Non è finita finché non finisce. Comincia lì dove sembrava finito Finché morte non ci separi il suo seguito, chiamato semplicemente Finché morte non ci separi 2, ma che nella versione originale, intitolata Ready or Not 2,  aggiunge un interessante dichiarazione: "Here I Come", ovvero "Arrivo".

Il seguito non dà tregua alla povera Grace (Samara Weaving), che poco dopo essere sopravvissuta alla tentativo di ucciderla della famiglia di suo marito, i potenti Le Domas,  scopre che il suo incubo è solo all’inizio. Il breve cenno di saluto che lo spettrale Le Bail le aveva rivolto tra le fiamme, altro non era che la sua ammissione al “livello successivo” del "gioco" di sopravvivenza: sopravvivere alla caccia di quattro altre potenti famiglie rivali, in lotta per il “Posto d’Onore” del Consiglio che domina il mondo. Ma stavolta non sarà sola. Come suo contatto di emergenza è stata chiamata dai medici dell'ospedale la sorella di Grace, Faith (Kathryn Newton), con la quale però non parla da anni, con rancori reciproci. Pertanto, quando entrambe saranno catturate e poste nel resort della famiglia Danforth per essere cacciate, il primo ostacolo alla sopravvivenza di entrambe sarà costituito dal dover riacquistare fiducia reciproca.

Finché morte non ci separi 2
Finché morte non ci separi 2

Nei sequel ci sono tante regole, alcune volte trasgredite, altre volte no. Tra le regole non trasgredite c'è "la squadra che vince non si cambia", con il ritorno degli autori del primo film, dai registi del collettivo Radio Silence, Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, agli sceneggiatori Guy Busick e R. Christopher Murphy.

Inoltre, come nel primo film, c'è un cast di ospiti di primo ordine con Sarah Michelle Gellar (Buffy), Shawn Hatosy (The Pitt), Elijah Wood (Trilogia del Signore degli Anelli), Néstor Carbonell (The Morning Show) e il mitico regista David Cronenberg, che quando appare anche in un cameo buca lo schermo.

Conservati quindi tanti degli elementi della miscela, dalle alleanze e tradimenti repentini, alle belle location gotiche portatrici di suspense, a cui si mescola macabro umorismo slapstick.

Finché morte non ci separi 2
Finché morte non ci separi 2

Nel sequel canonico però, si gioca ad alzare la posta. Regola anche in questo caso non trasgredita. Per ragionare sul come, mi sovviene in testa un film italiano degli anni '70 che non c'entra nulla, ma il cui titolo consente di ragionare sul senso di questo film, ovvero Tutti possono arricchire tranne i poveri.

Nel primo film la sposa parvenu di umili origini (presentata come orfana sola al mondo), era imbrigliata nella trappola dai ricchi annoiati, che perpetrando il loro gioco mortale perpetuavano i loro privilegi cercando di uccidere chi minacciava di intaccare lo status quo. Grace, non appartentente a quel mondo, era la campionessa della ribellione operaia contro l’oligarchia, trasformando la violenza in una catarsi anticapitalista.

Finché morte non ci separi 2
Finché morte non ci separi 2

Dal relativamente piccolo, perché comunque anche il primo film era una produzione con grandi mezzi e ottimi attori, l'evoluzione è stata dalla tragedia familiare a guerra di classe globale. Grace, che già nel primo film era la final girl, evoluta da preda a predatrice, si trova a essere anche male accettata mentore della sorella, anch'essa appartentente a quella working class vessata dai padroni.

Grace, ormai esperta del gioco, dovrà ricorrere alla sua astuzia per sopperire allo squilibrio delle infinite possibilità che solo il denaro dà ai suoi avversari, e al suo carisma ritrovato per riuscire a istruire Faith.

Finché morte non ci separi 2
Finché morte non ci separi 2

Due giocatrici al posto di una sola, proletarie divise come piace al potere; quattro famiglie che le cacciano anziché solo una. I semi del seguito erano già stati inseriti nel primo film, accennando ad altre famiglie che erano state decimate, avendo violato le regole imposte da Le Bail, anagramma di Belial, uno dei nomi del demonio.

Anche in questo seguito ci sono regole rigorose nella caccia, stabilite sin dall'inizio, e chi non ci si atterrà farà una brutta fine. Ci sono scappatoie? Forse, ma sono tutte da scoprire, non solo con la forza bruta.

Finché morte non ci separi 2
Finché morte non ci separi 2

La differenza quindi, non è negli elementi, abbastanza canoni, ma non nel come verranno mescolati. Anche il finale potrebbe essere quello atteso, ma come ci si arriva è tutto da scoprire, con un twist che alla fine soprende, ma è logico, coerente con la saga.

Il sequel radicalizza la lotta di classe su scala epica. Non più un singolo clan conto un fragile individuo, bensì quattro famiglie rivali e divise che vogliono accaparrarsi il “trono” del Consiglio, metafora sempre attuale delle lotte intestine del capitalismo. Ma Grace e Faith, sorelle divise da traumi familiari, hanno dalla loro la potenzialità di ritrovare il legame perduto, a fronte di un gruppo di cacciatori le cui stesse divisioni li destineranno a una inevitabile sconfitta. 

Finché morte non ci separi 2
Finché morte non ci separi 2

La sorellanza, contrapposta all’individualismo predatorio, può vincere? È quello che speriamo tutti nel seguire gli agili 108 minuti del film, in cui ameremo odiare i capitalisti in competizione feroce. Come i due gemelli Danforth, interpretati da Gellar e Hatosy, incarnazione della decadenza ereditaria. Ma sono tante le figure inette delle quali ridiamo, e gustando con ferocia la loro dipartita.

La lotta finale al “Posto d’Onore”, il vertice del capitalismo globale, non risparmierà nesssuno, neanche quei proletari che si rendono complici del gioco dei padroni, partecipando al loro sfruttamento sistemico, sperando di ottenere qualche briciola, in un parossismo finale scorretto e liberatorio.