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Bryan di Boscoquieto

«Accusato di aver avvelenato la figlia di un ricco mercante, Elias l'alchimista muore tra orribili torture e atroci sofferenze. Seicento anni dopo, lo spirito inquieto di questo ambiguo personaggio grida vendetta e arriva a possedere gli abitanti di Boscoquieto, un piccolo paese di montagna. Il tutto accade sotto gli occhi di Bryan, un quattordicenne a cui è stato concesso il dono di muoversi lungo il sottile confine che separa il naturale dal soprannaturale. A Bryan e ai suoi poteri è affidato il compito di scoprire la vera personalità del malvagio alchimista e di affrontarlo in una battaglia che spalancherà le porte dell'inferno e libererà sul mondo la malvagità degli spiriti dannati come Elias.»
«Al fianco di Bryan, Morpheus, figlio di un demonio e di una donna umana, saprà iniziare il giovane mago ai misteri della Baia: l'organizzazione che, in perenne lotta con la Comunità Ribelle guidata dal potente Insorta, combatte per garantire alla Terra la necessaria protezione contro le creature delle tenebre, lugubri esseri mostruosi cacciati dagli uomini sotto la superficie del pianeta. Tra apparizioni magiche, attacchi psichici e paesaggi invisibili agli occhi dei comuni mortali, la lotta tra il Bene e il Male procede senza quartiere fino allo scontro finale.»
L’opera prima del giovanissimo Federico Ghirardi, Bryan di Boscoquieto — nella terra dei Mezzidemoni (Newton Compton Editore, 2008), è un’opera ambiziosa ma con evidenti problemi di fondo. Prima di tutto un vuoto narrativo, definibile come mancanza di esperienza nel narrare, che anche il migliore degli editor difficilmente potrà colmare. Il libro cede, qua e là, e spesso, leggendolo, ci si scontra con l’età del suo autore che emerge con prepotenza dalla pagina. Non si resta immersi nel libro, non ci è permesso fare nostre le avventure di Bryan; restiamo invece spettatori indifferenti di una serie lunghissima di eventi a volte potenzialmente piacevoli, ma che ripetuti per oltre 400 pagine finiscono solo per apparire monocromi.
I pensieri dei personaggi principali, certi cliché tipici dell’adolescenza, molti scambi di battute fra protagonista e comprimari, tutto ci ricorda che l’autore iniziò a scrivere questo romanzo a quattordici anni, e che il pubblico a cui è rivolto è quello dei ragazzini più giovani. Questo emerge con forza quando Ghirardi prova a descrivere un’emozione qualsiasi. E’ naturale voler esprimere un’emozione mentre si scrive: è questo infatti che porta una persona qualsiasi a narrare una storia, la ricerca di un’emozione da voler trasmettere agli altri. Prima ancora che la storia in se stessa, si cerca di trasmettere per mezzo di essa un’emozione che ci preme far conoscere. Scrivere di emozioni, però, è sempre problematico. Si rischia di dire piuttosto che mostrare e il lettore riesce a vedere uno scrittore insicuro che prova in tutti i modi a far capire qualcosa di importante.
È così che si cade all’improvviso nell’irreale, nel forzato, nel poco credibile. Le buone premesse del prologo e dell’inizio del primo episodio (il libro è diviso in tre corposi brani, frammentati in giornate) non vengono mantenute con coerenza per tutto il resto del volume, e inevitabilmente il romanzo finisce per assomigliare a un insieme poco omogeneo di sentimenti, sensazioni e vicende adolescenziali affastellati assieme.
È vero, l’autore ha solo diciassette anni. È vero, iniziò a scrivere quest’opera prima a quattordici. Se si dovesse stendere questa recensione tenendo conto dell’età di chi ha lavorato al romanzo si potrebbe senz’altro chiudere un occhio su certe sbavature, e viene quasi naturale perdonare certe incertezze. Ma ovviamente una recensione non deve valutare gli intenti, ma i risultati. E così andiamo a fare.
I dialoghi non sempre sono credibili e a volte per enfatizzare questi ultimi si fanno scelte narrative dettate da qualche ingenuità di troppo, come il lasciare in sospeso frasi e pensieri per tenere alta la tensione narrativa (con l’uso di un linguaggio che spesso e volentieri non si adatta a certi caratteri del libro, soprattutto se adulti). Libro che cede anche nello strutturare certi passaggi di scena, come quando nello stesso paragrafo si salta da un punto di vista all’altro, tanto da creare una certa confusione nel lettore, portato a chiedersi di chi siano i pensieri in questione e mancando così di dosare il punto di vista in terza persona multipla onnisciente.
Ci sono molte regole nella stesura di un romanzo, è vero. A volte troppe per seguirle tutte pedissequamente e con coerenza, e molti dei romanzi dati alle stampe (tutti?) presto o tardi incappano in un errore nato dall'aver mancanto una di queste regole. Altre volte sono gli autori stessi a decidere di svincolarsi da certi dettami, magari per rendersi originali. In questo caso, la scelta davvero audace di voler ignorare coscientemente la regola del "nessun cambiamento di punto di vista nel bel mezzo di una scena”, non è premiata dal risultato. A volte, non sempre, si passa dalla mente di Bryan, a quella di Gionata, a quella di Marta, a quella di Morpheus con una facilità disarmante, quando sarebbe bastato davvero poco per rendere il tutto molto più fluido e avvincente. Il punto di vista più interessante e congeniale al testo è ovviamente quello di Bryan, non seguirlo con costanza fa inevitabilmente vacillare certi passaggi in tutto il romanzo.
Infine resta una certa “irruenza” nel descriverne alcune scene, come i davvero troppi riferimenti sessuali che solo nelle prime 150 pagine a lungo andare strappano anche qualche sorriso (quando questo è evidentemente non voluto dall’autore). Erano davvero così necessari? Tutti quanti? Ci pare improbabile visto il taglio per ragazzi del volume. Senza dubbio si può ribattere che l’età in cui si scoprono certi sentimenti e pulsioni è proprio quella, e che due ragazzini tendono a comportarsi come tali, quindi che tutto nasce nel rispetto della caratterizzazione del personaggio. Forse, sì. Sottolinearlo una volta è giusto, senza dubbio. Ma risultano ben più difficili da digerire certe battute quando gli eventi nel libro iniziano a farsi davvero importanti. Inoltre ci si potrebbe anche domandare cosa avremmo pensato, tanto per fare un esempio inerente il discorso “caratterizzazione e linguaggio nei libri per ragazzi”, se ci fosse capitato di leggere di un Harry Potter dare di gomito a Ron, magari facendo certe colorite allusioni su Hermione e le sue…
Linguaggio d’oggi? Sì, è anche questo. Senza dubbio è così. Con Bryan di Boscoquieto emerge una certa figura di adolescente tipo, che fra l’altro Bryan stesso volutamente non incarna, quasi a creare da subito quell’aura da predestinato che in seguito lo caratterizza. Questo probabilmente è uno dei punti forti del libro, non lo mettiamo in dubbio: un linguaggio odierno e per nulla letterario che potrà piacere molto ai giovanissimi con poche letture alle spalle e in cerca di emozioni immediatamente digeribili. Innegabile che ciò possa avvenire, anche se certe scelte restano curiose.
L’inesperienza che trapela da Bryan di Boscoquieto nasce sicuramente dalla giovane età dell’autore, che per i suoi diciassette anni ha comunque una padronanza linguista maggiore rispetto a molti suoi coetanei, ed è un dato di fatto riscontrabile in quasi tutti gli esordi. L’inesperienza è (quasi) sempre alla base di un’opera prima, soprattutto se l’autore è alle prime prese con parole come: editing, caratterizzazione, coerenza interna, ecc.
Se ci soffermassimo sulle opere d’esordio di autori oggi blasonati (l’elenco è lunghissimo ed evitiamo di farlo), probabilmente resteremmo profondamente delusi. Con Bryan di Boscoquieto accade più o meno la stessa cosa, ma con l’aggravante che a questa inesperienza vengono a sommarsi altre mancanze narrative e stilistiche, che magari con qualche anno di più sulle spalle avrebbero potuto far esordire ottimamente questo giovane autore.
Un libro per ragazzi, dunque, scritto da un ragazzo che parla di ragazzi, e che soprattutto comunica come comunicano i ragazzini d’oggi (non tutti, ma molti). Con riferimenti non troppo velati a produzioni cinematografiche, all’amore adolescenziale in ogni sua espressione, con la passione per le scene forti e a volte anche truculente, macabre.
Resta una domanda a fine lettura, dove fra l’altro il romanzo risolleva un po’ le sue sorti in attesa di un seguito: i ragazzi che leggono, quelli che preferiscono restarsene con un libro in mano piuttosto che andare a dare due calci a un pallone, cercano questo in un romanzo?
Bryan di Boscoquieto: dai il tuo voto
Commenti
2 Recensione interessante e ben scritta, complimenti. E l'ho letta con interesse perché, visto che si è tanto parlato del fenomeno di questi giovani esordienti che vengono proposti dalle case editrici, mi piace ricevere un'impressione di prima mano sul "prodotto finale" dopo il gran parlare in astratto del fenomeno.
» postato da Rakanius alle 00:31 del 04-09-2008
3 Concordo appieno con la recensione. In sostanza, solamente perché ci si rivolge ad un pubblico giovane, non si può cadere nel banale. Il romanzo forse potrebbe piacere a chi non legge molto (gli adolescenti che preferiscono giocare a pallone di cui si parlava) ma difficilmente gli altri potranno trovarlo interessante...
» postato da LucaCP alle 01:59 del 04-09-2008
4 «Il romanzo forse potrebbe piacere a chi non legge molto »
I ragazzi che non leggono molto... non comprano i libri
Ciao,
Fra
» postato da FrancescoFalconi alle 11:07 del 04-09-2008
5 Grazie a tutti!
@ Samanta, certo, nella domanda era già implicita la risposta. Sono ovviamente tra quelli che crede che i ragazzini che leggono cerchino qualcosa d'altro. Almeno io, ovviamente parlo solo per me e per i miei giusti di allora.
@ Grazie Bruno! Cerco però di non fare di tutti i giovani esordienti un fascio, non sarebbe corretto. Ognuno ha le sue piacevolezze e i suoi difetti. Come ho detto anche nella recensione, divagando un po', per giovani esordienti ci si può riferire senza problemi ad autori di ogni età e paese. I primi libri della McCaffrey, per esempio, o della stessa Zimmer Bradley, di certo non lasciavano presagire i loro futuri capolavori.
Dunque meglio tutti scrittori da 50 anni in su? Certo che no. Tutto quello che è venuto prima è servito da gavetta e ha portato esperienza. Almeno così la penso io.
@ Luca, grazie anche a te! Poi non è solo questione di un romanzo banale, perché sarebbe riduttivo. Ci sono un sacco di ottimi romanzi, scritti magistralmente, ma che trovo di una banalità disarmante. E' tutto un insieme di fattori che va dallo stile, all'argomento trattato, alle tematiche di fondo. Sempre per mio gusto personale, ribadisco.
Però è vero, l'impressione che mi ha dato questo libro è che strizzasse l'occhio ai non lettori, probabilmente è una cosa non voluta, sia chiaro. Però questo l'ho percepito sia come un pregio sia come un limite non da poco: i non lettori si accorgeranno di questo romanzo? No, non credo, e in questo la penso proprio come Francesco.
Ciao,
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 12:25 del 04-09-2008
6 No, questo libro non ci è piaciuto. Siamo due ragazze di 17 anni amanti dei libri fantasy e siamo rimaste molto deluse da \\\'Bryan di Boscoquieto\\\'. Concordiamo con la recensione fatta e in più ci teniamo ad aggiungere che molte scene \\\'osè\\\' si potevano evitare. E poi ci chiediamo : ma lo scrittore, Ghirardi, non si vergogna ?! Ora, torniamo a rileggere \\\'Twilight\\\', che ci è piaciuto mille volte di più . Alicehale e Shine Lovely
» postato da (alicehale shine lovely) alle 22:00 del 04-09-2008
7 Condivido in toto con quanto espresso nella recensione (oddio, domani piovono rane XD; si scherza, Luca, si scherza
). In ordine cronologico il libro di Ghirardi è stato il penultimo da me letto tra quelli appartenenti al cosiddetto "baby boom", e di certo mi terrò ben alla larga da un eventuale secondo capitolo ("zio" ce ne scampi). Nella mia scala personale, non mi sarei fatto problemi ad affibbiargli addirittura un 1, visto che nè trama nè stile si salvano. E pure la copertina fa un po' schifo... ![]()
» postato da Okamis alle 22:12 del 04-09-2008
8 Caro Luca io ho letto "Bryan di Boscoquieto" e devo dire che come libro presenta alcune lacune, però la trama è avvincente e originale in quanto sono ben pochi i fantasy ambientati al giorno nostro. La recensione è ben scritta e voi ne avrete scritte a bizzeffe leggendo molti libri, però mi sembra di notare una certa invidia, in quanto un ragazzo di soli 17 anni ha gia pubblicato un libro e sta riscuotendo un discreto successo mentre lei è "solo uno dei tanti frammenti caduti sulla terra", sconosciuto (e destinato a rimanere tale) per sempre. Io questo libro lo consiglio a chiunque ami questo genere e non ha voglia di leggere libri che presentano sempre la stessa trama. Vorrei anche rispondere a "alicehale shine lovely" Perché Federico Ghirardi dovrebbe vergognarsi? Si dovrebbe vergognare di aver scritto un libro a 17 anni? Io ho letto la trama di "Twilight" e mi sembra decisamente banale, un mio amico che lo ha letto me lo ha sconsigliato. è la classica storia, gia vista e rivista: una ragazza complessata si innamora di un ragazzo, e guarda caso questo ragazzo è pure lui complessato e con "misteriosi" poteri. Grazie per l'attenzione
» postato da GittoDiBoscoquieto alle 16:21 del 05-09-2008
9 « mentre lei è "solo uno dei tanti frammenti caduti sulla terra", sconosciuto (e destinato a rimanere tale) per sempre.» Buona regola è firmarsi con nome e cognome reali, quando si muovono critiche alla persona. Seconda buona regola è quella di scrivere in un italiano corretto, quando si critica una recensione e si esalta un libro "stroncato", altrimenti si fa un pessimo, ma davvero pessimo servizio all'autore stesso. Te lo dico per esperienza personale: c'è chi mi ha difeso a spada tratta in passato (non so perché!), ma l'ha fatto in un modo tale che mi ha creato grande imbarazzo (e un po' di danno). Ciao!
» postato da Negróre alle 17:47 del 05-09-2008
10 Più che altro basta con questa storia dell'invidia. Allora chiudiamo direttamente il forum e permettiamo solamente a scrittori editi (o presunti tali) di postare!
» postato da LucaCP alle 17:53 del 05-09-2008
11 Si si, certo. No, non dovrebbe vergognarsi per aver pubblicato un libro a 17 anni ma per quello che ha scritto.
» postato da (alicehale shine lovely ) alle 18:24 del 05-09-2008
12 ho letto il libro e l'ho trovato piacevolissimo e molto scorrevole. sono una lettrice di 36 anni con la media di lettura di un libro al mese e spazio molto nei generi letterari. ho letto libri di autori molto affermati e pubblicizzati trovandoli qualche volta noiosi, quindi la sorpresa per questo giovane autore è stata ancora maggiore. I gusti sono gusti e sorrido vedendo commenti così negativi nei confronti di un libro che invece mi è piaciuto. un salutone a tutti !!!!!
» postato da (Laura Vittoria) alle 18:36 del 05-09-2008
13 Ciao GittodiBoscoquieto,
ti rispondo subito.
«io ho letto "Bryan di Boscoquieto" e devo dire che come libro presenta alcune lacune, però la trama è avvincente e originale in quanto sono ben pochi i fantasy ambientati al giorno nostro.»
Mi fa piacere se hai trovato gradevole questo romanzo. La mia recensione – e lo ripeterò sempre, e lo ripeto da sempre da quando recensisco, nasce da un mio personale punto di vista, niente di più e niente di meno. Da un modo di vedere il genere che mi piace e di ciò che cerco (per stile e tematiche) –, per questo cerco sempre di non pormi in modo dittatoriale quando dico una cosa: alla fine è un mio parere, e i vostri commenti servono proprio per smentirlo o meno.
Su una cosa però non transigo: è un mio parere, e come tale va rispettato.
Purtroppo questo primo volume non mi è piaciuto. Ma se a qualcuno piace, benissimo, è un parere valido quanto il mio. Non significa che non seguirò l'evoluzione stilistica dell'autore e che non mi auguri che questa avvenga.
«La recensione è ben scritta e voi ne avrete scritte a bizzeffe leggendo molti libri, però mi sembra di notare una certa invidia, in quanto un ragazzo di soli 17 anni ha gia pubblicato un libro e sta riscuotendo un discreto successo mentre lei è "solo uno dei tanti frammenti caduti sulla terra", sconosciuto (e destinato a rimanere tale) per sempre. »
Grazie per recensione ben scritta. Ho letto, sì, poi quantificare è sempre brutto, e c'è sicuramente chi ha letto di più e chi ha letto di meno rispetto a me. Io oscillo. Vado da un minimo di 3 o 4 ad anche 10 libri al mese. Dipende dagli impegni, dalla lunghezza delle opere, dalla loro qualità, da quanto mi rapiscono, ecc.
Federico Ghirardi ha avuto senza dubbio una splendida opportunità, che nasce dalla sua voglia di scrivere (rara in un ragazzo così giovane) come dalla costanza che ha messo nel portare a termine il suo lavoro. Tutti meriti che però, in tutta onestà, non bastano a farmi dire che – per mio gusto personale – questo libro sia un buon libro.
Punto dell'invidia, be', sarei ipocrita se dicessi che pubblicare con la Newton non renderebbe invidiosi il 99% degli esordienti (e un buon 50% degli autori già affermati in Italia). Però, nel mio caso, se davvero fossi stato così tanto invidioso, questa non sarebbe stata la prima stroncatura (nemmeno così acida e accalorata come è più nello stile di certi) che faccio di un autore italiano. Perché non stroncare anche gli altri? Ne ho recensiti una decina, intervistati più di venti, scritto articoli circa il fantasy italiano in quantità industriale. Non era meglio tacere?
Francamente no, meglio parlarne. Meglio dire tutto il possibile. L'impegno di chicchessia merita sempre rispetto, almeno per me. Parlarne male perché invidiosi e nascondere i meriti di un buon lavoro, no, non è giustificabile in alcun modo.
Sorvolo sulle tue doti da sibilla.
:">
«Io questo libro lo consiglio a chiunque ami questo genere e non ha voglia di leggere libri che presentano sempre la stessa trama.»
Perfetto, così dovrebbe essere. Un tuo giusto parere, nato dalla lettura del romanzo. Parere giusto tanto quanto lo è il mio, perché nato dalla lettura dello stesso libro.
Un saluto,
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 19:10 del 05-09-2008
14 Il mio parere riguardo all'esplosione di giovanissimi autori fantasy è dettato dalla qualità dei loro rispettivi lavori. Ovvero, sono il primo a riconoscere il talento in un autore, anche giovanissimo, se il suo lavoro è meritevole. L'ultimo caso noto riguarda Locke Lamora, del giovane Scott Lynch, libro che mi è piaciuto moltissimo e davvero notevole per essere un'opera prima.
Ci sono poi dei casi in cui gli autori sono talmente giovani (e perciò ancora acerbi), che mi viene da pormi il quesito: "perchè loro sì, e molti altri, decisamente più meritevoli, no"?
Cosa spinge una casa editrice (in questo caso nientemeno la Newton) a scegliere un romanzo come questo, che a quanto pare denota un'immaturità che dovrebbe saltare all'occhio a loro come è saltata all'occhio a noi...
E' per il target molto giovanile? E' perchè sta diventando di moda pubblicare i baby romanzieri, al di là della loro bravura?
Con questo non sto dicendo che il boom di giovani autori sia da mettere in croce. Ogni volta che un autore riesce a pubblicare il suo libro, per me è già una mezza vittoria... sua ovviamente. Poi sta ai lettori decretare il successo completo o meno. Però credo che questa tendenza, per quanto non sbagliata, stia comunque dilagando troppo. Ci vorrebbe più criterio nella scelta, perchè Dio solo sa (insieme agli autori emergenti
:"> ) quanto sia difficile il privilegio della pubblicazione...
» postato da Darklight alle 20:23 del 05-09-2008
15 Non ho letto il romanzo oggetto della recensione e non posso esprimere il mio parere su di esso. Fatta questa doverosa premessa, a scanso di equivoci, veniamo al motivo del mio post. « La recensione è ben scritta e voi ne avrete scritte a bizzeffe leggendo molti libri, però mi sembra di notare una certa invidia, in quanto un ragazzo di soli 17 anni ha gia pubblicato un libro e sta riscuotendo un discreto successo mentre lei è "solo uno dei tanti frammenti caduti sulla terra", sconosciuto (e destinato a rimanere tale) per sempre. » In occasioni di altre recensioni, Luca è stato accusato di piaggeria nei confronti del fantasy italiano. Adesso siamo passati all'invidia. Francamente di fronte al modo lapidario in cui certi post trinciano giudizi sul parere altrui resto interdetto. Possibile, mi dico, che ci sia così poco rispetto nei riguardi degli altri, dei loro criteri di valutazione? Possibile che sia così difficile comprendere che una recensione è espressione di valutazione personale e, ipso facto, non può valere per tutti? A Luca il romanzo in questione è piaciuto poco (capiamoci; gli sarebbe pure potuto piacere abbastanza o così tanto da farlo gridare al capolavoro: non sarebbe cambiato nulla). Quella che (mi) dà fastidio è che la sua valutazione venga svilita da qualcuno che, non condividendola, tiri fuori dal cilindro "l'invidia" per delegittimare il lavoro che Luca ha fatto. Sì, signori, perché di questo si tratta: lavoro (e parlo per esperienza personale, avendo scritto anch'io nel passato qualche recensione per FM). Leggere il libro, valutarlo, individuare i punti salienti che hanno determinato il giudizio, metterli su carta, limarne la forma: sarà anche frutto della passione di Luca (così come di qualsiasi altro recensore) per il genere ma comporta dispendio di tempo ed energie. Si può non essere d'accordo con quanto egli ha scritto (sacrosanto diritto); si può pensare che a proprio modo di vedere l'opera avrebbe meritato un voto diverso (soggettività, ricordate?). Non si può tuttavia attribuire a fantomatici secondi fini (piaggeria? Invidia? Che altro ci metteremo in futuro: mazzette? Odio per l'autore che ha fregato al recensore la ragazza dei sogni?) il giudizio di merito di chi la recensione l'ha scritta. Farlo è scorretto e oltremodo disonesto.
» postato da mikimago alle 09:09 del 06-09-2008
16 W GittodiBoscoquieto... E' un grande e dice cose vere...
» postato da (Rudy Rolly) alle 14:29 del 06-09-2008
17 ma per favore. Per giudicare questo libro basta leggere la trama e sfogliarne qualche pagina in piedi in libreria. Una cosa che trovo buffa è che quando escono questi libri per ragazzi scritti da ragazzi e si beccano la recensione che si meritano, tutti i piccoli fan si inalberano, producendo un fottio di post anti recensione/recensore, tutti più o meno sconnessi, sgrammaticati e pieni di k. Io non dico che i gusti personali non contano, ma certi elementi sono lampanti. E poi un consiglio ai lettori junior. Lasciate perdere sta roba. Se volete dei romanzi adatti alla vostra età ce ne sono molti scritti da gente con le palle quadrate. Verne, roald dahl, salgari, lindgreen. La collana degli istrici della salani anche se costosa è stupenda, mentre in edicola stanno uscendo i romanzi di verne illustrati....
» postato da frankifol alle 15:11 del 06-09-2008
18 Scusa ma perché prima di giudicare il libro non lo leggi? Forse a prima vista dalla trama può anche non essere un granché ma mai dire mai! In più non capisco perché ce l'hai tanto con i ragazzi. E' vero per una gran parte di loro sono come tu li descrivi, ma ti assicuro che esiste un'altra gran parte che non è così e apprezza libri di maggior livello.
» postato da Tyguan alle 14:47 del 07-09-2008
19 non lo leggo perchè ormai conosco il genere e so farmi delle idee abbastanza precise. E non lo leggo perchè il mio tempo non è tale da farmi leggere tutto lo scibile. Quindi se quando sono in libreria mi cade l'occhio su brian e accanto ho un romanzo di erikson, dopo un rapido controllo puoi immaginarti su chi cadrà la scelta. E poi avercela coi ragazzi? Io? Che avrei detto? Se intendi invece che trovo molto stupidi i post di cui parlo nel mio precedente intervento, è vero
» postato da frankifol alle 20:45 del 07-09-2008
20 Quoto alla grande GittodiBoscoquieto e il suo socio Rudy Rolly! Anche a me questo libro è piaciuto e quindi vorrei lasciare un commento molto positivo: La trama è avvincente e il libro mi ha abbastanza preso anche nelle zone che per voi altri sono lacunose. Sinceramente io non capisco frankifol perchè se propio non gli piace il libro e non lo ha nemmeno comprato ma ha solo sfogliato un paio di pagine in uno Store, non ha neanke bisogno di commentarlo quindi farebbe meglio a stare " zitto " e a non toccare + la tastiera per commentare opere altrui..... Sicuramente non è al livello del " Il signore degli Anelli " ma cmq non lo si puo' tarttare come se fosse feccia.....
» postato da (Paolo Alex) alle 22:49 del 07-09-2008
21 Sai cos'è, Paolo Alex? A me un lettore che scrive "zone lacunose" fa subito pensare che il suo giudizio non può essere considerato nemmeno in parte di valore. Anzi! Rispetto il suo parere e credo che per lui sia così, ma se i lettori a cui piace questo romanzo sono così impreparati sulla nostra amata lingua italiana (non so quanto la amiate voi, che la violentate in tutti i modi), be'... ho seri dubbi sul romanzo stesso. Ribadisco, certi commenti positivi fanno più male che bene all'autore. Siate rispettosi del parere altrui e scrivete in italiano corretto: così, forse, le persone vi ascolteranno e magari saranno invogliate a leggere "Brian di Boscoquieto". Oppure continuate così e rompete le uova al qui discusso esordiente. (E permettimi di dubitare - solo dubitare - che GittodiBoscoquieto, Rudy Rolly e Paolo Alex siano tre persone diverse...)
» postato da Negróre alle 11:39 del 08-09-2008
22 Sai cos'è, Negròre? A me un lettore che scrive senza magari aver letto i post precedenti fa subito pensare che il suo giudizio non puo' essere considerato nemmeno in parte di valore. Anzi! Ora tu penserai che io ti stia prendendo in giro, ma non è affatto così! Se tu leggi bene il mio post noterai che io quel brutto termine, come tu lo definisci l'ho preso da un post precedente ma non ho potuto usare il comando " citazione" del forum perchè non sono registrato! Se poi tu intendi che io violento la tua amata lingua italiana solo perchè usando la tastiera per scrivere uso un mio slang personale, allora scusami tanto ma non mi sento affatto in colpa...... E poi da quel che ho visto io, tu hai praticamente solo attaccato ogni utente che cercava di difendere il romanzo in questione.... P.S.: io sono Paolo Alex e nessuno altro!
» postato da (Paolo Alex) alle 22:59 del 08-09-2008
23 «Sai cos'è, Negròre? A me un lettore che scrive senza magari aver letto i post precedenti fa subito pensare che il suo giudizio non puo' essere considerato nemmeno in parte di valore. Anzi! Ora tu penserai che io ti stia prendendo in giro, ma non è affatto così! Se tu leggi bene il mio post noterai che io quel brutto termine, come tu lo definisci l'ho preso da un post precedente ma non ho potuto usare il comando " citazione" del forum perchè non sono registrato!» Donc Paolo, credo che Andrea si riferisse alla differenza che intercorre tra la frase "un libro che presenta alcune lacune" e "zone lacunose". Ehm, non è proprio la stessa cosa... Ciao, Fra
» postato da FrancescoFalconi alle 14:31 del 09-09-2008
24 Io ho letto tutti i post e la recensione(prima di comprare un libro leggo spesso le recensioni), e penso proprio che non lo comprerò. Trovo ridicolo che molti autori smaliziati usino in modo eccessivo riferimenti al sesso e affini, al mero scopo di rendere più accattivante la storia. Già con la Spada della tempesta di David Gemmell mi sono annoiato parecchio per questo tipo di riferimenti gratuiti. In ogni caso, suggerisco agli utenti che stanno battibeccando per motivi alquanto infantili di farlo in un altra sede ^^
» postato da 3evil90 alle 14:50 del 09-09-2008
25 Sono d'accordo con te 3evil90. Questo forum serve per comantare i libri e non per inutili battibecchi.
» postato da Tyguan alle 15:30 del 09-09-2008
26 "io ho letto "Bryan di Boscoquieto" e devo dire che come libro presenta alcune lacune, però la trama è avvincente e originale in quanto sono ben pochi i fantasy ambientati al giorno nostro" Questo è uno dei pochi commenti a difesa del povero brian presenti nel thraed.Gli altri, quelli dei detrattori di questo bel romanzo sono tendenzialmente sono molto ben circostanziati. Sostituendo poi il concetto di "al giorno nostro" con "nell'universo reale" si potrebbe fare una lista di saghe e romanzi molto lunga....lo gnolo di aldridge, landover, in parte la serie di stansheff, quella di lavondyss di holdstock, in parte tomas covenant, , molti racconti di merrit, migliaia di pagine di king, la pietra del vecchio pescatore, altre migliai di pgine di barker, la serie del cavaliere del verbo, alla lontana la bussola d'oro (ma solo apparentemente alla lontana), hp, alcuni romanzi di tad williams, tutto lukjanenko. Eccoli qua, tutti avvincenti (chi più che meno) e tutti connessi con il nostro universo. E sono solo quelli che sono venuti in mente a me...gia a farcimente locale mi verrebbe in mente gayman, altieri e tutti quegli autori che permeano di fantasy gli eventi storici.... ma lasciamo stare. Quindi, non si sta qui a litigare, si sta qui a criticare l'approccio che spesso si osserva da parte di alcuni fruitori delle recensioni che criticano dicendo è bello e scorrevole.
» postato da frankifol alle 19:46 del 09-09-2008
27 Ok, ho capito...... ho capito che 3evil90 e Tyquan hanno ragione nel dire che questa non è la sede adeguata per litigare..... Io non sono uno scrittore, sono solamente un liceale e se me lo concedete, errori nello scrivere si possono fare e quindi mi ero un po' offeso quando mi è stato scritto che violento la nostra lingua.... Comunque qui non siamo venuti per parlare di questo, quindi io non tornerò + sulla questione.... Peace!
» postato da (Paolo Alex) alle 21:02 del 09-09-2008
28 Pace accolta Paolo Alex. E comunque io non volevo accosarti per il tuo modo di scrivere. Dicevo solamente che questo forum è un luogo per espremire le proprie opinioni sugli argomenti che passo su FM.
» postato da Tyguan alle 21:36 del 09-09-2008
29 Secondo me, Ghirardi ha tutti i numeri per diventare un bravo scrittore. Ha un modo di scrivere che vanta una serie di vocaboli ed espressioni completa. Il suo problema è che non riesce a seguire uno schema narrativo preciso e definito, non so se mi spiego... Ci sono davvero troppi vuoti narrativi, e il finale a mio avviso è molto incerto (abbiamo letto questo libro io e altre due amiche, e tutte e tre abbiamo capito un finale diverso). I personaggi sbucano dal nulla (vedi l'Insorta), altri spariscono per poi tornare in altre forme senza apparente spiegazione (vedi Marta) e infine ci sono davvero tante, troppe scene a sfondo sessuale... Ma secondo voi le ha scritte lui o l'hanno obbligato, pena la non pubblicazione del libro? Perchè mi sembra davvero strano per un ragazzino di 14 anni...
» postato da Kopiko alle 12:51 del 10-09-2008
30 « e infine ci sono davvero tante, troppe scene a sfondo sessuale... Ma secondo voi le ha scritte lui o l'hanno obbligato, pena la non pubblicazione del libro? » Spero (e penso) non si sia trattato di un obbligo, Kopiko. Sarebbe umiliante per un autore essere costretto a scelte di fondo (perché di questo si tratterebbe in tal caso, e non di mero editing teso a migliorare l'opera) da lui non condivise in cambio della possibilità della pubblicazione.
» postato da mikimago alle 15:36 del 10-09-2008
31 io non ho letto il libro, quindi non posso dare giudizio... scrivo solo per salutare il recensore e tutti quelli che anno lasciato un commento , perchè mi sono divertita leggendoli... avevo intenzione di comprare il libro ma dopo quello che ho letto mi è passata la voglia e faccio comunque un applauso allo scrittore che a soli 17 anni ha pubblicato un libro, un bacio ciao
» postato da (nathalie roccaro) alle 18:20 del 10-09-2008
32 ««Sai cos'è, Negròre? A me un lettore che scrive senza magari aver letto i post precedenti fa subito pensare che il suo giudizio non puo' essere considerato nemmeno in parte di valore. Anzi! Ora tu penserai che io ti stia prendendo in giro, ma non è affatto così! Se tu leggi bene il mio post noterai che io quel brutto termine, come tu lo definisci l'ho preso da un post precedente ma non ho potuto usare il comando " citazione" del forum perchè non sono registrato!»
Donc Paolo, credo che Andrea si riferisse alla differenza che intercorre tra la frase "un libro che presenta alcune lacune" e "zone lacunose". Ehm, non è proprio la stessa cosa...»
Come volevasi dimostrare, Fra.
Ma grazie per averlo spiegato al posto mio: m'hai fatto risparmiare tempo con chi ignora non sapendo di ignorare.
Paolo Alex: quando si critica così duramente la persona recensore (o si appoggiano simili critiche altrui), scrivendo in un italiano scorretto, be', ci si attenda una replica altrettanto dura. Non è questione di "si può sbagliare": ovvio! Nessuno è perfetto. Sbaglio anch'io, e spesso. Nessuno ti condannerà mai per questo. È l'unione delle pesantezze dette su Luca e la scorrettezza grammaticale che mi pare una miscela, uhm, come dire... risibile.
Tutto qui.
Lungi da me voler offendere qualcuno. Ma, come in molti sanno, anche lungi da me riempirmi la lingua di peli! ![]()
» postato da Negróre alle 14:09 del 12-09-2008
33 Se posso dire la mia, Ghirardi ha tutti i numeri per diventare uno scrittore di successo. Il suo vocabolario è sicuramente più completo di quello di molti altri suoi coetanei, ma il suo grande problema sono i vuoti narrativi. Non viene ad esempio spiegata l'improvvisa apparizione dell'Insorta e della sua organizzazione, non viene spiegata la scomparsa di Marta, e il finale è piuttosto insoddisfacente. Vi basti sapere che io e altre due amiche abbiamo letto il libro, e tutte e tre abbiamo capito un finale diverso...
» postato da Kopiko alle 21:40 del 12-09-2008
34 sono veramente contenta che si abbia smesso di dare sui giovani autori giudizi prevenuti tenendo conto unicamente della loro eta, e si sia iniziato a valutare la loro opera in quanto tale. anche io ho letto (un po') di "bryan di boscoquieto" e non l'ho mai giudicato come l'opera di un ragazzino. tuttavia sono perfettamente d'accordo con l'autore della recensione (ed è per questo che non sono riuscita a finire il libro...)
» postato da Calypso alle 15:38 del 24-09-2008
35 Buon giorno a tutti!!!!!Io ho letto moltiiiissimi libri fantasy tra cui Bryan di boscoquieto.Penso...come ho già detto in una recensione più in su che ha decisamente esagerato con le parti ambigue!!!L'autore ha mai pensato di darsi hai romanzi e film a luci rosse?!?!?!?!Potrebbe aver successo!!!!Vabè apparte questi consigli (che probabilmente seguirà visto che il suo libro non avrà molto successo) a me non è piaciuto poi voi dite quello che volete.E a quella....(non faccio nomi) che ha detto che TWILIGHT fa schifo le dico un sonoro biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiip !!!TWILIGHT(e non bryan) lo consiglio a tutti è fantastico!!!!!!!!!!!
» postato da (Shine lovely ) alle 18:33 del 27-09-2008
36 Mah.... Shine lovely.... non è che Twilight sia "sto capolavoro della letteratura mondiale".... ho letto di meglio.... Simona
» postato da (Simona Grossi) alle 02:27 del 07-07-2009
37 scusate ma io do ragione a "gitto di boscoquieto"! lo scrittore ha solo 17 anni ed ha iniziato il libro a 14!!!! molto probabilmente tra 5 anni non scriverà più così, ed imparerà come tutti dai suoi errori. A me il libro è piaciuto nel complesso, certo non come altri libri che ho letto. Perchè non dargli il beneficio del dubbio e leggere il seguito?
» postato da (c c) alle 13:21 del 11-09-2009
38 «Perchè non dargli il beneficio del dubbio e leggere il seguito? » se si tratta di una saga, è inutile leggere i libri successivi se il primo t'ha fatto vomitare bile. Se è roba autoconclusiva si può anche fare.
» postato da Agar Cioccolato alle 14:11 del 11-09-2009
39 «Perchè non dargli il beneficio del dubbio e leggere il seguito? » per lo stesso motivo per cui, se mangi un piatto di una marca e ti ha fatto schifo, ben difficilmente ricomprerai cibo di quella marca. In ogni caso non a breve termine.
» postato da Marina alle 21:15 del 11-09-2009
40 ««Perchè non dargli il beneficio del dubbio e leggere il seguito? »
se si tratta di una saga, è inutile leggere i libri successivi se il primo t'ha fatto vomitare bile.
Se è roba autoconclusiva si può anche fare.»
Da incorniciare: per tutti quegli scrittori italiani inediti che continuano a ideare trilogie o saghe. Questo è un messaggio forte e chiaro, ancor più forte perché non pretendeva di esserlo.
Sottoscrivo la risposta di Agar Cioccolato. (A me 'sto nickname fa' impazzire!
:"> )
» postato da Negróre alle 00:40 del 12-09-2009
41 Lasciamo stare... piatto come una tavola da surf. Una sequela di immagini e azioni connesse da un filo di spago. Non mi piace assai...
» postato da Samareth alle 16:39 del 26-09-2009
42 Trama un po' misera e non poi così ricca. Scritto in modo spiccio, frettoloso e povero di particolari e punti veramente salienti.
Alcune parti poi sono ridicole, per non dire volgari.
La giovane età dell'autore non salva comunque un'opera di questo tipo.
A mio parere noioso.
Non lo consiglio,
Dream
» postato da drembidux alle 14:32 del 22-10-2009
43 Ho letto alcune pagine e il modo con cui scrive Ghirardi è elegante, ma la storia non mi ha preso, cioè non mi ha coinvolto. Non sentivo il bisogno di girare la pagina, anzi si creava una situazione di disgusto.
» postato da (Paolo Dalla morte) alle 15:01 del 07-06-2010
44 «Ho letto alcune pagine e il modo con cui scrive Ghirardi è elegante, ma la storia non mi ha preso, cioè non mi ha coinvolto. Non sentivo il bisogno di girare la pagina, anzi si creava una situazione di disgusto.» Il grassetto, col tuo permesso, lo incornicio e me lo appendo in camera per i momenti di depressione.
» postato da Die alle 17:33 del 07-06-2010
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1 ---------- i ragazzi che leggono, quelli che preferiscono restarsene con un libro in mano piuttosto che andare a dare due calci a un pallone, cercano questo in un romanzo? No,assolutamente. Di certo l'autore,per la sua età è stato bravo ed è meglio di molti altri ragazzini,ma non sarà mai da ritenere un BUON lavoro per uno che legge.
» postato da (Samanta Bevoni) alle 21:47 del 03-09-2008