Mistborn. L'ultimo impero

Brandon Sanderson, Mistborn. L'ultimo impero (Mistborn: The Final Empire, 2006) - FANTASY - Fanucci - Collezione Immaginario Fantasy - 2009 - traduttore: Gabriele Giorgi - pagine 696 - prezzo 22,00 euro - giudizio: ottimo

Vedere il proprio nome associato a quello di qualcuno molto più famoso di noi può essere una bella soddisfazione ma anche un grande peso. Il confronto può schiacciare, e far sparire la figura meno nota come se non contasse nulla.

Il rischio che Brandon Sanderson ha scelto di correre quando ha accettato di terminare la saga La Ruota del Tempo, rimasta incompiuta alla morte di Robert Jordan, è proprio questo. Essere considerato un semplice scribacchino, uno che si limita a mettere le parole ma non è in grado di creare nulla di suo, non può certo far piacere. Peggio ancora, cercare di calarsi nei panni di un altro scrittore per scrivere il suo romanzo potrebbe portare molti lettori a criticare semplicemente perché l’autore più famoso, inevitabilmente, avrebbe scritto qualcosa di diverso. Forse non nella trama, ma certamente nello stile.

E un eventuale giudizio di “aver rovinato una saga fino a quel momento splendida” potrebbe stroncare qualsiasi carriera.

 

 

In attesa di poter leggere anche noi The Gathering Storm — c’è comunque da segnalare che le impressioni dei lettori d’oltreoceano sono fondamentalmente positive — possiamo iniziare a conoscere Sanderson con questo Mistborn. L’ultimo impero. Tradotto probabilmente soprattutto in virtù dell’improvvisa e imprevedibile fama ottenuta dal suo autore per un libro che doveva ancora essere realizzato, il romanzo sta in piedi benissimo da solo.

Molti dei suoi lettori lo compreranno solo per iniziare a conoscere la sua prosa, in attesa di poter leggere quelle storie che stanno davvero aspettando, ma considerare il volume qualcosa d’interessante solo per i fan di Jordan sarebbe fargli un torto enorme. Anche se non si può non pensare a Jordan quando si leggono frasi come “Le profezie di Terris dicono che io avrò il potere di salvare il mondo..”

 

D’altra parte lasciano intendere che avrò anche il potere di distruggerlo."

Un campione riluttante, che teme che le sue azioni possano essere più positive che negative, e che sembra destinato ad affrontare il Male per la salvezza dell’umanità. Come non pensare a Rand? Eppure bisogna staccarsi da lui per gustare appieno il romanzo di Brandon.

 

 

Le premesse, ambientate in un passato lontano ormai un millennio, sono quelle di tanta fantasy epica. Solo che l’eroe delle profezie ha fallito, e il mondo è dominato dall’Oscuro Signore.

In un mondo senza speranza la cenere cade dal cielo e ogni notte si alzano le nebbie, nelle quali vivono orribili mostri. Gli skaa, gli esseri umani, vivono in condizioni disumane, sfruttati e maltrattati da un pugno di nobili, i discendenti dei primi sostenitori del divino lord Reggente.

A marcare la differenza fra i due ceti, oltre alle condizioni di vita, c’è l’allomanzia, una capacità concessa dal lord Reggente stesso solo a chi ha sangue nobile nelle vene.

 

 

Uno dei punti di forza del romanzo è proprio l’allomanzia, un sistema magico assolutamente originale ma anche coerente e convincente. Gli allomanti, suddivisi in Misting capaci di bruciare — il termine tecnico per far funzionare — un solo metallo, e Mistborn, capaci di bruciarne otto e quindi enormemente più potenti, possono compiere azioni per altri impensabili. Influenzare le emozioni, spostare oggetti metallici (o sé stessi, se il proprio corpo è più leggero dell’oggetto stesso), percepire altri allomanti o nascondersi, accrescere i propri attributi fisici quali forza e resistenza o i sensi quali vista e udito.

Tutte queste capacità sono sfruttate, a volte anche in modi sorprendenti, all’interno della storia. E quando sembra di aver esplorato tutte le possibilità di questo sistema magico, ecco che Sanderson ne mostra nuove sfumature.

 

 

Ma la magia non sarebbe nulla senza le persone, come ben sa il suo autore. Per sua stessa ammissione nella prima versione di Mistborn la magia — in questo caso l’allomanzia — e le scene d’azione erano spettacolari, ma il protagonista non riusciva ad affascinare i lettori e la storia non sembrava portare da nessuna parte. Questo almeno finché non l’ha trasformata radicalmente, donando al suo potentissimo assassino uno scopo più importante del cercare di nascondersi nel piccolo villaggio nel quale era rimasto intrappolato.

E così ecco il già citato ribaltamento della tradizionale struttura fantasy nella lotta fra il Bene e il Male con la vittoria dell’Oscurità in un lontano passato per rinforzare la trama, e Kelsier che si fa un po’ da parte per lasciare spazio a Vin.

Invece delle vicende di un personaggio dalle incredibili capacità ecco che seguiamo quelle di una giovane ladruncola segnata dalla vita di strada che ha condotto fino al momento in cui ha conosciuto il carismatico leader di un gruppo di fuorilegge molto speciali. Tanto diffidente da aver paura di permettere che qualcuno le si avvicini e quasi priva della capacità di sperare, la ragazza si troverà catapultata in un mondo nuovo nel quale dovrà imparare ben più che alcune nuove abilità fisiche, perché gli eventi più importanti sono quelli che toccano il cuore e la mente. E in alcuni casi non sarà la sola a dover riconsiderare i propri pregiudizi.

 

 

L’obiettivo del gruppo scelto da Kelsier è molto più che ambizioso, è tanto audace da sembrare folle: il rovesciamento dell’Ultimo Impero. I suoi eterogenei compagni, ciascuno dotato di un potere diverso dall’altro ma tutti necessari per compiere la loro imprevedibile impresa, sono persone reali e coinvolgenti con il loro carico di preoccupazioni, ricordi spiacevoli e cicatrici varie.

Diffidenti o rassicuranti, irriverenti o metodici, tutti hanno qualcosa da nascondere per proteggerla o per trarne la forza per andare avanti, ma sono sempre pronti ad adattarsi al mutare delle circostanze e a portare avanti il loro piano, anche fino alle estreme conseguenze.

 

 

Lunghe pianificazioni e travolgenti scene d’azione, un pericolo fortissimo e sempre incombente e un’atmosfera cupa e oppressiva, personaggi tormentati o capaci di svelare improvvisamente un lato nascosto del loro carattere, la necessità della speranza e il bisogno d’amore e di fiducia, vicende sentimentali, problemi religiosi e intrighi politici, una magia originale e sorprendente e uno stile chiaro e scorrevole, che rende vive le fasi più concitate e mantiene alto l’interesse anche in quelle più lente: non manca proprio nulla per rendere questo romanzo una lettura fuori dal comune.

Nemmeno il finale: malgrado questo sia il primo volume di una trilogia la trama principale ha una sua valida conclusione. Non tutte le domande trovano una risposta, e c’è un ampio spazio di manovra nel quale possono agevolmente inserirsi i due seguiti già realizzati dall’autore, ma per il lettore il ritorno nella terra dei Mistborn si prefigura più come un nuovo viaggio in un bellissimo mondo che come un doveroso impegno necessario a conoscere la fine della storia.

 

 

Sul sito di Brandon Sanderson è possibile leggere gratuitamente alcune sue opere. L’autore ha dichiarato di avere una tale fiducia nella sua capacità di scrittura da essere convinto che chi le leggerà ne sarà così affascinato da volerne leggere ancora, e che correrà in libreria a comprare gli altri suoi romanzi. Dopo aver letto Mistborn. L’ultimo impero non resta che dargli ragione: se questo è ciò che scrive abitualmente, non si può che aspettare con impazienza le prossime traduzioni.

Autore: Martina Frammartino - Data: 21 dicembre 2009

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Commenti

1 La recensione mi è piaciuta; un po' meno la dichiarazione finale dell'autore. Qualcun altro l'ha letto e ha qualche impressione da condividere?

» postato da by Ax alle 11:01 del 06-01-2010

2 «La recensione mi è piaciuta» grazie «un po' meno la dichiarazione finale dell'autore» Da quando Harriet ha scelto Sanderson per ultimare La Ruota del Tempo faccio spesso rapide capatine nel blog di Sanderson. La frase, che qui ho riassunto, in originale è un po' più articolata. Gli era stato chiesto se non pensava che fosse controproducente rendere dispinibili gratuitamente le sue storie, perché molti, potendole avere gratis, non avrebbero poi speso soldi per comprare il libro. E quindi non solo lui avrebbe guadagnato meno, ma magari anche gli editori sarebbero stati più restii a pubblicarlo, proprio per il rischio di guadagni inferiori. Lui ha spiegato che da ragazzo ha preso molti libri gratis in biblioteca. Ma se qualcuno gli piaceva davvero finiva per comprarlo, pur avendolo già letto. Voleva possedere il volume che conteneva quella magnifica storia, in modo da poterla leggere, o anche solo consultare, a suo piacimento. è qualcosa che ho fatto spesso anch'io. Ho perso il conto dei libri che ho comprato dopo averli già letti, magari più volte, perché "dovevano assolutamente essere miei". Fra questi posso citare Hobbit e Signore degli anelli, il primo volume delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, i primi tre della Ruota del tempo, Le nebbie di Avalon e non so quanti altri. Quindi secondo me ha ragione: se il libro piace davvero, molti finiscono comunque col comprarlo. E questo è un modo per essere conosciuto da più persone. Spesso io ho scoperto autori nuovi in biblioteca proprio perché non dovevo rischiare i miei soldi. Quando ero una studentella squattrinata la differenza era enorme. La gente desidererà davvero comprarlo dopo averlo letto? Nel mio caso si, e penso che sarà così anche per altri. Ma non penso che nelle parole di Sanderson ci fosse presunzione o chissà che. Spiegava cosa aveva fatto lui in passato (e l'ho fatto e lo faccio ancora anch'io) e si augurava che altri potessero fare lo stesso con lui. Reputa di scrivere bene? Certo, e secondo me, dall'unico libro che ho letto, ha ragione. Ma quale autore in tutta onestà non pensa di aver scritto qualcosa di bello? Il giudizio finale però poi sta a noi lettori. Io so che lo leggerò ancora.

» postato da Martina alle 11:21 del 06-01-2010

3 Martina, ora è tutto più chiaro, grazie. Avevo interpretato la frase come "Scrivo talmente bene che non si può non leggermi". Capita anche a me di comprare libri o cd originali nonostante li possa avere gratis in altri formati. Bene, adesso spetto altri commentatori. :wink:

» postato da by Ax alle 11:49 del 06-01-2010

4 a me il libro è piaciuto molto. L'ho letto in inglese circa sei mesi fa ed ho già comprato i due altri volumi della trilogia. La cosa che mi ha colpito è la semplicità della lettura in inglese, semplicità che poi ho riscontrato anche in the gathering storm. Chiaramente, non c'è nessuna accezione negativa nel termine semplicità. Altra cosa da dire è che sanderson eccelle nelle scene d'azione e riesce a gestire senza problemi molti eventi. Nei suoi libri (almeno in mistborn ed elantris, gli unici che ho letto per ora) questo si può tradurre in una lieve riduzione del pathos e nella sensazione che le cose succedano in maniera troppo rapida. Questo difetto si è però tradotto in un pregio estremo in the gathering storm, dove i personaggi, l'ambientazione e la trama vivono di vita propria e c'era solo la necessità di far procedere la storia. Non me ne voglia lo zoccolo duro dei fan di jordan, ma credo che lo stesso jordan non sarebbe riuscitto a gestire the gathering storm nel modo eccellente in cui l'ha fatto sanderson piccolo ulteriore ot. Credo che il mondo della ruota sia maturo per diventare un ambientazione per tutti, stile dragonlance ma con un peso molto molto diverso

» postato da frankifol alle 20:19 del 06-01-2010

5 Spero tu non voglia suggerire di trasformarla in ambientazione per d&d...ormai quel gioco da tavolo (termine scelto non a caso) non ha più bisogno di ambientazioni particolareggiate :cry:

» postato da Barbagianni alle 20:41 del 06-01-2010

6 no, intendo dire che nell'ambientazione della ruota ci si potrebbe scrivere un sacco di altra roba.

» postato da frankifol alle 07:59 del 07-01-2010

7 Phew, per un attimo ho avuto paura. :)

» postato da Barbagianni alle 11:18 del 07-01-2010

8 «piccolo ulteriore ot. Credo che il mondo della ruota sia maturo per diventare un ambientazione per tutti, stile dragonlance ma con un peso molto molto diverso» Considerando le porcate che sono state scritte su Dragonlance (chi ha detto Jean Rabe? :twisted: ), io spero vivamente che una cosa del genere non si faccia :wink: Le storie, dopotutto, e con esse i mondi a cui appartengono, raccolgono il loro fascino proprio nel fatto di avere un inizio e una fine.

» postato da Okamis alle 11:23 del 07-01-2010

9 questo è vero. Certo è che a me piacerebbe avere sottomano i due prequel (l'uno sull arrivo di lan e moiraine nei fiumi gemelli, l'altro sul "ritrovamento" di Rand da parte di Tam), sapere qualcosa delle guerre trolloc, conoscere meglio la storia degli aiel...tanto per lasciar stare arthur hawkwing e lews therin). Se poi il "mestierante" si comporta come Sanderson (e non come Rabe) ben venga il tutto. Faccio una previsione. I due prequel li faranno.

» postato da frankifol alle 11:30 del 07-01-2010

10 siamo un pò OT, ma l'argomento mi interessa. Speriamo li facciano davvero i prequel e speriamo che pubblichino in italia tutta l'opera di Jordan da Cheyenne Raiders, ai Conan, a Fallon.

» postato da wappe alle 10:52 del 08-01-2010

11 Appena finito di leggerlo. Condivido quanto detto dalla recensione (a proposito, molto bella :D). Sia che si inizi a leggere Sanderson perchè si vuole avere una garanzia sulla Ruota del Tempo o perchè incuriositi da un nuovo (qui in Italia) autore è una saga che si regge benissimo da sola. Una magia interessante e diversa dalle solite, protagonisti ben delineati che escono dalle pagine, storia intrigante che ti tiene incollato alle pagine perchè vuoi sapere a tutti i costi come finirà. L'unica pecca è in effetti una scarsa descrizione del mondo, ma potrebbe essere stata una scelta dell'autore concentrarsi più sulla trama immediata e meno sull'ambientazione e sulla descrizione dei luoghi della storia. O magari è il suo modo di scrivere, non avendo letto niente altro di lui non saprei dire. :D

» postato da Sivrielle alle 22:08 del 09-01-2010

12 «Martina, ora è tutto più chiaro, grazie» Avevo il sospetto che la tua insoddisfazione fosse legata proprio a una mia spiegazione troppo breve, per questo ho aggiunto il post precedente. Probabilmente, avendo scritto nel tempo un bel po' di articoli su Sanderson, ho finito per dare un po' troppo per scontate alcune dichiarazioni che a me sono decisamente familiari, e delle quali a volte ho anche già parlato, dimenticando che non tutti leggete ogni parola che scrivo. Peccato, questo dimostra che non pendete dalle mie labbra... :mrgreen: «a me piacerebbe avere sottomano i due prequel (l'uno sull arrivo di lan e moiraine nei fiumi gemelli, l'altro sul "ritrovamento" di Rand da parte di Tam), sapere qualcosa delle guerre trolloc, conoscere meglio la storia degli aiel...tanto per lasciar stare arthur hawkwing e lews therin). Se poi il "mestierante" si comporta come Sanderson (e non come Rabe) ben venga il tutto. Faccio una previsione. I due prequel li faranno.» Secondo le parole di Sanderson, gli appunti non terminano con Tarmon Gai'don e la conclusione di A Memory of Light ma riguardano anche altri episodi. Ma, si faranno? Tom Doherty, presidente di Tor Books, propende per il sì, Harriet è più dubbiosa, cos' come Sanderson. Sappiamo con certezza che Jordan voleva che la saga fosse terminata, da un altro se lui non ci fosse riuscito. Ma avrebbe voluto veder pubblicare ugualmente le altre storie? Il loro destino potrebbe giocarsi su questo interrogativo. A parte i prequel Jordan aveva in mente altri due o tre romanzi ambientati dopo l'Ultima Battaglia. Ho letto un brevissimo accenno a una di queste storie, ma essere più precisa significherebbe rivelare i nomi di due persone che certamente sopravviveranno a Memory. Lews Therin comunque non sarà protagonista di nessun romanzo. Lo ha categoricamente escluso Jordan stesso, anche se al momento ricordo solo il senso di parte della sua spiegazione. «Speriamo li facciano davvero i prequel e speriamo che pubblichino in italia tutta l'opera di Jordan da Cheyenne Raiders, ai Conan, a Fallon.» Lo spero anch'io, anche se avento letto l'unico Conan tradotto in italiano posso dire che non lo reputo all'altezza della Ruota. In quest'ultima saga Jordan ha avuto la possibilità di fare ciò che voleva, e la cosa più spettacolare è la costruzione del mondo. In Conan il mondo c'era già, lui doveva solo adattarsi. «Condivido quanto detto dalla recensione (a proposito, molto bella Very Happy). Sia che si inizi a leggere Sanderson perchè si vuole avere una garanzia sulla Ruota del Tempo o perchè incuriositi da un nuovo (qui in Italia) autore è una saga che si regge benissimo da sola. Una magia interessante e diversa dalle solite, protagonisti ben delineati che escono dalle pagine, storia intrigante che ti tiene incollato alle pagine perchè vuoi sapere a tutti i costi come finirà. L'unica pecca è in effetti una scarsa descrizione del mondo, ma potrebbe essere stata una scelta dell'autore concentrarsi più sulla trama immediata e meno sull'ambientazione e sulla descrizione dei luoghi della storia.» Grazie. Sempre da quanto ho letto sul sito, credo che il secondo romanzo di Mistborn (a proposito, la sua pubblicazione è prevista per questa primavera) sia dedicato proprio al mondo. Niente Oscuro Signore, almeno qui, ma guerre, intrighi politici, problemi sentimentali, nuove scoperte sull'allomanzia e non ricordo che altro. Comunque l'ambientazione dovrebbe essere approfondita. Vedremo.

» postato da Martina alle 22:36 del 10-01-2010

13 Ottime notizie, grazie :D

» postato da Sivrielle alle 22:52 del 10-01-2010

14 La recensione mi ha incuriosito e l'ho preso: una volta terminato di leggerlo darò un giudizio :)

» postato da Anonimo (DH) alle 23:47 del 16-04-2010

15 «La recensione mi ha incuriosito e l'ho preso: una volta terminato di leggerlo darò un giudizio :)» Ohdrein, l'hai poi letto?

» postato da by Ax alle 11:12 del 30-06-2010

16 E' in coda di lettura, anche se ormai sono prossimo a cominciarlo: quando lo acquistai, lessi il prologo e mi parve ben scritto, oltre a essere interessato a come veniva presentata la storia. Poi l'ho interrotto, per impegni di natura varia. Ora è in attesa, come lo è Treno degli Dei di Mieville che sono riuscito fortunatamente a trovare: questi due libri si stanno giocando chi dovrà essere il primo ad avere la mia attenzione :) .

» postato da Anonimo (DH) alle 12:17 del 30-06-2010

17 Romanzo che merita di essere letto. Brandon Sanderson sa come scrivere una storia e renderla appassionante, caratterizzando l'ambientazione e i personaggi in modo semplice e avvincente. La lettura scorre fluente e piacevole, dall'inizio alla fine. Un romanzo d'intrighi, di complotti e pianificazione, ma anche d'azione. A parte l'allomanzia, qualcuno potrebbe dire che storie del genere sono già state scritte, che non è originale: a me non importa, non faccio distinzioni di questo genere; solo se è o non è una buona storia. E Mistborn-L'ultimo impero è una buona storia. Sotto ogni punto di vista. Nella sua semplicità è complesso, i personaggi sono vivi e credibili, le loro vicende e quelle del mondo in cui si muovono tengono incollati alle pagine; anche se si conosce fin da subito quale catastrofe ha colpito il mondo, si vuole scoprire come ci si è arrivati, magari scoprendo che il cosiddetto male può nascere da buone intenzioni. Un romanzo d'avventura, ma anche di riflessione; un modo per avvertire come i sistemi assolutistici non sono mai un bene, anche se fatti in nome di un'apparente sicurezza e tranquillità; sistemi dove nessuno è libero come sembra. Poteri politici e religiosi sono la stessa cosa, usano parole differenti per giungere allo stesso fine; e i cosiddetti culti della persona, dove un singolo individuo è a capo di tutto (sia religioso sia politico), non portano mai buoni frutti. E' quello che succede quando un'idea diventa istituzione. Un romanzo da leggere per passare ore di piacevole divertimento, ma anche per riflettere su una realtà che non è tanto lontana da noi e che anzi è molto più simile di quanto si possa pensare: alle volte la realtà supera la fantasia.

» postato da Anonimo (DH) alle 00:19 del 02-08-2010

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