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Il dominio della Regola

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Non aveva mai visto niente di così estraneo all’ambiente che la circondava, e mai avrebbe potuto ripresentarsi ai suoi occhi una simile magnificenza.Rimase stupita e attonita, e piena di desolazione, mentre il corteo si allontanava. Poi, con una decisione improvvisa, che non si sarebbe potuta spiegare, senza chiedersi niente e senza capire il perché, uscì dal suo rifugio e li seguì, a distanza.

 

La piana della Inesistenza era un’enorme distesa desolata e paludosa che si estendeva per miglia e miglia a est dei Regni conosciuti di Alterria, incuneandosi attraverso le propaggini dei Monti Maledetti, fino a lambire le aspre e fredde colline di Krama e il regno scomparso di Ighneos, separandoli quasi completamente dalle vaste steppe di Safira.

Nelle giornate limpide, persino dalla roccaforte di Semionia, il centro stesso della Regola, era possibile scorgere le nebbie malsane e le cime grigie dei Monti Maledetti, come una spada minacciosa affondata perennemente nel cuore dei Regni.

Eppure, benché leggende e dicerie raccontate dal popolo sostenessero che la pianura del nulla guadagnasse impercettibilmente terreno, fino al momento in cui avrebbe inghiottito i Regni interi, in realtà i confini di quella desolazione da tempi immemorabili non erano mai cambiati, se di confini si poteva parlare. Non esisteva un punto preciso che dividesse la distesa nebbiosa e brulla dalle terre fertili, ma piuttosto si passava gradualmente dall’una all’altra, attraverso una striscia di terra disabitata e spoglia. Ad alimentare le leggende era l’avanzare o il retrocedere delle nubi grigiastre e malsane, a seconda dei venti che sfioravano i margini della piana desolata.

Era impossibile comprendere quanto fosse vasta Inesistenza, impossibile anche solo aggirarla: a nord, era lambita dal Mare Freddo, oltre le Terre dei liberi pescatori, a latitudini dove neppure quegli esperti naviganti osavano spingersi a causa di misteriose correnti sottomarine e terribili tempeste che non lasciavano scampo; a sud, sconfinava direttamente nel più torrido e inospitale deserto che si potesse immaginare.

Quanto all’attraversarla, era considerato letale per qualsiasi creatura umana, che sarebbe stata destinata a subire una sorte peggiore della morte. Infatti, fra quelle nebbie perenni, era nascosto un ignoto potere malefico: lo si respirava nell’aria, il terreno stesso ne era saturo. Quel veleno spaventoso, antico e inesauribile distruggeva la mente e i pensieri, deformava il fisico fino a trasformarlo in una larva, con tali modificazioni fisiche da non farlo sembrare più umano, con un corpo grigiastro e deforme che tuttavia recava ancora, orribilmente, una traccia del sesso a cui un tempo era appartenuto. Il viso diveniva senza lineamenti o espressione, bocca e narici semplici fori nella pelle, e gli occhi due cerchi biancastri e lattiginosi.

A malapena quegli esseri erano in grado di nutrirsi, dissetarsi con il poco che la pianura offriva, intrecciare foglie, paglia e cortecce per farsi rozzi abiti e copricapi, ripararsi dietro qualche roccia. Ma non avevano alcuna identità. Né vivi né morti, né uomini né spettri, si trascinavano in un limbo perenne, senza conoscere tregua o cambiamento, o il sollievo stesso della cessazione di tutto, della fine.

Perché questo era il segreto più orribile della trasformazione, il senso stesso di quel luogo di puro terrore che solo a nominarlo ossessionava e agghiacciava gli abitanti dei Regni: la forza malefica, antica e misteriosa che abitava e aveva plasmato Inesistenza si nutriva dell’essenza degli uomini, della loro energia e della loro coscienza, fino a trasformarli in quei pallidi simulacri. Forniva loro quel poco che bastava a mantenerli in vita, a soddisfare il loro residuo istinto di conservazione. Entravano a far parte della pianura stessa, erano elementi di quell’ambiente chiuso a ogni cambiamento, proprio come i cespugli e le rocce. Il processo che subivano faceva sì che il loro ciclo vitale si interrompesse, impedendo la naturale evoluzione verso vecchiaia e morte. Erano come sospesi fuori dal tempo, anzi, in assenza del tempo stesso.

Alcuni di loro erano dei poveri malcapitati che si erano incautamente avvicinati troppo al confine, per mai più ritornare, subendone il tremendo potere ipnotico: contadini o pastori sperduti, fuggitivi disperati, eserciti in rotta, aspiranti suicidi; ma per la maggior parte si diceva che fossero gli abitanti originari di quel luogo, prima che si trasformasse.

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Autore: Milena Debenedetti - Data: 18 aprile 2006

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Commenti

1 Intrigante, anche se molto inquietante. Confesso che dà un'inesplicabile fastidio leggere delle creature, e siccome è chiaramente voluto, complimenti all'autrice che c'è riuscita in pieno. Soprattutto perchè la sensazione è tangibile ma si mantiene vaga, come un campanello d'allarme che non si sa perchè suoni, una specie di sesto senso... Un Ignoto in piena regola ;)

» postato da Marina alle 20:43 del 18-04-2006

2 Grazie per il commento. Quando si scrive si ha sempre in mente qualcosa, non solo trama/personaggi, ma anche emozioni. E' curioso e interessante vedere come vengono riflesse e interpretate da chi legge :)

» postato da dued alle 14:59 del 19-04-2006

3 Ho comprato il libro e l'ho letto in 4 giorni! Complimenti, mi è piaciuto moltissimo. L'atmosfera è perfetta e i personaggi molto credibili. Speravo in qualcosa di più per Aarno ma, alla fine, ho apprezzato "il colpo di scena". Solo una nota: SPOILER avevo capito da un po' chi fosse Alimer, ma non credo fosse quello il colpo di scena più cercato, vero? :wink: FIEN SPOILER

» postato da virae alle 14:03 del 05-06-2006

4 « Ho comprato il libro e l'ho letto in 4 giorni! Complimenti, mi è piaciuto moltissimo. L'atmosfera è perfetta e i personaggi molto credibili. Speravo in qualcosa di più per Aarno ma, alla fine, ho apprezzato "il colpo di scena". Solo una nota: SPOILER..... » >Be', no: quello era il piu' "telefonato" dei colpi di scena possibili! :wink: Tutti mi hanno detto che l'avevano capito prima, ma in effetti erano altre le sorprese che volevo inserire, mentre in questo caso ho disseminato apposta indizi per il lettore: il colore della pelle e dei capelli, il fatto che a un certo punto capisca la lingua del suo paese d'origine...volevo proprio che anche chi leggeva intuisse a poco a poco, come lei. Sono davvero contenta che il libro ti sia piaciuto. :D :D

» postato da dued alle 15:20 del 05-06-2006

5 Appena finito mi è piaciuto, anche se in alcuni passaggi la narrazione mi è sembrate poco scorrevole, soprattutto nelle descrizioni dei "momenti di passaggio" ATTENZIONE SPOILER ad esempio, durante la marcia finale dell'esercito verso la città del Vedenti, e nelle prime fasi del ragno della Ali, prima della fine :roll: ed anche alcune parti della mutazione della nostra eroina Brava!!!!

» postato da Jirel alle 15:45 del 08-06-2006

6 «Appena finito mi è piaciuto, anche se in alcuni passaggi la narrazione mi è sembrate poco scorrevole, soprattutto nelle descrizioni dei "momenti di passaggio" Brava!!!!» Grazie. Forse capisco cosa intendi per "poco scorrevole"; a mia (parziale) discolpa posso dire che il libro ha subito diversi rimaneggiamenti, soprattutto tagli per farlo stare in un limite di pagine ragionevole per la collana. Per quanto abbia cercato di riamalgamare il tutto, forse questo ha creato qualche disomogeneita' , qualche senso di intoppo qua e la', dove magari il taglio ancora si percepisce, o dove ho dovuto riassumere qualcosa. Almeno credo. Boh. :roll:

» postato da dued alle 22:04 del 08-06-2006

7 Questo romanzo fantasy è davvero un diamante in un mare di zirconi! Wow! Complimenti all’autrice! L’ho letto tutto d’un fiato, mi è piaciuto, e non mi bastava mai. In pratica l’ho divorato. I personaggi sono davvero ben caratterizzati e, a parte la simpatia spontanea che nasce leggendo di Alimar e della sua storia travagliata, ho trovato in Iorilde una vera sorpresa! Bello! Mi auguro di poter leggere qualche altro romanzo dell’autrice e magari, perché no, anche un seguito de Il Dominio della Regola… Ancora complimenti ! ! !

» postato da Edwin di Wytryn alle 19:17 del 12-06-2006

8 Grazie Edwin, sono contenta che ti siano piaciuti storia e personaggi. Per quanto riguarda altri romanzi... be', io sono qui, e idee da mettere giu' ne ho. Se ci saranno spazi, chissa' :)

» postato da dued alle 23:11 del 12-06-2006

9 Ciao Milena, visto che siamo in pochi a fare "su e giù" tra i vari forum del circuito copio e incollo quel che ti ho scritto "di là", per farti PAT PAT anche davanti agli utenti di FM! <img src=:"> Io l'ho trovato un romanzo ottimo: trama, originalità nello sviluppo dei cliché, caratterizzazione dei personaggi, dialoghi, ritmo, divisione delle scene, suspense... per non parlare dello stile: limato in modo encomiabile, senza lasciarlo trapelare se non facendoci caso però, perché la lettura risulta oltremodo scorrevole. Sarà anche questione di gusti personali ma, da quando frequento il mondo di Delos, è la pubblicazione che ho preferito (e certo farebbe sfigurare anche molte pubblicazioni sponsorizzate dalle "majors"). Complimenti a Milena! :D

» postato da Irene Vanni alle 20:04 del 28-06-2006

10 wow....moooolto interessante, credo che appena avrò mezza giornata libera lo andrò a comprare, però già mi sta un pò antipaticuzza l'amante del re...vabbè vedremo se mi farai cambiare idea.... :wink:

» postato da Nimrod_ alle 22:13 del 28-06-2006

11 «wow....moooolto interessante, credo che appena avrò mezza giornata libera lo andrò a comprare, però già mi sta un pò antipaticuzza l'amante del re...vabbè vedremo se mi farai cambiare idea.... :wink:» Spero che non la cambi, invece :mrgreen: Se leggerai, mi dirai... (E grazie di nuovo a Irene :) )

» postato da dued alle 22:27 del 28-06-2006

12 Ho letto il libro tutto d'un fiato e devo dire che mi è piaciuto!!!!! La trama è scorrevole, l'ambientazione è interessante e con molte idee accativanti.... Ma la cosa che ho maggiormente aprezzato è stata l'originalità del tutto!!!! Complimenti!!!!!!! :-0 :D :D

» postato da gaggiafanatica alle 23:54 del 05-08-2006

13 Ci troviamo di fronte ad una scrittrice esordiente quindi nel giudicare la sua opera sarò un attimino più indulgente, ma solo un attimino... Trama: Scontata, fin dall'inizio, si capisce subito chi è chi e cosa farà... pazienza, comunque è piena di cose già dette, ma se vogliamo i suoi riferimenti sono tra quelli meno "citati" dalla letteratura fantasy vedi Dune con la sua spezia , preveggenza, la dipendenza etc... Mi è piaciuto abbastanza la piana di Inesistenza ed il deserto di Farnisia ed il popolo dei Farni che comunque mi sa troppo di Freeman (dune) o di Aiel (jordan e la ruota del tempo. Ma in sostanza quanto vi sia di già visto o detto in un opera è spesso secondario, ciò che conta a mio avviso è la capacità di coinvolgere. Per me lo stile di questo romanzo è assolutamente piatto, asettico, privo di qualsiasi coinvolgimento emotivo ed i personaggi sono mal dipinti, senza spessore, senza una vera e propria psicologia che regola il loro agire... Ma la cosa peggiore di tutte ASSOLUTAMENTE IMPERDONABILE è che milena forse tiene in scarsa considerazione i suoi lettori, lo dimostra con il ricorso ai "deus ex machiana" che fa quando non sa come districarsi con la trama e quando la trama mostra delle incongruneze che esulano dalla logica del racconto, io me la immagino pensare "Ok me la risolvo così speriamo che nessuno lo noti eh eh eh..." Di buono c'è che il romanzo è autoconclusivo e non un'altra i quelle interminabili saghe tanto care alla fantasy Spero davvero che in futuro Milena ci dia qualcosa di meglio e che non tratti i suoi lettori con sufficienza.

» postato da CyPro alle 12:42 del 23-09-2006

14 «Trama: Scontata, fin dall'inizio, si capisce subito chi è chi e cosa farà... pazienza, comunque è piena di cose già dette, ma se vogliamo i suoi riferimenti sono tra quelli meno "citati" dalla letteratura fantasy vedi Dune con la sua spezia , preveggenza, la dipendenza etc... Mi è piaciuto abbastanza la piana di Inesistenza ed il deserto di Farnisia ed il popolo dei Farni che comunque mi sa troppo di Freeman (dune) o di Aiel (jordan e la ruota del tempo. Ma in sostanza quanto vi sia di già visto o detto in un opera è spesso secondario, ciò che conta a mio avviso è la capacità di coinvolgere. Per me lo stile di questo romanzo è assolutamente piatto, asettico, privo di qualsiasi coinvolgimento emotivo ed i personaggi sono mal dipinti, senza spessore, senza una vera e propria psicologia che regola il loro agire... Ma la cosa peggiore di tutte ASSOLUTAMENTE IMPERDONABILE è che milena forse tiene in scarsa considerazione i suoi lettori, lo dimostra con il ricorso ai "deus ex machiana" che fa quando non sa come districarsi con la trama e quando la trama mostra delle incongruneze che esulano dalla logica del racconto, io me la immagino pensare "Ok me la risolvo così speriamo che nessuno lo noti eh eh eh..." » Non è che di nome fai Silvia Coppola, per caso? No perché mi sembrava di riconoscere lo stile. Fai dei rilievi (coi quali peraltro sono in totale disaccordo, ma de gustibus, per carità) senza esemplificare e motivare. Quindi lasciano il tempo che trovano. In piu', dico sempre che si può criticare ma con buona educazione. Che però, noto, va sempre piu' sparendo. E questoè molto grave. Fossi in te salverei almeno la netiquette prsnetandomi al forum, anziché irrompere da sconosciuto/a criticando a destra e a manca con malagrazia al primo post.

» postato da Marina alle 12:26 del 26-09-2006

15 Ripensandoci va messa anche un'aggiunta al mio post precedente. Oltre che malagrazia, nelle tue osservazioni vedo anche disinformazione. Perché se è vero che questo è il primo romanzo di Milena, lei è tutt'altro che un 'esordiente, avendo scritto e pubblicato racconti fin da un'epoca in cui, forse, tu mangiavi ancora le pappe Plasmon. Quindi meno sufficienza e più documentazione pls.

» postato da Marina alle 12:49 del 26-09-2006

16 « "Ok me la risolvo così speriamo che nessuno lo noti eh eh eh..."» Che immagine vivida che hai reso. Splendido talento letterario (sicuramente atto a giudicare)! :D Si si... mi pare di vederla tutta sola alla scrivania mentre ridacchhia e si frega le mani soddisfatta. Mentre inarca diabolicamente le sopracciglia e pensa (magari canticchiando) "eh-eh-eh-uh-uh-uh-ih-ih-ih-ah-ah-ah-oh-oh-oh-io-tutti-li-fregherò-tanto-nulla-capiscono-no-no-no" 8) « Milena ci dia qualcosa di meglio e che non tratti i suoi lettori con sufficienza. » In effetti, m'hai illuminato. M'hai fatto riflettere su quanto la sufficienza sia davvero imperdonabilmente odiosa. Perciò da oggi ignorerò ostentatamente (nonché con un pizzico di disprezzo) ogni persona che tratti gli altri con sufficienza. :roll: :roll: :roll: :roll: :roll: Addio Cypriota!

» postato da metalupo alle 13:22 del 26-09-2006

17 «Che immagine vivida che hai reso. Splendido talento letterario (sicuramente atto a giudicare)! :D Si si... mi pare di vederla tutta sola alla scrivania mentre ridacchhia e si frega le mani soddisfatta. Mentre inarca diabolicamente le sopracciglia e pensa (magari canticchiando) "eh-eh-eh-uh-uh-uh-ih-ih-ih-ah-ah-ah-oh-oh-oh-io-tutti-li-fregherò-tanto-nulla-capiscono-no-no-no" 8) » Meta, magari il ns hobbit ci vorrà dare un saggio di trama originale e innovativa, scritta con stile impeccabile e personaggi profondi come la fossa delle Marianne nell'apposita sezione racconti del forum. Vale la pena di aspettare no? Io mi siedo qui comoda, ti unisci a me? Vuoi favorire uno spizzichino salato, nel frattempo? http://www.lefaccine.com/smilies/party0029.gif Mi sa che lo spettacolare spettacolo narrativo ci metterà un po' a iniziare. Certo che è una brutta bestiola quella signora verde che c'ha un nome che inizia per I...Ignazia mi pare... No... forse il nome era diverso... In questo momento mi sfugge :mrgreen: Cmq spunta sempre non invitata dove meno te l'aspetti

» postato da Marina alle 13:37 del 26-09-2006

18 « Certo che è una brutta bestiola quella signora verde che c'ha un nome che inizia per I...Ignazia mi pare... No... forse il nome era diverso» Mha... a voler essere buoni direi anche ingenuità. A me questa immagine della scrittrice che decide di farli tutti fessi (i lettori) senza prima incappare nella censura dell'editore (più incompetente di lei, parebbe... ecco un'altra parola con la I) mi fa solo scompisciare dalle risate per quanto è ingenua. La noncuranza con cui si spaccia questa interpretazione (altra I) per verosimile, in barba all'intelligenza (ancora I) di chi legge il messaggio, dà la misura dell'entità della "I" (quella giusta). :wink:

» postato da metalupo alle 14:07 del 26-09-2006

19 «Mha... a voler essere buoni direi anche ingenuità. » Eh, ma così non mi combacia più il colore. Invece è proprio verde, si vede benissimo <img src=:">

» postato da Marina alle 14:12 del 26-09-2006

20 <img src=:"> <img src=:"> <img src=:"> Grazie, mi rialzate il morale! In effetti, ero rimasta a lungo incerta se rispondere o no al post: rispondere significava dare una soddisfazione allo scrivente che secondo me non meritava, oppure dover utilizzare argomenti che sapevano di ripicca. Non rispondere poteva sembrare presunzione o voler ignorare le critiche. Insomma, stavo ancora rimuginando nel dubbio. Ci avete pensato voi a esprimere piu' o meno tutto quello che mi passava per la testa. Le critiche vanno sempre bene, anche le piu' severe, ci mancherebbe. Le ho sempre accettate cercando di ragionarci su e di imparare qualcosa, o anche solo di mettermi dal punto di vista di qualcun altro. Ma non quando sono cosi' assolute, espresse come primo messaggio di una persona che, a quanto pare, si e' iscritta apposta al forum e resta nell'anonimato. Non so se c'entri la parolina con la I, ma certo molti la provano verso chi pubblica; senza contare il mio lavoro di selezione di racconti per Delos: immagino che molti autori rifiutati (anche se, ve l'assicuro, non sono mai stata sgarbata con loro) non vedessero l'ora di leggere qualcosa di mio che non gli piacesse per poterlo criticare a spada tratta. Percio' mi aspettavo che prima o poi spuntassero reazioni del genere :roll: In definitiva, l'unica cosa che volevo rispondere allo scrivente era: va benissimo, hai una tua opinione e, per quanto possa contestare il modo in cui la esprimi, io la rispetto piu' di quanto tu rispetti il mio lavoro : solo, per favore, tieni per te "l'indulgenza per l'esordiente". Alla mia veneranda eta' non mi serve, sono perfettamente in grado di prendermi le mie responsabilita' senza attenuanti.

» postato da dued alle 14:22 del 26-09-2006

21 « Non so se c'entri la parolina con la I» Si che c'entra: Intelletto (superiore)! « Ok me la risolvo così speriamo che nessuno lo noti eh eh eh... » Ammettilo, l'hai pensato. Non sospettavi che ti scoprissero. Non t'ho scoperto io. Non l'ha fatto Marina. Non c'è riuscito il tuo editore (e sì che essendo tu esordiente :roll: avrebbe dovuto stare in guardia). Quattro persone hanno fallito ma costui/costei no! Di fronte a tale portento di capacità analitica, non c'è storia. Arrenditi! :wink: Yawn! (parola con la Y)

» postato da metalupo alle 14:42 del 26-09-2006

22 Mah, forse ho scoperto cosa l'ha messo/a sull'avviso: nella foto sul mio sito ho in effetti l'aria sogghignante. Si sara' detto/a: si vede che sogghigna per qualcosa :wink: Ebbene si', non mi aspettavo di venir smascherata cosi' facilmente...

» postato da dued alle 15:24 del 26-09-2006

23 CyPro, abbiamo sempre bisogno di aiuto per le recensioni di FM. Se ti interessa darci una mano... puoi preparare il caffè. Ah, dimenticavo la Netiquette. Benvenuto.

» postato da Zio Zofu alle 17:48 del 26-09-2006

24 Salve a tutti Per iniziare mi scuso per i miei modi. Non ho mai postato in un forum prima d'ora e ho poca familiarità con le regole di buona educazione che si dovrebbero tenere in questi messaggi. Credo ci siano stati fraintendimenti circa la mia identità, quindi mi presento: mi chiamo Gennaro, sono di Napoli, ho 30 anni, ed un'insana passione per la lettura che mi spinge alla disperata ricerca di cose belle da leggere, indipendentemente dal genere, ma non ho mai scritto o tentato di pubblicare niente tanto meno con la delos quindi...Sorry!! Mi scuso anche con Milena per "l'indulgenza per l'esordiente", confesso di non conoscerti e prima di scrivere il mio commento ho fatto una frettolosa ricerca sulle tue opere commercializzate e ne ho erroneamente dedotto (anche ingenuamente direi) che tu fossi una scrittrice alle prime armi... Quindi mi scuso. Però dici il vero quando affermi che mi sono iscritto al forum solo per commentare il tuo racconto, è la pura verità, ma a spingermi non è stata una parola che inizia per la I ma una molto più potente, tanto da spingere un pigro come me a iscriversi al forum e a postare, la parolina magica inizia per D e si chiama DELUSIONE.. In molte occasioni mi sono trovato in accordo con le recensioni di FM, soprattutto su grandi autori come Martin, Jordan, ed Hobb, ma anche su altri scrittori, semplicemente stroncati da FM (vedi brooks e affini) Quindi FM è stata un buon mezzo per perseguire quella ricerca disperata di buoni libri da leggere di cui parlavo prima e per lasciarmi guidare negli acquisti. (tramite a voi ho conosciuto Hobb e Martin Quindi grazie mille) Quando ho letto cosa FM diceva di Milena ne sono rimasto colpito e ho deciso di comprare il libro. Ma devo dire che questa volta le mie aspettative, indotta dalla recensione di FM, sono state disattese e da ciò deriva la mia Delusione che forse si è espressa con troppa foga. Spero mi scuserete ma la delusione è stata doppia, delusione per il libro al di sotto delle aspettative e delusione per la recensione/sviolinata di FM che ritenevo fino ad ora affidabile. Quindi devo forse dedurre che le recensioni fatte ad "amici" o semplicemente autori Italiani siano scritte con una metro di valutazione diverso da quello usato per valutare opere straniere? Non Credo sia questo il modo per promuovere autori nostrani... Inoltre non credo che possiate in coscienza dire che le mie critiche siano campate in aria, che milena abbia adoperato soluzioni narrative "facili" e slegate dalla trama per andare avanti è innegabile, Coerenza narrativa e vero-simile sono altre due paroline magiche a cui Milena sembra aver dato poco conto nel suo racconto. In ultimo direi che non ci si difende dalle critiche parlando di attacchi mirati da parte di sfigati le cui opere sono state rifiutate. Ribadisco di essere un semplice lettore, null'altro. Per quanto riguarda il caffè non c'è problema, sono di Napoli è so cosa sia un buon caffè così come una buona storia. Alla prossima, Gennaro. Mi scuso per la poca indulgenza ma a volte credo sia necessaria.

» postato da CyPro alle 23:00 del 28-09-2006

25 Gennaro, le 'regole' di Internet NON prescindono cmq dalla buona educazione che si tiene nel mondo reale. Ci si comporta esattamente con lo stesso tatto (anzi, di piu', visto che la parola scritta è fonte di molte ambiguità). Se poi pensi che ogni giorno, su FM, capitano i soliti troll (http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(internet)) che postano per il solo gusto di mettersi in mostra o criticare a vanvera, capisci bene che entrare in un forum da perfetti sconosciuti, senza presentarsi e attaccando per giunta una degli autori della casa editrice che ospita detto forum, capirai che non fa una gran bella impressione. Un altro ottimo criterio per regolarsi è pensare: se qualcuno stesse commentando così il mio libro, come reagirei? Mettiti nei panni del destinatario della tua invettiva e forse capirai perché hai sollevato le ns reazioni. La "poca indulgenza" come la chiami tu è un conto, l'educazione è un altro. Detto questo, veniamo al punto. Le recensioni, come in tutte le testate (di libri o di musica è lo stesso) sono per forza di cose soggettive perché esprimono il punto di vista di chi le scrive. Che ha i suoi gusti proprio come tu hai i tuoi. Puoi trovarti d'accordo o meno e decidere di leggere o meno. Oppure puoi 'annusare', a furia di leggere recensioni di Caio e Tizio, quale di loro ha gusti piu' simili ai tuoi e regolarti di conseguenza. Quanto a Milena, le tue osservazioni per me sono sì campate in aria perché non riporti degli esempi in base ai quali si possa discutere. Se l'avessi fatto, e se fossi stato educato, Milena sarebbe stata ben lieta di spiegarti cosa l'ha spinta a scegliere una soluzione piuttosto che un'altra, come ha già fatto in questo thread oltre a qui http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=7724 e qui http://www.writersmagazine.it/forum/viewtopic.php?t=3011 Quanto ai giudizi favorevoli che hai letto, sono opinioni sincere di altri lettori sinceri. Che hanno letto almeno quanto hai letto tu, che hanno i propri gusti e che, a volte, masticano anche qualcosina di scrittura, quindi proprio sprovveduti da farsi abbagliare da due foche ammaestrate, una donna cannone e tre acrobati non dovrebbero essere. Adesso, per castigo :mrgreen: ti facciamo fare i compiti: riprendi in mano il libro di Milena ed estrapola i passi o gli episodi che non ti han convinto dal punto di vista della trama e/o dello stile. Su questo, l'autrice sarà la prima a essere disponibile a confrontarsi. E credi che non sono tanti gli autori disposti a farlo. Il che non significa che, necessariamente, ti darà ragione: proverà solo a spiegarti il perché delle sue scelte cercando nel contempo di capire perché non ti hanno convinto e prendendone atto. Scrivere romanzi è veramente difficile e Milena sa benissimo che non si può piacere a tutto il mondo, così come succede a ogni scrittore.

» postato da Marina alle 23:25 del 28-09-2006

26 « Quindi devo forse dedurre che le recensioni fatte ad "amici" o semplicemente autori Italiani siano scritte con una metro di valutazione diverso da quello usato per valutare opere straniere? Non Credo sia questo il modo per promuovere autori nostrani... » No, non è il modo di promuovere autori nostrani, ma le tue non tanto velate accuse di compiacenza nei confronti di autori 'amici' meriterebbero una risposta 'brusca' da parte mia. Non lo faccio perché sono certo che di persona certi fraintendimenti non avrebbero neppure modo di nascere, ma chi non ha dimestichezza con il mestiere dello scrivere (e a volte anche chi ce l'ha) non si rende conto di quante interpretazioni diverse si possono dare alle parole. Quindi dò per scontata la tua 'buona fede' e cerco di non pensare ad altre interpretazioni. Ti invito solo a riflettere su un paio di aspetti: - Ovvio che se Delos ha pubblicato il libro, ritiene che questo abbia un valore - La recensione è stata scritta sì da redattori di FM, ma che per prima cosa sono lettori fantasy e che non hanno avuto alcuna indicazione dalla Delos su come meglio svolgere il loro lavoro (né mai l'avaranno, e non stiamo parlando di 'tecnica'). Due redattori diversi, tra l'altro, e che hanno avuto sensazioni concordanti. Ovviamente è sacrosanto il tuo diritto alla critica, e puoi tranquillamente dire che il libro non ti è piaciuto (sarebbe bello anche capire perché, ma forse pretendo troppo), quando siamo noi a pubblicarlo, l'indicazione ci aiuta anche a capire il gusto dei lettori. Ma da qui ad arrivare ai tuoi 'assunti' ce ne corre... I recensori comunque frequentano il forum, e possono rispondere personalmente e confermare (o smentire) quanto detto.

» postato da franz alle 10:20 del 29-09-2006

27 Confermo quanto ha detto Franz, voglio solo aggiungere un paio di cose. Vale la pensa sottolineare, CyPro, che le recensioni sono soggettive. In FM ci sono più recensori, non solo uno, quindi a mio modo di vedere non ha senso, da parte tua, affidarti alle recensioni di FM come fosse una singola entità, devi vedere chi scrive la recensione (a questo proposito leggi attentamente cosa scrisse Andrea D'Angelo qui: http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=3074 Io sono uno dei recensori del libro. Evidentemente, visti i tuoi commenti, non siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Sacrosanto e doveroso, ognuno ha i suoi gusti. Vorrà dire che la prossima volta che vedi la mia firma su una recensione (o quella di Luca Azzolini) terrai presente che i nostri gusti non rispecchiano i tuoi. Detto questo, ci tengo a sottolineare che non sono pagato dalla Delos, qui tutti lavoriamo per pura passione. Cerchiamo di essere comunque professionali, e una recensione professionale richiede tempo e impegno. Se penso che una trama sia buona devo specificare perché. Allo stesso modo se penso che una trama sia scontata devo specificare perché. E io nella recensione credo di avere ampiamente motivato il mio giudizio (cercando di non svelare troppo sulla trama, e anche questo fa parte della difficoltà dello scrivere recensioni). Quindi me ne importa ben poco di fare una "sviolinata" agli autori della casa editrice, non è che sto lavorando per "il mio principale", che se parlo male dei suoi prodotti mi dimezza la paga. Perché la metà di zero è sempre zero. Credo comunque che Franz abbia ragione, per scritto non sempre ci si intende, magari se ci fossimo conosciuti a una convention ci staremmo prendendo quel caffè senza incomprensioni ;-)

» postato da Zio Zofu alle 10:53 del 29-09-2006

28 «Perché la metà di zero è sempre zero. » Vuoi dire che parli per sola passione? Sei pure tu semplice lettore? Nessun ritorno personale? Sconvolgente! :shock: :wink:

» postato da metalupo alle 12:11 del 29-09-2006

29 Vorrei precisare anch'io con Cypro, che se anche la mia risposta e' risultata brusca, era solo per il modo in cui era espresso il suo intervento e non per i contenuti, che rispetto. E non intendevo difendermi dalle critiche dandogli dell'autore frustrato, come lui insinua. Primo, erano i toni e i modi, semmai, a dare di questi sospetti. Secondo, non mi pare di essermi mai sottratta alle critiche, come si vede seguendo i link che Marina, nella sua infinita gentilezza, ha elencato. In questo caso, pero', si'. E piu' sotto spiego perche'. Quando scrivevo che l'unica cosa che dovevo rimarcargli era il discorso dell'esordiente, era proprio cosi': era l'unica cosa che intendevo discutere con lui. Ma non in quanto sprezzante delle sue critiche e superiore, ( per la miseria, se c'e' una che non si sente MAI superiore, quella sono io :roll: ) e convinta che non meritassero attenzione ( a parte la forma, come dicevo, che non aiuta); semplicemente in quanto consapevole di un solo concetto: il mio libro non gli e' proprio piaciuto. Questione di gusti. Infatti una volta tanto (scusami Marina :) ) non sono molto disponibile ad approfondire, di fronte a un parere cosi' lapidario, perche' so per esperienza che servirebbe a poco. Se mi viene detto che il libro e' banale, i personaggi piatti, la storia scontata, non penso ci sia molto da aggiungere, se non che ho incontrato un lettore particolarmente esigente, e , per mia fortuna, isolato. Se mi viene detto che la parte di Farnisia ricorda troppo Dune e i Fremen, la mia unica risposta e': non sono d'accordo, per me li ricorda come ricorda Lawrence d'Arabia; ma tu sei libero di pensarla come credi, ci mancherebbe. Se leggo: « Inoltre non credo che possiate in coscienza dire che le mie critiche siano campate in aria, che milena abbia adoperato soluzioni narrative "facili" e slegate dalla trama per andare avanti è innegabile, Coerenza narrativa e vero-simile sono altre due paroline magiche a cui Milena sembra aver dato poco conto nel suo racconto.» Mi sembra che rimanga ben poco spazio di discussione. Posso solo dire a Cypro: quello che tu presenti come un discorso ovvio e lampante e' un tuo parere personale, rispettabilissimo, e' ovvio, ma pur sempre un tuo parere. Potrai trovare altri che lo condivideranno, ma anche altri che diranno cose diametralmente opposte. Il mio romanzo e' stato pubblicato dalla Delos Books perche' letto e scelto da un editore con 40 anni di esperienza nel settore. Questo vuol solo dire che a lui e' piaciuto, e cosi' pure puo' essere piaciuto ad altri, compresi i recensori. Il che d'altra parte non vuol dire che si tratti del romanzo perfetto o inattaccabile, ma pochi lo sono. Probabilmente la tua critica e' stata accentuata dalla aver letto prima delle recensioni favorevoli al libro, fattore che,se il romanzo non piace, puo' amplificare l'effetto negativo nel lettore. Sul discorso recensioni, sarebbe bene non considerare quello che dici come un'insinuazione da parte tua, perche' sarebbe veramente spiacevole e oltretutto, non vero. Non c'e' nessuna "compiacenza" , nelle recensioni di FM. Anzi, ti diro', una persona interna all'ambiente Delos, congratulandosi con me perche' il romanzo gli era piaciuto molto, mi ha subito detto, scusandosi: mi dispiace non poterti scrivere io la recensione perche' sembrerei di parte. Semmai avviene, e lo dico per profonda esperienza, il fenomeno diametralmente opposto, nel fantasy e ancor di piu' nella fantascienza: e cioe' che nei confronti degli italiani si e' esigentissimi, non se ne fa passare una, e molti aspetti che negli autori anglosassoni vengono dati per scontati o addirittura considerati pregi, qui diventano difetti imperdonabili. Insomma, non si capisce mai cosa si vorrebbe da un autore italiano. Probabilmente che ballasse e saltasse sulla corda in triciclo, vestito da clown, giostrando tre palline e con la Divina Commedia in equilibrio sul naso. Un autore italiano e' sempre un esordiente, sempre sotto esame, sempre con qualcosa da dimostrare, sempre con una bella zavorra di pregiudizi da portarsi appresso, a meno di quei due o tre casi che, riuscendo a vendere montagne di copie, soffocano alla fine la voce dei critici. Per fortuna, essendo donna, conosco questa situazione dalla nascita :wink: e sono allenata ai pregiudizi. Ora, leggendo: « Mi scuso per la poca indulgenza ma a volte credo sia necessaria. » Ecco, appunto, qui proprio non ci siamo: nessuno, ne' io, ne' tantomeno, credo, la Delos, vogliono/hanno bisogno di indulgenza. L'indulgenza si offre a chi si ritiene in qualche modo inferiore. Non credo sia questo il caso. Quindi, per concludere, a me va benissimo che tu dica che il mio romanzo, per te, e' una ciofeca. Sei un lettore, hai preso il libro, hai tutto il diritto di recriminare. Punto. Purche' tu accetti che questo e' il tuo personale parere, e non una cosa "ovvia e scontata" , tanto da saltare agli occhi a chiunque, da far insinuare addirittura che chi la pensa diversamente abbia qualche altro nascosto motivo.

» postato da dued alle 15:28 del 29-09-2006

30 « nei confronti degli italiani si e' esigentissimi, non se ne fa passare una, e molti aspetti che negli autori anglosassoni vengono dati per scontati o addirittura considerati pregi, qui diventano difetti imperdonabili. Insomma, non si capisce mai cosa si vorrebbe da un autore italiano. Probabilmente che ballasse e saltasse sulla corda in triciclo, vestito da clown, giostrando tre palline e con la Divina Commedia in equilibrio sul naso» Mah... così così, sufficienza stiracchiata! Faceva tutto questo, si, però nel frattempo evitava di rispondere ai quesiti sulle moltiplicazioni a 10 cifre e sulle radici cubiche fino alla sesta decimale. :mrgreen: E poi, cacchio, che senso ha fare questo giochetto funambolico a Lucca? Fatelo a New York, no? :wink:

» postato da metalupo alle 17:18 del 29-09-2006

31 « Infatti una volta tanto (scusami Marina :) ) non sono molto disponibile ad approfondire, » ah, be', ci mancherebbe. Quando uno si scoXXXona fa bene a mandare l'interlocutore a stendere, è un suo diritto ;) In questo caso allora Cypro ha un bel record all'attivo, perché, per quanto poco conosca Milena, non l'ho mai vista incavolata al punto da chiudersi. E non è un record invidiabile... :roll:

» postato da Marina alle 00:01 del 30-09-2006

32 Perdonate l'ignoranza, ma dove trovo il termine del racconto? Lo chiedo perchè alla "Civetta" di Pavia mi hanno detto che non sanno nemmeno di che libro si tratti. Il che mi ha lasciato alquanto perplesso.

» postato da Unin alle 12:53 del 13-12-2006

33 Ciao, innanzitutto grazie di essere interessato. Ti rispondo in quanto autrice, ma senz'altro se c'e' in giro qualcuno dei responsabili della Delos Books puo' essere molto piu' informato di me. Credo che il mio libro, insieme agli altri della collana Odissea fs e Odissea fantasy, sia distribuito in un buon numero di librerie sul territorio nazionale, ma certo non in tutte. Per esempio e' nelle Feltrinelli (anche se ho sentito dire e constatato di persona che di questi libri hanno poche copie e non in evidenza :roll: ). Qui puoi vedere se nella Feltrinelli piu' vicina a te ne hanno copia: http://www.lafeltrinelli.it/istituzionale/catalogo/scheda_prodotto.aspx?i=2295589 Altrimenti si puo' sempre ordinare direttamente, o su IBS http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2512&c=JTT4LTYM6N6JY o meglio sul Delos Store http://www.delosstore.it/home/ Spero di esserti stata utile :wink:

» postato da dued alle 13:41 del 13-12-2006

34 « Lo chiedo perchè alla "Civetta" di Pavia mi hanno detto che non sanno nemmeno di che libro si tratti. Il che mi ha lasciato alquanto perplesso.» Fai bene a perplimerti ;-) anche io rimango sempre sorpreso dal comportamento dei librai. I libri Delos Books sono distribuiti sul territorio nazionale in 798 librerie. A Pavia li puoi trovare nelle librerie: DELFINO ATHENA CLU VOLTAPAGINA

» postato da franz alle 14:32 del 13-12-2006

35 Ecco, lo sapevo che il Mago con un colpo di bacchetta magica aveva la soluzione :wink:

» postato da dued alle 16:47 del 13-12-2006

36 « Fai bene a perplimerti ;-) anche io rimango sempre sorpreso dal comportamento dei librai. » Che poi è una sola la cosa sorprendente: okay, in fondo ti senti solo un commerciante, non ricevi tutto, non sei obbligato a sapere tutto... e se sei pigro e male organizzato capisco pure che non ti vada di consultare un catalogo per rispondere alla domanda di un cliente. In tal caso, dimmi semplicemente "Non lo so!". Lo accetterei... ...ma non ti inventare su due piedi risposte del tipo "Non esiste" solo perché ti irrita l'idea che ne possa saperne più di te. Credi che io non me ne accorga? Che tornerò qui dentro? :wink: Ecco, praticamente fanno tutti così. Solo nelle catene librarie (dove trovi la commessa cui non importa confessare apertamente di essere solo una impiegata) hai speranza di ricevere risposte serie.

» postato da metalupo alle 17:16 del 13-12-2006

37 «Ciao, innanzitutto grazie di essere interessato. Ti rispondo in quanto autrice, ma senz'altro se c'e' in giro qualcuno dei responsabili della Delos Books puo' essere molto piu' informato di me. Credo che il mio libro, insieme agli altri della collana Odissea fs e Odissea fantasy, sia distribuito in un buon numero di librerie sul territorio nazionale, ma certo non in tutte. Per esempio e' nelle Feltrinelli (anche se ho sentito dire e constatato di persona che di questi libri hanno poche copie e non in evidenza :roll: ). Qui puoi vedere se nella Feltrinelli piu' vicina a te ne hanno copia: http://www.lafeltrinelli.it/istituzionale/catalogo/scheda_prodotto.aspx?i=2295589 Altrimenti si puo' sempre ordinare direttamente, o su IBS http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2512&c=JTT4LTYM6N6JY o meglio sul Delos Store http://www.delosstore.it/home/ Spero di esserti stata utile :wink:» Innanzitutto non c'è di che: sono interessato perchè mi è piaciuta la trama e lo stile, quindi a conti fatti è merito tuo. Ti ringrazio per le indicazioni, e ringrazio anche il mago, vedrò allora di andare in una delle librerie suggeritemi. Vedrò anche di farti sapere il mio parere sul libro. Ti dirò che il pezzetto pubblicato su questo sito è davvero intrigante. Immaginavo che le feltrinelli avessero il tuo libro, purtroppo però non sapevo dove pescarne una qui a Pavia. :D Ci si risente allora. :wink:

» postato da Unin alle 17:29 del 13-12-2006

38 Avevo una mezza idea di prendere questo romanzo nell'ottica della mia personale operazione a favore del fantasy italiano (ho già devoluto a Troisi, Egle Rizzo e Altieri), ma l'estratto non mi convince. Non posso giudicare la storia, lo stile però è troppo ridondante e "infiocchettato". Ovviamente è anche questione di gusti personali, ma ci sono diverse cose che a mio modesto avviso "girano" davvero male. Per esempio: «Un chiarore nella nebbia le mostrò per un istante il cavaliere, e le si stampò negli occhi la visione che le apparve insopportabilmente bella e terribile.» Cosa vuol dire "visione che le apparve insopportabilmente bella e terribile"? Non ho la minima idea di cosa dovrei immaginarmi leggendo un'espressione genere. Tra l'altro poco più oltre è descritto in dettaglio il re, e non mi pare ci sia niente di insopportabile, bello o terribile, tranne che il re ha una "superiore compostezza". Superiore a che? «La spiegazione data dalla Regola era che la mortale terra contaminata fosse il risultato più nefasto delle antiche spaventose lotte per il potere combattute dai grandi maghi, prima dell'intervento e della vittoria finale di Anaba, fondatore della Regola e del dominio della ragione. E che proprio lui ne avesse arrestato l'avanzata, salvando i Regni dalla catastrofe. Ma altri la pensavano diversamente, e bisbigliavano in segreto fantasiose teorie, senza mai osare divulgarle apertamente, per il terrore di incorrere nel castigo della Regola. E comunque, Inesistenza rimaneva, immutata e immutabile, il simbolo di un orrore senza eguali, e quasi del tutto inviolabile.» Ho messo in grassetto tutti gli aggettivi che, a parer mio, sono inutili e in più banali (Quando mai una lotta non è spaventosa? Quando mai i maghi non sono grandi maghi? Ecc.) "E che proprio lui" quel 'che' a cosa si lega? A "La spiegazione data dalla Regola", quattro righe sopra? Ho riletto la frase tre volte e ancora non mi è chiaro. "E comunque" e comunque quest'ultima frase è superflua e contiene un "simbolo di un orrore senza eguali". Come prima, non ho idea cosa dovrei immaginare. Il dialogo tra il re, Emiana e Arenio è continuamente interrotto dalle smorfie dei personaggi: «— Potrebbe... recare un sortilegio — opinò ancora Arenio, usando una sottile sfumatura di disprezzo nel pronunciare l'ultima parola. Emiana lo notò, e strinse gli occhi con disappunto.» È proprio necessario "opinare" con una "sottile sfumatura di disprezzo nel pronunciare l'ultima parola"? Ed Emiana? Non può aprir bocca o ascoltare dieci secondi senza indignarsi, arricciarsi il naso, stringere gli occhi, spalancare gli occhi, ecc. Senza contare tutto l'infodump sull'Emiana medesima piazzato proprio nel bel mezzo del dialogo e proprio quando il lettore sta aspettando la risposta del re a una questione importante: «— Fate... sopprimere quest'essere. Non merita che sprechiate il vostro tempo. <infodump frustrante per chi vuole immergersi nella storia e sapere come continua> — Potrebbe essere opera di un mio nemico — stava ragionando il re, — prima di sopprimerla, come tu suggerisci, dovrei almeno scoprire chi l'ha mandata e perché.» «Ma quando il vecchio, inclinando la candela, fece gocciolare la cera sulle sue mani intrecciate, ebbe un mugolio e scappò in un angolo, rattrappendosi e guaendo come un cucciolo.» Non si può cambiare soggetto, in questa maniera, a metà frase. Scritta così, vuol dire che il vecchio si è versato la cera sulle sue di mani e lui è corso in un angolo! Per concludere, probabilmente c'è chi apprezza una scrittura così volutamente elaborata, purtroppo è all'opposto dei miei gusti. Magari, se la storia è davvero bella, meriterebbe una narrazione più viva e "concreta".

» postato da Alderberry alle 23:11 del 18-01-2007

39 Caro Alderberry, non entro nel merito delle tue legittime osservazioni. Lo stile non ti convince, non ti piace (altri hanno deciso e pensato diversamente, proprio in relazione a questo incipit, ma i gusti sono gusti e le opinioni diversificate) . Sei libero di non acquistare il libro. Nessuno ti dice il contrario. Nessuno ti obbliga a sacrificarti. Mi chiedo solo alcune cose, con una legittima amarezza che non deriva solo da mie vicende personali, ne' da questo solo tuo messaggio, ma da esperienze piu' generali. Primo: *perche'* parli di operazione personale a favore del fantasy italiano, quasi si trattasse di una missione umanitaria per salvare reietti che muoiono di fame? Se questo e' lo spirito, tanto varrebbe lasciar perdere. O il fantasy made in Italy merita qualcosa, si sa costruire un suo spazio, un suo interesse e una sua dignita', o meglio rinunciare. Secondo: quanto sei sicuro che le tue opinioni sullo stile troppo infiocchettato non derivino dall'abitudine ormai a leggere autori stranieri che al contrario hanno uno stile, alcuni direbbero essenziale, altri povero dal punto di vista lessicale, ma comunque alterato dalle necessarie semplificazioni di traduzione? In poche parole: un prodotto spesso semindustriale e omogeneizzato a fronte di altri prodotti artigianali, genuini, nel bene e nel male. Terzo: avendo questa opinione sul mio scrivere e sul mio stile perche' non ti limiti a esprimerla con un breve commento e basta, e senti invece il bisogno di esaminare punto per punto tutto quanto rimarcando errori inesattezze ridondanze, neanche avessi la vocazione della maestrina della penna rossa? Chi te lo fa fare, di perderci tanto tempo? Il gusto di criticare? La soddisfazione di "mettermi al mio posto"? Delusioni e frustrazioni pregresse? Lo faresti, dovendo esprimere un giudizio e una critica per un autore straniero dei piu' osannati? Ti sei mai chiesto quanto lavoro ci sia dietro a un romanzo, scrittura, correzione limatura editing giudizio dell'editore ecc.? Non meriterebbe tutto questo comunque meno sufficienza e piu' rispetto nell'esprimere un parere, per negativo che sia? Quarto: finche' chi appoggia o dice di appoggiare la fy italiana lo fa con questo criterio, questo stile e questa superiorita' innata non si sa bene derivante da cosa, la medesima fy italiana non fara' molta strada. Personalmente, preferisco sentirmi dire: il tuo libro? No grazie, non mi interessa, sic et simpliciter, che essere esaminata in questo modo come un insetto sotto la lente. Vorrei solo lo stesso rispetto e lo stesso metro di giudizio che si riserva a qualsiasi autore in libreria, quindi a un opera gia' oggetto di giudizio e di valutazione per essere pubblicata. Lo stesso. Ne' piu' e ne' meno. Ne' maggiore pignoleria, ne' indulgenze speciali in quanto italiana. E' cosi' difficile da ottenere?

» postato da dued alle 13:50 del 19-01-2007

40 «non entro nel merito delle tue legittime osservazioni.» Risposta breve: se sono legittime di cosa stiamo discutendo? Risposta lunga: «Primo: *perche'* parli di operazione personale a favore del fantasy italiano, quasi si trattasse di una missione umanitaria per salvare reietti che muoiono di fame?» Perché questo è lo stato attuale. Se non ci fosse un desiderio sciovinistico e un'idea che gli scrittori italiani possano scrivere qualcosa d'interessante proprio perché italiani, non ci sarebbe nessuna ragione per comprare scrittori italiani di fantasy. Ma se uno va sul sito dell'Internet Movie DataBase, scopre che i Western più apprezzati al mondo sono quelli di Sergio Leone, non di John Ford. Perciò può essere benissimo che ci possa essere un approccio italiano al fantasy o alla fantascienza particolarmente originale o interessante e che valga la pena "coltivare". Per ora la situazione non è questa, spero lo diventi e perciò "investo" quando capita in qualche scrittore italiano, anche se razionalmente so che non dovrei. «Secondo: quanto sei sicuro che le tue opinioni sullo stile troppo infiocchettato non derivino dall'abitudine ormai a leggere autori stranieri che al contrario hanno uno stile, alcuni direbbero essenziale, altri povero dal punto di vista lessicale, ma comunque alterato dalle necessarie semplificazioni di traduzione?» Può essere, è difficile rispondere in maniera appropriata a una simile domanda. È ovvio che uno è influenzato da quello che ha letto, però dopo anni mi sono accorto che quando trovavo uno stile essenziale, trovavo anche un libro che mi piacesse, viceversa solo molto raramente mi è capitato un bel libro con stile "infiocchettato" (e in campo fantascienza, fantasy, ecc. ho davvero difficoltà a trovare anche un solo scrittore, straniero o meno, che mi piaccia e non scriva essenziale). È un mio limite? Forse, d'altra parte è la mia opinione, per quello che possa valere. «Terzo: avendo questa opinione sul mio scrivere e sul mio stile perche' non ti limiti a esprimerla con un breve commento e basta, e senti invece il bisogno di esaminare punto per punto tutto quanto rimarcando errori inesattezze ridondanze, neanche avessi la vocazione della maestrina della penna rossa?» Veramente ho letto un po' il thread, e mi pareva che a fronte di altre critiche venisse esplicitamente richiesto di fornire esempi a sostegno. «Lo faresti, dovendo esprimere un giudizio e una critica per un autore straniero dei piu' osannati?» Certo che sì! Quando è capitato, in altri luoghi e occasioni. Anche in fondo a questo post. «Ti sei mai chiesto quanto lavoro ci sia dietro a un romanzo, scrittura, correzione limatura editing giudizio dell'editore ecc.?» Ho lavorato alla programmazione di sistemi embedded. Certe volte poche centinaia di righe di codice richiedono anni di lavoro e migliaia di revisioni. Ugualmente, indipendentemente dal lavoro profuso, alla fine le cose devono funzionare, quando passa il concetto "alzata di spalle", tanto io l'impegno l'ho messo, succedono i disastri (tipo lo shuttle esplode). Fortunatamente con i libri non muore nessuno, ma per questo è giusto che venga applicato il concetto "enorme impegno" implica "ingiusto criticare"? «Non meriterebbe tutto questo comunque meno sufficienza e piu' rispetto nell'esprimere un parere, per negativo che sia?» Non lo so. Credo di riuscire a esprimermi abbastanza bene, e non mi pare di aver mancato di rispetto a nessuno. Tuttavia, non è forse una questione secondaria? Non è più importante la critica in sé piuttosto che come sia espressa? Se avessi fatto di tutto per evitare ogni ombra di sufficienza ci sarebbero stati degli aggettivi in meno nell'estratto? «Quarto: finche' chi appoggia o dice di appoggiare la fy italiana lo fa con questo criterio, questo stile e questa superiorita' innata non si sa bene derivante da cosa, la medesima fy italiana non fara' molta strada.» L'appoggio sono i libri comprati o no, la superiorità non c'entra. Se però si vuole entrare nel discorso, penso che una critica spietata sia la più utile, e questo perché la fantasy italiana non ha la tradizione o la "pubblicità" di quella di altri paesi e dunque ha bisogno di opere eccezionalmente buone, per farsi conoscere e apprezzare. «Lo stesso. Ne' piu' e ne' meno. Ne' maggiore pignoleria, ne' indulgenze speciali in quanto italiana. E' cosi' difficile da ottenere?» Non vedo il problema: per esempio Tolkien fa pena, puro e semplice. È uno degli scrittori più sopravvalutati del secolo. È mortalmente noioso, che è il difetto peggiore possa avere uno scrittore, in più non riuscirebbe a scrivere in maniera decente neppure se dovesse salvarsi la vita. La Rowling? La Rowling frolla il cervello proprio e altrui con i maghetti a scuola. Maghetti a scuola! Ci sono cartoni animati giapponesi pensati per le ragazzine sotto i dieci anni con temi e trovate cento volte più interessanti di Harry Potter. E se vai su forum stranieri dei vari scrittori, non solo Tolkien e la Rowling, sono pieni di gente che elogia o massacra o analizza gli estratti e i temi dei loro libri. Se ti fa piacere posso farlo anch'io, anche se preferirei evitare di dover rileggere gli autori che non mi sono piaciuti.

» postato da Alderberry alle 16:50 del 19-01-2007

41 Prova a riflettere sul motivo per cui uno scrittore mortalmente noioso ha scritto un'opera che resterà nella storia della letteratura, venduta in tutto il mondo in tutte le lingue, seconda come diffusione solo alla Bibbia. O sul fatto che Harry Potter sia uno dei casi letterari più di successo degli ultimi anni. Poi la gente può discutere quanto pare nei forum, pensando di essere grandi critici ed esperti, ma le loro resteranno chiacchiere conservate su qualche server. Le opere di cui parliamo invece rimarranno nella storia della letteratura (e non solo quella fantasy). Liquidare così in due righe due fantasy che sono pietre di paragone (per diversi motivi) per il genere vuol dire non aver capito nulla dell'animo umano. Sì Tolkien a volte è mortalmente noioso, eppure i suoi romanzi sono in circolazione da cinquant'anni, vengono ancora venduti con successo, hanno ispirato film, musica, pittura, persone di ogni razza e di ogni cultura. Ti sei mai chiesto perché? Perché il mondo è pieno di gente che ama leggere roba mortalmente noiosa? Direi che ci deve essere qualcosa di più...

» postato da Zio Zofu alle 18:06 del 19-01-2007

42 ««non entro nel merito delle tue legittime osservazioni.» Risposta breve: se sono legittime di cosa stiamo discutendo? » Risposta breve: sarebbero state legittime se ti fossi fermato alle prime righe: non ti piace lo stile,lo trovi infiocchettato, non ti convince l'idea, non compri il libro. Punto. Commentare dettagliatamente, come tu hai fatto, un estratto di un libro che non hai letto, sulla base di pignolerie personali e/o presunte mancanze letterarie, va oltre gli scopi di discussione civile del thread, secondo me, oltre il diritto d'opinione e ben oltre il concetto di rispetto reciproco. Non occorre insultare per essere offensivi. E so quel che dico: per anni ho letto e commentato racconti per la redazione di Delos e sono sempre stata rispettosissima e gentile e civile con tutti, anche con i piu' negati, cercando di entrare nei loro panni e di non dire niente che potesse ferirli. Questo in privato, figurarsi fare le pulci in pubblico. Ma se ti e' estraneo questo concetto, e' questione di sensibilita' diversa, non vedo come potrei fartelo capire. Riguardo al discorso se la fy italiana abbia bisogno di essere "eccezionalmente" buona, e necessiti di critiche spietate, ecc. vedi una mia risposta di qualche tempo fa: non sono d'accordo con questa impostazione, la trovo frustrante e assurda. Non escono subito e per miracolo i capolavori, da una scuola che deve formarsi, ancor piu' e a maggior ragione se tutto viene esaminato col lentino e stroncato sul nascere. Ma e' una tua opinione e vale come tale. Comunque, se disprezzi Tolkien e la Rowling mi consolo, sono in buona compagnia, a non rientrare nei tuoi gusti. In ogni caso, complimenti per le tue incrollabili certezze

» postato da dued alle 14:10 del 20-01-2007

43 « di cosa stiamo discutendo? » Credo di nulla. Hai fatto tutto da solo. « Ho lavorato alla programmazione di sistemi embedded. Certe volte poche centinaia di righe di codice richiedono anni di lavoro e migliaia di revisioni. Ugualmente, indipendentemente dal lavoro profuso, alla fine le cose devono funzionare, quando passa il concetto "alzata di spalle", tanto io l'impegno l'ho messo, succedono i disastri (tipo lo shuttle esplode). Fortunatamente con i libri non muore nessuno, ma per questo è giusto che venga applicato il concetto "enorme impegno" implica "ingiusto criticare"? » Credevo d'aver letto tutte le idiozie (chiamiamo le cose col suo nome per una volta) possibili e immaginabili in questo forum. Mi mancava questa! Uno che viene qui e in tutta sicurezza dice all'autrice "non ho letto un cappero del tuo libro, ma se tu facessi il medico invece che la scrittrice, ammazzeresti la gente" E se invece fossi tu a fare il medico come fai il recensore (non ho letto il libro = non ho aperto il manuale d'anatomia)? Lascia stare... so che lavorare ai sistemi embedded fonde il cervello e genera frustrazione. Che da qualche parte va pure sfogata. Ma meglio se vai a cercarti un altro bersaglio gratuito.

» postato da metalupo alle 17:13 del 23-01-2007

44 « Direi che ci deve essere qualcosa di più...» Il problema vero è ciò che c'è in meno

» postato da metalupo alle 17:21 del 23-01-2007

45 «« Direi che ci deve essere qualcosa di più...» Il problema vero è ciò che c'è in meno» :wink:

» postato da Zio Zofu alle 08:02 del 24-01-2007

46 Il brano che ho letto mi ha invogliato a proseguire la lettura, lo stile è diverso dallo standard da supermercato, l'autrice è una mia connazionale. L'insieme di queste considerazioni fa si che, non appena mi si presenterà l'occasione, comprerò e leggerò il libro. L'Italia è un popolo di esterofili, ne sono consapevole quando riempio la dispensa, molto meno quando rifirnisco la mia libreria. Di questa discussione mi ha colpito in particolar modo la questione dello stile al quale siamo abituati, all'essenzialità tipica di libri di autori stranieri tradotti in italiano. Nel mio lavoro (settore agroalimentare) mi trovo costantemente a confronto con una diseducazione alimentare della gente che si è ormai abituata e affezionata allo standard del prodotto da supermercato, le esigenze dei processi industriali (max profitto) vengono camuffate da pregi del prodotto e noi paghiamo e ci esaltiamo per roba di scarsa o pessima qualità. Abbiamo l'illusione di poter scegliere tra la miriade di prodotti esposti sugli scaffali ma è solo un'illusione, è tutto uguale, uniforme e appiattito. Non avevo mai pensato che tutto questo può accadere anche per i libri, la questione dello stile essenziale per esempio: può essere un pregio ma può anche essere un'esigenza di mercato alla quale noi ci abituiamo e che poi, da vere pecore, ricerchiamo in ogni dove. Se è vero che il successo di un'opera non è un metro valido per misurarne la qualità, neanche il "mipiace-nonmipiace" può esserlo. Leggo per divertimento ma anche per ginnasticare la mente, togliere le ragnatele dal cervello e far prendere l'ora d'aria alla fantasia. Anche a me è saltato all'occhio il grande uso di aggettivi nel brano che ho letto, uno stile al quale non sono abituata. La mia reazione è stata di preoccupazione e ho avuto un pò di paura: paura che il mio discernimento di lettore sia stato addomesticato da un processo di standardizzazione che vuol fare di me e del mio cervello un omogeneizzato amorfo: il consumatore perfetto. Poi magari il libro mi farà schifo e non mi piacerà, lo potrò dire quando lo avrò letto tutto.

» postato da erbetta alle 08:51 del 24-01-2007

47 «« Ho lavorato alla programmazione di sistemi embedded. Certe volte poche centinaia di righe di codice richiedono anni di lavoro e migliaia di revisioni. Ugualmente, indipendentemente dal lavoro profuso, alla fine le cose devono funzionare, quando passa il concetto "alzata di spalle", tanto io l'impegno l'ho messo, succedono i disastri (tipo lo shuttle esplode). Fortunatamente con i libri non muore nessuno, ma per questo è giusto che venga applicato il concetto "enorme impegno" implica "ingiusto criticare"? » Uno che viene qui e in tutta sicurezza dice all'autrice "non ho letto un cappero del tuo libro, ma se tu facessi il medico invece che la scrittrice, ammazzeresti la gente".... » Mi era sfuggito questo aspetto del discorso. Forse perche' leggevo in preda...come dire... a una leggera irritazione. E poi afferma di "non mancare di rispetto a nessuno". Se non e' offendere questo! Una volta per tutte vorrei precisare, se qualcuno pensa che io sia permalosa, che mi alteri per le critiche dopo averle esplicitamente richieste, o che affermi come uno scrittore italiano, in quanto tale e in quanto in difficolta' ad affermarsi, debba essere trattato con maggiore riguardo, che non e' cosi'. Mi altero per le critiche a volte, si', e mi passa la voglia di discuterne, solo quando le trovo speciose ( un altro aggettivo di troppo? :wink: ), arbitrarie, chiaramente animate da pregiudizi, velatamente offensive. Direi che e' umano reagire cosi'.

» postato da dued alle 11:54 del 24-01-2007

48 « Direi che e' umano reagire cosi'.» Non trovo che il caso meriti di giustificarsi. Io non ho visto critiche, perché l'oggetto di critica non è stato analizzato. Ho visto solo un mucchio di parole. Quando una critica è sensata e solida, nitidamente individuata, chiaramente focalizzata... bastano poche parole! Basta puntare il dito: "Qui, vedi? Non va!" (e ci vorrebbe anche un "secondo me" ma è chiedere troppo alla sorte :wink: ). Il resto, come dice giustamente "The Last Elf", sono solo parole su qualche server... ... che un giorno (speriamo lontano), saranno pure belli che ormai spenti.

» postato da metalupo alle 12:21 del 24-01-2007

49 «Il brano che ho letto mi ha invogliato a proseguire la lettura, lo stile è diverso dallo standard da supermercato,.... Di questa discussione mi ha colpito in particolar modo la questione dello stile al quale siamo abituati, all'essenzialità tipica di libri di autori stranieri tradotti in italiano.......» Non riporto tutto il tuo intervento per non quotare troppo, ma hai centrato in pieno quello che volevo dire, magari per la tua esperienza lavorativa. Era secondo me quello l'aspetto interessante del commento sul mio brano (a prescindere dai toni e dalle obiezioni :roll: ): ci siamo abituati a uno stile, appunto, piu' essenziale, non si sa quanto dovuto all'essenzialita' intrinseca di altre lingue, al livellamento della traduzione, alla sintassi piu' lineare (o piu' povera? :wink: ) che si sta imponendo nell'uso quotidiano per tanti motivi: deficienze della scuola, nuovi mezzi di espressione e comunicazione, e cosi' via. E' un bene, e' un male? Difficile dirlo. Dipende dai casi. Certo, alcune ridondanze e fraseggi retorici di molte letture del passato oggi fanno ridere, ed e' un bene che non si scriva piu' cosi', per una elite culturale, come un tempo. D'altro canto, IMHO, e' un male che, specie nelle nuove generazioni, si sia perso per molti il piacere di leggere e gustarsi qualche capolavoro del passato, perche' totalmente respinti dallo stile o dalla quantita' di termini usati. Personalmente (e qui torniamo alla tua esperienza lavorativa, e all'esempio dei cibi da supermercato) mi pare che ormai si tenda a identificare sempre di piu' anche il libro come, appunto, un prodotto da supermercato, da produrre e vendere con gli stessi criteri. E che i lettori (peraltro, gia' di per se', categoria piuttosto ristretta!) si stiano abituando a questo. A me la cosa fa un po' tristezza. Per quanto mi riguarda, cosi' come nella vita di tutti i giorni mi oppongo costantemente all'omologazione verso il basso che vorrebbero propinarci, anche nella scrittura tiro dritta per la mia strada. Ovvio che cerco di essere leggibile, ci mancherebbe, mica scrivo per l'Arcadia, scrivo cose di genere e non sono una snob, ma cerco di mantenere delle mie caratteristiche e un mio stile, consapevole del rischio che questo possa non piacere a tutti. Disponibile a correzioni di rotta, naturalmente, ad ascoltare consigli e suggerimenti, ma non a snaturarmi del tutto. «Poi magari il libro mi farà schifo e non mi piacerà, lo potrò dire quando lo avrò letto tutto.» Ecco, appunto, e io ti attendero' a pie' fermo. :wink:

» postato da dued alle 12:27 del 24-01-2007

50 «Di questa discussione mi ha colpito in particolar modo la questione dello stile al quale siamo abituati, all'essenzialità tipica di libri di autori stranieri tradotti in italiano.......» «Non riporto tutto il tuo intervento per non quotare troppo, ma hai centrato in pieno quello che volevo dire,» Ma quest'idea che l'essenzialità sia "colpa" delle traduzioni, da dove verrebbe? Perché, nella mia personalissima esperienza, ogni volta che mi è capitato di controllare, è esattamente il contrario, ovvero ho sempre constatato che il traduttore italiano tentava di "abbellire" l'originale. Esempio emblematico, le Cronache di Narnia. L'inizio de Il Leone, la Strega e l'Armadio è questo: « "We've fallen on our feet and no mistake," said Peter. "This is going to be perfectly splendid. That old chap will let us do anything we like." "I think he's an old dear," said Susan. "Oh, come off it!" said Edmund, who was tired and pretending not to be tired, which always made him bad-tempered. "Don't go on talking like that." "Like what?" said Susan; "and anyway, it's time you were in bed." "Trying to talk like Mother," said Edmund. "And who are you to say when I'm to go to bed? Go to bed yourself." "Hadn't we all better go to bed?" said Lucy. "There's sure to be a row if we're heard talking here." "No there won't," said Peter.» La traduzione italiana: « — Siamo proprio fortunati, lo sento — esclamò Peter. — Andrà tutto a meraviglia e il vecchietto ci lascerà fare quello che vogliamo. — Mi è sembrato una cara persona — cominciò Susan. — E piantala di parlare in quel modo — disse Edmund, interrompendola in tono sgarbato. Per la verità era molto stanco, ma non voleva farlo capire: perciò era di malumore. — Parlare... in che modo, scusa? — ribatté Susan. — Comunque, è meglio che tu vada a letto. — Ecco che ti metti a fare la mamma — sbottò Edmund. — Vacci tu a letto, se vuoi. — E se ci andassimo tutti? — propose Lucy. — Forse sarebbe meglio. Se sentono che stiamo qui a discutere invece di dormire ci sgrideranno. — Non ci sentono, non aver paura — affermò Peter.» Ci sarebbero diverse cosa da dire, vorrei solo far notare come C.S. Lewis introduca i dialoghi sempre e solo con "disse" (said), ma per la traduttrice questo stile è semplicemente insopportabile. I personaggi di Lewis parlano, quelli della traduttrice esclamano, ribattono, sbottano e affermano. E anche nel raro caso in cui parlano, lo fanno "in tono sgarbato". Non mi sembra proprio che la traduzione abbia aiutato a creare uno stile essenziale... Poi uno può anche preferire lo stile della traduzione italiana all'originale, io, nella mia personalissima esperienza, ho sempre notato che uno stile essenziale era alla base di quello che consideravo un buon libro. E in quanto ai supermercati, lo "stile da supermarket" è proprio quello dove c'è uno sbrodolarsi inutile di parole. Perché quando si ha una storia da raccontare, lo scrivere è un mezzo, non un fine in sé. È più è bella la storia, più il perdersi in chiacchiere, il costruire castelli di carte con le parole, è solo sadismo nei confronti del lettore. Se io ho da raccontare una storia interessante e originale (non so, L'Uomo Invisibile), non ho bisogno di infiocchettare o abbellire un bel niente, la storia è lì, è grandiosa e si regge benissimo da sola. Ovviamente il tutto è solo il parere di un ignorante con il cervello in pappa.

» postato da Alderberry alle 16:03 del 24-01-2007

51 Ecco... vedi cosa succede a straparlare di cose di cui non si sa un accidenti di nulla? Per cui non si è assolutamente preparati? Hai preso l'esempio più ovvio che potevi. E ci stai ricamando sopra una vacua elucubrazione mentale di lunghezza illeggibile. "Said" è una parola assolutamente invisibile in una lingua sintetica, destrutturata e pragmatica come l'inglese. Non contribuisce allo stile (né in bene, né in male). Altrettanto non si può dire del "disse" infinitamente ripetuto. Apriti qualsiasi manuale di scrittura creativa e troverai conferme in proposito (su said come su altre parole). Prova a mettere "disse", sempre e solo "disse", in quel brano, e dimmi tu se non diventa inneficace e monotono. In ogni caso... tutto il discorso che fai è "vuoto" per un motivo molto più basilare: stai condannando tutto (e tutti), ormai, di ciò che esce in italiano (che sia tradotto o meno). L'ennesimo arrampicamento sugli specchi pur di menare colpi a casaccio. Ormai non parliamo neanche più della nostra Milena... Stai disturbando Milena, e un thread che le è caro e utile, senza nessuno scopo che pavoneggiarti. Fai una cosa. Leggi quel che ti pare... quel che ti sta bene, leggitelo in originale. Ma risparmiaci di rispiegarci per la centesima volta quello che vedi con chiarezza assoluta, ma evidentemente siamo incapaci di cogliere. Personalmente è un mio limite (e vanto) non saper/voler ragionare bit per bit! Almeno laddove sento che questo non è l'approccio giusto.

» postato da metalupo alle 16:33 del 24-01-2007

52 « Poi uno può anche preferire lo stile della traduzione italiana all'originale, io, nella mia personalissima esperienza, ho sempre notato che uno stile essenziale era alla base di quello che consideravo un buon libro.» E' un'affermazione che nessun editore, scrittore o traduttore può sottoscrivere nella forma in cui l'hai formulata (sempre una questione di forma, quindi). Non significa nulla: ci sono ottimi romanzi per forma e contenuto. Esistono grandi racconti narrati semplicemente e altrettanti esposti con stile aulico. Certo, se riduciamo a ciò che 'tu' consideri un buon libro, allora non esiste materia di discussione, ma credo che ti sia perso un esercito di ottimi scrittori solo perché hanno avuto o hanno la colpa di essere 'colti'. Non basta una buona storia a fare un buon romanzo, lasciatelo dire da chi un pochino di esperienza in merito a forma e contenuti se l'è sudata. Il contenuto è essenziale, e lo è anche la forma. Per fare un esempio: se il tuo messaggio iniziale fosse stato scritto con padronanza della tecniche di scrittura, probabilmente non sarebbe stato frainteso (perché voglio credere che non ci sia stato alcun intento d'offendere).

» postato da franz alle 16:54 del 24-01-2007

53 come lettrice di migliaia di libri di ogni genere, (quindi dal basso della mia poca esperienza) posso solo spezzare una lancia in favore di che ha cercato di rendere meno piatta la lettura di un testo. se non ricordo male, la mia maestra delle elementari mi toglieva un punto ogni volta che usavo la stessa parola in un brano quindi, facendo il conto su quel brano della CdN, usando il "disse" avrei preso 4 (10-6)... meno male che la lingua italiana è ricca di sinonimi!!! :roll:

» postato da Jirel alle 17:59 del 24-01-2007

54 «Avevo una mezza idea di prendere questo romanzo nell'ottica della mia personale operazione a favore del fantasy italiano (ho già devoluto a Troisi, Egle Rizzo e Altieri) » "devoluto"? Cioè gli hai fatto la carità di comprarli? Ma che cuore generoso! « Cosa vuol dire "visione che le apparve insopportabilmente bella e terribile"? Non ho la minima idea di cosa dovrei immaginarmi leggendo un'espressione genere. Tra l'altro poco più oltre è descritto in dettaglio il re, e non mi pare ci sia niente di insopportabile, bello o terribile, tranne che il re ha una "superiore compostezza". Superiore a che? » guarda, hai un serio problema con le figure retoriche, che per definizione non vanno prese in senso letterale , se no salta fuori un disastro. Prova a "bere un bicchere" alla lettera e vedrai... « Ho messo in grassetto tutti gli aggettivi che, a parer mio, sono inutili e in più banali (Quando mai una lotta non è spaventosa? » per esempio quando la si fa per gioco come i bambini? Oppure quando la si fa per addestrare qualcuno al combattimento? Un po' di astrazione, suvvia « Quando mai i maghi non sono grandi maghi? Ecc.)» Ho letto storie con maghi di tutti i generi, da quello incapace a quello onnipotente. Se tu non disedegnassi tanto Harry Potter, ad esempio, sapresti che nella fantasy esistono anche maghi incapaci di fare magie. Direi che rientriamo in un tipico caso di qualcuno che non è un grande mago « "E che proprio lui" quel 'che' a cosa si lega? A "La spiegazione data dalla Regola", quattro righe sopra? Ho riletto la frase tre volte e ancora non mi è chiaro.» ecco, qua invece hai un problema con la sintassi italiana, che, al pari delle figure retoriche, va al di là della singola parola e mette in relazione le frasi nel suo insieme. Che poi è la prima regola che insegnano anche a chi traduce da un'altra lingua: un discorso è un insieme di frasi, non di parole staccate l'una dall'altra. Se leggi tutto il periodo, pensando a quel che stai leggendo, vedrai che le frasi si incastrano e si appoggiano perfettamente le une alle altre « "E comunque" e comunque quest'ultima frase è superflua e contiene un "simbolo di un orrore senza eguali". Come prima, non ho idea cosa dovrei immaginare. » Un orrore al di là della tua piu' fervida immaginazione. Elementare Watson. Ma forse hai troppo poca immaginazione per immaginarti un orrrore inimmaginabile « È proprio necessario "opinare" con una "sottile sfumatura di disprezzo nel pronunciare l'ultima parola"? Ed Emiana? Non può aprir bocca o ascoltare dieci secondi senza indignarsi, arricciarsi il naso, stringere gli occhi, spalancare gli occhi, ecc. » forse no se i personaggi fossero tuoi, li avessi creati tu e quindi si muovessero come piace a te. Ma stiamo parlando di personaggi creati da qualcun'altro, quindi se anche volessero fare un doppio carpiato con avvitamento prima di profferire parola, sarebbero affari loro « Senza contare tutto l'infodump sull'Emiana medesima piazzato proprio nel bel mezzo del dialogo e proprio quando il lettore sta aspettando la risposta del re a una questione importante: ha scritto: ­ Fate... sopprimere quest'essere. Non merita che sprechiate il vostro tempo. <infodump frustrante per chi vuole immergersi nella storia e sapere come continua> ­ Potrebbe essere opera di un mio nemico ­ stava ragionando il re, ­ prima di sopprimerla, come tu suggerisci, dovrei almeno scoprire chi l'ha mandata e perché.» qui invece non hai assolutamente chiaro il concetto di infodump. Succede: è un concetto piuttosto complesso da afferrare, pieno di sfaccettature. Peccato che l'esempio che citi non rientri fra queste. « ha scritto: Ma quando il vecchio, inclinando la candela, fece gocciolare la cera sulle sue mani intrecciate, ebbe un mugolio e scappò in un angolo, rattrappendosi e guaendo come un cucciolo. Non si può cambiare soggetto, in questa maniera, a metà frase. Scritta così, vuol dire che il vecchio si è versato la cera sulle sue di mani e lui è corso in un angolo! » ancora, hai problemi con la sintassi del periodo. Non puoi estrapolare da sola questa frase, perché il soggetto in questo caso è sottinteso (e non cambiato come dici tu). E la frase sta in piedi tranquillamente. Mentre l'aggettivo possessivo usato è l'unico usabile: se l'autrice avesse voluto intendere le mani di Arenio avrebbe usato l'aggettivo "proprie". Quest'ultimo pero' è un tuo problema di analisi grammaticale, stavolta. « Ho lavorato alla programmazione di sistemi embedded. Certe volte poche centinaia di righe di codice richiedono anni di lavoro e migliaia di revisioni. » ah, certo, rivedere un codice informatico ed editare un libro sono notoriamente la stessa cosa. Provero' al piu' presto ad applicare questa logica rivoluzionaria: anziché con Windows, vedrò di far funzionare il pc col cd rom della Divina Commedia. Non dovrebbe fare una grinza... E poi estenderò il concetto in via analogica: respirerò con gli occhi, misurerò i pesi in volt e userò un dizionario di Russo per tradurre un testo in Cinese. Sono sicura che saranno esperienze interessanti e indubbiamente la vita mi si presenterà in un'ottica diversa e insolita. Osservazioni generali finali sui tuoi altri post: - lo stile 'infiocchettato' puo' non piacere (io poi sto infiocchettamento non l'ho visto, magari è il tuo vocabolario che è carente), si tratta del personalissimo de gustibus e in questo caso nulla quaestio. Ma certo non puoi contestare all'autrice che lo stile sia un pretesto per nascondere la pochezza della storia. Ma già, questo non puoi saperlo perché la storia non l'hai nemmeno letta, quindi per quanto mi riguarda stai semplicemente parlando a vanvera. Ma non preoccuparti, è una cosa che capita a molti e si puo' guarire, se si vuole. - su Tolkien posso convenire che spesso si dilunghi in eccessive descrizioni, ma da qui a definirlo noioso ci passa l'oceano. O forse, chissà, siamo tutti scemi e ci siamo innamorati tutti del Signore degli Anelli perché ci piace farci crescere la barba come Gandalf. Potresti anche avere ragione. La mia impressione, leggendo i tuoi post, è che tu mescoli troppo spesso questioni di stile e contenuto assimilandole. Forse a furia di bazzicare in mezzo ai codici hai scambiato la letteratura per un'equazione... - sul monotono "said" degli autori di lingua anglosassone: se avessi letto di più in giro, sapresti che qualsiasi editor britannico o americano di un certo rilievo raccomanda di NON diversificare il 'said' cercando di renderlo con sinonimi piu' originali (il che è considerato tipico errore da PRINCIPIANTI), perché in Inglese suona innaturale e quindi un difetto. Il dialogo deve scorrere, e in Inglese, se tu sostituisci il 'said' non scorre, suona artificioso. Una tantum puo' anche andare, ma di base, il 'said' è considerato ottimale. Concludendo: a casa mia, quel che stai facendo, si chiama "voler insegnare ai gatti ad arrampicarsi". Sei nel forum di un editore, editor e scrittore (che ti ha già risposto e IMo è stato fin troppo cortese) e parli di un'autrice che ha pubblicato già un bel po' di cose. Certo, tutto cio' non è nulla, paragonato a un veterano...cos'era? Un veterano 'editor' di embedded?

» postato da Marina alle 22:03 del 24-01-2007

55 « guarda, hai un serio problema con le figure retoriche, che per definizione non vanno prese in senso letterale , se no salta fuori un disastro. Prova a "bere un bicchere" alla lettera e vedrai...» Era quello che intendevo col discorso delle interpretazioni bit per bit. Il nostro amico (?) ci informa del tipo di lavoro che fa... ma a quanto pare ha finito per applicare i suoi metodi lavorativi a qualsiasi campo esistente. Magari è solo un suo piccolo limite. Bon... sarebbe morta là. Ma ci aggiunge anche il sottolineare il suo vanto nel farlo. E per rincarare, il suo disprezzo verso chi non lo fa. Forse pensava di averci sconvolto con l'esempio sul "said". D'averci clamorosamente dimostrato quel che intende. Credo s'aspetti anche di trovare nelle traduzioni italiane dall'inglese frasi come: "Quanto vecchio sei tu?" (anzi... no: "Quanto vecchi siete voi?" :wink: ). Un mapping linguistico uno a uno. Ogni tanto basterebbe ricordarsi che un uomo può adattarsi (con sforzo, fatica e perseveranza) a capire un chip e fargli fare ciò che vuole. E c'è da esserne orgogliosi. Ma entrare nel chip e non saperne più uscire significa perdersi molto altro. Perché un chip, al contrario, non ha la minima idea di come far fare all'uomo ciò che vuole lui... a meno che sia l'uomo stesso a volerlo. Cavolo... troppe figure retoriche. Chissà se verranno colte. « anziché con Windows, vedrò di far funzionare il pc col cd rom della Divina Commedia. » Non funzionerebbe. Stile troppo infiocchettato.

» postato da metalupo alle 01:23 del 25-01-2007

56 Comunque, postando qui mi sono ricordato che era tanto tempo che mi promettevo di leggere "Il Dominio della Regola". Ieri ho giustappunto finito un romanzo (non leggevo da mesi, fra uno strillo e l'altro degli infanti :wink: ). E allora, diamine... ora che ho ripreso il ritmo e la concentrazione ci ho dato sotto subito. Stamattina venendo al lavoro in autobus ho letto il primo capitolo (e qualche pagina del secondo) del "Dominio". Ottimo! M'ha acchiappato!

» postato da metalupo alle 09:40 del 25-01-2007

57 Allora... ho letto il "Dominio della Regola". Un commento è d'obbligo, anche se non ho la pretesa di riuscire ad averne colto gli aspetti più pertinenti né di avanzare osservazioni particolarmente argute. Il giudizio, tanto per cominciare, è positivo... estremamente positivo. E' fuor di dubbio che si tratta di qualcosa di molto diverso da ciò che tipicamente si legge in campo fantasy. Nessuna rimasticazione dei soliti scenari o folklori celtici o Tolkeniani, scenario complesso quanto basta ma senza strafare, sicché la lettura ti lascia la sensazione del giusto grado di profondità (cosa che si ottiene solo se lo scenario è stato meditato abbastanza) senza appesantire il lettore con la spiegazione di ogni minimo noioso dettaglio (che, detta papale-papale, se pure a volte è utile per dare consistenza narrativa - quindi "magica" credibilità - al mondo narrato, altrettante volte risulta in una credibilità impietosamente sbattuta e mostrata su assi cartesiani, ossia qualcosa che la "magia" la toglie!). Ci sono scene memorabili, scene che ti fanno voltare pagina dopo pagina, lasciandosene numerose alle spalle in poco tempo di lettura. Ci sono anche momenti di "passaggio", essenziali alla trama e alla crescita del personaggio principale, che possono apparire più triti, perché meno densi di sviluppi e a prima vista simili, per situazioni, a quel che si può ritrovare in molti altri romanzi fantasy. Eppure anche questi passaggi sono una lettura affascinante. Una parola sullo stile (seguono, diecimila parole :mrgreen:): questo è uno dei pochi romanzi che mi lascia la voglia di rileggerlo presto (a me non capita spesso, dato che muoio d'impazienza per tutti i romanzi che devo leggere ancora piuttosto che per rileggerne uno già letto). Mi vien voglia di rileggerlo non perché mi sia particolarmente affezionato ai personaggi, per i quali ho sentito e sento una certa distanza emotiva (ma credo di vedere un motivo ben preciso per questo e ne riferirò più avanti), ma perché mi pare proprio che ci sia tanto da imparare da Milena. Riesce a non farti calare l'attenzione anche in quelle (poche) pagine in cui ti pare che tutto sommato non stia succedendo granché. E cominci a chiederti: "come ci sta riuscendo?". E siccome non vedi risposta, siccome percepisci che c'è il "mestiere" ma non riesci a raggiungere neanche una rozza intuizione di come/dove l'abbia usato... bé, allora ne concludi: "questa è maestria"! Distanza emotiva dai personaggi: questo è un aspetto che vale per me, ovviamente, più ancora di quanto possono valere gli altri aspetti riferiti. Un altro lettore potrebbe dire l'esatto contrario. I personaggi sono "realistici" al massimo grado nelle loro reazioni. Una volta che sei "entrato" nel romanzo la tua fantasticheria di lettore spinge forte verso il desiderare "che tutto vada bene e nel modo più sempice e rapido" per i protagonisti... e alla fine va effettivamente tutto bene, ma non in modo semplice e non in fretta! Le psicologie di questi personaggi, sono solide e sfaccettate... e lavorano indipendentemente dalla volontà (triviale e istintiva) del lettore... che alla fine si ritrova comunque concorde e soddisfatto per come sono state trattate e messe in azione. Influenze: azzardo qualche ipotesi; c'è (ne sono abbastanza sicuro) una influenza di "Dune". Meno sicuro sono (anche perché non credo che Milena se ne occupi granché) dell'influenza di certi fumetti (supereroistici) con trame a volte cervellotiche e esasperate - difficilissime da trattare - tutte a base di battaglie metafisiche. Ma probabilmente la somiglianza ce la vedo perché anche nel caso dei fumetti l'influenza viene dalle numerose trame della fantascienza(non tecnologica)/fantasy classica in cui si mettono in campo scenari ai limiti dell'immaginabile e del descrivibile, intangibili e metafisici. Per evitare ogni equivoco... questo è un complimento alla scrittrice. Ritengo sia molto difficile trattare questo genere di trame, che ci voglia una assoluta sicurezza e maestria nel gestire il proprio bagaglio espressivo, e che esso deve essere solido al massimo grado. E per Milena è proprio così che vanno le cose! Tanto più che questo è un romanzo di una profondità impressionante (seconda lettura urge davvero) e di una leggerezza di lettura altrettanto impressionante. Come diavolo c'è riuscita? :wink:

» postato da metalupo alle 10:23 del 31-01-2007

58 Che dire... ringrazio. :oops: Anche il fatto che tu percepisca distanza emotiva dai personaggi, mi fa piacere. In effetti, dato che in passato ero stata accusata, da amici che leggevano i miei tentativi letterari in versione romanzo, di eccessiva identificazione/somiglianza con il personaggio principale, specie se femminile, questa volta ho fatto il possibile per evitarlo. Tant'e' che, pur se una parte del romanzo e' vista praticamente con gli occhi di Alimar, le mie simpatie personali vanno ad Arenio, piuttosto che a lei. Il quale peraltro e' descritto, o almeno, ho cercato di descriverlo, come una persona tutt'altro che perfetta o interamente positiva. Che i personaggi non fossero i soliti eroi/antieroi, e che avessero sfaccettature, era una delle cose che mi ero ripromessa. Con l'eccezione, forse, della "cattiva", che rimane magari con motivazioni ritenute superficiali. Ma anche questo, del resto, puo' essere un aspetto piu' realistico. Il richiamo a Dune... senz'altro. Se anche non lo rileggo da almeno vent'anni, rimane una delle letture che piu' profondamente mi hanno influenzata nello sviluppo delle mie nefaste :wink: propensioni letterarie. Sui fumetti supereroistici, non saprei. Un po' mio piacciono (vedi il mio Avatar) ma non ne ho letti cosi' tanti da giustificare un'influenza. Diciamo che cerco sempre di scrivere quello che mi piacerebbe leggere. E i conflitti metafisici e cervellotici :mrgreen: dei personaggi m'aggradano assai. :wink:

» postato da dued alle 11:09 del 31-01-2007

59 « Anche il fatto che tu percepisca distanza emotiva dai personaggi, mi fa piacere. » Preciso che ho comunque dato conto di questa mia impressione solo perché ne avevo accennato quando dicevo di voler rileggere il romanzo ma di provare questo desiderio per altro motivo che non l'affezione verso i personaggi. Non lo trovo un difetto. Anzi ho molto apprezzato il fatto che non ci sia un vero protagonista ma due, di pari importanza e nessuno dei quali prende il sopravvento sulla storia, storia che si mostra e si sbroglia anzi proprio grazie a entrambi i personaggi. Realismo! :wink: Mi vengono altre cose in mente: 1)Sei anche una scrittrice di dialoghi eccezionali. Sinceramente le scene di puro dialogo presenti non mi sono bastate. Non che le ritenga insufficienti nell'economia del romanzo... è che erano troppo godibili e ne volevo ancora!. :wink: 2)Notevole anche come abbia concluso la trama e lasciato aperto (in modo logico e credibile) la possibilità di un seguito. Come tu sia riuscita a stabilire un equilibrio fra il mettere un punto che il lettore ritenga più che conclusivo e soddisfacente... e al contempo a prepararti a ridisegnare completamente il tuo mondo (perché questo è inevitabile, per chi abbia letto il finale) in un eventuale sequel. Che, proprio per questo, si preannuncerebbe altrettanto ricco di sorprese. (Ehm, realisticamente... c'è possibilità fattuale di un seguito? Le premesse narrative ci sono)

» postato da metalupo alle 11:49 del 31-01-2007

60 Sui dialoghi, grazie: qualcuno me l'aveva gia' detto, in effetti, che gli piacevano i miei dialoghi. Sara' perche' anche come lettrice mi piacciono piu' delle descrizioni, e non mi sarebbe dispiaciuto scrivere sceneggiature, e mentre scrivo immagino un "taglio" cinematografico delle scene, con i personaggi che si muovono e lo sfondo... Per quanto riguarda il seguito, si', e' una possibilita' che comunque mi sono lasciata aperta, e qualche ideuzza di base l'avrei, per il momento solo sequenze staccate. Si vedra' :wink:

» postato da dued alle 13:23 del 31-01-2007

61 Ave, Premessa: niente di personale contro l'autrice o chiunque altro partecipante, di vecchia data o nuovo nuovo. Alcuni li conosco da un bel po'. E spero che mi si perdonerà l'insolenza di voler assurgere a "coscienza". Mi è capitato di leggere l'estratto del libro, e poi il thread che ne è scaturito. Volevo dire due cose soltanto: non ho scorto, nelle critiche, premeditazione, cattivo gusto, attacchi gratuiti o maleducazione. Anzi, sono rimasto sorpreso dai toni delle repliche. Ho visto solo un certo accanimento nel perseguire l'untore di turno (leggi: il criticone guastafeste). Ritengo che una persona, che abbia tre lauree o nemmeno una, sia libera di pensare, dire e fare quello che vuole, fino a che non lede l'altrui libertà e tutto il resto. Non ho trovato, in questi interventi, offesa così grave da giustificare l'assedio alla libertà di critica in ogni forma, né ritengo peccato originale il non avere pingui conoscenze tecniche sulla scrittura. Io non commento, essendo-questo-appunto-un-estratto-e-quindi-qualcosa-che-rappresenta-un-libro-intero-e-sfaccettato-ma-in-realtà-non-lo-rappresenta-e-in-quanto-tale-non-va-estrapolato -e-analizzato, ma se me lo permettete vorrei concludere dicendo che non abbiamo dato una bella immagine di forum aperto a tutte le voci, a mio giudizio. Ovviamente, si tratta solo di un'opinione personale... Divus Imperator Dixit.

» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 22:40 del 21-02-2007

62 :roll: ...che dire, date a Cesare quel che è di Cesare... Tra l'altro non riesco a trovare sto libro.

» postato da erbetta alle 08:11 del 22-02-2007

63 « Ho visto solo un certo accanimento nel perseguire l'untore di turno » Il quale però ha apertamente ammesso di non aver letto alcunché per poi passare a ungere a destra e manca (su quella porta di cui non ha letto la targhetta del campanello, ma anche su quella affianco, e affianco, e affianco... fino a ungere mezzo mondo). Hai ragione... accanimento eccessivo. L'untore parlava da sè (e fra sé e sé). Sarebbe bastato ridergli in faccia. O riderne fra sé e sè.

» postato da metalupo alle 12:45 del 22-02-2007

64 «Tra l'altro non riesco a trovare sto libro.» Le Feltrinelli ce l'hanno di sicuro. E sennò c'è http://www.delosstore.it

» postato da metalupo alle 12:50 del 22-02-2007

65 ««Tra l'altro non riesco a trovare sto libro.» Le Feltrinelli ce l'hanno di sicuro. E sennò c'è http://www.delosstore.it» L'ho ordinato qua www.delosstore.it già da un pezzo ma non mi considerano. :cry:

» postato da erbetta alle 13:32 del 22-02-2007

66 «««Tra l'altro non riesco a trovare sto libro.» Le Feltrinelli ce l'hanno di sicuro. E sennò c'è http://www.delosstore.it» L'ho ordinato qua www.delosstore.it già da un pezzo ma non mi considerano. :cry:» Eeeh? :shock: Chissà che pasticciaccio hai fatto <img src=:"> Scrivi qui e racconta i tuoi problemi staff@delosstore.it Ti rispondono di solito in 10 secondi netti.

» postato da metalupo alle 13:39 del 22-02-2007

67 O/T Non capisco certe allusioni! Pasticci, io? Guarda che dopo aver cliccato sulla pagina il modulo l'ho compilato con molta cura. Tutto in stampatello!E ho pure usato il pennarello indelebile ...anche se ora duro fatica a pulire il video... :roll:

» postato da erbetta alle 14:02 del 22-02-2007

68 «O/T Non capisco certe allusioni! Pasticci, io? Guarda che dopo aver cliccato sulla pagina il modulo l'ho compilato con molta cura. Tutto in stampatello!E ho pure usato il pennarello indelebile ...anche se ora duro fatica a pulire il video... :roll:» Dammi qualche indicazione in più, magari in privato. Anche a me sembra molto strano che non ti abbiano risposto, e ti assicuro che la disponibilità del libro c'è (abbiamo appena sistemato il magazzino ;-)) Franz p.s. Caesar, rispetto il tuo diritto a esprimere un'opinione se non la commento?

» postato da franz alle 15:00 del 22-02-2007

69 Intanto ben tornato Caesar :D Sbaglio o è un po' che...ci evitavi? <img src=:"> «Ritengo che una persona, che abbia tre lauree o nemmeno una, sia libera di pensare, dire e fare quello che vuole, fino a che non lede l'altrui libertà e tutto il resto. » certo, ma ci sono toni e toni, e spregio e arroganza si avvertono anche in maniera sottesa, non è necessario dare del cretino a uno per farcelo sentire ;) « Non ho trovato, in questi interventi, offesa così grave da giustificare l'assedio alla libertà di critica in ogni forma, né ritengo peccato originale il non avere pingui conoscenze tecniche sulla scrittura. » non è un peccato non averle, certo, ma lo è parlare come se le si avesse criticando chi le ha e le ha messe a frutto, perché è un'operazione intellettualmente disonesta, come lo è iscriversi al forum solo per spandere m... su un libro. Io non so quasi una mazza di pittura, pero' non vado nei forum di pittura criticando la tecnica di questo e quel quadro alla luce di conoscenze che non ho. Posso dire che il quadro, di primo acchito, mi piace o no. Punto. Non mi lancio in dissertazioni che non stanno in piedi, e soprattutto non giudico un lavoro solo da un pezzetto. Al limite posso dire che non mi involgia all'acquisto. Tutte queste cose emergono in tutti i post che abbiamo contestato (e che io - non mi nascondo certo dietro a un dito - ho contestato in prima liena e ontinuero' a fare). Sei uan eprsona intelligente: prova a leggerli mettendoti nei panni dell'auore e vedrai che i toni non sono così neutri come ti possono essere sembrati... la libertà di opinione va rispettata, ma anche l'educazione e l'onestà intellettuale. Non si puo' lasciarle in secondo piano in nome di un 'politically correct' ipocrita e di un 'liberismo' generalista. « Io non commento, essendo-questo-appunto-un-estratto-e-quindi-qualcosa-che-rappresenta-un-libro-intero-e-sfaccettato-ma-in-realtà-non-lo-rappresenta-e-in-quanto-tale-non-va-estrapolato -e-analizzato, ma se me lo permettete vorrei concludere dicendo che non abbiamo dato una bella immagine di forum aperto a tutte le voci, a mio giudizio. .» Caesar, non credo esista una 'coscienza collettiva' del forum che viene precepita all'esterno. Ogni canale e ogni discussione ha un suo mood, basta girarci dentro per avvertirlo. Ogni postatore parla per sé a titolo personale, e a titolo personale ne risponde. E io, personalmente, non mi rimangio nulla. :wink:

» postato da Marina alle 18:16 del 22-02-2007

70 « come lo è iscriversi al forum solo per spandere m... su un libro.» Ungere... si dice ungere. Il sottinteso del termine untore è che l'unzione è innocua. Ciò non toglie che puzza <img src=:"> «Ogni canale e ogni discussione ha un suo mood» Si vabbè :DD Ogni mod un mood. Ogni mood un feel... :DD

» postato da metalupo alle 18:29 del 22-02-2007

71 Allora, Milena attirato dalla "vivace" (per usare un eufemismo 8) ) discussione che ha avuto luogo in questo thread, ho letto l'inizio del romanzo. Mi riservo di esprimere un giudizio solo se e quando comprerò il romanzo e l'avrò letto tutto. Al momento, solo una domanda di ordine tecnico: quando parli della piana dell'Inesistenza usi un punto di vista onnisciente? O è la protagonista a riferire quanto lei sa al riguardo? Grazie se vorrai soddisfare questa mia curiosità.

» postato da mikimago alle 10:04 del 23-02-2007

72 Habemus volumen Potrei scrivere io un romanzo sulle mille e una peripezie affrontate per impossessarmi del libro. Credo di poter finalmente dire di aver dominato la regola. Che ne penso? Al momento sono un pò incerta. Forse l'ho letto troppo di corsa e la mia confusione nasce proprio da questo: non so dire se mi sia piaciuto o meno. Di certo mi è piaciuto lo stile e la ricchezza di linguaggio. Attenzione, Manipolare con prudenza. Contiene Spoiler Ciò che mi lascia un pò perplessa è il fatto di aver trovato discontinuità nel racconto. Innanzitutto la figura di Alimar cambia e si trasforma molte, troppe volte, troppo in fretta. E non parlo del ritorno a sembianza umana, parlo del carattere. A volte svela un'animo da artista, incredibilmente sciocca e insensibile quando vuole andare a caccia a Inesistenza, umile e desiderosa di apprendere a Farnisia, incredibilmente forte e lucida quando sfida la Regola. Insomma, non è un lento e progressivo mutare ma un personaggio che di volta in volta sembra una persona diversa. Mi è pesato il tenore didattico di certe parti, ad esempio al secondo capitolo le spiegazioni della Regola, di Anaba e della nascita dell'eresia centrista. Capisco che il lettore debba essere informato di alcuni antefatti per capire il contesto della storia, ma avrei preferito venire a sapere queste cose in maniera più "romanzesca". Farnisia mi è piaciuta tantissimo. E anche il personaggio dell'Interrogatore, una vera forza. Avrei preferito lui come vero cattivo. Emiana è incredibilmente assente dalla storia per essere una Perfida da odiare. A parte il capitolo iniziale, tutto ciò che la riguarda lo si apprende in maniera indiretta o tramite le battaglie che fomenta, o tramite il racconto della sua storia per bocca di altri maghi. Sinceramente, quando Arenio la riconosce nel fante e la "uccide", o quando i Loredas narrano la sua storia, provo molta pena per Emiana. E forse questo è voluto dall'autrice che fa dire qualcosa di molto simile ad Alimar nelle ultime battute del libro. Infine Arenio... fin dall'inizio me lo immagino come un vecchio studioso burbero, una sorta di nonno di Heidi. Sto innamoramento finale mi ha proprio preso come un pugno nello stomaco! Non saprei dire se l'ho gradita ma di certo è stata una sorpresa. In sintesi sono un pò sconcertata perchè mi aspettavo un libro completamente diverso. Dalle prime battute mi aspettavo che la storia di questa creatura di inesistenza occupasse l'intero libro nella sua riconquista dell'umanità, che fosse insomma un libro più intimista e che ci fosse anche molta molta magia e creature fantastiche. Poi quando ho conosciuto la Regola e la sua logica, mi sono aspettata degli sviluppi alla Perry Mason, una sorta di Johm Grisham del fantasy, e pure stavolta ho sbagliato. E poi ero sicura che Arenio sarebbe morto, Milena, mi hai fregato! Un ringraziamento all'autrice e allo staff Delos, la prima per aver scritto il libro e il secondo per avermelo procurato.

» postato da erbetta alle 14:25 del 06-03-2007

73 Innanzitutto, scusate il ritardo nel rispondere. Ma sono l'unica che ha avuto problemi a collegarsi con FM, da due giorni a questa parte? :shock: Grazie sempre e comunque a chi legge e commenta. :wink: A Caesar rispondero' ( o forse non rispondero', dipende dai punti di vista :? ) in un altro messaggio. Per Mikimago: si tratta di punto di vista onnisciente. E' una di quelle necessarie spiegazioni che ho dovuto inserire a causa dei tagli in sede di editing. Di questo ho gia' parlato, in questa o altre discussioni: rivendico le mie responsabilita' per cio' che riguarda il salto fra prima e seconda parte, e il finale che ad alcuni e' piaciuto, ad altri no, ma certi aggiustamenti sono stati necessari per far rientrare il testo nei limiti previsti. Questo potrebbe giustificare quanto percepito da Erbetta a proposito del carattere di Alimar, precisando pero' che SPOILER SPOILER SPOILER Tu citi a caso i suoi vari aspetti, a me pare che rimettendoli in ordine un po' piu' di senso ce l'abbiano: prima, durante l'addestramento, e' ancora umile e spaurita, poi, per l'addestramento e ricordando chi era acquisisce calma e sicurezza, poi, dopo le prove e le rivelazioni subite, si comporta in modo frivolo, irrazionale, come se volesse ritrovare se stessa giovane e impulsiva di un tempo. Mi pare una reazione plausibile, di fronte a un fortissimo choc. Non dimentichiamo che nella vita precedente lei aveva proprio queste caratteristiche mescolate, da una parte era coraggiosa, aveva doti di comando, lucidita' e cosi' via, dall'altra nella vita privata era molto piu' mutevole. Almeno, io la vedevo cosi', anche se non e' certo il mio personaggio preferito. In ogni caso, essere riuscita a spiazzarti in qualche punto della narrazione potrebbe gia' essere un piccolo punto di merito, no?:wink:

» postato da dued alle 11:58 del 08-03-2007

74 Allora, come detto non voglio rispondere direttamente a quanto scritto da Caesar, e neanche difendere altri che sono intervenuti, visto che si sanno difendere benissimo da soli. :wink: Quella di Caesar e' una legittima opinione, anche se abbiamo diversi punti di vista su cosa sia un intervento di critica educato. Volevo solo fare qualche considerazione sparsa, per spiegare il mio punto di vista. Sarà un po' un destino, ma io sono una persona calma, diplomatica, ragionevole, in tanti lo possono testimoniare. Pero', le rare volte che per qualche motivo perdo il controllo, o la cosa viene notata piu' del necessario, o vengo giudicata lagnosa, o permalosa, :roll: , o finisco per passare dalla parte del torto. Mentre altre persone molto piu' spigolose di natura, noto con altrettanto stupore, non corrono questo rischio. E questa volta mi pare che ci ricaschi in pieno. Provero' a spiegare, allora, in termini generici. Tutti sono liberi di criticare civilmente. (Anche se sulla definizione di civilmente mi pare non ci sia pieno accordo, in questo caso, come dicevo sopra.) Il fatto e', pero', che ci sono molte forme di critica: chi non ha neppure letto, chi prova una punta di invidia o di rivalsa, chi ce l'ha con gli italiani a prescindere, chi vuole semplicemente avere un'occasione di visibilita' e mettersi in mostra... tutti costoro sono attratti da un pubblico forum, esattamente come coloro che, invece, argomentano pacatamente e a ragion veduta, per amore di discussione e per offrire il loro punto di vista, qualunque esso sia, all'autore. Ora, la percentuale di persone che rientrano nelle prime categorie esiste sempre, e' fisiologica, li troviamo e riconosciamo dappertutto, ma se bersaglio delle loro opinioni e' un autore che ha gia' visibilita' e successo, la cosa risulta, alla prova dei fatti, quasi ininfluente. Al massimo fara' gioire qualche maligno, ma il polso delle vendite sta altrove. Al contrario, due o tre opinioni del genere, per un autore e un libro che stanno cercando la propria strada, conquistandola attraverso discussioni e passaparola, che hanno a disposizione solo pochi e ben precisi canali per riuscirci, acquistano un peso negativo tremendo e del tutto immeritato. Ecco perche' chi scrive solo perche' sente prudere le dita sulla tastiera, dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e pensarci due volte. Ma non lo fa, purtroppo. Perche' parlo di peso negativo? Perche' purtroppo esiste la suggestione, nessuno di noi ne e' immune, altrimenti non prospererebbe la pubblicita'. Pensate un po', un tale, del tutto ignaro, capita sull'incipit del romanzo, gli da' una scorsa. Clicca sui commenti per curiosita', legge di sfuggita uno dei peggiori, le risposte che (dall'esterno) sembrano invelenite e permalose. (Del resto, non sono sembrate cosi' anche a Caesar, che e' un frequentatore abituale?) Magari si fa un'idea parziale, se non sbagliata, di quelli che sono gli aspetti, i pregi e difetti del romanzo. Magari questo non lo invoglia a comprarlo, oppure lo spinge a formulare un giudizio cauto, a non consigliarlo agli amici, anche se, chissa', se se lo fosse trovato tra le mani in altre circostanze l'avrebbe pensata diversamente, nel bene e nel male. Ecco perche' a volte perdo le staffe. Perche' alcuni di questi distruttori professionisti fomentano il pregiudizio peggiore, fanno veramente del male, e senza motivo. Forse in qualche caso una discussione con pareri opposti puo' risultare stimolante, creare curiosita' sul testo e servire comunque ad accrescerne la visibilita'. In qualche caso puo' essere persino un fatto positivo. In qualche caso. Ma no, non in questi. Qui, lo ripeto, si fa del male e basta.

» postato da dued alle 12:16 del 08-03-2007

75 Penso proprio che prenderò il libro subitissimo, l'estratto mi ha semplicemente avvinta. L'ho trovato scorrevole e diretto; in particolar modo mi piace molto la capacità dell'autrice di far saltar fuori l'immagine dalle parole. Magari sembra una banalità quella che ho detto, ma non tutti gli autori che ho letto sapevano farti "vedere" la scena come ha saputo fare Milena nelle poche pagine che ho letto. Voglio il libro!! :wink:

» postato da Castalia alle 17:00 del 14-03-2007

76 Grazie, Castalia. :) Spero che tu lo trovi e che possa piacerti.

» postato da dued alle 22:57 del 14-03-2007

77 Gran bel libro. Letto in due giorni, tutto d'un fiato. Ben scritto, bella storia. Complimenti all'autrice. I.

» postato da Ipanema alle 10:13 del 31-03-2008

78 «Gran bel libro. Letto in due giorni, tutto d'un fiato. Ben scritto, bella storia. Complimenti all'autrice. I.» Che dire... giudizio sintetico, ma appagante! :wink: Grazie anche a te.

» postato da dued alle 13:16 del 31-03-2008

79 ««Gran bel libro. Letto in due giorni, tutto d'un fiato. Ben scritto, bella storia. Complimenti all'autrice. I.» Che dire... giudizio sintetico, ma appagante! :wink: Grazie anche a te.» ehehe... avrei da scrivere ben di più, solo che in questi giorni di rientro dalle vacanze, non ho tempo se non per "telegrammi" come questo. In ogni caso, davvero, di nuovo, bel libro, bella storia e personaggio caratterizzato benissimo. Me lo sono goduto davvero, apprezzandolo, divertendomi. Solo, forse, il finale mi ha un po' spiazzato, ma alla fine, era il finale giusto per questo romanzo. Di nuovo complimenti. Brava, davvero. I.

» postato da Ipanema alle 20:47 del 31-03-2008

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