Dopo fiumi di trailer, clip e tv spot, è finalmente arrivato Assassin’s Creed, film diretto da Justin Kurzel con Michael Fassbender, Marion Cotillard e Jeremy Irons. Prodotto dalla 20th Century Fox, è tratto dall’omonima serie videoludica della Ubisoft.

Iniziamo subito sottolineando che “tratto” non significa “trasposto fedelmente fino all’ultimo frame”, come troppo spesso siamo portati a pensare quando un film si ispira a qualche storia già conosciuta. Possiamo fare molti esempi, ma chi vi scrive pensa che la trilogia de Lo Hobbit di Peter Jackson sia il caso più lampante.

Anche per Assassin’s Creed bisogna ricordare che il videogioco è un mondo diverso da quello del cinema e che è impossibile riportare fedelmente tutti gli elementi del prodotto per console quando si punta, invece, al mainstream, ovvero a qualcosa di fruibile dal più ampio pubblico possibile. Non a caso, Justin Kurzel ha ammesso in un’intervista di essersi ispirato a serie cinematografiche precedenti per rendere più appetibili al pubblico alcuni elementi, l’Animus per primo. Il grande macchinario, infatti, ci appare in una ripresa dal basso verso l’alto come un immenso braccio metallico, con gli interni scoperti a lasciar intravedere l’enorme quantità di cavi ed elementi meccanici che lo compongono. La resa cinematografica lascia senza fiato e quasi schiaccia lo spettatore sulla poltrona.

Inizia tutto nel 1492, quando Aguillar giura di servire il Credo, come viene chiamata la causa degli Assassini. Questi, infatti, devono proteggere il libero arbitrio dell’umanità, minacciato dai Templari che in quegli anni dominano la Spagna con l’Inquisizione. La missione di Aguillar è salvare il figlio del Sultano, possessore della Mela dell’Eden, l’antico artefatto che custodisce il codice genetico di quello che i Templari chiamano “la disobbedienza dell’uomo” – il libero arbitrio, appunto.

Ma questa è storia. Infatti, non è questa la vera trama del film che, invece, si concentra su Callum Lynch. Discendente in linea diretta di Aguillar e condannato a morte per omicidio, Callum verrà sottratto all’eterno sonno svegliandosi nella stanza che i Templari gli hanno riservato nel loro stabilimento di Madrid. Qui vengono effettuate ricerche scientifiche sui discendenti degli Assassini, e sempre in questo posto viene custodito l’Animus.

La storia è banale, ma emozionante, e tiene vigile lo spettatore grazie alle molte scene d’azione di cui si compone, tra combattimenti, fughe a balzi di parkour tra i tetti delle città e inseguimenti a cavallo si alternano all’agonia di un uomo costretto a rivivere momenti della storia di qualcun altro. Ciò rende Assassin’s Creed un lavoro complessivamente valido ed efficace, a parte un paio di cali drastici a livello di trama che hanno abbassato di un punto il voto a questo film. Peccato, perché avrebbe potuto portare a casa 4 stelle e quindi un punteggio quasi pieno. Ma scriverne ora vi rovinerebbe la visione, perciò ne riparleremo in coda alla recensione e potrete decidere se sconfinare nel mondo oscuro dello spoiler o se tornare a leggere una volta andati al cinema.

Michael Fassbender si conferma un attore di talento, soprattutto quando si parla di interpretare uomini dal passato contorto (anche quando il passato che li tormenta non è solo il loro). Da Magneto, distrutto per la perdita della moglie e della figlia, a Callum Lynch, orfano dall’infanzia difficile, Fassbender sa come rendere l’impatto emotivo sul proprio volto e da lì dritto nello spettatore.

Anche Marion Cotillard non è da meno e conferma l’ottima performance che gli appassionati di fantasy e supereroi hanno potuto ammirare ne Il cavaliere Oscuro – Il ritorno, l’ultimo capitolo della trilogia su Batman di Christopher Nolan. Peccato per la voce con cui hanno doppiato l’attrice francese, che non si addice al personaggio per i toni troppo acuti e squillanti.

Ma non dimentichiamoci di Jeremy Irons. Dopo i deludenti film fantastici a cui ha partecipato come Batman V Superman (2016) ed Eragon (2006), per citarne solo due, sembra che finalmente sia riuscito nell’impresa di avere un ruolo in una pellicola sci-fi che non sia un completo disastro, almeno dal punto di vista di chi scrive. Come in Dungeons & Dragons (2000), anche in Assassin’s Creed Irons interpreta il ruolo dell’antagonista, in quanto è il capo della struttura di ricerca dei Templari e colui che spinge al limite la capacità di resistenza di Callum Lynch.

Per quel che riguarda la regia, Justin Kurzel sa il fatto suo: ottimo lavoro di riprese, angolate sempre nel punto giusto. Gli stacchi da una sequenza narrativa all’altra sono ben raccordati da riprese simili, particolari e, in alcune occasioni, dal volo libero di un’aquila che accompagna lo spettatore dal presente al passato e ritorno. Rappresentazione ideale del libero arbitrio che gli Assassini vogliono difendere, nonché espediente scenico per passare dal passato di Aguillar all’infanzia di Callum, o dagli esperimenti con l’Animus ai cambi di battaglia spagnoli, tuttavia alla lunga sembra più una presenza ingombrante. Si poteva sicuramente ricercare qualche espediente scenico in più, invece di calcare la mano sullo stesso.

Nulla da criticare sui combattimenti e sulle fughe a balzi di parkour, richiamanti il film Prince of Persia: le Sabbie del Tempo (2010), ma dovuti soprattutto al videogioco e alle sue meccaniche di gameplay. Molto coreografiche e accattivanti.

Anche la computer grafica è stata usata in modo sapiente da Kurzel e accompagna prettamente i passaggi nel passato tramite l’Animus. Quasi tutto il film, infatti, è stato girato dal vero con gli stuntman per una migliore resa cinematografica.

Nel complesso è un buon film e mi sento di raccomandarlo a tutti quelli che cercano battaglie emozionanti, combattimenti che fanno ribollire il sangue e non si curano troppo di una trama perfetta. Allo stesso tempo lo sconsiglio ai fan accaniti del videogioco, che cercano in questo Assassin’s Creed la replica esatta di quanto visto sullo schermo della consolle, qualunque essa fosse.

SPOILER TIME

Se state leggendo queste righe, spero vivamente abbiate già visto il film perché non troverete alcuna pietà in quel che segue e gli spoiler la fanno da padrona.

Assassin’s Creed: il Balzo della Fede, il nuovo video promozionale del film

Assassin’s Creed: il Balzo della Fede, il nuovo video promozionale del film

Articolo di Simone Bonaccorso Sabato, 17 settembre 2016

Un nuovo video online per Assassin’s Creed, il film con Michael Fassbender tratto dall’omonima saga di videogiochi Ubisoft, in cui viene spiegato il processo di creazione del Balzo della Fede, un salto di 38 metri realizzato dal vivo dallo stuntman di Fassbender. Inoltre, sono state pubblicate altre foto dal set.

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Iniziamo con il tanto decantato Balzo della Fede, di cui vi abbiamo parlato in occasione del video speciale girato sul set e rilasciato su YouTube dalla Fox.

Dopo averlo decantato e lodato con tanto di filmato delle prove dello stunt per poter saltare da 38 metri d’altezza, alla fine si scopre che il Balzo della Fede è tutt’altro e non quello mostrato.

Ma non basta. A quanto il film vorrebbe far credere, la fede di Callum e Aguillar nel Credo degli Assassini basta, da sola, a rompere l’Animus, macchinario futuristico e super tecnologico, costato chissà quanto e che ha resistito a non si sa quanti viaggi nei ricordi dei vari discendenti di Assassini presenti nella struttura che lo ospita.

Il tutto coronato da una battuta pessima di una incredula Marion Cotillard che ne fa risaltare l’incompatibilità con quanto creato dal film fino a quel momento. Un calo davvero troppo drastico per un film che se la stava decisamente cavando bene fino a quel punto.

Il secondo momento critico del film è l’incontro tra Callum e il padre, incolpato dal primo per la morte della madre e creduto morto fino a poco prima. Qui il personaggio di Fassbender sembra pervaso da una furia cieca e omicida, al punto che non solo vuole vendicare la madre con le proprie mani, ma intende consegnare la Mela dell’Eden ai Templari pur di vedere il Credo del padre morire con lui. Non si capisce come mai, appena si incontrano e scambiano due parole, Callum cambia improvvisamente idea e diventa il paladino dell’umanità. Un problema non solo di questo film, ma di molti a tema supereroistico, dove antagonisti spietati aiutano quasi per magia il protagonista nell’intento di salvare il mondo da loro stessi messo in pericolo.

Questi possiamo definirli i motivi fondamentali della perdita del punto per Assassin’s Creed. Tuttavia, se siete tra quei temerari che sono arrivati fin qui senza aver visto il film, vi invito a vederlo e a giudicarlo coi vostri occhi. Se l’avete già visto, o dopo che andrete al cinema, scriveteci pure le vostre opinioni sul forum.