La caduta di Krune

Michele Giannone, La caduta di Krune - FANTASY - Dario Flaccovio - 2009 - pagine 486 - prezzo 18,00 euro - giudizio: discreto

Poiché molti lettori attribuiscono — erroneamente — più peso alle stelline che al contenuto della recensione, dirò subito che le due stelline date a La Caduta di Krune sono leggermente approssimate per difetto.

 

Precisato questo e sgombrato dunque il campo da possibili equivoci, veniamo al sodo.

In questo secondo romanzo lo stile di Michele Giannone, che già aveva mostrato ben poche sbavature nel precedente Il Segreto di Krune, giunge a sua completa maturazione, regalandoci una prosa estermamente scorrevole e accurata (probabilmente frutto di numerose e certosine  revisioni da parte dell'autore)  e dialoghi assolutamente convincenti.

 

Il 'però' che non porta a guadagnare la terza stellina, in questo caso  è da ricercarsi dunque nella mera storia che ci viene narrata.

Lungo tutto il libro si ha l'immagine mentale di un arco che viene teso, teso, teso all'infinito, aspettando che la freccia finalmente scocchi. Ma la freccia scocca solo dopo due terzi del romanzo. Un po' troppo per una  carburazione bilanciata.

Anche Il Segreto di Krune soffriva un po' di questo difetto, ma in misura nettamente inferiore: superato in fatti il primo centinaio di pagine, la vicenda prendeva finalmente il suo ritmo, che veniva mantenuto sino alla fine.

 

Nella Caduta di Krune invece, gran parte del romanzo sembra meramente preparatorio a quanto poi effettivamente succederà. E se da un lato questo offre all'autore la possibilità di compiere un grosso lavoro di introspezione sul persoggio principale, Jaat, e sulle implicazioni sociologiche di una guerra  civile che ha semplicemente ribaltato i ruoli degli uomini e le donne senza cambiare alcunché,  dall'altro rallenta inevitabilmente il godimento del lettore. Il quale indubbiamente ama nutrirsi di contenuto più profondo della solita quest eroica come ce ne sono tante in giro (e alla quale, per inciso, il romanzo di Giannone non somiglia affatto, questo sia chiaro), ma ambisce anche a leggere una storia dall'andatura più sostenuta e concreta, in una chiave un po' più oggettiva e meno psicologica.

 

La Caduta di Krune si risolve dunque in una vicenda dal disegno complesso e ambizioso, che Giannone conduce in porto soddisfacendo tutte le curiosità del lettore, incluse quelle originate dal primo romanzo; una vincenda autoconclusiva (anche se resta aperto un possibile spiraglio per un seguito) e provvista indubbiamente di un suo tasso di originalità (così come l'aveva, del resto, il primo romanzo); una vicenda narrata con una migliore, e ora totale, padronanza tecnica. Tuttavia, rispetto all'episodio precedente, La Caduta di Krune possiede molto meno mordente e anche nell'ultimo terzo del libro, dove tutto viene a compimento, non mancano momenti eccessivamente dilatati che, per quanto lirici, finisicono per appesantirlo.

Autore: Marina Lenti - Data: 17 settembre 2009

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Commenti

1 Gran bella recensione, Marina. Al di là delle pecche da te riscontrate (e su cui magari in seguito potremo soffermarci a discutere), hai dimostrato come si possa giustificare il giudizio su un romanzo e si possano coglierne l'essenza e gli aspetti tecnici fondamentali senza dover per forza vivisezionarlo chirurgicamente. Un valido esempio di commento critico valido per l'autore e utile per il (potenziale) lettore.

» postato da mikimago alle 11:02 del 17-09-2009

2 Grazie Michele, il tuo commento è la dimostrazione di come gli autori italiani sanno accettare perfettamente le critiche, checché alcuni vogliano far credere diversamente. Come ho detto questo volume è tecnicamenete superiore all'altro ma meno 'mordace'. Sono molto curiosa di discutere con te le ragioni del rallentamento della storia che ho ravvisato ;) Tornando poi a una dicussione anobiana rimasta in sospeso, continuo a non capire l'ultilità dello spoiler di quarta di copertina. Adesso però, visto che non temi più di rovinarmi la lettura, potrai spiegarmi anche il motivo della tua scelta su questo. :D

» postato da Marina alle 13:29 del 17-09-2009

3 Be', non tutti hanno il dono della pacatezza di Michele. Lui è un signore (e non c'è ironia). Ciò detto, vado a leggermi la recensione. A proposito, Michele: non ho visto una copia una del tuo romanzo a Trieste, parlando di alcune delle librerie più fornite (ora abbiamo anche una Feltrinelli). Dovrò ordinarlo via internet, però... Che barba! Con tutta la robaccia di cui sono pieni gli scaffali... :?

» postato da Negróre alle 13:36 del 17-09-2009

4 «A proposito, Michele: non ho visto una copia una del tuo romanzo a Trieste, parlando di alcune delle librerie più fornite (ora abbiamo anche una Feltrinelli). Dovrò ordinarlo via internet, però... Che barba! Con tutta la robaccia di cui sono pieni gli scaffali... :?» Considera che quando abitavo a Cremona, il primo lo trovai in una sola libreria e solo perché poco tempo prima era passata mia sorella a chiederlo per farmi un regalo di compleanno... altrimenti l'avrei dovuto ordinare su internet. In effetti questo l'ho addocchiato in libreria proprio martedì e non mi ha entusiasmato, il prezzo ha molto aiutato a smorzare l'entusiasmo... :mrgreen:

» postato da Palin alle 14:17 del 17-09-2009

5 « In effetti questo l'ho addocchiato in libreria proprio martedì e non mi ha entusiasmato, il prezzo ha molto aiutato a smorzare l'entusiasmo... :mrgreen:» Non è popolare, ok, ma a difesa bisogna dire che è parecchio voluminoso, e che Flaccovio cura molto le proprie edizioni. Poi, vabbé, questo purtroppo non moltiplica le monetine in tasca all'acquirente, però motiva il prezzo ;)

» postato da Marina alle 14:19 del 17-09-2009

6 @ Marina. Perché non dovrei saper accettare una critica, se è formulata in maniera onesta e rispettosa dell'autore e del suo lavoro? @ Andrea. Sai come la penso: per me il lettore (salvo casi estremi) è sacro. Spende tempo e soldi per leggersi un mio romanzo; ha tutto il diritto di esprimere il proprio parere in merito (sempre, si sper,a nei modi sopra indicati). Circa la distribuzione, strano che almeno la Feltrinelli non ce l'abbia (il canale distributivo su cui si appoggia la Flaccovio di solito le rifornisce adeguatamente). Poi, va da sé: la tiratura non è tale da poter garantire una distribuzione capillare nelle librerie di tutta Italia. @ Giuseppe. Il prezzo, come credo sia evidente, non lo decide l'autore. Non posso però che ribadire quanto detto da Marina: la Flaccovio offre comunque dei "prodotti libri" di alto livello (e non lo dico perché si tratta del mio editore).

» postato da mikimago alle 15:01 del 17-09-2009

7 «@ Marina. Perché non dovrei saper accettare una critica, se è formulata in maniera onesta e rispettosa dell'autore e del suo lavoro? » L'ho detto sopra ;) Perché ci sono alcuni che pensano che gli autori italiani non lo sappian fare

» postato da Marina alle 15:19 del 17-09-2009

8 «L'ho detto sopra ;) Perché ci sono alcuni che pensano che gli autori italiani non lo sappian fare» Tra i quali ci sono anche io. Semplicemente, come in ogni campo, anche tra gli autori italiani ci sono le persone aperte alle critiche e quelle rigide. Michele è, ribadisco, un signore. Ma non credo tutti possano vantarsi di tanto.

» postato da Negróre alle 15:23 del 17-09-2009

9 ««L'ho detto sopra ;) Perché ci sono alcuni che pensano che gli autori italiani non lo sappian fare» Tra i quali ci sono anche io. Semplicemente, come in ogni campo, anche tra gli autori italiani ci sono le persone aperte alle critiche e quelle rigide. Michele è, ribadisco, un signore. Ma non credo tutti possano vantarsi di tanto.» sai bene, Andrea, che la fetta di fandom di cui parlo con te non c'entra nulla, su... Due approcci abissali. Cmq stiamo andando OT, mi piacerebbe che appena possibile, Michele svelasse qualche 'retroscena' sulla stesura

» postato da Marina alle 15:34 del 17-09-2009

10 «@ Giuseppe. Il prezzo, come credo sia evidente, non lo decide l'autore. Non posso però che ribadire quanto detto da Marina: la Flaccovio offre comunque dei "prodotti libri" di alto livello (e non lo dico perché si tratta del mio editore).» Sulla qualità non metto bocca, anzi la confermo, visto il primo volume. Ma far pagare un italiano di più rispetto a una traduzione (sulla quale manca il lavoro di editing, ma c'è comunque il pagamento dei diritti e traduzione) mi sembra contrario al buon senso. S'intende, a parità di tiratura e rilegatura. Secondo me anche questo è un fattore importante per la diffusione del fantasy italiano in Italia... chiaramente tu non c'entri ma il prezzo, alla fine, fa parte del prodotto... ;)

» postato da Palin alle 16:40 del 17-09-2009

11 « mi piacerebbe che appena possibile, Michele svelasse qualche 'retroscena' sulla stesura» Lo sai, Marina: dal canto mio sono sempre disponibile a rispondere a chiunque abbia domande e/o questioni su come nasce un romanzo e sul perché di determinate scelte compiute come autore (per cui, se volete sapere, non siate timidi; fatevi sotto 8) ). Intanto riprendo la questione lasciata in sospeso con te durante la nostra discussione su Anobii. Dal mio punto di vista, la quarta di copertina – oltre a riuscire a catturare in poche righe l'attenzione del potenziale acquirente – deve comunque essere rispettosa dello stesso. Se in quella de "La caduta di Krune" avessimo omesso di dire cos'era accaduto a Mareq Tha, a mio modo di vedere, avremmo in una certa misura ingannato il lettore. Avrebbe voluto dire nascondere un aspetto fondamentale della vicenda: il fatto che il punto di vista sarebbe stato esclusivamente quello di Jaat, dal momento che Mareq Tha non ne faceva più parte della vicenda. Tra l'altro, ti ribadisco quanto ti dissi su Anobii: se la morte di Mareq Tha fosse stato un evento accaduto nelle pagine de "La caduta", allora sì che si sarebbe trattato di uno spoiler. Dal momento però che la sua dipartita è avvenuta nello "spazio bianco" (passami l'espressione) che esiste tra il primo e il secondo romanzo, nasconderlo a chi si avvicina a questo nuovo romanzo, dal mio punto di vista, non è elemento che rovini la sorpresa. Per tale ragione mi sono battuto perché quello che per te è uno spoiler venisse inserito nella quarta di copertina. Considera la mia scelta come espressione del rispetto sopra citato per il lettore e come una sorta di manifesto contro la "pubblicità ingannevole" :wink: .

» postato da mikimago alle 17:56 del 17-09-2009

12 Mi sento di unirmi al plauso riguardo la signorilità di Michele. Non lo affermo per piageria, visto che lo conosco solo tramite la rete, ma confesso di ammirare molto l'equilibrio e il garbo con cui interviene sempre, non solo quando si parla di lui. A proposito della capacità degli autori di reagire alle critiche... concordo con Andrea: ce n'è d'ogni razza, come in tutti gli altri campi. Dici fandom, Marina? Ammetto che il termine, forse a causa della radice fan... atica mi suona sempre più come un'ingiuria. :wink: Il tuo libro ce l'ho da quando era appena uscito, Michele. Acquistato in una libreria fuori dai circuiti soliti in un centro commerciale qui a Roma. L'ho visto anche a diverse Feltrinelli, sempre da queste parti. Il problema che riscontro io, nel caso dei volumi facenti parte di saghe, è che spesso e volentieri (a parte i casi dei pupilli dei mega-editori che spesso hanno angoli e/o piramidi dedicati) si trovano gli ultimi usciti, ma non i precedenti. Grave pecca nell'ottica di aumentare i lettori, piuttosto che limitarsi a fidelizzare quelli che t'hanno già apprezzato. Ovviamente lo leggerò, prima o poi, e ti farò sapere cosa me n'è parso. :wink:

» postato da LotharB alle 17:58 del 17-09-2009

13 « A proposito della capacità degli autori di reagire alle critiche... concordo con Andrea: ce n'è d'ogni razza, come in tutti gli altri campi. Dici fandom, Marina? Ammetto che il termine, forse a causa della radice fan... atica mi suona sempre più come un'ingiuria. :wink: » no, Marco, fandom inteso come nicchia di appassionati. Che poi è sempre lo zoccolo duro che in quanto tale spesso è un po' fanatico, ok, ma sono tutte accezioni secondarie, 'a cascata' ;) Michele, capisco le motivazioni, ma continuo a non condividerle. Secondo me nascono da una percezione sfasata su cosa il lettore avverta come 'tradimento'. Personalmente, da lettrice, avrei preferito non leggere quello che per me resta uno spoiler e anche se poi l'avrei cmq scoperto subito alle primissime pagine, sarebbe stata 'una scoperta mia', per così dire... ;) Makes sense?

» postato da Marina alle 21:34 del 17-09-2009

14 «spesso e volentieri (a parte i casi dei pupilli dei mega-editori che spesso hanno angoli e/o piramidi dedicati) si trovano gli ultimi usciti, ma non i precedenti» Problema serio che nasce, ahimè, dalla cronica mancanza di spazio delle librerie (esempio: nei cellulari il nuovo modello sostituisce il vecchio, non troverete mai in vendita un modello di 10 anni fa perché non lo comprerebbe nessuno. Nei libri, si può non tenere la Divina commedia solo perché è vecchia di qualche secolo? I libri non fanno che aumentare, e quindi lo spazio a disposizione di ciascuno si riduce) ma anche dall'ignoranza di molti librai relativamente al genere fantasy. Quasi nessuno lo legge, quindi non ricordano i titoli, e a meno di fare un controllo serio non notano se di una saga ci sono tutti i volumi oppure no. Ed è difficile trovare il tempo per fare un controllo serio, perchè le cose da fare sono davvero tante. Come conseguenza, spesso i primi numeri delle saghe non si riescono a trovare. :(

» postato da Martina alle 22:16 del 17-09-2009

15 @Marina: non ce l'avevo ovviamente con la nicchia, di cui per altro faccio parte. Mi riferivo all'isteria connaturata in certi estremismi che, in una nicchia, si rendono ancora più estremi, sia quando favoriscono che quando osteggiano. :wink: @Martina: il problema, per le librerie, si riconduce sempre a quel che citi tu: lo spazio. Paradossalmente, poi, il dilemma si concentra sul poco spazio dedicato ai non privilegiati, causa dinamiche commerciali che consentono ai grandi editori di disporre a piacimento del molto che resta. Non prenderla tuttavia come una generalizzazione, so che esistono ancora librerie indipendenti avulse dalle politiche egemoniche, benché converrai sul fatto che sono (sempre più) una minoranza. Fatto sta che l'assenza quasi sistematica delle saghe nella loro interezza limita un po' tutti. L'autore, l'editore, il lettore e, non certo in ultima analisi, il libraio stesso, giacché il terzo (faccio un esempio) volume della data trilogia, se resta sempre spaiato, rischia di non vendere perché magari di lì non passa nessuno che ha già letto i primi due. E finisce per occupare comunque spazio, ma in maniera molto meno intelligente che se fosse accompagnato da un'offerta più completa. Eppoi... il tal libraio sarà pure ignorante... ma il distributore che ci sta a fare? A farsi condizionare anche lui dalle politiche di cui sopra? Maledetti serpenti e maledetto il viziaccio che hanno di mordersi la coda... :roll:

» postato da LotharB alle 23:19 del 17-09-2009

16 Per quanto riguarda la distribuzione Michele, la Feltrinelli è allo stesso livello della Mondadori: tiene sugli scaffali della sezione fantasy solo libri di Troisi e Starzulla, per quanto riguarda gli scrittori italiani. Ma anche scrittori diciamo più quotati come Weis, Hickman ed Erikson non hanno posto: solo Brooks. Certo sia Martina sia Marco hanno ragione, però certe strategie non portano nulla di valido. E l'ignoranza è sempre un danno.

» postato da Anonimo (DH) alle 13:42 del 18-09-2009

17 Rinnovo i complimenti a Michele per il nuovo romanzo, e auguro a me stesso di poterlo leggere il prima possibile. Trovai il primo volume uno dei migliori fantasy italiani. Ciao. Fabrizio

» postato da guardia alle 15:15 del 18-09-2009

18 @ Marco e Andrea. Grazie a entrambi dell'apprezzamento: troppo buoni @ Marina. Credimi, anche volendo, non avrei saputo come impostare la quarta di copertina, nascondendo un accadimento antecedente così rilevante. Adesso non ho tempo. Nel week-end, impegni permettendo (la mia giornata è troppo breve e la preparazione del nuovo romanzo si mangia gran parte del mio tempo libero), posterò alcune riflessioni che, muovendo dalla tua recensione, ci offriranno – spero – occasione di confrontarci sulle scelte che un autore compie in sede di ideazione e stesura di un romanzo. @ Fabrizio. So quanto hai apprezzato "Il segreto". Spero che "La caduta" non deluda le tue attese. @ Ohdrein. In realtà io non mi lamento. Sono stato a Roma la scorsa settimana e, a titolo di campionatura, sono entrato in una Feltrinelli e in una Mondadori: in entrambe il mio romanzo era presente. Poi, ribadisco: va da sé che la Flaccovio, per quanto lavori bene, non potrà offrire ai propri romanzi la stessa visibilità che Einaudi o Mondadori permettono alla Strazzulla o a Licia (tra l'altro, detto per inciso, nella Mondadori, accanto al mio ho trovato una nutrita rappresentanza di fantasy italiani: tanto per fermarmi ai presenti, "La Rocca dei Silenzi" e "Il sangue della terra"). In ogni caso, condivido il pensiero di Marco circa il fatto che, in ambito fantasy, proporre sugli scaffali il secondo volume di una saga senza affiancargli il precedente possa costituire per il lettore occasionale un deterrente all'acquisto dello stesso.

» postato da mikimago alle 16:01 del 18-09-2009

19 « In realtà io non mi lamento. Sono stato a Roma la scorsa settimana e, a titolo di campionatura, sono entrato in una Feltrinelli e in una Mondadori: in entrambe il mio romanzo era presente. (tra l'altro, detto per inciso, nella Mondadori, accanto al mio ho trovato una nutrita rappresentanza di fantasy italiani: tanto per fermarmi ai presenti, "La Rocca dei Silenzi" e "Il sangue della terra").» :cry: Se desidero leggere un autore italiano che non sia uno di quelli citati o faccio l'ordinazione su internet o devo prenotarlo con tempi di attesa di minimo tre settimane. La sfortuna...mannaggia :evil: Una maggior varietà in libreria a mio avviso non potrebbe che far crescere il fantasy, naturalmente strutturato in una certa maniera come tu Michele, e altri, hai sottolineato.

» postato da Anonimo (DH) alle 17:08 del 18-09-2009

20 «Sono stato a Roma (...) in una Feltrinelli e in una Mondadori: in entrambe il mio romanzo era presente» Adesso riprovaci con due librerie di Roccasecca <img src=:">

» postato da metalupo alle 00:18 del 19-09-2009

21 ««Sono stato a Roma (...) in una Feltrinelli e in una Mondadori: in entrambe il mio romanzo era presente» Adesso riprovaci con due librerie di Roccasecca <img src=:">» Metalupo, Michele è stato a Roma, non io :P

» postato da Anonimo (DH) alle 13:31 del 19-09-2009

22 « Metalupo, Michele è stato a Roma, non io :P» Scusa. Ho letto bene ma quotato male <img src=:"> <img src=:">

» postato da metalupo alle 15:08 del 19-09-2009

23 ««Sono stato a Roma (...) in una Feltrinelli e in una Mondadori: in entrambe il mio romanzo era presente» Adesso riprovaci con due librerie di Roccasecca <img src=:">» Sempre di località laziale si tratta, no? :wink: Appena ho due minuti ci vado e, se non lo trovo, rimprovero il distributore <img src=:">

» postato da mikimago alle 20:08 del 19-09-2009

24 « @ Marina. Credimi, anche volendo, non avrei saputo come impostare la quarta di copertina, nascondendo un accadimento antecedente così rilevante. Adesso non ho tempo. Nel week-end, impegni permettendo (la mia giornata è troppo breve e la preparazione del nuovo romanzo si mangia gran parte del mio tempo libero), posterò alcune riflessioni che, muovendo dalla tua recensione, ci offriranno – spero – occasione di confrontarci sulle scelte che un autore compie in sede di ideazione e stesura di un romanzo. » con comodo, Miché ;)

» postato da Marina alle 13:03 del 20-09-2009

25 Per inciso: anche io considero Michele un signore, a partire dai suoi primi interventi che lessi in rete. A parte questa piccola premessa, immagino Michele sia più interessato alle impressioni suscitate dal suo romanzo (a proposito, l’ho comprato su internet senza nessun problema), quindi continuo su questa strada. Devo dire che le mie sono vicine a quelle della recensione, a cominciare dalla considerazione, anzi la certezza, che la prosa ha mantenuto la scorrevolezza vista ne ‘Il segreto’. Il punto di svolta rispetto al precedente volume l’ho effettivamente notato nell’inserimento di molte idee — come anticipato dall’autore nella discussione su ‘Il segreto di krune’ — portatrici di un effetto domino che all’inizio mi ha galvanizzato; nella prima parte è chiara l’intenzione di stravolgere e arricchire la trama. Se da un lato mi sono trovato in mezzo a capovolgimenti importanti per le sorti di Krune, dall’altro, la parte introspettiva del protagonista ha preso il sopravvento su tutto il resto, adombrando il potenziale effetto esplosivo di alcune rivelazioni. Jaat si è sempre rivelato in grado di prevedere (non parlo di veggenza, ma di supposizioni il più delle volte azzeccate) ogni mossa, sua o di chi gli stava attorno, andando proprio a sottrarre l’entusiasmo di vivere quei particolari momenti. Questo aspetto in particolare mi ha lasciato l’amaro in bocca: sottovoce ho preso a male parole Jaat e la sua onniscienza ;). Forse, azzardo, ma resta una mia opinione, la mancanza di un’altra solida figura centrale ha sbilanciato l’equilibrio, nonostante di personaggi se ne incontrino molti nel corso delle pagine. A questo proposito, Michele, devo confessarti che le caratterizzazioni degli altri protagonisti non mi hanno colpito, perché il registro usato mi è parso mantenersi sempre uguale per molti di loro. Sensazione che avevo avvertito anche ne ‘Il segreto’, ma avendo un numero di ‘attori’ nettamente inferiore al presente volume, non aveva pesato sul mio giudizio. In sostanza, mi è mancato quel pathos necessario a ‘distinguerli’ l’uno dall’altro, a trovare anche i dialoghi più realistici. ****************************** ATTENZIONE SPOILER *********************************************** Ho trovato ben congegnata e carica di spessore la parte sulla rivelazione dell’Unicorno, sicuramente molto evocativa. Complimenti. Bello anche lo scorcio che ha visto in scena gli ‘Uomini di pietra’ e ho apprezzato l’idea del Mantello di Elle. In merito a quest’ultimo, la scena della distruzione di Sazzal è resa bene nella sua tristezza, ma, opinione personale, avrebbe avuto un impatto superiore se tu avessi affondato il coltello sul versante della drammaticità. Si sente la pena e la sofferenza della gente, ma svanisce in fretta, leggera come piuma. ****************************** FINE SPOILER *********************************************** Per quanto riguarda la quarta di copertina e l’eventuale spoiler di Mareq Tha, nessun problema, su di me non ha pesato minimamente. Però ti faccio un paio di domande: la scelta di escludere Mareq Tha l’hai fatta per non rubare spazio a Jaat, per lasciarlo assoluto protagonista — e qui mi riallaccio all’ipotesi della mancanza di un’altra presenza forte, come lei effettivamente era —, o perché il suo personaggio non aveva più nulla da dire? Inoltre, aver partorito una figlia che di fatto non si vede quasi mai, è stato un pretesto per rendere più convincenti le motivazioni di Jaat nel combattere anche questa battaglia, o hai in previsione, sempre che tu possa anticipare la risposta, qualche seguito con lei come protagonista?

» postato da by Ax alle 16:03 del 20-09-2009

26 Grazie anche a te, By Ax. Interventi come il tuo sono una manna dal cielo per un autore, perché gli permettono di vedere la propria opera attraverso ciò che ha percepito il lettore e, di conseguenza, capire se è riuscito o meno nelle intenzioni che si era preposto in fase di stesura del romanzo. Rispondo in ordine sparso alle tue considerazioni e ai tuoi dubbi (tanto Marina ha detto che alle sue posso replicare con comodo 8) <img src=:"> ). Sapevo sin da quando ho incominciato a preparare il secondo romanzo che "La caduta di Krune" sarebbe stato imperniato su Jaat (in realtà anche da prima, come spiegai nella nota finale del romanzo precedente). Questo non implicava, di per sé, la necessità della morte di Mareq Tha. Ci ho riflettuto a lungo: un autore non rinuncia a cuor leggero a un proprio personaggio, tanto più se ad esso è legato come lo ero io a Mareq Tha. Tuttavia, dopo attenta riflessione, ho deciso di operare questa scelta, spinto da esigenze di drammatizzazione e dalla considerazione (passatemela) che non decidiamo noi se chi ci è caro ci sopravvivrà o meno; è la vita (raccontata in un mondo di finzione, certo, ma pur sempre vita) a farlo. Forse, come hai sottolineato, by Ax, questo ha sbilanciato il punto di vista. Nei miei intenti, tutto quello che avrei narrato ne "La caduta di Krune" doveva essere filtrato da Jaat. Lui nel romanzo precedente era stato, assieme a Mareq Tha, il catalizzatore delle trasformazioni di cui in questo è spettatore prima e attore poi. Su di lui doveva ricadere il peso della responsabilità per ciò che era successo (sotto tale aspetto, l'eventuale presenza di Mareq Tha avrebbe annacquato i dilemmi di Jaat e, di conseguenza, la drammatizzazione delle vicende di cui era protagonista). In questa direzione ho lavorato, anche attraverso il confronto di Jaat con le varie "anime" del Matriarcato. O almeno ci ho provato: la tua recensione parrebbe presupporre che, con te almeno, non ci sono riuscito. Aspetterò anche le altre: se confermeranno la cosa, non potrò che recitare il mea culpa e mettermi di buzzo buono nel prossimo romanzo per migliorare quello che potrebbe risultare un difetto e non di poco conto. Circa la figlia di Jaat e Mareq Tha, hai visto giusto: Isyria, nel romanzo, rappresenta per il protagonista l'anelito alla speranza, lo sprone per non arrendersi quando tutto pare perduto, il motivo per cui cercare di rendere il mondo un posto migliore in cui viere (d'altra parte, ogni figlio non dovrebbe rappresentare qualcosa di simile per i propri genitori?). Circa la possibilità di un seguito, sì, è vero, ci sono elementi che mi consentirebbero di scriverlo ma per il momento intendo abbandonare le terre di Krune. Semmai dovessi sentire l'esigenza di raccontare un'altra storia ambientata lì, ci tornerò. Per il momento però altri progetti incombono: un nuovo fantasy che ho già iniziato a scrivere e un romanzo di genere diverso. Per concludere, mi fa piacere che tu abbia apprezzato la parte strutturale (chiamiamola così) del romanzo. Creare una cosmogonia coerente e un sistema di magia che abbia solide basi è in un fantasy un lavoro delicato e niente affatto facile. Riscontrare, in tal senso, la soddisfazione del lettore è per l'autore motivo di soddisfazione. Ovviamente resto disponibile per qualsiasi altro dubbio o questione tu volessi pormi.

» postato da mikimago alle 19:53 del 21-09-2009

27 « Tuttavia, dopo attenta riflessione, ho deciso di operare questa scelta, spinto da esigenze di drammatizzazione e dalla considerazione (passatemela) che non decidiamo noi se chi ci è caro ci sopravvivrà o meno; è la vita (raccontata in un mondo di finzione, certo, ma pur sempre vita) a farlo. » Io te la passo, eccome. :wink:

» postato da LotharB alle 09:11 del 22-09-2009

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