:53 del 17-01-2005
47 Contro il Codice di Dan Zapatero http://www.panorama.it/cultura/polemiche/articolo/ix1-A020001028692
» postato da Hieronymus alle 06:13 del 22-01-2005
48 Queste operazioni mi fanno ancor più ribrezzo dello spacciare il Codice per un libro storico. Innanzitutto sanno tanto di Santa Inquisizione (permessivismo sessuale negli americani, che sono tra i popoli più ipocritamente bigotti del mondo? Tanto da montare quel po' po' di casino per uno che ha trombato con la stagista?), poi portano acqua al mulino di Dan Brown, che può quindi dire: "Vedete? Vedete la Chiesa che cattiva? È perchè ho detto la verità!" Porca paletta, per prendere i modi di dire di una mia cara amica, è un libro, un libro! Che ce ne frega se dice la verità? Invece di queste beghe da ragazzini, parliamo di trama, parliamo di scrittura, parliamo di qualità intrinseca del libro!
» postato da Leida80 alle 11:24 del 22-01-2005
49 L'hanno regalato a mia moglie per il compleanno e in quanto la data era antecedente al rifornimento natalizio, faute de mieux, l'ho letto. Posso esprimere un parere nel mio dialetto natale? TERIBBILE! Ai miei tempi
ops:
ops:
ops:
ops: si leggevano cose più digeribili su Segretissimo. Ma Brown, a Roma, c''è mai stato o la mia città gli è stata raccontata da una vecchia zia che magari l'aveva vista con il classico tour L'europa in Cinque Giorni? ![]()
» postato da pick alle 12:57 del 22-01-2005
50 « Porca paletta, per prendere i modi di dire di una mia cara amica, è un libro, un libro! Che ce ne frega se dice la verità? Invece di queste beghe da ragazzini, parliamo di trama, parliamo di scrittura, parliamo di qualità intrinseca del libro!» Be' no. Un falso è un falso. Non è corretto che un cumulo simile di stronzate, errori grossolani e brutto scrivere passi per essere altro. La qualità intrinseca del libro è molto al di sotto del liquame fognario.
» postato da Hieronymus alle 17:15 del 22-01-2005
51 Che poi il libro di Brown sia anticattolico è un dato di fatto. Mi chiedo solo se un libro simile, ma sul Buddismo, ad esempio, sarebbe stato accettato ugualmente nello stesso modo.
» postato da Questor alle 09:08 del 24-01-2005
52 Infatti, io non lo critico da "cattolico" ( benchè lo sia ), lo contesto visceralmente per i madornali errori in campo "storico artistico" che contiene. Oltrechè scritto da cani ( senza offesa per i cani ovviamente ). Il libro è "anticattolico" ma in modo "becero" e ignorante, ci sono libri "contro" il cattolicesimo scritti con criterio, con documentazione e precisione.
» postato da Hieronymus alle 10:30 del 24-01-2005
53 «Infatti, io non lo critico da "cattolico" ( benchè lo sia ), lo contesto visceralmente per i madornali errori in campo "storico artistico" che contiene. Oltrechè scritto da cani ( senza offesa per i cani ovviamente ).
Il libro è "anticattolico" ma in modo "becero" e ignorante, ci sono libri "contro" il cattolicesimo scritti con criterio, con documentazione e precisione.»
Sì sì d'accordissimo con te, sottolineavo però quest'altro aspetto. Sembra un po' che dare contro il cattolicesimo sia permesso senza problemi e senza ritegno, mentre non so se sarebbe stato lo stesso se si fosse scritto che, ad esempio, Buddha aveva in realtà tradito tutti i suoi insegnamenti di base e che lo si può provare storicamente ![]()
» postato da Questor alle 11:29 del 24-01-2005
54 « Be' no. Un falso è un falso. Non è corretto che un cumulo simile di stronzate, errori grossolani e brutto scrivere passi per essere altro. La qualità intrinseca del libro è molto al di sotto del liquame fognario.» Ok, cercherò di essere più chiara. L'unica cosa su cui veramente ci si può incazzare è la frasetta che Brown mette all'inizio del codice, professando che la descrizione delle opere d'arte è puntuale e che il Priorato di Sion è davvero esistito, etc. etc. Il falso sta lì. E' una stronzata, non è vero, e se non erro la frase è infatti stata tolta dalle successive edizioni del romanzo. Per il resto, sotto la copertina c'è scritto ROMANZO, non SAGGIO, indi per cui il lettore dovrebbe capire che quel che c'è scritto non è oro colato. Altrimenti dovremmo buttare a mare tutta la fantascienza, sono palesemente un cumulo di stronzate, e ve lo posso garantire. Per il resto, se vogliamo discutere del libro, bisogna farlo sul piano della tecnica. Che poi Brown abbia preso delle risibili teorie per tirarci fuori un giallo, non mi interessa. Nel libro seguente se ne esce che si può confinare l'antimateria, che è una cavolata, ma mi pare che quello sia il problema minore del libro. Io, almeno, la vedo così. E in quanto cattolica, non mi sento minimamente sfiorata né offesa da quel che Brown dice, perchè se avessi voluto un libro che parlava onestamente di religione, avrei preso un trattato di teologia o uno studio antropologico sul cattolicesimo. Poi, la mi opinione du Brown è che pur possedendo discreti doti di naratore, butta tutto a mare per il gusto del feuilleton e del colpo di scena a tutti i costi, buttando a mare la coerenza interna e la credibilità della trama, una pecca gravissima in un thriller.
» postato da Leida80 alle 12:48 del 24-01-2005
55 Il fatto che sia un Romanzo non giustifica lo scrivere alcuni marchiani errori. Neanche io, in quanto Cattolico, mi sento offeso dal Marrone, non mi deve prendere per i fondelli con certi "falsi" sull'arte. Bastava documentarsi, certo è che se si fosse documentato, non avrebbe più retto il suo colosso di boiate. La Sf ( esclusa l'Hard ) non ha pretese di verità scientifica come invece fa il signor Marrone, e comunque sono d'accordo, io la maggior parte della Sf la cestinerei ( come il Fantasy del resto, ma non voglio andare OT ). Anni fà, Bradbury ( mica un pirla qualunque ), ray Bradbury scrisse un racconto sulla Gioconda. Ebbene scrisse una stronzata colossale: La Gioconda sarebbe dipinta su tela. Poteva anche controllare prima di scrivere, il racconto sarà anche bello, ma contiene un falso spacciato per vero. La letteratura tutta è piena di queste cose. Eco ( che certo non è pro cattolicesimo ) è uno corretto. almeno supporta le "sue" tesi su dati storici. Sul resto concordo.
» postato da Hieronymus alle 14:14 del 24-01-2005
56 Ecco, e allora mi sa che stiamo più o meno dicendo la stessa cosa. Soltanto che trovo ridicolo tutto questo caso che è stato montato ad arte attorno ad un libro tutto sommato mediocre. Se non ci fossero state queste infine polemiche sui temi trattati da Brown il libro non avrebbe venduto così tanto.
» postato da Leida80 alle 14:18 del 24-01-2005
57 Questo è poco ma sicuro
:"> , troppo rumore per nulla
.
Se, una volta criticato con dovizia di causa e di argomenti, esclusivamente "scientifici" ( non religiosi, troppo di parte ), lo si fosse abbandonato al proprio destino di cazzata scrittoria, Marrone avrebbe avuto prima la Palma del Dimenticatoio ![]()
» postato da Hieronymus alle 14:31 del 24-01-2005
58
ops:
ops:
ops:
ops:
ops:
ops: ho scritto sul serio d'avinci invece che da vinci????Oddio,vergogna,vergogna
/ME si sotterra da sola
ops:
ops:
ops:
ops: grazie per aver corretto l'errore!!
ops:
ops:
ops:
ops:
» postato da Luna selvaggia alle 17:47 del 01-02-2005
59 Ho letto anche questo, visto il prestito che mi ha fatto mio cognato.
Cosa vi posso dire? Mi viene in mente una citazione "Una risata li seppellirà".
Ecco, personalmente è quello che penso dei libri di Brown. Finito di leggere, non ho potuto fare a meno di farmi una grassa risata sul tutto.
SPOILER
Ma dico, il grande percorso degli Illuminati, quello che solo le menti più eccelse sarebbero riuscite a seguire... consiste semplicemente nel trovare la statua e controllare verso dove stende il braccio?
Ma per piacere...
FINE SPOILER
» postato da Rita alle 16:53 del 06-09-2005
60 Non c'entra la mia professione di fede. E non c'entra nemmeno il fatto che e' un po' fantasioso come riferimenti storici e geografia (per non parlare del fatto che nella versione originale le parti in italiano sono piene di errori). E' orribile, davvero. Le ultime 1oo pagine poi, sono da urlo....Vi prego, non manteniamo i romanzi di questo signore in cima alle classifiche dei libri piu' venduti....C'e' di meglio, davvero, non e' uno scherzo... La cosa peggiore comunque, sono i cervelloni che pensano di aver scoperto la Verita' Assoluta su Dio , la Chiesa, la Vita leggendo il nostro Dan.....Poveri noi. A proposito, viva Umberto Eco.
» postato da Bayta alle 18:34 del 07-09-2005
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1 Non mi sembra una cosa molto intelligente insiestere sugli stessi tempi del Codice. Il rischio copiarsi è altissimo
» postato da Leida80 alle 09:05 del 30-11-2004