Antefatto: su Tuttolibri del 21 giugno scorso appare un articolo intitolato Morir giovani e forti di rosa e fantasy a firma di Giorgia Grilli, studiosa e docente di letteratura sull’infanzia. In esso l'autrice si lancia indignata contro il recente babyboom editoriale (per i dettagli e una disamina lucida in campo fantasy si veda l’articolo del nostro Luca Azzolini  -www.fantasymagazine.it/notizie/9089).

La signora Grilli, senza peraltro distinguere fra i generi e titoli citati, si scaglia urbi et orbi, con toni alquanto veementi, contro editori e genitori promotori di tale scempio. Per i titoli del fantasy vengono tirati in ballo Bryan di Boscoquieto di Federico Ghirardi (anni 17 anni), edito dalla Newton & Compton; Gli eroi del crepuscolo di Chiara Strazzulla (anni 17) edito da Einaudi; e infine, tanto per far vedere che non se ne fa una questione campanilista (ma è davvero così quando tutti gli altri autori citati, compresi quelli rosa, sono nostri connazionali?), I Regni di Calaspia dei gemelli indiani Suresh e Jyoti Guptara (anni 15 all’epoca della prima stesura), edito da Mondadori.

Lo scempio di cui sopra, si badi bene, non è riferito tanto alla qualità degli autori citati, su cui sarebbe legittimo voler aprire un dibattito, quanto sulla natura di tale operazione.

La signora Grilli scantona infatti il primo discorso con una superficiale manovra generica e generalista: “Non dirò niente dei libri dei singoli libri dei giovanissimi autori che per studiare questo fenomeno mi sono doverosamente e faticosamente letta, affrontando le banalità del più deprimente rosa da un lato e la mole gratuitamente enorme del più trito fantasy dall’altro, i due generi più battuti in questa sezione di scrittura giovanile messa a punto con la speranza o l’intenzione di pubblicare […]. Non dirò nulla di questi libri perché appunto sono libri ‘falsi’, costruiti a tavolino, creati per far colpo non in quanto libri ma in quanto libri di ragazzini”.

L’assolutismo di certe affermazioni, non supportate da alcuna motivazione, ci fornisce già un indizio sul luogo da cui ci sta parlando l’autrice dell’articolo: un piedistallo. Restate sintonizzati e presto scoprirete anche da quale epoca ci sta trasmettendo la illustre accademica. Anticiperemo solo che la parafrasata allusione alla Spigolatrice di Sapri usata per il titolo del suo pezzo è già un indizio che permette di capire molte cose...

Al contrario, quando si tratta di sviscerare il secondo aspetto, l’autrice preme l’acceleratore e allora l’operazione babyboom, da (anche solo legittimamente potenziale) sospetta operazione commerciale, diventa addirittura un crimine contro minori inconsapevoli: “C’è qualcosa di immorale” – tuona l’accademica – “di al limite del legale nello sfruttare minorenni […] appunto per lo scalpore che uscita la loro età”.

Il passaggio ‘logico’ diventa qui evidentemente maldestro e il fenomeno ne risulta volutamente ingigantito. Che gli editori debbano dare un colpo al cerchio della qualità e uno alla botte del mercato - inventandosi tutte le possibile strategie - è una realtà con cui fare necessariamente i conti, e solo chi non si è mai confrontato col mondo imprenditoriale può assumere una posizione assolutisticamente purista. I titoli più easy sono quelli che servono a finanziare quelli di maggior spessore/rischiosità e una casa editrice deve dividersi in questo eterno balletto, volente o nolente. Ma da qui ad affermare che un giovane autore spacciato per fresca innovazione equivalga allo sfruttamento di minori è operazione che, se non fosse greve di pesanti sottintesi, sarebbe semplicemente risibile. I sottintesi poi, a ben guardare, non sono neppure tali, perché la signora Grilli non lesina di scendere in dettaglio, precisando che "quando tutta la rassegna stampa, la campagna promozionale, il materiale informativo di anticipazione di un libro si incentra sulla giovanissima età dell'autore, è fin troppo ovvio dedurre che il libro non abbia poi molto di interessante o di memorabile in sé, per quelle che sono le sue qualità intrinseche, e quello che si sta cercando di vendere, all'impietoso mercato delle novità, è carne fresca, quella che oggi evidentemente meglio rende".

FantasyMagazine, come tutte le testate, ha ricevuto il materiale di cui sopra relativo ad almeno due dei titoli fantasy presi in esame dalla signora Grilli. E, a differenza di quest'ultima, ha avuto l'impressione che gli accenti si posassero egualmente sulla giovane età degli autori ma anche sugli aspetti intrinseci delle rispettive opere. Dunque i casi sono due: o la signora ha visionato materiale diverso, oppure si è volutamente concentrata solo su un aspetto, ma presentarlo al pubblico come l'unico esistente in quel materiale è operazione artificiosa e spuria. A favorire quest'ultima impressione è anche la menzione della rassegna stampa: a meno di sottintendere che tutti i giornali scrivano sotto dettatura dell'editore, ci sembra infatti difficile capire come gli estratti presi dalle varie testate possano essere ricompresi nel tradizionale kit promozionale pre-lancio che viene assemblato dagi uffici stampa.