Sono lieta di intervistare il direttore di Fantasy Magazine, nella veste di scrittore.

E’ nata un’altra magnifica collana fantasy, la tua! Ce ne parli?

Ciao Claudia.

Tutto nasce da una proposta di Franco Forte, che ha già inaugurato con successo la formula di The Tube. Mi ha chiesto di creare un’altra serie fantasy e di scrivere quindi il primo episodio.

Se come lettore  sono affascinato da tanti aspetti del fantastico, anche dalla fantasy classica, devo ammettere che la principale ispirazione, in qualità di scrittore, è di creare un'ambientazione più moderna, urbana e cittadina. 

Mi piace l'idea che creature mitiche e leggendarie non siano in realtà sparite dal nostro mondo, ma che siano accanto a noi, visibili solo alzando lo sguardo,  e che ci distolgono dalla vita frenetica  del quotidiano.

La teoria che ispira Urban Fantasy Heroes è celata proprio in un  ‘’punto cieco’’. 

Altro tema che mi ispira è la possibilità  che, di fronte agli eventi più disparati,  persone normali sviluppino capacità paranormali,  o magari,  a seconda della loro inclinazione,  diventino eroi o personaggi meschini 

La cosa più importante della saga però deve essere l'ambientazione contemporanea e reale. Mi piace l'idea di parlare di luoghi che si conoscono, per cui le storie di questa collana dovranno essere ambientate in città reali, non in una generica cittadina degli Stati Uniti o della provincia italiana.

Che poi sia straniera o italiana, New York, Saigon, Milano o Lucca, poco importa, l'importante è che la storia sfrutti le caratteristiche del luogo, rendendo la città una coprotagonista.

Queste sono le linee guida, sulle quali ho sviluppato il primo episodio, ambientato a Milano, e nel quale un giovane informatico acquisirà dei poteri magici in seguito all'incontro con una creatura leggendaria.

La concezione moderna del  fantasy.  Cosa è cambiato rispetto al passato?

È aumentata l'ampiezza dei temi trattati. Già da tempo la fantasy non è più la “legittima fuga del prigioniero” di Tolkienana memoria, ma ha perso la componente escapista, pur rimanendo un prodotto di intrattenimento.

Perché non parlare di crisi economica, delle conseguenze nefaste della civiltà dei consumi o di precariato anche con la Fantasy?

Ci sono tanti grandi temi che riguardano l'attualità, ma si prestano a una lettura filtrata attraverso le lenti del fantastico.

Se prima la lettura era allegorica e necessitava della costruzione di un mondo secondario, ora è possibile che non ci siano confini tra il nostro mondo e il cosiddetto “mondo secondario”.

Da dove nasce l’idea del tuo racconto? C’è qualche episodio in particolare che ti ha influenzato?

Ci sono parecchi riferimenti al mio lavoro di informatico, alla realtà del mio lavoro e della vita quotidiana, ma non saprei dire come e quando esperienze personali, idee rimaste in “background” nel mio cervello si siano fuse.

Quello che posso dire è  che tutto nasce quasi “su commissione”: un amico mi ha proposto un progetto di antologia Urban Fantasy al quale ho aderito con entusiasmo. Ho scritto la prima versione del racconto quasi di getto, poi, dopo averlo consegnato, non ho più saputo nulla della sua evoluzione.  In editoria non tutti  i progetti trovano poi la pubblicazione. Capita.

Non so se e quando l'antologia verrà mai pubblicata, ma di certo non sarà con quel racconto. Ciò perché nel frattempo Franco Forte mi ha proposto di mettere in cantiere una collana fantasy,  e ho pensato che fosse il caso di riesumare proprio quel racconto, magari ampliando le parti che necessitavano di essere sviluppate o tagliando quelle inutili.

Quale messaggio si evince dal tuo racconto?

Spero intanto che sia un racconto divertente, un prodotto disimpegnato ma non decerebrato che regali momenti di piacevole lettura.

Dalla sua pubbilcazione il racconto sarà nelle mani dei lettori. Sarà compito loro trovare un contenuto tematico. 

Posso dire che c'è molto di me e di quello che penso su molti argomenti nel personaggio, più di quanto non volessi alla prima stesura.

Ci parli dell’esperienza di editing?

Ho smesso da molto tempo di considerare quello che scrivo come “il sacro testo”. 

Occhi e testa diversi dai propri possono aiutare a chiarire particolari che sembrano  scontati, ma che possono non esserlo per coloro che leggono  ciò che hai scritto, e non quello che intendevi scrivere.

L'importante è ricordarsi che l'editor punta al tuo stesso obiettivo: rendere più chiaro e leggibile il tuo scritto. Nell'interesse del lettore ma anche dello scrittore, visto che poi la firma è la sua.

Certo, non sempre capita di condividere l'opinione dell'editor. Talvolta si accetta qualcosa poco convinti, talvolta si ha l'impressione che sia l'editor ad aver accettato qualcosa senza essere veramente d'accordo, ma il più delle volte,  se c'è la fiducia reciproca di lavorare nell’interesse del testo,  ci si convince delle ragioni dell'altro, soprattutto se ben motivate.

Quali consigli daresti a coloro che si cimenteranno in questa bellissima avventura?

La direttiva per gli altri scrittori è di costruire dei personaggi che vivranno delle storie parallele o intersecate agli eventi del primo episodio.

Come ho scritto prima, oltre a un forte personaggio principale, un uomo/una donna comune che si trova in possesso di un grande potere, fondamentale deve essere il ruolo dell'ambientazione cittadina.

I luoghi, gli stili di vita dell'ambientazione devono essere parte della vicenda. Potranno essere d'aiuto al/alla protagonista, oppure essergli d'ostacolo, questo lo deciderà lo scrittore.

Puoi anticiparci qualcosa del tuo racconto, senza troppi spoiler?

Il protagonista, Enzo, è un informatico precario che incontrerà un “genio della lampada” ed esprimerà i suoi “desideri”. Ma poiché in natura non esistono pasti gratis,  Enzo e i lettori scopriranno presto che a tutto c'è una conseguenza.

Quello che proporrò ai lettori sarà un vero e proprio percorso di scoperta. 

All'orizzonte si profila una minaccia per la quale Enzo dovrà sia attingere alle sue nuove doti, sia comprendere la natura del mondo che ha intorno e affrontare delle prove, che non saranno solo battaglie e scontri magici e paranormali, ma anche quella  non poi così banale di superare un colloquio di lavoro.

Il resto lo scoprirete leggendo il racconto...

Progetti per il futuro?

Lanciare una serie significa  vivere il presente ma anche  lanciare un grosso ponte verso il futuro. Spero che i prossimi mesi siano molto densi di racconti da selezionare e da scrivere per questa serie.

Poi ho altri progetti, come dare finalmente seguito alla saga del Meccanico Quantistico, archiviata per ora in favore degli Urban Fantasy Heroes.

Non dimentichiamo poi che continuo a curare FantasyMagazine e non ho certo intenzione di smettere.

Il problema non è avere progetti, ma avere tempo per realizzarli.

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