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Cosa stanno scrivendo?

Cosa stanno scrivendo?
Il vivaio della fantasy “made in Italy” — oops, “prodotta in Italia” –, tanto per usare parole nostre, è sempre più fiorente. Una miriade di nuovi autori negli ultimi cinque anni si è affacciata su di un panorama in precedenza desertico e, come tanti fiori — uno diverso dall’altro –, hanno infine dato i loro frutti. Frutti colorati, succosi, maturi, che sono stati accolti con maggiore o minor successo dal grande pubblico, è vero, ma che sempre si sono distinti per qualità e specificità davvero uniche. Oggi, dunque, è venuto il momento di fare una rapida carrellata su alcuni di questi protagonisti, così da segnalare il risveglio della produzione di casa nostra, raccontandovi, inoltre, dove possibile, dei loro futuri progetti in via di pubblicazione: consapevoli che la fantasy nostrana è sempre più in mani sicure e capaci. Dunque, dando la precedenza alle signore, ecco cosa stanno scrivendo i maestri del genere che tanto ci piace e affascina…
Iniziamo con una vera primadonna della fantasy: Fabiana Redivo. Autrice che per certi versi ha aperto la strada alla fantasy italiana così come la conosciamo oggi, quando nel 2000 uscì il suo primo romanzo, Il Figlio delle Tempeste (vero e proprio successo editoriale). E’ nata a Trieste, dove risiede tutt’ora, ed è stata finalista al Concorso Letterario Nord con il racconto Il Sigillo dei due Mondi, muovendo così i primi passi nel vasto cosmo

Il Figlio delle Tempeste di Fabiana Redivo
Altra stella in questo firmamento è Licia Troisi. Vera e incontrastata principessa di questo genere, con le oltre 200.000 copie vendute delle sue Cronache e Guerre del Mondo Emerso si sta sempre più imponendo nel vasto panorama fantasy mondiale. Anche per lei, due lavori pronti per le stampe, uno top secret (di cui si fatica a sapere qualcosa), e uno di cui già si intravedono tracce in rete. Il terzo volume delle sue Guerre del Mondo Emerso, in uscita per la fine del 2007. Il titolo dell’opera come la quarta di copertina non sono ancora confermati, ma per ora questo è quanto è “emerso”: Un Nuovo Regno — Le Guerre del Mondo Emerso, vol. III. E di seguito la possibile, non confermata, quarta di copertina (Attenzione! Spoiler):

Altra gran dama della fantasy nostrana, conosciutissima in mezzo mondo (vero orgoglio per la produzione italiana di qualità), è Moony Witcher, pseudonimo di Roberta Rizzo (nata a Venezia, il 26 ottobre), è una scrittrice di romanzi fantastici per bambini. Il suo ciclo di quattro libri sulla "Bambina della Sesta Luna" (la piccola alchimista Nina) ha avuto in Italia e nel resto del mondo un notevole successo. Prima di dedicarsi alla letteratura a tempo pieno, la Rizzo è stata giornalista di cronaca nera. Con personaggi affascinanti, e vicini ai lettori, ha conquistato il pubblico di ogni età. Di recente, il 23 settembre 2006, è stato infine pubblicato il suo ultimo libro, Geno e il sigillo nero di Madame Crikken, aprendo così una nuova saga di racconti, non più con protagonista la piccola Nina. Ed è proprio su questa saga che l’autrice sta concentrando tutte le sue forze, come ci racconta dal suo sito, difatti, Moony è alle prese con la

La Rocca dei Silenzi, Andrea D'Angelo
Passiamo ora ad Andrea D’Angelo, altro maestro del genere che tanto ci affascina. Nato a Trieste nel 1972, ha pubblicato quattro romanzi per la casa editrice Nord: una trilogia, appartenente alla saga chiamata "La Triade", che conclude il Primo Ciclo Minore, e un romanzo singolo, a carattere fortemente oscuro e psicologico, intitolato La Rocca dei Silenzi. Romanzi che sempre hanno trovato riscontro presso i premi più prestigiosi, difatti, nel 2004 l’autore è stato finalista al Premio Italia col terzo volume della Triade — il romanzo noto come La Fortezza — mentre nel 2006 è stato ancora una volta finalista con La Rocca dei Silenzi. Due importanti riconoscimenti, sinonimo di altissima qualità. Al momento, D’Angelo è alle prese con un nuovo intrigante lavoro intitolato, per ora, Il Giorno Dopo. Strutturato su più fronti, caratterizzato dall’interagire di più personaggi, Il Giorno Dopo è un libro imponente per definizione stessa dell’autore: «i capitoli previsti sono 47 (48 contando il prologo). Non so quanto sarà voluminoso il romanzo. Ma certo più de La Rocca dei Silenzi. E, come nel caso di quest'ultimo, nulla sarà superfluo.» Altro

Zeferina
Continuiamo il nostro viaggio in terra fantasy nostrana, con Riccardo Coltri. Nato in provincia di Verona nel 1973, è l’autore di numerosi racconti apparsi su riviste e antologie, e nel 2001 ha pubblicato il romanzo dark-horror Non c'è Mondo (Bonaccorso Editore), basato sulla leggenda di Giulietta e Romeo e finalista al Premio Internazionale Scrivere per amore. Nello stesso anno ha pubblicato la raccolta personale di racconti Cerchio Settimo (Ghost Edizioni). Dal 1995 collabora con Inchiostro, la rivista di racconti più letta e diffusa in Italia. Collabora inoltre con HorrorMagazine e ThrillerMagazine. Nel 2003, insieme a Franco Clun, Silvio Sosio e Franco Forte, ha creato il sito FantasyMagazine. Infine, nel 2007 è uscito per le edizioni Larcher il suo nuovo e intrigante romanzo, Zeferina, un fantasy dalle atmosfere cupe, ambientato nel Regno d'Italia, pochi anni dopo l'unificazione (un appassionante fantasy “italiano” in tutti i sensi, per davvero). Attualmente, l’autore è alle prese, per sua stessa ammissione, su vari progetti «ho quasi pronti altri due romanzi fantasy (a uno ci sto lavorando da oramai cinque anni), autoconclusivi ma, diciamo così, idealmente collegati al fantasy mediterraneo presentato in “Zeferina”. Poi un romanzo horror. E per quanto riguarda proprio Zeferina… chi lo sa, forse la sua storia non si fermerà qui.» Ce lo auguriamo davvero.
La nostra corsa nel fantasy italiano prosegue con Francesco Falconi. Nato a Grosseto nel 1976, è ingegnere delle telecomunicazioni. Un

Estasia di Francesco Falconi

Tanti, non c’è che dire. Tanti e per ogni tipo di palato. L’elenco potrebbe continuare con altrettanti nomi, Milena Debenedetti col suo Il Dominio della Regola; Simona B Lenic con Setalux; e ancora Mariangela Cerrino, Egle Rizzo, Donato Altomare, Adalberto Cersosimo, Dario De Judicibus, Daniele Nadir, Errico Passaro, Giuseppe Pederiali, Luca Tarenzi, Gianluigi Zuddas… Un fibrillare di nomi e menti, una ricchezza che va sempre più specializzandosi, come nel recente caso di Antonia Romagnoli, nome nuovo nel panorama fantasy italiano (finalista al premio Galassia 2006), e prima autrice in Italia a dedicarsi al genere fantasy ironico e dissacrante con la sua Magica Terra di Slupp.
Insomma, è davvero il tempo della fantasy italiana, e questo non può che farci un immenso piacere.
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Commenti
(Puoi leggere i commenti precedenti sul forum)
29 Sapete, articoli come questo (e thread come questo che ne è scaturito) sono esattamente il motivo per cui continuo indefessamente a sbirciare FM ogni mattina. FM mi ha dato, mi dà, il punto di vista "dell'altra parte". Di recensioni o commenti ne trovo in giro, ma di posti in cui sentire gli AUTORI ce ne sono pochi. E la cosa più interessante è proprio questa, sentire i loro pensieri, le loro emozioni, cercare di capire se quello che il loro libro mi ha trasmesso è proprio quello che avrebbero voluto trasmettere o se io ci ho trovato tutt'altro... Questa è la parte migliore di FM, che affiora meno spesso di quanto vorrei. Attenzione, non ditemi che ci sono i blog personali per conoscere meglio gli autori: è vero, ma non è la stessa cosa. Qui ci sono gli incontri, i confronti, se necessario anche gli scontri. Qua ci sono emozioni che affiorano, frustazioni e soddisfazioni, ci sono diversi modi di rapportarsi con il genere e con il pubblico, c'è... un'intera vita, un'intero popolo, un mondo da conoscere. Una sezione, un'intera sezione dedicata agli autori... (faccina sognante)
» postato da Rita alle 09:27 del 02-08-2007
30 « La critica e' cosa mutevole e sfuggente, guai a dovervi dipendere! » Questa è una frase molto saggia, così come quello che scrivi dopo citando il discorso moda: di libri che bisogna leggere "perchè l'han letto tutti" ne conosciamo abbastanza. Non bisogna dipendere dalle critiche, soprattutto quando di fatto sono una sequenza di offese ovviamente, però immagino che per voi scrittori siano comunque utili qualora siano costruttive e motivate. Benchè non le commenti, leggo spesso le sezioni dove si presentano i romanzi e la cosa che ho sempre apprezzato di FM è la disponibilità degli autori a cogliere i commenti e le critiche dei lettori. Magari non condivido tutte le risposte o, come dicevo nel primo post, non leggerò poi il romanzo per una questione di gusti personali, ma mi permette comunque di conoscere meglio come si muove la letteratura italiana, in questo caso fantasy. Magari, prima o poi, troverò anch'io qualcosa che mi incuriosisce.
» postato da Melian alle 09:52 del 02-08-2007
31 «Se uno scrittore non sa scrivere, sbaglia i congiuntivi o commette errori grammaticali e sintattici questo deve essere fatto rilevare, e l'autore non puo' agitarsi piu' di tanto, soprattutto dopo aver avuto un editor o due a coprire le magagne. Tutto il resto, per me, è arbitrario.»
Sacro lettore, dunque, secondo te.
Ribadisco, ne ho fatto carta da cesso di questo concetto.
Perché?
Ecco perché, pescando a caso e volcemente su IBS (altrove è ancora peggio! E lasciamo stare quando tentano di essere articolari, ma si rivelano semplicemente infantili o, nella migliore delle ipotesi, sarcastici):
Ho letto sia le "Sette gemme" che quest'ultimo libro. Mi spiace dirlo, perche' e' un autore italiano, ma non mi sono piaciuti per niente. La trama è banale e scontata e lo stile di scrittura alquanto pedestre.
Mio commento: ha letto il primo e terzo romanzo. Credibile? Anche se fosse vero, non si capisce in base a cosa giudichi la trama, saltando il romanzo di mezzo.
Beh, non esageriamo con l'acredine e non esageriamo nemmeno con i complimenti. Non ho letto l'ultimo tomo dell'autore triestino ma questo libro è oggettivamente una schifezza per una miriade di motivi. Concordo con te Tito che la Le Guin e' bravissima: cio' non toglie che Salvatore sia una spanna sopra a questo Andrea d'Angelo ed è tutto dire...
Mio commento: articolato e giustificato, non c'è che dire.
L'ho trovato tra i remainders in una libreria di Padova e l'ho comprato incuriosito dalla copertina. Non mi è piaciuto granch'e. La scrittura dell'autore non mi è sembrata impeccabile (anche volendo tralasciare i refusi) come non mi ha entusiasmato la storia, forse troppo simile a Shannara di Terry Brooks
Mio commento: "granch'e" è, invece, impeccabile.
Non a caso è stato molto pompato dai forum della delos visto che ne fa parte, così come la maggior parte dei 5 che ha preso sono voti di parte abilmente cammuffati. D'Angelo scrive bene, ma le sue storie sono assai mediocri, e il paragone con veri autori quali Jordan o Martin è semplicemente ridicolo.
Mio commento: mi sento gonfio. E, visto che ora si sono resi conto che so scrivere, puntano a denigrarmi in altri modi. Un punto a mio favore.
Evito, per buon gusto, di incollare commenti ultra-positivi che mi sembrano frutto di superficialità allo stesso modo. Ho preferito riportare quelli negativi. Ma considerate che io trovo carta da cesso gli eccessi non giustificati e scritti senza cognizione di causa, sia quando essi sono negativi, sia quando essi sono positivi.
Non credo che tu stia parlando di questi lettori, vero, Ladro?
Se un testo esce con vistosi problemi di forma (come fu il mio "Le sette gemme" e come io, molti testimoni, ho sempre sottolineato per primo - senza raccontare la vera storia fino in fondo, per buona educazione, pur sapendo che il nome che veniva sputtanato era quello sulla copertina), siamo d'accordo sul fatto che il lettore debba segnalarli.
Ma il problema dei lettori italiani non è questo, Ladro.
Per due motivi:
1. Non sanno scrivere loro stessi. E io, perdonami, in tutta sincerità non accetto critiche alla mia tecnica di scrittura da chi scrive commenti in un italiano ben al di sotto del "pedestre".
2. La forma la attaccano non appena possono, ma a volte restano spiazzati. Se non possono con la forma, si aggrappano a mille e mille sciocchezze, passando allegramente a screditare l'autore, anziché lo scritto (E via a lavorare sull'immagine generale: pompato dalla Delos. I voti alti sono sicuramente falsi. Scrive in modo ottimo, ma non ha doti narrative. I nuovi voti positivi sulla trilogia delle Sette Gemme sono sicuramente lì perché stanno pianificando una nuova edizione).
Perdonami, Ladro, ma la tua posizione, che generalizzando difende anche una massa di cretini che si sono impadroniti (male) dell'italiano con un golpe, pretendendo d'insegnarlo ad altri che lo amano molto più di loro, non posso condividerla per brutale esperienza personale. E credimi, taccio la maggior parte delle cose veramente spiacevoli.
Poi, se gli altri autori, per bella facciata o per il quieto vivere, preferiscono affermare che rispettano i lettori, facciano pure.
Andrea D'Angelo disprezza i lettori di un certo tipo. E sono tanti. Per il semplice motivo che lettori non sono, se non autonominandosi tali.
Ciò che insegna la vita, anche a me, ogni dannato giorno, è che giudicare cose che non si conoscono affatto è sbagliato. Difenderò, come ho sempre difeso, le opinioni ragionate e rispettose (della mia, come dell'altrui persona), comprese quelle molto negative.
Tutte le altre sono carta da cesso.
Purtroppo le seconde sono la maggior parte.
Al potere i lettori? Benvenuti nel mondo di Paolini, dove la Le Guin è morta da un pezzo e non risorgerà.
E per questo esatto motivo misi in discussione l'idea di scrivere ancora, per due anni. Poi mi sono reso conto che merita farlo, per i pochi che possono aiutarti a crescere, che apprezzano e rispettano o che criticano negativamente con cognizione di causa. Per la strapiccola minoranza. Per le mosche bianche, insomma. O per le pecore nere, come le chiamo io. Decidete voi.
E questo per rispondere e informare e dilettare anche Marina e Milena.
:">
» postato da Negróre alle 10:43 del 02-08-2007
32 «
E per questo esatto motivo misi in discussione l'idea di scrivere ancora, per due anni. Poi mi sono reso conto che merita farlo, per i pochi che possono aiutarti a crescere, che apprezzano e rispettano o che criticano negativamente con cognizione di causa. Per la strapiccola minoranza. Per le mosche bianche, insomma. O per le pecore nere, come le chiamo io. Decidete voi.»
Zzzz.... o beeeh... a scelta tua ![]()
» postato da Palin alle 10:54 del 02-08-2007
33 «
Ho letto sia le "Sette gemme" che quest'ultimo libro. Mi spiace dirlo, perche' e' un autore italiano, ma non mi sono piaciuti per niente. La trama è banale e scontata e lo stile di scrittura alquanto pedestre.
L'ho trovato tra i remainders in una libreria di Padova e l'ho comprato incuriosito dalla copertina. Non mi è piaciuto granch'e. La scrittura dell'autore non mi è sembrata impeccabile (anche volendo tralasciare i refusi) come non mi ha entusiasmato la storia, forse troppo simile a Shannara di Terry Brooks
»
Bò? A me commenti così (gli altri due sono effettivamente un po' più campati in aria) non mi sembrano (granch'è a parte
:"> ) inauditi.
Mi sembra accettabile dare un giudizio poco argomentato su qualcosa su cui non si è riflettuto abbastanza, e d'altronde sarebbe impossibile fare diversamente dato che la lettura non ha acchiappato. Certo, uno potrebbe anche astenersi dal commentare... ma il form è là, e la tentazione è irresistibile. ![]()
» postato da metalupo alle 11:11 del 02-08-2007
34 ««
Ho letto sia le "Sette gemme" che quest'ultimo libro. Mi spiace dirlo, perche' e' un autore italiano, ma non mi sono piaciuti per niente. La trama è banale e scontata e lo stile di scrittura alquanto pedestre.
L'ho trovato tra i remainders in una libreria di Padova e l'ho comprato incuriosito dalla copertina. Non mi è piaciuto granch'e. La scrittura dell'autore non mi è sembrata impeccabile (anche volendo tralasciare i refusi) come non mi ha entusiasmato la storia, forse troppo simile a Shannara di Terry Brooks
»
Bò? A me commenti così (gli altri due sono effettivamente un po' più campati in aria) non mi sembrano (granch'è a parte
:"> ) inauditi.
Mi sembra accettabile dare un giudizio poco argomentato su qualcosa su cui non si è riflettuto abbastanza, e d'altronde sarebbe impossibile fare diversamente dato che la lettura non ha acchiappato. Certo, uno potrebbe anche astenersi dal commentare... ma il form è là, e la tentazione è irresistibile.
»
Punti di vista, Meta.
Non mi sognerei di giudicare la trama di una trilogia leggendo il primo e il terzo. Ma che senso ha? Ai miei occhi, perdonami, nessuno.
"Granch'e" a parte? Tu stai scherzando, vero? La frase successiva sembra autoironica, se non fosse tragicamente presuntuosa.
Ma non commentiamo i commenti.
Sono nel mio messaggio per giustificare (velocemente) la mia posizione. Non intendo scendere in dettagli. Non è mia intenzione monopolizzare ll'attenzione.
Il concetto è: quando si parla di lettori che sono liberi di criticare, bisogna stare molto attenti a dare loro troppi diritti. Hanno anche dei doveri di convivenza civile e di buon senso. E troppo spesso le persone si ricordano soltanto dei diritti, soprassedendo sui propri doveri.
Il lettore non ha doveri, perché paga? A me questa sorta di populismo non piace.
E soprassediamo sul fatto che la rete delle reti ha ingenerato la proliferazione dei detrattori anonimi. Altra cosa su cui, finché non si passa da questa parte, non si riflette abbastanza. Nome e cognome sulla copertina non è soltanto zucchero per l'ego, è anche mettersi in gioco personalmente, metterci la faccia. Non è piacevole se, in modo scorretto, cominciano a prenderla a sputi, anziché valutarla per quello che è con educazione: bella o brutta.
Gli scrittori tentano di fare del loro meglio. Possono migliorare, crescere. Ne possono emergere di più bravi (stanno emergendo ed emergeranno). Ma certo i lettori, in questo modo, non fanno un favore a nessuno. E sarebbe il caso che i lettori veri comincissero ad emarginare i cretini. Troppo facile scaricare su editori e autori le colpe. Troppo facile.
Si punta il dito contro gli editori. Anch'io l'ho fatto più di una volta e per certi versi lo faccio tuttora. Ma non ci si scandalizzi delle scelte fatte in base a questo parco di lettori: a fine anno c'è il bilancio e la tua sopravvivenza dipende in buona parte da superficiali (per non esagerare con le parole).
Troppo facile pensare che il lettore ha sempre ragione. E' come il cliente che tratta il cameriere come uno schiavo. A me manda in bestia. Poi, sarò un idealista. Pazienza: mi manda in bestia e non intendo tacere e allisciare le penne a chicchessia (ribadisco: nemmeno se si spertica in lodi superficiali. E' un danno altrettanto grande alla mia faccia).
» postato da Negróre alle 11:36 del 02-08-2007
36 «
"Granch'e" a parte? Tu stai scherzando, vero? La frase successiva sembra autoironica, se non fosse tragicamente presuntuosa.
»
No. Non scherzo. Mi fa pensare che non sappia cosa significhi stile. Tutto quello che non è trama, sembra intendere. Più che farmi pensare a presunzione mi dà conferma che il commento non è pensato per nulla, men che meno chiaramente espresso (per incapacità di farlo, probabilmente). A me farebbe scrollare le spalle... (ma dovrei trovarmi nella tua posizione per sapere come mi comporterei
)
» postato da metalupo alle 11:53 del 02-08-2007
37 Mi spiace Andrea, ma ribadisco il concetto: per me il lettore è sacro. Poi se riporta giudizi risibili o chiaramente denigratori squalifica se stesso e quello che dice. Perchè soffermarsi su IBS e BOL? Io non ricordo alcun giudizio "prezioso" presente in quei siti e tu? Mi permetti una domanda molto franca Andrea: prova ad astrarti dalla tua condizione di scrittore e sopratutto da scrittore oggetto della critica. I giudizi che hai citato sarebbero altrettanto artificiosi e fastidiosi? Faccio una domanda più generale: siete davvero sicuri che ci sia un problema di "nazionalità"? O è un problema di genere? Aggiungo che se rispetto il giudizio del lettore, che ha tutte le ragioni di criticare quello che compra, ci sarebbe molto da dire sulla sua attenzione e cultura. Ma gli "Itagliani" sono questi... e leggono quello che arrivano a capire. Tutto questo è noto: lo sanno gli scrittori, che possono comportarsi di conseguenza e lo sanno le case editrici, dunque...
» postato da Ladro d'Anime alle 12:02 del 02-08-2007
38 «Resto convinto dell'idea che nel fantasy e nella fantascienza i lettori italiani pecchino imperdonabilmente di esterofilia. Se il nome in copertina è anglosassone, digeriscono col sorriso qualsiasi porcata. Se il nome è italiano, sembra una gara a fare le pulci fino all'ultima virgola. » E questa è una vera e propria generalizzazione che non sta nè in cielo nè in terra. Mi sembra che in Italia ci siano autori italiani che scrivono grandi schifezze linguistico narrative eppure arrivano ai vertici delle classifiche. Alcuni scrittori italiani sono "di moda", ma la cosa non si può certamente dire degli scrittori fantasy. Questo genere da noi è ancora considerato una specie di cenerentola sia perchè non gode di quella visibilità che hanno altri generi, a meno che non sei un fenomeno che trascende il puro prodotto letterario (Rowling o Paolini per dirne due), sia perchè, forse, deve ancora maturare un po' (?). Pertanto considerare i lettori di fantasy italiani, che già sono una minoranza, come delle pecore che si fanno intortare da un bel nome inglese è ridicolo, e parlo da "esterofila" che i romanzi se li legge in inglese e non esita a chiuderli se si rivelano una schifezza, altro che sorrisini. Seconda cosa, considerare tutti i lettori di fantasy come quelli che scrivono i commenti su IBS è un gran bella generalizzazione, dal momento che qui su FM ci sono numerosi esempi di lettori che sono in grado di scrivere critiche, positive o negative che siano, motivate e correte. Non compro autori italiani per fare beneficenza o per promuoverli solo perchè sono nostrani, se li compro è perchè leggendo i commenti nei forum letterari, come FM e non certo IBS, o la quarta di copertina posso trovare qualcosa che soddisfi i miei gusti. Dallo scrittore italiano non mi aspetto nè più nè meno di quello che mi aspetto da uno scrittore inglese o giapponese.
» postato da Melian alle 12:11 del 02-08-2007
39 «
»
Mi ero ripromesso di non intervenire più sulla questione, ma siccome l'ipocrisia proprio non la sopporto non riesco a starmene zitto.
Premessa: chi frequenta questo forum sa che di natura sono pacato e tendo al confronto, accetto le critiche e rispetto l'opinione altrui.
Però perdonami, Capitan Gambero, proprio tu mi vieni a fare un discorso come quello di cui, per comodità, posterò sotto gli stralci che più mi interessano?
Se non sei lo stesso del blog che penso, ti chiedo scusa sin d'ora; in caso contrario, non posso non rilevare da parte tua da un posto all'altro un'inaccettabile mancanza di coerenza (nella migliore delle ipotesi); una certa subdola compiacenza nella peggiore (qui dici una cosa, là un'altra).
Argomentiamo.
Capitan Gambero: L'opera di narrativa è opera d'arte, che lo scrittore mostra al pubblico, e come ogni forma d'arte merita il dovuto rispetto.
È per tale ragione che sul Vostro blog voi accompagnate le recensioni con immagini che hanno l'unico scopo di accrescere per iperbole quanto avete prima sostenuto (tanto per fare un esempio – quello che a me ha dato più fastidio - lo scontrino riferito al romanzo di un'autrice italiana con sotto la didascalia "E' emozionante come leggere lo scontrino della spesa"), finendo col dileggiare l'opera stessa? Questo per voi è rispetto?
C.G.: Ricordo certe critiche lette sulla Rocca dei Silenzi, all'epoca in cui cercavo informazioni prima di comprarlo, che sono veramente indegne! Un'opera di un certo spessore, non un libraccio alla R.A.Salvatore, che viene stroncata solo per l'incipit e poco altro... come se nemmeno fossero andati oltre il primo capitolo a leggere!
In tal caso devo pensare, Capitan gambero, che nel tuo blog applichiate due pesi e due misure. In caso contrario, come si concilierebbero le tue parole da me appena riportate col fatto che il mio romanzo lo avete fatto a pezzi basandovi solo sulla lettura del primo capitolo? Lo so, mi potresti ribattere che è un giudizio parziale, limitato a quel brano. In tal caso, mi spieghi la chiusura della recensione stessa (testuale: Se fosse una recensione, Il Segreto di Krune sarebbe a dodici gamberi marci (uno per ogni pagina dell'estratto), ma non lo è, e forse il romanzo completo potrebbe essere meglio. Forse. No. Impossibile.). Opere stroncate al primo capitolo, Capitan Gambero? Ma stiamo scherzando?
C.G: Quindi, ..., quando qualcuno critica malignamente le tue opere senza adeguate motivazioni (e spesso senza nemmeno aver letto il libro), fai bene ad incazzarti. E' giusto.
Mi rifaccio a questa tua affermazione, per esprimerti il mio stato d'animo. Chiaramente mi riferisco alla vostra recensione del primo capitolo del mio romanzo. Non mi fraintendere, Capitan Gambero. Non mi ha dato fastidio il modo con cui tale "Gamberetta" ha fatto a pezzi il primo capitolo del mio romanzo. In una certa misura gran parte dei suoi appunti di logi(stic)a, potrebbero essere persino condivisibili (anche se potrei controbattere, volendo, punto per punto). Quello che non posso accettare – e che mi fa pensare alla malafede da parte vostra – è altro.
SPOILER (ma leggete lo stesso perché ne vale la pena)
Se Gamberetta smonta il Sussurro, perché, come incantesimo, le appare privo di una logica interna alla narrazione (ma come fa a riuscirci al primo capitolo?), mi può anche stare bene; se invece mi dileggia, sostenendo che Mareq Tha avrebbe potuto servirsi di una cosa banale chiamata ordine (e implicitamente mi sta dando dello stupido per non avere pensato a una soluzione tanto ovvia), allora non va più, perché nella narrazione ho spiegato (credo chiaramente) a cosa serve il Sussurro e perché il tanto decantato "ordine" (sì, quello a cui questo scrittore non ha pensato) in quel contesto non avrebbe avuto senso. Questa, caro il mio capitano, è cattiveria gratuita.
C.G.: Se poi l'italiano critica, dati i presupposti, mi domando se "piuttosto che pazzo e malvagio a priori" sia invece solo triste e deluso.
È la tristezza e/o la delusione nei confronti degli autori italiani a farti usare espressioni come quella che, tanto per restare in tema di coerenza, ho tratto da un tuo post di risposta a chi difendeva il sopra citato romanzo dell'autrice italiana?
Intervento: Il vostro punto di partenza è quello di trovare gli aspetti negativi nelle opere altrui e mi chiedo il perchè. Se non vi piace il fantasy, non leggetelo. Se non vi va a genio che gli esordienti scrivano libri, ditelo.
Ferire gli scrittori alle prime armi mi pare un'azione un po' sgradevole. "
C.G.: L'idea ce l'abbiamo eccome. Sono senza dubbio delle lunghe attese, centinaia di lettere inviate senza una risposta... ma in fondo altri autori italiani, che le assicuro prenderemo di mira ( Licia Troisi in primis, nonchè Andrea D' Angelo ) ,
sono stati pubblicati da Mondadori e Nord. E le assicuro ( non so se ha mai letto le loro opere ) , che prenderanno gamberi marci a profusione.
Ecco, capitan Gambero, a me l'espressione "prendere di mira" non è che sembri indicativa di tristezza e delusione, quanto piuttosto di cattiveria e malanimo.
C.G.: E' inaccettabile in ogni caso che si critichi senza motivazioni o usando espressioni volgari o addirittura attacchi personali! Mica siamo nella giungla!
Bei pensieri, Capitan Gambero. Spiegami solo chi è questo tuo alter ego che, sempre parlando del mio romanzo in un tuo post, dice quanto di seguito riportato.
1. Il "trash" mi incuriosisce, arr.
Forse un giorno soddisferò il mio erotismo librario buttando i soldi per comprarne una copia.
M'ero ripromesso di non accendere questa discussione e fin quando i vostri giudizi erano postati solo sul vostro blog c'ero pure riuscito (il lettore è sacro, mi sono sempre ripetuto; rispettalo, qualunque cosa dica). Qui e ora mi è impossibile: le critiche le accetto, per la puzza della cattiveria mi tappo il naso ma che tu venga qui a prendere in giro me e gli altri utenti (perché, di questo si tratta, come mi pare di avere documentato) non mi va giù.
Mi scuso con i moderatori e con gli altri. Ce l'avevo proprio qui!
» postato da mikimago alle 12:23 del 02-08-2007
40 ««Resto convinto dell'idea che nel fantasy e nella fantascienza i lettori italiani pecchino imperdonabilmente di esterofilia. Se il nome in copertina è anglosassone, digeriscono col sorriso qualsiasi porcata. Se il nome è italiano, sembra una gara a fare le pulci fino all'ultima virgola. »
E questa è una vera e propria generalizzazione che non sta nè in cielo nè in terra.
Mi sembra che in Italia ci siano autori italiani che scrivono grandi schifezze linguistico narrative eppure arrivano ai vertici delle classifiche.
»
Ti ringrazio molto per aver cambiato "scemenza populista" con "vera e propria generalizzazione". Questo mi dà la possibilità di proseguire il dialogo, dato che non ci tengo a frequentare un forum per scambiare sgradevolezze con gli altri utenti, e a quel punto ci avrei rinunciato.
Penso di capire a chi ti riferisci nella seconda frase
e non entro nel merito perché non ho letto niente della persona a cui ti riferisci, ma ammetterai che con il battage promozionale che è stato fatto e con il gigante editoriale che ci sta dietro, stiamo parlando di un caso del tutto a parte, e senz'altro unico.
Le generalizzazioni, che ti fanno inorridire, ogni tanto invece ci stanno. Altrimenti, saremmo incapaci di apprendere alcunché dall'esperienza. Certo è sempre possibile trovare l'eccezione, quale tu senz'altro sarai, ma questo non cambia le cose nel loro complesso. Esempio: sarà anche esistito durante il nazismo un ufficiale delle SS tenero di cuore, ma questo non rende meno vero il fatto che le SS non erano una buona istituzione nel loro complesso.
Quella che ho espresso io, sebbene la condivida, non era un'opinione mia, ma di uno scrittore italiano di fantascienza piuttosto noto, e con un'esperienza di parecchie decine di anni sulle spalle in questo campo. Questo naturalmente non vuol dire nulla, e saremo in due a sbagliare, non so. Però il fatto che sugli scaffali delle librerie ci sia un autore italiano ogni 200 anglosassoni secondo te vuol dire solo che siamo davvero così scarsi?
» postato da Angra alle 12:33 del 02-08-2007
41 ««
"Granch'e" a parte? Tu stai scherzando, vero? La frase successiva sembra autoironica, se non fosse tragicamente presuntuosa.
»
No. Non scherzo. Mi fa pensare che non sappia cosa significhi stile. Tutto quello che non è trama, sembra intendere. Più che farmi pensare a presunzione mi dà conferma che il commento non è pensato per nulla, men che meno chiaramente espresso (per incapacità di farlo, probabilmente). A me farebbe scrollare le spalle... (ma dovrei trovarmi nella tua posizione per sapere come mi comporterei
)»
Ah, ok. Ora capisco.
Ma certo, Meta, che anch'io scrollo le spalle. E' passato il tempo in cui m'infuriavo di fronte a commenti superficiali e mal espressi (diciamo un anno dopo la pubblicazione del primo libro, dai...).
Ma resta il fatto che se questo è un lettore... be', io cosa sono? Un critico d'arte con tanto di patentino? No, meta. Non lo sono. (Dovrei avere ben altre competenze linguistiche!) Sono un semplice lettore, appassionato di Fantasy. Lui non lo è. Punto e basta. O non lo è abbastanza per farmi scrivere per lui. Non so se mi sono spiegato.
Tornando al punto di partenza, chiudendo il cerchio. Rispetto a quanto ha scritto Ladro d'anime: davvero si crede che un autore possa tenere in considerazione simili commenti? Davvero critiche così (la stragrande maggioranza, ri-ri-risottolineo il punto) fanno dire che gli autori non accettano le critiche?
Si scrollano le spalle, per l'appunto. In aggiunta, mentre scrollo le spalle, a me viene in mente la carta igienica.
Diverso è, invece, quando la critica negativa che arriva è ponderata e rispettosa. Ma, chiunque spulci la rete, a tali critiche non esiste autore che risponda male e non si metta a dialogare, spendendo tempo per spiegare il proprio punto di vista e, spesso, per ammettere alcuni errori oggettivi. Dialoghi a volte accesi, ma veri e ponderati, da entrambe le parti.
Per Ladro d'anime: certo che sì, Ladro d'anime. Tu dimentichi che io sono innanzi tutto lettore. Io leggo e critico da lettore. E, forse non ci crederai, ma ancora ora leggo le interviste agli autori con lo stesso spirito che mi animava vent'anni fa: quasi in brodo di giuggiole, soltanto per il fatto che sto scoprendo la persona autore, le sue motivazioni, eccetera. E' come se io non fossi affatto autore.
Su IBS trovi porcate come quelle che ho riportato. Ma non solo. Quindi non condivido. A volte gli interventi, forzatamente brevi, non lo sono poi tanto e, pur sinteticamente, dicono cose (negative e positive) che sono rilevanti.
Questi commenti non sono artificiosi, perché dovrei pensarlo? Il brutto è proprio che chi li ha scritti probabilmente credeva a quello che stava scrivendo, senza rendersi conto della pochezza dei concetti. Fastidiosi smettono di esserlo, ovviamente, se mi spoglio della mia essenza d'autore. Ma non è questo ciò che sto dicendo. Il vero problema è che sono semplicemente e drammaticamente superficiali. E' molto diverso. E molto più grave.
E io, perdonami se ti sembro presuntuoso, da autore non li tengo in minima considerazione, né chicchessia mi farà cambiare idea in futuro. Lettori così, per me, non meritano un briciolo di attenzione. Tanto meno lo spreco dell'aggettivo "sacro". E' quasi blasfemia!
Circa il problema degli italiani, Ladro, mi spiace dirlo, ma davvero non hai l'esperienza diretta necessaria (per tua fortuna! Ti sei risparmiato un bel po' d'amarezza). Passando da questa parte (chiedi, ad esempio, agli editori qui presenti: Franco Forte ha scritto un messaggio più che indicativo nel forum della Writers Magazine a tal proposito), capisci perché essere italiani E scrivere fantasy sia una miscela esplosiva. Il genere c'entra, ma il nome connazionale è la prima cosa che fa scattare un atteggiamento aprioristico nei lettori di genere (a cui il fantasy piace!).
Per Melian.
Infatti io faccio un distinguo, c'è lettore e "lettore" (come c'è critico e criticone, come scrittore e scribacchino, come editore e commerciante, come libraio e commerciante).
Il problema è di percentuali: i superficiali sono molti più di quanti credi. E, purtroppo, per il momento stanno vincendo loro, facendo la differenza. (E non sto dicendo che Andrea D'Angelo avrebbe dovuto vendere tanto, sia chiarissimo! Sto dicendo che non è un caso che, non appena un autore italiano pubblica, in rete compaiono più detrattori che lettori seri. E' un caso? Come fa a essere così sistematico? Guarda che qui nessuno si sta piangendo addosso, dicendo "povero me, che sono piccolo e nero". Qui stiamo discutendo di esperienze personali reali, non di momenti d'allucinazioni collettive toccate ai soli autori).
Il mio atteggiamento è questo, spiacente, e me ne sbatto se sembro presuntuoso (nessuno impone i miei romanzi. Se sto antipatico, basta non acquistarli. Punto e a capo).
Per me il concetto di "lettore sacro" è morto da tempo. Per esperienza personale. Perché il lettore ha mille diritti e io nemmeno quello di considerarlo superficiale, quando lo dimostra da solo?
Gli esempi peggiori - che non arrivano da IBS, credimi, Melian - ho detto che non intendo riportarli. E non lo farò.
Melian. Tu, che sei lettrice attenta ed esprimi giudizi ponderati (e forse per questo ti senti punta sul vivo, perché non accetti le critiche che ti piombano addosso indirettamente)... tu, dimmi, hai mai ricevuto risposte idiote dagli autori italiani che hai criticato in modo ben diverso? Metto entrambe le mani sul fuoco che non ti è successo.
Cosa possiamo, noi autori, rispondere a tutti gli altri? Già è difficile rispondergli educatamente. Pretendete pure che li si consideri sacri? Ma per favore... ![]()
» postato da Negróre alle 12:39 del 02-08-2007
42 «Certo è sempre possibile trovare l'eccezione, quale tu senz'altro sarai, ma questo non cambia le cose nel loro complesso. » Non mi ritengo una eccezione perchè ripeto qui in questo forum, e non in altri, ci sono fiori di lettori con competenze e capacità di giudizio. Io mi tiro fuori (sono "esterofila" del resto) ma qui in FM ci sono troppi bravi lettori, che leggono anche autori italiani, per essere tutti un'eccezione, non credi? Le generalizzazione mi fanno sempre inorridire perchè si limitano a prendere dei concetti che fanno comodo, in questo caso le critiche superficiali e maleducate di certi siti, e si estendono spacciandole per verità. Questa io non la chiamo imparare dall'esperienza. Imparare dall'esperienza significa prendere le critiche ben fatte e motivate ed avere un confronto costruttive e dialettico tra chi le ha scritte e lo scrittore in questione. «Però il fatto che sugli scaffali delle librerie ci sia un autore italiano ogni 200 anglosassoni secondo te vuol dire solo che siamo davvero così scarsi?» A me sembre che ultimamente nelle librerie nella sezione fantasy ci siano anche tanti autori italiani. E se invece di scarsezza fosse solo una questione di numeri; gli autori stranieri sono di più di quelli italiani, questo è un dato.
» postato da Melian alle 12:48 del 02-08-2007
43 Non nego di essere privo dell'esperienza necessaria come autore (visto che non lo sono), però lavoro in una grande biblioteca cittadina e ho esperienza diretta di quello che la gente legge e chiede. Gli unici libri fantasy che mi sono stati richiesti sono quelli della Troisi, un motivo ci sarà, ne abbiamo parlato altrove non vorrei ripetermi. Per quanto riguarda altri generi letterari sono molti gli italiani che sfondano in vendite. Faletti, Melissa P. Moccia, tanto per fare alcuni nomi in ordine sparso. Se questo pregiudizio c'era forse in passato, mi sembra che adesso le cose siano diverse. Quanti scrittori editi sono intervenuti a questa discussione? ![]()
» postato da Ladro d'Anime alle 12:54 del 02-08-2007
44 «Melian. Tu, che sei lettrice attenta ed esprimi giudizi ponderati (e forse per questo ti senti punta sul vivo, perché non accetti le critiche che ti piombano addosso indirettamente)... tu, dimmi, hai mai ricevuto risposte idiote dagli autori italiani che hai criticato in modo ben diverso? Metto entrambe le mani sul fuoco che non ti è successo.
Cosa possiamo, noi autori, rispondere a tutti gli altri? Già è difficile rispondergli educatamente. Pretendete pure che li si consideri sacri? Ma per favore...
»
Un bel "non ti curar di loro ma guarda e passa"? Non vuole essere una facile battuta la mia, sono consapevole del fatto che un conto è leggere delle critiche e un conto è leggere dei dileggi o delle offese, ma gente così non merita nemmeno attenzione. Tuttavia comprendo anche che "gente così" possa in qualche modo influenzare i gusti di altri e scatenare una specie di reazione a catena.
Non so, in questo caso dovrei essere davvero nelle scarpe di uno scrittore per decidere cosa fare e fino a che punto rispondere. Per il carattere che ho probabilmente smonterei ogni singola offesa rigirandogliela contro, giusto per togliermi almeno una soddisfazione.
Tanto se hanno deciso di darti contro continueranno a farlo.
» postato da Melian alle 13:00 del 02-08-2007
45 ««Certo è sempre possibile trovare l'eccezione, quale tu senz'altro sarai, ma questo non cambia le cose nel loro complesso. » Non mi ritengo una eccezione perchè ripeto qui in questo forum, e non in altri, ci sono fiori di lettori con competenze e capacità di giudizio. Io mi tiro fuori (sono "esterofila" del resto) ma qui in FM ci sono troppi bravi lettori, che leggono anche autori italiani, per essere tutti un'eccezione, non credi? Le generalizzazione mi fanno sempre inorridire perchè si limitano a prendere dei concetti che fanno comodo, in questo caso le critiche superficiali e maleducate di certi siti, e si estendono spacciandole per verità. Questa io non la chiamo imparare dall'esperienza. Imparare dall'esperienza significa prendere le critiche ben fatte e motivate ed avere un confronto costruttive e dialettico tra chi le ha scritte e lo scrittore in questione. «Però il fatto che sugli scaffali delle librerie ci sia un autore italiano ogni 200 anglosassoni secondo te vuol dire solo che siamo davvero così scarsi?» A me sembre che ultimamente nelle librerie nella sezione fantasy ci siano anche tanti autori italiani. E se invece di scarsezza fosse solo una questione di numeri; gli autori stranieri sono di più di quelli italiani, questo è un dato.» Attenzione: quando parlo di un rapporto di 200 a 1 mi riferisco appunto al fantasy e alla fantascienza, non alla narrativa in generale. Mi fa un po' sorridere il fatto che tu ammetti la tua esterofilia ma neghi quella degli altri... in sociologia il fenomeno è ben noto, si chiama "maggioranze che credono di essere minoranze". Come se io dicessi "non è vero che i genovesi sono stronzi e maleducati... io lo sono, ma tutti gli altri miei concittadini sono simpatici e ospitali." Comunque il mio non è affatto un prendere a pretesto commenti dai forum in modo selettivo, non c'entra niente. Quest'idea me la sono fatta chiacchierando un po' con gente che nel settore ci bazzica da decenni, e che un minimo dovrebbe capirci qualcosa.
» postato da Angra alle 13:00 del 02-08-2007
46 Mi sembra chiaro che ci sono due filioni di pensiero, quelli che guardano al mercato e quelli che guardano alla qualità.
Diciamo che questi due filoni raramente si intersecano ed è un dato di fatto.
Premesso che io devo a questo punto essere uno dei pochi appassionati di fantasy "della vecchia guardia" a cui piace la Troisi (anche se per motivi filosofici non ho ancora comprato la seconda trilogia, quindi mi baso solo sul parere della prima), ritengo che le Cronache del Mondo Emerso siano un buon compromesso.
Certo se devo scegliere leggo la Rocca dei Silenzi, non me ne voglia Licia per questo ![]()
» postato da Palin alle 13:01 del 02-08-2007
47 « »
Michele, hai la mia solidarietà.
Ma non impegolarti troppo, poi te ne pentiresti. Un messaggio è sufficiente.
Quanto a me, se Capitan Gambero vuole farmi l'onore di omaggiarmi con qualche pagina di sarcasmo (cosa che m'incuriosisce, perché mi sembrano creativi nel loro disquisire - che è tutt'altra cosa che criticare seriamente - anche se avrei preferito vederli al lavoro su "La Rocca dei Silenzi", non su un romanzo che ho scritto oltre dieci anni fa... pazienza...), sarò felice di rispondergli per le rime (una e una sola volta, perché i tour de force polemici non mi riguardano più - qui su FM merita tornare e ribadire, perché ci sono persone intelligenti).
In fondo, non dimentichiamoci che stiamo parlando sempre di persone che disfano quanto gli altri fanno. Non di persone che fanno. Giudizio aprioristico? E' una scorrettezza che posso permettermi anch'io, perché no?
:">
Come detto nell'intervento all'interno del loro blog, gli auguro di riuscire in ciò che vorrebbero (cinema, almeno uno dei due Gamberi ha dichiarato di voler diventare regista). Almeno così avranno l'onore di assaporare la pena del contrappasso (cosa che avverrà puntualmente).
» postato da Negróre alle 13:04 del 02-08-2007
48 «Attenzione: quando parlo di un rapporto di 200 a 1 mi riferisco appunto al fantasy e alla fantascienza, non alla narrativa in generale.» Mi autoquoto «A me sembre che ultimamente nelle librerie nella sezione fantasy ci siano anche tanti autori italiani. E se invece di scarsezza fosse solo una questione di numeri; gli autori stranieri sono di più di quelli italiani, questo è un dato.» «Mi fa un po' sorridere il fatto che tu ammetti la tua esterofilia ma neghi quella degli altri... » Io non nego l'esterofilia altrui, vorrei riquotarmi, ma stavolta mi ripeto e basta: ho detto che qui in FM ci sono fior di lettori, e sono tandi, che leggono anche autori italiani e li commentano. A casa mia anche questo si chiama dato di fatto.
» postato da Melian alle 13:05 del 02-08-2007
49 «
E' passato il tempo in cui m'infuriavo di fronte a commenti superficiali e mal espressi (diciamo un anno dopo la pubblicazione del primo libro, dai...).
»
M'ha tratto in inganno la storia della carta da... WC ![]()
» postato da metalupo alle 13:07 del 02-08-2007
50 «Per il carattere che ho probabilmente smonterei ogni singola offesa rigirandogliela contro, giusto per togliermi almeno una soddisfazione.» Già provato, all'inizio. Per l'appunto, anch'io ho questo tipo di reazione caratteriale. Ma poi ribattono e pensano di avere sempre ragione (è stato proprio uno di questi batti e ribatti, con un lettore di cui ricordo ancora il nome - che guarda caso poi ho scoperto avere velleità letterarie, essendo stato finalista in un concorso Delos). Con le parole, chi le sa usare un po', si può dire tutto e il contrario di tutto. L'unica cosa che gli smentisce è una lettura priva di pregiudizi. Non è un caso che i loro discorsi lasciano il tempo che trovano soltanto quando si ritrovano ad aver a che fare con un altro lettore, che non la pensa affatto come loro. L'autore, di partenza, se si difende è uno che "non accetta le critiche". L'autore fa sempre la figura peggiore, in questi casi. Che intervenga o che non intervenga. Credimi, Melian, è un vicolo senza uscita. Tolkien era saggio: non si curava di loro, esattamente come tu suggerisci. Lo scrisse in una lettera, dicendo che non aveva tempo per discutere con chi lo criticava in modo sciocco e che preferiva parlare con chi invece lo apprezzava. Così sbagliato? A me non sembra. Ed è quello che faccio da tempo, riguardo le mie opere. Riguardo la mia persona, invece, sono pronto a prenderli a calci nelle palle davanti a tutti, a costo di sembrare un violento. Non tollero chi mi dà dell'intellettualmente disonesto. Non lo tollero e non tollero le insinuazioni. Sui testi, che si sbrodolino pure.
» postato da Negróre alle 13:13 del 02-08-2007
51 ««Attenzione: quando parlo di un rapporto di 200 a 1 mi riferisco appunto al fantasy e alla fantascienza, non alla narrativa in generale.»
Mi autoquoto
«A me sembre che ultimamente nelle librerie nella sezione fantasy ci siano anche tanti autori italiani. E se invece di scarsezza fosse solo una questione di numeri; gli autori stranieri sono di più di quelli italiani, questo è un dato.»
«Mi fa un po' sorridere il fatto che tu ammetti la tua esterofilia ma neghi quella degli altri... »
Io non nego l'esterofilia altrui, vorrei riquotarmi, ma stavolta mi ripeto e basta: ho detto che qui in FM ci sono fior di lettori che leggono anche autori italiani e li commentano. A casa mia anche questo si chiama dato di fatto.»
I frequentatori del forum di FM sono un campione selezionato che così a naso riterrei più attenti e preparati della media. Non generalizziamo, però.
Non sono certo numericamente quelle (decine di) migliaia di persone a cui il mercato editoriale si rivolge.
Ti ripeto che l'esterofilia di cui ho parlato non è farina del mio sacco, bensì di persone con questi problemi ci si confrontano ogni giorno, perché è il loro lavoro. Ovviamente, tu pensala pure come vuoi, non ho alcun interesse nel farti cambiare idea, soprattutto considerando il fatto che mi sembra che la cosa ti faccia innervosire, per cui lascerei cadere la questione...
» postato da Angra alle 13:14 del 02-08-2007
52 «
Con le parole, chi le sa usare un po', si può dire tutto e il contrario di tutto.»
E anche il contrario e tutto il contrario
:">
:">
:">
Nel frattempo ho individuato il blog cui accennate... prevenuto già dal titolo (palesemente sarcastico).
Sbadiglio!
» postato da metalupo alle 13:24 del 02-08-2007
53 « Per quanto riguarda altri generi letterari sono molti gli italiani che sfondano in vendite. Faletti, Melissa P. Moccia, tanto per fare alcuni nomi in ordine sparso. Se questo pregiudizio c'era forse in passato, mi sembra che adesso le cose siano diverse. » No, scusa, mi hai citato tutti prodotti studiati a tavolino, confezionati, pompati e lanciati sul mercato come si fa con un deodorante o una nuova bevanda gassata. Faletti ti fa due palle così, ti descrive come XY mette in moto l'auto e esce dal garage passo per passo (che mi frega? ce l'ho anch'io la patente). Se non fosse già stato famoso per aver fatto il buffone al Drive In l'editore avrebbe infilato il suo mattone da 700 pagine nel tritarifiuti già a pagina 2. Il fatto è che qualunque immondizia vende minimo 50.000 copie, dopo un passaggio dell'autore al Maurizio "Kiss me Licio" Costanzo Show. Concordo invece sul fatto che negli altri generi letterari (il giallo, ad esempio) il problema dell'esterofilia non si pone.
» postato da Angra alle 13:35 del 02-08-2007
54 Perchè Eragon non è stato preconfezionato, pompato al di là dei suoi meriti? Devo fare altri esempi o mi astengo per quieto vivere?
Faletti credo sia stato letto sopratutto per curiosità. Chi avrebbe mai detto che sapesse scrivere? Ho sentito questa affermazione fino alla nausea. Io ho tentato di leggere "Niente di vero tranne gli occhi", ma era mortalmente noioso.
» postato da Ladro d'Anime alle 13:48 del 02-08-2007
55
Si vede proprio che gli appassionati di fantasy amano i tomi lunghissimi, le esalogie e decalogie...
Insomma, mi stacco un attimo dal dibattito e trovo pagine e pagine da leggere? Non ce la faccio a questo punto a riprendere le fila del discorso, per rispondere direttamente a chi ha detto cose interessanti e meritevoli di discussione; provero' a fare qualche considerazione sparsa e basta.
Concordo con Angra circa l'esterofilia. L'esempio di Ladro d'Anime su Moccia e Melissa P. (che tristezza questa roba
) non mi sembra calzante, sono due cose diverse.Qui si parla di esterofilia specifica del lettore di genere fantastico, molto diffusa e tenace, forse anche perche', essendo minoranza, si tende un po' a chiudersi.
Anch'io, nel mio piccolo, posso citare l'esperienza trentennale nel mondo della fantascienza, dove la cosa e' addirittura piu' esasperata che nel fantasy.
Non e' l'esterofilia di per se' , il vero problema, quella al piu' e' un duro ostacolo da superare, una sfida in piu', ma si puo' riuscirci. Lo e' l'esterofilia prevenuta, boicottante, supponente, inutilmente militante.
Una volta per tutte, non ci si arrabbia per le critiche, ci si arrabbia e offende e amareggia quando c'e' supponenza, superficialita', pregiudizio, gusto per la stroncatura, perche' da' piu' soddisfazione e visibilita', sembra piu' "virile" (in senso lato) di un commento positivo ma ragionato. E' roba da psicologi. Ed esiste, credetemi, e chi scrive in questo ambito, gia' pieno di difficolta' per la ristrettezza della base di lettori e per le diffidenze editoriali, vi si confronta continuamente. Questa non e' una giustificazione per le proprie carenze letterarie, ne' una scusa per fare del vittimismo. E' un fenomeno reale. Su WM in questi giorni e' in corso una discussione analoga a proposito della fantascienza italiana.
Il fatto stesso che vi si continui a confrontare e combattere, dimostra che la voglia di superarlo esiste. Ma ci si continua a cozzare contro comunque. Io sono ottimista, la situazione sta lentamente cambiando, non bisogna arrendersi. Ma perche' negare e non parlarne?
A volte io mi sono sentita dire persino: "se questa roba l'avessi scritta in inglese, sul mercato anglosassone non avrebbe avuto difficolta' a trovare spazio. "
Ho sorriso leggendo i commenti riportati da Andrea. (un sorriso amaro, ovviamente
) Riconoscevo lo stile. Il sospetto paranoico (le recensioni positive non possono essere sincere, c'e' una manovra sotto), o quelle frasi sentenziose: "ricorda molto ... "E' una brutta copia di ..." e giu' un qualche nome straniero altisonante, per far far vedere di averlo letto e darsi un tono da intellettuale. Oppure "non sara' mai all'altezza di ..." e altri nomi strafamosi.
Insomma, a proposito del romanzo mi sono sentita dire che assomigliava "troppo" a Dune, solo perche' c'era una parte ambientata in una terra desertica con popolazione seminomade. E allora, perche' non dire anche che e' copiato da Lawrence d'Arabia? -Ho ribattuto io.
Finche' mi dici che ti ricorda Dune, mi sta bene. Atmosfere e ispirazioni possono starci, del resto tutti si ispirano alle proprie letture e preferenze. Anche gli stranieri. O no? Diverso se invece ci intessi critiche pretestuose.
Ho la presunzione di saper riconoscere una critica priva di fondamento e ingiustificata.
Io ho iniziato sui forum con la massima buona volonta' e interesse e apertura a discutere del mio romanzo, a considerare le obiezioni e gli apprezzamenti per imparare a migliorarmi. E devo dire che mi sono state e mi sono tuttora utilissime anche osservazioni molto severe. Pero' in un paio di casi sono insorta furibonda e ho troncato il dialogo, stupendo anche chi mi riteneva una persona paziente, gentile e disponibile (e lo sono, di solito
): ho troncato perche' ho riconosciuto inconfondibilmente pregiudizio, arie di superiorita' non meglio identificata,voglia di mettersi in mostra, frustrazioni da autore mancato. Quest'ultimo e' un fenomeno diffuso, ci sono piu' aspiranti autori che lettori, e tutti mediamente ansiosi di stroncare gli altri, anziche', come e' accaduto per altri settori, tipo il giallo, tentare di coalizzarsi con successo per rendere il genere piu' popolare. (Ecco anche perche' il giallo italiano si e' ritagliato un suo spazio importante! Apertura degli editori, pubblico piu'ampio e meno "bigotto", idee interessanti, ma anche sinergia fra autori). Dovrebbe essere matematico: se si liberano spazi per gli autori italiani, e tu sei un aspirante autore, cerca di promuoverli, se appena lo meritano, per ampliare il mercato e le tue possibilita' future, anziche' stroncarli con livore sentendoti un genio mancato.
Qualcosa di positivo si sta facendo anche fra scrittori fantasy, lo dimostrano i tanti presenti qui a discutere e confrontarsi, ed e' una cosa apprezzabilissima. In definitiva, non mi resta che quotare
«...Ma poi ribattono e pensano di avere sempre ragione (è stato proprio uno di questi batti e ribatti, con un lettore di cui ricordo ancora il nome - che guarda caso poi ho scoperto avere velleità letterarie, essendo stato finalista in un concorso Delos). Con le parole, chi le sa usare un po', si può dire tutto e il contrario di tutto.
L'unica cosa che gli smentisce è una lettura priva di pregiudizi. Non è un caso che i loro discorsi lasciano il tempo che trovano soltanto quando si ritrovano ad aver a che fare con un altro lettore, che non la pensa affatto come loro.
L'autore, di partenza, se si difende è uno che "non accetta le critiche".
L'autore fa sempre la figura peggiore, in questi casi. Che intervenga o che non intervenga.
»
» postato da dued alle 14:30 del 02-08-2007
56 «I frequentatori del forum di FM sono un campione selezionato che così a naso riterrei più attenti e preparati della media. Non generalizziamo, però.
Non sono certo numericamente quelle (decine di) migliaia di persone a cui il mercato editoriale si rivolge.»
I frequentatori di FM non sono un campione selezionato dal momento che nel forum ci può entrare chiunque ed esporre le sue idee, l'unica regola, è l'educazione. E in Italia, il mercato editoriale del fantasy non si rivolge a decine di migliaia di persone perchè è noto che il bacino di lettori generale è limitato (siamo una nazione che non legge) e che coloro che leggono fantasy sono ancora di meno.
Nel mare magnum che è internet i blog tematici sono di fatto commentati dal blogghista e dai qualche amico che gli da man forte, stessa cosa per mini forum dove sono iscritte poche centinaia di persone e quelle attive sono poche decine. Sono statisticamente rilevanti? Non credo.
In FM abbiamo invece diversi scrittori italiani che hanno voglia di condividere le proprie opinioni con i lettori, e un numero di iscritti e soprattutto di persone attive decisamente elevato; numero non so se si avvicina al quello che in statistica "campione rappresentativo", ma che sicuramente si avvicina a quello che potrebbe delinearsi come il profilo del lettore fantasy, quello vero e appassionato, in Italia.
«Ti ripeto che l'esterofilia di cui ho parlato non è farina del mio sacco, bensì di persone con questi problemi ci si confrontano ogni giorno, perché è il loro lavoro. Ovviamente, tu pensala pure come vuoi, non ho alcun interesse nel farti cambiare idea, soprattutto considerando il fatto che mi sembra che la cosa ti faccia innervosire, per cui lascerei cadere la questione...»
Perchè lasciare cadere il discorso scusa. Tranquillo, che le cose che mi fanno innervosire sono altre e ben più serie che non parlare dei problemi della letteratura fantasy in Italia.
Per quello che ne so le persone che citi possono essere tanto dei talentuosi Tolkien nostrani quanto degli scribacchini. In entrambi i casi mettere nelle mani dei lettori "esterofili" la causa dei proprie delusioni sul mercato letterario la trovo una scusa troppo comoda.
Tra l'altro per altri generi come il giallo, il thriller non c'è tutta questa esterofilia. Come mai? E' allora solo il lettore fantasy esterofilo? E se invece fosse la fantasy italiana ad avere di bisogno di maturare un poco di più?
Faccio una domanda, ma quanti tra gli autori che scrivono qui hanno partecipato a qualche convention (ovviamente compatibilmente con impegni e tempo) internazionale dedicata al fantasy e assistito a conferenze tenute da autori stranieri? O anche solo scritto nei journal o nei blog di questi autori, alcuni dei quali rispondono alle domande? A me è capitato e devo dire che, da lettrice, è stato molto istruttivo e interessante. Per uno scrittore, un simile confronto di idee dovrebbe esserlo ancora di più.
» postato da Melian alle 14:44 del 02-08-2007
57 «:
Insomma, a proposito del romanzo mi sono sentita dire che assomigliava "troppo" a Dune, solo perche' c'era una parte ambientata in una terra desertica con popolazione seminomade. E allora, perche' non dire anche che e' copiato da Lawrence d'Arabia? -Ho ribattuto io.
»
Dune con il tuo romanzo... caspita ci vuole fantasia
Putroppo il tema "assomiglia a" credo sia impossibile da combattere. Nel mio caso sono stati ancor più fantasiosi. Attaccare l'omaggio endiano della prima parte di Estasia sarebbe stato troppo facile, ne ho sempre fatto palese riferimento in ogni mia intervista. Pochi, purtoppo, hanno invece hanno notato Dante o Webber.
Quindi si sono rivolti altrove, la più simpatica è l'accusa di aver omaggiato Alice nel Paese delle Meraviglie (ovvio, perchè non sanno che quando ho scritto il "Mare di Globos" stavo guardando gli Snorky
:"> ).
Altri, seppur senza una vera accusa, di aver modellato Coran e Bolak su schemi disneyani (ma se ci sono riuscito o minimamente avvicinato lo reputo un complimento a 5 stelle).
Ma ritorniamo al discorso dell'esterofilia. Tutti osannano la Rowling (a mio avviso fin troppo), ma i suoi romanzi sono pieni di citazioni e riferimenti a spunti mitologici o topos fantasy che più classici non si può, ed è difficile trovare qualcosa di veramente originale.
D'altronde sinceramente non ci vedo nulla di male, il punto di forza dei suoi libri (non tutti) non è l'originalità ma l'alchimia con cui li ha modellati. Anzi, i libri di maggior successo sono in genere quelli dove l'originalità non è diventata una ricerca fobica. Perchè? Semplice, i lettori cercano altro, sono solo gli sparacritiche ad arrotarsi le unghie su questi specchi stridenti.
» postato da FrancescoFalconi alle 14:50 del 02-08-2007
58 « Tra l'altro per altri generi come il giallo, il thriller non c'è tutta questa esterofilia. Come mai? E' allora solo il lettore fantasy esterofilo? E se invece fosse la fantasy italiana ad avere di bisogno di maturare un poco di più? » Ma dai su, siamo sinceri. Il motivo è altrove, non su questa fantasy italiana che deve maturare come un pomodoro san marzano. Per carità, ogni scrittore nel suo intimo sa bene quali sono i suoi difetti e dove deve migliorare, io in primis. E se ce da maturare ricorda: occorre avere un chance per farlo, cosa non affatto facile. Il problema è comunque più esteso. I paesi esteri sfornano fantasy a valanghe e gli editori italiani sono pronti ad accoglierli a braccia aperte, fiondarli sugli scaffali con tanto di fascetta acceca-occhi. Ho letto così tanta schifezza di autori stranieri che oramai ne ho la nausea. E, diciamocela tutta, alla fine i grandi autori stranieri, proprio quelli di cui leggiamo apprezzamenti anche qui su FM, si contano sulla punta delle dita. Bene, adesso andiamo in libreria con una calcolatrice e facciamo un po' di percentuali tra i grandi autori stranieri, la spazzatura straniera e i libri fantasy italiani. Buom divertimento.
» postato da FrancescoFalconi alle 15:00 del 02-08-2007
59 «Ma non ci si scandalizzi delle scelte fatte in base a questo parco di lettori: a fine anno c'è il bilancio e la tua sopravvivenza dipende in buona parte da superficiali (per non esagerare con le parole).» Concordo personalmente con tutto il pensiero di Negròre in merito al discorso del "sacro lettore", in particolare con ciò che del suo discorso ho citato qui sopra, conseguenza chiarissima della situazione da lui descritta. Purtroppo mi convinco ogni giorno che la maggiorparte delle persone (parlo in particolare di giovani) non è in grado o non ha i mezzi o ancora peggio non ha voglia di mettersi mai, e dico mai, in discussione per nessun aspetto della propria persona. E come può chi non è in grado di criticare se stesso criticare qualcosa al di fuori di sè? Se lo fa, ed è il caso di questi "lettori saccenti", non lo fa per esprimere, a mio avviso, neanche un proprio giudizio perchè un proprio giudizio non ha. Ed è giusto che questi lettori vengano emarginati. Ed è giusto dire che non possono permettersi di criticare lessico e sintassi di un autore se ignorano le regole base della nostra lingua.
» postato da Jon Snow alle 15:11 del 02-08-2007
60 «
Putroppo il tema "assomiglia a" credo sia impossibile da combattere. Nel mio caso sono stati ancor più fantasiosi. Attaccare l'omaggio endiano della prima parte di Estasia sarebbe stato troppo facile, ne ho sempre fatto palese riferimento in ogni mia intervista. Pochi, purtoppo, hanno invece hanno notato Dante o Webber.
Quindi si sono rivolti altrove, la più simpatica è l'accusa di aver omaggiato Alice nel Paese delle Meraviglie (ovvio, perchè non sanno che quando ho scritto il "Mare di Globos" stavo guardando gli Snorky
:"> ).
Altri, seppur senza una vera accusa, di aver modellato Coran e Bolak su schemi disneyani (ma se ci sono riuscito o minimamente avvicinato lo reputo un complimento a 5 stelle).
Ma ritorniamo al discorso dell'esterofilia. Tutti osannano la Rowling (a mio avviso fin troppo), ma i suoi romanzi sono pieni di citazioni e riferimenti a spunti mitologici o topos fantasy che più classici non si può, ed è difficile trovare qualcosa di veramente originale.
D'altronde sinceramente non ci vedo nulla di male, il punto di forza dei suoi libri (non tutti) non è l'originalità ma l'alchimia con cui li ha modellati. Anzi, i libri di maggior successo sono in genere quelli dove l'originalità non è diventata una ricerca fobica. Perchè? Semplice, i lettori cercano altro, sono solo gli sparacritiche ad arrotarsi le unghie su questi specchi stridenti.»
Pienamente d'accordo. Il "somiglia a..." è quanto di più si avvicina ad una stroncatura gratuita fatta per il gusto di stroncare. Non perché non sia vero, ma perché è vero sempre. Voglio dire: le passioni umane erano già state completamente sviscerate ai tempi dei classici greci, lo sanno tutti che se scrivi di esseri umani o di qualcosa che gli somiglia non puoi raccontare qualcosa di veramente nuovo, e che a sforzarsi in tal senso si finisce invece nel ridicolo e nella forzatura. Quello che si può fare, se si è proprio bravi, è trovare nuovi modi di raccontare, e intrecciare alcuni temi in modo originale. Mi pare che nel prendere gli spunti e le ispirazioni giuste, e nell'infilare un paio di idee originali in uno schema noto non ci sia proprio niente di male, anzi. Mi pare che nessuno giustamente pretenda di essere il genio innovatore di cui i posteri canteranno le lodi, e per gusto personale amo molto un autore che inserisce omaggi e citazioni ai "mostri sacri" del genere, specialmente quando ribaltano in senso comico l'originale.
» postato da Angra alle 15:22 del 02-08-2007
61 «Se Gamberetta smonta il Sussurro, perché, come incantesimo, ecc.» Mikimago, come dicono gli inglesi: cut the crap! La verità è che tu pretendi di avere un protagonista militare e parlare di battaglie senza avere neanche la minima infarinatura nell'argomento. È evidente. Non sei solo: sei in ottima e folta compagnia, ma non è una giustificazione. Dopo di che: in un film come Independece Day i nostri eroi riescono con un un macbook a infilare un virus in un computer alieno. I.D. ha guadagnato centinaia di milioni di dollari in tutto il mondo e se vai su IMDB troverai schiere di gente che lo considera il più bel film della storia. Perciò scrivere scempiaggini non è un ostacolo né al successo, né alla fama, né all'apprezzamento della critica. Ma, la storia della balestra gigante che deve colpire un bersaglio mobile, con precisione, al primo colpo, in una foresta, di notte, questa storia a me non la vieni a raccontare, perché non sono cretina. Anche se probabilmente è questa l'idea di fondo: tanto da lettore non più sacro a lettore povero pirla il passo è breve, giusto? Infine mi arrogo il sacrosanto diritto di ridicolizzarti quando e come mi pare, finché scriverai cose ridicole. Leggiti qualche romanzo di guerra di autori decenti e qualche manuale di tattica e psicologia militare e poi ne riparliamo. A quel punto non avrò problemi ad accettare le tue scuse. Ciao.
» postato da Gamberetta alle 15:29 del 02-08-2007
62 « Faletti credo sia stato letto sopratutto per curiosità. Chi avrebbe mai detto che sapesse scrivere? Ho sentito questa affermazione fino alla nausea. Io ho tentato di leggere "Niente di vero tranne gli occhi", ma era mortalmente noioso.» Infatti, hai centrato il punto. E' l'effetto "guarda un po', sembrava un imbecille, e invece...". E invece non dico che lo è davvero perché poi se passa per di qua mi querela, ma di sicuro è uno che ha confuso la letteratura con il dilungarsi inutilmente in lunghissime descrizioni di cui non frega niente a nessuno, anche nei momenti in cui non succede niente. Il tutto in barba a tutte le più elementari regole della narrazione, di cui lui ignora l'esistenza. Il fatto è che all'italiano medio, che a scuola faceva fatica a mettere insieme una pagina e mezza di tema sulle vacanze, uno che scrive 700 pagine di roba sembra un genio a priori.
» postato da Angra alle 15:31 del 02-08-2007
63 « Dopo di che: in un film come Independece Day i nostri eroi riescono con un un macbook a infilare un virus in un computer alieno. » Perché pensi non sia possibile? In Star Trek lo fanno tutte le sante puntate e nessuno ha niente da ridire... cerchiamo di distinguere l'impossibile dall'improbabile... (non ho visto I.D. quindi probabilmente sarà più una questione di tempo che di effettiva possibilità, ma da quel che dici...)
» postato da Palin alle 15:35 del 02-08-2007
64 « Mikimago, come dicono gli inglesi: cut the crap! » Okay... tagliamo il messaggio La verità è che pretendi di recensire senza aver letto. Come appunto dici. E poi appari il tutto con un "questa non è una recensione". Infatti non lo è.... è bile allo stato puro.
» postato da metalupo alle 15:41 del 02-08-2007
65 «È per tale ragione che sul Vostro blog voi accompagnate le recensioni con immagini che hanno l'unico scopo di accrescere per iperbole quanto avete prima sostenuto (tanto per fare un esempio – quello che a me ha dato più fastidio - lo scontrino riferito al romanzo di un'autrice italiana con sotto la didascalia "E' emozionante come leggere lo scontrino della spesa"), finendo col dileggiare l'opera stessa? Questo per voi è rispetto?»
Citi proprio l'articolo giusto. Giusto per dimostrare di non aver capito di cosa parlava, intendo.
L'intero post imputava ogni male dell'opera alla casa editrice (TD) che aveva imposto all'autrice tagli per il 45% dell'opera. Da 360 a 200 pagine, poi suddivise a loro volta in due libri da 100, per confessione e lamentela pubblica dell'autrice stessa.
Difatti, se ci si ferma a leggere l'articolo invece di criticarlo a priori, ci si trova di fronte ad un Inno all'Opera Letteraria (come concetto astratto) che non merita tagli così pesanti e simili costrizioni e un invito all'Artista di non cedere mai a simili compromessi eccessivi pur di pubblicare. Viene anche invitato l'artista a sentirsi libero di esprimere la propria arte sfruttando canali diversi, come Lulu (che permette anche di apparire su IBS) e la distribuzione gratuita online, piuttosto che cedere a compromessi indecenti come il taglio di quasi metà dell'opera e la successiva suddivisione in due libri del poco rimasto.
L'immagine finale, dato che si riferisce al risultato in vendita (ovvero l'opera rovinata dall'editore che ha imposto i tagli e non al lavoro originale della scrittrice – che non è in vendita -), è una punzecchiatura "dissacrante/satirica" alla casa editrice TD, promulgatrice e artefice dello scempio pur di "venderlo": lo scontrino del salumiere di fatto, letto a un livello meno infantile di quanto pare alcuni abbiano fatto, accusa esplicitamente la TD di aver trattato il libro e l'artista come se fossero "prosciutto" o "grana padano" in vendita al dettaglio. Per questo li si accusa di aver rovinato il "prodotto" che è divenuto banale come lo scontrino della spesa a cui pare si sia ispirata la loto politica editoriale.
Spero che qualcuno della TD un giorno, magari, capisca l'errore fatto nel rovinare così tanto l'opera originale della scrittrice come se fosse un prosciutto da affettare e vendere a piacimento.
Era chiaro, se ci si fermava a riflettere senza voler vedere malafede a tutti i costi: in futuro eviterò sottintesi e metafore troppo complicate.
E' tanto grave esaltare le Opere degli scrittori e invitarli a non scendere a compromessi rovinosi (ripeto: 45% di tagli, da 360 a 200 pagine) pur di pubblicare, quando è possibile far conoscere la propria opera per altre vie in versione integrale? Non pensavo lo fosse, ma temo di essere un idealista disadattato e me ne scuso.
«In caso contrario, come si concilierebbero le tue parole da me appena riportate col fatto che il mio romanzo lo avete fatto a pezzi basandovi solo sulla lettura del primo capitolo? Opere stroncate al primo capitolo, Capitan Gambero? Ma stiamo scherzando?»
«Mi rifaccio a questa tua affermazione, per esprimerti il mio stato d'animo. Chiaramente mi riferisco alla vostra recensione del primo capitolo del mio romanzo. Non mi fraintendere, Capitan Gambero. Non mi ha dato fastidio il modo con cui tale "Gamberetta" ha fatto a pezzi il primo capitolo del mio romanzo. In una certa misura gran parte dei suoi appunti di logi(stic)a, potrebbero essere persino condivisibili (anche se potrei controbattere, volendo, punto per punto). Quello che non posso accettare – e che mi fa pensare alla malafede da parte vostra – è altro.
SPOILER (ma leggete lo stesso perché ne vale la pena)
Se Gamberetta smonta il Sussurro, perché, come incantesimo, le appare privo di una logica interna alla narrazione (ma come fa a riuscirci al primo capitolo?), mi può anche stare bene; se invece mi dileggia, sostenendo che Mareq Tha avrebbe potuto servirsi di una cosa banale chiamata ordine (e implicitamente mi sta dando dello stupido per non avere pensato a una soluzione tanto ovvia), allora non va più, perché nella narrazione ho spiegato (credo chiaramente) a cosa serve il Sussurro e perché il tanto decantato "ordine" (sì, quello a cui questo scrittore non ha pensato) in quel contesto non avrebbe avuto senso. Questa, caro il mio capitano, è cattiveria gratuita.»
Io non ho scritto quel post, che anzi trovo sconveniente perché appunto tratta solo il capitolo in libera consultazione dell'opera, bensì Gamberetta (ovvero Chiara).
Da parte mia non vi saranno mai critiche ai soli incipit, li trovo sgradevoli.
Trovo sconveniente che mi si vengano attribuite cose che non ho detto, così per il gusto di cercare la polemica. Quanto all'opera stroncate, mi dispiace, ma l'intero post parla solo degli errori evidenti (e alcuni davvero banali) presenti in quel capitolo.
Concordo che Chiara poteva evitarsi quella battuta "e forse il romanzo completo potrebbe essere meglio. Forse. No. Impossibile." che è davvero senza senso e abbassa l'intera credibilità del post. Sulla cattiveria gratuita da parte di Gamberetta, concordo, spesso se ne esce con commenti sgradevoli e inutili.
Quindi, come vedi, siamo d'accordo: ritengo anche io che Chiara si sia lasciata sfuggire l'ennesima "cazzata", come nel suo stile. Cercherò di prendere provvedimenti, ma non posso assicurare nulla: il blog della barca è un luogo di libera espressione, da parte degli autori e dei lettori (i commenti non vengono moderati), per costituzione interna. Inviterò caldamente Chiara (mia sorella) a evitare in futuro uscite di basso livello come questa, che sembrano appunto denigrare il libro in toto quando invece se ne aveva criticato e letto solo una parte (quella in libera lettura sul sito dell'editore).
«C.G.: L'idea ce l'abbiamo eccome. Sono senza dubbio delle lunghe attese, centinaia di lettere inviate senza una risposta... ma in fondo altri autori italiani, che le assicuro prenderemo di mira ( Licia Troisi in primis, nonchè Andrea D' Angelo ) ,
sono stati pubblicati da Mondadori e Nord. E le assicuro ( non so se ha mai letto le loro opere ) , che prenderanno gamberi marci a profusione.
Ecco, capitan Gambero, a me l'espressione "prendere di mira" non è che sembri indicativa di tristezza e delusione, quanto piuttosto di cattiveria e malanimo.»
Scusatemi, mikimago, ma questa è un'uscita di ben basso livello da parte vostra: prima parlate di presunta malafede da parte dell'intero blog (in particolare accusando me per un post di un'altra...), poi citate le frasi di un'altra persona spacciandole per mie (C.G.) in modo da attribuirmi cose che non ho detto né pensato.
Il commento è appunto di Bubba, non mio, e dimostra solo che Bubba evidentemente non ha capito appieno lo spirito dei Gamberi.
Cosa centri io dietro le parole di altri iscritti al sito dei Gamberi, è un mistero. Naturalmente cercherò di far meglio capire a Bubba che simili frasi e un simile atteggiamento "aprioristico" non saranno bene accetti in futuro.
E' estremamente sgradevole, comunque, questo "comodo errore di attribuzione" e spero che dietro vi sia stata solo disattenzione e non (tanto per restituire al mittente il termine) "malafede".
« Bei pensieri, Capitan Gambero. Spiegami solo chi è questo tuo alter ego che, sempre parlando del mio romanzo in un tuo post, dice quanto di seguito riportato.
1. Il "trash" mi incuriosisce, arr.
Forse un giorno soddisferò il mio erotismo librario buttando i soldi per comprarne una copia.»
Di nuovo a cercare, con malanimo, di leggere malignità dove non ve ne sono?
Gamberetta ha bocciato il primo capitolo come se fosse di pessimo livello, in pratica "trash" (gamberi marci = spazzatura), e io ho ribattuto che il "trash" mi incuriosisce e che lo comprerò, ovvero che non mi fermerò al suo misero articolo sul primo capitolo, ma che voglio leggere l'intera opera per farmene un'idea più chiara.
Quanto al "buttare i soldi", bisognerebbe sapere di cosa si parla (cosa che Chiara e Bubba, a cui è rivolto prevalentemente quel commento come "risposta", sanno) prima di attribuire valenze negative che non vi sono: io ho il vizio di comprare molti libri per volta, per poi leggerli man mano, spesso comprandone altri nel frattempo a trovandomi immerso fino al collo in libri arretrati da leggere. Sono spesso libri che potrei prendere comodamente in prestito il biblioteca e che invece compro, perché sono morbosamente legato al concetto di "possedere" la copia cartacea (erotismo librario, appunto). In sintesi sono uno spendaccione in libri e un tirchio in molte altre cose.
Ora è più chiaro?
«Qui e ora mi è impossibile: le critiche le accetto, per la puzza della cattiveria mi tappo il naso ma che tu venga qui a prendere in giro me e gli altri utenti (perché, di questo si tratta, come mi pare di avere documentato) non mi va giù.»
Guarda, caro mikimago, forse qui quello che dovrebbe essersi offeso sono io, non tu.
Mi hai attribuito cose non dette da me come se le avessi dette io, per poi girarci attorno e usarle per accusarmi di chissà quale ipocrisia (è ipocrisia se io NON penso le stesse cose di Chiara e Bubba?). Insomma, queste "comode sviste e imprecisioni" mi paiono una bella costruzione di carte tanto per fare l'attacco mirato.
Quanto alla puzza di cattiveria concordo e come ho già ripetuto chiederò a Chiara di evitare commenti degradanti "per la Barca" come quelli che ha utilizzato in alcuni post.
Quindi, come vedi, sono solidale con te e concordo sia con il tuo motivo di essere arrabbiato, sia con l'eccessiva malignità insensata di Chiara (Gamberetta). Sono rimasto ovviamente un po' deluso dal vedermi propinate frasi e concetti non espressi da me, ma come vedi non ne faccio un problema.
Quanto a Krune non mi esprimerò in alcun modo fino a quando non lo avrò letto. Essendo l'ordine per IBS partito il 26 luglio, spero di leggerlo presto.
«Quanto a me, se Capitan Gambero vuole farmi l'onore di omaggiarmi con qualche pagina di sarcasmo (cosa che m'incuriosisce, perché mi sembrano creativi nel loro disquisire - che è tutt'altra cosa che criticare seriamente - anche se avrei preferito vederli al lavoro su "La Rocca dei Silenzi", non su un romanzo che ho scritto oltre dieci anni fa... pazienza...)»
Mi dispiace deludervi, signor D'Angelo, ma come già scritto precedentemente (forse non avete letto il post?) io non ho trovato brutta la Rocca dei Silenzi, anzi, l'ho trovato intrigante e interessante seppur non l'abbia amato come altri libri. E non vi ho visto nemmeno motivi particolari di fare sarcasmo (seppur non abbia affatto condiviso le motivazioni che avete fornito in altra sede a spiegazione della natura dell'incipit "D&Desco"... che pure ho trovato interessanti anch'esse) quindi scusatemi se non potrò essere Sarcastico come desiderate. E' un brutto vizio chiamato "sincerità": se l'opera non merita critiche, non ne riceve... se merita lodi, le riceve.
Non ho avuto modo di leggere il primo ciclo minore, quindi non posso esprimermi a riguardo. Scusatemi anche per questo (mi sembra di aver intuito dalla frase che voi pensiate che io abbia letto quello... sbaglio?)
Posso aggiungere di essere dispiaciuto dall'impressione che vi ho fatto (che vi ho fatto per colpa di altri membri della Barca) dato che vi seguo e vi stimo da tempo (anche se raramente sono d'accordo con voi), ma se avrete tempo di andare "oltre il primo capitolo" (il sito difatti è nato da poche settimane) vedrete che non vi sarà da parte mia (né di altri, voglio sperare) alcun tentativo di affossare libri meritevoli di lode, che siano scritti da italiani, cinesi, inglesi o ungheresi (non amo queste pratiche nazionalistiche di voler fare due pesi e due misure quando si tratta di "italiani" e di "altri").
Allo stesso modo temo di dover deludere anche il signor Falconi dato che, nonostante tutte le critiche lette, Estasia mi sta sempre piacendo come già accennato precedentemente.
Ma forse mi sbaglio, perché se avessero ragione quelli che per "posizione presa" e con tanti preconcetti osano insinuare che la Barca voglia "dileggiare" i libri italiani, allora io non dovrei aver gradito né Estasia né aver trovato interessante la Rocca dei Silenzi. Interessante che siano altri a dirmi quel che devo pensare.
Ma forse chi ha mosso tali critiche si era fermato al "primo capitolo", accusando in toto un sito (e di ogni male di quel sito una singola persona estranea a gran parte dei fatti citati!) per pochi commenti e qualche articolo iniziale, senza attendere di informarsi meglio e leggerne di più in futuro. Non c'è nessun complotto da parte della Barca contro gli scrittori italiani, anzi vi è il desiderio di trovarne di lodevoli da lodare, e volerlo vedere a tutti i gusti mi ricorda certi manifesti di "Juden komplott gegen Europa" di qualche decennio fa.
Giudicare l'intera opera della Barca e chi vi scrive dall'incipit. Due pesi e due misure, forse, ma non da parte nostra?
Spero di aver chiarito la questione e, per evitare ulteriore pubblicità al sito in questione (non siamo in cerca di pubblicità facile, come dimostra la totale assenza di scambi links sul sito) oltre che per il fatto di essere OT rispetto all'Articolo pubblicato su FM, invito chi avesse bisogno di ulteriori chiarimenti a non esitare a utilizzare i contatti disponibili nel sito suddetto (mail o funzione di commento).
Oppure, per chi volesse tentare fino all'ultimo la strada del flame in altra sede (blog o simili o anche qui) con uso di diffamazioni o altre raffinatezze, mi scuso in anticipo, ma non sono interessato alle sterili polemiche: fate quel che volete, non risponderò per le rime a nessuno, giacché non amo né i Troll né i flame.
Mi ritiro scusandomi ancora per qualunque colpa non commessa mi abbiate attribuito. Grazie a tutti e buon lavoro.
Essendo un pirata, aggiungo: arr.
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» postato da Capitan Gambero alle 15:43 del 02-08-2007
66 « Ho letto sia le "Sette gemme" che quest'ultimo libro. Mi spiace dirlo, perche' e' un autore italiano, ma non mi sono piaciuti per niente. La trama è banale e scontata e lo stile di scrittura alquanto pedestre. Mio commento: ha letto il primo e terzo romanzo. Credibile? Anche se fosse vero, non si capisce in base a cosa giudichi la trama, saltando il romanzo di mezzo. Beh, non esageriamo con l'acredine e non esageriamo nemmeno con i complimenti. Non ho letto l'ultimo tomo dell'autore triestino ma questo libro è oggettivamente una schifezza per una miriade di motivi. Concordo con te Tito che la Le Guin e' bravissima: cio' non toglie che Salvatore sia una spanna sopra a questo Andrea d'Angelo ed è tutto dire... Mio commento: articolato e giustificato, non c'è che dire. » (il grassetto è mio) Vedi vedi vedi??? Bisogna leggere tra le righe. Se uno sente il bisogno di indicare la nazionalità dell'autore (non importa se dice che gli dispiace: balle) vuol dire che il punto fondamentale è proprio quello.
» postato da Angra alle 15:43 del 02-08-2007
67 ««
Faletti credo sia stato letto sopratutto per curiosità. Chi avrebbe mai detto che sapesse scrivere? Ho sentito questa affermazione fino alla nausea. Io ho tentato di leggere "Niente di vero tranne gli occhi", ma era mortalmente noioso.»
Infatti, hai centrato il punto. E' l'effetto "guarda un po', sembrava un imbecille, e invece...". E invece non dico che lo è davvero perché poi se passa per di qua mi querela, ma di sicuro è uno che ha confuso la letteratura con il dilungarsi inutilmente in lunghissime descrizioni di cui non frega niente a nessuno, anche nei momenti in cui non succede niente. Il tutto in barba a tutte le più elementari regole della narrazione, di cui lui ignora l'esistenza.
Il fatto è che all'italiano medio, che a scuola faceva fatica a mettere insieme una pagina e mezza di tema sulle vacanze, uno che scrive 700 pagine di roba sembra un genio a priori.»
OT
Come mai, citando Claude Rains nell'immortale Casablanca, "Sento che questo è l'inissio di una grande amicissia..."?
E lasciatemi anche aggiungere che, mentre magari la Letteratura Fantastica sarebbe incredibile, malsana, improponibile... (mettete quel che volete al posto dei puntini
) lui viene additato come un genio per aver plagiato, Ad Usum Delphini ("per chi la beve", traducendo molto liberamente dal latino
), un'idea balzana di Dario Argento e Luigi Cozzi che risultò demenziale già nel 1971, quando uscì il film Quattro mosche di velluto grigio... ![]()
» postato da pick alle 15:44 del 02-08-2007
68 «Infatti non lo è.... è bile allo stato puro.» Rispetto il tuo giudizio, la differenza è che noi non chiediamo 18 euro a copia.
» postato da Gamberetta alle 15:58 del 02-08-2007
69 ««Infatti non lo è.... è bile allo stato puro.» Rispetto il tuo giudizio, la differenza è che noi non chiediamo 18 euro a copia» E io non rispetto la tua insinuazione di frode da parte dell'autore e se vuoi da questa singola tua frase ti scrivo 840 righe di psicanalisi illazionistica della tua persona.
» postato da metalupo alle 16:13 del 02-08-2007
70 «E io non rispetto la tua insinuazione di frode da parte dell'autore e se vuoi da questa singola tua frase ti scrivo 840 righe di psicanalisi illazionistica della tua persona.» Prego.
» postato da Gamberetta alle 16:15 del 02-08-2007
71 ««E io non rispetto la tua insinuazione di frode da parte dell'autore e se vuoi da questa singola tua frase ti scrivo 840 righe di psicanalisi illazionistica della tua persona.» Prego.» Di nulla.
» postato da metalupo alle 16:21 del 02-08-2007
72 «Mi dispiace deludervi, signor D'Angelo, ma come già scritto precedentemente (forse non avete letto il post?) »
Capitan Gambero, il post qui l'avevo letto. Le parole riportate da Michele le ho lette qui riportate (e infatti non capivo questa incoerenza rispetto alle parole precedenti). Dal momento che non sei stato tu a scriverle, mi scuso pubblicamente. E immagino che Michele si sia confuso in buona fede. Ma posso parlare solo per me, quindi mi scuso.
Circa "Le sette gemme" (che è, lo ribadisco, un libro tecnicamente molto discutibile... quindi potrei anche essere d'accordo con Bubba, su alcune questioni - così, tanto per essere una volta tanto aprioristicamente a favore, che è una cosa rara!
:"> ), nel commento di Bubba, attribuito a te, si faceva riferimento a "Le sette gemme"... e ho immaginato che fosse stato letto solo quello. Tutto qui.
In ogni caso, come ho avuto modo di dire a Michele in forma privata, a me sembra che voi siate competenti. Il problema delle vostre recensioni è che mescolate competenza a cose invece di cattivo gusto: sarcastiche, per la precisione. E' un peccato, perché mi sembrate meritevoli d'attenzione e di gran lunga sopra la media di ciò che viene scritto in circolazione (ma non so chi scrive cosa, a questo punto ho una grande confusione circa i vostri scritti!).
Resto dell'idea, però, che se le motivazioni portate contro "Il segreto di Krune" mi siano parse sensate (non dico condivisibili, ma sensate sì - e, in ogni caso, non sono un esperto di tattiche militari in senso lato - me la cavo decisamente meglio con la psicologia militare, invece -, quindi avrei difficoltà a controbattere), sarebbe bello riusciste, in futuro, ad asciugare il tutto dalla facile ironia e dal sarcasmo, che a mio avviso danneggiano anche il vostro intento.
Una cosa è essere sinceri, schietti fino all'ultima parola. Una cosa è mancare di rispetto, infilando nel mezzo della sincerità - nel vostro caso argomentata - cose che con la sincerità non c'entrano. E non analizzo psicologicamente, perché non voglio leggervi nel pensiero e nel cuore. Saprete voi cosa vi anima. Il mio è soltanto un consiglio, per migliorare qualcosa che di base (mi sono letto le intenzioni iniziali sul vostro sito, per tentare di capire chi siete realmente) mi sembra lodevole.
Michele ha la mia solidarietà, Capitan Gambero, perché so cosa l'ha fatto arrabbiare e, essendovi passato io stesso, lo capisco molto bene. Una critica feroce, se argomentata e rispettosa, brucia, ma non irrita (usti, sembra stia parlando di ortiche!). Il sarcasmo, anche se contenuto, pone sotto una cattiva luce quanto c'è di sensato nel resto del testo.
Accetta questa mia critica come bonaria. Poi, com'è ovvio, liberi di continuare su questa medesima strada. Ma, così facendo, credo che perderei l'interesse che ha suscitato in me il vostro sito (è vero! Servono recensioni di un certo livello per contrastare proprio la superficialità imperante che c'è in circolazione e di cui tanto sto blaterando proprio in questa discussione).
» postato da Negróre alle 16:32 del 02-08-2007
73 Grazie, Negróre,
mi ha fatto molto piacere il tuo post.
Accolgo il tuo invito a limitare l'eccessivo sarcasmo in futuro e farò il possibile per moderarmi, in modo da non squalificare appunto le future recensioni.
Per quanto riguarda ciò che scrive Gamberetta temo invece sia un caso senza speranza... la barca affonderà a furia dei buchi che lei continuerà a fare nello scafo... fortunatamente ogni post del blog riporta l'autore.
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» postato da Capitan Gambero alle 17:00 del 02-08-2007
74 « Michele ha la mia solidarietà, Capitan Gambero, perché so cosa l'ha fatto arrabbiare e, essendovi passato io stesso, lo capisco molto bene. Una critica feroce, se argomentata e rispettosa, brucia, ma non irrita (usti, sembra stia parlando di ortiche!). Il sarcasmo, anche se contenuto, pone sotto una cattiva luce quanto c'è di sensato nel resto del testo. » Quoto Andrea. x Capitan Gambero: nessun problema a chiederti scusa per averti attribuito parole non tue. Come vedi nessun "malanimo" nemmeno da parte mia. Chiedo rispetto e onestà intellettuale (non, bada bene, critiche accondiscendenti se il mio romanzo non le merita). Porto rispetto se l'interlocutore mi spiega, ragionevolmente, le proprie ragioni e io capisco di aver travisato il senso delle sue parole. X Gamberetta: Resto dell'idea che al di là delle tue critiche alla logi(sti)ca (che, come detto nel mio precedente post, possono anche starci o magari ci stanno pure tutte), vi sia nella tua recensione una vena di sarcasmo (per parafrasare Andrea) che dà fastidio proprio perchè, di per sé, presuppone scarso rispetto dell'opera altrui. Io non ti chiedo di trovare verosimile la scena dell'assedio. Smontala pure riga per riga se, dal punto di vista della tattica militare, ti sembra campata in aria. Tuttavia, ribadisco: l'esempio relativo al Sussurro per me resta lampante di come, a un certo punto della tua disamina, tu, partendo da una critica severa ma inappuntabile, l'abbia buttata sulla cattiveria pura. Poi te ne puoi pure venire a dirmi quello che vuoi, ma io non cambio idea sul tuo "malanimo" e non trovo alcuna valida ragione per chiederti scusa (e credimi: se tu mi avessi convinto del contrario, non avrei avuto problemi a farlo. Vedi sopra con Capitan Gambero). X Lu: grazie della solidarietà. PS (x capitan Gambero e Gamberetta) Va da sè: per evitare di scadere in uno sterile ping pong che annoierebbe gli altri, da parte mia la chiudo qui.
» postato da mikimago alle 17:13 del 02-08-2007
75 «x Capitan Gambero: nessun problema a chiederti scusa per averti attribuito parole non tue. Come vedi nessun "malanimo" nemmeno da parte mia. Chiedo rispetto e onestà intellettuale (non, bada bene, critiche accondiscendenti se il mio romanzo non le merita). Porto rispetto se l'interlocutore mi spiega, ragionevolmente, le proprie ragioni e io capisco di aver travisato il senso delle sue parole.
PS (x capitan Gambero e Gamberetta) Va da sè: per evitare di scadere in uno sterile ping pong che annoierebbe gli altri, da parte mia la chiudo qui.»
Grazie a te, Michele: ora il malinteso è risolto.
Mi scuso anche io per l'accenno al malanimo.
Grazie a tutti per la comprensione e buon divertimento! Arr!
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» postato da Capitan Gambero alle 17:31 del 02-08-2007
76 « L'esempio di Ladro d'Anime su Moccia e Melissa P. (che tristezza questa roba
) snip... »
Roba triste, è vero, ma che è stata supportata dal mercato editoriale e di media con risultati clamorosi. Dimostrazione che una casa editrice, se avesse terreno favorevole, potrebbe spazzare via queste prevenzioni dei lettori. In passato c'erano grosse difficoltà per il fy, ma dopo SdA e dopo HP questo terreno favorevole si è creato. Dunque... coraggio. Permettetemi una postilla: io non credo che Melissa Panariello o Faletti passino il tempo a fregarsi le mani, complimentandosi delle loro capacità mistificatorie. Loro credono di essere bravi scrittori, scagliamoci contro ciò che li circonda, piuttosto
Infine sarebbe bello sentire qualche autore Italiano criticare "lo spirito di bandiera" che spinge molti all'acquisto. Non è anche questo un pregiudizio negativo da combattere? (scusate, adoro fare l'avvocato del diavolo)
» postato da Ladro d'Anime alle 17:38 del 02-08-2007
77 «Infine sarebbe bello sentire qualche autore Italiano criticare "lo spirito di bandiera" che spinge molti all'acquisto. Non è anche questo un pregiudizio negativo da combattere? (scusate, adoro fare l'avvocato del diavolo)»
Non ho ben capito la domanda. Mi spieghi meglio?
Quale "spirito di bandiera"? Se è quello che credo d'aver capito, non lo posso criticare perché davvero è molto piccolo, rispetto al "disprezzo per la bandiera". E non mi sembra il caso di prendermela con le piccole cose.
In ogni caso, non mi piace nessun tipo di spirito.
I libri sono libri, indifferentemente chi li scrive. A me piace che si critichi ciò che è criticabile. Straniero o italiano. L'ho sottolineato nella premessa alle mie recensioni, interne al mio sito. E sto applicando alla lettera quel principio: niente favori agli italiani, perché così non crescerebbero. Il confronto è con il mercato fantasy, non con la nazionalità del mercato fantasy. Ora lo si può fare, nonostante gli ancora troppi pregiudizi, perché gli autori italiani cominciano a essere abbastanza e perlomeno gli editori non sono scettici quanto una volta (anche se, a sentire Franco Forte, sono ancora BEEP amari!).
Non è che le mie recensioni su De Judicibus, Falconi, Bonfanti e Giannone siano un inno all'eccelso, eh, Ladro! Prossimamente recensirò Coltri (che però a me è piaciuto parecchio). E nei prossimi mesi ho intenzione di sorprendere me stesso... ma non voglio anticipare nulla. Quanto mi diverto!
Ho detto di voler supportare il fantasy italiano. Lo faccio, mi sgolo, mi batto. Ma ho detto che lo criticherò con lo stesso occhio che dedico agli stranieri. E lo sto facendo. Non solo: sto leggendo anche molti italiani (molti per il mio poco tempo e per i miei bradipeschi tempi di lettura), impegnandomi a recensirli puntualmente. Spesso scarto libri di stranieri che invece vorrei davvero leggere, per questa sorta di missione che mi sono imposto (anche perché uno degli atteggiamenti che meno ho apprezzato in vita mia, sono gli autori che si lamentano della propria condizione di emarginati e poi non leggono mai i loro colleghi! Che incoerenza!). Ho sempre discusso apertamente con chiunque mi abbia rispettato (e, in passato, troppo con chi mi ha preso per i fondelli... o vi ha tentato) e sono qui a discutere ogniqualvolta ce n'è l'occasione, con tutti. Lo sapete.
Più di così, francamente, non posso fare - e già così spesso è troppo, perché non ho il tempo materiale per portare avanti quest'atteggiamento (essendo io una persona normale, grazie all'insuccesso dei miei romanzi): sapete quanto ci vuole per essere così presente in certe discussioni? Oggi, ad esempio, per seguire questa non ho scritto una riga che sia una, del nuovo romanzo. E, scusatemi, ma la cosa non mi piace.
Questo anche per rispondere a chi accusa gli autori di scarsa presenza. Se hanno scelto di scrivere, oggi, anziché d'intervenire, non mi sento proprio di biasimarli.
A domani!
» postato da Negróre alle 18:02 del 02-08-2007
78 «Allo stesso modo temo di dover deludere anche il signor Falconi dato che, nonostante tutte le critiche lette, Estasia mi sta sempre piacendo come già accennato precedentemente. » Aspetta, non vorrei passare da psicotico amante delle critiche negative e non rimango per nulla deluso quando trovo recensioni ben ragionate e strutturate. Intendevo solo dire che le critiche costruttive mi hanno stimolato al miglioramento, nel passato. Obiettivo che spero di aver raggiunto con Estasia2 e Pro-fi-el. Per quanto riguarda la recensione che farai, sarò lieto di leggerla (condita con gamberi e aragoste e frutti del Mare di Globos, naturalmente). X Miki: Il tuo libro è nella lista della spesa, purtroppo non posso esprimermi senza cognizione di causa. Sarò lieto di leggerlo il prima possibile. X Chiara Guidarini, amica con cui parteciperò a BArdica 2007, il discorso è diverso. Abbiamo discusso a lungo sul suo romanzo e anch'io devo convenire che il taglio a 100 pagine abbia compromesso irrimediabilmente il libro. Un conto è scrivere una storia progettandola su 100 pagine, un altro farne una riduzione a 1/3. Ma conosco gli scritti di Chiara e sono sicuro prima o poi troverà una pubblicazione adatta ai suoi libri. Mi pare di aver intuito la domanda: "Perchè la Guidarini è arrivata al compromesso di ridurre a 100 pagine il suo romanzo pur di pubblicare?". Allora, non semplifichiamo il tutto senza cercare di comprendere la situazione, non arriviamo subito alla conclusione che Chiara è stata spinta dal desiderio irrefreneabile di pubblicare, fratello di sora vanità. Prima di dire questo, provate a passare tra le fauci dell'editoria italiana, tra case editrici e pagamento e altre pronte a rimbecillirti con lustrini e lumini dorati. Ne uscirete frastornati, confusi, delusi. In questo senso, mi sento decisamente fortunato per l'occasione della Curcio. Ammetto tuttavia che alla mia prima esperienza editoriale mi sono affidato completamente all'editor, che ha deciso di non applicare nessun taglio, modifica strutturale a Estasia (e lo ribadisco, neppure un cambio di nome) ma solo correzioni stilistiche. Probabilmente Chiara ha avuto fiducia in TD quanto ne ho avuta io con Curcio, sperando che la riduzione non andasse a intaccare la qualità del suo scritto.
» postato da FrancescoFalconi alle 18:08 del 02-08-2007
79 «
Non ho ben capito la domanda. Mi spieghi meglio?
Quale "spirito di bandiera"? Se è quello che credo d'aver capito, non lo posso criticare perché davvero è molto piccolo, rispetto al "disprezzo per la bandiera". E non mi sembra il caso di prendermela con le piccole cose.»
Non ho mai detto che le tue recensioni siano tenere. Io, però, non amo la solidarietà alla "maglia azzurra" e cerco di leggere quello che mi attira. Lo considero alla stregua dell'altro pregiudizio, anche se la testa mi dice che comprando autori italiani si aiuta il circuito
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» postato da Ladro d'Anime alle 18:25 del 02-08-2007
80 «
X Chiara Guidarini, amica con cui parteciperò a BArdica 2007, il discorso è diverso. Abbiamo discusso a lungo sul suo romanzo e anch'io devo convenire che il taglio a 100 pagine abbia compromesso irrimediabilmente il libro. Un conto è scrivere una storia progettandola su 100 pagine, un altro farne una riduzione a 1/3. Ma conosco gli scritti di Chiara e sono sicuro prima o poi troverà una pubblicazione adatta ai suoi libri.
Mi pare di aver intuito la domanda: "Perchè la Guidarini è arrivata al compromesso di ridurre a 100 pagine il suo romanzo pur di pubblicare?".
Allora, non semplifichiamo il tutto senza cercare di comprendere la situazione, non arriviamo subito alla conclusione che Chiara è stata spinta dal desiderio irrefreneabile di pubblicare, fratello di sora vanità.
Prima di dire questo, provate a passare tra le fauci dell'editoria italiana, tra case editrici e pagamento e altre pronte a rimbecillirti con lustrini e lumini dorati. Ne uscirete frastornati, confusi, delusi. In questo senso, mi sento decisamente fortunato per l'occasione della Curcio. Ammetto tuttavia che alla mia prima esperienza editoriale mi sono affidato completamente all'editor, che ha deciso di non applicare nessun taglio, modifica strutturale a Estasia (e lo ribadisco, neppure un cambio di nome) ma solo correzioni stilistiche.
Probabilmente Chiara ha avuto fiducia in TD quanto ne ho avuta io con Curcio, sperando che la riduzione non andasse a intaccare la qualità del suo scritto.»
Conoscevo TD tramite le vicende editoriali di Alessandro Maiucchi, personaggio abbastanza noto (direi famigerato
sul web). Io ho tentato invano di procurarmi il libro di Chiara tramite la Libreria Irnerio, ma è due mesi che aspetto invano. Non so se pensar male della casa editrice o della libreria. La promozione fai da te elaborata da Maiucchi mi ha fatto, comunque, capire che questa casa editrice non spalleggia più di tanto i propri autori.
» postato da Ladro d'Anime alle 18:31 del 02-08-2007
81 Be', 80 commenti... non male, no?
Il desiderio di discutere attorno la fantasy nostrana c'è, e già questa mi sembra un'ottima notizia per tutti, autori e lettori.
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 19:45 del 02-08-2007
82 «Io ho tentato invano di procurarmi il libro di Chiara tramite la Libreria Irnerio, ma è due mesi che aspetto invano. »
Beh, se in due mesi la libreria non ti ha dato nessun feedback definitivo, mi viene da pensare che non lavori un granché bene. Dovrebbe sapere il distributore, quindi la disponibilità e tempistica.
Altrimenti prova i soliti canali: IBS o il sito di TD. Oppure vieni anche tu a Bardica 2007, a Soncino
Fra
PS: ecco, proprio oggi mi è scappato un nuovo acquisto, Hyperversum della Randazzo, che leggerò insieme all'Enigma di Gaia di Del Ponte. Eh Ladro, è vero... sono un malato di letture per "pampa".
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» postato da FrancescoFalconi alle 22:17 del 02-08-2007
83 Ieri stavo facendo una considerazione sulla discussione, anche pensando a Bolak che diceva di essere sinceri e siamo sinceri fino in fondo allora. Non è la prima volta che intervengo in queste discussioni sul fantasy in Italia, un po' perchè mi piace discutere, un po' perchè non capita spesso di chiacchierare con scrittori pubblicati, un po' e soprattutto perchè mi piace capire e sono curiosa. A proposito di curiosità, ho detto più volte di essere esterofila e diffidente nei confronti degli autori italiani e che tuttavia leggo le anteprime e gli interventi qui su FM, eppure nessuno che abbia mi abbia mai chiesto (ma la domanda potrebbe essere estesa a tutti): cosa ci trovo di così particolare negli autori stranieri; quali sono i miei preferiti; consigliarmi un autore italiano che potrebbe quindi avvicinarsi ai miei gusti. Vi lamentate del mercato e dei lettori esterofili che, secondo alcuni di voi, si fanno abbacinare da nastri intriganti, vi complimentate l'un con l'altro sui romanzi appena scritti esprimendo il desiderio di leggervi vicendevolmente e...non vi state dimenticando di qualcuno? Già, proprio quei lettori attenti e curiosi ma un po' diffidenti che potreste cercare di convincere che anche in Italia ci sono autori che possono soddisfare questi palati un po' british.
» postato da Melian alle 09:24 del 03-08-2007
84 « Vi lamentate del mercato e dei lettori esterofili che, secondo alcuni di voi, si fanno abbacinare da nastri intriganti, vi complimentate l'un con l'altro sui romanzi appena scritti esprimendo il desiderio di leggervi vicendevolmente e...non vi state dimenticando di qualcuno? Già, proprio quei lettori attenti e curiosi ma un po' diffidenti che potreste cercare di convincere che anche in Italia ci sono autori che possono soddisfare questi palati un po' british.» Melian, apro le danze io, sperando che poi anche gli altri autori presenti nel forum dicano la loro. Rifacendomi al brano del tuo post che ho riportato, potrei dirti che non devo essere io a convincerti a leggere la mia opera, ma il romanzo stesso. Se tu, in base ai tuoi gusti di lettrice (che appartengono a te), leggi la seconda di copertina del mio romanzo e/o il primo capitolo dello stesso e trovi l'una e/o l'altro meritevoli della tua attenzione, di spenderci tempo e denaro, allora lo compri. In caso contrario (salvo una fantomatica avversione aprioristica verso la letteratura fantasy italiana che nei tuoi interventi precedenti tu stessa hai detto di non avere – e io non ho ragione di dubitarne), qualunque argomentazione possa portarti io per spingerti a comprare il mio romanzo non riuscirà a indurti a farlo. È l'opera che deve catturare il lettore, con la sua trama, il suo stile o coi suoi personaggi. Cercare di riuscirci mendicando l'attenzione solo perché siamo italiani (e quindi, secondo una concezione distorta, specie da proteggere a prescindere) sarebbe svilente per noi autori oltre che lesivo della nostra crescita come romanzieri.
» postato da mikimago alle 09:44 del 03-08-2007
85 «Vi lamentate del mercato e dei lettori esterofili che, secondo alcuni di voi, si fanno abbacinare da nastri intriganti, vi complimentate l'un con l'altro sui romanzi appena scritti esprimendo il desiderio di leggervi vicendevolmente e...non vi state dimenticando di qualcuno?» Personalmente, mi lamento di chi critica gli italiani, da esterofilo, senza conoscerli, perché non li ha letti. Per rispondere alla tua domanda, ti pongo un'altra domanda: tu che ti consideri esterofila, quanti autori italiani di fantasy hai letto? In ogni caso, non scherziamo. Non è certo l'autore che deve convicerti a comprare la sua opera, ma è l'opera stessa che deve attrarti. Se mi lamento di un pubblico oggettivamente esterofilo, non è che penso a mezzucci per ovviarvi. Il mercato si fa da sé. Lo si accetta per quello che è e lo si critica di conseguenza. Il compito di promuovere l'opera spetta alla casa editrice. E l'autore si mette a disposizione della casa editrice. Il massimo che può fare, in più, è mettersi a disposizione dei lettori che lo contattano e che vogliono discutere con lui dell'opera letta (quando educati). Melian, applico agli italiani la stessa legge degli stranieri. Se consiglio Erikson, non consiglio Martin. Non consiglierei mai Licia, ma consiglierò Coltri, Giannone e Tarenzi (che sto ancora leggendo, ma di cui ho già compreso la bravura). Che venga qui e ti dica: ehi! Leggi i miei libri, perché contengono proprio quello che tu cerchi nelle opere degli stranieri, su cui mi hai appena risposto... Be', in tutta sincerità, hai una visione degli autori italiani che mi fa un po' arricciare il naso, almeno applicandola a me. Tanto per essere sinceri sino in fondo: non sono abituato a mendicare.
» postato da Negróre alle 10:03 del 03-08-2007
86 Non credo che si tratti di mendicare con un "ti prego leggimi", su questo siamo d'accordo che sia svilente. Quello che volevo capire col mio post era se in voi scrittori c'era la curiosità di sapere come mai il pubblico sceglie gli autori stranieri. Lontana da me la presunzione di pensare che io sia "il pubblico", sono solo un esemplare di lettrice, abbastanza schizzinosa per giunta...anche con gli autori stranieri tranquilli. Giusto per rispondere ad Andrea, di autori italiani fantasy ne ho letto uno, non faccio qui il nome (comunque nessunodei presenti) e mi è bastato, poi non so se valgono i racconti di Buzzati anche se fantastici, Evangelisti, che però è più un mix, e Altieri che ormai è stato adottato dalla fantasy. Convincere è forse un termine improprio, ma promuovere è quello giusto. Avete la fortuna, così come l'abbiamo noi lettori, di avere uno spazio dove possiamo confrontarci e discutere, per me non ci sarebbe nulla di male se uno di voi dicesse: guarda se ti è piaciuto questo autore straniero potresti provare a leggere anche questo autore italiano (più o meno come ha fatto Andrea). Chiaramente se preferite che a parlare siano le quarte di copertina o le anteprime del primo capitolo dei vostri libri o l'attività della casa editrice, che immagino sia anche responsabile di organizzare interviste e quant'altro, è una questione di scelte. Ma allora prendetevela con la casa editrice che non promuove in modo adeguato le vostre opere a favore di autori stranieri. Alla fine il pubblico, e questo vale ovunque sia che si parli di letteratura, musica o arte, prende quello che gli viene proposto; alcuni siamo d'accordo che si facciano intortare facilmente ma non tutti sono così influenzabili come si vogliono fare passare, ed è questa visione data dagli scrittori che fa arricciare il naso a me.
» postato da Melian alle 10:21 del 03-08-2007
87 Dico la mia anch'io, allora.
Sostanzialmente, sono d'accordo con Mikimago. Il tuo, Melian, mi appare un punto di vista un po' particolare,e forse un po' troppo stile montagna che deve andare a Maometto.
Non e' che noi autori italiani si stia tutti qui, come sembri pensare, a darci pacche sulle spalle e dirci quanto siamo bravi e che i lettori non ci capiscono; d'altra parte non vedo perche' o come dovremmo inseguire gli esterofili per convincerli che si', anche se sulla copertina c'e' scritto Giovanni Marrone anziche' John Brown il libro vale la pena lo stesso, potrebbe incontrare i gusti del lettore abituato ad altri scenari.
Noi cerchiamo appunto di convincere con i nostri libri stessi, non in altri modi improbabili, con campagne a base di zio Sam, popcorn o Dio salvi la regina
.
Ancora due parole su 'sta benedetta/maledetta esterofilia. Tu sembri presupporre una forma buona, positiva di codesta malattia. Una forma aperta e leale, e nel tuo caso non dubito che sia cosi'. Ma in molti casi non lo e'.
Per prima cosa a questo punto faccio outing: sono esterofila anch'io in molte situazioni
ops: Per quanto riguarda la musica, ad esempio. Ma se mi piace Jeff Buckley, non credo che se il cantante Pinco de Pallini si facesse pubblicita' dicendo che le sue canzoni assomigliano a quelle di JB, possono piacere a chi ama JB, io mi precipiterei a comprare i suoi dischi.
Lo farei se magari ascoltando un brano o due questi mi incuriosissero di per se', senza magari rendermi conto che assomigliano a quelli del mio cantante preferito. E magari poi mi accorgerei che introducono anche una nota originale, chissa'. Oppure ascoltando il disco rimarrei delusa.
La mia esterofilia di fondo d'altra parte non mi impedisce di riconoscere cose buone, piacevoli od originali di marca italica, o all'opposto valanghe di paccottiglia nella produzione discografica straniera, cosi' come riconosco valanghe di cialtronate anche nella letteratura di genere.
Non mi offendo a sentir dire che Tolkien sara' sempre un maestro inarrivabile per Pinco de' Pallini, rimango perplessa quando l'ultimo autorucolo anglo che ha scritto una saga pedestre trova comunque spazio e lettori sui nostri scaffali, mentre al Pinco de Pallini spetta sempre e comunque l'onere della prova, per avere qualche minima speranza di essere notato. Non basta essere stato selezionato e promosso da un editore, non e' sufficiente l'anteprima o il riassunto, c'e' sempre questo non meglio specificato giudizio di Dio, questa ordalia da affrontare, che spesso non si sa neppure bene in cosa consista, per essere degni di attenzione
Che il nome straniero faccia vendere di piu' non e' un favola, e' un dato di fatto. Un esempio a caso: all'inizio, il bravo Alan D Altieri e' stato favorito dal fatto che molti pensavano fosse un americano tradotto. Ricordo ancora i commenti entusiasti, sui vari forum e mailing list, alle prime cose che uscivano (mi pare fosse fantascienza, space opera). Ebbene, sono assolutamente convinta che i commenti non sarebbero stati altrettanto positivi e sorpresi per il solito Pinco de Pallini.
Insomma, semplificando, visto che ci stiamo girando intorno, tu Melian, forse anche per tuo gusto ed esperienza personale, (che credo assomigli, per esempio, al mio gusto musicale), vedi l'esterofilia come qualcosa di inevitabile in molti amanti del genere, per cui l'autore piu' che lamentarsene deve farsi in otto per superare la barriera iniziale.
Io lo vedo molto piu' spesso come un pregiudizio, che influenza di volta in volta lettori, editori, librai ecc. , e' che non e' cosi' lineare e immediato da combattere, ma spesso e' sfuggente, ambiguo, indefinito, impalpabile, mutevole, e taglia le gambe e tarpa le ali al buon Pinco de' Pallini, a dispetto degli sforzi profusi.
Non e' una scusante totale, non e' un alibi, non e' vittimismo, ripeto e ribadisco, ma e' comunque un fattore che esiste.
» postato da dued alle 10:37 del 03-08-2007
88 «
Convincere è forse un termine improprio, ma promuovere è quello giusto. Avete la fortuna, così come l'abbiamo noi lettori, di avere uno spazio dove possiamo confrontarci e discutere, per me non ci sarebbe nulla di male se uno di voi dicesse: guarda se ti è piaciuto questo autore straniero potresti provare a leggere anche questo autore italiano (più o meno come ha fatto Andrea).
Chiaramente se preferite che a parlare siano le quarte di copertina o le anteprime del primo capitolo dei vostri libri o l'attività della casa editrice, che immagino sia anche responsabile di organizzare interviste e quant'altro, è una questione di scelte. Ma allora prendetevela con la casa editrice che non promuove in modo adeguato le vostre opere a favore di autori stranieri.
»
Infatti ci confrontiamo, Melian, nei thread relativi alle nostre opere (che a me sembrano la sede più adatta per discuterne) mentre posso provare a spiegare (nelle interviste, come quella che FM mi fece qualche tempo fa) che tipo di fantasy faccio e cosa un lettore possa trovare o non trovare nel mio romanzo.
D'altra parte, come potrei dirti che la mia scrittura mi porta ad assomigliare a quell'autore o a quell'altro? Le influenze ci sono, è ovvio; il modo di ciascuno di noi di scrivere fantasy può (teoricamente) richiamare qualche romanziere più blasonato ma, alla fine, ognuno di noi - penso - al di là dei modelli più o meno consapevoli cu is'ispira, prova (e sottolineo prova) a fare sentire la propria voce come romanziere.
Circa la promozione da parte della propria casa editrice, io (posso parlare a titolo persoanle, ovvio) sono soddisfatto. Va da sé: la Flaccovio non è la Mondadori e la tiratura del mio romanzo e la relativa visibilità non potranno essere quelle di Licia tanto per fare l'esempio più eclatante. Ciò non toglie che il mio Editore stia lavorando benissimo per promuovermi e che io ne sia soddisfatto. Se poi, Melian, mi chiedi se venderò decine di miglia di copie (intendendo questo per promozione adeguata), è ovvio che ti risponderò in maniera negativa. Ognuno però deve essere conscio delle prorpie dimensioni e ragionare nella giusta prospettiva (certo, se poi succedesse, mica mi dispiacerebbe!
).
» postato da mikimago alle 10:41 del 03-08-2007
89 Un'altra cosa a proposito delle interviste. Un esempio mio. Prima che uscisse "il dominio della Regola", ci furono l'anteprima, l'annuncio e la classica intervista su FM. Io sono una persona direi ironica, che per quanto prenda la vita in generale molto (troppo) sul serio, di per se' tende a scherzare su tutto e su tutti, me stessa compresa. Questo ovviamente non aveva e non ha niente a che fare con il libro, tutt'altro che umoristico e ben diverso da questa mia immagine esterna. Bene, dai primi commenti usciti sul forum all'articolo, mi resi conto che in molti si erano fatti un'idea completamente sbagliata di me e di cosa avevo scritto, da quelle poche righe, e procedevano imperterriti con quella. Idea basata, attenzione, non su trama e idee del libro, ben specificati, ma solo su alcune domande biografiche. Non so, avevo scritto, a proposito di letture, che mi aveva affascinato il personaggio di Drizzt, (il personaggio, non la saga nel suo insieme) e giu' improperi dai detrattori di Salvatore, convinti senz'altro che io avessi buttato giu' una rimasticatura di elfi scuri. Avevo scherzato su Conan e l'heroic fantasy, e se da una parte questo mi aveva attirato approvazione da alcuni, aveva immediatamente causato diffidenza in altri... Insomma, per farla breve, anche con le interviste non e' facile attirare l'attenzione nel modo giusto. Alcuni possono anche aver frainteso per colpa mia, c'e' chi ha accettato le mie spiegazioni e poi letto e commentato il libro; ma altri mi sembravano anche troppo disposti a fraintendere, a trovare scuse per tranciare giudizi netti. E molti erano persone, io credo, che avrebbero anche potuto apprezzare il mio libro di per se', se non fossero stati cosi' scandalizzati in partenza dalla mia "frivolezza" e mancanza di serieta'. Insomma, non e' facile, ripeto, trovare il tono e i modi giusti per presentarsi, quando l'ambiente non e' del tutto neutro. Certo adesso dovendo rifare l'intervista peserei molto bene ogni singola parola. Ho citato tutto questo non per lamentarmi o dare colpe, ma solo perche' a suo tempo ero rimasta molto colpita da questa reazione.
» postato da dued alle 11:07 del 03-08-2007
90 «
Che il nome straniero faccia vendere di piu' non e' un favola, e' un dato di fatto.»
Ricordo d'aver letto in un redazionale del "Giallo Mondadori" che è stata da tempo accertata una flessione di vendite sensibile della collana ogni volta che esce un numero a firma di Bill Pronzini, autore americanissimo (e autore coi controfiocchi, fra l'altro) ma il cui nome puzza di italiano
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Stavano quasi per non pubblicarlo più solo per questo motivo... e l'avrebbero fatto se l'autore in questione non fosse stato un autore discretamente di spicco nel "genere".
» postato da metalupo alle 11:07 del 03-08-2007
91 « Già, proprio quei lettori attenti e curiosi ma un po' diffidenti che potreste cercare di convincere che anche in Italia ci sono autori che possono soddisfare questi palati un po' british.» Mi pare ci sia un'equivoco di fondo: gli scrittori vanno presi individualmente, uno per uno. Dirò di più: dello stesso scrittore bisogna prendere le opere una per una (non sono rari i casi di autori che abbiano prodotto capolavori e mezze ciofeche in momenti diversi della vita, o che addirittura nella stessa opera alternano momenti di illuminazione poetica e insopportabili tirate di stucchevole buon senso). Mi sapresti altrimenti dire un tratto distintivo che accomuna tutti gli scrittori fantasy "british"?
» postato da Angra alle 11:18 del 03-08-2007
92 Apro una parentesi, qualcuno ha letto Bonfanti? Quello che ho trovato sul web del suo romanzo non mi ha colpito molto, qualcuno l'ha comprato da Lulu?
» postato da Ladro d'Anime alle 11:21 del 03-08-2007
93 Mi piacciono le vostre risposte. Probabilmente Dued ha colto nel segno, parlando personalmente forse sono lì che aspetto che la montagna venga da me ed è anche vero che devo essere convinta, le volte che piombo in 3d dove parlano di romanzi e chiedo di essere convinta dagli altri lettori ormai non le conto più, come dicevo sono schizzinosa e selettiva, anche con gli autori stranieri. Però tornando alla montagna, continuo a pensare che non sia così errato. Forse ho una mentalità da multinazionale da mercato altamente competitivo, dove ci hanno insegnato che siamo noi che dobbiamo andare dal cliente a convincerlo che siamo più bravi della concorrenza. Non è mendicare, è la legge della jungla. Chiaramente non può essere così in tutti i settori, non so. Bizzarra la questione delle interviste.
» postato da Melian alle 11:24 del 03-08-2007
94 «Apro una parentesi, qualcuno ha letto Bonfanti? Quello che ho trovato sul web del suo romanzo non mi ha colpito molto, qualcuno l'ha comprato da Lulu?» A giudicare dalla posizione in classifica, non dovrebbe aver venduto più di una decina di copie (comprese quelle acquistate dall'autore). Questo non vuol dire che non sia valido, perché su Lulu non vende niente nessuno, nemmeno gli scrittori affermati. Dico solo per dire che è difficile che troverai qualcuno che l'ha letto.
» postato da Angra alle 11:28 del 03-08-2007
95 « ...Questo ovviamente non aveva e non ha niente a che fare con il libro, tutt'altro che umoristico e ben diverso da questa mia immagine esterna. Bene, dai primi commenti usciti sul forum all'articolo, mi resi conto che in molti si erano fatti un'idea completamente sbagliata di me e di cosa avevo scritto, da quelle poche righe, e procedevano imperterriti con quella. Idea basata, attenzione, non su trama e idee del libro, ben specificati, ma solo su alcune domande biografiche. » Molto interessante quello che scrivi. A mio avviso conferma che in tutti i giudizi c'è sempre una percentuale di conoscenza, esperienza, cultura, capacità che condiziona, nel bene e nel male, l'opinione definitiva. A formare i gusti di ognuno non contribuiscono solo elementi soggettivi ed insindacabili. Per questo sostengo che de gustibus disputandum est, eccome! Certo, ognuno è libero di esprimere il proprio giudizio (non intendo autorizzare alcuna forrma di censura, sia chiaro!), ma mi chiedo quanto peso abbia l'opinione su Il dominio della regola da parte di chi si lasci condizionare da pregiudizi del tutto infondati (il pregiudizio non è sempre male di per sè, lo è quando si dimostra, anche a priori, del tutto ingiustificato). Io credo che in questo caso lo scrittore abbia il diritto di rispondere al lettore: non hai capito niente e me ne infischio del tuo parere, per me vale quanto carta igienica! Lo ripeto, un attacco del genere sarebbe giustificato perché non riguarda il soggettivo ed insindacabile parere del lettore. Riguarda quella percentuale del suo giudizio che si fonda sulle sue conoscenze, oggettive e quindi pienamente sindacabili. Se così non fosse, il parere di Sapegno sulla Divina Commedia varrebbe quanto il mio. Ciò non toglie, come ho già scritto, che io non possa esprimere un giudizio negativo su Dante: ma voi di chi vi fidereste, del mio parere o di quello di Sapegno? Nell'esempio che citi mi sembra evidente che difetti di conoscenza sulla tua persona abbiano spinto alcuni lettori a farsi un'idea sbagliata sull'opera ed hai pienamente ragione a prendertela. In questo, da lettore, sono molto più vicino alle posizioni che hanno assunto in questa discussione gli scrittori. Altro che sacro e sacro! Il lettore di oggi è quello che consente a Dan Brown di diventare il caso editoriale degli ultimi vent'anni; nel secolo scorso Dickens faveva decuplicare le vendite delle riviste in cui si pubblicava David Copperfield. C'è una bella differenza, credo! E lo scrittore che ha altre ambizioni, magari coltivate nel più ristretto ambito di un genere ben definito (fantasy, fantascienza, noir...) e che - per restare nell'esempio appena fatto - preferisce ispirarsi a Dickens piuttosto che a Brown, avrà sempre il mio appoggio, italiano o straniero che sia. Salute!
» postato da Agent Zero alle 11:53 del 03-08-2007
96 Non sono in grado di esprimere opinioni generali sul fenomeno. Conosco solo il particolare. Nel mio caso specifico l'esterofilia non è una scelta vera e propria, quanto una questione di reperibilità di volumi. Per me FM rappresenta un'occasione d'oro per venire a conoscenza di autori e testi che diversamente mi sarebbero rimasti sconosciuti. Esempio ne è Il Dominio della Regola che ho scoperto così. Sul gusto del lettore, su ciò che piace o meno dico questo: -l'abitudine è una brutta bestia, ci fa piacere ciò che già conosciamo, forse perchè ci stanca meno come un paio di vecchie scarpe comode. Altrimenti non mi spiegherei come fa la gente a mangiare i pomodori dei centri commerciali e a trovarli pure buoni. -Non credo esistano tratti comuni al fantasy italiano, come già detto da altri sono convinta che ogni autore sia diverso e ogni opera dello stesso autore sia diversa. Penso però che un autore che scrive nella mia stessa lingua madre possa sfruttare appieno la dialettica per coinvolgermi più di quanto non possa fare un libro tradotto. Questa è un ipotesi che finora ho trovato confermata (parere personale) in scritti di tipo umoristico, per il genere fantasy per ora no, ma chissà...
» postato da erbetta alle 12:23 del 03-08-2007
97 «Apro una parentesi, qualcuno ha letto Bonfanti? Quello che ho trovato sul web del suo romanzo non mi ha colpito molto, qualcuno l'ha comprato da Lulu?» Io. Trovi una mia recensione al suo romanzo all'interno del mio sito. E aggiungo, per Angra, che ha venduto parecchio (mi pare mille copie o giù di lì?) Infatti lo conoscono in molti, in giro per la rete.
» postato da Negróre alle 12:58 del 03-08-2007
98 ««Apro una parentesi, qualcuno ha letto Bonfanti? Quello che ho trovato sul web del suo romanzo non mi ha colpito molto, qualcuno l'ha comprato da Lulu?» Io. Trovi una mia recensione al suo romanzo all'interno del mio sito. E aggiungo, per Angra, che ha venduto parecchio (mi pare mille copie o giù di lì?) Infatti lo conoscono in molti, in giro per la rete.» Hai ragione, io ho guardato le vendite dell'edizione economica, che non dovrebbero appunto superare la decina di copie. La prima edizione è più in alto in classifica di vendita. Lulu si guarda bene dal rendere pubblici i volumi di vendita, e fornisce solo delle classifiche relative, per cui è difficile fare una stima. Ad esempio, con una decina di copie vendute puoi arrivare attorno alla posizione 20.000 su 1 milione (!) di titoli, ma l'andamento della curva ovviamente è non lineare, per cui non è possibile estrapolare un andamento. Comunque, se ha venduto 1000 copie con Lulu è un risultato strepitoso. Vado a leggermi l'incipit e la tua recensione, e poi ti dico... EDIT: ho letto l'incipit su Lulu, e riguardo allo stile (dalle prime 10 pagine posso valutare solo quello) concordo col voto che gli hai dato nella tua recensione, dove la valutazione era complessivamente un po' sotto la sufficienza. La scrittura è leggera e scorrevole, priva di fronzoli, ma c'è una pesante info dumping già alla terza pagina, dove il nano la prima volta che apre bocca fa un discorso di due pagine tutto di filato fitto fitto di informazioni. Più che un effetto di catapultare il lettore nella vicenda ottiene a mio avviso quello di un riassunto delle puntate precedenti. In sostanza, quelle dieci pagine non mi hanno fatto venir voglia di andare avanti. Certo, non vuol dire molto, perché lo stesso si può dire delle prime 50 pagine del Pendolo di Focault... Bisogna dire però che mentre i lettori di Umberto Eco vanno avanti lo stesso sulla fiducia (a volte pentendosene), un esordiente dovrebbe invece rendere le prime 5 pagine (quelle che legge l'editore quando gli arriva il manoscritto) assolutamente impeccabili.
» postato da Angra alle 13:32 del 03-08-2007
99 «Mi pare ci sia un'equivoco di fondo: gli scrittori vanno presi individualmente, uno per uno. Dirò di più: dello stesso scrittore bisogna prendere le opere una per una (non sono rari i casi di autori che abbiano prodotto capolavori e mezze ciofeche in momenti diversi della vita, o che addirittura nella stessa opera alternano momenti di illuminazione poetica e insopportabili tirate di stucchevole buon senso). » Sono d'accordo con te, ma non vedo dove ci possa essere l'equivoco. Mi sembra che nessuno qui abbia detto "leggiti tutti i libri di quell'autore perchè sono tutti dei capolavori". Almeno qui credo che siamo tutti sufficientemente maturi e obiettivi da sapere fare dei distinguo tra libro e libro. Fermo restanto che se hai un autore preferito puoi dire che una tale opera non è all'altezza di altri, non certamente che è una immonda schifezza. Se prendo Gaiman, che consiglierei a tutti, posso dire che un paio di romanzi li considero inferiori ad altri, ma sono ben lontani dall'essere definiti delle ciofeche. «Mi sapresti altrimenti dire un tratto distintivo che accomuna tutti gli scrittori fantasy "british"?» Più o meno tutti traggono ispirazione da un humus fatto di miti, leggende, trandizioni celtiche e norrene e nordiche in generale dalle quali sono sempre stata attratta. Linguisticamente preferisco lo stile onirico e fortemente metaforico alla Dunsany e Gaiman o le sperimentazioni alla Mièville o alla Erikson: il primo l'ho ritrovato, anche se con registi diversi, in Haruki Murakami, il secondo solo in Altieri (che ho conosciuto come autore italiano) e che è fantasy per modo di dire.
» postato da Melian alle 14:17 del 03-08-2007
100 ««
Che il nome straniero faccia vendere di piu' non e' un favola, e' un dato di fatto.»
Ricordo d'aver letto in un redazionale del "Giallo Mondadori" che è stata da tempo accertata una flessione di vendite sensibile della collana ogni volta che esce un numero a firma di Bill Pronzini, autore americanissimo (e autore coi controfiocchi, fra l'altro) ma il cui nome puzza di italiano
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Stavano quasi per non pubblicarlo più solo per questo motivo... e l'avrebbero fatto se l'autore in questione non fosse stato un autore discretamente di spicco nel "genere".»
Eh, ma per il giallo è tutta un'altro paio di maniche. Di questi tempi piace leggere storie turpi ambientate nella propria città, con personaggi che parlano il proprio stesso dialetto, molto più che di intrighi internazionali con avventurieri che viaggiano tra Parigi e Hong Kong. Il che, tra l'altro, a mio avviso è una tendenza positiva.
» postato da Angra alle 14:21 del 03-08-2007
101 « «Mi sapresti altrimenti dire un tratto distintivo che accomuna tutti gli scrittori fantasy "british"?» Più o meno tutti traggono ispirazione da un humus fatto di miti, leggende, trandizioni celtiche e norrene e nordiche in generale dalle quali sono sempre stata attratta. » EDIT: Ok, ma questo lo ritrovi, salvo rare eccezioni, anche negli scrittori italiani. Non è che perché uno è nato a Los Angeles ma ha un nome inglese allora è in qualche modo più vicino ai temi che dici tu... Ti consiglio, tra le eccezioni, "La compagnia della selva bella" di Giuseppe Pederiali, ambientato nella bassa padana del medioevo, che attinge alle leggende, miti e folklore di quelle regioni. Non uomini d'acciaio alla Conan, ma un'armata brancaleone di personaggi che tirano a campare con mille espedienti. Molto spassoso, a mio avviso una piccola perla nel fantasy non-mainstream.
» postato da Angra alle 14:26 del 03-08-2007
102 «
Eh, ma per il giallo è tutta un'altro paio di maniche.»
L'ho citato per dire a che parossismi arriva l'esterofilia dei lettori. Persino nell'ambito di un genere che godendo di un bacino lettori sempre piuttosto numeroso, ha da tempo creato non pochi sbocchi per gli autori italiani. ![]()
» postato da metalupo alle 14:56 del 03-08-2007
103 «Ok, ma questo lo ritrovi, salvo rare eccezioni, anche negli scrittori italiani. Non è che perché uno è nato a Los Angeles ma ha un nome inglese allora è in qualche modo più vicino ai temi che dici tu...»
E mi piacerebbe conoscerle queste rare eccezioni.
Anche se, come avevo detto in qualche post più in là, la mia è più una questione stilistica e di uso più sperimentale della lingua (che in certi casi fa venire un po' il mal di testa quando si legge in inglese) che non di storie che, indipendentemente dalla nazionalità, possono essere altrettanto interessanti.
Grazie per il suggerimento comunque ![]()
» postato da Melian alle 15:23 del 03-08-2007
104 «E mi piacerebbe conoscerle queste rare eccezioni.» Servita: 1. "Zeferina", Riccardo Coltri. 2. "Pentar", Luca Tarenzi.
» postato da Negróre alle 15:53 del 03-08-2007
105 Riconoscimi quantomeno l'imbeccata per Pentar di Tarenzi, che ho letto prima di te e ho recensito su Terre di Confine
Altro nome che puo' essere sfuggito nei meandri del thread è Francesca Angelinelli che consiglio VIVAMENTE. Quando avrò finito il romanzo di mikimago vi scriverò due righe... devo purtroppo bloccare la lettura per una serie di casini lavorativi ( c'è gente che lavora ad Agosto
)
» postato da Ladro d'Anime alle 17:23 del 03-08-2007
106 «
Quando avrò finito il romanzo di mikimago vi scriverò due righe... devo purtroppo bloccare la lettura per una serie di casini lavorativi ( c'è gente che lavora ad Agosto
)»
Se ti può consolare, anch'io sono sommerso di lavoro.
Aspetto comunque la tua recensione a lettura ultimata.
» postato da mikimago alle 17:37 del 03-08-2007
107 «Riconoscimi quantomeno l'imbaccata per Pentar di Tarenzi»
Non me l'hai fatto acquistare, perché l'avevo preso appena uscito, ma mi hai spinto a leggerlo quanto prima (lo sto leggendo da pochi giorni... e io sono lento).
Il merito d'averlo tirato già dalla libreria e spolverato è sicuramente tuo.
Una curiosità: cos'altro dovrei riconoscerti?
:">
Già dalle prime battute, direi che abbiamo uno scrittore italiano che segue le orme del Gaiman di "American Gods", nonostante le differenze (e spero mi piaccia più di quest'ultimo, che non sono riuscito a terminare, nonostante un inizio che mi aveva avvinto).
» postato da Negróre alle 17:59 del 03-08-2007
108 «
Una curiosità: cos'altro dovrei riconoscerti?
:">
»
Beh un'altra segnalazione te l'ho fatta: se apprezzerai la lettura sarò qui a battere cassa
Per quelli con il braccino corto: nelle biblioteche di pubblica lettura esiste il cosi' detto volume dei "desiderata" dove è possibile fare richieste di libri da comprare. Grazie a questa possibilità ho fatto acquistare alla Delfini di Modena un po' di roba e penso di continuare nel futuro. Per eventuali utenti modenesi in ascolto è possibile fare la richiesta anche on line, cliccando in altro a destra nell'Opac di Modena l'icona servizi. Userid: il vostro numero di tessera; password: la vostra data di nascita (es: 10/12/1975), comprensiva di slash "/"
Il libro di Mikimago, è triste da dire, non sarebbe mai arrivato con i canali consueti, neppure quello di Francesco. Mentre la Canavan campeggiava da tempo tra le novità (ma che schifo... mamma mia)
» postato da Ladro d'Anime alle 18:16 del 03-08-2007
109 « Il libro di Mikimago, è triste da dire, non sarebbe mai arrivato con i canali consueti, neppure quello di Francesco. Mentre la Canavan campeggiava da tempo tra le novità (ma che schifo... mamma mia)»
Perchè triste, ladro?
Voglio dire, io so che la capacità distributiva del mio editore per quanto capillare non può essere massiccia quanto quella di altre case editrici più grandi (d'altra parte, la mia tiratura iniziale realisticamente non permette a "Il segreto di Krune" di essere presente in tutte le librerie).
In tal caso, appunto, è il passaparola e la spinta di potenziali lettori come te a permettere al mio romanzo di "arrivare là dove non è mai giunto prima". ![]()
» postato da mikimago alle 19:00 del 03-08-2007
110 L'ho scritto altrove: anche le biblioteche sono schiave dei grossisti e se mancano persone competenti certi settori latitano. Li dove lavoro (ancora per poco) hanno un passato glorioso in fatto di fantastico, ma le uscite recenti legate sempre al fy/fantascienza sono prese senza alcun criterio.
» postato da Ladro d'Anime alle 20:30 del 03-08-2007
111 «
Se prendo Gaiman, che consiglierei a tutti»
Io sconsiglierei vivamente a tutti, sicché il "consiglio" è pratica abbastanza inattuabile (o di improbabile successo). Angra non dice male quando dice che gli autori vanno presi uno a uno. Anzi, libro per libro. Anzi, poi ancora, lettore per lettore.
Quando chiedevi un consiglio su un autore British-style stavo per rispondere (scherzando solo in parte) che ti consiglierei un autore britannico.
E ancora, non riesco a tirare un senso dalle contraddizioni di due tuoi post, in uno dei quali identifichi gli autori British come autori che si rifanno a una certa mitologia, e in un altro dei quali dici che ti interessa soprattuto la raffinatezza stilistica prima ancora che l'impianto o la trama.
Melian... sicura di avere le idee chiare? Non come lettrice, intendo, ma in quello che stai dicendo qui.
E te lo dico da esterofilo istintivo (per abitudine più che per ragionamento) ![]()
» postato da metalupo alle 22:32 del 03-08-2007
112 Bell'articolo, Luca, grazie...
Andrea e Pick: lieto che "Zeferina" vi sia piaciuto, poi mi farete sapere
Spero di riuscire a leggere presto le altre storie segnalate nell'articolo.
Per Michele: grazie per la fiducia, anche a me incuriosisce il tuo romanzo. Così come mi incuriosisce Estasia.
Un saluto a tutti,
Riccardo
» postato da rick alle 13:08 del 04-08-2007
113 «Andrea e Pick: lieto che "Zeferina" vi sia piaciuto, poi mi farete sapere
Un saluto a tutti,
Riccardo»
OT In effetti, è scorretto da parte mia dire soltanto che mi piace quello che scrivi.
La dura realtà è che ti invidio, per inventiva e stile... ![]()
» postato da pick alle 13:18 del 04-08-2007
114 Grazie, Riccardo, di nulla
Alla fine non ho fatto altro che mettere assieme la produzione italiana (nemmeno tutta) in un unico articolo; quel che è saltato fuori lo si deve soltanto agli autori. L'interesse per quello che scrivete c'è, e si vede dagli oltre cento commenti in merito.
E quoto Pick. Ho letto tutti i tuoi racconti che si trovano in rete, uno più bello dell'altro. Per i romanzi, entrambi, non ti so ancora dire. Ho avuto meno fortuna e fatico a trovarli (anche a VR): ma la caccia continua...
Un salutone,
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 13:43 del 04-08-2007
115 «Altro nome che puo' essere sfuggito nei meandri del thread è Francesca Angelinelli che consiglio VIVAMENTE.» Se l'hai letto personalmente, potresti essere così gentile da scrivere una piccola recensione? Anch'io ho sentito parlare di questo romanzo, e l'ambientazione orientaleggiante mi affascina, ma l'autrice ha tolto dal web tutti i racconti legati a Chariza e dunque è impossibile constatare in prima persona se possa essere bello o no. Inoltre le informazioni sul sito dell'autrice non invogliano precisamente all'acquisto. (piccola casa editrice a pagamento, opera divisa in due per motivi editoriali/commerciali, problemi di distribuzione/reperibilità del romanzo, problemi ammessi dagli stessi interessati, ecc.)
» postato da Gamberetta alle 17:25 del 04-08-2007
116 Beh l'autrice penso avesse inserito l'intero romanzo o quasi su fantasy story. Per la recensione temo dovrai aspettare. Il libro di Francesca lo stavo leggendo in contemporanea a quello di mikimago (so che qualcuno inorridirà, ma mi piace immergermi in atmosfere diverse). Purtroppo ora sono un po' preso e ho dovuto mollare entrambi. Scriverò qualcosa su questi libri non appena le acque si saranno calmate.
» postato da Ladro d'Anime alle 09:14 del 05-08-2007
117 Cercando un'altra cosa qui dentro, noto solo ora questo post.
««
Se prendo Gaiman, che consiglierei a tutti»
Io sconsiglierei vivamente a tutti, sicché il "consiglio" è pratica abbastanza inattuabile (o di improbabile successo). Angra non dice male quando dice che gli autori vanno presi uno a uno. Anzi, libro per libro. Anzi, poi ancora, lettore per lettore.
Quando chiedevi un consiglio su un autore British-style stavo per rispondere (scherzando solo in parte) che ti consiglierei un autore britannico.
E ancora, non riesco a tirare un senso dalle contraddizioni di due tuoi post, in uno dei quali identifichi gli autori British come autori che si rifanno a una certa mitologia, e in un altro dei quali dici che ti interessa soprattuto la raffinatezza stilistica prima ancora che l'impianto o la trama.
Melian... sicura di avere le idee chiare? Non come lettrice, intendo, ma in quello che stai dicendo qui.
E te lo dico da esterofilo istintivo (per abitudine più che per ragionamento)
»
Le mie idee sono chiare basta non estrapolare frasi o post da una discussione più ampia.
Ribadisco che, indipendentemente dalla nazionalità dello scrittore, a parità di una trama apparentemente avvincente e interessante, ricerco anche uno stile nuovo, sperimentale, che per il momento trovo negli autori anglofoni (alcuni e non tutti) e in pochi italiani (che ho citato).
Su trama e personaggi è evidente che sono rilevanti - ci mancherebbe! - si può manipolare la lingua in cui si scrive come si vuole ma se la trama è debole il libro è debole e anche qui indipendentemente dalla nazionalità.
La cosa non entra però in contraddizione col fatto che gli autori anglofoni hanno una base mitologia e di tradizioni alla quale, chi più chi meno, tutti si ispirano.
Ci sono italiani che fanno altrettanto, e mi riferisco alle tradizioni nordiche (intese del nord Europa, non del nord Italia) e hanno anche uno stile particolare? Ottimo. Infatti ne è stato indicato appunto uno, che era poi la cosa che stavo cercando, e ora vado a commentarla nel 3d alluopato ![]()
» postato da Melian alle 16:52 del 16-08-2007
118 ««Altro nome che puo' essere sfuggito nei meandri del thread è Francesca Angelinelli che consiglio VIVAMENTE.» Se l'hai letto personalmente, potresti essere così gentile da scrivere una piccola recensione?» Mi auto-cito. Dopo uno scambio di mail con l'autrice mi sono procurata il romanzo e l'ho recensito io: http://fantasy.gamberi.org/2007/09/07/recensioni-romanzo-chariza-il-soffio-del-vento/ E per rimanere in argomento, alcune considerazioni sul fantasy italiano nate dalla lettura di Chariza: http://fantasy.gamberi.org/2007/09/07/nihal-chariza-contro-ash/
» postato da Gamberetta alle 18:53 del 07-09-2007
119 Ottimo articolo miss Gamberetta!
L'ho apprezzato sinceramente! ![]()
» postato da un muspeling alle 21:40 del 08-09-2007
120 Mi sono piaciuti i tuoi articoli, Gamberetta. Ho letto tutte le Nihal,(e anche le Dubhe) un paio di Ash, ma non Chariza, quindi non posso ancora commentare la tua disamina, che ho letto con molto interesse. Cris
» postato da Kinzica alle 21:43 del 08-09-2007
121 Mi fa piacere che gli articoli siano stati apprezzati. Stavo pensando a qualcosa di simile con il Viaggio di Aelin, Trugenberger, forse Estasia? e Abarat di Barker. Ma non ho idea quando.
» postato da Gamberetta alle 14:06 del 10-09-2007
122 Beh sono operazioni belle corpose queste!
Di questi qui non ne ho letto manco mezzo! ![]()
» postato da un muspeling alle 21:32 del 10-09-2007
123 Il viaggio di Aelin fa parte della montagnola di libri che, già comprati, attendono di essere letti. Abarat ed Estasia sono nella mia wishlist. Attendo di leggere il confronto che ne verrà fuori. Spero sia interessante come quello tra Nihal, Chariza e Ash.
» postato da mikimago alle 09:28 del 11-09-2007
124 2 Beh sono operazioni belle corpose queste! Di questi qui non ne ho letto manco mezzo! ***EVITIAMO PAROLACCE E IMPROPERI INUTILI, GRAZIE*** Mi hai smontato in una maniera pazzesca! cmq, meglio rittornare in sè...
» postato da (Gamberetta ) alle 17:38 del 28-07-2008
125 «Le mie idee sono chiare basta non estrapolare frasi o post da una discussione più ampia.
»
Sorry... perso il filo e non ho voglia di recuperarlo. Non ho idea se abbia davvero fatto questa estrapolazone pretestuosa.
:">
» postato da metalupo alle 00:01 del 29-07-2008
126 Anche io ho diversi fantasy, tra cui molti italiani, da leggere... peccato che le giornate non siano di 48 ore ç_ç Nel frattempo ho avuto la conferma che presto un altro mio romanzo sarà edito... e andrà a infoltire la lista di lettura di qualcuno, sorry. a presto ragazzi
» postato da (francesca Angelinelli) alle 14:34 del 08-10-2008
127 ««Se uno scrittore non sa scrivere, sbaglia i congiuntivi o commette errori grammaticali e sintattici questo deve essere fatto rilevare, e l'autore non puo' agitarsi piu' di tanto, soprattutto dopo aver avuto un editor o due a coprire le magagne. Tutto il resto, per me, è arbitrario.»
Sacro lettore, dunque, secondo te.
Ribadisco, ne ho fatto carta da cesso di questo concetto.
Perché?
Ecco perché, pescando a caso e volcemente su IBS (altrove è ancora peggio! E lasciamo stare quando tentano di essere articolari, ma si rivelano semplicemente infantili o, nella migliore delle ipotesi, sarcastici):
Perdonami, Ladro, ma la tua posizione, che generalizzando difende anche una massa di cretini che si sono impadroniti (male) dell'italiano con un golpe, pretendendo d'insegnarlo ad altri che lo amano molto più di loro, non posso condividerla per brutale esperienza personale. E credimi, taccio la maggior parte delle cose veramente spiacevoli.
Poi, se gli altri autori, per bella facciata o per il quieto vivere, preferiscono affermare che rispettano i lettori, facciano pure.
Andrea D'Angelo disprezza i lettori di un certo tipo. E sono tanti. Per il semplice motivo che lettori non sono, se non autonominandosi tali.
Ciò che insegna la vita, anche a me, ogni dannato giorno, è che giudicare cose che non si conoscono affatto è sbagliato. Difenderò, come ho sempre difeso, le opinioni ragionate e rispettose (della mia, come dell'altrui persona), comprese quelle molto negative.
Tutte le altre sono carta da cesso.
Purtroppo le seconde sono la maggior parte.
Al potere i lettori? Benvenuti nel mondo di Paolini, dove la Le Guin è morta da un pezzo e non risorgerà.
E per questo esatto motivo misi in discussione l'idea di scrivere ancora, per due anni. Poi mi sono reso conto che merita farlo, per i pochi che possono aiutarti a crescere, che apprezzano e rispettano o che criticano negativamente con cognizione di causa. Per la strapiccola minoranza. Per le mosche bianche, insomma. O per le pecore nere, come le chiamo io. Decidete voi.
E questo per rispondere e informare e dilettare anche Marina e Milena.
:">»
ciao a tutti!
premettendo che non ho letto nessuno dei romanzi citati nell'articolo, e che (mi vergogna ammetterlo) non conosco nessuno degli scrittori citati, vorrei aggiungere il mio parere di lettrice.
vorrei dire la mia anche riguardo al concetto del "lettore sacro" o del "lettore ingrato" o del parere del lettore assimilabile alla "carta da cesso".
ritengo stupido affibbiare la responsabilità del successo di una pubblicazione ai lettori, per un semplice motivo: la letteratura è un genere di consumo, quindi anche in questo caso vince l'autore che ha maggior visibilità. è verso quello scrittore che si avvicina il lettore, non per cattiveria, ma perchè è l'unico che i media gli permettono di conoscere. certo, questo denota ingnoranza. di fatto, il lettore principiante potrà scorgere il lato celato della letteratura soltanto dopo aver conosciuto quello esposto e sbandierato ai quattro punti cardinali. è una cosa naturale! è una questione di marketing. ma la pubblicità ti fa comprare un libro, non te lo fa piacere. e, può fartelo comprare solo una volta! è qui poi, che il lettore acquisisce valore. dopo la cocente delusione, egli imparerà che un libro grandemente pubblicizzato non è necessariamente un bel libro. è così che inizierà a muoversi da solo tra gli scaffali della libreria, spinto dal proprio istinto e non dalle reclame.
le critiche avanzate da qualcuno sulle carenze stilistiche e lacune sintattiche mi lasciano molto da ridire. personalmente, non ritengo che sia la capacità di scrivere un italiano corretto a definire uno scrittore in quanto tale. esempio: io non sono una scrittrice, eppure scrivo in italiano corretto. altro esempio: il mio scrittore preferito soffriva di una gravissima forma di dislessia, eppure ha venduto milioni di copie in tutto il mondo ed è considerato uno dei maestri del fantasy contemporaneo.
piuttosto, penso che siano le doti narrative, la capacità di evocare suggestioni, di trasmettere un messaggio che non sia necessariamente la morale di turno, e la capacità di sognare trame originali e mai ritrite, a identificare uno scrittore. simili qualità a mio parere sono assolutamente innate. l'italiano CORREGGIUTO
s'impara, lo stile si costruisce con l'esperienza. ma a priori, di fondo ci sono quelle sostanze prima citate che devono amalgamare il tutto per renderlo non appetibile agli occhi del lettore, ma agognabile. IO lettore non voglio sentire la curiosità di leggere un libro, ma voglio percepire la necessità indomabile di possederlo fin dentro l'anima.
ho letto romanzi scritti in maniera pietosa dal punto di vista stilistico e grammaticale, che ho abbandonato mio malgrado nonostante la trama interessante e avvincente.
al contrario, ho letto libri formalmente piacevoli che si sono lasciati finire nonostante la trama insignificante o addirittura stantia!
e, io sono una lettrice veramente esigente.
com'è vero che il nome italiano in copertina fa la differenza nella scelta!
personalmente, sono speranzosa e incuriosita dall'autore fantasy italiano, e non vedo perchè non dovrei dargli le medesime possibilità di uno straniero. ovviamente, dall'italiano mi aspetto lo stesso livello dello straniero. il fatto è che il fantasy non ha radici nella nostra cultura come altrove, e questo ci lascia interdetti e spesso scettici. ma, è un genere che sta ancora muovendo i primi passi qui da noi, e ha bisogno di tempo per assestarsi e trovare il suo equilibrio.
in ogni caso, il nome italiano è sicuramente meglio dello pseudonimo straniero, che se non è motivato da una "innocente" preferenza (tipo: hai un nome bruttissimo o impronunciabile!
) mi sembra una scelta codarda.
qualcuno diceva che è assurdo leggere un romanzo di autore italiano e fare paragoni con pilastri del genere d'oltreoceano. perchè dovrebbe essere assurdo? quante volte mettiamo a confronto opere e scrittori!? lo facciamo sempre. brooks mi piace più di r.a. salvatore. si suppone che entrambi siano scrittori, indipendentemente dalla loro nazionalità, quindi non c'è nulla di male nel metterli a confronto. holbein è tedesco, e mi piace meno di goodkind che è americano. che cappero c'entra la nazionalità? siamo forse una nuova generazione di lettori-xenofobi?
detto questo, suppongo di non aver altro da aggiungere.
ciauZ a tutti! ![]()
» postato da ringstorm alle 18:31 del 20-10-2008
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28 Milena, ti quoto alla grande, fino all'ultima sillaba (e aspetto un tuo nuovo libro
, così come sono curioso del pargolo in gestazione di Andrea e degli altri libri citati da Luca).
Con Moony ho avuto uno breve scambio di idee per mail, è stata molto gentile e disponibile (ma passa mai di qua? La invitiamo?
).
Ladro, ho letto i libri che hai citato, ma l'unico che mi è rimasto impresso è stato Gaiman. Ho trovato fantastico "Nessun Dove" e per nulla sorprendente Stardust. Insomma, questione di gusti. Ho letto Meyer sotto l'ombrellone e mi è piaciuta; chissà, forse rileggendola sul divano cambierei idea.
:">
Ciao,
Fra
» postato da FrancescoFalconi alle 00:42 del 02-08-2007