Che J.K. Rowling sia un’appassionata enigmista, che le piacciano i giochi di parole, gli anagrammi e i sottintesi e che li abbia disseminati per tutti i cinque libri della serie lo sappiamo bene; sappiamo anche che, spesso, questo suo vezzo si è rivelato fondamentale ai fini dello sviluppo narrativo. Quello che non immaginavamo, anche se poteva essere prevedibile, è che molti dei suoi lettori si sarebbero lanciati in una caccia agli indizi che sta rasentando il maniacale. Spesso, infatti, nel tentativo e soprattutto nella foga di voler a tutti i costi far luce su qualche “segreto” si finisce per immaginarlo anche dove non c’è, incappando in situazioni paradossali.

Di recente un sito in lingua inglese, Mugglenet.com, ha pubblicato un elenco di indizi, postati dai fan del maghetto, che dimostrerebbero come nei libri già scritti siano contenute indicazioni incontrovertibili sulla tragica dipartita dell’affascinante Sirius.

Tra le tante perle, più o meno credibili, di natura investigativa ne abbiamo estrapolate alcune che brillano per la loro fantasiosa assurdità.

Per esempio, sul sito si legge: Sirius vive al numero 12 di Grimmauld Place e il termine “grim”, usato dall’autrice per indicare il “Gramo” (ossia il presagio di morte per eccellenza), è contenuto nel nome dell’abitazione di Sirius (Grimmauld). Questa semplice constatazione si è trasformata in una traccia indicativa della morte del padrino di Harry. In realtà, e secondo logica, il nome contiene sì un indizio, ma non certo macabro. Dare un nome alle case è usanza tipicamente inglese e anche Grimmauld Place non fa eccezione. Se scomponiamo la parola in “grim-auld-place” si può risalire agevolmente alla sua etimologia: “grim” ha il significato di “tetro, truce, macabro”; “m” in questo caso ha esclusivamente funzione fonetica, con una sola consonante la parola si leggerebbe alla francese; “auld” è solo un altro modo per scrivere “old” cioè “vecchio, antico”; “place” infine, sta per “posto, luogo, piazza”. Così facendo si ottiene una frase che tradotta ha un suo senso compiuto, cioè “antico luogo tetro”, e la Dimora dei Black non è certamente il massimo dell'amenità.

Un altro lettore ha voluto trovare una macabra premonizione anche nel nomignolo “Tartufo”, che è il soprannome che Harry & Company usano quando parlano di Sirius. Secondo l’acuto fan, Tartufo, in inglese “Snuffles” deriverebbe non dal verbo “to snuff” cioè “annusare rumorosamente” ovvero, per estensione, il fiutare del cane quando scopre una traccia (non a caso Beatrice Masini, traduttrice dei libri di Potter lo ha tradotto con “Tartufo” che indica il naso del cane per la sua forma e colore) ma da “to snuff it” = “tirare le cuoia”, termine dialettale usato per lo più negli Stati Uniti e comunque voce verbale dal significato completamente diverso dal precedente.

E con questa si raggiunge l’apoteosi del maniacale: vi ricordate del cartello davanti al padiglione in cui era ospitato Arthur Weasley all’Ospedale di San Mungo? La citazione inglese recita:

“Creature-Induced Injuries

Dangerous

Dai Llewellyn Ward

Serious Bites"

Prendendo la prima parola di ogni riga, seguendo le istruzioni del nostro investigatore dell’occulto, si ottiene il seguente messaggio:

"Creatures – dangerus – dai – serious" che, secondo il nostro, darebbe il seguente messaggio: "Kreacher dangerous, die Sirius" ovvero "Kreacher pericoloso, muori Sirius". Foneticamente parlando la cosa non sta in piedi. Basta prendere un dizionario d’inglese per accorgersi che “creature” non può essere pronunciato come “Kreacher”; va tenuto anche presente che “Dai” è un nome gallese (potrebbe corrispondere a David, che va pronunciato “Devid”) e i gallesi hanno regole di pronuncia tutte loro. Avreste immaginato che il nome dell’affascinante Joan Gruffud , gallese anche lui, va pronunciato Yowan Griffith o che la parola “well” che vuol dire anche pozzo, per essere pronunciata all’inglese dovrebbe essere scritta “oesle”?

Cosa non si farebbe per crearsi uno scampolo di notorietà...

Se è vero che non è tutto oro quel che luccica, è anche vero che qualcosa di buono c’è, e continuando a rovistare tra le fantasiose ipotesi ne abbiamo trovate alcune che del tutto campate in aria non sono.

- In un passo dell'Ordine della Fenice, Sirius parlando con Harry e gli altri ragazzi dice: "Voi non capite, ecco perchè non siete nell'Ordine, ci sono cose per le quale vale la pena di morire"

- Andandosene da Grimmaud Place, sempre nell’Ordine della Fenice, Harry avverte una strana sensazione, come se dovesse capitare qualcosa di spiacevole a lui o al suo padrino

- Durante la cena a Grimmauld Place, il giorno stesso dell’arrivo di Harry, i commensali sono esattamente in 13. Durante un pranzo di Natale a Hogwarts (Prigioniero di Azkaban) la professoressa Cooman, trovandosi nella stessa situazione, aveva asserito che il 13 era un numero infausto e che, a causa di ciò, il primo dei convenuti ad alzarsi sarebbe stato destinato inevitabilmente alla morte. Sirius è infatti il primo a lasciare la tavola.

- In un passo della Pietra Filosofale, durante l’incontro di Harry, Hermione e Hagrid con i Centauri nella Foresta Proibita, Ronan, una delle sagge creature, dice: “L'innocente sarà la prima vittima”: Sirius, infatti, non solo è il primo a morire dopo il ritorno dell'Oscuro Signore ma è anche un innocente, poiché i delitti di cui era stato accusato e per i quali era stato imprigionato ad Azkaban erano in realtà stati commessi da Peter Minus.

Viene ora spontaneo domandarsi se effettivamente J.K. Rowling abbia disseminato tali accenni di proposito e se indizi simili possano trovarsi anche in riferimento ad altri personaggi.

In particolare, rammentando la famosa chattata del 4 marzo scorso, potremmo supporre che una nuova morte si profili all'orizzonte.

Debbie: “Quale carriera intraprenderà Ron dopo la scuola?”

JK Rowling: “Be', partendo dal presupposto che viva per terminare gli studi... "