Al botteghino americano The Fountain, l'ultimo film di Darren Aronofsky, non è stato uno straordinario successo commerciale. In compenso, a giudicare dai siti e dalle discussioni proliferate in rete, sembra che si tratti di uno di quei film in grado di attirarsi un certo nucleo di fan appassionati in barba ad ogni discorso economico.

Già dalla presentazione al Festival di Venezia si era capito che si trattava di un prodotto che non avrebbe messo d'accordo nessuno: il pubblico era diviso tra entusiasti e delusi, i critici erano piuttosto perplessi. Da allora la situazione non è cambiata. Fondamentalmente ci si divide tra chi lo considera poco meno che un capolavoro e chi un abbozzo poco riuscito, chi ammira il messaggio spirituale all'interno della storia e chi lo trova molto ambizioso e un po' incoerente. Restando su dati oggettivi, possiamo dire che il film ha avuto recensioni contrastanti, divise tra entusiasmo e critica feroce. Così, se Variety lo stronca senza pietà, Time Magazine applaude il coraggioso lavoro di regista e cast attorno ad un tema non facile, ovvero la ricerca dell'immortalità e la capacità del singolo di accettare la morte.

In compenso, com'è già capitato prima e capiterà ancora in futuro, produzioni che toccano il pubblico in misura diversa, magari più per risposte emotive che per la loro qualità tecnica, si conquistano una base affezionata. Sarà interessante vedere quanto venderanno i dvd, ormai un ottimo indicatore di gradimento di un film.

In attesa del film ci si può distrarre ascoltando le opinioni degli stessi protagonisti, che in recenti interviste hanno parlato di quello che il progetto ha significato per loro. Per quanto riguarda le intenzioni e la visione del regista, qui trovate l'intervista che Aronofsky ha rilasciato a Fantascienza.com (www.fantascienza.com/magazine/servizi/8626).

Anche i protagonisti Hugh Jackman e Rachel Weisz (che hanno ricevuto ottime critiche per le loro interpretazioni) hanno le idee chiare. Attirati dall'idea di un film che provasse ad affrontare grandi domande sulla vita e la morte, entrambi sono stati molto coinvolti e difendono a spada tratta la bontà del risultato.

La Weisz, più romantica, ha raccontato di essersi commossa per il legame tra i personaggi e

Un'immagine tratta dal trailer di The Fountain
Un'immagine tratta dal trailer di The Fountain
di essere stata molto colpita dalla qualità visuale del prodotto finito, molto diverso da quanto non avesse immaginato. Jackman invece ha considerato il suo ruolo una sfida, un'esperienza molto diversa dalle grandi produzioni d'azione a cui si è dedicato tanto in anni recenti. Un film più intimo, che gli ha lasciato ottimi ricordi e la sensazione di un lavoro particolarmente soddisfacente sul piano personale.

Intanto noi italiani aspettiamo il prossimo gennaio, quando (finalmente) The Fountain uscirà nei cinema del bel paese con il nuovo italico titolo L'Albero della Vita.

E potremo farci un'opinione diretta.

Per i più curiosi ecco qui le recensioni in anteprima di Fantasymagazine (www.fantasymagazine.it/film/6333/) e di Fantascienza.com (www.fantascienza.com/magazine/film/8429/)