Garfield, il film

Mentre nelle sale si sta proiettando Catwoman, in arrivo a settembre le mirabolanti avventure del gatto più pigro e sedentario del mondo, doppiato in Italia da un artista d'eccezione

Ma quali gatte super-sexy? Ma quali scontri graffianti tra feline in calzamaglia? Il 24 settembre approda nelle sale cinematografiche il gatto vero, quello che sonnecchia sui divani, che non vuole fare niente dalla mattina alla sera e che non pensa ad altro che a mangiare. E' il momento di Garfield, che promette di sbaragliare la concorrenza a suon di grasse risate, acuto cinismo e (strano ma vero) molta azione. Sì, perché Garfield è un micione un po' strano, in fondo malinconico, e dopo aver lottato per sbarazzarsi del cane coinquilino che minacciava di accaparrarsi le attenzioni e le cure dei padroni, inizia a sentirne la mancanza e scatena il finimondo per salvare e riportare a casa l'amico-nemico.

 

Il film, una perfetta amalgama di attori veri e computer grafica, annovera nel cast Breckin Meyer e Jennifer Love Hewitt, diretti dal regista Pete Hewitt. La voce di Garfield nella versione originale è di Bill Murray, mentre da noi è stato scelto un doppiatore d'eccezione: Fiorello. L'artista, oltre alle molteplici attività del mondo dello spettacolo (showman, cantante, presentatore, speaker, attore) ha già in passato prestato la sua voce a un personaggio animato del cinema, il protagonista di Johan Padan a la descoverta de le Americhe.

 

Garfield è un personaggio creato da Jim Davis e ha ben poco a che spartire con il resto dei gatti presenti nel mondo dei fumetti. Garfield rappresenta la quintessenza dei difetti dei felini domestici, è da considerarsi un antieroe, e forse per questo ha avuto un successo strepitoso. Le sue strisce (o strip, come le chiamano gli americani) compaiono in oltre 2600 tra giornali e riviste, e conta oltre 250 milioni di lettori in tutto il mondo. Cifre da capogiro, che non possono non aumentare un'aspettativa e una curiosità che potranno essere soddisfatte tra meno di un mese.

Autore: Emanuele Terzuoli - Data: 2 settembre 2004 - Fonte: Il Venerd́ di Repubblica

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