Delos Store
La libreria
del fantastico
Libri di fantascienza
Libri fantasy
Libri Delos Books
Urania - Editrice Nord
Fanucci - Usato
Collezionismo
Pagamenti con carta di credito, bonifico bancario o bollettino postale - Entra »
Ultimi articoli
- Fantasy in rete: Fantastic Maps
- Editoria fantastica: Incontro con MalEdizioni
- Videogiochi: The Witcher 2
- Videogiochi: The Elder Scrolls V: Skyrim
- Videogiochi: Dragon Age 2
- Videogiochi: Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord
- Saghe Fantasy: Terry Brooks: La saga di Shannara
- Videogiochi: Pokemon Nero-Bianco
- Editoria fantastica: Incontro con Lapis
- Fantasy in rete: Giochi sul Nostro Tavolo
In questo canale
- Leggende italiane
- Leggende italiane: I monti della Sibilla nella Marca
- Leggende italiane: La festa dei morti in Sicilia
- Leggende italiane: Alle origini di Babbo Natale
- Leggende italiane: Masticabrodo
- Leggende italiane: Il Natale e il Sol Invictus
- Leggende italiane: La Toscana tra chimere, fantasmi, castelli e tesori nascosti
- Leggende italiane: La leggenda del mago Eliodoro
- Leggende italiane: Leggende di Roma
- Leggende italiane: Gli incantesimi di Cagliostro
- Leggende italiane: Lucca. Streghe, folletti e diavoli
Lucca. Streghe, folletti e diavoli

Il Linchetto, dispettoso folletto lucchese

Il Linchetto, dispettoso folletto lucchese
In questa puntata vi raccontiamo alcune leggende prettamente locali, legate cioè ai luoghi e alle tradizioni di una specifica zona d'Italia. In questo caso parliamo della Lucchesìa. Questo termine, oggi poco usato, indica la zona geografica che raccoglie Lucca e provincia, inclusa la splendida area della Garfagnana. Questi racconti hanno un fascino particolare, in quanto legati strettamente alle usanze della zona, o a curiose caratteristiche del territorio circostante.
Nell'antichità non c'era la cultura moderna del raziocinio e della scientificità, così la fantasia e il soprannaturale avevano una grande diffusione. Nacquero leggende e racconti, alcuni dei quali oggi difficilmete reperibili, in quanto tramandati in forma orale. Era comune raccontare queste storie la sera intorno al fuoco... d'altronde la televisione non c'era. Torniamo un po' indietro nel tempo e godiamoci alcune di queste leggende lucchesi.
Il Linchetto, un folletto dispettoso
Cominciamo dal curioso Linchetto. Questo folletto è un gran burlone che le fa di tutti i colori, specialmente ai vecchi e agli animali. Di notte il Linchetto entra nelle case e si diverte in vari modi. Nasconde gli oggetti nei posti più impensati, causando disperazione nei proprietari. Gli piace girare per le stalle, dove trae gran divertimento soprattutto dall'arricciare i crini del cavallo, facendone treccine. Si diverte anche a legare le zampe delle pecore con corde di paglia o fieno.
Ma non finisce qui. Infatti il Linchetto entra spesso e volentieri in camera da letto, magari toccando i piedi delle vecchie, oppure tira per terra le lenzuola per poi scoppiare in sonore risate. Altre volte invece si piazza sul petto del dormiente e non lo fa più respirare.
Insomma è veramente dispettoso, anche se non è pericoloso. Gli unici che si salvano sembrerebbero i bambini, con i quali invece è molto cordiale; li accarezza e li bacia, tanto che la mattina assumono un bel colore rosato e sono ancora più belli. Ma con tutti gli altri il Linchetto può essere veramente un problema.
In realtà la soluzione c'è. Infatti questo folletto ha una vera mania per la pulizia, e non tollera la sporcizia e le parolacce. Quindi si può provare a... ruttare o emettere flatulenze per vedere se se ne va! Se ancora insiste potete provare a tenere a portata di mano pane e cacio; se la notte il Linchetto inizia coi suoi dispetti prendete il pane e cacio, andate al bagno e mentre... espletate le vostre funzioni, mangiate intonando questa filastrocca:
“Alla faccia del Linchetto
mangio e caco 'sto cacetto”
oppure, in un'altra versione...
“Me ne mangio pane e cacio
e del Linchetto me ne incaco”
Certo se proprio non ve la sentite di usare questi modi poco signorili, oppure se nonostante rutti e peti proprio non se ne vuole andare, provate in quest'altro modo: prima di andare a dormire mettete una tazza di riso ai piedi del letto. Il Linchetto quando arriva tenterà di scoprire i piedi al dormiente, ma urterà la tazza spargendo per terra i chicchi di riso. Preciso com'è non sopporterà tutto quel disordine e si metterà subito a raccoglierli uno per uno, cosa che lo impegnerà tutta la notte; quando arriva l'alba, non sopportando il sole, sarà costretto ad andarsene.
I riti macabri delle streghe

Le streghe in volo, da un dipinto di Goya
In effetti nel 1571 e nel 1589 furono arse o strangolate delle streghe a Lucca, accusate tra l'altro di aver estratto dai cadaveri dei bambini degli organi. Secondo loro questi organi erano necessari alla preparazione di unguenti magici. Gli unguenti così preparati avevano proprietà miracolose. Con essi era possibile trasformare gli uomini in animali, per esempio. Alle donne invece donavano la capacità di volare.
Un preparato particolare si ricavava dal grasso umano. Di notte una strega apriva un cadavere all'altezza dei reni, con un coltello; un'altra scavava nella ferita raccogliendo il grasso, che poi veniva fatto bollire insieme a una serpe. Chi si ungeva con questo macabro unguento diventava uno stregone o una strega di straordinario potere.
Il Diavolo e il contadino

Il Diavolo rapisce una donna, in un antico disegno
Il Diavolo disse allora: “Salterò io, a patto che tu mi dia l'anima del primo che passa nel punto tra dove sono io adesso e quello dove sei tu.” Stavolta il contadino accettò, il diavolo saltò sulla montagna e poi con un altro balzo tornò al punto di partenza.
Il furbo contadino allora fischiò al suo cane, poi gettò un sasso verso il Diavolo mandandogli incontro il cane. “Eccoti l'anima della scommessa, pigliatela!” gridò; Il demonio, gabbato, si infuriò, gli occhi rossi di fuoco, il viso diventò un muso di lepre, il corpo quello di un enorme lucertolone coperto di squame. Sgambettò verso l'abisso e vi precipitò mandando fiamme dalla bocca e urlando.
Il Diavolo e il santo
È ancora il Diavolo il protagonista della leggenda del Monte Forato. Questa volta però a contrapporsi alle tentazioni non è un contadino ma San Pellegrino; nella zona è presente infatti un santuario. Quando ci si reca al santuario si deve portare fin lassù un sasso, che può essere grande o piccolo, a seconda della capacità del viaggiatore.
L'importante è portarlo e non voltarsi indietro, altrimenti si potrebbe ricevere un sonoro ceffone dal Santo! E non è proprio il caso di arrischiarsi, perché la leggenda vuole che quando San Pellegrino viveva su queste montagne, pregando e meditando, venne infastidito dal Diavolo.
San Pellegrino stava costruendo una croce con tutto il suo amore e il Diavolo proprio non sopportava più di vederlo pregare e cantare tutto il giorno. Più volte l'aveva tentato inutilmente. Così alla fine decise di dargli uno schiaffo, che fece cadere a terra il Santo tramortito. “Questa volta finalmente l'ho sistemato! Vedrai che per un bel po' la smetterà di far croci e biascicare orazioni! Che schifo che mi fa!”.
Così diceva il Diavolo, mentre rideva. Ma San Pellegrino si rialzò e diede al Demonio un tale schiaffone che egli volò attraverso tutta la valle, batté la testa contro i monti delle Alpi Apuane, fece un buco nella montagna e si ritrovò in Versilia. Da qui il nome Monte Forato. E da quel giorno di diavoli in Garfagnana non se ne videro più.
Quindi, concludendo, se avete in mente di passare qualche giorno in questa bella zona della Toscana, godetevi pure i bei paesaggi e l'ospitalità lucchese. Ma attenzione a folletti e distinti gentiluomini. E magari portatevi pane e cacio, che, anche se il Linchetto non si fa vedere, è comunque squisito, come tutta la cucina locale.
Commenti
2 Ciao Linda, sono io l'autore dell'articolo. Hai ragione, non ho incluso anche Il Ponte del Diavolo, tra i racconti dell'articolo. D'altronde la leggenda era molto simile a quella già utilizzzata per il "Salto del Diavolo" di Barga.
In questo caso pare che il costruttore del ponte non riuscisse a finire i lavori in tempo, e si affidò al demonio per avere aiuto. Il Diavolo acconsentì, ma a patto di prendersi l'anima del primo che avesse attraversato il ponte.
In questo caso il furbo architetto ingannò il Diavolo con un maiale (invece di un cane).
Come vedi la storia è simile e l'articolo avrebbe potuto essere un po' ripetitivo, con un ulteriore racconto sul Diavolo, quasi uguale a quell'altro.
C'è poi da dire che nelle leggende italiane il diavolo sbuca fuori da tutte le parti, quindi è difficile in un articolo mettere tutte le innumerevoli presunte apparizioni del maligno.
E non è neanche questo lo scopo della rubrica, che non vuole essere una raccolta esaustiva (sarebbe impossibile) di tutti i racconti, ma solo una selezione, magari invogliando poi il lettore ad approfondire per conto suo.
Spero comunque che l'articolo ti sia piaciuto e che tornerai a trovarci
Un saluto
Fulvio
» postato da Zio Zofu alle 14:28 del 13-07-2006
3 M'interessano molto le vicende di streghe, diavoli e folletti. Mi occupo di teatro e lavoro anche con i bambini, che come sai adorano questi argomenti, storie che pescano spesso in tradizioni orali antichissime, e che dovrebbero affascinare, o perlomeno incuriosire, anche gli adulti, ma il mondo sta perdendo ogni capacità immaginativa, e la visionarietà, che poggia comunque su basi non sempre solo fantasiose, è rimasta patrimonio di pochi, malinconici eletti... Fammi avere, se puoi, indicazioni e curiosità da mettere nella mia bisaccia... Un abbraccio
» postato da Roberta Gabelli alle 14:06 del 10-10-2006
4 «Ciao Linda, sono io l'autore dell'articolo. Hai ragione, non ho incluso anche Il Ponte del Diavolo, tra i racconti dell'articolo. D'altronde la leggenda era molto simile a quella già utilizzzata per il "Salto del Diavolo" di Barga.» ..si però il Ponte ha il suo effetto, soprattutto visto di notte.. Una nota di merito e ci voleva..
Mentre per il Monte Forato: ecco questa non la sapevo! Devo dire però che è molto suggestivo vederlo da "vicino"...
Anzi se siete in località Pruno, da cui si vede bene il Monte: fermatevi a fare merenda!!!
» postato da Harlock alle 19:15 del 11-10-2006
5 Interessante questa pagina. Sono uno scrittore di fiabe e spesso mi ispiro alla tradizione e alle piccole storie locali, serbatoi infiniti di idee e magia. Se Roberta avesse bisogno di nuove fiabe e racconti, mi contatti pure! Un saluto a tutti, Andrea
» postato da (Andrea Biscaro) alle 20:10 del 13-11-2008
6 Un saluto a tutti: io scrivo dal piemonte, dal cuneese. Mi interesso di leggende locali e le sto raccogliendo per pubblicarle su di un giornale locale. Ho trovato molte analogie con queste, anche se di altra zona geografica. Dalle vostre parti, in toscana, le leggende sono legate alla figura della Borda; simile alle nostrane masche. Se qualcuno fosse a conoscenza di qualche leggenda particolare mi contatti su skype Contatto: rcccld
» postato da (claudio rocca) alle 11:20 del 21-12-2009
7 ciao a tutti. scusate l'introduzione ma è meglio fare un pò di chiarezza in quanto da quanto letto si sta facendo un bel pò di confuzione: la leggenda del salto del diavolo nei pressi di Barga è sbagliatissima!!! codesta l'è la vera storia: la vicenda del cane è riconducibile solo alla leggenda del "ponte del diavolo" in quel di Borgo a Mozzano. saluti.
» postato da (LuCantante ) alle 10:20 del 03-10-2011
Puoi continuare la discussione sul forum



1 io abito in lucchesia e credo che l'autore dell'articolo abbia dimenticato un particolare, esiste dalle nostre parti anche un ponte, che ha a che fare con i l diavolo tanto da prenderne il nome: Ponte del Diavolo, per la leggenda che lo circonda
» postato da linda alle 13:54 del 13-07-2006