Il signore del canto

Andrea Franco, Il signore del canto - FANTASY - DelosBooks - Storie di draghi, maghi e guerrieri - 2009 - pagine 103 - prezzo 6,90 euro - giudizio: buono

Il canto è magia. Questo semplice fatto, mutuato dalle antiche religioni, sta alla base del breve romanzo di Andrea Franco Il signore del canto.

Il canto è magia, e la sua forza può svilupparsi in due forme diverse. La prima, la più diffusa e inevitabilmente anche la più banale, è la magia dei manutentori. Col canto essi possono realizzare oggetti, e influenzare la realtà materiale.

La seconda, più importante, è una magia dello spirito, e influisce sull’animo degli esseri umani. Può modificare la realtà a un livello molto più profondo, e influenzare le vite degli uomini. Soprattutto, è l’essenza stessa della società.

Perché ciascuno possa trovare la sua vocazione nel mondo del canto tutti i giovani, ragazzi e ragazze, devono frequentare per tre anni un’apposita scuola alla quale si accede dopo una prova preliminare.

 

 

Fin qui nulla di particolarmente nuovo, le scuole di magia, già presenti da molto tempo nelle opere fantasy, hanno trovato una considerevole attenzione e notorietà da parte di lettori e autori grazie alla scuola di Hogwarts creata da J.K. Rowling. Anche la prova iniziale, pur se diversa dal più semplice smistamento in case dell’autrice britannica, è a lei accostabile per via dei dubbi interiori che tormentano l’animo del giovane protagonista in un momento tanto importante.

Lo sviluppo della storia, però, segue sentieri molto diversi, legati alla particolare struttura del mondo di al’ajis.

Un mondo, una società, nel quale le ragazze più dotate sono indirizzate, se non proprio costrette, verso una vita di reclusione, totalmente dimentiche del proprio passato e al servizio della loro città. Ciò che domina tutto è la Regola, inflessibile e immutabile e talmente radicata nella mente di tutti che l’idea d’infrangerla non è nemmeno concepibile.

 

 

In questo contesto si svolge la storia di Jamis e del suo amore per Èlhear. È il sentimento fra i due giovani il cuore del romanzo, ciò intorno a cui tutto ruota. E, dato il piccolo formato del volume, inevitabilmente molto, dell’ambientazione, resta fuori.

Si parla della Regola e della sua importanza, ma troppi dettagli che la riguardano non vengono spiegati, finendo per renderla eccessivamente misteriosa. Analogamente, non vengono spiegati il motivo per cui Èlhear e le sue compagne devono sottoporsi alla cerimonia di purificazione, o perché debba esistere un luogo come il Flehain, con la sua rigida struttura. Ancora, i due accenni a un diverso tipo di magia fanno sospettare l’esistenza di possibilità diverse da quelle narrate, senza però approfondire come e perché la società sia giunta a fissare la Regola stessa.

 

 

Al di là di questi limiti, però, il romanzo si legge con piacere. Jamis è un personaggio sensibile e ben caratterizzato, tormentato dai dubbi, in cerca di un’identità ma spinto dalla forza del suo amore. Il confronto con la hel’erendis Halædris e la dura lezione ricavatane, l’amicizia con Filliv — importante pur se tratteggiata con poche parole — e la scoperta di preoccupazioni e dolori diversi dai suoi contribuiscono alla maturazione del giovane e lo rendono una figura estremamente reale.

Ugualmente convincenti sono Èlhear e Halædris, malgrado le poche pagine a loro dedicate.

Su tutto, a unire e contrapporre i vari personaggi, spicca il Canto. Potente e maestoso, intangibile come un sogno e dominatore come un tiranno, ma allo stesso tempo portatore di vita. Anche se a volte i sogni si infrangono e la vita non è quella sperata, perché per i suoi protagonisti Andrea Franco ha coraggiosamente scelto un destino coerente con il mondo che ha creato, evitando le facili lusinghe del più classico lieto fine.

Autore: Martina Frammartino - Data: 14 settembre 2009

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Commenti

1 ^_^ Grazie mille!! Andrea

» postato da Andrea Franco alle 00:37 del 16-09-2009

2 L'ho finito da poco e in tutta onestà io avrei dato una stella in meno di Martina, e ti spiego perché. Il volume è scritto bene, l'idea del canto magico non è nuova ma tu l'hai sfruttata cmq bene, però a mio avviso nel tuo libro succede poco. Alla fine il succo si condensa solo negli ultimi due capitoli, rendendo il volume a mio avviso dispersivo. Ah, un'altra cosa: ho avuto difficoltà a memorizzare gli appellativi comuni dei vari tipi di cantori ;) Te l'hanno già detto altri?

» postato da Marina alle 13:32 del 17-09-2009

3 UNA STELLA IN MENO!!!! grrrr!! ;) vabbè, dai, non ti porterò rancore!! :p Difficoltà a memorizzare i titoli? No, finora mi sembra non ci siano stati troppi problemi anche perché ho sfoltito molto e ne ho lasciati, alla fine, pochini. Magari è solo una questione di entrare in sintonia con una storia. Se questo non avviene, anche cose di questo tipo risultano più complicate. Grazie per avermi letto!! :)

» postato da Andrea Franco alle 16:29 del 17-09-2009

4 «a mio avviso nel tuo libro succede poco. Alla fine il succo si condensa solo negli ultimi due capitoli, rendendo il volume a mio avviso dispersivo. » Certo, non ci sono grandi battaglie e la maggior parte dello spazio è dedicata a Jamis e ai suoi dubbi. Però se mi piace l'atmosfera del libro non reputo necessario avere una continua sensazione di tensione per i pericoli che il protagonista deve affrontare, o leggere di un duello ogni tre capitoli. Infatti amo Jordan anche nelle sue parti più lente, quelle che a molti danno fastidio perché hanno finito per rendere la saga lievemente lunghetta... Per esempio, ho amato molto le pagine nelle quali Jamis capisce ciò che sta facendo la zia. Un dramma comune negli ambienti poveri, specie in passato, ma pur sempre un dramma. «ho avuto difficoltà a memorizzare gli appellativi comuni dei vari tipi di cantori Te l'hanno già detto altri?» Difficoltà che onestamente ho avuto anch'io. Per distinguere i due tipi di magia ogni tanto dovevo ricorrere alla pagina introduttiva, e detesto i nomi, come quello della dolce fanciulla, che contengono accenti al loro interno.

» postato da Martina alle 22:34 del 19-09-2009

5 « Certo, non ci sono grandi battaglie e la maggior parte dello spazio è dedicata a Jamis e ai suoi dubbi. Però se mi piace l'atmosfera del libro non reputo necessario avere una continua sensazione di tensione per i pericoli che il protagonista deve affrontare, o leggere di un duello ogni tre capitoli. » no, no, le battaglie mi annoiano a morte per carità, non è quello, è proprio una questione morettiana di 'fare cose, vedere gente' :D C'è poi una cosa che non ho capito, e mi rivolgo ad Andrea: ma perché Jamis alla fine non riconosce il volto della tipa quando gli si para davanti, evocato dal canto? Vabbé, gli han lavato la memoria ma perlomeno dovrebbe riconoscerlo quale appartenente alla attuale signora del canto, no? Me confusa

» postato da Marina alle 13:02 del 20-09-2009

6 «L'ho finito da poco e in tutta onestà io avrei dato una stella in meno di Martina, e ti spiego perché. Il volume è scritto bene, l'idea del canto magico non è nuova ma tu l'hai sfruttata cmq bene, però a mio avviso nel tuo libro succede poco. Alla fine il succo si condensa solo negli ultimi due capitoli, rendendo il volume a mio avviso dispersivo. Ah, un'altra cosa: ho avuto difficoltà a memorizzare gli appellativi comuni dei vari tipi di cantori ;) Te l'hanno già detto altri?» Scusa, ma l'idea del canto magico dove l'hai già letta? A me pare originale o.o

» postato da piercoso alle 18:47 del 22-09-2009

7 IN verità la Signora del Canto non dovrebbe essere un personaggio che se ne va molto in giro e in un mondo senza tv, i volti delle persone sono di solito meno noti rispetto a quanto avviene per noi. E poi immaginavo un volto che non fosse necessariamente quello di lei, ma una sorta di immagine idealizzata, confusa anche dalle sensazioni contrastanti nell'animo di Jamis. Questione nomi: a dire il vero mi piace molto crearli e anche a volte in modo strano. Immagino un mondo diverso dal nostro e provo a pensare che anche cose di questo tipo debbano avere la loro caratteristica distintiva. Così metto spesso accenti, combinazioni strane di consonanti, ecc. Nei limiti del leggibile, ovvio! grazie per tutti i commenti! :)

» postato da Andrea Franco alle 18:54 del 22-09-2009

8 ««L'ho finito da poco e in tutta onestà io avrei dato una stella in meno di Martina, e ti spiego perché. Il volume è scritto bene, l'idea del canto magico non è nuova ma tu l'hai sfruttata cmq bene, però a mio avviso nel tuo libro succede poco. Alla fine il succo si condensa solo negli ultimi due capitoli, rendendo il volume a mio avviso dispersivo. Ah, un'altra cosa: ho avuto difficoltà a memorizzare gli appellativi comuni dei vari tipi di cantori ;) Te l'hanno già detto altri?» Scusa, ma l'idea del canto magico dove l'hai già letta? A me pare originale o.o» Approfitto che siamo online insieme e una risposta te la do io, anche se parliamo di "canti" molto diversi: La canzone di Shannara, terzo libro della prima saga di Brooks. :P Per i sentimenti, invece, credo in parte di essere stato influenzato dal secondo libro: Le pietre magiche di Shannara.

» postato da Andrea Franco alle 18:56 del 22-09-2009

9 ««L'ho finito da poco e in tutta onestà io avrei dato una stella in meno di Martina, e ti spiego perché. Il volume è scritto bene, l'idea del canto magico non è nuova ma tu l'hai sfruttata cmq bene, però a mio avviso nel tuo libro succede poco. Alla fine il succo si condensa solo negli ultimi due capitoli, rendendo il volume a mio avviso dispersivo. Ah, un'altra cosa: ho avuto difficoltà a memorizzare gli appellativi comuni dei vari tipi di cantori ;) Te l'hanno già detto altri?» Scusa, ma l'idea del canto magico dove l'hai già letta? A me pare originale o.o» per fare solo un nome, ma piuttosto famoso, nella saga di Donaldson. Col canto modellano o riparano le cose...

» postato da Marina alle 23:44 del 22-09-2009

10 «IN verità la Signora del Canto non dovrebbe essere un personaggio che se ne va molto in giro e in un mondo senza tv, i volti delle persone sono di solito meno noti rispetto a quanto avviene per noi. » ma la sciura non presiede all'esame di tutti i bambini che entrano a scuola? Oppure ho capito male?

» postato da Marina alle 23:46 del 22-09-2009

11 Sì, però Jamis è uscito da poco dalla scuola e ha conosciuto la vecchia Signora del Canto. Quella nuova, ammesso che possa averla vista, potrebbe averla notata solo durante la cerimonia di insediamento, se fosse pubblica ecc ecc. Insomma, prima che una persona come lei diventi nota ai più di tempo ne deve passare, eccome, oppure dovrebbero verifidarsi determinate condizioni. Jamis, quindi è più probabile che non l'abbia mai vista che non il contrario. ciao!!

» postato da Andrea Franco alle 15:00 del 23-09-2009

12 ancora non ho letto il libro... ma il nome del protagonista non può fare a meno di evocarmi ricordi di deserti, martellatori, vermi e pugnali... e' il nome del Fremen che sfida a duello Paul Atreides dopo la fuga da Arraken, così che lui e la madre vengano accolti nella tribù di Stilgar... EDIT: per i giovani virgulti che non hanno riconosciuto la citazione, si tratta di Dune, scritto da Herbert 8)

» postato da Jirel alle 15:17 del 23-09-2009

13 «Sì, però Jamis è uscito da poco dalla scuola e ha conosciuto la vecchia Signora del Canto. Quella nuova, ammesso che possa averla vista, potrebbe averla notata solo durante la cerimonia di insediamento, se fosse pubblica ecc ecc. Insomma, prima che una persona come lei diventi nota ai più di tempo ne deve passare, eccome, oppure dovrebbero verifidarsi determinate condizioni. Jamis, quindi è più probabile che non l'abbia mai vista che non il contrario. ciao!!» capito, grazie per la spiegazione. Jirel, vabbé però è solo un nome dai ;) Non ho visto niente, nella trama, che ricordasse Dune.

» postato da Marina alle 15:25 del 23-09-2009

14 ««Sì, però Jamis è uscito da poco dalla scuola e ha conosciuto la vecchia Signora del Canto. Quella nuova, ammesso che possa averla vista, potrebbe averla notata solo durante la cerimonia di insediamento, se fosse pubblica ecc ecc. Insomma, prima che una persona come lei diventi nota ai più di tempo ne deve passare, eccome, oppure dovrebbero verifidarsi determinate condizioni. Jamis, quindi è più probabile che non l'abbia mai vista che non il contrario. ciao!!» capito, grazie per la spiegazione. Jirel, vabbé però è solo un nome dai ;) Non ho visto niente, nella trama, che ricordasse Dune.» vero, ma farò fatica a non immaginare il giovane Jamis non vestito di tuta distillante... problema mio, che adoro Dune e lo conosco quasi a memoria

» postato da Jirel alle 15:28 del 23-09-2009

15 « Questione nomi: a dire il vero mi piace molto crearli e anche a volte in modo strano. Immagino un mondo diverso dal nostro e provo a pensare che anche cose di questo tipo debbano avere la loro caratteristica distintiva. Così metto spesso accenti, combinazioni strane di consonanti, ecc. Nei limiti del leggibile, ovvio! grazie per tutti i commenti! :) » ehm.... :wink: :wink: :wink: :wink: comunque, credo che leggerò lo stesso il libro senza nessun pregiudizio, è solo una questione di visualizzazione dei personaggi...

» postato da Jirel alle 15:33 del 23-09-2009

16 «« Questione nomi: a dire il vero mi piace molto crearli e anche a volte in modo strano. Immagino un mondo diverso dal nostro e provo a pensare che anche cose di questo tipo debbano avere la loro caratteristica distintiva. Così metto spesso accenti, combinazioni strane di consonanti, ecc. Nei limiti del leggibile, ovvio! grazie per tutti i commenti! :) » ehm.... :wink: :wink: :wink: :wink: comunque, credo che leggerò lo stesso il libro senza nessun pregiudizio, è solo una questione di visualizzazione dei personaggi...» ciao, alla fine lo hai letto? ;) un saluto

» postato da Andrea Franco alle 16:39 del 16-12-2009

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