Per Visione è tempo di tornare allo scoperto. Dopo essere stato ricostruito dallo S.W.O.R.D. allo scopo di uccidere Wanda Maximoff fuori controllo, il sintezoide si è nascosto cercando di passare per umano. In realtà si trova in bella vista, ma evidentemente nessuno ha pensato di cercarlo in un luogo collegato alla storia d’amore della sua precedente versione con Wanda.
In effetti Visione è un po’ come la Nave di Teseo. Dopo essere stato smembrato da Thanos ed essere stato ricostruito, è ancora quello che era prima con cui condivide dei ricordi, ma non la loro essenza.
A queste domande risponde un teatro mentale che vive nei meandri della sua programmazione. Un gruppo di intelligenze artificiali che lo assistono nelle funzioni primarie F.R.I.D.A.Y., E.D.I.T.H., J.A.R.V.I.S., D.U.M.-E. e U, vecchi programmi di Tony Stark, non tutti evoluti allo stesso modo, ma che in alcuni casi sono anche forieri di confronto e consiglio. Ma accanto a essi c’è il peggiore di tutti i programmi, Ultron, concepito da Tony Stark e Bruce Banner per portare la pace nel mondo. Così efficiente da aver tentato di estinguere la razza umana per portare quella pace. Un programma cinico e disincantato, imprigionato in firewall, che Visione non vuole distruggere nella speranza di redimerlo mediante un confronto. In fondo è come se Ultron fosse il padre di Visione visto che è stato lui ad assemblarlo.
Ma mentre nel cervello di Visione i confronti si svolgono a velocità di calcolo, nel mondo reale qualcuno ha messo su di lui una taglia, mettendo sulle sue tracce Paladino (Todd Stashwick), un cacciatore di taglie il cui giuramento nei confronti del contratto gli impone di usare ogni mezzo per rispettarlo.
Parallelamente a Londra, Thomas Shepard (Ruaridh Mollica), un giovane imbroglione che vive di espedienti, fa i conti con dei ricordi che lo collegano proprio a Visione, a quella WestView che è esistita solo per la magia di Wanda, sconvolta dal dolore della perdita del suo amato. Ricordi che lo metteranno in pericolo, rendendolo un bersaglio di chi vuole catturare il sintezoide.
Quando Visione e Thomas si confronteranno, inizieranno un viaggio per conoscersi a vicenda, scoprendo il filo che li collega. Ma su di loro incombono varie minacce. Interne ed esterne. Dai loro misteriosi inseguitori, al loro segugio Paladino, ma anche da Ultron stesso che ha i suoi piani da cercare di attuare. Per fronteggiare queste minacce Visione e Thomas potranno contare sia sulle già citate AI che su umani, come Lisa Molinari (Lauren Morais) compagna di avventure e forse di vita di Thomas. Nel corso della vicenda saranno poi tanti i colpi di scena, con minacce e alleati del tutto inaspettati, in una sequenza che porterà i due ad affrontare una escalation che dovranno affrontare con tutte le loro forze.
VisionQuest, ideata da Terry Matalas, è uno snodo cruciale nel progetto Marvel Cinematic Universe. Il lavoro di scrittura è proprio quello di chi, avendo a disposizione un universo narrativo, è abile nel cogliere e sviluppare spunti da interstizi lasciati vuoti o trascurati.
Non è solo un seguito di WandaVision, ma riprende e amplia la genesi di Ultron, che riprende dall’oblio in cui il personaggio era caduto dopo Avengers: Age of Ultron. Ma vengono ripresi nonché alcuni dei miti fondativi del MCU, collegandosi persino a piccoli easter egg di Captain America: The First Avenger. Inoltre vengono incluse nei scambi tra i personaggi, con un filo narrativo tessuto in modo abile, le conseguenze che il blip di Avengers: Infinity War ha avuto, concetto anch’esso troppo trascurato e usato meno di quanto sarebbe verosimile, vista la sua pervasitità.
Ma il lavoro di tessitura narrativa sarebbe fine a se stesso senza i personaggi, resi vividi da una scrittura intelligente e dialoghi che valorizzano anche i comprimari. La serie vive non solo su azione, fughe rocambolesche, scontri devastanti, ma anche su interscambi uno a uno tra personaggi che mandano avanti la storia in modo fluido.
Su tutti, gli scambi più significativi sono quelli che Visione ha con Thomas, in una dinamica simil genitoriale tra due individui che imparano a conoscersi, e con Ultron, con il quale tale dinamica è più adulta e paritaria, e che si conoscono fin troppo bene essendo entrambi due software basati sulla stessa matrice.
Trattando di intelligenza artificiale, il tema su cosa è vita, pensiero, sentimento e percezione dell'altro. Visione ha una eco dei sentimenti che ha vissuto, ne comprende la sintassi, ma non la semantica, eppure si rivela più "umano dell'umano" in molte circostanze. Il tema torna più implicito con le altre AI, che sembrano andare oltre la loro programmazione e, prepotente, con Ultron che ha più fame di vita e di umanità di quanto non sembri.
Il cast sostiene con bravura questi scambi, dalle maiuscole prestazioni di Paul Bettany e James Spader, con quest'ultimo gigante assoluto, da premiare in ogni modo possibile, sino alla bene assortita squadra di comprimari.
Le sei ore, più o meno, di VisionQuest scorrono piacevolmente, confermando che la sponda televisiva del Marvel Cinematic Universe ha ancora tanto da offrire al pubblico.

















