L'evocatore

Paola Boni, L'evocatore. La saga di Amon - URBAN FANTASY - Casini Editore - 2010 - pagine 300 - prezzo 18,00 euro - giudizio: ottimo

La bocca del nobile si piegò appena in un sorriso. — E sentiamo… cos’è che vuoi?

Alla luce dei bracieri i capelli argentati di Daniel sembravano lingue di fuoco e i suoi occhi due pozzi di sangue ribollenti di rabbia. — Voglio farti a pezzi.

 

Un romanzo tremendamente scorrevole quanto diabolico quello di Paola Boni, che vede implicate Luce e Tenebre in un urban fantasy dalla “U” maiuscola.

Lo stile è piacevole, studiato soprattutto per conquistare i giovani. Ma l’accuratezza e la complessità della trama sono in grado di affascinare anche coloro che vogliono immergersi in qualcosa di più elaborato. Verità dissepolte squarciano Parigi per sprofondare in un vortice di evocazioni adrenaliniche e travolgenti, belve feroci, stregoni, assassini e demoni. Demoni dal cuore solido come ametista.

Notevole la ricchezza di contenuto, riscontrabile sia nelle descrizioni più minuziose che nella caratterizzazione dei personaggi. Il più interessante da questo punto di vista è Daniel, l’Evocatore. Il senso di colpa tormenta la sua coscienza come piombo liquido nelle vene. Una responsabilità lacerante grava sulle sue spalle a dispetto dei pregiudizi di chi lo attornia: trarre vantaggio dal male e dalla sofferenza per imprigionare i demoni più potenti nelle viscere della Terra e porre così in salvo l’umanità. Fortunatamente non è solo in questa ardua impresa. Lo aiuteranno il saggio signor Gaël, Guardiano della Sacra Biblioteca dei Real, Claire, giovane aspirante maga, e più di tutti Baal, spietato demone superiore evocato da Daniel alla sola età di sei anni, nonché regina diabolica dal carattere volubile e dalla battuta facile e sempre pronta.

 

Il testo fornisce pagina dopo pagina informazioni sulla demonologia cristiana e sul credo druidico senza farsi mai sopraffare da un carattere puramente nozionistico, che altrimenti renderebbe il tutto alquanto noioso e prolisso. Il merito di questo equilibrio va alla separazione tra opera narrativa e glossario, abbellito da una cornice grafica accattivante e da numerosi disegni.

Sono proprio le magnifiche illustrazioni di Sara Forlenza — sia interne che in copertina — e l’investimento notevole di Casini Editore nel confezionare il prodotto a impreziosire ancora di più il valore qualitativo dell’opera, rendendola degna — al pari dei bestseller più noti — di troneggiare sugli scaffali.

 

Che altro aggiungere? Amore, amicizia e avventura, crudeltà, ironia e invidia, sortilegi, suspense e vendetta. Non manca davvero nulla ad Amon Saga. Ci complimentiamo con Paola Boni per questo primo volume e ci auguriamo di poter leggere presto il suo seguito.

Autore: Alfonso Zarbo - Data: 9 settembre 2010

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Commenti

1 Scorrevole, gradevole, ben illustrato lo è di sicuro. Da quattro stelle? Quello no. Lo stile deve maturare. Ci sono troppe incertezze nella costruzione della frase e nella gestione dei punti di vista. Diciamo due stellette e mezzo, una sufficienza piena. Dal sei al sette tendente al sette meno meno. Ci sono momenti più che buoni ma anche molteplici cadute di stile (e di braccia del lettore). E poi la cara Baal non è poi così spietata. E' un demone fin troppo accondiscendente e ragionevole, e sembra che giochi a far la cattiva, più che esserlo. Il personaggio però deve crescere. chissà. Cinque stelle, personali, di simpatia, all'autrice.

» postato da uljanka alle 11:39 del 09-09-2010

2 Ciao Gabriella, ho letto diverse opinioni in merito ad Amon Saga, e questo dopo avere scritto la recensione affinché non ne risultassi influenzato. Molte erano positive, altre un po' meno. Detto questo, a differenza di altri, ho scelto di non andare a cercare il pelo nell'uovo nel testo di Paola. Si sa che un autore/autrice alla sua seconda opera debba senza dubbio migliorare nello stile e nella caratterizzazione dei personaggi, specie se si sta leggendo il primo volume di quella che diverrà una saga o un trittico. Il personaggio deve crescere, l'hai detto tu stessa, e io ho tutta l'intenzione di dargli il tempo per farlo. Personalmente ho giudicato l'evocatore per quello che mi è sembrato: un romanzo piacevole e alla portata di svariate fasce d'età. Forse meritava 3 stellette, non lo so. Le mie 4 vanno a premiare il gigantesco sforzo nelle ricerche sulla demonologia, l'originalità della trama, l'adattabilità del testo (un po' meno per alcuni errori nell'editing), e per finire l'alta qualità dell'opera dal punto di vista grafico. Comunque la tua è quella che si chiama senz'altro una vera critica costruttiva. Penso che Paola lo apprezzerà. ;-) Un abbraccio, Alfonso

» postato da (Alfonso Zarbo) alle 13:07 del 09-09-2010

3 Uljanka sei davvero molto, molto generosa.

» postato da Zweilawyer alle 13:37 del 09-09-2010

4 Quasi finito di leggerlo (mi mancano gli ultimi due capitoli). Mi è piaciuta la storia, non mi è piaciuto come è stata raccontata. Ho apprezzato l'atmosfera a metà strada tra un manga e un episodio di Buffy l'Ammazzavampiri, ma nella scena SPOILER delle catacombe di Notre Dame il testo zoppica parecchio. Baal l'ho trovata divertente, non mi è piaciuta Claire, un personaggio che si poteva gestire meglio IMO.

» postato da Asher_85 alle 16:55 del 18-09-2010

5 C'è un Fan Fiction Contest sull'Amon Saga, se interessa a qualcuno può leggere qui :)

» postato da la vecchia strega alle 23:26 del 10-01-2011

6 A prescindere dai gusti, non penso che possa essere considerata originale se diversi lettori vedono allacciamenti a serie note come quella di Buffy. Un'opera è originale se crea riferimenti nuovi, diversi dal conosciuto: un esempio, quando è uscito, è stato Io sono leggenda di Matheson che ha ribaltato i soliti canoni. Ma se la Casini ha investito tanto sulla confezione (apparenza), perché non ha fatto altrettanto sull'editing (sostanza)? Che si presenti bene sugli scaffali è un conto, ma ciò non basta a farne una buona opera.

» postato da M.T. alle 01:05 del 11-01-2011

7 «Un'opera è originale se crea riferimenti nuovi, diversi dal conosciuto: un esempio, quando è uscito, è stato Io sono leggenda di Matheson che ha ribaltato i soliti canoni. » ed è proprio il nocciolo della questione: scrivere qualcosa di originale. Per la nostra storia dovremmo pensare a un personaggio nuovo, che non sia stato già proposto. Ribaltare i canoni del genere però, è tutt'altra questione... questo vuol dire essere dei geni.

» postato da Valeria Nitto alle 11:08 del 11-01-2011

8 « Ma se la Casini ha investito tanto sulla confezione (apparenza), perché non ha fatto altrettanto sull'editing (sostanza)? Che si presenti bene sugli scaffali è un conto, ma ciò non basta a farne una buona opera.» sull'editing non saprei rispondere ma, visti gli estratti di questo libro apparsi in Rete, resto molto perplessa anch'io. Sul contenuto che replica serie già note (prendo per buono quel che dice Pia perché non ho letto il libro e non ho mai seguito cmq le serie nominate quindi non potrei riconoscerne gli influssi manco se l'avessi letto), io ritengo che il boom del fantasy abbia fatto sì che molti editori si siano buttati a pesce su questo genere non conoscendolo affatto e credendo che sia una collezione di cliché a manetta e di basso target (inteso sia come palato che come età). Parlo di impressione in generale, perché, di nuovo, queso testo non l'ho letto. Non è frutto di politica intenzionale ma di superficialità, e quindi di negligenza, senza dubbio. Il fatto poi che in effetti il boom del fantasy abbia fatto proseliti freschi e giovani e quindi con letture meno robuste all spalle, infiamma il circolo vizioso. A prescindere da questo, e scorporando completamente il discorso marketing, la campagna di Casini è lodevole, se si guarda al livello medio italiano, e a me la cosa non dispiace affatto, sarebbe ora che ci americanizzassimo un po' in questo, visto che stiamo ancora al basso Medioevo in questo e molti altri aspetti dell'editoria (qualcuno ha nominato la parola 'agenti'? :mrgreen:) Se poi il prodotto commercializzato è scadente, quello sarà il riscontro a dirlo, e l'editore pagherà per la sua scelta eventualmente errata. L'unico risvolto negativo è se, in questo frangente l'editore interpretasse il dato negativo come imputabile al genere in sé e non alla scarsa qualità del prodotto, perché questo penalizzerebbe manoscritti futuri. personalmente seguo con molta curiosità Newton Compton, dopo che avrà finito con Boscoquieto, che ritengo il livello più basso mai toccato dal genere. A giudicare dal clamore mediatico e dai dati su anobii, il secondo volume deve aver venduto un botto meno del primo, che rappresentava la novità dei primi baby boomer. E tuttavia il terzo volume, anche se è stato fatto slittare di 5 o 6 mesi rispetto ai piani iniziali, vedrà la luce. Il che significa che il secondo ha cmq retto a sufficienza. Se il terzo andrà ulteriormente in picchiata, e così anche l'altro titolo della casa editrice (ora mi sfugge il nome, sorry), temo che la NC chiuderà la sua parentesi fantasy, convinta che il genere sia quello e che il mercato così risponda invariabilmente. Come si fa a far capire agli editori che si devono dotare di selettori qualificati per genere? Francamente non ne ho idea, c'è solo da sperare che bazzichino la Rete e colgano gli umori degli appassionati. E indubbiamente si parla di un processo educativo a lungo termine. Forse un deterrente è ravvisato anche nei costi, ma credo sia una percezione sbagliata perché i lettori di primo livello di una casa editrice vengono notoriamente pagati uno e una cicca, quindi si tratta solo non di investire in costi, ma in tempo di cercarsi lettori di primo livello competenti per genere. In ogni caso, colgo l'occasione per osservare che moltissimi lettori di Fm criticano la politca delle case editrici ma quando poi, nella rubrica apposita, queste vengono intervistate, si ritirano in buon ordine anzichè andare a chiederne conto nella discussione relativa all'articolo. Non parliamo poi di un thread apposito sull'editoria aperto in questo forum e scivolato in millesima pagina alla velocità della luce nel disinteresse totale. Tutti buoni a mugugnare solo nei propri blog e a darsi pacche sulle spalle l'un l'altro solo in quelle sedi? Sì, in effetti è la tattica dell'Italiano medio (e poi lo sputazzo libero e puramente iconoclasta fa accessi, specialmente fra gli aspiranti scrittori non ancora pubblicati e i pseudointellettuali con narcisismo ipertrofico), ma allora poi non ci si può lamentare che l'editoria di genere non cresca. Forse alla fine fa comodo così, altrimenti addio accessi.

» postato da Marina alle 11:25 del 11-01-2011

9 «In ogni caso, colgo l'occasione per osservare che moltissimi lettori di m criticano l politca delle case editrici ma quando poi, nella rubrica apposita, queste vengono intervistate, si ritirano in buon ordine anzichè andare a chiederne conto nella discussione relativa all'articolo. Non aprliamo poi di un therad apposito sulle'ditoria aperto in questo forum e scivolato in millesima pagina alla velocità della luce nel disinteresse totale. Tutti buoni a mugnare solo nei propri blog e a darsi pacche sull spalle l'un l'altro solo in quelle sedi? Sì, in effetti è la tattica dell'Italiano medio (e poi lo sputazzo libero e puramente iconoclasta fa accessi, specialmente fra gli aspiranti scrittori non ancora pubblicati e i pseudointellettuali con narcisismo ipertrofico), ma allora poi non ci si può lamentare che l'editoria di genere non cresca. Forse alla fine fa comodo così, altrimenti addio accessi.» Concordo. Resta da dire che anche gli editori non hanno molto interesse a rispondere. Nell'intervista a Flaccovio ho chiesto se nelle "pubblicazioni di qualità" fosse compreso anche Sitael, ma non ho ricevuto risposta... Probabilmente nessuno vuole fare domande scomode perchè su FM ci sono parecchi utenti che sperano, un giorno o l'altro, di pubblicare, e quindi preferiscono profonde leccate allo scrittore/editore di turno.

» postato da Zweilawyer alle 11:45 del 11-01-2011

10 «Resta da dire che anche gli editori non hanno molto interesse a rispondere. Nell'intervista a Flaccovio ho chiesto se nelle "pubblicazioni di qualità" fosse compreso anche Sitael, ma non ho ricevuto risposta...» provo a ipotizzare due ragioni: alcuni editori non girano molto in rete, vuoi per sottostima della stessa, vuoi per ragioni di tempo, quindi può darsi che Flaccovio non abbia più pensato a ripassare dal canale; la seconda ragione è che, francamente, la tua osservazione era chiaramente provocatoria e porsi in modo provocatorio non raggiunge mai lo scopo: un editore può scegliere di confrontarsi con legittimi dubbi ma con la provocazione no, perché se è abbastanza furbo sa che poi finisce come nella discussione fra Gamberetta e l'editor di Einaudi, dove il pressing ringhioso della prima (ok, poveraccia, lei non ha altra modalità di confronto, consoce solo quel registro lì ma un editore non può saperlo) ha fatto ritirare in buon ordine la seconda, che agli occhi della rete è apparsa come una sconfitta. E a nessun editore piacerebbe fare la stessa figura. Io te l'ho già detto parecchie volte: spesso tu fai critiche assolutamente corrette e talvolta anche particolarmente acute, ma è il tuo modo di porti che svilisce tutto quanto. « Probabilmente nessuno vuole fare domande scomode perchè su FM ci sono parecchi utenti che sperano, un giorno o l'altro, di pubblicare, e quindi preferiscono profonde leccate allo scrittore/editore di turno.» qual è la differenza fra il criticare su FM e su un blog? Forse la speranza è che su un blog l'editore che uno critica ma che poi ha nel mirino non legga l'intervento? se è così lo trovo patetico

» postato da Marina alle 12:00 del 11-01-2011

11 Condivido la tua disamina Marina e anche le preoccupazioni e gli interrogativi che poni. Superficialità e scarsa conoscenza del genere, possibilità di sfruttare il momento per avere buoni guadagni (editoria) e giovani scrittori che devono acquisire conoscenze sia in letture sia in scrittura ha creato un circolo vizioso come fai notare; sì, in Italia l'editoria in generale ha ancora molto da imparare e migliorare. Molti editori dopo essersi buttati nel fantasy ed essere rimasti scottati, si ritirano, non capendo che non è il genere a non andare, ma la qualità di quanto prodotto. "Come si fa a far capire agli editori che si devono dotare di selettori qualificati per genere?", domandi. E' un quesito difficile, soprattutto dipende dalla volontà dell'editore d'investire veramente nel settore, consci che se si vuole un buon prodotto che duri nel tempo e non si bruci subito occorre metterci tempo e risorse, qualificare il personale addetto alla scelta. Ma adesso, in molti settori, si pensa che per guadagnare bisogna tagliare le spese, ridurle, fare velocemente per sfruttare il momento e avere subito il più possibile: questa è mancanza di visione di futuro. Come si può fare? Ognuno deve fare la sua parte. Chi è scrittore, e intende davvero esserlo, dimostri che c'è qualcosa di più di quello che si vede in giro, che il fantasy è molti di più di commercializzazione e consumismo. I mezzi ci sono: la rete ora permette cose che in passato erano precluse, permette di mostrare e far conoscere. C'è chi lo fa: un esempio è Andrea D'Angelo con Il Giorno Dopo, romanzo che pubblica online e, sarò presuntuoso, stessa cosa faccio io con le opere che realizzo. Certo, mostrare le cose che non vanno serve, una critica mirata e giustificata, è utile ma occorre anche mostrare creazioni valide, lavori fatti con impegno, che siano di qualità. La rubrica che pubblichi Marina la trovo molto utile, e trovo giusta la nota che fai sul fatto che sia poco sfruttata: da parte mia, sono più portato a darmi da fare per realizzare, lavorando in prima persona, piuttosto che criticare gli altri, anche se questo potrebbe essere utile. Occorre poi vedere se l'altra parte è disposta ad ascoltare.

» postato da M.T. alle 12:53 del 11-01-2011

12 « Probabilmente nessuno vuole fare domande scomode perchè su FM ci sono parecchi utenti che sperano, un giorno o l'altro, di pubblicare, e quindi preferiscono profonde leccate allo scrittore/editore di turno.» Che scemenza!

» postato da Argosy alle 13:26 del 11-01-2011

13 Scusate, messaggio ripetuto. :|

» postato da Negróre alle 17:39 del 11-01-2011

14 «Probabilmente nessuno vuole fare domande scomode perchè su FM ci sono parecchi utenti che sperano, un giorno o l'altro, di pubblicare, e quindi preferiscono profonde leccate allo scrittore/editore di turno.» Anche perché, Zwei, nel momento in cui dici sempre quello che pensi, finisce che ti sputano addosso tutti: gli autori e i lettori (e gli editori a volte te ne chiedono conto, un po' piccati). Ora, certo, probabilmente se la costante in tutto questo sono io, significa che forse non la dico sempre giusta. La cosa buffa, però, è che io qualche risultato l'ho avuto proprio perché non ho leccato il culo a nessuno e ho mantenuto fermi alcuni punti su cui cedere avrebbe significato vendermi (e ad anni di distanza e fuori dal giro lo posso dire "a freddo": probabilmente colpisce di più la mia convinzione nel presentare le opere, che le opere stesse). Chiunque non dica esattamente quello che pensa - educatamente - a mio avviso e semplicemente è assai poco lungimirante. La verità è che la strada più saggia è quella di starsene zitti, produrre e poi far parlare soltanto i fatti, quali che siano. Se gli scrittori fossero costretti a far parlare soltanto i loro romanzi, senz'avere la possibilità di spiegarsi ogni due minuti, grazie a internet, allora sì che forse s'impegnerebbero a scrivere perlomeno in modo decente. E certe porcate, con un rapporto qualità/prezzo da denuncia, non sarebbero mai esistite. Comunque è innegabile che l'Italia sia indietro in tutti i sensi: l'editoria non è pronta per il genere Fantasy (salvo rari casi), gli scrittori vanno già meglio (ma soltanto alcuni e troppi ancora non contemplano l'idea di un agente), i lettori così così (troppi dietrologi e saccenti). Venendo ad Amon, mi spiace, ma ormai qualsiasi romanzo si presenti con una simile copertina resta sullo scaffale: mi ricordano saggi di quarta categoria sulla magia ai tempi del Medioevo. In ogni caso in Spagna nelle librerie non c'è. :mrgreen:

» postato da Negróre alle 17:57 del 11-01-2011

15 Per chi volesse porre domande direttamente all'autrice, segnalo che sabato 29 presso la libreria Mondadori del centro commerciale Roma Est a Roma, alle 16.30 ci sarà la prima tappa dell'Amon Tour. All'incontro saranno presenti la scrittrice Paola Boni, il mangaka Karim e l'animatrice 3d Sara Lazzeroni. Qui le altre date degli incontri del Tour di Amonsaga Chi vuole affilare i coltelli, è avvisato :wink:

» postato da la vecchia strega alle 11:16 del 27-01-2011

16 Zweilawyer, è la tua grande occasione, buttati! Nel blog dopo farai un figurone, sarai acclamato come manco l'eroe dal multiforme ingegno fu. :mrgreen:

» postato da Marina alle 12:48 del 27-01-2011

17 Non è che l'idea di farmi 20 km e la ressa del sabato al RomaEst (una roba allucinante) mi solletichi troppo. Inoltre, la Boni ha già dimostrato di leggere attentemente il mio blog, tanto da aver stravolto il suo stile in base alle precise direttive da me ricevute aggratise (damme li sordi!). 1) Vado lì e chiedo come mai il libro faccia pena, circostanziando il tutto con il contenuto della mia recensione. Mi becco qualche accusa di non avere una vita e di essere invidioso, mi annoio, e alla fine della fiera rosico per aver buttato la giornata; 2) Non vado e mi ritrovo qualche mail con scritto "eh eh, non hai avuto il coraggio di affrontare i potenti mezzi del duo Boni/Casini!" In entrambi i casi ci rimetto.

» postato da Zweilawyer alle 17:23 del 28-01-2011

18 «In entrambi i casi ci rimetto.» Te ne sbatti, resti a casa e lavori un po' sui tuoi scritti, ché c'è sempre da fare... ;)

» postato da Negróre alle 17:37 del 28-01-2011

19 «Non è che l'idea di farmi 20 km » ma che distnze allucinanti avete a Roma? :shock: A leggerti sembrate Manhattan e il New Jersey :shock: « 1) Vado lì e chiedo come mai il libro faccia pena, circostanziando il tutto con il contenuto della mia recensione. Mi becco qualche accusa di non avere una vita e di essere invidioso, mi annoio, e alla fine della fiera rosico per aver buttato la giornata; 2) Non vado e mi ritrovo qualche mail con scritto "eh eh, non hai avuto il coraggio di affrontare i potenti mezzi del duo Boni/Casini!" In entrambi i casi ci rimetto.» è il prezzo della fama 8) Come si suol dire, hai voluto la bici... <img src=:">

» postato da Marina alle 21:42 del 28-01-2011

20 « ma che distnze allucinanti avete a Roma? :shock: A leggerti sembrate Manhattan e il New Jersey :shock: Sono pure pochi 20km Se parto dal confine comune di roma (io abito fuori), sono 20km per andare in ufficio. Ed è "dalla mia parte" della città, se dovessi attraversarla (chessò per andare a Roma Nord) potrei farne 30 o 35... passando per centro, o 40 o più facendo il raccordo anulare.

» postato da Palin alle 21:59 del 28-01-2011

21 ««Non è che l'idea di farmi 20 km » ma che distnze allucinanti avete a Roma? :shock: A leggerti sembrate Manhattan e il New Jersey :shock: » Nono è vero :x

» postato da Asher_85 alle 22:31 del 28-01-2011

22 No ma non mettevo in dubbio che fosse vero, è solo che non realizzo lo stesso... :shock:

» postato da Marina alle 22:35 del 28-01-2011

23 Io mi ci teletrasporterò. La distanza è relativa.

» postato da Coram85 alle 12:50 del 29-01-2011

24 «No ma non mettevo in dubbio che fosse vero, è solo che non realizzo lo stesso... :shock:» Fidati. Milano non è poi così grande. Lo è se provieni da Palermo, ma i miei amici romani mi dicono sempre di pensare a Milano come a una piccola città, e alcuni di loro apprezzano proprio questo... :)

» postato da Manex alle 16:05 del 29-01-2011

25 Beh, in vita mia a Roma sono stata due volte ma non ho percepito queste distanze così 'amerregane'. Palermo invece non l'ho mai vista.

» postato da Marina alle 18:58 del 29-01-2011

26 « ma che distnze allucinanti avete a Roma? :shock: » Il raccordo anulare conta 60 km di circonferenza. Questo rende l'idea?

» postato da Argosy alle 14:52 del 31-01-2011

27 «Il raccordo anulare conta 60 km di circonferenza. Questo rende l'idea?» Quasi 70... più di 68 per la precisione ;-)

» postato da Palin alle 15:08 del 31-01-2011

28 Su FB c'è la clip dell'incontro di sabato. Non si può negare che la Casini sappia ben presentare il suo prodotto! :wink:

» postato da la vecchia strega alle 15:45 del 31-01-2011

29 Io c'ero sabato alla Mondadori per l'incontro. In effetti la Casini sa come promuovere i propri prodotti. Su questo non ci sono dubbi. Tant'è vero che alla fine ho comprato il libro spinto dalla curiosità. Non è male . Io non sono un esperto . Sono solo un lettore medio ma trovo il libro godibile e scorrevole. Ora non so valutare in maniera tecnica quanto possa essere originale o innovativa (di solito mi rifaccio ai miei gusti personali) una storia ...ma se questa riesce a colpire l'attenzione del lettore tanto da riuscire ad attirare, pagina dopo pagina, la sua curiosità senza annoiarlo ...bè allora penso proprio che valga la pena di leggerla. Se proprio vogliamo vedere l'originalità del prodotto secondo me dovremmo guardare come questo viene presentato dalla Casni ed il fatto che il romanzo appaia quasi come un "brand" dal quale si allaccino numerose altre soluzioni ( so ad esempio che uscirà il fumetto a maggio). Alla fine sono dovuto andare sul sito www.amansaga.it ( Consiglio a tutti quanti di andarci per capire di che sto parlando ) e devo dire che per la prima volta una casa editrice mi ha stupito per il suo modo avangaurdista di concepire un romanzo.

» postato da Giulio L. alle 12:34 del 07-02-2011

30 Ops ho sbagliato a scrivere . Il sito è www.amonsaga.it sorry

» postato da Giulio L. alle 12:36 del 07-02-2011

31 Amon è stato studiato a tavolino per fregare i lettori meno esigenti, e i fatti mi stanno dando ragione. Ti consiglio una lettura veloce della recensione presente sul mio blog.

» postato da Zweilawyer alle 14:10 del 07-02-2011

32 mmmm. Bè di base sono una persona molto curiosa e mi piace sentire più opinioni su un singolo fatto ( o in questo caso libro). Penso che andrò a leggere la tua recensione.

» postato da Giulio L. alle 10:13 del 09-02-2011

33 Bè che dire caro Zweilawyer non credi di essere stato un pò troppo severo nella tua recensione di Amon. Posso capire che gli errori di editing si dovrebbero evitare prima di entrare in stampa. Ma non vedo cosa ci sia di male sul fatto che sia un progetto costruito a tavolino. In fin dei conti cosa non lo è oggi? Se ti guardi intorno , dalla musica alla tv tutto è studiato secondo la logica del mercato. NOn mi stupisce affatto che anche la narrativa sia incappata in questo circuito. Se poi però le storie che ne escono fuori ( al di là di giudizi prettamente tecnici ) si dimostrano comunque interessanti....allora benvenga l'infiltrazione del Marketing nella letteratura. Poi ovviamente entrano in gioco i gusti.... c'è a chi piacerà questa saga e a chi no. Non sei obbligato comunque nè a leggerla nè a comprare il libro. A me onestamente è piaciuto il primo libro. Sono curioso di vedere come crescerà ( se crescerà ) la storia nel secondo capitolo.

» postato da Giulio L. alle 10:48 del 11-02-2011

34 La mia recensione va ben oltre i meri errori di editing o il marketing accessorio. I problemi di Amon sono lo stile penoso, le situazioni senseless, i personaggi ridicoli e molto altro.

» postato da Zweilawyer alle 20:17 del 11-02-2011

35 Guarda Zweilawyer che , visto quello che mi tocca vedere pubblicato e distribuito in libreria, c'è molto di peggio. Penso che non si possa fare un dramma quindi se un libro non riesce a soddisfare i gusti di tutti. Se poi pensi che il decadimento della narrativa sia colpa solo di "Amon" ti consiglio di fare un giro in libreria...rimarresti sorpreso.

» postato da Giulio L. alle 09:28 del 14-02-2011

36 Giulio, anche se Zwei e io abbiamo modi differenti d'affrontare lo stesso argomento, le sue osservazioni sono giuste. Poi è vero che sono pubblicate opere peggiori, ma questo non è un motivo per rendere quest'opera passabile. "Visto il peggio, questo è meglio", sento dire da diversi punti di vista. Ma se si vuole che le cose cambino, occorre guardare ciò che è veramente meglio, confrontarsi con i migliori, non con la mediocrità.

» postato da M.T. alle 14:04 del 14-02-2011

37 «Guarda Zweilawyer che , visto quello che mi tocca vedere pubblicato e distribuito in libreria, c'è molto di peggio. Penso che non si possa fare un dramma quindi se un libro non riesce a soddisfare i gusti di tutti. Se poi pensi che il decadimento della narrativa sia colpa solo di "Amon" ti consiglio di fare un giro in libreria...rimarresti sorpreso.» Faccio un monitoraggio scrupoloso della cattiva narrativa, e Amon si piazza molto in basso. Che poi i vari Arsalon, Unika e Boscoquieto siano ancora peggio (non di molto, visto che Amon ha diversi momenti di pura demenzialità) non significa nulla.

» postato da Zweilawyer alle 17:28 del 14-02-2011

38 «Faccio un monitoraggio scrupoloso della cattiva narrativa» Monitora, monitorando... diventerai un monitor. :mrgreen: (Con solo immagini di bassa qualità: difficile appassionarsi.)

» postato da Negróre alle 21:42 del 14-02-2011

39 Come sempre vengo frainteso. Forse mi spiego male. Allora: lungi da me pensare che Amon sia il romanzo dell'anno nè il capolavoro mondiale della narrativa ( che non me ne voglia Paola Boni . Ma poniamo la cosa sul livello dei gusti... in linea di massima a me è piaciuto ( e certamente sarà piaciuto anche ad altri ). Probabilmente comprerò anche il secondo volume.....Sono curioso di sapere se la storia prenderà il volo oppure no.....Migliorerà oppure no.

» postato da Giulio L. alle 12:07 del 16-02-2011

40 Per tutti coloro ai quali è piaciuto Amon ( ma anche a chi non è piaciuto )! Non mancate alla tappa dell'Amon tour che si terrà a Firenze questo fine settimana alla Fnac. Presenti in libreria oltre ovviamente Paola Boni anche Sara Lazzerini ,illustratrice 3D. Un modo per confrontarsi sia con l'autrice che con la casa editrice.

» postato da Giulio L. alle 12:13 del 02-03-2011

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