Benvenuta sul sito di Fantasy Magazine! Prima di trattare alcune domande capaci di svelarci nel dettaglio i tuoi lavori e ciò che pensi della scrittura, che ne diresti di parlarci un po’ di te? Chi è Alessia Fiorentino?

Grazie mille! Sono una ragazza semplice, davvero. Ho una grande passione per la scrittura, che mi accompagna in ogni momento, insieme alla passione per i boschi, i combattimenti di spada, il disegno e un centinaio di altri hobby che cerco di incastrare tra loro.

In una vecchia intervista hai affermato di non aver mai letto Fantasy, prima di pubblicare Sitael con la casa editrice Dario Flaccovio. Pertanto ti chiedo di dirci in che modo ti sei avvicinata a questo genere molto amato, soprattutto grazie ai lavori di Tolkien e ad altri autori passati e contemporanei. 

Dopo la prima pubblicazione e la revisione degli altri romanzi che sarebbero appartenuti alla medesima saga del Sitael il cui protagonista è Etenn, hai mai cercato di saperne di più sul fantasy, magari leggendo autori a te contemporanei italiani e stranieri? C’è un autore che ti ha colpito o una storia che ti è rimasta nel cuore e ti ha influenzato inconsapevolmente?

In realtà non è che non ne avessi letto: semplicemente non conoscevo il termine “fantasy” dato che non era ancora un genere così diffuso. Avevo letto Lo Hobbit a 10 anni ed Harry Potter a 11, e dopo aver cominciato a scrivere Sitael ho conosciuto Eragon di Christopher Paolini, Stardust di Neil Gaiman e da lì in poi non ho mai smesso di leggere fantasy. Adoro anche i videogiochi sul genere, in particolare la saga di Final Fantasy. 

Non potrei mai citare un unico autore o una singola opera che mi abbiano influenzata, perché di sicuro lo hanno fatto tutte le storie che siano riuscite a colpirmi anche solo un po’.

La lettura può aiutare uno scrittore a migliorarsi ed è anche l’unico modo che lo scrittore possiede per “scrivere”. Sei d’accordo con questa affermazione? Sulla base di questa sorta di affermazione, indipendentemente da un’opinione personale, qual è il romanzo che consiglieresti di leggere a chi vorrebbe cimentarsi nell’impresa di scrivere un romanzo per la prima volta?  

Sicuramente leggere molto è essenziale per chi vuole scrivere bene. Imparo cose nuove ogni giorno da tutto ciò che leggo, ma anche da ciò che guardo: da poco un’amica mi ha chiesto consiglio su come scrivere bene una storia d’avventura, e in risposta le ho prestato la prima stagione di Lost, Città di Ossa di Cassandra Clare e le ho consigliato di rileggere un libro di Harry Potter a sua scelta. Con me sono stati ottimi maestri.

Allontanandoci dall’argomento della lettura e dei vari modi che vi sono per migliorare il proprio stile, posso chiederti in che maniera è nato il tuo irrefrenabile desiderio di scrivere e di condividere con gli altri le tue storie di fantasia? Raccontaci come ti sei avvicinata a carta e penna per la prima volta e com’è nata l’ispirazione per scrivere la saga del Sitael nel corso degli anni. 

Lo dico sempre, ma è la verità: è successo per caso. La prima volta avevo 13 anni e, senza un motivo apparente, ho sentito il bisogno di disegnare un personaggio (un elfo) e di cominciare a scrivere la sua storia, che in realtà poi è rimasta incompiuta. Mesi dopo è successo di nuovo: una mattina ero in vacanza, mi annoiavo e così ho immaginato Etenn, il suo mondo, l’Ordine Regina, i compagni che lo avrebbero accompagnato nel suo viaggio. Non ho ideato tutto in quel momento, man mano che scrivevo mi venivano in mente nuove idee, così tante che verso la fine del secondo libro avevo deciso di scriverne sei e un prequel, avendo più o meno le trame di tutti i volumi futuri nei miei quaderni di appunti. In pratica, quell’estate di quando avevo 14 ho cominciato a fare qualcosa che è diventata la mia ragione di vita: parlo di sedermi alla scrivania e dare vita a un’avventura.

Sitael e La saga Oscura sono due serie fantasy molto diverse fra esse; entrambe sono nate in momenti della tua vita differenti l’uno dall’altro, in cui probabilmente il tuo modo di vedere i personaggi e le cose attorno a te è notevolmente cambiato, ed entrambe rappresentano anche una parte di quei giorni trascorsi.  In quale dei tuoi personaggi ti rivedi maggiormente, sia del Sitael che de La saga oscura?  Se ti chiedessi di rileggere alcune pagine della prima edizione del Sitael e di quella di Falene, riusciresti a parlarci di una sorta di maturazione di stile personale, diversa, o credi che nulla sia cambiato da allora? Dove ne coglieresti la differenza, in tal caso (nell’intreccio narrativo, nello stile, nell’uso delle metafore etc.)? 

Per Sitael non ho dubbi, il personaggio in cui ho messo più parti di me è Etenn, il protagonista, e anche ora a distanza di anni mi accorgo che continuo a somigliargli. Riguardo a Falene…non saprei. In Pandora rivedo alcuni piccoli lati di me, eppure non la considero un alterego. Forse il personaggio a cui somiglio di più è Allen.