Introduzione alle eroine fantastiche

La donna guerriera ed eroica è sempre esistita nella letteratura fantastica a cominciare dalle Amazzoni (che sarebbero ispirate ad autentiche donne guerriere della Scizia) e dalla loro regina Pentesilea, che sfidò Achille e ne fu sconfitta. Per non essere da meno dei Greci, i Latini cantarono nell’Eneide virgiliana le gesta di Camilla, un’altra eroina che ebbe la sfortuna di trovarsi dalla parte sbagliata. Ma le eroine non sono mancate praticamente in nessuna cultura. Le skjaldmö delle saghe nordiche erano vergini che diventavano guerriere per scelta: tra di loro Brunilde, che è l’eroina dei popoli germanici. Attraverso le epoche i gusti possono essersi modificati ma le donne eroiche sono rimaste: basti pensare a due ispirazioni italiche: la guerriera cristiana Bradamante nell’Orlando Furioso e la musulmana Clorinda nella Gerusalemme Liberata, o in terre più lontane alla guerriera cinese Mulan.

Le eroine antiche lasciano il passo a quelle moderne con il fantasy, dalla tolkieniana Eowyn e da Red Sonya in poi. Fino ai tempi recenti queste donne straordinarie hanno avuto un particolare in comune: gli scrittori che le hanno narrate sono tutti uomini. Come è stato affermato giustamente riguardo alle Amazzoni, la donna “eccezionale” a volte esiste solo per confermare la supremazia maschile: appena compare viene sconfitta e cancellata. Se non è questo il caso, l’eroina è sempre vittima di una concezione maschile del mondo. La donna in armi del fantastico fino al novecento è quindi un simulacro poco credibile, ricettacolo di più o meno esplicite fantasie sessuali maschili, che si tratti di pruriginose voglie di sottomissione, della derisione della donna invidiosa o dell’ossessione di riconfermare la vittoria sull’elemento femminile, ottenuta con la scomparsa dell’eroina o con la sua sacrosanta riconversione a donna di casa. Beninteso, c’è una bella differenza tra certe eroine in bikini corazzato e la tolkieniana Eowyn, ma queste esili bellezze, giovanissime e graziose come modelle non sono particolarmente credibili come donne in armi. Le donne di potere non dedite all’uso delle armi fanno frequentemente una figura anche peggiore nella letteratura fantastica, condannate (come Morgana nel ciclo arturiano) al ruolo di pericolose streghe.

Entra in scena il femminismo

A smuovere la scena ci ha pensato il femminismo, dal dopoguerra in avanti (anche se la Valeria di Howard può essere a buon diritto considerata una eroina proto-femminista). L’eroina fantasy ha conosciuto (per la prima volta nella storia?) una stagione diversa con scrittrici del calibro di Marion Zimmer Bradley, che rimane di gran lunga la più rappresentativa del filone.

Una Libera Amazzone di Darkover
Una Libera Amazzone di Darkover
La Bradley, femminista molto accesa nonché autrice di narrativa di stampo dichiaratamente gay sotto pseudonimi, ha introdotto le sue Libere Amazzoni, donne che rinunciano a qualsiasi aiuto da parte dell’uomo in nome della libertà, ed ha narrato nelle sue storie un universo di donne sagge, coraggiose e spesso vittime, e uomini generalmente malvagi o incapaci, salvo qualche eccezione. Una prospettiva magari limitata, ma comunque diversa. La scrittrice ha comunque avuto una sua evoluzione, che non ricalca semplicemente la storia del femminismo bensì quella della società americana in generale durante il lungo periodo in cui ha scritto. Ha adottato visioni meno radicali negli anni della maturità, guadagnandosi un posto d’onore nella letteratura fantastica al di là di mode o ideologie del momento. Tra le sue eroine compaiono anche, e soprattutto, donne che cercano di difendere l’antica saggezza di cui sono depositarie, donne di studi e padrone della magia.

Dando un’occhiata alle eroine di casa nostra, quelle ideate da Zuddas (Ombra di Lancia e Goccia di Fiamma) non hanno bisogno di essere femministe, perché sono amazzoni, nascono in un ambiente già “liberato,” e se vogliamo anche perché a descriverle è uno scrittore maschio… Ma il loro saper essere autonome e “maschiacce” quando serve, femminili e tenere con il maschio un momento dopo, carine al punto giusto ma forti come un uomo, mi pare disegnato apposta per farne dei personaggi perfetti, a cui non manca niente: come non invidiarle?

Una volta rotti gli argini, il femminismo ha più o meno esplicitamente permeato tutta una serie di eroine nel fantastico in generale, dalla Ripley che combatte gli alieni fino a Wonder Woman e altre supereroine.

Il femminismo ha portato aria nuova ma non ha però creato eroine fantasy più credibili: l’intento didascalico o bruscamente rivendicativo di certi personaggi li limita strettamente a mondi in cui esista una tematica simile al femminismo e sia ben presente nell’ambientazione; peraltro nonostante l’influenza del femminismo si è mancato un risultato forse auspicabile, ovvero che morisse lo stereotipo della modella con lo spadone di ispirazione maschilista.