Cosa pensa delle critiche che a volte vengono mosse agli effetti speciali, di chi li considera troppo presenti a discapito della storia?

Credo che a volte gli effetti speciali possano essere usati per sopperire alle mancanze della storia. Tutti noi abbiamo visto film così, in cui la parte visiva prende il sopravvento su tutto. Non è il genere di film a cui mi piace lavorare, sicuramente non quello che vado al cinema a vedere. Dal punto di vista della produzione il ragionamento è logico: vuoi ottenere il maggior pubblico possibile e punti su effetti innovativi e grandiosi perché sai che attirano, mentre al contrario una storia in cui gli effetti speciali hanno un ruolo meno "appariscente" potrebbero portare in sala meno gente. 

Eppure ci sono film che dopo i primi giorni sotto i riflettori vengono criticati anche duramente per via degli affetti e del loro uso. O abuso. 

Perché sotto la parte visuale c'è una struttura debole. Per me è fondamentale che gli effetti servano alla storia e non siano lì solo per far scena: per fare un esempio, in Iron Man 3 abbiamo dedicato molta cura alla distruzione della casa di Tony Stark perché doveva rendere visivamente evidente che il mondo del protagonista era sotto attacco, che Tony rischiava di perdere anche fisicamente tutto ciò che gli era famigliare. 

Il suo incarico più recente è stato quello di supervisore agli effetti speciali proprio di Iron Man 3: può spiegare ai non addetti ai lavori cosa significa esattamente questo ruolo all'interno della produzione di un blockbuster?

Nel caso di Iron Man 3 essere supervisore degli effetti speciali significa avere l'opportunità di lavorare gomito a gomito con un team di circa 20 persone che a sua volta sovraintende al lavoro di diciassette tra compagnie e studi di progettazione, per un totale complessivo di circa millecinquecento tra artisti e tecnici al lavoro in sei paesi diversi contemporaneamente. E' stato un impegno enorme, e una sfida dura visto che la data di uscita era fissata e non avevamo moltissimo tempo per realizzare gli effetti in post produzione.

Lei è in questo settore da quasi vent'anni: cosa le piace di più del suo lavoro?

Probabilmente il fatto che mi permette di lavorare con tutti i dipartimenti di produzione di un film. Noi degli effetti speciali lavoriamo insieme al reparto makeup, ai costumisti, al direttore della fotografia, seguiamo da vicino il set design... Abbiamo le mani un po' dappertutto. Cerchiamo di intervenire dove possiamo essere utili per ottenere il risultato a cui il regista punta, per raccontare la storia nel modo migliore. E siamo gli ultimi in ordine di tempo a lasciare il film, siamo quelli che per "chiudono" il progetto, che rimangono a lavorare accanto al regista durante la fase di editing e la post produzione. Significa essere presente dall'inizio alla fine, dal primo giorno alla consegna del film nelle sale. E' un grande onore.

Ecco, questo è un punto su cui vorrei insistere perché è un dubbio diffuso: non essendo esperti di questo settore tanti appassionati hanno l'impressione - comprensibile -  che gli effetti speciali vengano realizzati solo in post produzione, solo quando le riprese sono completate: gli attori vanno a casa, e voi arrivate. Lei sta descrivendo un quadro molto diverso. 

Sì, capisco cosa intendi. C'è del vero, nel senso che la parte pesante degli effetti speciali è sicuramente realizzata in post-produzione. Allo stesso tempo, il modo in cui una scena è filmata influisce sul modo in cui poi gli effetti verranno completati e rifiniti, ecco perché interveniamo durante le riprese, magari suggerendo una diversa metodologia di ripresa oppure una determinata soluzione tecnica: possiamo usare un diverso fondale? O usare un green screen piuttosto che un blue screen? E' possibile mettere più gel in testa all'attore in scena, così i capelli non voleranno troppo in giro? I capelli complicano non poco la vita, nel mio settore. Siamo costantemente accanto a ogni dipartimento di produzione per cercare il modo più efficiente per ottenere il risultato migliore, consapevoli che ci verranno fatte le richieste più strane. Per me gli effetti speciali sono il dipartimento "Yes we can" ("Sì, possiamo farlo", n.d.r.) [ride] perché qualunque sia la richiesta del regista, la risposta è sempre sì, possiamo farlo, dati abbastanza tempo, risorse e budget.

Ecco perché gli effetti speciali sono sempre più integrati in tutti gli aspetti di una produzione, perché siamo utili a tutte le altre sezioni.

The Avengers: The Age of Ultron è previsto per il 2015 eppure lei ci sta già lavorando: può anticiparci qualcosa? Qualsiasi cosa?

Il prossimo Avengers sarà un gran film. E... No, nient'altro. [ride] Diciamo che le cose promettono bene, sto lavorando al progetto già da qualche mese e devo dire che si annuncia un lavoro eccitante. Joss Whedon è al timone e onestamente non vedo l'ora che la produzione cominci.

Lei ha lavorato ad alcuni dei maggiori successi di Hollywood degli ultimi 10-15 anni...

[ride] Non sono così vecchio!

Lo so, il che rende la sua filmografia ancora più impressionante! Tra tutti i film a cui ha lavorato e i registi con cui ha collaborato, c'è qualcuno o qualcosa che le è rimasto particolarmente in mente?

Più che altro mi è chiaro come tanti progetti anche molto diversi tra loro siano simili per quanto riguarda il mio ruolo. Mi spiego meglio: sono stato molto fortunato nella mia carriera, ho avuto l'opportunità di lavorare a grandi progetti con registi molto diversi tra loro, ognuno dei quali aveva un'idea chiara della storia che voleva raccontare. E in definitiva il mio lavoro è questo, aiutare il regista a raccontare la sua storia. Di fatto sono un interprete, un traduttore. Devo entrare in sintonia con il regista e la sua storia se voglio poter spiegare agli artisti del mio dipartimento qual'è il risultato a cui dobbiamo arrivare.