Neil Gaiman è un autore noto per la varietà delle sue opere e la capacità di spaziare da un genere all'altro, ma una delle sue principali caratteristiche è la peculiare scelta di aver voluto proporre storie dell'orrore per un target di pubblico particolarmente giovane, dai 9 ai 12 anni. Prima Coraline poi il Figlio del Cimitero sono stati straordinari successi editoriali ma la strada è stata in salita: nel 1991, quando Gaiman propose per la prima volta Coraline per la pubblicazione, trovò un netto rifiuto. L'horror per bambini non pagava, e forse spaventava gli editori più che i giovani lettori.

Come per Stephen King, anche Gaiman crede che le storie dell'orrore servano per provare il brivido della paura in un contesto famigliare, controllabile, sapendo che in qualunque momento possiamo uscirne chiudendo il libro. E' questo piacere sottile ad attirare  il pubblico più giovane; Gaiman stesso sostiene che gli adulti sono molto più disturbati da Coraline di quanto non lo siano i bambini. Ne parliamo meglio nell'approfondimento dedicato a questo straordinario, poliedrico, imprevedibile, autore.

Neil Gaiman e l'horror per bambini

Neil Gaiman e l'horror per bambini

Articolo di Chiara Codecà Martedì, 16 febbraio 2010

Si possono scrivere storie horror per l'infanzia? Secondo Neil Gaiman sì, perché i bambini sanno gestire la paura meglio degli adulti

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