Sam, musicista in grande crescita si trova ad affrontare un periodo di difficoltà a scrivere nuovi pezzi, e per questo si trasferisce momentaneamente in una villa solitaria in Italia, per poter sfruttare a pieno la tranquillità e ritrovare l'ispirazione.

Centrale nell'arredamento della villa è l'imponente pianoforte che apparteneva alla defunta signora della casa: Imma Rubino, entusiasta pianista e compositrice confinata nelle mura della propria casa e del matrimonio. Il pianoforte è però chiuso a chiave e nessuno sa dove sia custodita la chiave, il cui ritrovamento trascinerà Sam in una follia rapsodica con al centro l'ultimo e incompiuto pezzo composto dalla signora Rubino.

The Nameless Ballad
The Nameless Ballad

Le premesse della pellicola sono molto interessanti: spesso si dice che un artista sopravviva alla morte tramite le sue opere, e in questo caso l'anima della padrona di casa rimane ancorata proprio alla sua ballata, nella disperata volontà di terminarla, nonostante il dolore che le ha causato in vita.

Nella pratica, però, The Nameless Ballad è un film che necessita di un po' di pazienza. Non è un horror da blockbuster in cui dopo i primi cinque minuti il mostro si è già palesato ed è pronto a terrorizzare la sala. La signora Rubino è più subdola: aspetta il tramite perfetto e fragile al punto giusto per poterne assumere il controllo. La pellicola riflette questa caratteristica con un ritmo piuttosto lento all'inizio che pone in dubbio: quando andrà tutto per il verso sbagliato? Quando mi spaventerà questo film? E il dubbio crea la perfetta atmosfera di tensione che trasforma qualche nota, appena udibile, nel cuore della notte in una sirena di allarme più forte di qualsiasi megafono, che ci fa capire che il ritmo dell'opera sta cambiando. Seppur vero che a volte bisogna avere pazienza per apprezzare a dovere un'opera, tuttavia, The Nameless Ballad forse esagera un po' nel suo inizio rilassato e, per quanto lo spettatore sia consapevole che qualcosa prima o poi andrà storto, il senso di attesa è quasi eccessivo e il tono dell'opera cambia dopo almeno una decina di minuti di troppo.

Una volta smosse le acque poi, il film non lesina incontri con il paranormale e situazioni al limite del surreale che portano Sam a ricadere nella dipendenza da droga e lo allontanano da compagna e produttore che, pur essendo spazialmente distanti, non vengono risparmiati dalla follia della ballata. La seconda metà del film è sia un horror che parla di fantasmi, sia una metafora più profonda sull'ossessione e la dipendenza e su cosa queste ci rubino e come ci trasformino, al di là del paranormale.

The Nameless Ballad
The Nameless Ballad

La pellicola in sé è piacevole ma poco adatta per gli amanti dell' horror più hardcore: inquieta più che terrorizzare e i jumpscare si contano (fortunatamente) sulle dita di una mano. Il suo problema fondamentale rimane il ritmo di narrazione, un'ironia dolce-amara per un'opera che parla di musica. Tolta questa problematica, The Nameless Ballad rimane un film interessante seppur con qualche punto poco chiaro lungo la strada che porta Sam sempre più vicino a chiudere lo spartito.