È un genere, per te, che si avvia verso un periodo ancora più fiorente o si tratta solo di un fuoco di paglia? 

Licia Troisi e Sandrone Dazieri
Licia Troisi e Sandrone Dazieri
Non saprei. Sembra godere di buona salute, al momento, e la mia speranza è che si sia avviato su quel cammino che altri generi hanno percorso prima di lui: quello che da un novero di pochi appassionati lo porta ad essere un genere apprezzato anche da un pubblico più ampio e, perché no, dalla critica.

Riguardo al fantasy, sappiamo che esso viene spesso visto come un genere piuttosto leggero e, sottostimato dall'elite culturale. Perché secondo te? Dipende dai lettori, dagli editori, dal retaggio culturale? Quali sono le potenzialità del fantasy?

Il problema è che in Italia sembra valere il principio che se diverte, allora è dozzinale. Vale un po’ per tutto: per il cinema, per la musica, per i libri. Io invece penso che garantire al lettore divertimento (inteso in senso assai lato, ogni tipo di lettore si diverte in modo differente) sia l’unico impegno che lo scrittore non deve mai tradire.

Il fantasy da questo punto di vista credo sia il massimo: stimola il sense of wonder, è avvincente per definizione, ma al tempo stesso racconta storie seminali, archetipiche, il cui senso metaforico è molto forte. Quindi non solo divertimento, ma anche senso.

È possibile con il fantasy inviare messaggi importanti o è un genere utile solo come intrattenimento? E anche se fosse solo intrattenimento, sarebbe poi un male?

Se anche si trattasse di intrattenimento fine a se stesso, non ci troverei niente di male. Preferisco un buon intrattenimento ad un libro che si pone obiettivi ambiziosi che poi non riesce a raggiungere. Comunque, nessun libro in verità è intrattenimento fine a se stesso: si esce sempre cambiati dalla lettura.

Un fantasy che ti piacerebbe aver scritto è…

La Porta di Tolomeo di Jonathan Stroud.

Leggi fantasy italiano? Che ne pensi? 

Ho letto Falconi, De Mari, Giannone, D’Angelo. Mi sembra interessante, per certi versi sperimentale; ciascun autore cerca la propria personale interpretazione del genere, e questo è molto bello.

Dimmi la prima cosa che ti passa per la mente, meglio un aggettivo, per…

a.      J.R.R. Tolkien: padre del genere

b.      J.K. Rowling: abile tessitrice di trame

c.      Jonathan Stroud: ironico

d.      Marion Zimmer Bradley: non fa per me

e.      Neil Gaiman: sognante

f.       Sandrone Dazieri: il mio mentore

g.      Alan D. Altieri: apocalittico

h.      Valerio Evangelisti: inquietante

i.       Francesco Falconi: gioioso

j.       e… Licia Troisi: insicura