Una delle cartoline realizzate da Dell'Otto come materiale promozionale della Grande alleanza
Una delle cartoline realizzate da Dell'Otto come materiale promozionale della Grande alleanza
Venendo alla sua esperienza con il mondo dei comics a stelle e strisce, e in particolare alla collaborazione con Brian Michael Bendis per Guerra segreta, come si è trovato a lavorare con lo sceneggiatore Usa?

Brian Michael Bendis è un gran personaggio. Del suo lavoro è impressionante il livello decorativo. Una sua sceneggiatura è dettagliatissima in ogni cosa, dalla carta da parati a quante persone sono in un piano. È anche una persona disponibilissima. Credo non dorma mai. Durante la realizzazione di Guerra segreta, ci siamo scambiati email a qualunque ora del giorno e della notte e mi ha sempre risposto subito.

La sceneggiatura è sempre così precisa?

Bendis è un caso limite. Da una parte aiuta, ma se non sei un ottimo interprete rischi di fallare parecchio. Se non si seguono bene le inquadrature, si può alterare lo story telling.

Come è stata l’avventura di Guerra segreta?

Galvanizzante. David Mack mi ha chiamato dicendomi che aveva sottomano una sceneggiatura interessante, chiedendomi se volevo collaborare con Brian Michael Bendis, una celebrità che in America tiene in piedi ogni mese sette serie. A parte i ritardi paurosi per tutta una serie di vicissitudini, quella di Guerra segreta è stata una bella esperienza. Non è la storia migliore di Brian Michael Bendis, però è andata molto bene e mi ha insegnato tanto. Tipo che ricevere lo script man mano è un bel problema, perché viene a mancare la visione globale del lavoro. Non aver saputo fin da subito quale sarebbe stato il destino di Nick Fury è un po’ il mio cruccio.

Adesso su cosa è impegnato?

Sto curando Batman Europa. Poi prenderò mano a un progetto Marvel, ancora top secret.

Come nasce una sua tavola?

Parto dal layout, poi inchiostro. Faccio il disegno dettagliato subito sulla carta definitiva, un disegno molto pulito. L’inchiostrazione serve per rendere tutti gli scuri o i chiari. Così non si perdono i particolari.

Niente computer?

Per una copertina di Guerra segreta per la Germania ho usato il digitale. Gli effetti li uso in maniera molto moderata, per il movimento o per esaltare le luci. I cromatismi sono un tasto dolente per la stampa. Bisogna fare in modo che rimangano i bianchi puri, altrimenti l’immagine si ingrigisce.

Disegna a memoria o tenendo sott’occhio dei modelli?

In generale l’idea di base la disegno a memoria. Se ho in mente qualcosa di particolare, mi servono dettagli o primi piani, uso anche fotografie. Non le copio, ma le utilizzo come input iniziale. Poi vado a memoria. La foto tenderebbe a bloccare il risultato definitivo dell’immagine. Per esempio, per l’espressione di Wolverine nella copertina di Marvel: La grande alleanza, mi sono servito di un mio autoscatto, creato ad hoc.