Verrà inaugurata il 18 gennaio 2014 presso il Wow Spazio Fumetto di Viale Campania 12, Milano, la mostra 100 Matite per Pinocchio.

La sinossi della mostra

Pinocchio visto da Attilio Mussino
Pinocchio visto da Attilio Mussino
Nel 1883, veniva pubblicata la prima edizione in volume de “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”, romanzo scritto da Carlo Lorenzini, in arte Collodi. Si tratta della prima di un’infinita serie di edizioni che da allora sono state pubblicate in tutto il mondo, dalla Russia al Canada, dalla Norvegia al Sudafrica, dal Cile all’Australia facendone uno dei romanzi più tradotti della storia della letteratura insieme alla Bibbia. Un fiorire di edizioni, soprattutto in Italia, che ha chiamato a raccolta gli artisti più diversi per regalare riduzioni a fumetti, copertine, pagine interne e illustrazioni sempre diverse e originali. A questo incredibile caleidoscopio di burattini, nasi, fatine, asinelli, ladruncoli, bugie e personaggi fantastici WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano dedica una mostra incredibile che ci racconta più di 100 anni di fantasia così come ce li hanno illustrati 100 (e più) matite tra illustratori, animatori e fumettisti: da Benito Jacovitti a Luciano Bottaro, da Walt Disney agli anime giapponesi. 

Pinocchio visto da Sto
Pinocchio visto da Sto
WOW Spazio Fumetto dedica a Pinocchio una mostra che si propone di raccontare la storia del burattino più famoso del mondo attraverso le matite degli illustratori, dei fumettisti e degli animatori che lo hanno interpretato fino a oggi, con un percorso inedito e affascinante, che si propone di sorprendere e incuriosire lettori di tutte le età. Il cuore della mostra sarà il romanzo stesso, che sarà possibile leggere (o rileggere) integralmente arricchito da immagini tratte dalle numerose versioni illustrate e dalle riduzioni a fumetti dei maggiori fumettisti italiani. Ogni capitolo, riprodotto integralmente su pannelli, viene quindi illustrato da giornali d’epoca, tavole originali e preziose riproduzioni che propongono le interpretazioni più diverse dei vari personaggi oppure dei momenti principali (ma anche quelli meno noti) della storia. Compresa ovviamente la prima versione a fumetti, disegnata da Carlo Cossio, pubblicata dal 1937 sulle pagine di un settimanale intitolato proprio Pinocchio, di cui saranno esposti i numeri originali provenienti, come la maggior parte dei giornali esposti, dall’archivio della Fondazione Franco Fossati. 

Pinocchio di Galep
Pinocchio di Galep
Pochi anni dopo, nel 1947, un altro maestro del fumetto italiano si cimenta con Pinocchio: si tratta di Aurelio Galleppini, creatore di Tex insieme a Giovanni Luigi Bonelli, per una volta lontano dalle ambientazioni western e avventurose che di lì a poco lo renderanno popolarissimo. Ma il legame tra Pinocchio e il fumetto non è solo negli adattamenti del romanzo: autori come Sandro Dossi, Tiberio Colantuoni e Alberico Motta immaginano una miriade di nuove avventure per il burattino, pubblicate dalla milanese Edizioni Bianconi. In mostra saranno esposte le tavole più divertenti.

Ma l'idea di coinvolgere Pinocchio in vicende anche lontane dallo spirito del romanzo di Collodi ha radici più antiche: già negli Trenta la Casa Editrice Nerbini aveva infatti trasformato Pinocchio in un eroe del fumetto, spedendolo sulla Luna o sul lontano pianeta Mongo, dimora del perfido Ming, il grande rivale dell'eroe del fumetto statunitense Flash Gordon.

In anni più recenti, il burattino di Collodi solletica la fantasia di altri autori, che lo reinterpretano a seconda della propria sensibilità. Il segno di Luciano Bottaro, autore di personaggi come Pon Pon e Pepito, ci restituisce un Pinocchio dalle atmosfere oniriche e surreali, molto care all'autore, che realizza una trasposizione del romanzo per il settimanale “Il Giornalino”.

Il legame tra Pinocchio e il fumetto passa anche attraverso il talento degli autori che oltre che per il fumetto, si sono distinti nel campo dell'illustrazione: da grandi artisti come Attilio Mussino, creatore di tanti amatissimi personaggi del Corriere dei Piccoli, a Sto, il papà del Signor Bonaventura, illustratore di una raffinata riduzione in versi. Particolarmente preziosa risulta la recente versione firmata Massimiliano Frezzato, autore diventato famoso in tutta Europa con la serie de “I custodi del maser”: in mostra saranno presenti alcune splendide illustrazioni originai dell'autore, che rileggono il capolavoro di Collodi con uno sguardo unico, immergendolo in un'atmosfera a volte onirica, a volte inquietante.

Non poteva poi mancare Benito Jacovitti, autore di due versioni illustrate del romanzo e di una versione a fumetti, pubblicata a puntate sulle pagine del giornale “Il Vittorioso”, dimostrazione del grande amore dell'autore per l'immaginario collodiano. In mostra, grazie alla preziosa collaborazione dell'archivio storico della casa editrice La Scuola, sarà possibile ammirare alcune tavole della prima versione del romanzo illustrata dal maestro molisano, pubblicata nel 1942.

Sul “Corriere dei Piccoli” uscivano invece le storie di Pinocchietto, figlio di Pinocchio, mentre nel dopoguerra Pinocchio stesso viene arruolato come volto noto per le elezioni politiche dalla Democrazia Cristiana grazie a diversi albi a fumetti distribuiti per propaganda.

Più di recente, ancora grazie alla maestria di Luciano Bottaro, Pinocchio si impegna a sensibilizzare gli abitanti di Castelnuovo Rangone sui temi della raccolta differenziata dei rifiuti e della bioedilizia. Grazie alla collaborazione della biblioteca Lori di Montale (Bologna) e della famiglia Bottaro, saranno esposte in mostra le tavole originali di quest'opera, ulteriore dimostrazione di quanto Pinocchio sia ancora amatissimo a distanza di tanti anni dalla sua creazione.

Pinocchio versione Disney
Pinocchio versione Disney
Che piaccia o no il successo planetario del personaggio di Pinocchio è anche merito del film prodotto dalla Walt Disney nel 1940: non a torto accusato dai puristi e dai filologi di “alto tradimento” nei confronti del romanzo originale di Collodi, resta pur sempre un capolavoro assoluto del cinema d’animazione, una fiaba che ha conquistato il cuore dei bambini di tutto il mondo, anche grazie alla versione a fumetti disegnata da Hank Porter e pubblicata solo nel dopoguerra, quando il film uscì finalmente anche in Italia.

Non si tratta però dell'unico film d'animazione ispirato al romanzo di Collodi: Un burattino di nome Pinocchio, uscito nel 1972, è il capolavoro dell'animatore toscano Giuliano Cenci, nato dalla volontà di restituire una versione il più fedele possibile dell'opera originale, mentre è del 2012 il Pinocchio di Enzo d'Alò, ideato visivamente dal fumettista e illustratore Lorenzo Mattotti.

Provenienti dall’archivio di Fermo Immagine - Museo del Manifesto Cinematografico di Milano saranno esposti manifesti, locandine e fotobuste che illustrano le tappe di questo coloratissimo viaggio nel mondo dell’animazione, senza dimenticare di omaggiare i grandi registi che si son voluti cimentare con questa storia, da Luigi Comencini a Roberto Benigni.

Provenienti dalla sterminata collezione privata di Fabrizio Lorenzoni, uno dei collezionisti “pinocchieschi” più accaniti d’Italia (con oltre 50.000 pezzi), sono i gadget, i giochi e le edizioni del romanzo provenienti da tutto il mondo (tra cui quella in latino intitolata Pinoculus, quella in Braille per non vedenti, quella in esperanto e perfino in dialetto bergamasco).

Grazie alla collaborazione del negozio milanese Carissimo Pinocchio, in mostra sarà possibile ammirare le creazioni di Francesco Bartolucci, che ha scolpito tutti i personaggi del romanzo che dalle pagine di carta prendono corpo nel legno.

100 Matite per Pinocchio

Il mito di Pinocchio raccontato in 130 anni di immaginario, illustrazione e fumetto

18 gennaio 2014 – 23 marzo 2014

WOW SPAZIO FUMETTO

Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano

Viale Campania 12 – Milano

Info: 02 49524744/45 - www.museowow.it – Ingresso 5 euro (ridotto 3 euro)

Orario mostra: da martedì a venerdì, ore 15.00-19.00; sabato e domenica, ore 15.00-20.00.