Ysabel

Guy Gavriel Kay, Ysabel (2007) - FANTASTICO - Roc - 2008 - pagine 421 - prezzo 18,75 euro - giudizio: ottimo

Per spiegare il significato della parola “passato” un noto dizionario riporta nelle prime righe le seguenti affermazioni: “detto di tempo che è ormai lontano rispetto al momento attuale”, “che si riferisce a/si è verificato in/epoche trascorse”, “che è superato, che ha perduto la propria attualità.”

Ma le cose stanno davvero così? Come ci si dovrebbe comportare quando il passato continua a mostrare le sue tracce e rifiuta di scomparire? E cosa si dovrebbe fare quando non è solo quello di 2.500 anni fa, ma è anche una storia incompiuta che si trascina da 25 anni?

 

 

Per Ned Marriner non si tratta di domande oziose. Ned è un adolescente normale, adora fare jogging o ascoltare musica sul suo iPod, e non ha nulla in contrario nel ricevere un inaspettato aiuto quando si tratta di fare i compiti.

Giunto in Provenza dal natio Canada al seguito del padre fotografo e del suo staff, si trova però presto a dover fare i conti con una realtà inspiegabile, che sembra riemergere dalle pieghe della storia e dalle leggende della terra in cui si trova.

 

 

Entrato nella cattedrale di Aix-en-Provence per ingannare l’attesa durante il lavoro del padre, Ned si imbatte in Kate Wenger, una coetanea con la quale stringe subito amicizia. Insieme, i due faranno un incontro che gli cambierà la vita per sempre.

L’irrompere del mistero nella storia avviene già nelle prime pagine, con la comparsa nella cattedrale di un uomo sfregiato da una cicatrice e armato di coltello. Disperatamente impegnato in una ricerca della quale i due ragazzi non possono ancora comprendere la portata, l’uomo alterna frasi sibilline a minacce che pungono nel vivo l’orgoglio di Ned. Il quale, pur senza comprendere bene cosa stia avvenendo, si trova a conoscere, o percepire, cose che dovrebbe ignorare.

È l’ingresso per lui in una storia che travalica i secoli e che dura ormai da oltre 2.500 anni, dal momento della leggendaria fondazione di Marsiglia. E che, nonostante il tempo e gli avvenimenti trascorsi, continua a riemergere dalle pieghe del passato e a lasciare tracce indelebili in quell’angolo di paradiso che è la Provenza.

 

 

Come ha spiegato in un’intervista lo stesso Guy Gavriel Kay, quando un luogo è definito paradisiaco, attira le brame di molti. E un luogo bramato è destinato inevitabilmente a conoscere la guerra.

Dal conflitto fra i romani guidati da Caio Mario e i teutoni nel 102 a.C. alla crociata contro gli albigesi nel XIII secolo, queste località ricche di fascino hanno conosciuto un lato più oscuro, troppo spesso nascosto dagli straordinari monumenti che ancor oggi è possibile ammirare. E una buona parte del suo lavoro preliminare per la realizzazione di Ysabel è consistito nel visitare questi posti dalla storia misteriosa e violenta, e nel cercare di capire i popoli che vi hanno abitato.

 

 

Ysabel, Phelan e Cadell con i loro desideri e le loro decisioni hanno segnato una regione, forgiata dalle opposte visioni del mondo che avevano i due uomini e dalla donna che si è trovata fra loro. 2.500 anni di storia, al confronto dei quali venticinque anni di silenzio possono non apparire nulla più che un battito di ciglia. Ma quando quest’ultimo periodo si riferisce a una buona parte della vita di due persone, lascia in chi ne è protagonista un segno altrettanto indelebile di quello lasciato dalla conquista romana nella Provenza.

“Ci sono molte scale per misurare quello che può essere definito un tempo davvero lungo” pensa Ned evidenziando uno dei temi del romanzo. Ci sono molte scale, ma il passato lascia sempre i suoi strascichi, dai quali il presente non può prescindere.

 

 

Il passato può anche essere quello di un autore che, dopo aver sempre evitato il formato delle saghe interminabili tanto care alla fantasy moderna, riprende due personaggi già comparsi nella sua prima opera, la Trilogia di Fionavar, ponendoli però in un contesto nuovo. Le vite di Kimberly Ford e Dave Martyniuk sono state profondamente influenzate dalla loro esperienza in quello che viene definito da Kay “il primo di tutti i mondi”, ma non si sono fermate lì, e i problemi di adesso, anche se legati a un contesto più limitato del precedente, per chi vi si trova coinvolto in prima persona hanno la stessa urgenza.

Purtroppo proprio nella decisione di intrecciare la vicenda di Kim con quelle di Ned e del terzetto di personaggi misteriosi, pur se perfettamente funzionale alla trama, risiede uno dei pochi punti deboli del romanzo, almeno per il lettore italiano.

Una delle maggiori abilità di Kay è quella di far risuonare le parole come fossero gli accordi di una melodia, nella quale ciascuna nota risulta arricchita dall’accostamento alle altre. È come se le pagine fossero percorse da echi profondi, non sempre facili da identificare chiaramente ma capaci di creare con la loro presenza un’atmosfera profondamente suggestiva.

Ma per chi non conosce i romanzi dedicati a Fionavar, ormai entrati nella troppo folta schiera dei libri fuori catalogo e perciò introvabili nella nostra lingua, parte di quegli echi non trovano risposta, e si trasformano in altrettanti punti interrogativi. La storia è perfettamente comprensibile, ma rimane comunque una sensazione di non-detto che può essere lievemente frustrante.

 

 

L’altra pecca è legata al ritmo, un po’ troppo lento nella prima parte. I luoghi, le atmosfere, il senso di mistero sono descritti magnificamente, e i personaggi non sono da meno. Fino alla comparsa di Ysabel, però, è come se mancasse qualcosa.

Il senso di pericolo, l’urgenza di agire rimangono in sordina, e si limitano a fare capolino ogni tanto, per sparire poco dopo nell’incanto di quei luoghi paradisiaci. Poi arriva colei dalla cui scelta tutto aveva avuto origine, e la trama trova finalmente una sua direzione.

Non c’è più spazio per le riflessioni o per il distacco, e il tempo acquista un nuovo significato. Fino al confronto finale, nel quale ciascuno ha le sue ragioni e qualunque sia l’esito non può essere evitato un profondo senso di tristezza per qualcosa che non sarà più come prima. Perché quando le contrapposizioni non sono fra bianco e nero ma fra sfumature di grigio, la vittoria di uno significa inevitabilmente la sconfitta dell’altro.

 

 

Vincitore del World Fantasy Award 2008, questo romanzo si colloca lievemente al di sotto degli standard abituali di Kay, ma rimane comunque superiore rispetto alla maggior parte delle opere che si possono trovare in commercio.

Autore: Martina Frammartino - Data: 24 febbraio 2009

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Commenti

1 Ottimo autore, se a qualcuno interessa una quindicina d'anni fa la sperling pubblicò una sua trilogia, quella di Fionovar se ben ricordo, interessantissima, anche e soprattutto in quanto vi compaiono alcuni elementi che poi, un tal R. Jordan, riprese quasi pari pari nella sua monumentale, e a mio avviso meravigliosa, Ruota.

» postato da Thal alle 13:08 del 25-02-2009

2 Gran narratore, capace di trasmettere un senso di magia che pochi altri sanno dare, sa toccare le corde dell'animo con una melodia che risuona anche dopo che si è finito di leggere l'ultima pagina e si è chiuso il libro. Le casi editrici italiane lo rivalutino e pubblichino un autore che sa dare profondità all'ambientazione, alla storia e ai personaggi: non se ne pentiranno. Intanto mi auguro che qualcuna delle sopra citate pubblichi questo suo ultimo romanzo, per poter apprezzare la bellezza insita nelle sue pagine.

» postato da Anonimo (DH) alle 16:10 del 25-02-2009

3 Sembra molto interessante ^__^. Una domanda: mi pare di aver capito che non si tratta di un fantasy classico (almeno per come intendiamo noi il termine), ma piuttosto di un mistery. E' così?

» postato da Kinzica alle 16:32 del 25-02-2009

4 Non so darti risposta non avendolo letto, ma se è sul filone di Fionavar è un intreccio tra mondo moderno e mondo fantastico. Chi l'ha letto potrà sicuramente correggermi e dare un risposta più precisa. Così ne saprò un pò di più :D

» postato da Anonimo (DH) alle 19:00 del 25-02-2009

5 Ok, da buona fan di Kay faccio un riassunto della sua opera. So che ha lavorato anche per la televisione canadese, ma non mi sono interessata più di tanto a quest'aspetto della sua attività. Quanto al resto: Fine anni '70. Collabora con Christopher Tolkien alla revisione del Silmarillion, e infatti Christoper lo ringrazia per il lavoro svolto. Si tratta di un'opera non sua, certo, ma questo lavoro gli ha dato la possibilità di vedere in prima persona cosa significa costruire un mondo verosimile e coerente. 1984-86, The Fionavar Tapestry, tradotta in Italia fra il 1993 e il 1994 con i titoli La strada dei re, La via del fuoco, Il sentiero della notte. Quando scriviamo la Trilogia di Fionavar ci riferiamo a questi tre romanzi, che purtroppo sono fuori catalogo e quindi introvabili da molti anni. Brevi indicazioni di trama, senza entrare troppo nel dettaglio per chi volesse cercarli in biblioteca e avesse la fortuna di riuscire a trovarli. Cinque ragazzi canadesi dei nostri giorni vengono invitati da un mago a recarsi a Fionavar. Si tratta del primo di tutti i mondi, il primo creato, tutti gli altri sono, per quanto reali, semplici variazioni, più o meno grandi, dal mondo di Fionavar. Sono gli universi paralleli tanto cari a certa fantasy. Kay si è dichiarato debitore di Stephen Donaldson e del suo Covenant per quanto riguarda l'idea di qualcuno proveniente dal nostro mondo che va in un universo parallelo. Qui i cinque si troveranno loro malgrado coinvolti nella guerra contro Rakoth Maugrim il Distruttore. è un dio, uno delle diverse divinità che, pur con i loro limiti, si vedranno all'opera nel corso della trilogia, ed è chiaramente ispirato a Saruman. Questo elemento di partenza è molto tolkieniano, e la cosa è intenzionale. Kay ha dichiarato di aver voluto usare gli elementi della fantasy classica per creare qualcora di nuovo, diverso dalle moltitudini di cloni di Tolkien che già allora proliferavano. Parte dalle stesse basi di Tolkien, ma se ne discorta completamente, e lo fa in modo straordinario, non solo a mio giudizio. La trilogia ha vinto diversi premi, e ho letto parecchi elogi da parte della critica. La storia ha sviluppi decisamente imprevedibili, i personaggi sono veri, si soffre e si teme per loro (e Kay ne ammazza sempre qualcuno, quando ho iniziato a leggere Martin ero vaccinata alle morti peggiori proprio dai suoi romanzi), ma la cosa che spicca maggiormente, a mio giudizio, è lo stile. A tratti è poesia pura, e se viene inserita in un contesto epico l'effetto è sconvolgente. In alcuni punti, per quante volte io lo abbia letto, non posso fare a meno di piangere. è l'opera più fantasy di Kay, e la sua unica trilogia. 1990, Tigana, tradotto in italiano come Il paese delle due lune perché all'epoca c'era un calciatore che si chiamava Tigana e l'editore non ha voluto usare quel nome. Fuori catalogo anche questo. Una penisola, che richiama un po' l'Italia rinascimentale, viene invasa contemporaneamente da due maghi, che ne conquistano ciascuno 4 dei 9 stati. Anni dopo un gruppo decisamente eterogeneo agisce per spezzare il dominio dei maghi, e per eliminare l'incantesimo che uno di loro ha posto su una di queste terre. Qui ci sono i classici compagnia e cerca, o missione da compiere, ma gli elementi classici sono usati in modo decisamente originale. La magia funziona, ma è l'ultima volta che avrà una funzione così importante in un romanzo di Kay. 1992, A song for Arbonne. Il mio terzo romanzo in inglese, il primo di Kay. Avendo studiato da autodidatta sui libri non potevo certo dire di conoscere bene la lingua. Due mesi di tempo per leggere le prime 200 pagine, con l'ausilio del vocabolario, poi... è successo qualcosa. Una freccia nella notte, e per leggere le altre 400 pagine ho impiegato solo 2 settimane. Dovevo assolutamente sapere come sarebbe andata a finire. Non credevo fosse possibile, ma ho pianto pure leggendo in inglese. Le prime pagine sono le più dure, bisogna abituarsi allo stile dell'autore, vedere quali sono le parole che usa abitualmente, capire come è strutturato il mondo, poi la lettura procede, al punto che ho sentito, anche in questa lingua, la forza lirica del suo modo di scrivere. In un contesto a tratti fortemente drammatico, perché si tratta comunque di un fantasy con i suoi intrighi e la sua brava guerra. L'ambientazione ricorda quella della Provenza trobadorica, e infatti uno dei personaggi è un trovatore. C'è una storia d'amore finita tragicamente, un odio che dura da decenni, l'ambizione di un uomo senza scrupoli, una guerra giustificata come guerra di religione ma in realtà molto legata alla sete di potere. Ci sono personaggi che toccano il cuore, anche se non sono i protagonisti, e un paio di duelli che lasciano con il fiato sospeso. La magia è quasi assente, quello che cambia il mondo sono le persone e le loro decisioni. Ah, le donne non sono né indifese fanciulle che aspettano solo di essere salvate né tremende virago armate di spada. Agiscono a volte con più saggezza degli uomini, a volte in modo stolto, ma rivendicando sempre un loro spazio. 1995, The Lions of Al-Rassan. Forse il libro che mi è piaciuto di più. Ambientato in una terra che somiglia alla Spagna della fine del 1° millennio d.C., all'epoca della cacciata dei Mori. Un personaggio è ispirato al Cid, ma, essendo un fantasy, le cose non vanno esattamente come sono andate nella Storia che noi conosciamo. Al di là della geografia e della storia diverse dalla nostra, l'unico elemento spiccatamente fantasy è un personaggio dotato, in minima misura, della seconda vista. Per il resto ci sono solo azioni e sentimenti umani, con tradimenti, amore e guerra. Elementi comuni? Certo, ma usati in modo tutt'altro che comune. Semplicemente straordinario. Quasi quasi lo rileggo per recensirvelo. 1998-2000: The Sarantine Mosaic, composto da Sailing to Sarantium e Lord of Emperors. Ambientato nello stesso mondo del precedente, ma solo per questioni di comodità. La geografia è più o meno la stessa, le tre religioni pure, ma il periodo e i personaggi cambiano completamente. Qui siamo in qualcosa che richiama molto l'impero di Bisanzio all'epoca di Giustiniano e Teodora, con i suoi mosaici (e infatti il protagonista principale è un mosaicista), le sue corse di carri, le sue ballerine. E gli intrighi politici e i fermenti religiosi, che rendono la vita decisamente complicata. C'è qualche elemento magico in più rispetto al precedente, ma ciò che interessa davvero a Kay sono personaggi e ambientazione. E stile, non mi stancherò mai di scriverlo. 2003, Beyond this Dark House. Raccolta di poesie, al momento è l'unica cosa sua che non ho letto. Quando scrivevo che il suo linguaggio è poetico non esageravo, la prova ne è questa antologia, che in Canada ha raccolto significativi consensi. 2004, The Last Light of the Sun. Ambientato nello stesso mondo dei romanzi precedenti, ma stavolta siamo fra i vikinghi, con le loro usanze "barbariche" e il loro modo di agire diretto. Protagonisti su entrambi i fronti che alla fine si vedranno contrapposti, rispetto agli altri è quello che somiglia maggiormante a un romanzo d'avventura . Sempre con un sottofondo di malinconia che Kay infonde in tutte le sue opere, perché ogni crescita e ogni cambiamento comporta sempre qualche perdita. Pochi gli elementi magici presenti. 2007, Ysabel. Nella prima parte seguiamo le peregrinazioni di Ned in vari luoghi della Provenza, ricostruendo qualche frammento della storia di quei luoghi. E scopriamo che c'è qualcosa che non è esattamente come appare. L'uomo armato di coltello incontrato già nel primo capitolo e rivisto in seguito, e altre presenze che non sono spiegabili nella realtà che conosciamo. Inizia a comparire uno dei personaggi della trilogia di Fionavar, per ora solo in modo marginale. E poi, verso metà, la svolta. Ciò che accade è decisamente fantasy, ma per svelare (quasi) completamente il mistero bisogna arrivare alle ultime pagine. A questo punto c'è un elemento, quello della ricerca e della corsa contro il tempo, che potrebbe quasi essere da giallo, ma la posta in gioco è decisamente fantasy. E si giustifica anche il ritorno di Kim e Dave. Non viene spiegato cosa sia accaduto a Fionavar, non è necessario per la comprensione, importa solo che sia accaduto. Però per me che ho letto quei romanzi risuonavano in testa le note di quella melodia citata Ohdrein. Sono stata molto indecisa se assegnare 4 o 5 stelle, ho optato per le 4 perché la prima parte, per quanto interessante e scritta benissimo, sembra un po' troppo propedeutica alla seconda. è lì che accadono le cose, e mezzo romanzo come preparazione per l'altra metà mi sembra un po' troppo.

» postato da Martina alle 16:00 del 26-02-2009

6 Martina hai fatto un ottimo lavoro nel parlare di tutte le opere di Kay; molto esaustivo. Non sapevo che Kay si fosse in qualche modo ispirato all'opera di Donaldson: mi sorprende, ma mi fa anche un pò piacere dato che anche questo scrittore mi ha colpito, anche se in maniera diversa. Kay è magico, Donaldson è viscerale; almeno così è stato per me. Due scritture e modi di vedere differenti, ma una cosa l'hanno in comune: entrambi gli scrittori in Italia hanno subito la stessa sorte per quanto riguarda l'attenzione delle case editrici. :cry: :evil: E' vero: per Kay i personaggi, oltre allo stile, sono la parte principale delle sue opere. Questo non intacca il fluire della vicenda, ma la rende più viva, va in profondità, scava dentro di essi fino ad arrivare al lettore e a toccarlo come se fosse cosa propria. Tigana è una lettura gradevolissima, ben delineata e anche originale: non sono molti gli autori che hanno scritto un fantasy prendendo spunto dalla nostra penisola. Buoni personaggi che guidano la loro storia e influenzano il mondo attorno con le loro scelte e la loro volontà, come hai già detto per un suo libro successivo. Ma l'apice del lirismo di Kay, per quanto letto, è raggiunto nel ciclo di Fionavar. Nell'ultimo libro, il Sentiero della Notte, quando ci si avvia verso il finale, il duello che si svolge tra due contendenti dei due schieramenti, specie quando la sfida viene accettata, fa venire la pelle d'oca. Letteralmente. O come si risolve la questione Maugrin. Sono solo alcuni esempi perchè in tutta l'opera ce ne sono tantissimi (bellissimo e struggente lo svelamento del comportamento da morte psichica di Paul). Un autore, come ho già detto, che nel nostro paese meriterebbe più spazio e che troverebbe un ampio consenso tra i lettori che avrebbero la fortuna di avere tra le mani i suoi scritti.

» postato da Anonimo (DH) alle 20:23 del 26-02-2009

7 Grazie Martina, molto esauriente! ^_____^

» postato da Kinzica alle 21:26 del 26-02-2009

8 « Martina hai fatto un ottimo lavoro nel parlare di tutte le opere di Kay; molto esaustivo » Grazie. «Donaldson è viscerale; almeno così è stato per me. Due scritture e modi di vedere differenti, ma una cosa l'hanno in comune: entrambi gli scrittori in Italia hanno subito la stessa sorte per quanto riguarda l'attenzione delle case editrici. » Di Donaldson Fanucci ha appena ripubblicato il terzo volume delle cronache di Covenant. Peccato che il primo, nella stessa collana, sia andato fuori catalogo. Qui la colpa è dei lettori: Fanucci voleva ripubblicare tutti e sei i romanzi vecchi, più una nuova serie inedita in Italia, ma i libri hanno venduto pochissimo e Sergio si è fermato. Io ho letto con molta fatica il primo volume, e non intendo andare avanti: il protagoista mi sta antipatico, e quando questo mi succede non riesco a mandare giù il libro. Invece mi sono piaciuti molto i due dedicati ai Cavalieri dello specchio, purtroppo anche loro fuori catalogo. « non sono molti gli autori che hanno scritto un fantasy prendendo spunto dalla nostra penisola » Una delle abitudini di Kay è soggiornare nella regione che intende descrivere. Per l'occasione ha vissuto qualche mese a Certaldo, e l'immagine di Avalle delle torri gli è stata ispirata da quella di San Gimignano che aveva uscendo dall'albergo. E la penisola con tanti piccoli stati in lotta fra loro siamo noi, incapaci di far fronte comune quando il re di Francia e Carlo V di Spagna hanno deciso di usare l'Italia come campo di battaglia. Poi c'è anche la riselka, certo. Poteva scrivere un finale che non lawsciasse almeno un po' di tristezza? Sorvolando su quello che accade sulla collina di Brandin al termine della battaglia... «il duello che si svolge tra due contendenti dei due schieramenti» :sad :sad :sad :sad :sad Capisco le esigenze di trama, ma sai cosa ha rappresentato per me quel duello? Credo sia una delle scelte più coraggiose della fantasy. è stato soprattutto pensando a quelle emozioni che mi sono decisa a prendere i libri in inglese, e sono davvero contenta di averlo fatto. Comunque da questo punto di vista Lions è peggio, nel senso che mi fa piangere di più. «Un autore, come ho già detto, che nel nostro paese meriterebbe più spazio » Sì, ogni tanto provo a buttarla lì quando parlo con qualcuno in qualche modo legato a una casa editrice, ma fino ad ora nessuno mi ha dato retta. Per questo spero che realizzino i film tratti dai suoi libri. Non m'importa se saranno belli o no, l'importante è che abbiano successo. In questo modo gli editori fiuteranno l'affare e ci si butteranno sopra.

» postato da Martina alle 10:26 del 27-02-2009

9 «Di Donaldson Fanucci ha appena ripubblicato il terzo volume delle cronache di Covenant. Peccato che il primo, nella stessa collana, sia andato fuori catalogo. Qui la colpa è dei lettori: Fanucci voleva ripubblicare tutti e sei i romanzi vecchi, più una nuova serie inedita in Italia, ma i libri hanno venduto pochissimo e Sergio si è fermato» Purtroppo il mercato è così: se un prodotto non va,viene messo da parte. Sono riuscito ad avere (ricercando per anni) i primi tre libri di Thomas Covenant: il primo è stato per me un punto di rottura con un certo tipologia di letteratura e mi ha lasciato frastornato, però mi ha lasciato molto; le gesta e le scelte dei personaggi mi hanno colpito. Il secondo, anche se c'è molta disperazione e ineluttabilità di fronte a certe tragedie, è molto più epico del primo. Il terzo invece ha un gran senso di perdita, anche se alla fine uno spiraglio di speranza si vede. Niente di banale comunque. «Invece mi sono piaciuti molto i due dedicati ai Cavalieri dello specchio, purtroppo anche loro fuori catalogo» Ecco, questi mi spiace di essermeli persi :( «Una delle abitudini di Kay è soggiornare nella regione che intende descrivere.» Quando si dice sapere di quello che si scrive :) «Poteva scrivere un finale che non lasciasse almeno un po' di tristezza? Sorvolando su quello che accade sulla collina di Brandin al termine della battaglia... » Scelte dello scrittore; credo però che molto del fascino dello scrittore sia proprio nel realismo che mette nelle sue storie. Non sempre le cose vanno come si vuole e non c'è un lieto fine: solo il dolceamaro di aver raggiunto l'obiettivo, ma di aver perso anche qualcosa di prezioso. «Citazione: il duello che si svolge tra due contendenti dei due schieramenti Capisco le esigenze di trama, ma sai cosa ha rappresentato per me quel duello? Credo sia una delle scelte più coraggiose della fantasy» Comprendo quello che hai provato. Ma lo ritengo davvero magnifico, immenso; è qualcosa di grandioso. La stessa cosa mi è successa con I draghi della Notte d'inverno quando Sturm Brightblade (il personaggio preferito della serie Dragonlance) sceglie il suo destino: mi è dispiaciuto molto, ma sentivo che era la scelta giusta. Sono quei personaggi che considero davvero vivi, unici. «Sì, ogni tanto provo a buttarla lì quando parlo con qualcuno in qualche modo legato a una casa editrice, ma fino ad ora nessuno mi ha dato retta. Per questo spero che realizzino i film tratti dai suoi libri. Non m'importa se saranno belli o no, l'importante è che abbiano successo. In questo modo gli editori fiuteranno l'affare e ci si butteranno sopra.» Lo spero anch'io. Provare a fare una raccolta di firme? :wink: P.s.: anche secondo te, per quanto riguarda l'ultimo incontro con la riselka, il fato di morte riguarda Sandre? So che può avere diverse interpretazioni, ma queste era la più "ottimista": la fine più ovvia, se si va in ordine d'età.

» postato da Anonimo (DH) alle 13:01 del 27-02-2009

10 Non credo che la colpa sia da attribuiere esclusivamnete ai lettori come ha scritto qualcuno. La traduzione dei primi due libri della saga di donaldson proposta da Fanucci è letteralmente indecente. Ed è un enorme peccato perchè la prima trilogia è un capolavoro assoluto

» postato da Thal alle 21:41 del 27-02-2009

11 «Citazione: « Invece mi sono piaciuti molto i due dedicati ai Cavalieri dello specchio, purtroppo anche loro fuori catalogo » Ecco, questi mi spiace di essermeli persi » Si tratta di "Lo specchio dei sogni" e "I cavalieri dello specchio". Mi è piaciuto molto anche il racconto "Crisalide" contenuto ne "I tesori della fantasy", anche questo fuori catalogo. «Non credo che la colpa sia da attribuiere esclusivamnete ai lettori come ha scritto qualcuno. La traduzione dei primi due libri della saga di donaldson proposta da Fanucci è letteralmente indecente. Ed è un enorme peccato perchè la prima trilogia è un capolavoro assoluto» Ah, ma il livello della traduzione lo vedi solo dopo che hai comprato il primo libro. Se non compri neanche quello non puoi sapere com'è. Semmai puoi dire che quella copertina azzurra, totalmente priva di disegni, non attirava i potenziali lettori. Io ho letto l'intera saga di Jordan tradotta in italiano, e lì sì che in alcuni volumi la traduzione faceva schifo. Questo non mi ha impedito di amare i romanzi e di voler leggere i seguiti. Quanto a "La conquista dello scettro", all'inizio degli anni '90 lo avevo preso in biblioteca (quindi edizione Mondadori) e dopo un po' ho scoperto che mi annoiavo, e lo avevo restituito senza finirlo. Quando è uscita l'edizione Fanucci un amico me l'ha regalata. Ho letto tutto il libro con enorme fatica, non intendo proseguire. E so che la ristampa della saga ha venduto davvero poco, al punto che mi ha stupito veder arrivare nelle librerie il terzo volume non troppo tempo fa. Quando una saga a tuo giudizio merita devi provare a convincere gli amici a comprare il primo volume. Se lo fanno, e gli piace, compreranno anche i seguiti, l'editore avrà un riscontro economico e continuerà a pubblicare quell'autore. Io ho visto diverse saghe che ho amato sparire nel nulla proprio per le scarse vendite. Ora, se mi interessano davvero, rimedio leggendo in inglese, ma impiego molto più tempo a farlo. Certo, nel caso di Kay non mi sono mai pentita del tempo e della fatica impiegati. I suoi romanzi sono fra i più belli che abbia mai letto. «Citazione: « il duello che si svolge tra due contendenti dei due schieramenti Capisco le esigenze di trama, ma sai cosa ha rappresentato per me quel duello? Credo sia una delle scelte più coraggiose della fantasy » Comprendo quello che hai provato. Ma lo ritengo davvero magnifico, immenso; è qualcosa di grandioso. » Certo che è grandioso, ma mi spezza il cuore. Piango ogni volta. Ha fatto bene, quella scena ha un impatto emotivo grandissimo, sia per quello che accade sia per come l'ha descritta. Però... :sad :sad :sad :sad :sad «Provare a fare una raccolta di firme? » Sì, ma quanti conoscono Kay e firmerebbero una simile richiesta? «anche secondo te, per quanto riguarda l'ultimo incontro con la riselka, il fato di morte riguarda Sandre? So che può avere diverse interpretazioni, ma queste era la più "ottimista": la fine più ovvia, se si va in ordine d'età.» è stata la mia stessa interpretazione, anche se con Kay le interpretazioni più ovvie sono generalmente sbagliate. Però qui ha lasciato a noi la scelta, il libro continua a vivere nelle nostre menti. E sembra abbastanza ovvio chi sia il personaggio la cui vita è a un bivio, vero?

» postato da Martina alle 10:01 del 03-03-2009

12 Grazie Martina per aver presentato un autore di cui non sapevo nulla e che certamente leggerò. Consentimi solo di osservare che ho trovato la recensione non proprio chiarissima. Non ho capito bene quale è la trama del libro, se non che riguarda due ragazzi che si incontrano in Provenza, e un uomo sfregiato. Il resto dell'articolo dà forse per scontato che si conosca bene l'autore, e infatti mi è diventato più chiaro solo dopo aver letto il tuo successivo intervento in cui spieghi chi è e cosa ha scritto Kay.

» postato da Laeryn alle 18:33 del 03-03-2009

13 «Citazione: il duello che si svolge tra due contendenti dei due schieramenti Capisco le esigenze di trama, ma sai cosa ha rappresentato per me quel duello? Credo sia una delle scelte più coraggiose della fantasy Comprendo quello che hai provato. Ma lo ritengo davvero magnifico, immenso; è qualcosa di grandioso. Certo che è grandioso, ma mi spezza il cuore. Piango ogni volta. Ha fatto bene, quella scena ha un impatto emotivo grandissimo, sia per quello che accade sia per come l'ha descritta. Però... » A me viene sempre la pelle d'oca e m'infiamma l'animo di epicità. Questo è lo spessore di un personaggio. Questo non toglie il dispiacere di perdere qualcuno che ti ha accompagnato fin dall'inizio in questo cammino fantastico. Sempre parlando di questa serie, è ammirevole l'intreccio che ha creato prendendo spunti da così tanti miti di origini differenti. «Sì, ma quanti conoscono Kay e firmerebbero una simile richiesta?» Per farlo conoscere si può usare il passaparola, ad esempio come si sta facendo su questo forum :wink: «E sembra abbastanza ovvio chi sia il personaggio la cui vita è a un bivio, vero?» Mi viene in mente un certo giovane cantore 8) sempre seguendo la strada dell'ovvietà, s'intende :wink:

» postato da Anonimo (DH) alle 22:43 del 03-03-2009

14 « Consentimi solo di osservare che ho trovato la recensione non proprio chiarissima. Non ho capito bene quale è la trama del libro, se non che riguarda due ragazzi che si incontrano in Provenza, e un uomo sfregiato. » La recensione di un libro, a mio avviso, deve invogliare la lettura, non svelare tutto lo svolgersi della vicenda. Secondo me l'obbiettivo è stato raggiunto, ma il mio parere potrebbe essere di parte, influenzato dalla conoscenza di questo scrittore. E visto quello che ho appena scritto, preso dalla voglia di leggerlo, comincio a tempestare le case editrici perchè lo pubblichino in italiano 8) <img src=:">

» postato da Anonimo (DH) alle 22:49 del 03-03-2009

15 Sì, ma quello che intendevo dire è che dalla recensione non riesco a capire, per esempio, qual è l'elemento fantastico del libro, nè in che genere più o meno questo vada inquadrato. Dopo l'accenno alla trama, l'articolo parla del tempo, e poi di "Ysabel, Phelan e Cadell", ma ho trovato questi passaggi poco chiari, accessibili forse soltanto a chi abbia letto il libro o altri libri di Kay. In compenso, Martina rimedia a questo con il suo intervento successivo in cui presenta l'autore, e per questo la ringrazio ancora. Di sicuro proverò a procurarmi i libri di Kay, anche se purtroppo su Ebay si trovano solo i primi due di Fionavar, e non il terzo. :/

» postato da Laeryn alle 02:43 del 04-03-2009

16 Parlo da ignorante, nel senso che non so nulla di Ysabel, e non ti so dire con esattezza l'elemento fantastico qual è (differisce da ogni libro, a parte la trilogia), ma forse si tratta di interconnessioni tra il nostro mondo e quello di Fionavar. Per il terzo libro, prova questo indirizzo: alle volte l'ho visto comparire. http://www.bookweb.it I libri di Kay li ho trovati tutti qui. Ti consiglio anche il Paese delle due lune.

» postato da Anonimo (DH) alle 13:52 del 04-03-2009

17 No, non ci sono interconnessioni fra il nostro mondo e Fionavar. Compaiono Kim e Dave, che a suo tempo erano stati a Fionavar e quindi nel loro passato e nella loro memoria quell'esperienza romane ben viva. Un'esperienza che li ha cambiati, e che influenza fortemente ciò che sono ora, ma non c'è nessun ritorno nel "primo di tutti i mondi". Non viene nemmeno menzionato. Mi spiace di essere stata poco chiara, ho sempre paura di svelare troppo e far perdere il divertimento con i vari colpi di scena che si susseguono nei libri di cui parlo. Anche perché in questo caso l'elemento mistero ha una parte preponderante nello sviluppo della storia, e Kay ha la simpatica abitudine di lanciare dei sassi, a volte anche belli grossi, e di spiegare le conseguenza che hanno provocato parecchie pagine più avanti. E intanto io rimango tutto il tempo in apnea... Ok, racconto qualcosa di più, limitandomi comunque alla prima metà. Poi accade qualcosa d'imprevedibile, anche se perfettamente coerente con quanto avvenuto fino a quel momento, e la storia prende una svolta. Subisce un'accelerazione, bisogna agire, anche se il sentiero da percorrere non è proprio chiarissimo. Ma la posta in gioco è davvero molto alta. spoiler Ned e Kate incontrano per la prima volta un uomo misterioso, Phelan, nella cattedrale di Aix-en-Provence. I misteri però non sono solo nell'uomo, impegnato in una disperata ricerca, ma anche in Ned, che si rende conto con stupore di sapere cose che non dovrebbe conoscere. A un certo punto avverte uno strano malore, non giustificabile in modo razionale. Percepisce cose che non sa ben definire. Incontra nuovamente Phelan, e da lui e da Cadell apprende qualcosa della loro storia. Una storia che nasce 2.500 anni prima, al momento della leggendaria fondazione di Marsiglia. Pur senza fare nomi, Kay racconta questo mito nel libro. Io non lo conoscevo, e così sono andata a farmi una ricerca su Google. Per chi volesse ripeterla, due dei protagonisti del mito si chiamano Gyptis e Protis. Le loro vicende s'intrecciano con quelle di una donna della quale entrambi s'innamorano. è il punto di partenza per una storia che andrà avanti per secoli, fino a segnare indelebilmente la Storia della Provenza. Com'è possibile? Beh, siamo comunque in ambito fantasy, e io preferisco non svelare troppo perché certe cose è meglio leggerle nel romanzo che in un breve riassunto. Le trame di Kay sono troppo complicate per riassumerle in poche righe, e qualunque tentativo di essere più precisa mi porterebbe a banalizzare il tutto. Un triangolo d'amore, nel quale Ned incappa senza volerlo e al quale, in un modo che verrà svelato solo verso la fine, è comunque in qualche modo legato. Una storia fantastica e leggendaria, che però ha lasciato le sue tracce – e che tracce – nella Storia che noi conosciamo, intrecciata alla realtà del XXI secolo. A metà romanzo, in una scena decisamente suggestiva, compare Ysabel. Alcuni misteri vengono spiegati, altri rimarranno tali ancora per un bel po'. Certo la situazione cambia. Si velocizza, perché il tempo a disposizione è poco e la posta in gioco è decisamente alta. L'elemento che cambia tutto, e che lega inesorabilmente la storia senza tempo a quella contemporanea è fantasy. Dire che di cosa si tratta, però, sarebbe uno spoiler enorme. Solo, i tre protagonisti della storia d'amore sembrano vivere in un tempo diverso dal nostro, in qualche modo dilatato. "Noi siamo la storia di questo luogo" dice a un certo punto uno dei tre. Perché ogni terra ha bisogno dei suoi miti, e sono le passioni quelle che guidano le nostre azioni. fine spoiler Spero di essere stata più chiara, ma probabilmente ho inserito ancora un bel po' di frasi oscure. Il problema è che in questo romanzo il mistero ha una parte importante, e dire troppo rovinerebbe l'atmosfera. Il modo in cui s'intrecciano le due storie, quella senza tempo e quella contemporanea, il legame fra Ned e il triangolo d'innamorati, viene svelato pian piano. Il fatto che quella storia diventi per lui all'improvviso molto importante è legato a un elemento fantasy talmente centrale nella trama che non posso semplicemente descriverlo. Va letto. Devo proprio parlare del genere? Se è questo che vuoi lo scrivo in un prossimo messaggio, ma secondo me sarebbe meglio scoprirlo da soli.

» postato da Martina alle 14:24 del 04-03-2009

18 Seguendo i tuoi indizi, ho fatto anch'io una ricerca con google. Kay non si smentisce mai con la sua conoscenza di miti: è uno dei motivi per cui aprrezzo questo scrittore, oltre che per la sua arte narrativa e la caratterizzazione dei personaggi. Se poi i miti sono di origine greca, mi fa ancora più piacere, dato che mi hanno sempre colpito.

» postato da Anonimo (DH) alle 15:07 del 04-03-2009

19 Wow, Martina, grazie per l'approfondimento, sei davvero gentilissima. E per carità, non dire più nulla, che a quanto pare il punto di forza del libro sta proprio nei suoi misteri. Ecco, mi sa che devo chiedere scusa perchè sono stato poco chiaro. A dire la verità non mi volevo lamentare perchè nell'articolo manca la trama del libro, volevo soltanto segnalare che avevo trovato qualche punto oscuro nella recensione (es. si parla di Ysabel, Phelan e Cadell senza prima nemmeno accennare chi sono), ma adesso direi che è tutto chiarito. Grazie ancora. E graie Ohdrein per il link a bookweb: Fionavar a parte, sembra un sito molto utile in generale.

» postato da Laeryn alle 19:27 del 05-03-2009

20 »E graie Ohdrein per il link a bookweb: Fionavar a parte, sembra un sito molto utile in generale.« Ci sono sempre molte offerte, e pure vantaggiose 8) , e si riescono a trovare libri ormai fuori catalogo»

» postato da Anonimo (DH) alle 21:08 del 05-03-2009

21 è arrivata la notizia che anche Ysabel è stato opzionato per la possibile realizzazione di un film. E con questo, dopo The Lions of Al-Rassan e The Last Light of the Sun, di cui Kay stesso sta scrivendo la sceneggiatura, sono tre i suoi romanzi opzionati. Si degneranno mai di realizzarlo davvero uno di questi film? Temo che sia l'unica possibilità per vedere i romanzi di Kay tradotti. Va bene, io li ho già letti in inglese, qualcuno anche più volte, ma li rileggerei volentieri in italiano.

» postato da Martina alle 15:30 del 18-04-2009

22 «è arrivata la notizia che anche Ysabel è stato opzionato per la possibile realizzazione di un film. E con questo, dopo The Lions of Al-Rassan e The Last Light of the Sun, di cui Kay stesso sta scrivendo la sceneggiatura, sono tre i suoi romanzi opzionati. » Ci sono notizie su quando l'opzione diverrà qualcosa di concreto?

» postato da Anonimo (DH) alle 23:14 del 21-04-2009

23 «Ci sono notizie su quando l'opzione diverrà qualcosa di concreto?» Come avrai certamente visto Bruno ha appena dedicato all'argomento una notizia: http://www.fantasymagazine.it/notizie/10238/ysabel-diventa-film/ Al momento non si sa nulla di più. Tempo fa mi sono iscritta alla newsletter di Brightweavings, il sito autorizzato di Kay al quale lui stesso partecipa saltuariamente. La notizia principale dell'ultimo numero era proprio quella relativa all'opzione, ma non c'erano altre informazioni oltre a quelle indicate da Bruno. Poi parlava di un paio di brevi saggi scritti da Kay e di altre piccole cose. Per i film tutto quello che possiamo fare è incrociare le dita e aspettare.

» postato da Martina alle 10:16 del 28-04-2009

24 Speriamo in bene :D

» postato da Anonimo (DH) alle 12:07 del 28-04-2009

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