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Neil Gaiman vince il Premio Hugo

Il Figlio del Cimitero (The Graveyard Book) di Neil Gaiman, ha vinto il premio Hugo nella categoria "miglior romanzo".
La proclamazione è avvenuta durante la cerimonia tenutasi a Montréal in Québec (Canada), nell'ambito della WorldCon la convention mondiale del fantastico.
L'elenco completo dei vincitori nelle varie categorie lo potete trovare su Fantascienza.com (www.fantascienza.com/magazine/notizie/12697/premi-hugo-vincono-gaiman-kress-bear-e-chiang/).
Tra essi non possiamo però non menzionare anche noi Joss Whedon, il produttore della serie televisiva Buffy l'ammazzavampiri, che ha vinto il premio per il "miglior telefilm" con Dr. Horrible's Singalong Blog e Donato Giancola, che a novembre sarà ospite dell'edizione 2009 di Lucca Games, premiato come "miglior artista" e vincitore anche di numerosi premi Chesley (www.fantascienza.com/magazine/notizie/12699/worldcon-i-premi-chesley/).
Non è la prima volta che Gaiman vince il prestigioso premio. Se l'era già aggiudicato nella stessa categoria con il romanzo American Gods, nel 2002 (che vinse anche i premi Locus e Bram Stoker), e nella categoria "miglior racconto" nel 2004, con Uno studio in verde smeraldo.
Inoltre l'adattamento cinematografico del suo romanzo fantasy per ragazzi, Stardust, vinse proprio l'anno scorso il premio, nella categoria "migliore rappresentazione drammatica" (/notizie/9226/).
Ma l'albo d'oro dello scrittore inglese è pieno anche di premi Eisner, per il suo capolavoro fumettistico Sandman, di World Fantasy Award, Bram Stoker e tanti altri.
Il Figlio del Cimitero era stato già premiato con la Newbery Medal, il più prestigioso riconoscimento americano per la letteratura per ragazzi (/notizie/9833/). Dal libro, inoltre, verrà anche tratto un film, diretto da Neil Jordan (notizie/9862/).
Il romanzo era stato anticipato da un precedente racconto di Gaiman, inserito nella raccolta Il cimitero senza lapidi e altre storie nere, avente lo stesso protagonista, il giovane Nobody Owens, detto Bod.
La quarta:
Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni del maestro Silas. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. Silas è un fantasma. E la signora Owens è morta duecento anni fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all'omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l'hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini. Da allora è Nobody, il bambino che vive tra le tombe, e grazie a un dono della Morte sa comunicare con i defunti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male. Ma Bod è un vivo, e forte è il richiamo del mondo oltre il cancello. Un mondo in cui conoscerà l'amicizia dei suoi simili, ma anche l'impazienza di un coltello che lo aspetta da undici lunghissimi anni...
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Commenti
2 Ma che cavolo? Un'altro. Questo premio non ha più un briciolo di credibilità.
» postato da metalupo alle 02:54 del 11-08-2009
3 EVVIVA!!!!
E ora diamoci una mossa a tradurlo in italiano che io di leggere in inglese non ho voglia!!!
» postato da Kinzica alle 09:57 del 11-08-2009
4 Ebbravo Neil! ![]()
» postato da un muspeling alle 10:58 del 11-08-2009
5 «EVVIVA!!!!
E ora diamoci una mossa a tradurlo in italiano che io di leggere in inglese non ho voglia!!!»
Mi risulta disponibile in lingua italiana, ecco il link a IBS
http://www.ibs.it/code/9788804587668/gaiman-neil/figlio-del-cimitero.html
» postato da Manex alle 11:40 del 11-08-2009
6
UH ! E adesso chi le sente più... le forumiste ?!??!?!?
Complimenti a Neil Gaiman.
» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 11:49 del 11-08-2009
7 ««EVVIVA!!!!
E ora diamoci una mossa a tradurlo in italiano che io di leggere in inglese non ho voglia!!!»
Mi risulta disponibile in lingua italiana, ecco il link a IBS
http://www.ibs.it/code/9788804587668/gaiman-neil/figlio-del-cimitero.html[/quote
COOOOSA??? E le mie spie non mi hanno avvertito???E io cosa le pago a fare, per DORMIRE???
(grazie Manex! ^__^)
» postato da Kinzica alle 11:58 del 11-08-2009
8 Per il momento ho letto solo "American Gods" e non mi ha conquistato, anzi, a tratti mi ha annoiato. In compenso ho "Nessun dove" lì che aspetta di essere letto, per capire se si è trattato di un episodio o se è lo stile di Gaiman che non fa per me.
» postato da by Ax alle 12:19 del 11-08-2009
9 «Per il momento ho letto solo "American Gods" e non mi ha conquistato, anzi, a tratti mi ha annoiato. In compenso ho "Nessun dove" lì che aspetta di essere letto, per capire se si è trattato di un episodio o se è lo stile di Gaiman che non fa per me.»
io ho letto entrambi ed entrambi non mi hanno entusiasmato, anzi, American gGods proprio non mi è piaciuto... Quindi dev'essere proprio Gaiman che non mi piace...
mi associo al lupacchiotto nelle lamentele... ma non c'era un bel romanzo con astronavi, alieni, invasioni e sesso da premiare? o una post-apocalittica avventura con mostriciattoli? o altro, più fantascientifico??? ![]()
» postato da Jirel alle 13:57 del 11-08-2009
10 «In compenso ho "Nessun dove" lì che aspetta di essere letto, per capire se si è trattato di un episodio o se è lo stile di Gaiman che non fa per me.» Ecco! Non vedo variazioni di approccio, quindi penso che ti annoierai anche col resto. Gli Hugo che io sappia vengono assegnati sulla base di votazioni dei lettori, credo "presenti alle convention". Un tempo anche schede presenti sulle riviste di fantascienza, che però oggi languono nella pozzetta stagnante di vendite ridicole, quindi penso che come numeri di voti non facciano testo. Un Gaiman che vince due volte, e che se una cosa è certa è che non scrive e mai ha scritto fantascienza (assolutamente no!) oltre al fatto che personalmente ritengo anche non scriva nulla che meriti la minima considerazione, significa solo una cosa: non è votato perché è il migliore. E' votato perchè chi vota conosce poco o null'altro. L'Hugo è morto e sepolto.
» postato da metalupo alle 13:59 del 11-08-2009
11 Anche se a me Gaiman piace, sono daccordo con te; non scrive nulla di fantascienza.
Sabato ero indeciso se prendere il libro in questione, avendo letto Il cimitero senza lapidi, oppure American God. Ho preso il secondo per due motivi: era in offerta e ero curioso di capire cosa non piace a Jirel. ![]()
» postato da G.C. alle 14:23 del 11-08-2009
12 «Ho preso il secondo per due motivi: era in offerta e ero curioso di capire cosa non piace a Jirel.
»
Ti spiego cosa non piace a Jirel e ti spiego cosa piace a tutti gli altri, con una semplicità massima, perché Gaiman è "semplice", nonostante la raffinatezza stilistica.
Ogni 100 pagine il romanzo comincia a deviare da quel che ti aspettavi, ogni 200 è cambiato completamente. Arrivi a pagina 600 e scopri che quel che ti hanno raccontato a pagina 50, 100, 150, 200, ecc... non serviva a nulla e non ha avuto seguito.
L'approccio di Gaiman è puramente istintivo, puramente emotivo, puramente fantasticheggiante (nel senso peggiore del termine). Una accozzaglia di riferimenti associativi che solo lui capisce. La gente crede nella sua buona fede, vede comunque un certo talento (seppur indisciplinato), gli da credito, continua a leggerlo, tenta istintivamente di rimettere assieme i frammenti, e si inventa senza accorgersene uno schema pseudologico che stia appena in piedi in cui ci trova quel che più gli pare e piace.
Alcuni lettori non tentano neanche di rimettere insieme i pezzi. Forse non hanno capito neanche loro cosa sia un romanzo. Scarsa abitudine alla lettura.
Non trovo Gaiman disonesto. Secondo me è proprio mentalmente dislettico. Ha una immaginazione puramente "associativa".
Sfido qualcuno a riassumermi la trama di una qualsiasi sua opera in poche frasi di senso compiuto e che presentino una successioni di eventi logici e consequenziali. E sto parlando di eventi (trama)... non di "tema" (per quanto anche là capirci qualcosa è impresa disperata).
» postato da metalupo alle 14:32 del 11-08-2009
13 Appena lo termino ti faccio sapere le mie impressioni, ha un posto in valigia.
L'unico libro, che ho letto, è in effetti una raccolta di racconti, e li è veramente difficile perdere il filo. Alcuni non hanno capo ne coda, è vero, ma la sua raffinatezza stilistica, come hai detto tu, mi ha conquistato.
![]()
» postato da G.C. alle 14:39 del 11-08-2009
14 «Alcuni non hanno capo ne coda, è vero
»
Però in un romanzo questo è molto più grave.
A proposito di American Gods mi consigliarono di leggermi le "note" che Gaiman aveva messo disponibile sul suo sito. Un papiro di dimensioni notevoli.
A parte che se leggo un romanzo, gradirei non perder tempo e risorse mentali a consultare le "note del redattore" (altrimenti tanto vale leggersi un saggio), dandonde una sbirciata mi sembrò come una lista di spiegazioni del perché certi riferimenti immaginativi (riferimenti a fatti storici, mitologie, ecc...) utilizzati nel romanzo avrebbero dovuto dire qualcosa al lettore.
Non so voi... ma io non cerco romanzieri che mi spieghino cosa "la loro mente" ha trovato di significativo o stimolante per l'immaginazione, in quel che hanno letto altrove, per poi costruire uno pseudo romanzo fatto di scenette abbozzate che "linkano" implicitamente a questi riferimenti esterni per aquistare un qualche significato (seppur con ogni scenetta dal significato slegato da quello di tutte le alte scenette).
Io non leggo te romanziere per entrare nella tua testa! Io ti leggo perchè tu faccia lo sforzo di entrare nella testa di qualcun altro, un tipo umano, o entrare nell'essenza di una particolare realtà o situazione e poi faccia tu lo sforzo di trovare il modo di mostrarmi quel che hai capito per far entrare pure me!
Lo sforzo lo devi fare tu. Il libro non lo devo scrivere io!
Non so se mi sono spiegato.
» postato da metalupo alle 15:03 del 11-08-2009
15 «Sfido qualcuno a riassumermi la trama di una qualsiasi sua opera in poche frasi di senso compiuto e che presentino una successioni di eventi logici e consequenziali. E sto parlando di eventi (trama)... non di "tema" (per quanto anche là capirci qualcosa è impresa disperata).»
Beh...c'erano dei famosi approfondimenti su Gaiman ma che ormai sono finiti nel dimenticatoio...come coloro che li hanno scritti ormai
Ora metalupo può sfogarsi liberamente
Al secondo posto è comunque arrivato Anathem di Neal Stephenson, romanzo di fantascienza che ha già macinato diversi premi, ma ancora non tradotto in italiano...e se mai avverrà, date le dimensioni, verrà brutalmente diviso in minimo due parti.
Ritorno nel mio dorato esilio, ma prima
GRANDISSIMO GAIMAN!!!!

» postato da Melian alle 17:04 del 11-08-2009
16 «
Al secondo posto è comunque arrivato Anathem di Neal Stephenson, »
http://borislimpopo.wordpress.com/2008/10/19/neal-stephenson-%E2%80%93-anathem/
Una roba che già a leggere una recensione si capisce che Gaiman a Stephenson gli fa una ...
(Ribadisco... il premio Hugo non vale nulla da troppi anni, ormai)
» postato da metalupo alle 17:09 del 11-08-2009
18 « Sfido qualcuno a riassumermi la trama di una qualsiasi sua opera in poche frasi di senso compiuto e che presentino una successioni di eventi logici e consequenziali. E sto parlando di eventi (trama)... non di "tema" (per quanto anche là capirci qualcosa è impresa disperata).» 'Il figlio del cimitero' ha una storia molto semplice e lineare. Anche 'Nessundove', sebbene più complesso, ha una trama comunque lineare: il protagonista finisce di là, deve portare a termine una 'missione' per tornare di qua. Fine. 'Stardust' e 'I ragazzi di Anansi' seguono abbastanza il tuo ragionamento, è vero. 'Coraline' è troppo corto, credo, per poterlo giudicare con questo metro. Su AG invece sono d'accordo con te: anche io ho sempre avuto la sensazione che procedesse a braccio, ed è quello che mi ha infastidito del libro. E' anche il motivo per cui mi sono scornato più volte con i suoi fan, che lo considerano il capolavoro assoluto. Resto della mia idea che la sua prosa renda al meglio con le storie brevi, dove per forza di cose quel genere di divagazioni di cui parli tendono allo zero. In effetti 'Il cimitero senza lapidi' l'ho trovato una gran bella antologia. Comunque Gaiman ha una prosa che trovo sempre eccellente, per quello resta uno dei miei autori preferiti.
» postato da Die alle 19:27 del 11-08-2009
19 OT/ CIAO MELIAN! fine OT/ Gaiman mi piace tantissimo per come si approccia al fantastico, anche se alcune sue cose non le ho gradite. Non ha regole, è puramente istintivo. Le sue trame sono estremamente semplici, perchè sono solo uno strumento per dire altro, non necessariamente logico o serio. Riesce a dire qualsiasi atrocità facendo sorridere. E i riferimenti chiari ci sono, a volerli cogliere, ma non è necessario capirli tutti imho. Secondo voi, perchè la divinità Thor di AG si definisce Mercoledì?
» postato da Kinzica alle 19:55 del 11-08-2009
20 « Riesce a dire qualsiasi atrocità facendo sorridere. » Quoto. L'umorismo di alcuni personaggi/situazioni/battute di dialogo è una di quelle cose che mi piacciono un sacco, in Gaiman.
» postato da Die alle 20:04 del 11-08-2009
21 « Anche 'Nessundove', sebbene più complesso, ha una trama comunque lineare: il protagonista finisce di là, deve portare a termine una 'missione' per tornare di qua. Fine.» L'ho letto. Lo trovo abbastanza inconsistente comunque. Del resto io trovo gli stessi difetti persino nelle sceneggiature di fumetti di Gaiman. Certo in American Gods questi problemi sono più evidenti, data la lunghezza e dato anche che era il suo primo romanzo di quella lunghezza. Il resto sono favole per bambini. Grosso modo. Ora... non le ho lette e diamo loro il massimo del beneficio del dubbio. Supponiamo siano letture piacevoli (ho i miei dubbi che le troverei tali, ormai). Cosa ha scritto mai questo tipo per guadagnarsi due premi Hugo? Gaiman ormai è solo un effetto valanga. Se ne parla perché qualcun'altro ne ha parlato. Lo si legge perché qualcun altro lo ha letto. « E i riferimenti chiari ci sono, a volerli cogliere, ma non è necessario capirli tutti imho. Secondo voi, perchè la divinità Thor di AG si definisce Mercoledì?» Quindi "trama niente", "riferimenti non necessari". Che cavolo c'è in American Gods? Vorrei che qualcuno mi spiegasse una volta per tutte cosa ci trova.
» postato da metalupo alle 20:12 del 11-08-2009
22 «Cosa ha scritto mai questo tipo per guadagnarsi due premi Hugo? Gaiman ormai è solo un effetto valanga. Se ne parla perché qualcun'altro ne ha parlato. Lo si legge perché qualcun altro lo ha letto. » Riguardo la prima domanda non entro nel merito perché non me ne intendo abbastanza. Può anche darsi che i premi gli siano stati regalati, fatto sta che in carriera ne ha vinti veramente a pacchi, e fin dai primi anni '90. Dai un'occhiata in fondo a questa pagina http://www.neilgaimania.it/biografia.php Oltre agli Hugo ci sono anche Nebula, Bram Stoker Award, World Fantasy Award e quintalate di altri. Invece che la sua notorietà sia solo un effetto valanga dovuto ai media, ai film, ai cartoni o ai fumetti, non sono così sicuro. Avranno contribuito senza dubbio, ma resto dell'opinione che sotto tutto questo ci sia un ottimo scrittore. Che poi possa non piacere non lo metto in discussione, ci mancherebbe.
» postato da Die alle 20:32 del 11-08-2009
23 «
ci sono anche Nebula»
Questo è un ottimo argomento.
Ovviamente si sono sbagliati anche loro ![]()
» postato da metalupo alle 20:56 del 11-08-2009
24 Ciao Kinzica, ciao Garrett.
No non sono tornata è che con Gaiman non resisto (e nemmeno con il Meta
)
Gaiman merita o non merita questo è il dilemma.
Dunque, prendendo la lista completa dei candidati all'Hugo negli anni in cui ha vinto Gaiman
2009
The Graveyard Book by Neil Gaiman
Little Brother by Cory Doctorow
Anathem by Neal Stephenson
Saturn's Children by Charles Stross
Zoe's Tale by John Scalzi
2002
American Gods by Neil Gaiman
The Curse of Chalion by Lois McMaster Bujold
Passage by Connie Willis
Perdido Street Station by China Miéville
The Chronoliths by Robert Charles Wilson
Cosmonaut Keep by Ken MacLeod
chiedo ma qualcuno qui proprio qui su FM ha letto gli altri romanzi, non tutti eh, giusto uno o due, per potere affermare, motivando, che il premio non sia stato meritato?
Una domanda provocatoria? Maddai!
Per quanto riguarda il 2009 ho letto solo The Graveyard Book, e mi è piaciuto, quindi boh...
Per quanto riguarda il 2002 avevo letto Perdido Street Station di Miéville, secondo me più meritevole di American Gods, e avevo iniziato The Curse of Chalion poi abbandonato. Beh dai non sono così di parte alla fine.
Anche nel 2005, quando vinse la Clarke, secondo me avrebbe dovuto vincere Iron Council, sempre di Mièville, oppure, meglio ancora, River of Gods di McDonalds, sulla fiducia non avendolo ancora letto, ma adoro questo scrittore. Consigliatissimo.
Non ho motivato perchè preferisco Mièville? Vero, ma da qualche parte qui in giro ci deve essere ancora un 3d che avevo aperto, le motivazioni sono lì
Ovviamente sono d'accordo sulla bizzarria del fatto che un premio che è sempre stato dedicato alla fantascienza ultimamente premi autori fantasy quando c'è già il World Fantasy Award e il Bram Stoker (se non sbaglio anch'esso dedicato al fantasy)
L'Hugo è espressione proprio del gusto dei lettori sia nel presentare i candidati sia nel voto finale e in questo periodo il fantasy tira.
Tanta grazia che non ci sia stato Twilight
nella lista dei candidati
Ps: Intanto nei racconti brevi ha vinto, ancora e meritatamente Ted Chiang con un racconto, Exhalation, che racconta di un mondo di metallo, abitato da "persone" che una volta al giorno si ritrovano a socializzare al self-service dei "polmoni".
Ovviamente consiglio anche Chiang, lo trovate anche italiano.
Ps2: «Che cavolo c'è in American Gods? »
Troppa carne al fuoco.
Il romanzo secondo me meno riuscito di Gaiman che, al di là di tutto, per me rende sempre meglio nei racconti brevi.
» postato da Melian alle 21:12 del 11-08-2009
25 «
non sono tornata »
Peccato,
dovremmo criticare Gaiman più spesso, almeno ti rivediamo.
![]()
» postato da G.C. alle 21:28 del 11-08-2009
26 «chiedo ma qualcuno qui proprio qui su FM ha letto gli altri romanzi, non tutti eh, giusto uno o due, per potere affermare, motivando, che il premio non sia stato meritato? » M'è un po' difficile su due piedi dire se ho letto i romanzi del 2002 (quelli del 2009 sicuramente no) sulla base dei titoli originali. Ovviamente conosco più di qualche opera di Willis, Bujold, R.C. Wilson, MacLeod, Stross, Stephenson... per ognuno di loro il confronto con Gaiman è schiacciante (per quest'ultimo)! Tutta gente che racconta qualcosa. «Ovviamente sono d'accordo sulla bizzarria del fatto che un premio che è sempre stato dedicato alla fantascienza ultimamente premi autori fantasy quando c'è già il World Fantasy Award e il Bram Stoker (se non sbaglio anch'esso dedicato al fantasy) » A conferma dell'imbastardimento di genere per l'Hugo c'è il fatto che ne ha vinto uno anche uno dei romanzi di Harry Potter. Bene... almeno concordiamo che American Gods è un guscio vuoto! Finalmente.
» postato da metalupo alle 21:36 del 11-08-2009
27 « Quindi "trama niente", "riferimenti non necessari". Che cavolo c'è in American Gods? Vorrei che qualcuno mi spiegasse una volta per tutte cosa ci trova.» Non ho detto che non c'è trama, ma che è semplice: gli dei muoiono, se nessuno li adora. Cosa succede quando uno di loro decide di sopravvivere a qualunque costo? Anche i riferimenti ci sono, magari nascosti. Per quanto mi riguarda la comunicazione con i libri di Gaiman è puramente emotiva, almeno all'inizio. Per il premio Hugo, devo fare mente locale sui libri del 2002 che ho letto. N.B. Gaiman è ganzo, Chiang è un Grande.
» postato da Kinzica alle 21:49 del 11-08-2009
28 « Non ho detto che non c'è trama, ma che è semplice: gli dei muoiono, se nessuno li adora. Cosa succede quando uno di loro decide di sopravvivere a qualunque costo? » E questo è il tema... o la trama... o entrambi. Bè... sai che non si capisce mica? Che la sento per la prima volta?
» postato da metalupo alle 22:04 del 11-08-2009
29 Non è da agosto 2009 che i "premi" letterari sono fatti per premiare, ma per vendere dei prodotti... in Itaglia come all' estero... Essere a favore o contro Gaiman, quindi, è puramente opinione... a maggior ragione in quanto lo stile e la scrittura non ha termini di paragone omogenei con i granitici, pesantissimi "classici" dagli schemi immutabili, scritti da gente con le arterie ormai irrigidite. Di sicuro, a contenuti, quello che si legge in Gaiman è più che mai il riflesso del lettore... uno legge e si confronta con uno specchio, riferimenti inclusi. Se si ha la presenza emotiva e la coscienza per cogliere, si coglie... altrimenti si rimane imprigionati nella propria gabbia di pregiudizi da laudatores temporis acti. Del resto Hulk è più forte della Cosa.
» postato da Jaime Lannister alle 22:20 del 11-08-2009
30 ««
Non ho detto che non c'è trama, ma che è semplice: gli dei muoiono, se nessuno li adora. Cosa succede quando uno di loro decide di sopravvivere a qualunque costo? »
E questo è il tema... o la trama... o entrambi.
Bè... sai che non si capisce mica? Che la sento per la prima volta?»
o io o te abbiamo letto un'altro libro...
:">
» postato da Kinzica alle 22:21 del 11-08-2009
31 «
altrimenti si rimane imprigionati nella propria gabbia di pregiudizi da laudatores temporis acti.
»
Più che altro nelle braccia di morfeo...
Comunque il mercato può anche cambiare... ma le regole per scrivere un romanzo non credo siano questione di nostalgia del passato, non fino a questo punto. E lui le viola tutte. Per il semplice fatto che, caratterialmente, non sa proprio gestirle.
«o io o te abbiamo letto un'altro libro...
:">»
Comunque è un poco per un libro di 600 pagine. E poi, come detto... ognuno ci trova quel che vuole. Come appena ammesso anche da Lannister. Ditemi voi se questo è narrare!
» postato da metalupo alle 22:45 del 11-08-2009
32 Eh, che polemiche, solo perché ogni tanto vengono considerati anche i libri per ragazzi... ce ne fosse di gente un po' meno snob che sa riconoscere oggettivamente il valore di un testo indipendentemente dal genere e dal target.
» postato da Irene Vanni alle 08:20 del 12-08-2009
33 «
Comunque è un poco per un libro di 600 pagine. E poi, come detto... ognuno ci trova quel che vuole. Come appena ammesso anche da Lannister. Ditemi voi se questo è narrare!»
Non esiste nessun canone o legge che prescriva che un romanzo debba esserci un solo livello di lettura: quello previsto a priori dall' autore.
Se pure tale romanzo esistesse, non sarebbe romanzo, ma articolo di cronaca giornalistica.
« le regole per scrivere un romanzo non credo siano questione di nostalgia del passato, non fino a questo punto. E lui le viola tutte. Per il semplice fatto che, caratterialmente, non sa proprio gestirle.
»
Sempre sul discorso regole... al di là del fatto che conoscere caratterialmente una persona sia difficile già nella realtà, con amici e fidanzati\e con cui si vive a stretto contatto per anni... e quindi impossibile per uno scrittore che vive oltreoceano, di cui si conosce solo qualche scritto... chi ha stabilito queste regole? Nessun altro se non il lettore. Questione di opinioni, quindi. Pretendere che uno scrittore si conformi al proprio modello di scrittura è un po' troppo "on demand"... anche nell' era di internet
:">
» postato da Jaime Lannister alle 08:34 del 12-08-2009
34 Sono deliziato dal Gaiman scrittore di romanzi e racconti, che considero capace di buoni momenti, ma sostanzialmente discontinuo. AG è un Malpertuis in salsa USA. Belli alcuni singoli momenti, ma difficile da considerare omogeneo. In ogni caso nei suoi libri c'è sempre almeno un episodio, un capitolo, una pagina degna di essere ricordata. Nella raccolta precedente è bellissimo il racconto "Come parlare con le ragazze alle feste". Ma rimango ancora convinto che i suoi capolavori siano nella letteratura disegnata, e che Sandman sia uno dei capolavori assoluti dell'arte di narrare. Per quanto anche questo fumetto viva di singole pagine, di tanti bei momenti, di una maestosa ambientazione complessiva che di "trame" complesse e strutturate. In generale concordo con chi pensa che le trame di Gaiman non siano strutturatissime. Ma la letteratura vive anche di evocazioni, di atmosfere, pensiamo alla "Ricerca" di Proust. Non vorrei sembrare offensivo. Ma il viaggio di Sandman è paragonabile a simili ricerche e speculazioni letterarie.
» postato da Manex alle 09:05 del 12-08-2009
35 «
Chi ha stabilito queste regole? Nessun altro se non il lettore. Questione di opinioni, quindi. Pretendere che uno scrittore si conformi al proprio modello di scrittura è un po' troppo "on demand"... anche nell' era di internet
:">»
Guarda... sul discorso Gaiman ci sono tornato moltissime volte. Se insisto è perché a fronte del fatto che per me è proprio palese che quel che ha scritto non valga granché, non riesco a spiegarmi l'attenzione sempre crescente sia del pubblico che della critica che gli si dedica. Mi spiazza veramente.
Anche adesso resto sbigottito dal fatto che nonostante ci sia una certa concordia sul "metodo" che Gaiman usa (e questa è una novità... in altre discussioni non c'era neanche questo), i più lo trovino un merito.
Che dire... godetevelo. Io passo!
«Eh, che polemiche, solo perché ogni tanto vengono considerati anche i libri per ragazzi... ce ne fosse di gente un po' meno snob che sa riconoscere oggettivamente il valore di un testo indipendentemente dal genere e dal target.»
Il target per un premio Hugo è la fantascienza. Questo libro non sembra punti verso quel bersaglio.
» postato da metalupo alle 09:52 del 12-08-2009
36 « Guarda... sul discorso Gaiman ci sono tornato moltissime volte. Se insisto è perché a fronte del fatto che per me è proprio palese che quel che ha scritto non valga granché, non riesco a spiegarmi l'attenzione sempre crescente sia del pubblico che della critica che gli si dedica. Mi spiazza veramente. » Io mi dispiaccio dello scarso spazio -parlando di fantasy - di cui gode Gemmell, o la Kerr, o addirittura vecchi mostri sacri come Leiber o Moorcock. Il pubblico odierno vuole altro, il vecchio, per i neofiti, è tautologicamente... vecchio. A parte Martin, sono anni che ignoro le nuove uscite di genere. Mi fanno vomitare. Ma questo è il mercato. Il target si allarga, e per accontentare un po' tutti si scontentano i pochi che hanno gusti modellati lentamente dal trascorrere del tempo e dalle esigenze ormai specifiche. Così è, ahinoi. Sono convinto che, per restare in tema meriti-riconoscimenti, ci siano autori e autrici molto meno capaci di Gaiman verso i quali riservare la gran parte della nostra indignazione e risentimento per quanto indebitamente essi hanno raccolto senza seminare... eppure, almeno stando a quanto si legge sul presente forum, ciò non accade, o avviene solo sporadicamente. Gaiman, su questa lista di indegni, è un nome che si trova molto in là, IMO. Se proprio bisogna puntare il dito contro qualcuno, trovo più opportuno iniziare da altri, o almeno proporzionare lo sdegno alla giusta misura.
» postato da Jaime Lannister alle 11:00 del 12-08-2009
37 Ciao GC
Rispondo alla domanda di Kinzica che era rimasta orfana...
(con tutto quello che ho speso per farvi studiare un po' Gaiman)
:">
«OT/E i riferimenti chiari ci sono, a volerli cogliere, ma non è necessario capirli tutti imho. Secondo voi, perchè la divinità Thor di AG si definisce Mercoledì?»
Non è Thor ma Odino che si fa chiamare Mr. Wednesday.
Wednesday è il "giorno di Wotan" e Wotan è Odino.
Questa non è un'assocazione tirata a caso per spiegare uno-dei-tanti-riferimenti-di-Gaiman, è proprio l'etimologia del nome.
Mercoledì per noi è invece il giorno di Mercurio.
L'inevitabile traduzione confonde le idee e fa perdere il riferimento. In questo caso il traduttore è "innocente", non so se esiste una nota a piè di pagina nell'edizione italiana che spieghi la questione,
(in altri casi, come le traduzioni di certi titoli per esempio..."lo dichiaro colpevole" :twisted
Forse è anche per questo che non sempre si colgono tutti i riferimenti.
Forse è per questo che bisognerebbe leggere in inglese ![]()
» postato da Melian alle 12:00 del 12-08-2009
38 «
«Eh, che polemiche, solo perché ogni tanto vengono considerati anche i libri per ragazzi... ce ne fosse di gente un po' meno snob che sa riconoscere oggettivamente il valore di un testo indipendentemente dal genere e dal target.»
Il target per un premio Hugo è la fantascienza. Questo libro non sembra punti verso quel bersaglio.»
veramente l'Hugo si doverbbe rivolgere a SF e fantasy. Infatti Gaiman non è il primo a vincere non essendo fantascientaro. Senza andar troppo a ritroso (la mia memo non ha abbastanza RAM e allora dovrei ricercare e sono pigra :mrgreen
un paio di anni fa non aveva vinto la Clarke con quella ciofec... (ehm, no, Melian, posa quella mazza
:"> ) ...Volevo dire con il suo Jonathan Strange e MR Norrell?
A proposito Melian, ma perché ti sei riscritta dal livello hobbit?
Cmq bentornata ![]()
» postato da Marina alle 12:12 del 12-08-2009
39 «
veramente l'Hugo si doverbbe rivolgere a SF e fantasy. Infatti Gaiman non è il primo a vincere non essendo fantascientaro. »
Ci sono state anche eccezioni più vecchie... però, vabbè... un tempo il confine fra i due generi non era così netto. Né era netta la "separazione delle carriere" degli scrittori dell'uno e dell'altro genere.
Okay, okay... è il miglior libro dell'anno. Il più imperdibile. Si capisce già dalla descrizione (ioooo... vedooooolagenteeeemortaaaa)!!!
Però ogni tanto leggete anche le altre nomination, eh? Sia mai vi si aprisse un mondo.
:">
Passo e chiudo... sono soddisfatto perché qualche conferma l'ho avuta. Sull'approccio se non sul valore. Cominciavo a sentirmi strano.
» postato da metalupo alle 12:32 del 12-08-2009
40 «Ciao GC
Rispondo alla domanda di Kinzica che era rimasta orfana...
Non è Thor ma Odino che si fa chiamare Mr. Wednesday.
Wednesday è il "giorno di Wotan" e Wotan è Odino.
Questa non è un'assocazione tirata a caso per spiegare uno-dei-tanti-riferimenti-di-Gaiman, è proprio l'etimologia del nome.
Mercoledì per noi è invece il giorno di Mercurio. «
Sorry per Odino, io faccio sempre casino con i nomi.
Però l'avevo interpretato in altro modo: c'è una storia precedente, che mi ricorda quella di Gaiman: G.K . Chesterton, The man who was Thursday.
Lo so che Thursday non è Wednesday, ma... non ci trovate una strana analogia?
» postato da Kinzica alle 12:56 del 12-08-2009
41 Ciao Marina,
storia lunga sul perchè sono tornata hobbit
«Però l'avevo interpretato in altro modo: c'è una storia precedente, che mi ricorda quella di Gaiman: G.K . Chesterton, The man who was Thursday.
Lo so che Thursday non è Wednesday, ma... non ci trovate una strana analogia?»
Eeeeehhh ma così presti il fianco a Metalupo che dice che noi fan-girls e fan-boys cerchiamo di trovare riferimenti che non esistono
Non conosco bene il romanzo di Chesterton ma non vedo l'analogia.
Odino usa di fatto un nome che gli appartiene, nel romanzo di Chesterton, se non ho letto male, sono i membri dell'associazione anarchica che decidono di darsi i nomi della settimana, dei nicknames insomma
«Però ogni tanto leggete anche le altre nomination, eh? »
Quotone, a di là di chi vince questo o altri premi letterari tra i candidati si trovano spesso degli autori e dei romanzi interessanti. In effetti le liste dei candidati, in tutte le categorie, sono utilissime per scoprire nuovi autori.
» postato da Melian alle 13:12 del 12-08-2009
42 «
Non conosco bene il romanzo di Chesterton ma non vedo l'analogia.
Odino usa di fatto un nome che gli appartiene, nel romanzo di Chesterton, se non ho letto male, sono i membri dell'associazione anarchica che decidono di darsi i nomi della settimana, dei nicknames insomma
»
Il riferimento c'è. Trama: vogliono uccidere Sunday, il capo, il dio Pan...
Per me Gaiman è ok anche senza riferimenti, come ho detto.
Ma quelli che vengono fuori sono moooooolto interessanti.
P.S. Tanto il Meta è un irriducibile....
:">
» postato da Kinzica alle 13:38 del 12-08-2009
43 «
Okay, okay... è il miglior libro dell'anno. Il più imperdibile. Si capisce già dalla descrizione (ioooo... vedooooolagenteeeemortaaaa)!!!
Però ogni tanto leggete anche le altre nomination, eh? Sia mai vi si aprisse un mondo.
:">
»
Meta, era solo una puntualizzazione sui requisiti formali, io di Gaiman ho letto solo Coraline (che peraltro trovo perfettamente comprensibile e riassumibile) e mi è piacuuto ma non mi fa strappare i capelli, quindi lungi da me voler fare la Lancillotta dello scrittore ![]()
» postato da Marina alle 13:57 del 12-08-2009
44 «(ioooo... vedooooolagenteeeemortaaaa)!!!
»
Fantastico!! Fatti dare un po' di numeri per il Super Enalotto!!!
(così poi me li passi
)
![]()
» postato da Kinzica alle 16:46 del 12-08-2009
45 Una piccola nota di chiarimento, assolutamente amichevole... il traduttore non è quasi mai "colpevole" (come suggerisce simpaticamente Melian) per i titoli dei romanzi... credo tutti sappiano che vengono sempre scelti dall'editore, per ragioni strane e insondabili, come spesso accade per i film. Se poi ti riferisci al titolo "Il figlio del cimitero", quello è stato addirittura concordato dalla redazione Mondadori con lo stesso Gaiman. Si perde un po' il riferimento a Kipling, ok, ma poi riaffiora prepotente (così come un altro riferimento evidentissimo che neppure recensori straquotati di certe riviste hanno saputo cogliere, essendo assente dalle note stampa... mi chiedo se i recensori leggano davvero i libri) leggendo il romanzo.
Ed è quello, che conta. Va detto che personalmente io preferisco le citazioni nascoste come una strizzatina d'occhio per chi sa coglierle...
» postato da (Giuseppe Iacobaci) alle 12:11 del 13-08-2009
46 Apprezzo l'uso del "quasi" almeno per quanto riguarda i titoli dei romanzi
, su certe traduzioni...lascio perdere, ho già creato un po' di scompiglio qualche mese fa
:">
La scelta di cambiare il titolo, cosa che non mi piace per niente, non credo sia così insondabile. Certi titoli tradotti "fedelmente" in italiano diventano meno accattivanti, da qui modifiche più "markettare".
«(così come un altro riferimento evidentissimo che neppure recensori straquotati di certe riviste hanno saputo cogliere, essendo assente dalle note stampa»
Ti riferisci ai ghouls di Lovecraftiana memoria?
«... mi chiedo se i recensori leggano davvero i libri) »
Puntare...mirare...fuoco!
:">
» postato da Melian alle 12:29 del 13-08-2009
47 «Ovviamente sono d'accordo sulla bizzarria del fatto che un premio che è sempre stato dedicato alla fantascienza ultimamente premi autori fantasy ...» Per me possono dargli anche il Premio Pulitzer o il Premio Nobel, se l'effetto è di riportarci per un po' questa forumista ! Saluti.
» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 13:13 del 13-08-2009
48 «Per me possono dargli anche il Premio Pulitzer o il Premio Nobel, se l'effetto è di riportarci per un po' questa forumista !
Saluti.»
EsagGIerato, poi lo senti il Meta
:">
» postato da Melian alle 14:19 del 13-08-2009
49 Io di Gaiman per ora ho letto solo Coraline, e mi è piaciuto.
American Gods è sullo scaffale in attesa...
Piccolo dubbio: ma "the Graveyard Book" quindi è "il figlio del cimitero"?
Ciao Melian! ![]()
» postato da Musa alle 14:32 del 17-08-2009
50 «
Piccolo dubbio: ma "the Graveyard Book" quindi è "il figlio del cimitero"?
»
Esatto. ![]()
» postato da G.C. alle 14:54 del 17-08-2009
51 «Io di Gaiman per ora ho letto solo Coraline, e mi è piaciuto.
American Gods è sullo scaffale in attesa... »
Uhm... suppongo che tra i due noterai qualche lieve differenza... ![]()
» postato da Die alle 15:18 del 17-08-2009
52 «Uhm... suppongo che tra i due noterai qualche lieve differenza...
»
...tipo quella che c'è tra una cadillac custom con interni in pelle e un piatto di manzo Angus cotto a puntino e moderatamente spruzzato di spezie rare
(per dire: entrambe cose ottime e di gran gusto, in categorie assolutamente diverse
)
» postato da Duke Valentine alle 17:15 del 17-08-2009
53 (Come ho potuto dimenticare Stardust!
)
mmm ciò mi rincuora...
Prima o poi lo inizierò...
» postato da Musa alle 18:09 del 17-08-2009
54 ««Per me possono dargli anche il Premio Pulitzer o il Premio Nobel, se l'effetto è di riportarci per un po' questa forumista !
Saluti.»
EsagGIerato, poi lo senti il Meta
:">»
Se l'effetto è questo, anche per me!
(Che me frega se si prende il Nobel? Basta che molla le zampe dall'Hugo!
)
» postato da metalupo alle 00:09 del 18-08-2009
55 Boh, io ho adorato Nessun Dove, mentre American Gods l'ho trovato sconnesso e a tratti noioso. Questo per dire che in fondo le opere di uno stesso autore possono anche essere diverse.
» postato da Laeryn alle 13:23 del 22-08-2009
56 Dopo aver ricevuto una mail da un fan di Gaiman cui il libro è piaciuto per nulla, mi sono fatto un giro fra le recensioni (per ora poche) disponibili in rete. Per curiosità.
Prevalgono quelle positive, anche molto positive. Quasi tutte però evidenziano (quando sanno farlo, altrimenti ne parlano senza motivare) dei difettucci circoscritti che lo rendono, a loro dire, un libro godibile ma non straordinario... o comunque - e sto sempre riferendo quel che dicono - non ai livelli di altre cose più apprezzate scritte da Gaiman in passato.
Poi ho trovato due recensioni negative. E pure queste scritte da gente normalmente abbastanza interessata ai romanzi di Gaiman. Una dà un giudizio sul neutro/sbadiglioso (parla di libro "freddo"
e una lo demolisce impietosamente (non so capire se a ragione o quantomeno applicando qualche capacità critica valida).
Pochi indizi, per di più letti da me che non ho letto il libro. Eppure un'impressione me l'hanno rafforzata. Non dovrebbe essere un lavoro da premio. Probabile sia qualcosa su standard più "standard", appunto.
» postato da metalupo alle 02:36 del 25-08-2009
57 «Dopo aver ricevuto una mail da un fan di Gaiman cui il libro è piaciuto per nulla, mi sono fatto un giro fra le recensioni (per ora poche) disponibili in rete. Per curiosità.
Prevalgono quelle positive, anche molto positive. Quasi tutte però evidenziano (quando sanno farlo, altrimenti ne parlano senza motivare) dei difettucci circoscritti che lo rendono, a loro dire, un libro godibile ma non straordinario... o comunque - e sto sempre riferendo quel che dicono - non ai livelli di altre cose più apprezzate scritte da Gaiman in passato.
Poi ho trovato due recensioni negative. E pure queste scritte da gente normalmente abbastanza interessata ai romanzi di Gaiman. Una dà un giudizio sul neutro/sbadiglioso (parla di libro "freddo"
e una lo demolisce impietosamente (non so capire se a ragione o quantomeno applicando qualche capacità critica valida).
Pochi indizi, per di più letti da me che non ho letto il libro. Eppure un'impressione me l'hanno rafforzata. Non dovrebbe essere un lavoro da premio. Probabile sia qualcosa su standard più "standard", appunto.»
Puoi linkare le recensioni negative? Mi piacerebbe leggerle. A me il libro è piaciuto, però sul premio non mi pronuncio. Possibilissimo che ci fossero romanzi più meritevoli, perché no?
» postato da Die alle 08:14 del 25-08-2009
58 « Puoi linkare le recensioni negative? » Bho... se le ritrovo.
» postato da metalupo alle 13:31 del 25-08-2009
59 Di Gaiman ho letto Stardust e sono alle prese con il Figlio del Cimitero... stilisticamente non lo trovo strabiliante, ciò che più mi stupisce dei suoi libri è la fantasia, l'originalità. Anche se il Figlio del Cimitero mi sta un pò deludendo...
» postato da Cristallo alle 16:46 del 06-09-2009
60 Quello che mi sconcerta un po'è il premio Hugo 2009: cosa ha di fantascientifico la formazione di Nobody Owens? Nulla di scientifico viene menzionato nel romanzo. Forse potrebbe richiamarsi ai sottogeneri della fantascienza anni 60 che si occupavano di fenomeni paranormali e delle percezioni extrasensoriali, argomenti tipici anche di certi horror. Rimane il fatto che tali elementi rimangono legati più alla magia che non a spiegazioni scientifiche o pseudo- o fanta- scientifiche.
» postato da Luca Ghezzani alle 14:59 del 18-01-2010
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1 Grandissimo Gaiman. Il libro è favoloso. Se solo ne scrivesse qualcuno in più, 'annaggia a lui...
» postato da Die alle 16:36 del 10-08-2009