Con il romanzo La morte dei re (Death of Kings, 2011) torna in libreria il nome di un maestro del romanzo storico: Bernard Cornwell, con il sesto romanzo delle Saxon Chronicles; e qui siamo al momento della morte di re Alfredo il Grande che ha passato tutta la sua esistenza per la realizzazione di una nazione e forse con lui questo tentativo svanisce e l’Inghilterra sembra in procinto di tornare ancora una volta nel caos più totale.

Per il grande guerriero Uhtred di Bebbanburg, nato sassone ma rapito da ragazzo dai Vichinghi e da loro allevato è il momento di scelte difficili.

Rientrato nelle sue terre lui ha giurato fedeltà a re Alfredo che ora vuole che a succedergli sia suo figlio Edward, ma ci sono altri forti pretendenti al trono e Uhtred ha forte il desiderio di riprendersi le terre e il castello che sono sue di diritto. E’ vero ha giurato fedeltà a Re Alfredo ma non a suo figlio.

Uhtred è anche ben consapevole che lui, come guerriero del re, può essere il mezzo per rendere reale il sogno del suo Re, una Inghilterra unita e cristiana, ma se lui decide altrimenti il prezzo sarà che il sogno di una nazione unificata cadrà nell’oblio.

Come sempre l’autore cerca di appassionare i lettori con una saga in cui il mito, la magia e la storia del declino dei regni anglosassoni si fondono in un affresco appassionante.

Un brano

"Alfredo sembrava già morto. Avrei potuto scambiarlo per un cadavere se al mio ingresso non avesse ritratto la mano da quella di Osferth, che stava piangendo. Il lungo viso del re era bianco come il vello delle pecore, con gli occhi infossati, le guance incavate e un filo di barba simile a un’ombra. I capelli, ormai radi, erano tutti bianchi. Le gengive si erano ritratte dai pochi denti che gli restavano e il mento non rasato era punteggiato di grumi di saliva. La mano posata sul libro pareva quella di uno scheletro, tanto sottile era diventato lo strato di pelle, e l’anello con un grosso rubino che gli brillava sull’anulare era ormai troppo largo per quel dito ossuto. Il respiro era superficiale, ma, stranamente, la voce risuonò ancora molto forte quando il re mi accolse dicendo: «Ecco la spada dei sassoni»."

La quarta di copertina

Al crepuscolo del IX secolo, Alfredo il Grande è in punto di morte, e con lui sembra esserlo anche il sogno di un’Inghilterra unita. Il regno ripiomba inevitabilmente nel caos: all’antica minaccia dei danesi si aggiunge quella dei nobili sassoni, pronti ad allearsi con gli odiati nemici pur di mettere le mani sul potere e impedire al principe Edoardo di succedere al trono. Senza dimenticare la minaccia dei vichinghi da nord...

In questo scenario tumultuoso, Uhtred di Bebbanburg, il guerriero sassone cresciuto tra i vichinghi, è stretto in una morsa altrettanto insidiosa, combattuto tra la fedeltà ad Alfredo e il desiderio di recuperare le terre dei suoi antenati. Ha infatti giurato fedeltà al vecchio re, ma non al suo erede, e nonostante gli anni di fedele servizio non è convinto di continuare a lottare per la causa di un’Inghilterra unita e cristiana. Ma deve prendere una decisione, su cui incombe l’ombra cupa di una profezia pronunciata da un’indovina: «Sette re moriranno, e le donne che ami...»

Uhtred imbraccerà le armi in difesa della causa di Alfredo il Grande o lascerà che il sogno di un regno finalmente unito cada per sempre nell’oblio?

L’autore

Bernard Cornwell è nato nel 1944 a Londra si è laureato alla London

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