Quello che non va in Harry Potter

In risposta all'intervista con Paolo Gulisano, Edoardo Rialti ci ha spedito una lettera, che pubblichiamo integralmente, dove precisa la sua posizione

In una recente intervista al dott. Paolo Gulisano, che è un mio amico, sono state fornite alcune informazioni ed interpretazioni della "controversia su Harry Potter" nel mondo cattolico che mi hanno spinto a voler fornire al vostro sito anche un mio piccolo contributo, così da perlomeno controbilanciare talune affermazioni che giudico in alcuni casi da me non condivisibili, in altri semplicemente e gravemente erronee.Questi temi occupano la mia riflessione da tanto tempo e sono molto vicini al mio cuore, giacché devo alle grandi storie fantastiche più di quanto mi sarà mai possibile esprimere. Ai miti, alle fiabe, alle leggende devo la formazione di tanta parte della mia persona. Se oggi insegno Letteratura alle Facoltà Teologiche di Firenze e Assisi è solo perchè sono convinto che poche cose aiutino l'uomo nel suo cammino come le grandi storie, da Omero a Tolkien, da Beowulf a "Il cavallo rosso" o "Vita e destino". Offro dunque queste mie riflessioni per un sereno dibattito, nel quale c'è sempre da imparare, qualora si abbia la buona volontà di mettersi in discussione e non di scansare gli argomenti altrui.

 

Il dott. Gulisano afferma che Giovanni Paolo II avrebbe espresso "per tramite" di Monsignor Fletwood una sorta di implicito apprezzamento per le opere della Rowling. Questo semplicemente non è vero.

Monsignor Fletwood, durante una conferenza stampa dedicata alla pubblicazione di un documento sulla New Age, per la domanda di un giornalista presente su Harry Potter si è limitato ad affermare che a titolo personale "se aveva ben compreso le intenzioni dell'autrice, costei aiuta i ragazzi a discernere tra il bene e il male." Si tratta dunque del giudizio personale di un prelato, senza alcuna connessione con un più o meno fugace contatto di Giovanni Paolo II con i romanzi della Rowling. Giovanni Paolo II non ha mai detto niente su Harry Potter, mentre due suoi fidati collaboratori, padre Amroth e l'allora cardinal Ratzinger, sì. Io non li ho certo citati come fonti del Magistero, come erroneamente mi attribuisce il dott. Gulisano, ma perché il loro parere è quello di due personalità di straordinario spessore nella vita della Chiesa.

 

Se uno volesse andare a vedere cosa dice davvero il Magistero delle Chiesa sulla magia e l'occulto che costituiscono l'ossatura fondante dei romanzi della Rowling, anche sulla cosidetta "magia bianca" dei personaggi positivi, basterebbe andare a leggere i paragrafi 2116-7 del Catechismo della Chiesa Cattolica:

"Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che "svelino" l'avvenire [Cf Dt 18,10; Ger 29,8 ]. La consultazione degli oroscopi, l'astrologia, la chiromanzia, l'interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l'onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo.

 

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Autore: Edoardo Rialti - Data: 25 febbraio 2008

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Commenti

1 Mio Dio... non ho parole... è proprio nella conclusione dei Doni che emerge l'inutilità dell'istruzione magica di Harry. Solamente nello conflitto finale si comprende nel pieno che Harry non è il " Prescelto" per l'uso delle conoscienze acquisite nella scuola, al contrario, viene dimostrata la sua forza interiore e la capacità di amare incondizionatamente. La scuola di magia, le maledizioni, sono solamente l'ambientazione di una storia ben più profonda e solida. A questo punto dovremmo puntare il dito allo stesso a tutte le fiabe come biancaneve o a Sirenetta dove ad esempio in qst ultima non viene altro ke narrata la forza di volontà nel perseguire i propri obbiettivi anke se il "gregge" non approva. Questa saga non fa altro che esaltare i valori impotanti tanto più nell'atto finale, mettendo da parte tutte le cose come la bacchetta magica o la scuola di magia e gli incantesimi stessi. A mio avviso stiamo ingigantendo la cosa, non stiamo certo parlando di cannibali o di pedofili, non sono paragoni da fare... stiamo perdendo il contatto con la realtà. Certi commenti inutili e disgustosi (come il tirare in ballo la pedofilia!!) sono opera di critici che desiderano pubblicità, e per questo sputano gravi accuse per non passare inosservati. Spero che anche il mio commento possa far riflettere.

» postato da (Sonia Dalla Betta) alle 23:47 del 06-03-2008

2 Caro Rialti, padre Gabriele Amorth è stato un nome stimato ma non certo un «fido collaboratore» di Giovanni Paolo II. Inoltre ho il piacere di conoscerlo personalmente e so per certo che non ha mai letto un volume della saga di Harry Potter: si tratta di una affermazione strappatagli dalla stampa - come al solito - per fare alla Chiesa la solita figura dei bigotti oscurantisti. D'altra parte cosa potrebbe aver immaginato un esorcista di ottant'anni, se gli dicono che un'autrice inglese insegna la magia a milioni di adolescenti? Da lei un po' di buon senso, prima di prendere posizioni prive di ogni sfumatura, me lo aspetto. E.P.

» postato da manu.pinna alle 17:39 del 22-05-2008

3 Anche se l'articolo (post o quello che è) è vecchio di un pò, mi interessa e rispondo. Per Manu Pinna Se tu conoscessi personalmente padre Amorth, per quello che hai scritto t'avrebbe già fatto l'esorcismo. :-) Se tu ascoltassi di tanto in tanto la trasmissione radiofonica condotta da P. Amorth avresti anche sentito che più volte ha parlato di Harry Potter in modo negativo. Se tu fossi davvero amico di P. Amorth non lo minimizzeresti a "esorcista di 80 anni". Poi non parliamo di Ratziger. Lui li brucerebbe proprio i libri della Rowling. Quindi sicuramente mai avrà scritto parole di apprezzamento. :-) Per Sonia Dalla Betta Esistono milioni di persone che fanno ricorso alle truffratrici in tv che leggono le carte, quindi non ci vuole molto a spingere le persone in qualunque direzione (anche alla magia rappresentata dai film di Harry Potter). Quei film danneggiano tutte quelle persone che credono a tutte le sciocchezze di questo mondo o che non hanno basi solide di esperienze e valori (e ripeto, sono milioni). Io i film di Harry Potter li ho visti, sono dei bei films, ma per altri possono non essere solo dei bei films, ma anche l'inizio per un qualcosa di negativo... P.s. il tuo commento fa riflettere, ma le riflessioni sono volgari, quindi mi limito a queste poche righe.... :-)

» postato da (Aldo Dadi) alle 10:38 del 26-05-2008

4 « sono dei bei films, ma per altri possono non essere solo dei bei films» Le parole inglesi (e straniere in generale) in italiano non seguono le regole grammaticali della lingua di origine; si scriverà quindi "sono dei bei film" piuttosto che "sono dei bei filmS". :angel

» postato da Ewn Garabandal alle 02:45 del 07-06-2008

5 aria fritta - è ora di crescere ...

» postato da (a b) alle 14:40 del 27-06-2008

6 il prof. Rialti ha centrato in pieno il problema. Nessuna censura, nessuna inquisizione, ma così come uno scrittore ci propone la sua visione del mondo chi legge ha il diritto di dire la sua... Finchè si legge Harry potter come un romanzo di fiction nulla di male, ma non ha lo spessore di un romanzo di formazione. Perchè i fan del libro non possono goderselo per quel che è? Ovvero un libro per ragazzi di intrattenimento? Tipo spada di shannara insomma.... fare di quest\\\'opera un punto fermo educativo è un errore perchè presa così com\\\'è ha alle spalle un antropologia e una visione dell\\\'uomo riduttive. Ho visto che una casa editrice cattolica ne ha tratto anche un sussidio educativo per ragazzi, non vedo le ragioni di un conflitto però nemmeno le basi per farlo assurgere ad opera di impronta educativa.

» postato da (Francesco Felici) alle 16:13 del 28-06-2008

7 non sono molto d'accordo con Rialti, però, sul paragone propost,o lo trovo esagerato effettivamente. Io credo che ci siano storie migliori di altre per educare e storie che possono essere usate a scopi educativi con le dovute modifiche. Faccio l'animatore di oratorio da tanti anni, amo molto gli autori citati dal prof. e sono convinto che non esista unlimite alle possibilità di trasmissione di un messaggio....certo, opero in ambiente cristiano e per me il contenuto del messaggio è quello che fa la differenza. Eviterei cmq di diffondere un clima di divisione su un romanzo di avventure: in questo vedo un difensifivismo eccesivo un pò tipico del mondo cattolico sul quale il prof., forse, non ha ancora riflettutto a dovere. E' giusto pronunciarsi, prendere posizione e non essere moralmente indifferenti a ciò che l'uomo produce, ma le cose che educano davvero sono solide come la roccia ed è in queste che bisogna confidare; il resto passa.

» postato da (Francesco Felici) alle 16:29 del 28-06-2008

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