Mabel Tanaka è una studentessa di biologia molto affezionata ai luoghi della sua infanzia. Cresciuta fin da piccola come una fervente animalista, vuole salvare dalla distruzione lo stagno che visitava con la defunta nonna, al posto del quale il sindaco Jerry Generazzo vuole fare passare una tangenziale.
Ci sarebbe una scappatoia: se lo stagno fosse popolato da fauna la strada non potrebbe passare di lì. Il problema è che la popolazione animale che Mabel ricordava sembra essersi trasferita altrove. Indagando sui motivi di questa migrazione la ragazza s''imbatte in una tecnologia che le consente di trasferire la sua coscienza in un castoro robotico, rendendola in grado di comunicare con ali animali, tra i quali spicca il castoro Re Giorgio, monarca dei mammiferi. La missione di Mabel diventa quindi di convincere gli animali a tornare nello stagno, scoprendo i motivi che impediscono loro di tornarci. Ma la posta in gioco, a mano a mano che la giovane si addentra nel mistero, sembra diventare sempre più grande.
Jumpers – Un Salto tra gli Animali, diretto da Daniel Chong, è una mescolanza di avventura fantascientifica, con un percorso di crescita dei personaggi, mescolata con temi animalisti e ambientalisti.
Lo slogan del film si riassume non la frase pronunciata da Re Giorgio: "Siamo tutti sotto lo stesso cielo". Concetto che vale per tutti gli animali dello stagno com per gli esseri umani della città. Senza essere didascalico il film ci mostra con le situazioni narrative come ambiente naturale e città non possano essere considerati entità separate, e che noi esseri umani siamo animali come gli altri, mammiferi legati al destino degli altri animali tanto quanto essi sono legati al nostro. Certo, abbiamo un potere di influenza sull'ambiente più ampio, legato alle nostre tecnologie e all'uso che ne facciamo, anche se poi nel corso della vicenda scopriremo che anche gli animali, i castori in particolari, non sono da meno come capacità di influire.
Come già Il robot selvaggio e Flow, anche Jumpers (che in originale si chiama Hoppers), mostra temporanee alleanze tra specie diverse, cercando di giustificare a suo modo la convivenza apparentemente pacifica di animali posti a diversi livelli della catena alimentare.
Rimanendo in casa Disney, se in Zootropolis il contesto era urbano e gli animali erano in parte antropomorfizzati, qui invece è Mabel ad animalizzarsi, mediante il suo avatar robotico. Le posture degli animali non sono quasi mai umane, tranne per le espressioni che assumono quando la ragazza è in grado di comprendere il loro linguaggio. Come se la traduzione del linguaggio orale si estendesse anche al visivo, al linguaggio del corpo.
Il lavoro su sfondi ed elementi naturali è come sempre dettagliato, frutto di sei anni di lavorazione.
Tra gag, colpi di scena, momenti trepidanti e ammiccati inside joke ad altre produzioni Pixar, Jumpers – Un Salto tra gli Animali è in grado di offire un divertimento a tutta la famiglia, con una tematica che non diventa mai didascalica, ma si armonizza molto bene con lo scopo di intrattenere.















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