La passione e la paura di Drede per Sybel lo porta a cercare di sottometterla, affidando questo compito al potente Mithran, che con le stesse arti magiche usate da Sybel per attirare le bestie magiche la chiama a sé.

Nella torre in cui la attende per cancellarne la personalità e trasformarla in una fedele e obbediente regina, il mago cerca di possedere Sybel, talmente attratto dalla bellezza e dalle arti magiche della maga da volerla per sé e così tradendo re Drede.

Grazie all’aiuto della misteriosa e letale creatura che si fa chiamare Blammor, riesce fortunosamente a fuggire da Condor e ritorna sul Monte Eld, dove la aspetta Coren. Già persuasa della sincerità del suo amore per lei, la maga lo segue nel Sirle e lo sposa, ma in cuor suo nutre foschi propositi.

Ora che hanno Sybel presso di loro, i fratelli di Coren non possono fare a meno di sognare di usarne il potere e le loro ambizioni di conquista si riaccendono.

Sybel è pervasa dall'odio e non riesce a vedere altro che la sua vendetta. Coren, che ha abbandonato quella stessa via per amore di Sybel, è distrutto dal fatto che lei non riesca a fare altrettanto. Nella trama che Sybel sta tessendo, l'intero Eldwold sta per essere sconvolto da una guerra senza precedenti.

E’ un fascino sottile quello che caratterizza l’opera di Reiko Okano tratta dal romanzo fantasy di Patricia McKillip, La maga di Eld, leggero come il tratto della illustratrice che, come spiega lei stessa nella postfazione, ha atteso per ben 10 anni la propria maturità artistica, fino a raggiungere una padronanza del disegno a suo giudizio degna di rappresentare visivamente questa storia.

Ritroviamo le positive sensazioni che ci aveva lasciato il primo volume della serie.

La Okano dichiara di essersi ritrovata in questa storia come in un arazzo dalla trama complessa. In molti hanno paragonato la vicenda al famoso Arazzo di Bayeux, una delle opere più importanti sopravvissute al medio evo. Un ricamo ad ago tracciato con fili di lana di otto colori differenti su una fascia di tela di lino greggio lunga 70 metri e larga 50 centimetri circa che illustra la conquista dell'Inghilterra da parte di Guglielmo il Bastardo, duca di Normandia, detto poi il Conquistatore.

Uno dei pregi di un arazzo di qualità è la vivacità e la ricchezza di colori.

Nelle manifatture che producono gli arazzi migliori sono utilizzate diverse combinazioni di fili colorati, che sono applicate alle diverse zone dell'arazzo per massimizzare il numero dei colori disponibili e ottenere molte sfumature.

Le sfumature di cui la Okano si occupa, i colori con i quali decide di affrescare la storia della McKillip, sono quelli di una tavolozza difficile da padroneggiare. La Okano sceglie di dare vita e corpo (sia pure in due dimensioni) a queste sfumature utilizzando esclusivamente il bianco e il nero, contrasto che dovrebbe essere l’essenza del fantasy: luce e tenebre che ne disegnano nettamente i contorni. Il segno della Okano invece nasconde forme, tessiture facilmente identificabili le une dalle altre. Nero per il blammor, creatura che incarna il terrore e la malvagità, bianco per la luce e per il Liralen, mitologica creatura.

Una polifonia di luminosità è riservata ai sentimenti dei personaggi e alle sfumature psicologiche dei loro rapporti. La raffinatezza dell'introspezione contribuisce all'impressione di modernità dell’opera.

La confezione particolarmente curata, infine, merita una menzione.