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Sanctuary

"Sei umano o disumano?" [Le Colpe dei Padri — F. Clun]
La megalopoli distopica che tutto avvolge e stritola nelle sue spire è un tema affascinante, ieri come oggi. Da Metropolis a Sin City, dalla Londra di Orwell alla New Crobuzon di Mièville — passando per lo sprawl cyberpunk e gli incubi post-apocalittici di Alan D. Altieri — la Città si rivela non solo un universo parallelo spesso interfacciato al nostro, ma soprattutto una matrice di infiniti mondi possibili.
Se metropoli è sinonimo di entità sinistra e senziente, le creature che la abitano non sono da meno, umane o ultraumane, “normali” o “diverse”: in questo, l’elemento fantastico trova un nido ideale e costruisce la nicchia specifica dell’urban fantasy.
Sanctuary è una di queste città.
Il "Progetto Sanctuary" nasce da uno schema antologico e arriva appena prima di un romanzo a episodi. Il prologo e l’epilogo di Luca Azzolini — un racconto diviso a metà — racchiudono, indirizzano e giustificano dodici storie sicuramente fantasy ma anche gothic-noir, in cui due realtà si combattono quasi sempre senza quartiere: gli accoliti di un’organizzazione chiamata Loggia, principalmente umani, contro tutto ciò che umano non è.
Streghe, vampiri, creature angelico — demoniache e antiche divinità sono l’incarnazione del monstrum vel prodigium a cui si contesta il diritto di sopravvivere. L’imput del prologo e dell’epilogo è teso verso un’immagine tutto sommato utopica: Sanctuary è un “globo senziente” dai mille volti, che decide di ristabilire un equilibrio perduto narrando storie e risvegliando nel più indifeso dei suoi figli — Raj, il ragazzo unicorno — la consapevolezza della propria identità; attraverso la simbologia evocativa di un circo — bestiario, di fate senza più ali e della magia arcana dei tarocchi il messaggio di rinascita arriva forte e chiaro. E di rinascita c’è davvero bisogno, considerando le realtà descritte nei racconti.
L’ambientazione urban fantasy lascia ampio spazio all’immaginazione degli autori, e questa libertà d’azione è alla base del progetto: torri scintillanti e inferni sotterranei, malavita e leggende metropolitane, banlieu e luoghi da sogno, esseri luminosi e creature mutanti, magia e computer. Non manca nulla.
Tuttavia, per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, i racconti presentano nel complesso una linea ispirativa se non dominante sicuramente ben rappresentata. Il lato oscuro che presso altre culture ha reso protagonisti draghi e orchi, elfi e maghi, licantropi e vampiri, quali strade ha scelto da noi per manifestarsi? Una di queste vie passa sicuramente per Sanctuary.
Redenzione di Antonia Romagnoli rappresenta l’interpretazione più diretta del tema centrale contenuto nel Progetto Sanctuary: il “normale” contro il “diverso”, una storia di sterminio efficace e spietata, senza astuzie sottili o magie eclatanti.
I modelli del fantasy classico non mancano, anche se “modificati”: nani, draghi e streghe lavorano come schiavi in fonderie da incubo che producono leghe magico — metalliche [La fabbrica delle Leghe Perfette — Solomon Troy Cassini]; vampiri, mannari e goblin si scoprono detective in I Passi della Sera, il racconto velato d’ironia di Fabiana Redivo; divinità millenarie non disdegnano una love story con umane dedite all’introspezione [Foresta Perduta di Egle Rizzo]; un mito molto autoctono è presente nel Ditirambo di Samarat [Michele Giannone].
Eppure ciò che maggiormente affascina e ispira gli autori del novello fantasy italiano sembra essere un’immagine antica quanto la religione dominante, attuale quanto le ombre del nostro io più profondo: angeli e demoni, l’inferno e i suoi custodi, il diavolo e i suoi seguaci. Un retaggio apparentemente sepolto, ma molto vitale nel venire alla luce qualora se ne presenti l’occasione.
Punta di diamante in questo contesto è Le colpe dei Padri di Franco Clun. Costruito sulle memorie dei lager, il racconto mostra con distacco rassegnato — ma non privo di tragedia — un campo di concentramento per “diversi”, dove cento morti al giorno sono normali e la sopravvivenza viene conquistata momento per momento; dove anche gli angeli si uccidono per la disperazione e solo Lucifero riesce a volare verso la libertà.
L’urban fantasy di Sanctuary è pagano, eretico e forse demoniaco, ma non del tutto secolare.
Una Chiesa dotata dei poteri tecno-oppressivi di un Grande Fratello e sconfitta da una dea misteriosa capace di precipitare l’uomo nella condizione di semplice insetto è presente in La Casa dei Millepiedi di Pierdomenico Baccalario, mentre in Le Storie che Nascono in Questa Città, Francesco Dimitri ci presenta una struttura religiosa deviata in lotta con crudeli occultisti per la gestione della magia nera.
Streghe, invocazioni in latino e Carmina Burana sono presenti in Anobium di Francesco Falconi, dove l’atmosfera di un prodigium piuttosto adult ha sostituito un’ispirazione più young caratteristica della prima produzione dell’autore. Musica demoniaca, strumenti infestati e presenze diaboliche per l'esordiente Fabrizio Furchì nel suo Mirror Blues, nel quale gli elfi dediti a commerci illegali sono tutto sommato i meno cattivi. Ancora zolfo e incenso in Angeli e Uomini, delizioso racconto di Cecilia Randall, e in Saint Vicious di Luca Tarenzi, autore già esperto di urban fantasy: Arcangeli e Arcidiavoli, Schiere Celesti e Demoni Custodi si affrontano in queste due storie con pratiche esoteriche e scienza moderna, rituali antichi e musica Punk.
Ognuno di questi racconti meriterebbe un’analisi profonda, perché temi e caratteristiche sono molteplici e tutti degni d’interesse. Volendo esprimere una panoramica generale di giudizio, si può dire che Sanctuary offre la possibilità di leggere opere di diverso livello, chicche di genere accanto a storie non perfettamente riuscite. Il tutto si coagula comunque in un libro sicuramente interessante, capace di far riflettere. E’ bello pensare che ognuno di questi autori abbia avuto una storia nera nel proprio cassetto — reale o intellettuale — e che sia stato invogliato, in questa occasione, a tirarla fuori.
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Commenti
(Puoi leggere i commenti precedenti sul forum)
19 C'erano un paio di racconti belli, devo ammetterlo. Ma il resto mi ha scoraggiata. Non sono una fan della padrona del blog, abbiamo avuto diversi scontri, però su molte cose ha ragione. In questo caso ho ritenuto l'avesse. Volevo solo dare un consiglio. Non ho detto che era verità scolpita sulla pietra. Comunque, in nessun caso auguro agli autori di questi racconti di diventare come la Troisi. ps:veramente gf nn ha mai detto che Tolkien fa schifo, come io sospettavo. Ci sono libri ben accetti, come quelli di Swanwick e di altri autori stranieri. Più che altro, non piace il fantasy italiano, anche se ci sono delle eccezioni
» postato da (Mariateresa Cermola) alle 22:13 del 16-06-2009
20 « non piace il fantasy italiano, anche se ci sono delle eccezioni» Sai, è perfettamente normale che a qualcuno non piaccia qualche cosa; prendi me per esempio, è noto che non amo in generale il fantasy. Tuttavia non passo tutto il mio tempo a scrivere recensioni di libri fantasy. L'unica cosa che non mi piace e di cui scrivo stesso è il mio omonimo, ma lì diciamo che come ogni italiano sono toccato un po' più da vicino. S*
» postato da S* alle 23:17 del 16-06-2009
21 «Ma, per pura curiosita'. Ammetto di non frequentare il sito crostaceo se non sporadicamente. Ma, curiosita', dicevo: esiste una qualche recensione positiva di italiani qualsivoglia? O almeno, non del tutto negativa, con un barlume di speranza, un raggio all'orizzonte, un sei (rosso) politico?» Zuddas. Un romanzo di cui non ricordo il titolo, credo del ciclo delle Amazzoni
» postato da metalupo alle 02:09 del 17-06-2009
22 «
ps:veramente gf nn ha mai detto che Tolkien fa schifo, come io sospettavo. Ci sono libri ben accetti, come quelli di Swanwick e di altri autori stranieri. Più che altro, non piace il fantasy italiano, anche se ci sono delle eccezioni»
Vedi?
Forma mentis operante è quel che ho sopra citato:
io ho lamentato che la signorina si permette, emerito nessuno autoriale e critico, di "non stimare" Tolkien, un verbo quantomai fuoriluogo e non accettabile per la stessa. Chi è abituato a frequentare acque infestate dai crostacei, invece, pensa che io abbia parlato di "schifo".
Non bevete quell'acqua, signore e signori, fa male, molto male... ![]()
» postato da un muspeling alle 09:53 del 17-06-2009
23 E continuo a ripetere che qui si deve parlare di Sanctuary e non di crostacei? Torniamo in topic per cortesia e lasciamo i crostacei nella loro acqua, pardòn nel loro brodo?
» postato da Palin alle 12:27 del 17-06-2009
24 Ok. Per esempio, io ho letto alcuni estratti del racconto della Rizzo e non mi è parso affatto male.
» postato da (Mariateresa Cermola) alle 14:33 del 17-06-2009
25 Negli ultimi giorni ho notato in rete un andazzo che posso solo definire patetico. Premetto che non ho ancora letto i racconti, ma questo non ha importanza ai fini di ciò che sto per dire. E cioè che vedo un astio preconcetto specialmente verso uno degli autori, solo e unicamnete perché nel panorama italiano è stato ed è un operatore valido e in vista.
E solo per questo o vedo giudicato con metro di preconcetta sufficienza (si leggere benissimo fra le righe non ci vuole uno scienziato atomico), che mi fa ancor più ridere vedendo che proviene da autori illustri sconosciuti o blogghisti altrettanto oscuri se si esce dal loro quartiere di residenza fisico.
Mamma mia, certo che il fandom fantasy italiano fa concorrenza, come paraocchi, a certi generi musicali di nicchia che non credevo avessero corrispettivi. C'è in giro gente davvero, davvero piccola... ![]()
» postato da Marina alle 14:46 del 18-06-2009
26 «Torniamo in topic per cortesia e lasciamo i crostacei nella loro acqua, pardòn nel loro brodo?»
nella loro FOGNA? ![]()
» postato da Marina alle 14:48 del 18-06-2009
27 Gente piccola, dice Marina. Gente alquanto turbata, a mio avviso. Si presentano in un modo su FantasyMagazine, lasciano post, e poi si trasformano nel blog di Gamberetta, tirando fuori la loro pesante invidia. Divertitevi a capire chi ha le due facce. Ma questo è il covo di Gamberetta, un gruppo di esordienti che non riescono a sfondare, e dirigono le loro frustrazioni verso chi è edito. Autrice del blog compresa, che tempo fa rilasciò online un terribile libro. O presunto tale. Facile è criticare con un manuale sottomano, noioso ed inutile quotare le frasi errate sul suo blog. Più difficile creare. Infine, la cosa più triste, è che nessuno degli eruditi gamberi fa veramente una disamina di Sanctuary. Si divertono con l'ironia della signorina, che stavolta non ha Troisi a cui rivolgere le sue frustrazioni e, spinta da un impeto ormonale, si sfoga con Altieri. Ecco, questo è il punto. E' un blog comico. Un circo. Gamberetta il grande clown, tutti che ridono e applaudono, a luci spente, perché nessuno ha visto cosa succede sul palco. Sono scema io darci ancora un'occhiata. E voi con me. Jekyll & Hide
» postato da (dott Jekyll & Mr Hide) alle 15:27 del 18-06-2009
28 « E voi con me »
No grazie. mi sento scemo per diverse cose, ma non per questa in particolare. ![]()
» postato da Olorin alle 15:41 del 18-06-2009
29 « Sono scema io darci ancora un'occhiata. E voi con me. Jekyll & Hide» Scemo è chi compra il biglietto per lo spettacolo, del circo. Sono felicemente d'accordo con Olorin.
» postato da Coram85 alle 15:55 del 18-06-2009
30 «Mamma mia, certo che il fandom fantasy italiano fa concorrenza, come paraocchi, a certi generi musicali di nicchia che non credevo avessero corrispettivi. C'è in giro gente davvero, davvero piccola...
»
Già, Marina, già...
Ho tagliato quello che avevo scritto, perché altrimenti divento più ripetitivo di un vecchio rimbambito. In ogni caso, se mai un giorno raccoglieranno, raccoglieranno ciò che stanno seminando. Magra consolazione, dato che di questo passo la nicchia resterà sempre la nicchia e puzzerà sempre di più.
Immagino tu stia parlando di Franz. (Tiro a indovinare, perché non seguo certi canali tematici.
)
Non importa: ha le spalle belle larghe il ragazzo, letteralmente!
:">
Ooops. Letti gli interventi successivi. Parlavi forse di Altieri? Pazienza: a quanto ne so, lui ha le spalle ancora più larghe!
Per Jekyll & Hide: è proprio come dici tu. Nessuno ha visto cosa succede sul palco. E' tanto evidente agli occhi di chi ci è stato, sul palco (meritatamente o meno poco importa), che non si rendono conto di come appaiono.
» postato da Negróre alle 17:06 del 18-06-2009
31 Non ha importanza chi sia l'interessato, tanto chi può capire capisce o ha già capito
, il mio discorso è cmq in generale, il particolare è solo lo spunto. E non solo riferito alle Cozze Supreme. E' l'intera Rete fantasy che è piena di veleni, piena di gente frustrata, per una ragione o per l'altra, che vomita ingiurie o irride dall'alto dell proprie 'acculturate'
argomentazioni.
La solita tecnica psicologica dei mentecatti: siccome fai schifo e lo sai (ma non tanto come autore o lettore o cutore del genere, ma proprio come persona, cosa ben più grave e seria), allora in qualche modo devi mostrare che fanno schifo anche gli altri così tis enti un po' meno schifosoe un po' più intelligente, mentre inr ealtà riaffermi di più lo schifo che già sei...
Che tristestezza. (Scusa il parziale OT, Palin)
» postato da Marina alle 20:11 del 18-06-2009
32 Non ho letto il libro, ma ho una buona ragione per non farlo. Se andate su gamberi fantasy, la troverete anche voi. Un semplice avviso
C'erano un paio di racconti belli, devo ammetterlo. Ma il resto mi ha scoraggiata.
Ok. Per esempio, io ho letto alcuni estratti del racconto della Rizzo e non mi è parso affatto male.
Mariateresa, quoto tutti e tre i tuoi messaggi perché, per quanto li legga e rilegga, non riesco proprio a raccapezzarmici.
Esordisci dicendo di non avere letto il libro. Libera di farlo, ovviamente. Sarei stato più contento se ci avessi rinunciato, chessò, perché hai già affrontato le opere di uno o più autori impegnati nell'antologia e avessi trovato la loro scrittura non conosona ai tuoi gusti (magari sarà stato così e, in tal caso, cade tutto il resto del mio ragionamento). Ritenere però una "buona ragione per non farlo" l'opinione altrui (e, a scanso d'equivoci, per me di quale opinione si tratti non è affatto rilevante) mi sembra una motivazione poco solida.
Lo è ancora di meno se considero la tua seconda frase. Come fai a sostenere che c'erano un paio di racconti molto belli e che il resto ti ha scoraggiata, se non li hai letti? Nessuno sta negando il diritto alla critica ma mi pare che qui si sia arrivati al giudizio da riporto
: siccome qualcuno ha detto che un paio di racconti sono buoni e gli altri no, faccio mia la sua opinione e me ne servo per esprimere un parere su una cosa che non ho letto.
Alla fine, però – e veniamo al terzo post – affermi di avere letto alcuni brani di un racconto e il tuo giudizio al riguardo pare discostarsi da quello che ti aveva dato "una buona ragione" per non cimentarti con la raccolta.
Non ti sovviene il dubbio che magari è il tuo l'unico metro di riferimento a cui dovresti fare appello per stabilire se un'opera ti piace o meno? E che trinicare un giudizio senza averla nemmeno letta è poco costruttivo sia per te che per l'autore della stessa?
Non considerarlo un attacco, Mariateresa (chi frequenta questo forum sa che non sono uso alle polemiche e che sono sempre disponibile al confronto purché da parte delll'interlocutore ci sia onestà nei miei riguardi). Credo di parlare a nome di tutti gli autori impegnati in "Sanctuary" se affermo che non ci tireremmo indietro di fronte a una critica o a un giudizio negativo purché supportato da motivazioni soggettive e non da – ripeto – "giudizio da riporto".
E qui la chiudo, facendo mio l'appello di Giuseppe a discutere della raccolta e dei racconti. Per chi avesse domande o questioni da porre, io sono disponibile.
» postato da mikimago alle 20:30 del 18-06-2009
33 Lato mio, felice di dialogare e discutere, come sempre. Ma con qualcuno che abbia letto l'antologia. Altrimenti è solo fuffa. E la fuffa fa aumentare il caldo. Francesco
» postato da FrancescoFalconi alle 20:41 del 18-06-2009
34 «Non ho letto il libro, ma ho una buona ragione per non farlo. Se andate su gamberi fantasy, la troverete anche voi. Un semplice avviso
C'erano un paio di racconti belli, devo ammetterlo. Ma il resto mi ha scoraggiata.
Ok. Per esempio, io ho letto alcuni estratti del racconto della Rizzo e non mi è parso affatto male.
Mariateresa, quoto tutti e tre i tuoi messaggi perché, per quanto li legga e rilegga, non riesco proprio a raccapezzarmici.
»
io sì
:"> mi sembra il tipico commento del frequentatore di Cozze, che si lascia irretire dalle argomentazioni evanescenti di gente che non sa neppure la differenza fra recensione e dissezione anatomica di un testo con il preciso intento di irriderlo.
Io una recensione della Cozza devo ancora leggerla, quello che fa là non sono recensioni, come ha detto giustamente Jaeckyll & Hyde è un circo equestre. Puro cabaret, senza accorgersi che chi fa ridere non è chi è preso di mira, ahimé...
» postato da Marina alle 20:47 del 18-06-2009
35 «
Solo questa chiusura dimostra la neutralità del recensore, ha ragione.
Come al solito bravissima Cristina.
»
Grazie G.C. a te, e a tutti quelli che hanno letto la mia recensione. ^__^
Mariateresa Cermola (ovvero Meloth) perchè hai postato come ospite, visto che sei iscritta a questo forum?
Non mangiamo mica i bambini.
» postato da Kinzica alle 20:53 del 18-06-2009
36 Lo so che non mi mangiate...sono io che mangio voi, no?
Scherzi a parte, ritengo le argomentazioni di quel blog sufficienti per distogliermi dalla lettura di Sanctuary. Non illudetevi, io sono San Tommaso, non credo se non ci ficco il naso...ma gf ha mostrato delle argomentazioni che io ho ritenuto opportuno seguire. Del resto le recensioni servono a questo, no? A darci un parere dei libri e a farci decidere sull'acquisto.
» postato da meloth alle 21:50 del 18-06-2009
37 Certo, se fossero recensioni
Cmq io non mangio i bambini, come giustamente ha detto Cris, quindi avendo appena appurato la tua età non infierisco oltre... E' giusto che i ragazzini facciano le loro esperienze da soli.
Sono i lettori grandi che mi preoccupano... ![]()
» postato da Marina alle 22:01 del 18-06-2009
38 «Lato mio, felice di dialogare e discutere, come sempre. Ma con qualcuno che abbia letto l'antologia.
Altrimenti è solo fuffa.
E la fuffa fa aumentare il caldo.
Francesco»
Letta, o almeno sono a metà circa.
Spero di trovare anche nei racconti dell'ultima metà motivo di soddisfazione.
Francesco, il tuo mi ha lasciato con una smorfia.
SPOILER
Isaac si libera molto velocemente dell'Anobium, capisco che è un esperto massimo della punizione. Lasciami dire però che stride con i 300 anni che la povera Roxanne impiega. Mi lascia anche perplesso il fatto che il gesto di Roxanne è visto, secondo la legge dell'Anobium, come un gesto di generosità. L'atto compiuto dalla strega non è dettato forse dalla bramosia di nuove vittime per il giorno seguente?
FINE SPOILER
Chi si preoccupa delle spalle di Franz stia tranquillo
Digerisce bene i gamberi, meno bene i Giano bifronte.
![]()
» postato da G.C. alle 23:22 del 18-06-2009
39 Me lo sto leggendo a sbafo e devo dire che i primi racconti sono come l'Amerio e il Silvestroni... ![]()
» postato da Olorin alle 00:00 del 19-06-2009
40 SPOILER
«
Isaac si libera molto velocemente dell'Anobium, capisco che è un esperto massimo della punizione. Lasciami dire però che stride con i 300 anni che la povera Roxanne impiega.»
Semplicemente perché, come viene spiegato, Roxanne resta nella periferia di Sanctuary, in seguito alle vicissitudini "politiche" che si sono susseguite (anche questo pezzo, spiegato).
Come evidenzio all'inizio, la periferia è abitata da gente povera, che a stento riesce a campare. Ergo, ciò che riusciva a ottenere bastava solo per distendere poche rughe... non per annullare la maledizione
«
Mi lascia anche perplesso il fatto che il gesto di Roxanne è visto, secondo la legge dell'Anobium, come un gesto di generosità. L'atto compiuto dalla strega non è dettato forse dalla bramosia di nuove vittime per il giorno seguente?
»
Beh, neppure il modo con cui Roxanne si libera dall'Anobium, visto che non le viene regalato il borsello colmo di denaro per generosità, ma con una chiara minaccia.
Idem quindi nel finale, con i ruoli dei protagonisti ribaltati, dato che il racconto è stato concepito con trame "concentriche".
Nell'intermezzo viene espressamente dichiarato come sia impossibile sfuggire ad Anobium, tanto meno annullare la sua maledizione.
E così è stato, Roxanne non ci è riuscita per 300 anni. Anche se si fosse avvicinata all'Acropoli, di certo non avrebbe trovato spiriti caritatevoli.
Fino a quando, per puro caso, Roxanne comprende che anche Anobium può essere raggirato. E Isaac ha seguito le sue orme, tendendole una trappola.
Ogni legge di questo mondo, del resto, è concepita per essere raggirata
questa era la giusta interpretazione.
Grazie mille delle tue osservazioni.
Francesco
» postato da FrancescoFalconi alle 00:28 del 19-06-2009
41 «Me lo sto leggendo a sbafo e devo dire che i primi racconti sono come l'Amerio e il Silvestroni...
»
Ehm, non l'ho capita... O_o
Comunque sono a un racconto dalla fine. Domani posterò il mio lunghissimo commento al riguardo ^_^
» postato da Okamis alle 00:29 del 19-06-2009
42 Ho da poco concluso la lettura dell'ultimo brano di Sanctuary e quindi concludo il mio pensiero al riguardo cominciato nella sezione delle notizie. Mi premono tre argomenti in particolare, e per tale ragione procedo per punti. Chiedo anticipatamente scusa per la lunghezza del post. 1) Parto dalla recensione, come è giusto che sia. Al di fuori di un discorso di giudizio sull'opera in esame, l'ho trovata fatta molto male. Il difetto è molto semplice: non dice assolutamente niente della raccolta che non sia già espresso nella quarta di copertina. In questo senso, non svolge minimamente il ruolo che dovrebbe avere una recensione, ovvero esporre i pro e i contro di una determinata opera. E avendo letto in passato altre recensioni di Kinzica, decisamente migliori nei contenuti, spero che tale caduta rappresenti un'eccezione. 2) Voglio la testa del correttore di bozze o di chiunque si sia occupato della trascrizione dei brani! No, seriamente, fosse per me uno così lo licenzierei in tronco. L'opera è infatti infarcita di errori di battitura a non finire (non siamo ai livelli di Fanucci, ma poco ci manca). Tra questi, ce n'è uno che nasce palesemente da un'ignoranza di fondo del correttore. Signor correttore, la E accentata maiuscola si scrive È, non E'. E non mi dica che si tratta di una svista, perché l'errore è ripetuto a ogni occasione (solo a pagina 261, per chissà quale miracolo è presente una E accentata in maniera corretta). Ribadisco: uno così sarebbe da licenziare all'istante (scusate, ma quando vedo queste cose divento una iena). 3) E passiamo infine ai singoli racconti. Non sono solito dare voti, anzi nelle mie recensioni non li ho mai adottati, ma in questo caso, vista l'eterogeneità dei brani, credo possano risultare utili. E visto che siamo in periodo di pagelle, ne userò una da 1 a 10. Faccio una precisazione preliminare: buona parte degli autori hanno violato le regole date a suo tempo da Luca. Nei miei giudizi sorvolerò su tale aspetto, soffermandomi invece sui testi per come si presentano. ATTENZIONE: RISCHIO SPOILER! L'inizio di ogni fine/La fine di ogni inizio di Luca Azzolini Ripeto quanto ho già avuto modo di scrivere riguardo a un racconto di Luca (concetto espresso anche da Lab in merito al romanzo d'esordio di Luca): la scrittura è fluida e pulita, ma incapace di emozionarmi. In una parola: scolastica. Ciononostante, tale stile ha il pregio della facilità di lettura, il che è senz'altro un lato positivo. I due brani riescono inoltre a mettere ordine dove serve, soprattutto considerando che alla fine il compito di Luca era anche quello più arduo. VOTO: 6,5 La casa dei millepiedi di Pierdomenico Baccalario Nonostante l'idea di fondo non sia originalissima (Big Brother docet), il brano mi piaciuto, e parecchio. Leggero calo nel finale, un po' prevedibile oltre che leggermente forzato nella sua connotazione Fantasy; tuttavia si tratta di un signor racconto a mio avviso, merito soprattutto dello stile, capace di tenermi incollato dall'inizio alla fine senza pausa. VOTO: 8 La fabbrica delle leghe perfette di Solomon Troy Cassini Se Baccalario ha scritto uno dei migliori racconti di Sanctuary, Cassini ha scritto uno dei peggiori. Pieno di infodump, banale all'inverosimile e soprattutto con il finale più prevedibile della storia (fate conto che ci sono due personaggi, di cui uno, ci viene detto apertamente quasi all'inizio, è destinato a morire; secondo voi chi lo ucciderà?). Un brano davvero poco ispirato. VOTO: 4 Le colpe dei padri di Franco Clun Qua il giudizio è più complesso. Il brano è scritto bene, con mestiere; tuttavia il racconto è un po' bruttino. L'idea di parlare di campi di concentramento in salsa Fantasy ha due problemi: visto il tema della persecuzione che rappresenta uno dei piloni su cui si regge Sanctuary, l'idea risulta subito banale; ma il problema maggiore risiede nell'eredità con cui un racconto di questo tipo deve fare i conti. Perché i testi di Levi, Frank, Wiesel, Uhlman, Silone ecc. sulla tragedia nazi-fascista sono opere eccezionali? Non solo per la testimonianza che rappresentano, ma anche perché, da un punto di vista letterario, rappresentavano una novità tematica. Descrivevano, insomma, una realtà sconosciuta ai più e, come tale, capace di appassionare il lettore. Limitarsi a proporre la descrizione di un campo di concentramento, sostituendo ebrei, zingari e omosessuali con elfi, nani e angeli vuol dire non essersi nemmeno sforzati di creare un testo un minimo originale (tra l'altro, l'idea che sta alla base del protagonista è presa di peso da Fahrenheit 451). Infine, l'assenza di una vera e propria storia da affiancare a tale racconto-descrizione ne abbassa ulteriormente il livello d'interesse, salvandone solo il lato stilistico. VOTO: 6,5 Le storie che nascono in questa città di Francesco Dimitri Sarò sincero: il brano di Dimitri è quello verso cui sin dall'inizio avevo le maggiori aspettative... e paure; sentimenti leciti dopo la bellissima esperienza avuta con Pan. E devo dire di non essere stato deluso. Pur senza perdersi in una di quelle storie capaci di cambiare la vita di chi le legge, Dimitri ha saputo costruire un gran bel giocattolone (nel senso buono del termine). Il ritmo è veloce ma non frenetico, lo stile misurato ma non banale, la storia semplice ma appassionante. In poche parole: un Dimitri in gran forma, che pur senza abbandonarsi a chissà quali fantasie sfrenate, riesce a dar vita a uno dei brani migliori di Sanctuary (quello che forse rende meglio l'idea di città multiforme). L'ho già detto altre volte ma lo ripeto: questo ragazzo meriterebbe maggiore attenzione di quanta ne riceva, e non solo quando si parla di Fantasy. VOTO: 8,5 Anobium di Francesco Falconi (IL COMMENTO A QUESTO RACCONTO E' STATO MODIFICATO IN SEGUITO ALLA SPIEGAZIONE DELL'AUTORE A PAGINA 5 DEL TOPIC) La maledizione Anobium ha fregato pure me. A una prima lettura avevo inteso una presunta forzatura del finale in maniera errata, tanto che il brano non mi aveva convinto del tutto. Poi l'autore mi ha fatto notare il mio errore d'interpretazione e la sensazione post lettura è decisamente migliorata (certo che lasciare però una sola frase d'indizio in un racconto di più di venti pagine è veramente malvagio ^_^). Piccolo neo del brano è la parte centrale, dove i "cattivi" (non che la protagonista sia uno stinco di santo ^_^) spiegano per filo e per segno come liberarsi dalla maledizione. Questa rimane a mio avviso una forzatura alla trama. Alla fine della fiera, Anobium si rivela comunque un racconto divertente grazie al buon uso della prima persona (la protagonista mi è stata simpatica sin dall'inizio) e dalla costruzione che, con qualche piccola correzione qua e là, potrebbe dar vita a un ottimo brano. VOTO: 7 Mirror Blues di Fabrizio Furchì Ne parlavo pochi giorni fa con la mia ragazza e, sorprendentemente, abbiamo definito il racconto con il medesimo termine: sceneggiatura. Si tratta infatti di un brano che soffre tantissimo dello spazio ridotto entro cui è stato incastrato, finendo per presentare un gran numero di situazione alle quali è però dedicato pochissimo spazio, tanto che alcune sfociano quasi nel ridicolo (come il rapidissimo scontro con i Pelle-Rana). Stilisticamente ha un'impronta molto marcata (e che mi è piaciuta alquanto), ma sotto altri aspetti non brilla per originalità, come la trama, la quale si muove sull'ormai trito e ritrito tema del musicista che ha venduto l'anima al diavolo per poter vivere in eterno (in questo caso, poi, ci troviamo in una versione Fantasy della New Orleans post allagamento). A essere sincero, dopo aver letto i brani di altri partecipanti a Sanctuary (circa una ventina) sono un po' sorpreso da tale vittoria. Ho letto brani decisamente migliori. VOTO: 6 Il ditirambo di Samarat di Michele Giannone Parto da un consiglio: Michele, leggiti assolutamente la Evil Overlord List di Peter Anspach, perché, mi spiace dirlo, hai creato dei personaggi che più cretini non potrebbero essere. Insomma, un super demone ultra cazzuto sta per risvegliarsi e tu chi gli mandi contro? Un solo uomo armato di coltelli? Ma uno così merita solo la sconfitta! Senza contare che gli altri personaggi sono quanto di più stereotipato si possa chiedere: prima l'hacker genio dell'informatica, poi la ex che si è fatta fregare dalla solita setta di sciroppati e infine pure il poliziotto a due passi dalla pensione. Originalità a palate, eh? Senza contare che nel finale ti sei scordato di dirci cosa accade all'hacker e alla sua ex, facendolo a malapena intuire. Spiacente, ma la delusione è cocente. VOTO: 5 Angeli e uomini di Cecilia Randall Dopo una serie di brani mediocri, la media torna ad alzarsi. Un po' come nel racconto di Dimitri, ci troviamo di fronte a un racconto tutto azione e poca riflessione (e in questo caso non lo trovo un aspetto negativo, sia chiaro). Forse, rispetto all'autore di Pan manca un po' il tocco del maestro, il quid capace di distinguere un buon racconto da un ottimo racconto. Il problema verte soprattutto in due punti. Il primo è lo stile, il quale non mi ha particolarmente colpito, soprattutto per l'assenza di una vera e propria descrizione durante lo scontro finale, eccessivamente raccontato e poco mostrato per i miei gusti; il che è un vero peccato, visto che il ritmo era veramente ottimo. Il secondo è invece il finale. Premesso che non mi è dispiaciuto, l'ho trovato tuttavia un po' forzato. Possibile che non sia presente nemmeno una telecamera nel palazzo? Insomma, la vedo un po' dura che la protagonista possa davvero farla franca con tanta facilità. Angeli e uomini resta comunque una piacevole lettura. VOTO: 7 I passi della sera di Fabiana Redivo Sembrava difficile, ma la Redivo ci è riuscita: scrivere un racconto peggiore di quello di Cassini. I difetti sono numerosi: la punteggiatura sbarazzina (basta con questa moda di mettere tre punti esclamativi a fine frase; uno basta e avanza!), l'assenza di linee divisorie tra le diverse scene (ma perché scrivere trenta pagine sotto forma di unico paragrafo?), i POV (Point Of View, punto di vista) che cambia così, quando garba all'autrice, la storia a dir poco ridicola (forse l'autrice voleva creare un brano simil demenziale, ma per quanto mi riguarda non ho riso nemmeno una volta; sembra di guardare una puntata di Scoobie Doo, ma priva di senso), l'orgia di personaggi (vampiri, uomini lupo, streghe, troll, elfi oscuri e chi più ne ha più ne metta) tutti profondi come una pozzanghera... Insomma, un brano a dir poco dilettantesco. E dire che Altieri la definisce una "eccellente autrice". Ma eccellente dove? VOTO: 3 Foresta perduta di Egle Rizzo Se siete degli amanti di Twilight allora il racconto potrebbe piacervi, visto che sembra quasi un riassunto del romanzo della Meyer con poche modifiche qua e là. Abbiamo infatti una "ragazza di 37 anni" (parole dell'autrice) che s'innamora del suo psicanalista, quintessenza del bel tenebroso e che ovviamente nasconde un segreto. No, non è un vampiro, ma ha comunque i superpoteri. Aggiungete il fatto che il racconto è infarcito di D eufoniche (editor, se ci sei batti un colpo) e il quadro è completo. Ah, quasi dimenticavo l'assurdità della scena del tentato stupro, priva di qualsiasi logica. VOTO: 4,5 Redenzione (Serra Madre) di Antonia Romagnoli Il brano della Romagnoli è quello che mi ha annoiato maggiormente. La prima metà è tutta raccontata, oltre che incapace di emozionarmi minimamente. Quando arriva finalmente un po' di azione la situazione però non migliora. La storia infatti non si regge nemmeno a sforzarsi. Perché il protagonista viene scelto? Perché la moglie, prima tanto attenta nei suoi confronti, lo lascia uscire di casa senza battere ciglio nonostante la cecità che lo affligge? Tante belle domande, ma nessuna risposta. VOTO: 4 Saint Vicious di Luca Terenzi Dopo questa lunga serie di racconti mediocri, l'arrivo di Terenzi è una boccata d'aria fresca. Assieme a quello di Dimitri, il suo è infatti il brano migliore dell'intera antologia. L'idea di base è tanto assurda da risultare accattivante: cosa succederebbe se un angelo chiamato in terra per combattere il Male decidesse invece di dedicarsi alla musica Punk? Il brano è scritto ottimamente, e i due protagonisti sono i personaggi meglio caratterizzati di Sanctuary (e questo nonostante il racconto sia uno dei più brevi). Unica nota dolente e che non mi porta a dargli il massimo dei voti è la parte centrale, un po' troppo "infodumpata". Ma per il resto, ragazzi che racconto... VOTO: 8,5 MEDIA DEI VOTI: 6 CONCLUSIONE: La media parla chiaro, almeno per me. Sanctuary è una mezza delusione. Alla fine soltanto 5 brani su 13 possono davvero considerarsi buoni. Tutti gli altri si muovono tra la sufficienza e il disastro più completo. Non ho poi molto apprezzato l'idea di presentare i racconti in ordine alfabetico per autore. Una struttura come quella di Sanctuary, a mio avviso, avrebbe giovato di un ordine più orientato alle tematiche se non alla creazione di un fittizio ordine degli eventi. Resta il piacere di sapere che il ricavato andrà in beneficenza (a proposito, a chi?), ben magra consolazione a mio avviso.
» postato da Okamis alle 10:49 del 19-06-2009
43 Faccio presente al signor espertone, qui, che l'uso dell'apostrofo al posto dell'accento sulle maiuscole è perfettamente lecito, anche se ormai abbastanza in disuso, ed è in genere soggetto alle norme editoriali dell'editore. S*
» postato da S* alle 12:44 del 19-06-2009
44 Silvio, non mi presento come espertone. Ma se leggi bene ho scritto che all'interno della raccolta si passa, anche all'interno del medesimo racconto, dalla E' alla È. Anche questo è corretto? E comunque non ho mai letto in nessuna guida al corretto scrivere, neppure in quella pubblicata da Franco Forte pubblicata proprio dalla Delos, che l'uso della E maiuscola apostrofata sia corretta. Lo stesso Forte definisce, in maniera corretta, l'apostrofo come "una virgola alta che consente di troncare parole in coincidenza di vocali, qualora non vi sia un troncamento della parola stessa". Non mi pare proprio che sia il caso delle parole accentate.
» postato da Okamis alle 13:38 del 19-06-2009
45 Okamis, la storia dei cliché, mi spiace dirlo perché so che ti incazzi ma è purtroppo vero, è una gamberettata. Ci sono fior di racconti e romanzi che si basano su cliché. Il cliché in se stesso non è un male di per sé dipende dall'uso. Stesso dicasi dell'originalità delle trame. Quanto al paragone fra un romanzo di Levi e il racconto di Franz, si tratta di paragone che non ha senso: -anzitutto perché Levi l'orrore del concentramento l'ha vissuto sulla sua pelle, e quindi è chiaro che chiunque non abbia fatto altrettanto avrà sempre una marcia in meno. Ma se dovessimo scrivere solo di ciò che abbiam sperimentato, addio genere Fantastico; e in ogni caso non capisco perché se un autore non raggiunge le bianche vette, allora è tutta nera spazzatura, con buona pace dell'infinita gamma di grigi. -in secondo luogo perché - in quanto aspirante scrittore - doveresti sapere che racchiudere compiutezza di trama, ambientazione e personaggi in poche pagine è immensamente più difficile che farlo in 400 di un romanzo Detto questo, sarebbe interessante che chi ha partecipato alla selezione postasse il proprio racconto, nel fourm di FM o in un suo spazio dove poter andare a leggerlo, in modo da capire meglio il suo punto di vista su come andrebbe scritto un racconto, al di là delle spiegazioni teoriche.
» postato da Marina alle 13:41 del 19-06-2009
46 «Certo, se fossero recensioni
Cmq io non mangio i bambini, come giustamente ha detto Cris, quindi avendo appena appurato la tua età non infierisco oltre... E' giusto che i ragazzini facciano le loro esperienze da soli.
Sono i lettori grandi che mi preoccupano...
»
Ma sai, ci sono diversi modi di intendere i lettori grandi...non solo guardando all'età, e 18 anni segnano l'ingresso nell'età adulta, ma guardando anche alla mente. ![]()
» postato da meloth alle 13:53 del 19-06-2009
47 «
Ma sai, ci sono diversi modi di intendere i lettori grandi...non solo guardando all'età, e 18 anni segnano l'ingresso nell'età adulta, ma guardando anche alla mente.
»
infatti mi riferisco ai lettori grandi che sembrano voler cadere acerbi ![]()
» postato da Marina alle 13:56 del 19-06-2009
48 Il racconto di franz a me è piaciuto, non per gli ovvi legami.
Mi ha reso partecipe dell'idea generatrice e posso dire a Okamis o chi per esso... che non gli è mai passata per la mente l'idea di imitare o scimmiottare Levi.
Se i diversi sono perseguitati e se il seme generatrice è quello umano, viene naturale pensare che si possa ripetere il medesimo errore.
L'ambientazione è frutto di questo pensiero.
Che la storia non brilli di originalità è vero ma che tu non abbia percepito la capacità di trasmettere l'oppressione e la pacata rassegnazione, quasi unica ancora di salvezza, mi sorprende
.
La bellezza del racconto sta li.
Possiamo parlare se il finale non va, parte più sofferente forse. Ma dare lo stesso giudizio, in voto, di Furchì la dice lunga sulla tua capacità di giudizio.
Meglio sarebbe stato esprimere un tuo giudizio in forma generale che stilare una classifica, anche se lascia il tempo che trova.
Non voglio generare polemica e come il tuo questo è un mio personale pensiero, non una difesa di Franco, che sa benissimo difendersi senza il mio intervento
Edit, corretto il cognome di Furchì, sorry per l'errore space ![]()
» postato da G.C. alle 14:03 del 19-06-2009
49 «
-in secondo luogo perché - in q uanto aspirante scrittore - doveresti sapere che racchiudere compiutezzaq di trama, amnbientazione e personaggi in poche pagine è immensamente più difficile che farlo in 400 di un romanzo»
Difatti, non è ciò che io chiedo a un racconto. Non è un libro zippato. E' un'altra cosa.
«Detto questo, sarebbe interessante che chi ha partecipato alla selezione postasse il proprio racconto, nel fourm di FM o in un suo spazio dove poter andare a leggerlo, in modo da capire meglio il suo punto di vista su come andrebbe scritto un racconto, al di là delle spiegazioni teoriche.»
Questa non l'ho capita. Se non scrivo meglio, non posso esprimere un parere sull'opera di uno scrittore professionista? E la legge di mercato, dove finirebbe? E poi uno che legge molto e bene... raro avviene, vabbé. ![]()
» postato da Olorin alle 14:12 del 19-06-2009
50 Attenzione, forse sono stato frainteso: la ragione per cui il racconto di Clun non mi ha fatto impazzire (ma non l'ho nemmeno bocciato, visto che ne ho lodato lo stile) è che ha scelto un campo molto difficile: quando crei un brano attorno a un "cliché", per usare parole tue (ma io parlerei di topos) o crei un'opera geniale, capace di ribaltare il topos stesso, oppure il risultato saprà di già visto. Il problema di questo brano (ma anche di quelli di Rizzo e Giannone) sta proprio qui: non propongono nulla che non abbia già visto e/o letto. E' la stessa identica ragione per cui non amo romanzi come Eragon e il ciclo di Shannara. Se io leggo un libro o un racconto, mi aspetto vera originalità, non l'ennesimo clone. Non mi pare di dire nulla di strano
Altra cosa: parli di grigi. Giustissimo, e infatti mi pare che nel mio commento i grigi ci siano. Infatti su tredici racconti quattro li promuovo (quelli con voti dal 7 in su) 4 dico che sono così così, grigi appunto (quelli con 6 o 6,5) e cinque li boccio. Praticamente il rapporto è sempre 1 a 3
Sui racconti di chi ha partecipato, infine, il mio è disponibile sin da quando fu nominato il vincitore e già allora ammisi nel relativo articolo tutti i difetti di cui soffriva, come ho sempre detto di aver letto brani migliori del mio tra quelli degli altri partecipanti. So benissimo che scrivere un racconto in 40k battute è difficile, ma non è una scusante a mio modo di vedere. Capirei se avessi bocciato l'intera raccolta; invece do ben 3 voti dall'otto in su, segno che quegli scrittori sono riusciti perfettamente a rendere storie, anche complesso, in un numero ridotto di caratteri.
» postato da Okamis alle 14:13 del 19-06-2009
51 @ GC: Scusa, ho letto il tuo messaggio solo dopo aver postato il mio
Specifico due punti.
A me, l'ho sempre detto, i voti non piacciono. Questa volta li ho messi solo per avere un'idea di massima. Questo significa che due racconti con lo stesso identico punteggio non hanno necessariamente la stessa identica qualità. Tra i racconti di Furchì, Clun e Falcone, quello di Franz è quello che mi è piaciuto di più, in quanto quello più omogeneo nella sua struttura (difetto IMHO di quello di Falcone) e che fa meno a pugni con lo spazio ridotto (difetto invece di quello di Furchì, sempre IMHO). I temi che tu accenni li ho notati benissimo, ma nei miei brevi commenti mi sono limitato ad accennare a quelli che secondo me sono i maggiori pregi e i maggiori difetti. Giustamente tu accenni al finale di Franz. E infatti, quando scrivo che il suo brano manca di una vera e propria storia, mi riferisco proprio a quel passaggio.
Poi, come è giusto che sia, ognuno privilegia un aspetto piuttosto che un altro. C'è ci predilige guardare lo stile di un brano e chi invece alla trama o alla costruzione dei personaggi ecc. Quella proposta è la mia personalissima visione, lungi dal voler essere verità assoluta. Ho semplicemente voluto, nella maniera più chiara (leggasi lunga XD) possibile definire le mie opinioni sui singoli racconti, piuttosto che dare un giudizio generico sull'intera raccolta.
EDIT: stavo dimenticando il secondo punto ^_^
Quando ho citato Levi & Company, l'ho fatto solo per specificare meglio il mio pensiero riguardo a come, IMHO, si dovrebbe lavorare quando si "gioca" con fenomeni già ampiamenti trattati. Non intendevo ASSOLUTAMENTE fare un paragone con tali opere, visto che, come ho specificato, nascono da esperienze e volontà completamente diverse da quelle di Franz.
Un'ultima cosa: considerate che io sono sempre piuttosto ristretto con i voti (pure al Mieville di Perdido Street Station, uno dei miei romanzi preferiti, su IBS ho dato 4/5), quindi un 6 non significa che il racconto in questione raggiunga appena la sufficenza. Quei voti, mi servivano semplicemente per distinguere al meglio quelli che ho preferito e quelli che mi sono piaciuti meno.
» postato da Okamis alle 14:21 del 19-06-2009
52 ««
-in secondo luogo perché - in q uanto aspirante scrittore - doveresti sapere che racchiudere compiutezzaq di trama, amnbientazione e personaggi in poche pagine è immensamente più difficile che farlo in 400 di un romanzo»
Difatti, non è ciò che io chiedo a un racconto. Non è un libro zippato. E' un'altra cosa.
»
e quindi? non ho capito cosa aggiunge il tuo commento al discorso. Elabora pls.
«
«Detto questo, sarebbe interessante che chi ha partecipato alla selezione postasse il proprio racconto, nel fourm di FM o in un suo spazio dove poter andare a leggerlo, in modo da capire meglio il suo punto di vista su come andrebbe scritto un racconto, al di là delle spiegazioni teoriche.»
Questa non l'ho capita. Se non scrivo meglio, non posso esprimere un parere sull'opera di uno scrittore professionista? E la legge di mercato, dove finirebbe? E poi uno che legge molto e bene... raro avviene, vabbé.
»
ho forse detto che è vietato? Ho detto solo che fra la teoria e la pratica c'è un abisso e chi scrive è in grado di dimostrare coi fatti la sua teoria. Tu scirvi Olorin? Se sì, postaci un link, se no, perché ti senti coinvolto dal discorso?
» postato da Marina alle 14:31 del 19-06-2009
53 «Attenzione, forse sono stato frainteso: la ragione per cui il racconto di Clun non mi ha fatto impazzire (ma non l'ho nemmeno bocciato, visto che ne ho lodato lo stile) è che ha scelto un campo molto difficile: quando crei un brano attorno a un "cliché", per usare parole tue (ma io parlerei di topos) o crei un'opera geniale, capace di ribaltare il topos stesso, oppure il risultato saprà di già visto.»
opinabile: può essere già vista la trama e i personaggi ma può distinguersi lo stesso facendo leva sul contenuto emozionale
E cmq, se dobbiamo dare retta a Camnpbell, tutto il fantastico non fa che raccontare la stessa storia, duqnue questa ricerca forsennata allì'originalità a me par questioen di lana caprina
«
Altra cosa: parli di grigi. Giustissimo, e infatti mi pare che nel mio commento i grigi ci siano. Infatti su tredici racconti quattro li promuovo (quelli con voti dal 7 in su) 4 dico che sono così così, grigi appunto (quelli con 6 o 6,5) e cinque li boccio. Praticamente il rapporto è sempre 1 a 3
»
ma io mi riferivo al racocnto singolo, non ai grigi dell'antologia. Tu hai detto che il racconto di Franz saprisce confornto a Levi. Se questo è un... grigio, tanto per parafrasare
«
Sui racconti di chi ha partecipato, infine, il mio è disponibile sin da quando fu nominato il vincitore »
ok, lo legegrò dopo l'antologia, ma se metyti il link magari vorranno farlo anche altri
« So benissimo che scrivere un racconto in 40k battute è difficile, ma non è una scusante a mio modo di vedere.»
non ho detto che è una scusante epr scrivere roba brutta infatti, ho detto solo che non ahs enso fare apragoni romanzo-racconto. Fai paragoni racconto-racconto, piuttosto
» postato da Marina alle 14:38 del 19-06-2009
54 Con la prima volevo dire che ci sono autori in grado di scrivere libri belli, ma che messi a lavorare a un racconto fanno pena e viceversa.
E' come paragonare il calcio a 11 col calcetto a 5: se guardi i singoli elementi dei due sport - palla, porta, giochi coi piedi, devi fare gol - a parte che uno lo giochi in grande e l'altro in piccolo, ti chiedi dove stia la differenza. Quando giochi la comprendi.
Co la seconda... esatto: io non scrivo, per cui mi sento coinvolto - vorrei metterla giù alla latina 'cogito ergo sum' ma farei una figuraccia.
Luigi Amerio e Paolo Silvestroni sono gli autori fantrasy per eccellenza: il primo ha scritto Analisi I e il secondo Fondamenti di chimica generale!
Cioè, due palle di libri, da cui c'è però molto da imparare.
» postato da Olorin alle 14:44 del 19-06-2009
55 Per chi ha voglia di leggere uno di quelli che non ce l'hanno fatta: http://sites.google.com/site/mondimmaginari/Home ecco il mio contributo che non arrivò alle rotative. Sospetto che l'eroe eccessivamente azzoppato dal suo stesso dono possa essere stato il motivo principale del rifiuto (per me doveva essere un punto di originalità del racconto). O forse semplicemente è brutto? Chi ha voglia di leggere e sfogarsi nei commenti si accomodi. Sono curioso di leggere eventuali critiche costruttive (anche se questi giorni tira aria molto pesante...).
» postato da Rakanius alle 15:08 del 19-06-2009
56 « http://sites.google.com/site/mondimmaginari/Home » URL salvato... ti farò sapere che ne penso!
» postato da Yenvel alle 15:19 del 19-06-2009
57 @ Marina:
Credo di aver capito dove sta il fraintendimento. Parto con il ripetere il concetto: io non ho confrontato Levi (che poi non è l'unico che ho citato) con il racconto di Franz. So benissimo che è impossibile confrontare un racconto con un romanzo. Infatti io parlavo di tematiche (che è un discorso che esula dalla questione "lunghezza"
.
Non a caso, nel tuo ultimo commento parli di "contenuto emozionale". Esatto! E' proprio quell'aspetto lì che non mi ha colpito particolarmente del brano, il che, per quella che è la mia sensibilità letteraria, è causato dal fatto che nella seconda metà (e in particolare nel finale) l'attenzione si sposta dal protagonista a una figura rimasta fino a quel momento in secondo piano. Per dirla in altre parole, io mi stavo affezionando a un personaggio, ma nelle ultime battute mi ritrovo improvvisamente a dover fare il tifo per un altro. Personalmente, questo passaggio mi ha lasciato un attimo perplesso. Non si tratta, e lo ripeto ancora una volta, di una questione di lunghezza o di confronto con gli autori del passato, quanto di mancanza d'immedesimazione, e quindi di emozione. In tutti gli altri autori citati, invece, l'immedesimazione era precisa, ecco perché, pur trattando un aspetto comune (sebbene con sfumature diverse) quelle opere mi avevano emozionato di più. Ma il tutto non si riduce a una questione di "numero di caratteri disponibili".
Sulla questione dei grigi, ripeto quanto già scritto sopra: non ho mai confrontato Levi con Franz, visto che il mio discorso andava a toccare la tematica e il diverso impatto che questa può avere a seconda del periodo.
PS: il link comunque è questo: http://infinitisentieri.com/opere/racconti/Identit%e0.pdf Dalla pagina dei racconti è anche possibile raggiungere l'articolo per commentare il racconto in questione.
» postato da Okamis alle 15:29 del 19-06-2009
58 «Questa non l'ho capita. Se non scrivo meglio, non posso esprimere un parere sull'opera di uno scrittore professionista? E la legge di mercato, dove finirebbe? E poi uno che legge molto e bene... raro avviene, vabbé.
»
Ecco, Olorin, approfitto di questo tuo intervento per chiarire come la penso in merito, perché secondo me sarebbe ora di smetterla di confondere le carte. Pare che il lettore possa tutto, invece ha poteri limitati a quanto può dimostrare.
Non saltare a conclusioni affrettate. Ora spiego.
Sono d'accordo con te. Per traslare l'esempio, grandi pianisti concertisti avevano come maestri uomini che non potevano rivaleggiare quanto a tecnica (altrimenti sarebbero stati loro stessi pianisti concertisti e non maestri).
Ma, c'è un ma, se si comincia ad approfondire la questione tecnica in modo puntiglioso, spesso pedante (parlo in generale, senza riferirmi a nessuno), allora è necessario che si abbiano un po' di credenziali (ad esempio critiche). Per riprendere l'esempio, non è che quei maestri fossero gli ultimi arrivati: avevano una storia alle spalle e delle capacità riconosciute.
Per restare sul pratico, cioè?
Semplice.
Cioè fin che si segnalano ripetizioni, errori ortografici, ma anche spingendosi un po' più in là, cambi di punto di vista non giustificati e poco chiari (sono soltanto esempi), allora qualsiasi lettore ha le carte in regola (a patto che dimostri analiticamente i suddetti errori: facile coi primi, meno facile con il secondo).
Quando, invece, si comincia a scendere sul piano dello stile, il lecito "mi piace, non mi piace" può scadere nel cattedratico "non si può scrivere così", elencando poi tutta una serie di motivazioni dalla pretesa oggettiva, che, invece, di oggettività non hanno nulla.
Non bisognerebbe mai sindacare alcune scelte dell'autore, soggettive, chiamando in gioco chissà quale oggettività letteraria, a meno che non si avessero *reali* competenze critiche.
Alla luce del mio ragionamento - che si può condividere o meno - è piuttosto ovvio che analisi come quelle di Gamberetta lasciano il tempo che trovano, perché troppo spesso sconfinano in una mera presa per il culo dell'autore che nulla ha a che fare con la reale critica letteraria (per la quale non si può essere pronti a 19 anni, a meno di non essere "bambini prodigio": la critica letteraria implica lunghi studi, cosa ben diversa dagli approfondimenti).
Ciò detto, il lettore ha il sacrosanto diritto di dire che il racconto non gli è piaciuto, anche che gli ha fatto schifo, se proprio ci tiene (dipende sempre dal livello di educazione del singolo individuo).
Il limite, in sintesi, è quello di non credersi o spacciarsi per universali.
Poi, a ognuno i propri limiti: c'è chi li riconosce, e semplicemente cade in errore, e c'è chi non si pone nemmeno il dubbio di poter sbagliare, e persevera diabolicamente.
» postato da Negróre alle 16:26 del 19-06-2009
59 «Con la prima volevo dire che ci sono autori in grado di scrivere libri belli, ma che messi a lavorare a un racconto fanno pena e viceversa.» ah beh, su questo credo non ci piova per nessuno « Co la seconda... esatto: io non scrivo, per cui mi sento coinvolto - vorrei metterla giù alla latina 'cogito ergo sum' ma farei una figuraccia. » nop Olorin, decisamente non comprendiamo: non reisco a capire il senso nemmeno di questa tua frase. Sarà l'alzheimer che mi bussa alla porta, chettedevodì
» postato da Marina alle 18:01 del 19-06-2009
60 Okamis, rimando il tutto a quando avrò letto perché stai scendendo in particolari e lì non posso seguirti, ovviamente Quotone invece per Negrore. Io di solito uso un'altra metafora, quella della cucina. Il lettore è come uno che gusta un piatto. Più piatti gusta maggiori sono le differenze che può sentire. Ad esempio, se hamangiato molte paste frolle, si accorgerà della differenza fra quella industriale e quella fatta a mano, di quella fatta con uova di giornata e quella no etc etc. Se poi si legge anche qualche libro di cucina, potrà scoprire, che so, che il burro per la frolla sciolto a temperatura ambiente dà un'altra consistenza al gusto della pasta (nota bene: al mero gusto) rispetto a quello sciolto a bagnomaria e via dicendo. Infine, potrà dire al cuoco della frolla A che ci vuole più zucchero e meno burro per fare una pasta migliore, per il suo gusto. Giammai però, se non ha mai tirato una frolla in vita sua, sarà in grado di dire con cognizione di causa, al cuoco Tizio: vieni che ti spiego come si fa, devi mettere assieme farina e zucchero prima delle uova, altrimenti ti fa i grumi, l'ho visto in un libro di cucina e ho anche visto il cuoco Caio che lo faceva. Potrebbe rvolgersi al cuoco Tizio con cognizione di causa solo se è in grado di dire: tieni assaggia la mia, di frolla, ecco cosa intendo. Perché a quel punto avrà sperimentato cosa significa davvero, letteralmente "mettere le mani in pasta". E saprà che se il libro di ricette gli dice di tirare una pasta senza grumi, ottenere quel risultato costa una fatica notevole in termini di olio di gomito e di tanti altri accorgimenti. Una pasta senza grumi, in astratto, è solo una bella foto con didascalia su un libro illustrato; in concreto, è una rottura di zebedei invereconda, dove bisogna stare attenti a come mescoli gli ingredienti nella fontana: ci vuole una sequenza, ci vuole forza, ci vuole resistenza, ci vuole qualche trucchetto imparato con l'esprienza. E non da ultimo, amore per quel che si sta facendo. Tutte cose che la foto e la didascalia non ti mostrano. Per questo, all'atto pratico, restano solo un termine di paragone tutto chiacchiere e distintivo
» postato da Marina alle 18:19 del 19-06-2009
61 Carina la metafora culinaria (mi ha pure fatto venire voglia di torte ^_^). A mio avviso però c'è un altro particolare da tenere in conto. Vado in pasticceria, dove mi vengono proposte due torte. Ora, io è già tanto se so fare un uovo al tegamino, quindi di certo non posso dire COME realizzare una buona torta. Tuttavia, almeno da consumatore posso dire quale delle due torte mi piacerà di più, se quella alla crema o quella al cioccolato (diamine che fame mi sta venendo...) Qui il discorso è simile: leggo dei testi e stabilisco quelli che a parer mio sono i più meritevoli, stabilendo ciò in base a gusti personalissimi (nel mio caso, assenza di infodump troppo marcati, solidità nella trama, caratterizzazione dei personaggi ecc.). L'importante, quando si esprimono giudizi di questo tipo, è seguire una linea teorica precisa, cosa che mi sembra di aver fatto in quel lungo messaggio iniziale. Poi, giustamente, qualcuno mi potrà dire "ma guarda, a me le parti raccontate piacciono più di quelle mostrate". Legittimo e doveroso ^_^
» postato da Okamis alle 18:35 del 19-06-2009
62 « qua assistiamo a un brano che comincia alla grande, ma che crolla inesorabilmente in un finale bislacco e sconclusionato. » Su cui c'è poco da discutere, visto che non si dettaglia. E' come dire: bello! brutto! « A peggiorare la situazione ci sono alcune pesanti forzature nella trama (come la storia del borsello; non mi riferisco a quanto scritto da G.C., quanto al ragione per cui viene lasciato tra le mani della protagonista). » pag 120, ultime righe, rileggi con attenzione. Non le viene lasciato tra le mani assolutamente. « Volendo fare le pulci, sulla prima parte si potrebbe notare anche un certo legame con "Il castello errante di Howl" di Miyazaki, ma la cosa ci può stare e non posso nemmeno dire se sia volontaria o meno. » ammetto la mia ignoranza, mai letto. Ma ho visto l'animazione e non colgo la similitudine. O forse mi sfugge. ciao, Francesco Falconi (ps: non Falcone, tanto per rimanere sul tema refusi. Nessuna parentela con il giudice, che ha tutto il mio rispetto).
» postato da FrancescoFalconi alle 22:13 del 19-06-2009
63 ««
qua assistiamo a un brano che comincia alla grande, ma che crolla inesorabilmente in un finale bislacco e sconclusionato.
»
Su cui c'è poco da discutere, visto che non si dettaglia. E' come dire: bello! brutto!»
Amplio il pensiero. Scrivo in bianco trattandosi di una sorta di spoilerone
L'inizio è accattivante. Si capisce subito che la vecchina nasconde un segreto, ma il legame con l'obolo non viene fatto intuire subito. Attiri insomma il lettore nella tua tela con abilità, e infatti sulla prima parte non ho nulla da dire, anzi. Sorvolando sulla questione del borsello (di cui parlo dopo) arriviamo al flashback. Tolto l'attimo di smarrimento iniziale per inquadrare la scena (soprattutto per via del passaggio dalla prima alla terza persona, che comunque ho trovato congeniale alla scena), pure qua fila quasi tutto liscio. Il dialogo tra i due protagonisti funziona infatti molto bene, tanto che ben si coglie la strafottenza della donna al massimo del suo potere (ben diversa dalla finta umiltà della sua versione anziana). Però, giunti alla fine della scena, abbiamo un problemino a mio avviso: la maledizione Anobium può essere aggirata, e quelli della loggia cosa fanno? Spiegano per filo e per segno alla protagonista come liberarsi dalla maledizione.
A mio avviso questa è la seconda forzatura, più grave della prima.
Torniamo al presente. Sul massacro alla discoteca nulla da dire. Passo direttamente a quando "Roxanne" esce dal locale. Qui ritroviamo Isaac. Ora, vada per la spiegazione sul suo secondo fine dato alla demone (anche se, vista l'assenza di tale tema nella parte centrale del brano, mi pare un po' forzata la cosa), ma come mai Isaac è stato maledetto da Anobium? Questo non viene minimamente accennato. Insomma, leggendo il brano mi sono fatto la seguente idea: tu avevi in mente sin da subito un finale dove la protagonista venisse "gabbata" per la seconda volta (idea buona, tra l'altro), ma pur di raggiungerlo hai finito per forzare la trama, riportando "in vita" un personaggio la cui presenza a ben vedere non è poi così logica.
In questo senso trovo che il finale sia meno efficace della prima parte, il che è un vero peccato, perché le premesse erano ottime.
««
A peggiorare la situazione ci sono alcune pesanti forzature nella trama (come la storia del borsello; non mi riferisco a quanto scritto da G.C., quanto al ragione per cui viene lasciato tra le mani della protagonista).
»
pag 120, ultime righe, rileggi con attenzione. Non le viene lasciato tra le mani assolutamente.»
Lo so benissimo che il borsello non le viene lasciato fisicamente tra le mani. Si tratta solo di un modo di dire
Quello che intendevo è che mi pare comunque strano che il nobile non si faccia problemi a lasciarlo per terra. L'ho trovata una leggera forzatura.
««Volendo fare le pulci, sulla prima parte si potrebbe notare anche un certo legame con "Il castello errante di Howl" di Miyazaki, ma la cosa ci può stare e non posso nemmeno dire se sia volontaria o meno.»
ammetto la mia ignoranza, mai letto. Ma ho visto l'animazione e non colgo la similitudine. O forse mi sfugge. »
Nulla più dell'idea della donna giovane e bella che, a causa di una maledizione, diventa anziana. Ma, come scritto, tale legame, anche qualora fosse stato pienamente voluto, non avrebbe stonato con la struttura del racconto, visto che nel tuo brano lo sviluppo è completamente diverso.
PS: Chiedo venia per l'errore di battitura ^_^
» postato da Okamis alle 23:01 del 19-06-2009
64 Innanzitutto grazie per l'articolata recensione, Okamis.
Quando ho iniziato a ragionare sul racconto, la prima inevitabile domanda che mi sono posto è stata quale dovesse essere il nucleo attorno a cui esso dovesse essere imperniato.
Considerato il fil rouge dell'antologia (la megalopoli che le dà il titolo), ho ritenuto che la protagonista assoluta dovesse essere proprio Sanctuary.
Partendo da questo assunto, ho provato a realizzare una storia in cui non ci fosse un personaggio principale ma diversi coprotagonisti, ciascuno dei quali offrisse al lettore il proprio punto di vista sulla città in cui abitavano, mettendone in risalto un aspetto.
Impostando così la narrazione e considerando che, per la sua più breve estensione rispetto al romanzo, il racconto richiede una maggiore incisività, la mia idea era quella di creare personaggi al limite dello stereotipo come "ruoli" che però se ne discostassero grazie a un'accurata definizione degli scopi e dei sentimenti che li spingevano a comportarsi in un modo piuttosto che in un altro.
Una lettrice su Internet, recensendo il mio racconto, ha sottolineato come la brevità dei capitoli (ciascuno dei quali corrisponde a un diverso punto di vista) le abbia impedito di affezionarsi agli stessi. Tu parli adesso di caratteri stereotipati.
A giudicare da queste impressioni (e, lo ribadisco, se onesto nei riguardi di quello che scrivo ho troppo rispetto del lettore per denigrarne il giudizio), devo dedurre che non sono riuscito a mettere su carta quello che mi ero proposto in sede di ideazione del racconto. Non accamperò la scusa della "breve distanza" per giustificare come, agli occhi di voi due lettori, i miei personaggi non vi siano parsi reali: un bravo narratore deve riuscire a conferire tridimensionalità alle proprie creature a prescindere dal numero di pagine di cui dispone (anche con una sola pagina, se è necessario).
Poi magari ci sarà chi de "Il ditirambo di Samarat" apprezzerà il ritmo concitato, lo stile o la "presenza" di Sanctuary in ogni singola riga del racconto, ma qui stiamo parlando del tuo giudizio, Okamis: come accaduto con chi ha avuto la bontà di spendere tempo e soldi per leggere "Il segreto di Krune" e mi ha poi offerto il proprio parere, ne farò tesoro per eventuali, future esperienze.
Un autore non è una camera stagna, impermeabile ai giudizi che gli giungono; si serve piuttosto di quelli che ritiene fondati per provare a mettersi sempre in gioco e a migliorarsi, forte comunque delle proprie idee e di scelte in cui crede, a prescindere dalle critiche.
A quest'ultimo proposito, appena avrò tempo posterò la mia spiegazione riguardo
SPOILER
all'invio di un solo sicario nel parco, sapendo che là emergerà un "super demone ultra cazzuto" (per parafrasare la tua definizione
:"> ).
FINE SPOILER
PS: non li ho ancora completati tutti, ma a me il racconto di Cassini è piaciuto. Sarà perché anche lui ha centrato l'attenzione più sulla città che sui personaggi?
» postato da mikimago alle 09:47 del 20-06-2009
65 SPOILER
Okamis ha scritto:
«Però, giunti alla fine della scena, abbiamo un problemino a mio avviso: la maledizione Anobium può essere aggirata, e quelli della loggia cosa fanno? Spiegano per filo e per segno alla protagonista come liberarsi dalla maledizione. A mio avviso questa è la seconda forzatura, più grave della prima. »
La Loggia non crede assolutamente che possa essere raggirato Anobium: le infliggono la maledizione, da cui non potrà mai liberarsi. Cinicamente, le rivelano il significato di Anobium per rendere ancora più dolorosa la punizione.
Okamis ha scritto:
«Qui ritroviamo Isaac. Ora, vada per la spiegazione sul suo secondo fine dato alla demone (anche se, vista l'assenza di tale tema nella parte centrale del brano, mi pare un po' forzata la cosa), ma come mai Isaac è stato maledetto da Anobium? Questo non viene minimamente accennato».
No, ovviamente, in modo tale che il finale lo lasci capire. Scusami Okamis, ma forse non hai letto con attenzione qualche piccola frase, aggettivo ecc, che ho lasciato ad hoc per il lettore.
pag 120: "Lo implorai con il volto chino"... "Vidi le sue scarpe lucide..." "Mi aggrappai alle caviglie..." "Mi bloccò alle spalle..."
Il punto di vista è quello di Roxanne, che non capisce l'identità del nobile. Ho lasciato indizi affinché il lettore lo intuisse, rincarando la dose nell'ultima frase:
"Non vidi il suo volto, perché era di spalle, eppure la sua voce mi suonava stranamente familiare."
Proprio per questo non ritengo che il colpo di scena finale sia così inaspettato. Un lettore attento avrebbe dovuto chiedersi "Ma chi è questo nobile, di cui non si vede il volto, con una voce familiare per Roxanne?"
Nemmeno troppo difficile, visto il numero esiguo di personaggi.
Okamis ha scritto:
«
(anche se, vista l'assenza di tale tema nella parte centrale del brano, mi pare un po' forzata la cosa) »
Anche qui, non è vero. Primo punto: non metto una cicatrice nel volto di un personaggio perché fa figo o pendant con il personaggio cattivo. Aveva un senso, e lo spiego alla fine.
Isaac aveva già il "dono" di Roxanne, ne era cosciente. E la Ruota era un modo per togliersela di torno. Ovvio, avrebbe sperato che il risultato fosse una lapidazione, o che Roxanne fosse uccisa. Le regole della Loggia erano però ferree, e non poteva che sperare nella Ruota.
Infine, altro indizio che non hai colto: "Addio per sempre, mia cara. Grazie per il tuo magnifico dono".
Anche qui il lettore avrebbe dovuto chiedersi: quale dono Roxanne ha lasciato a Isaac?
Okamis ha scritto:
«
Quello che intendevo è che mi pare comunque strano che il nobile non si faccia problemi a lasciarlo per terra. L'ho trovata una leggera forzatura.»
Avviene una piccola collutazione ("mi aggrappai... l'uomo mi colpì..."
, durante la quale il borsello cade a terra
Il nobile non torna a prendere il borsello, dove ci sono le monete. Preferisce che sia la Loggia a restituirglielo, invece di tornare a "insozzarsi" le mani con la mendicante.
Guarda, capisco che questo concetto non possa piacere, ma dal mio punto di vista non è così lontano dalla realtà, specie per chi è zeppo di soldi.
Okamis ha scritto:
«Nulla più dell'idea della donna giovane e bella che, a causa di una maledizione, diventa anziana. Ma, come scritto, tale legame, anche qualora fosse stato pienamente voluto, non avrebbe stonato con la struttura del racconto, visto che nel tuo brano lo sviluppo è completamente diverso. »
Adesso mio è chiaro. No, in realtà la mia era un'autocitazione: Roxanne non è altro che la "continuazione" ideale del personaggio di Lady Naeel, in Prodigium. (come qualcuno mi ha fatto giustamente notare , idem per la maledizione, reinventata rispetto ai poteri psionici di Amigdala)
ciao,
Francesco
PS: si può obiettare che le coincidenze nel racconto siano forzate. Cosa di cui ero cosciente fin dall'inizio e sulla quale ho volutamente giocato, citando per l'appunto "O Fortuna" tratta dai Carmina Burana. Aveva un senso, la citazione, non era messa là per caso.
La citazione al tango di Roxanne, invece, è riferita al personaggio del testo della canzone, che in un certo senso riprende la Roxanne di Anobium
» postato da FrancescoFalconi alle 10:48 del 20-06-2009
66 @ Mikimago:
Approfitto del tuo pacato commento per dire che in casi come questi l'impossibilità di vedersi faccia a faccia rende spesso difficoltosa la comunicazione tra due o più persone, rendendo più aspre parole che in verità non vorrebbero essere tali. Dalla mia, ho pure il brutto vizio (o buono, dipende dai punti di vista) di essere sempre schietto su quello che penso. Lungi da me volermi insignire di chissà quale verità. Le mie sono soltanto opinioni, nate, come quelle di chiunque altro, da diverse esperienze di lettura e di vita.
@ Francesco:
Continuo a non essere del tutto convinto...
Parto dalla scena del flashback.
A un certo punto arriva un membro della Loggia che dice a Isacc:
«Isaac si guardò attorno, pienamente soddisfatto. Ma il resto della Loggia non pareva altrettanto convinto.
"La sorte è stata clemente, non ti pare?" Non mancò di fargli notare un individuo nel severo abito grigio dei Seguagi.
Isaac lo guardò in tralice. "Sarebbe a dire?"
"Non è evidente?"
"A cosa alludi, Maestro Iorian?"
"La decisione della Ruota è chiara, Isaac. Chiunque è dannato da Anobium, potrà liberarsi (tra l'altro qua la virgola non ci vorrebbe visto che divide soggetto e verbo) solo se la maledizione troverà un nuovo animo malvagio e altrettanto spregiudicato di cui cibarsi. Ma questo dovrà volontariamente sacrificarsi perché ciò accada."
"In che modo? Neppure un folle accetterebbe la maledizione."
"Oh, ma è la maledizione stessa che insegue le proprie vittime. Per gli animi malvagi sarà sufficiente un piccolo atto di carità per spalancare le porte ad Anobium."
Isaac scosse la testa sorridendo, come se quelle parole lo avessero divertito, e prima di rispondere gettò un ultimo sguardo sul corpo avvizzito della donna. "Un fatto alquanto improbabile, maestro Iorian. Molto, molto improbabile." Non disse più nulla, e gli altri evitarono di commentare, lasciandolo solo nei pressi della croce.»
A me qua non pare che ci sia nessun cinismo, ma un sincero dubbio nei confronti di tale maledizione
Sull'ultima parte ho capito cosa intendi. Errore mio. Quando l'avevo letto avevo infatti pensato si trattasse di un propropronipote di Isaac, visto il discorso di Roxanne sull'eliminazione della sua famiglia. Ho però una domanda: Isaac, quando lascia il borsellino alla vecchia, è cosciente di chi possa essere oppure in quel caso è solo una coincidenza?
EDIT: Vista la spiegazione, alzo il voto a 7, visto che, dubbio sulla scena del flashback a parte, ora la costruzione mi appare più logica ![]()
» postato da Okamis alle 11:26 del 20-06-2009
67 Donc, Okamis, in merito alle critiche dei lettori lavoro sempre per ricorrenza. Se le tue osservazioni si ripetessero in futuro, questo vuol dire che, seppur possano essere contestabili, forse non sono stato molto abile nel lasciare particolari indizi (e dovevo lavorare di più sullo stile, sul climax o altro). Cosa ancor più difficile nella narrazione "di corto raggio". L'appunto di Gamberetta sul colpo di scena non facilmente intuibile (sorvolo ampiamente sul suo personaggio, blog eccetera eccetera), mi era stato fatto notare anche in Estasia 2 da altri lettori. In particolare da alcuni lettrici, alla cui opinione tengo particolarmente. Per questo motivo ho lavorato sul problema sia in Estasia 3 sia Prodigium. Insomma, tanto per far capire che "costruire" una storia non è affatto banale.
» postato da FrancescoFalconi alle 11:47 del 20-06-2009
68 «
1)Parto dalla recensione, come è giusto che sia. Al di fuori di un discorso di giudizio sull'opera in esame, l'ho trovata fatta molto male. Il difetto è molto semplice: non dice assolutamente niente della raccolta che non sia già espresso nella quarta di copertina. In questo senso, non svolge minimamente il ruolo che dovrebbe avere una recensione, ovvero esporre i pro e i contro di una determinata opera. E avendo letto in passato altre recensioni di Kinzica, decisamente migliori nei contenuti, spero che tale caduta rappresenti un'eccezione.»
Okamis, grazie comunque per aver letto la mia rece; spero tu sia riuscito ad arrivare in fondo senza troppe dosi di Plasil...
:">
Ovviamente non sono d'accordo su quello che hai detto, ma non è un problema.
Tuttavia, un paio di cose le voglio chiarire: la recensione di un'antologia è molto diversa da quella di un romanzo o un racconto perché (imho) bisogna scegliere un'impostazione precisa, a meno di non voler scrivere un papiro infinito. Io ho preferito prendere in esame il progetto nel suo insieme - che mi è piaciuto da subito, tant'è che volevo partecipare – e segnalare con quale tipo di immaginario i nuovi autori fantasy editi, quindi con un minimo di esperienza e mestiere, hanno sviluppato il tema proposto da Luca Azzolini. Per me, l'ideazione e l'impostazione di questo progetto sono ok.
Tu invece (mi permetto di interpretare il tuo pensiero) ti aspettavi probabilmente una scheda di valutazione (ovvero un elenco di pregi e difetti) per ogni racconto, come hai fatto nel tuo post.
Ci ho pensato, a suo tempo, ma non l'ho fatto per un motivo molto semplice: se recensisco l'opera di un autore non mi permetto di liquidarla in poche righe perché non lo ritengo corretto; anche un racconto breve va esaminato, ponderato e poi commentato in modo adeguato, soprattutto se ci sono delle critiche da fare. Per essere coerente con quelli che sono i miei parametri e che uso per tutti i miei articoli (e se li hai letti lo sai), avrei dovuto fare una recensione per ogni racconto, cosa difficilmente gestibile per ovvi motivi.
Cioè, tanto per restare in ambito culinario, io ho proposto delle mele e tu invece volevi... l'uva ...?
Se è così, io checcepossofà? ![]()
» postato da Kinzica alle 12:39 del 20-06-2009
69 Dato che questo forum ha dato tanta visibilità a Sanctuary, cosa che reputo più che giusta, vorrei fare una proposta, riprendendo quanto detto da altri: perchè FantasyMagazine non apre una sezione dedicata ai non pubblicati di tale opera, dando la possibilità, a cui vuole, di fare leggere la sua opera inedita, in modo da raggruppare in un solo posto i racconti non pubblicati senza doverli andare a ricercare per la rete? E' una cosa che si può fare? Gli admin cosa ne pensano?
» postato da (Fog ) alle 13:04 del 20-06-2009
70 Fog, la sezione esiste già. Basta sfruttarla a dovere.
Entrate nella sezione "I racconti del forum" e lì postate i racconti, decidendo un'etichetta comune (tipo "No-Sanctuary"
da anteporre al titolo del racconto. Si riconoscerebbero subito.
Aprire una sezione solo per questo, spezzettando ulteriormente un forum, a me sembra piuttosto burocratico (e semplifichiamoci la vita almeno noi cittadini, va'!).
Detto questo, io già so cosa succederebbe poi. Quindi credo proprio che non andrò a vedere nulla di quanto verrà postato lì. (Ma, del resto, non ho nemmeno letto Sanctuary e non lo farò nei prossimi tempi: ho altre letture in programma.)
Sono negativo? No, disilluso.
(A scanso di equivoci: la tua proposta la trovo valida. Non è una critica a te, cioè.)
» postato da Negróre alle 15:40 del 20-06-2009
71 Tranquillo Negróre, ho capito ciò che vuoi dire e penso tu abbia ragione. La mia idea era più che altro mossa da curiosità e possibilità di dar visibilità a chi non ce l'ha fatta. Insomma aprire un confronto tra quanto pubblicato e quanto rimasto fuori. Comprendo quando dici "già so cosa succederebbe poi". E mi trovo a darti di nuovo ragione.
» postato da (Fog ) alle 15:58 del 20-06-2009
72 «
Le colpe dei padri
di Franco Clun
cut, cut...
ma il problema maggiore risiede nell'eredità con cui un racconto di questo tipo deve fare i conti. Perché i testi di Levi, Frank, Wiesel, Uhlman, Silone ecc. sulla tragedia nazi-fascista sono opere eccezionali?
»
Innanzitutto ringrazio Okamis per aver letto e commentato. Non credo sia opportuno discutere di quelli che sono gusti personali. Come altri hanno già detto, il 'mi piace' o il 'non mi piace' non sono sindacabili. Vorrei soffermarmi solo su un paio di considerazioni.
Dire che se qualcuno scrive di campi di concentramento si confronta inevitabilmente con gli autori che citi è come dire che chi scrive fantasy si confronta con Tolkien, oppure che chi scrive di metamorfosi, tanto per restare nei temi trattati dall'antologia, si confronta con Kafka, chi scrive di un pescatore con Hemingway. Insomma, di questi esempi se ne possono fare centinaia. L'accostamento, sebbene impietoso, è comunque lusinghiero
Le risposte al quesito che poni, invece, sono ben più articolate. La palma dell'originalità riguardo all'argomento la possiamo assegnare al primo che ha scritto un testo sull'argomento, gli altri, secondo il tuo metro di giudizio, non hanno scritto nulla di originale. Nel campo della letteratura fantasy, per ciò che posso aver letto, non mi risulta che nessuno abbia scritto di campi di concentramento in cui rinchiudere il 'diverso'.
Argomento troppo facile? Consunto?
Non so. In uno stato dove si propone che sui mezzi pubblici si riservino dei posti agli italiani e dei posti agli extracomunitari a me non sembra che un piccolo viaggio nella memoria possa fare male. Opinione personale, s'intende.
«
tra l'altro, l'idea che sta alla base del protagonista è presa di peso da Fahrenheit 451).
»
Qui riesci a sorprendermi. La similitudine consisterebbe nel fatto che alla fine del romanzo di Bradbury gli uomini scelgono di tramandare la conoscenza raccontando romanzi?
Spiacente, l'attività di 'romanziere' era realmente 'svolta' da diversi prigionieri ebrei rinchiusi nei lager russi. Attività che per una persona dotata di memoria prodigiosa mi è sembrata quasi fisiologica.
(e detto fra noi, i cantastorie hanno tradizione ben più lunga dei personaggi di Bradbury)
Comunque, in chiusura, non ritengo che argomenti che riguardano la memoria (che sembriamo avere perso) e la paura del diverso, utile ai politici e ai guerrieri, ma disumanizzante per la maggior parte di noi e in grado di trasformare la nazione più progressista in una piaga che trasuda odio e intolleranza, siano 'vecchi' o di cui si è scritto tutto. Ma anche qui, si tratta di una personale opinione.
Detto ciò, riaffermo il tuo diritto di valutare il racconto come ritieni opportuno, ed è lecito che nelle righe che ho scritto tu possa non aver trovato nulla di interessante o avvincente.
» postato da franz alle 16:16 del 20-06-2009
73 Mago!

» postato da Jesse Custer alle 16:40 del 20-06-2009
74 «Fog, la sezione esiste già. Basta sfruttarla a dovere.
Entrate nella sezione "I racconti del forum" e lì postate i racconti, decidendo un'etichetta comune (tipo "No-Sanctuary"
da anteporre al titolo del racconto. Si riconoscerebbero subito.
Aprire una sezione solo per questo, spezzettando ulteriormente un forum, a me sembra piuttosto burocratico (e semplifichiamoci la vita almeno noi cittadini, va'!).
»
Il problema è che il regolamento dei racconti del forum prevede lunghezza massima 10k caratteri.
» postato da Albacube alle 17:29 del 20-06-2009
75 Rispondo un po' a tutti ^_^
@ Francesco:
Il fatto che il sottoscritto non sia riuscito a cogliere l'indizio in maniera corretta non significa necessariamente che il passaggio sia mal gestito. Ci sono Lettori con la L maiuscola che arrivati in fondo a un giallo non capiscono chi è l'assassino nemmeno quando questo confessa e altri e lo identificano dopo dieci pagine. Il mio singolo giudizio non ha quindi valore su quel passaggio.
@ Kinzica:
Premesso che quello che ho fatto io con il messaggio iniziale NON è una recensione (quella la scriverò durante la settimana e sarà molto più amplia), capisco le difficoltà del caso, tanto da avere in progetto due articoli. Uno che possa trattare dettagliatamente sui singoli brani (quelle che ho qui presentato sono solo impressioni generali) per il blog e una versione ridotta per la rivista Vorrei. In quest'ultimo articolo, per volere del mio sommo boss (sempre sia lodato ^_^) sarò costretto a trattare della raccolta per sommi capi. Quello a cui mi riferivo nel mio messaggio è che, avendo letto altre tue recensioni, ho trovato questa decisamente giù di tono e un po' troppo generica.
PS: tranquilla, non prendo nemmeno la tachipirina con la febbre a 40°
:">
@ Franz:
Parto dalla prima metà del tuo messaggio.
Il discorso è complesso e, come già detto, la costrizione a dover scrivere tramite un monitor anziché faccia a faccia può creare incomprensioni da ambo le parti.
Quanto scrivi sulla perdita della memoria o sul ritorno (ahimé) di proposte che speravamo di esserci lasciati alle spalle è verissimo. Infatti, il discorso da te posto all'interno del tuo racconto possiede una potenzialità di sviluppo altissima. Ora, da un punto di vista stilistico e della costruzione dell'ambiente il risultato lo hai raggiunti (non sto a ripetere IMO a ogni frase, ma considera che parlo sempre a titolo personale
), tanto che già nel primo messaggio avevo lodato tale aspetto. Il racconto però non è riuscito ad emozionarmi in quanto non sono stato capace di percepire il dolore da de descritto attraverso gli occhi del protagonista, forse anche a causa del fatto che alcuni degli eventi più importanti (tra cui il finale) lo vedono come semplice spettatore. Può anche essere che tutto dipenda da una semplice questione di sensibilità, non lo escludo, ma arrivato in fondo non mi sono sentito coinvolto. Quindi non critico la presenza di un tema già ampiamente sviluppato in passato, quanto l'assenza di novità nel proporlo, trovando troppo semplicistica del lager per nani, angeli, elfi ecc.
Mi permetto di fare un paragone con un altro racconto di Sanctuary, giusto per essere il più chiaro possibile. Nel brano di Dimitri, il personaggio di Marcus compare per pochissimi attimi. Infatti, per agire, lui non ha nemmeno bisogno di sporcarsi le mani. Grazie alla sola intelligenza è stato infatti capace di prevedere le mosse dei suoi avversari e fare in modo che si eliminassero da soli. Arrivato alla fine del racconto, Marcus mi faceva paura, il tutto senza averlo mai visto veramente in azione. Probabilmente tale mio coinvolgimento emotivo dipende dal fatto che, per sensibilità letteraria, sono più vicino allo stile di un Dimitri o un Terenzi. Anche questo è da mettere in conto quando si esprime o si riceve un giudizio. Ora, l'aver inserito dei voti ai singoli racconti aveva lo scopo principale di palesare quali erano i brani che sentivo più vicini. Tranne che per un paio di racconti che reputo proprio brutti, in tutti gli altri i voti sono fini a se stessi. Il 5 di Giannone, per dirne uno, è un 5 semplicemente rispetto a Dimitri e alla mia sensibilità, non un 5 in senso assoluto. Su questo punto ci tengo ad essere chiaro, visto che alcuni commenti indietro mi era stato detto "Ma come, metti allo stesso livello Furchì e Clun?".
Passo alla secondo punto, quello del riferimento a Fahrenheit 451.
In verità, quando ho pensato a un legame tra le due opere non pensavo alla semplice questione degli uomini libro. Quello era solo l'aspetto più "visibile", se mi passi il termine. Come giustamente hai detto prima, il tuo racconto si fonda sul tema della memoria. Anche F451 ha per tema proprio la perdita della memoria del passato. Il mio riferimento era quindi più generale, andando a recuperare gli uomini libro come semplice punto di contatto. Detto questo, tale contatto può anche essere che lo veda solo io o sia stato inserito inconsciamente. Dopotutto, tempo fa, in riferimento a un mio racconto del terrore, mi fu detto da più di una persona di trovarvi elementi in contatto con AI di Spielberg/Kubric, legame al quale non avevo minimamente pensato in fase di scrittura ^_^
Concludo dicendo che, gusti a parte, qualsiasi scambio tra autore e lettore risulta sempre utile quando è motivato e pacato. Non credo di possedere la Somma Verità, e il dietrofront a seguito dell'errata interpretazione del finale di Anobium credo sia lì a dimostrarlo ^_^
» postato da Okamis alle 17:43 del 20-06-2009
76 «Detto questo, tale contatto può anche essere che lo veda solo io o sia stato inserito inconsciamente. » Discorso un po' diverso da quello che facevi quando hai scritto 'preso di peso da...', un'affermazione un po' fragile dal momento che: - a F451 non avevo pensato neppure di striscio (e mi sembra di averti spiegato da dove nasca l'idea del romanziere.) - Il protagonista ha una memoria eidetica solo per il fatto che io non ne ho (lo sa bene chi ha occasione di conoscermi), e che da tempo mi sto facendo una cultura leggendo pubblicazioni sulle tecniche di memorizzazione (che sono disseminate nel racconto, se vuoi divertirti a cercare) - F451 si basa su un'idea leggermente diversa da quella della memoria, ovvero quella della manipolazione delle informazioni e del controllo della società In definitiva non esiste alcun contatto, conscio o inconsapevole. Sul resto, sensibilità ed emozioni, non c'è discussione, ovviamente
» postato da franz alle 18:52 del 20-06-2009
78 «Mago!»

» postato da CDuMbledore alle 19:24 del 20-06-2009
79 ««Fog, la sezione esiste già. Basta sfruttarla a dovere.
Entrate nella sezione "I racconti del forum" e lì postate i racconti, decidendo un'etichetta comune (tipo "No-Sanctuary"
da anteporre al titolo del racconto. Si riconoscerebbero subito.
Aprire una sezione solo per questo, spezzettando ulteriormente un forum, a me sembra piuttosto burocratico (e semplifichiamoci la vita almeno noi cittadini, va'!).
»
Il problema è che il regolamento dei racconti del forum prevede lunghezza massima 10k caratteri.»
Questo non lo sapevo. Capisco, ma non cambia il mio ragionamento.
Chiedete se possono dare la possibilità di postare racconti di più di 10k, ma sempre all'interno della sezione "I racconti del forum". Semplice, no?
Di più, se la Delos non vorrà, per svariate, lecite ragioni, trovate un luogo on-line dove postarli e mettete qui dei semplici link, usando i titoli un po' come suggerivo io (vedete voi, era solo un'idea per navigarvi più facilmente nel forum).
Aprire una nuova pagina non sarà una tragedia per nessuno (tanto più che bisogna leggerselo con calma, ogni racconto) e non eliminerà la possibilità di discuterne qui.
O ancora, che chiunque lo metta on-line ovunque voglia, nel formato che voglia, e apra qui una discussione con il link in testa e il titolo... eccetera.
Di possibilità ce ne sono molte, se si vuole organizzare una simile iniziativa.
» postato da Negróre alle 22:08 del 20-06-2009
80 Ben Rivisto MAGO!!! 
» postato da un muspeling alle 22:09 del 20-06-2009
81 @Negròrè e @Marina
se sei un cuoco che se ne sta a casa nella sua cucina dove invita amici assaggiatori, tecnici selezionati per fare dell'accademia inerente l'interazione tra le differenti componenti chimiche contenute negli ingredienti, dei bilanciamenti tra gli aromi ecc., escludendo il discorso 'mi piace/non mi piace' - ma chiediamoci anche se ad essere escluso non sia colpevolmente il più oggettivo 'è buono/non è buono - allora mi sta bene.
Ma se apri un ristorante e quello rimane vuoto oppure chi ne esce sbocca all'angolo cento metri più avanti, avrai fatto tutta la fatica del mondo, sarai un tecnico culinario della madonna, ma qualcosa non torna...
Poi su Sanctuary, al termine della lettura, che interessi o meno, vorrò dire qualcosa anch'io.
@unaltro: se poi qualcuno fosse un po' meno criptico nel lanciare strali bipenne, lo gradirei... ![]()
» postato da Olorin alle 14:22 del 21-06-2009
82 «visto che alcuni commenti indietro mi era stato detto "Ma come, metti allo stesso livello Furchì e Clun?".
»
« Ma dare lo stesso giudizio, in voto, di Furchì la dice lunga sulla tua capacità di giudizio.
»
Scusa Okamis, io ho detto una cosa diversa.
Come lo dici tu sembra che in nessun caso si possa comparare Furchì a Clun. Mai detto.
Dico che in questo caso specifico dando una votazione uguale (corretta da te in seguito) mi fa dubitare delle tue capacità di giudizio ![]()
» postato da G.C. alle 14:32 del 21-06-2009
83 @ GC: Scusa, mi sono espresso male in quella frase, hai ragione. Rimane il fatto che, voto a parte, i giudizi sui due brani sono diversi. Di Furchì ho apprezzato lo stile, molto personale, ma non l'eccessiva velocità con cui molte scene sono state gestite (difetto principale, IMO), oltre a un'idea di protagonista non proprio originalissima, almeno per me. Spiego il perché. Alcuni anni fa, su Canale 5, la notte tarda, passavano alcuni cortometraggi alquanto graziosi. In uno (anche se in verità era una miniserie avente il medesimo personaggio,un po' come l'agente segreto sulla Z4, per chi se lo ricordasse) un cantante, mi pare James Brown ma potrei sbagliarmi, faceva un patto con il diavolo per vivere in eterno. In cambio diventa però un agente in terra per conto di Lucifero. Con ciò, sia chiaro, non intendo dire assolutamente che l'idea sia copiata (anche perché una marea di altri dettagli non combaciano); intendo solo dire che, viste le mie precedenti esperienze, la storia dopo l'interessante prologo nella discoteca ha percorso binari su cui mi ero già imbattuto. Di Franz ho apprezzato invece, anche se per ragioni diverse, lo stile (maturo e congeniale alla storia) e il tema; meno il modo in cui tale tema viene gestito. Quindi, dal punto di vista di quello che i due brani mi hanno lasciato, il risultato è stato più o meno lo stesso (da cui il voto inizialmente uguale), ma dal punto dei pregi e difetti ho preferito quello di Clun (da cui il conseguente cambio di voto, seppur minimo, al fine di esplicare meglio tale aspetto). Quindi la correzione del voto è dipesa proprio dalla volontà di specificare meglio che comunque i due brani in questione, ai miei occhi, presentavano un diverso livello qualitativo. Comunque, questa settimana inserirò sul mio sito una recensione molto più ampia dei commenti generici lasciati qua, così da poter specificare meglio quelli che, secondo me, sono i pregi e i difetti dei singoli racconti.
» postato da Okamis alle 14:55 del 21-06-2009
84 «Ma se apri un ristorante e quello rimane vuoto oppure chi ne esce sbocca all'angolo cento metri più avanti, avrai fatto tutta la fatica del mondo, sarai un tecnico culinario della madonna, ma qualcosa non torna...»
Perdonami, ma non ho capito niente di quello che hai scritto.
Immagino c'entri qualcosa con qualcosa che ha scritto Marina? Non ho il tempo di leggere tutto.
Il ristorante cosa sarebbe, Sanctuary?
E dove sarebbe quelli che sboccano? Io vedo persone che sboccano (e, tra loro, che sboccano praticamente per tutto ciò che è "cucina italiana"
e persone che, invece, sono uscite soddisfatte (magari non come da un 3 stelle della Michelin).
In ogni caso, cosa c'entro io? ![]()
» postato da Negróre alle 18:14 del 21-06-2009
85 ««Ma se apri un ristorante e quello rimane vuoto oppure chi ne esce sbocca all'angolo cento metri più avanti, avrai fatto tutta la fatica del mondo, sarai un tecnico culinario della madonna, ma qualcosa non torna...»
Perdonami, ma non ho capito niente di quello che hai scritto.
Immagino c'entri qualcosa con qualcosa che ha scritto Marina? Non ho il tempo di leggere tutto.
Il ristorante cosa sarebbe, Sanctuary?
E dove sarebbe quelli che sboccano? Io vedo persone che sboccano (e, tra loro, che sboccano praticamente per tutto ciò che è "cucina italiana"
e persone che, invece, sono uscite soddisfatte (magari non come da un 3 stelle della Michelin).
»
mi fa piacere che Andrea abbia tirato fuori la Guida Michelin perché rivela ancora una volta sintonia di pensiero. Infatti è a questa che sarei ricorsa per risponderti, Olorin. Neanch'io ho capito tanto bene la tua metafora, per la verità, ma preciso cmq la mia che era riferita a un assaggiatore che non fa l'assaggiatore di mestiere né si è mai cimentato in cucina. Un tale tizio che andasse a pretendere di insegnare come fare la frolla a un cuoco che sta sulla Guida Michelin per me è solo ridicolo. Poi ognuno faccia come gli pare, siamo in democrazia e nulla vieta di fare la figura dei clown, se proprio si vuole.
Se invece il tizio si è almeno cimentato in cucina (magari un po' più in là dell'uovo al tegamino però) ha un solo modo per insegnare: coi fatti, facendomi assaggiare la sua pasta frolla.
» postato da Marina alle 18:52 del 21-06-2009
86 «@Negròrè e @Marina se sei un cuoco che se ne sta a casa nella sua cucina dove invita amici assaggiatori, tecnici selezionati per fare dell'accademia inerente l'interazione tra le differenti componenti chimiche contenute negli ingredienti, dei bilanciamenti tra gli aromi ecc., escludendo il discorso 'mi piace/non mi piace' - ma chiediamoci anche se ad essere escluso non sia colpevolmente il più oggettivo 'è buono/non è buono - allora mi sta bene. Ma se apri un ristorante e quello rimane vuoto oppure chi ne esce sbocca all'angolo cento metri più avanti, avrai fatto tutta la fatica del mondo, sarai un tecnico culinario della madonna, ma qualcosa non torna...» Ora ho capito, non ricordavo nemmeno cos'avevo scritto io, scusami. La risposta da "non confuso", allora, è questa. "E' buono/non è buono" è la stessa cosa di "mi piace/non mi piace", nel nostro caso (con le forze che ci sono in campo, intendo): è una risposta soggettiva. Il mio discorso non cambia: per dire "e' buono/non è buono" in modo oggettivo bisogna avere mezzi critici reali, non basati su qualche approfondimento. In tutta sincerità, io non li ho. C'è chi li ha, qui? O altrove? Tra i criticoni non mi sembra proprio (ed è evidente), perché non ho visto analisi letterarie, bensì soltanto tecniche... E le due cose sono molto diverse. Tra coloro i quali non sono criticoni, invece, il problema non si pone: non ci sono persone che pretendono di stare su un piedistallo con in mano lo Scettro della Verità. La verità, per quanto mi riguarda, è che mi intristisce troppo il panorama tutto del Fantasy in Italia (e non soltanto quello: questione di microcosmo, macrocosmo...). Non era questo che avevo in mente io, da inedito, quando pensavo alla pubblicazione. Se l'avessi saputo, avrei fatto alcune cose in modo molto diverso. Quali? E' davvero poco importante per chiunque non sia me, quindi soprassiedo. Resta il fatto che io vedo e continuo a vedere un sacco di buone teste ed energie gettate al vento (comprese quella di Gamberetta, sia chiaro, e di altri che non perdono occasione per detrarre su di me: sprecano la loro creatività, il loro tempo e le loro energie. E non è mai bello vedere un grande potenziale umano evaporare - parlando di collettivo e non di singoli, ora -, soprattutto quando servirebbe eccome a uscire da questa nicchia di merda). Per un (lungo) periodo mi sono illuso di poter costruire un movimento, ora so che oggi non è possibile (lo sarà, un giorno? Spero... Ma non mi batto più per questo). E so anche, voglio essere chiaro, che i responsabili non sono soltanto coloro che detraggono (appartenenti alla categoria dei lettori o degli inediti), ma anche gli autori (che a volte giocano sporco ed è meschino). E non soltanto gli autori, ma anche gli editori (che, be', molto spesso si fanno belli soltanto quando fa comodo a loro). E' una giungla, tanto più nauseante col suo frastornante prenderti a schiaffi, perché porta a un tornaconto pressoché irrisorio, che non cambia la vita a (quasi) nessuno. Una lotta tra poveri a cui non partecipo più da un pezzo, tranne quando mi sembra che qualcuno stia esagerando o quando, semplicemente, mi va di dire la mia. Ma la speranza è morta in me, per il movimento. Morta e sepolta. Ho visto, sentito e letto troppo. Basta, grazie. Possiamo star qui a discutere quanto vogliamo di piace/non piace, buono/non buono... Ma a cosa serve? O cambiano le persone o il mondo non cambia. Quindi, mano tesa, piacere, pacca sulla spalla, e poi chi si è visto si è visto. Alla prossima, forse. E buona notte! (E per dormire sereno, ora che sto per cliccare "Invia", l'unico modo che ho è di non pensare a questa nicchia di merda. Del resto, chi se ne frega.)
» postato da Negróre alle 23:06 del 21-06-2009
87 « La verità, per quanto mi riguarda, è che mi intristisce troppo il panorama tutto del Fantasy in Italia (e non soltanto quello: questione di microcosmo, macrocosmo...). Non era questo che avevo in mente io, da inedito, quando pensavo alla pubblicazione. Se l'avessi saputo, avrei fatto alcune cose in modo molto diverso. Quali? E' davvero poco importante per chiunque non sia me, quindi soprassiedo. Resta il fatto che io vedo e continuo a vedere un sacco di buone teste ed energie gettate al vento (comprese quella di Gamberetta, sia chiaro, e di altri che non perdono occasione per detrarre su di me: sprecano la loro creatività, il loro tempo e le loro energie. E non è mai bello vedere un grande potenziale umano evaporare - parlando di collettivo e non di singoli, ora -, soprattutto quando servirebbe eccome a uscire da questa nicchia di merda). Per un (lungo) periodo mi sono illuso di poter costruire un movimento, ora so che oggi non è possibile (lo sarà, un giorno? Spero... Ma non mi batto più per questo). E so anche, voglio essere chiaro, che i responsabili non sono soltanto coloro che detraggono (appartenenti alla categoria dei lettori o degli inediti), ma anche gli autori (che a volte giocano sporco ed è meschino). E non soltanto gli autori, ma anche gli editori (che, be', molto spesso si fanno belli soltanto quando fa comodo a loro). E' una giungla, tanto più nauseante col suo frastornante prenderti a schiaffi, perché porta a un tornaconto pressoché irrisorio, che non cambia la vita a (quasi) nessuno. Una lotta tra poveri a cui non partecipo più da un pezzo, tranne quando mi sembra che qualcuno stia esagerando o quando, semplicemente, mi va di dire la mia. Ma la speranza è morta in me, per il movimento. Morta e sepolta. Ho visto, sentito e letto troppo. Basta, grazie. Possiamo star qui a discutere quanto vogliamo di piace/non piace, buono/non buono... Ma a cosa serve? O cambiano le persone o il mondo non cambia. Quindi, mano tesa, piacere, pacca sulla spalla, e poi chi si è visto si è visto. Alla prossima, forse. E buona notte! (E per dormire sereno, ora che sto per cliccare "Invia", l'unico modo che ho è di non pensare a questa nicchia di merda. Del resto, chi se ne frega.)» Capisco quando dici di esserti battuto per costruire un movimento e di esserti illuso. Le parole non riescono a spiegare tutto, ma se si provasse a dare una spiegazione è che questo non è possibile. Perché questo fosse verificabile occorrerebbe che la gente avesse volontà di cambiare, ma è talmente alienata dall'ambiente in cui vive che va avanti per inerzia o perché è più facile imitare modelli già esistenti, anche se davvero deprimenti, che trovare un proprio essere, anche se si discosta dalla maggioranza. La verità è che la gente non vuole cambiare, è distruttiva, è capace ormai solamente di copiare o lamentarsi, ma di non saper far nulla di costruttivo: dentro di sè ha ucciso la creatività. Questo breve discorso riferito come commento alle parole di Negroré, è un discorso generale, più che riferito alle dissertazioni di questo argomento. Condivido il punto di vista di Negrorè e lo apprezzo. Apprezzo chi non si nasconde dietro facciate di convenienza e dice quello che pensa senza sotterfugi, mostrando una realtà che molti fanno finta di non vedere e credono edulcorata. Soprattutto per il fatto che è uno scrittore edito: se lo avesse fatto un altro, che fosse sconosciuto nell'editoria, come ho visto fare in certi blog e anche qui, sarebbe stato accusato di invidia e astio verso chi ce l'ha fatta. Quanti scrittori editi avrebbero fatto un'anilisi del genere del mondo editoriale? La mia non vuole essere una provocazione e non è rivolta a nessuno. E' soltanto una riflessione.
» postato da Anonimo (DH) alle 00:18 del 22-06-2009
88 «Per chi ha voglia di leggere uno di quelli che non ce l'hanno fatta: http://sites.google.com/site/mondimmaginari/Home ecco il mio contributo che non arrivò alle rotative. Sospetto che l'eroe eccessivamente azzoppato dal suo stesso dono possa essere stato il motivo principale del rifiuto (per me doveva essere un punto di originalità del racconto). O forse semplicemente è brutto? Chi ha voglia di leggere e sfogarsi nei commenti si accomodi. Sono curioso di leggere eventuali critiche costruttive (anche se questi giorni tira aria molto pesante...).» Ho letto il tuo racconto è l'ho trovato davvero interessante. Non ho ancora potuto mettere le mani su Sanctuary, quindi non posso fare un paragone diretto, ma devo presumere che il racconto scelto debba essere molto buono. Il ritmo del tuo scritto è incalzante e capace di coinvolgere sin da subito. Lo stile è molto particolare, stringato, con descrizioni ridotte all'osso eppure molto suggestive, quasi evocative, con un senso sottile del''humor che ho trovato irresistibile. Secondo me possiedi il raro dono della sintesi, capace di rendere semplici scene che richiederebbero pagine di spiegazioni ammorbanti( ad esempio circa "il dono" del protagonista). I dialoghi sono credibili e per lo più ben congeniati, a volte diventano caustici e veramente belli. L'unica nota dolente è forse la trama non originalissima ed il finale che appare un po strozzato, come tirato per il collo. O magari la scelta della prima persona non è stata ben digerita dai selezionatori, anche se io trovo che tu l'abbia gestita abbastanza bene. Comunque, in fin dei conti, mi sono divertito un sacco a leggerlo, mi ha preso davvero e sono risucito a finirlo tutto d'un fiato nonostante dovessi mettermi a letto dopo una nottata di lavoro. In alcuni punti mi ha riportato alle atmosfere del Blade Runner cinematografico. Complimenti.
» postato da busto alle 13:43 del 22-06-2009
89 «Per chi ha voglia di leggere uno di quelli che non ce l'hanno fatta: http://sites.google.com/site/mondimmaginari/Home ecco il mio contributo che non arrivò alle rotative. Sospetto che l'eroe eccessivamente azzoppato dal suo stesso dono possa essere stato il motivo principale del rifiuto (per me doveva essere un punto di originalità del racconto). O forse semplicemente è brutto? Chi ha voglia di leggere e sfogarsi nei commenti si accomodi. Sono curioso di leggere eventuali critiche costruttive (anche se questi giorni tira aria molto pesante...).» Anch'io ho letto il racconto. Ho apprezzato soprattutto la prima parte, quando si parla dell'Ombra e della capacità del protagonista di vederla, con i rispettivi contraccolpi psicologici. Davvero si riesce a respirare l'atmosfera angosciante e angosciosa che una megalopoli può produrre sull'anima umano. Veramente ben riuscito. Il restante secondo me perde di efficacia. Non tanto per quanto riguarda l'originalità, quanto per come viene svolta la vicenda: non ha la stessa forza della prima parte. Gli manca lo spirito, come alla vampira del tuo racconto. A mio avviso avresti dovuto continuare il racconto seguendo il modo usato nella prima parte: magari ci sarebbe stata meno azione, ma avrebbe avuto un maggior spessore. Avresti dovuto svilupparlo su un altro livello (cosa sarebbe successo se una vampira, che non ha Anima e quindi Ombra, invece avesse presentato un qualche simulacro di spirito? Lo spirito è qualcosa di innato o nasce dalle scelte personali? A seguire elucubrazioni del protagonista). Almeno è quello che avrei ricercato io, perchè apprezzo molto la parte introspettiva che la rivelazione di certe realtà portano ai personaggi. Resta comunque un racconto gradevole.
» postato da Anonimo (DH) alle 16:19 del 22-06-2009
90 Ohe!
Grazie ai miei primi due commentatori, le vostre parole (sia pure non prive di critiche nei confronti del mio lavoro) sono in alcuni punti veramente assai lusinghiere!
Mi sembra di capire che la maniera in cui ho presentato il protagonista e l'angoscia che il dono ricevuto gli comporta siano il pezzo forte del racconto. La parte di azione molto meno efficace e il finale, che speravo avesse qualcosa di scioccante e inaspettato, non pare mantenere le mie aspettative. (La vampira meriterebbe più spazio e possibilità di esprimersi, tra l'altro, ma non è la sua scena...).
D'altra parte, se posso accennare a una difesa, ho cercato di dire molto con poche pagine a disposizione; in effetti questa parte meriterebbe uno svolgimento ben più lungo, e avrebbe senso più che come storia a sé stante, come introduzione a un romanzo (magari un giorno lo scriverò).
» postato da Rakanius alle 20:30 del 22-06-2009
91 Figurati, non c'è di che
Più che critica, ho esposto il mio punto di vista, cosa mi sarebbe piaciuto trovare nel racconto dato le buone premesse iniziali: è una questione più che altro soggettiva dello sviluppo.
Non importa fare difese, dato che secondo me qua si fa un confronto di idee, che possono essere utili per migliorare o fare solo due chiacchere.
I racconti sono sempre difficili da affrontare, almeno dal mio punto di vista. Per questo, per una buona resa, occorre concentrarsi su pochi punti e svilupparli al massimo dello spazio consentito: col mettere troppa carne al fuoco si rischia di disperdere e non dire tuto quello che si vorrebbe.
Per quanto riguarda il finale, la frase "E non sono più stato solo" sta bene nel contesto: avrebbe reso ancora di più se si fosse approfondito il fatto che la capacità del protagonista avesse conseguenze profonde su di lui. Ad esempio che avendo modo di vedere la propria Ombra la vede come un prigioniero in una camera di tortura: straziata, piena di ferite. E da quel punto sviluppare il senso di diversità e di isolamento che gli provoca e lo fa sentire diverso dagli altri, come un recluso in isolamento. E che la morte del suo maestro fosse in realtà un sacrificio volontario per aiutare il discepolo preferito a non perdersi e a divenire un reietto o peggio: il dono più grande che una persona, o un Diverso, possa fare per un suo simile.
» postato da Anonimo (DH) alle 21:24 del 22-06-2009
92 Un sacco di idee, Ohdrein. Vien voglia di rimetterci le mani....
» postato da Rakanius alle 22:07 del 22-06-2009
93 é questo il bello della creatività ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 23:41 del 22-06-2009
94 Okamis, ho letto il tuo racconto. L'ho trovato ben strutturato e ben scritto, scorrevole e piacevole: un buon racconto. L'unico neo che ho riscontrato è che lo avvicino più alla fantascienza che al fantasy: usare razze come nani, elfi a mio avviso non basta per definire uno scritto appartenente alla categoria del fantasy. Hai reso però abbastanza bene l'atmosfera urban ed è buona l'idea di far rimanere nell'ombra gli antagonisti dei Diversi: una presenza e una minaccia sempre presente, ma che mai si rivela.
» postato da Anonimo (DH) alle 14:43 del 23-06-2009
95 Grazie mille Ohdrein. Tuttavia reputo che "Identità" necessiti di parecchio lavoro. A distanza di alcuni mesi dalla sua scrittura, a mente per così dire lucida, mi sono accorto di parecchi difetti, soprattutto a livello stilistico (oltre ad alcune sviste inerenti l'uniformazione del testo, dovute al cambio di grafica attuato un mesetto fa). Riguardo l'ambientazione più fantascientifica che fantasy, mi trovi d'accordo, tanto che lo indicai tri i difetti in un vecchio articolo sul mio sito (difetto almeno in riferimento allo spirito di Sanctuary). Il problema principale risiede però nella storia, priva del cosidetto "sense of wonder". Ciò è dipeso da due ragioni: la prima è che "Identità" vorrebbe essere una parte (un flashback per la precisione) di un romanzo in cantiere; la seconda (sempre espressa nell'articolo sopra citato) è che la storia, fatti i dovuti cambiamenti, potrebbe benissimo essere ambientata durante il periodo della persecuzione nazista. Non è un caso che tali difetti, ammessi mesi addietro, siano, seppur con sfumature diverse, gli stessi che ho trovato nel racconto di Clun (giusto per chiarire che quel mio giudizio non nasceva da nessun preconcetto). Comunque, grazie ancora per la lettura ^_^
» postato da Okamis alle 18:11 del 23-06-2009
96 A mente fredda si riesce a essere più distaccati e a riconoscere meglio le parti che possono essere migliorate: si riesce a essere più critici e curare maggiormente l'idea che si ha. E visto che si è tanto parlato di cucina in questo topic, l'idea di una storia è come certi vini: più passa il tempo, più migliora
Non vorrei dire una sciocchezza, il tuo racconto possiede uno spirito verista, mostrare le cose senza abbellimenti, come la linea di pensiero che quel periodo ricercava; forse è per questo che viene a mancare il sense of wonder. Che a mio avviso è una cosa difficilissima da trovare o creare: alle volte non basta lo stile o l'idea, ma è quel qualcosa in più che non si riesce a definire. Non so dire se dipende da una dote innata o se basta saper cogliere il momento giusto e non lasciarlo sfuggire imprimendolo su carta, ma è merce molto rara.
» postato da Anonimo (DH) alle 23:09 del 23-06-2009
97 Leggendo un po' dei vostri commenti, mi sono preoccupato e non poco. Mi è sembrato giusto affrontare la questione una volta per tutte.
Ho preso il coraggio a due mani e sono andato a parlare col mio racconto.
Mi premeva sapere se davvero stesse soffrendo così tanto per "lo spazio ridotto in cui è stato incastrato". L'ho trovato disteso sulle pagine, mentre faceva due chiacchiere con Roxanne e Marcus Kaivern.
"Guarda" mi fa "io sono tranquillo. Dove mi metti, sto."
"Ma ti scambiano per una sceneggiatura!"
"Mannò, è che noi musicisti maledetti ci somigliamo un po' tutti. Stai sereno."
Ecco, solo per specificare che nessun racconto è stato maltrattato durante la lavorazione di Sanctuary, etc. etc. Per quelli che, come me, sono un po' ansiosi e tendono a preoccuparsi, sappiate che non ce n'è bisogno
Parlando seriamente, maggiori specifiche sui perchè e percome di "Mirror Blues" dovrebbero uscire presto in un'intervista fatta agli autori di Sanctuary e successivamente sul mio blog. Sto aspettando a parlarne per rispettare le tempistiche di chi sta curando la cosa, ma ci vorrà poco.
B.J., il mio protagonista, è ispirato ad un personaggio che è il vero e proprio "archetipo moderno" del musicista maledetto. Non era propriamente un fine, quanto più un mezzo all'interno della storia. Per questo ha avuto una caratterizzazione tagliata col coltello e per questo l'idea del patto col diavolo non è mai nominata in modo esplicito.
So di non essere stato esaustivo, sorry.
Per maggiori informazioni, aspettate l'uscita dell'articolo o chiamate il numero verde.
Buon S. Giovanni a tutti i Torinesi!
![]()
» postato da spacechili alle 18:29 del 24-06-2009
98 «Per chi ha voglia di leggere uno di quelli che non ce l'hanno fatta:
http://sites.google.com/site/mondimmaginari/Home
Rakanius, ho letto il tuo racconto con piacere. È agile e si arriva velocemente in fondo, e mi piace l'idea dell' "eroe azzoppato dal suo stesso dono".
Anche secondo me la prima parte è migliore. È scritta bene, con bei dialoghi serrati e momenti di riflessione nei punti giusti (bella l'immagine dell'umanità come un cane rabbioso che fa pena e paura al tempo stesso, bella la descrizione dell'angoscia di Ivan). In questa parte l'uso della prima persona è adeguato ed efficace.
Nella seconda parte, più o meno dall'entrata in scena di Sara, il tono cambia, si fa a mio parere più freddo, più razionale, un po' come se Ivan guardasse se stesso dall'esterno. Non so se la cosa era voluta, ma Ivan di continuo verbalizza i propri pensieri e le proprie intenzioni, e questo mi sembra che tolga ritmo e freschezza. Manca un po' l'emozione, secondo il mio gusto di lettrice. Anche le scene di azione sembrano viste dall'esterno: in momenti drammatici e concitati, Ivan descrive passo passo gesti e luoghi quasi fosse uno spettatore, e l'uso della prima persona non fa che aumentare quest'effetto. Per esempio, quando Ivan arriva al magazzino dove c'è il povero Maestro alle prese con le bestiacce, Ivan nota per prima cosa... l'arredamento. La scena finale, dal momento in cui arriva Anita in poi, sarebbe forse più efficace se fosse più veloce e concitata, affidata a dialoghi più secchi, a immagini, a sensazioni fisiche.
La trovata dell' "accogliere l'Ombra" mi piace, per me è stata una sorpresa! Anche il finale mi piace. Scusa la pignoleria, in realtà è un bel racconto, l'ho letto volentieri. Ma le scene d'azione sono delle brutte bestie, lo so per esperienza! Grazie per aver condiviso con noi il tuo "Khaibit", Rakanius!
Okamis, ho letto anche il tuo "Identità": bello, complimenti! (un po' angosciante, però). Mi piace molto il tuo modo di scrivere. A quando l'intero romanzo?
Ho partecipato anch'io al concorso per Sanctuary, e mi piacerebbe se qualcuno leggesse il mio racconto, solo che non so dove postarlo... Qualcuno ha suggerimenti? Grazie.
» postato da Ali alle 18:50 del 24-06-2009
99 Come hanno detto altri c'è la sezione Racconti del forum, ma data la lunghezza dei racconti non so se è possibile sfruttarla.
» postato da Anonimo (DH) alle 23:25 del 24-06-2009
100 Dopo lunga e accalorata discussione (avvenuta 'in tempi non sospetti') si era convenuti a mantenere il limite delle 10000 battute anche per le iniziative interne di scrittura a tema.
» postato da Barbagianni alle 11:29 del 25-06-2009
101 « Rakanius, ho letto il tuo racconto con piacere. È agile e si arriva velocemente in fondo, e mi piace l'idea dell' "eroe azzoppato dal suo stesso dono". Anche secondo me la prima parte è migliore. ......» Grazie Ali per il tuo commento, che è un'ulteriore conferma della migliore riuscita di una parte del mio racconto, ovvero la premessa iniziale e l'introduzione del protagonista. La scena d'azione, che doveva essere pezzo forte, probabilmente è rimasta un po' fregata dal fatto che queste sono abituato a descriverle in terza persona... e insomma non è così semplice rendere ciò che passa nella testa di un uomo mentre è in circostanze drammatiche (se non parliamo di grandi eroi senza paura, ovviamente). Sono contento che almeno a te sia piaciuto il finale. Se vuoi uno spazio per il tuo racconto te lo offro volentieri su Mondi Immaginari (mandami il racconto possibilmente in PDF e ti rimanderò il link per poterlo annunciare).
» postato da Rakanius alle 19:59 del 25-06-2009
102 @Rakanius
ho letto il tuo racconto e l'ho trovato coinvolgente per i suoi tre quarti - la parte conclusiva non è assolutamente all'altezza di quel che la precede.
Si sprecano sicuramente i déjà vu in chi ha attinto per anni alle serie giapponesi di tutti i generi, però la faccenda è sopportabile.
In ogni caso, con lo scenario di Sanctuary non centra una beata c@§§a e la sensazione che si avverte da un miglio di distanza, è che si tratti probabilmente di un riadattamento di qualcosa di già esistente, addirittura forse di un brano stralciato da un romanzo... parere assolutamente personale, comunque. ![]()
» postato da Olorin alle 12:16 del 26-06-2009
103 Finalmente ho Sanctuary tra le mani... Ovviamente sono subito andato a leggere il racconto di Furchì, mi perdonino gli altri, ma la curiosità era troppa, anche alla luce di qualche commento non proprio lusinghiero. Ebbene, a caldo, posso dire che il pezzo fila veloce, con alcuni difetti anche pesanti, ma fila. L'autore ha stoffa secondo me, almeno dal punto di vista delle idee e dell'impatto, e non è roba da poco ai nostri giorni. Sullo stile e sulla tecnica potrà lavorarci( il difetto di apparire simile ad una sceneggiatura l'ho avvertito anche io, in alcuni punti pare di stare a sentire una di quelle descrizioni che mandano in radio per le fiction tv), e se lo farà con diligenza avrà un futuro assicurato. Questa cmq è solo una prima valutazione, figlia dell'emozione e del cuore. Magari poi correggerò con la fredda razionalità, anche se spesso, tale prima impressione si è rivelata la migliore. Complimenti a Fabrizio.
» postato da busto alle 16:43 del 26-06-2009
104 «@Rakanius
ho letto il tuo racconto e l'ho trovato coinvolgente per i suoi tre quarti - la parte conclusiva non è assolutamente all'altezza di quel che la precede.
Si sprecano sicuramente i déjà vu in chi ha attinto per anni alle serie giapponesi di tutti i generi, però la faccenda è sopportabile.
In ogni caso, con lo scenario di Sanctuary non centra una beata c@§§a e la sensazione che si avverte da un miglio di distanza, è che si tratti probabilmente di un riadattamento di qualcosa di già esistente, addirittura forse di un brano stralciato da un romanzo... parere assolutamente personale, comunque.
»
Ti ringrazio Olorin per le tue impressioni ma devo precisare che il mio racconto rientra perfettamente nei limiti (peraltro molto ampi) del bando, ed è stato scritto per Sanctuary: l'idea di farne un romanzo l'ho avuta, ma il romanzo non esiste ancora (e non esisterà per un pezzo perché ora ho altri impegni).
Forse faccio cosa utile rinfrescando la memoria sul bando di Sanctuary:
«
Vista la natura urban-fantasy i racconti possono spaziare senza problemi grazie a una varietà impressionante di personaggi: dalle creature classiche del fantasy (streghe, elfi, nani, ecc.) a protagonisti di stampo più moderno e insolito (quasi cinematografici, per intenderci, alla X-MEN). Personaggi diversi, in un contesto che non è il loro, e che si trovano a dover convivere con la loro diversità.
Racconti che possono o meno, a discrezione dell'Autore, contenere un messaggio o scegliere una via narrativa di pura azione.
SANCTUARY ha tuttavia alcuni punti fissi, che gli Autori che necessitassero di basi su cui lavorare le loro idee potrebbero sfruttare a loro piacimento. La società di questo mondo urban-fantasy è composta da esseri umani come tanti, fra i quali però emergono elementi singolari, diversi, non accettati dalle consuetudini della vita, che si scontrano con una realtà spesso avversa. Le tematiche da sviluppare possono essere le più svariate, sempre e solo a discrezione degli Autori interessati al progetto.
A titolo di esempio: streghe metropolitane che svolgono i loro sabba all'ombra di uno skyline di vetro e cemento, mutantropi in fuga tra i bassifondi cittadini; Dèi in terra mischiati agli uomini e in cerca delle loro antiche origini, fra elfi e nani, goblin e orchi, demoni e angeli, ecc.
Altro elemento destabilizzante, da usare se l'Autore lo ritenesse necessario ai fini narrativi, è la presenza di una setta, La Loggia, formata da uomini e donne "normali" che danno la caccia a questi personaggi considerati, sentiti e vissuti come aberrazioni della natura. Una setta che gli Autori potranno adoperare in caso i fini narrativi richiedessero un elemento destabilizzante di qualche genere. Tutti punti, questi, necessari a smorzare la relativa freddezza di una antologia tradizionale e rendere il progetto molto più appetibile a un vasto pubblico di lettori. »
Per concludere sulle impressioni di Olorin: roba giapponese ne vedo davvero pochina quindi non saprei da cosa avrei copiato, sinceramente, anche se le assonanze con qualcosa di già scritto e già visto sono non solo possibili, ma spesso difficilmente evitabili quando si scrive qualsiasi cosa (non posso aver visto tutto quello che c'è in giro). Ovviamente che battaglie con licantropi, vampiri ecc... siano già comparse in altre opere è un'ovvietà (basta aver visto Underworld, o letto un libro di Luk'janenko, ecc...) e non era certo lì che mi aspettavo di essere originale.
» postato da Rakanius alle 19:38 del 26-06-2009
105 Nel frattempo con la pubblicazione del racconto di Ali la mia pagina web La Vetrina di Mondi Immaginari ospita già due racconti non scelti nella selezione (il primo ovviamente è il mio). Ho deciso così di creare la raccolta elettronica I Racconti Perduti di Sanctuary (sdrammatizzando con un titolo volutamente autoironico...) e offrire lo spazio web a chi vuol ricevere qualche feedback dal pubblico. Invito perciò gli autori che avevano partecipato alla selezione per lo slot riservato all'esordiente a contattarmi al mio indirizzo email bruno_bac@yahoo.com per mandarmi i loro lavori. Li pubblicherò nella pagina al più presto. Ovviamente non c'è lucro da parte mia con questa iniziativa e non ho intenzione di appropriarmi del lavoro altrui (del resto il copyright resta di chi ha creato i racconti). Il pubblico è invitato a leggere e mandare le proprie valutazioni, ovviamente.
» postato da Rakanius alle 19:50 del 26-06-2009
106 «Nel frattempo con la pubblicazione del racconto di Ali la mia pagina web La Vetrina di Mondi Immaginari ospita già due racconti non scelti nella selezione» Ringrazio Rakanius per l'ospitalità. Simpatica, l'idea dei "Racconti Perduti"! Spero che anche altri parteciperanno. Grazie a chi vorrà leggere e commentare il mio racconto. Ciao!
» postato da Ali alle 20:58 del 26-06-2009
107 «Nel frattempo con la pubblicazione del racconto di Ali la mia pagina web
La Vetrina di Mondi Immaginari
»
Oh, là! Ecco! Bravo Bruno. ![]()
» postato da Negróre alle 21:13 del 26-06-2009
108 «Nel frattempo con la pubblicazione del racconto di Ali la mia pagina web
La Vetrina di Mondi Immaginari
ospita già due racconti non scelti nella selezione (il primo ovviamente è il mio). Ho deciso così di creare la raccolta elettronica I Racconti Perduti di Sanctuary (sdrammatizzando con un titolo volutamente autoironico...) e offrire lo spazio web a chi vuol ricevere qualche feedback dal pubblico.
Invito perciò gli autori che avevano partecipato alla selezione per lo slot riservato all'esordiente a contattarmi al mio indirizzo email
bruno_bac@yahoo.com
per mandarmi i loro lavori. Li pubblicherò nella pagina al più presto. Ovviamente non c'è lucro da parte mia con questa iniziativa e non ho intenzione di appropriarmi del lavoro altrui (del resto il copyright resta di chi ha creato i racconti).
Il pubblico è invitato a leggere e mandare le proprie valutazioni, ovviamente.»
Apprezza tantissimo questa iniziativa e attendo altre "inquietanti presenze"...
:"> ![]()
» postato da Albacube alle 21:17 del 26-06-2009
109 Ottimo..presto arriverà anche il mio..anche se in verità si tratta di una collaborazione a 6 mani..
» postato da busto alle 23:58 del 26-06-2009
110 Ho letto il racconto di Ali, Proxima. Deve fare la premessa che quando ho cominciato a leggerlo non mi aveva convinto molto. L'idea di un moribondo che lascia a qualcuno le sue memorie perchè non siano dimenticate non mi pareva il massimo. Non per via dell'originalità, quanto perchè non riusciva ad attecchire.
Ma con l'avanzare del racconto le vicende del protagonista hanno cominciato a prendermi: questo dovuto alla creazione dell'atmosfera di persecuzione e repressione della città, del disprezzo e del senso di superiorità espresso dagli umani verso i diversi. Reso molto bene il senso di solitudine e disperazione, la perdita di ideali ed illusioni, specie quelli della giovane età e della speranza.
Anche se non mi ha sorpreso che il protagonista fosse un centauro, ma non penso che questo volesse essere un fattore sorpresa, molto bella la parte in cui si parla della stella da cui prende titolo il racconto, da quando ne parla al piccolo umano a quando prima di morire vuole rivederla.
Nel finale, un finale davvero molto bello e toccante, viene fuori completamente l'anima del racconto, con l'unica frase pronunciata dall'angelo.
Quindi alla fine il giudizio non solo è migliorato, ma si è completamente capovolto: ottimo lavoro, denso e struggente. Hai reso molto bene lo spirito di Sanctuary. Complimenti ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 11:54 del 27-06-2009
111 Ohdrein, grazie!
Sono felice che "Proxima" ti sia piaciuto, le tue parole sono veramente lusinghiere! Ti ringrazio per aver voluto proseguire nella lettura, nonostante l'inizio non ti convincesse.
Lo so, l'inizio è lento, e lo è di proposito: la mia intenzione era quella di creare un'atmosfera fiabesca, irreale e nostalgica, anche per accentuare il contrasto con le vicende che seguono.
Hai ragione, non ho cercato il fattore sorpresa (anche se ho cercato un po' di velare la natura del protagonista). Non ci sono capovolgimenti o colpi di scena. Mi interessavano l'aspetto psicologico e il rapporto fra i diversi e gli uomini, e anche le diverse anime della città.
Volevo soprattutto creare atmosfere, comunicare immagini, sensazioni, emozioni, e in base alle tue osservazioni mi pare di esserci riuscita.
Grazie ancora, Ohdrein, per aver letto e commentato! Anche tu hai partecipato a Sanctuary? Se posti qualcosa, sarò lieta di leggerti! ![]()
» postato da Ali alle 17:51 del 27-06-2009
112 «Nel frattempo con la pubblicazione del racconto di Ali la mia pagina web La Vetrina di Mondi Immaginari ospita già due racconti non scelti nella selezione (il primo ovviamente è il mio). Ho deciso così di creare la raccolta elettronica I Racconti Perduti di Sanctuary (sdrammatizzando con un titolo volutamente autoironico...) e offrire lo spazio web a chi vuol ricevere qualche feedback dal pubblico. Invito perciò gli autori che avevano partecipato alla selezione per lo slot riservato all'esordiente a contattarmi al mio indirizzo email bruno_bac@yahoo.com per mandarmi i loro lavori. Li pubblicherò nella pagina al più presto. Ovviamente non c'è lucro da parte mia con questa iniziativa e non ho intenzione di appropriarmi del lavoro altrui (del resto il copyright resta di chi ha creato i racconti). Il pubblico è invitato a leggere e mandare le proprie valutazioni, ovviamente.» Complimenti per l'iniziativa Rakanius. Vado a tuffarmi nella lettura.
» postato da spacechili alle 18:16 del 27-06-2009
113 Per quanto riguarda Proxima, che ho letto oggi, il mio parere ricalca abbastanza quello di Ohdrein; forse potrei suggerire, in caso di una revisione futura, di limitare le fughe e le catture del centauro protagonista per farne pochi episodi ma più significativi; ad esempio con una più dettagliata progressione del peggiorare dell'atteggiamento umano nei confronti delle altre razze, o con qualche riferimento (prendendo ispirazione dalla storia di nativi americani, aborigeni ecc...) alla cultura e alla tradizione degli sconfitti che svanisce a poco a poco.
» postato da Rakanius alle 19:06 del 27-06-2009
114 Bruno, ho letto il tuo racconto e mi è piaciuto, anche se non ne sono rimasto 'incantato'. È scorrevole e, come già detto da altri, la prima parte è più introspettiva rispetto alla seconda; ma proprio a quest’ultima è lasciato il compito di movimentare la scena, di mostrare situazioni in grado di offrire più spunti di riflessione, quindi posso dire di averle apprezzate entrambe, ognuna funzionale a modo suo. Nonostante io abbia letto due volte 'Khaibit', sul finale non ho una sensazione netta, perché se è vero che il protagonista, sfiduciato dall’umanità che lo circonda, sacrifica qualcosa di sé per accogliere un’altra anima compiendo così un tentativo di redenzione nei confronti della sua solitudine, è anche vero che l’anima in questione è quella del suo Maestro, qualcuno che ammira e di cui si fida. Tutto sommato un sacrificio ‘sicuro’, psicologicamente parlando. Come avrebbe agito se la richiesta fosse arrivata da un estraneo? Ecco che compare Sara, vampira senz’anima che si mette contro il suo stesso gruppo per aiutare Ivan, a dimostrazione che non è il ‘diverso’ quello da temere... nonostante i mutantropi facciano pensare il contrario. Insomma, il male, così come il bene, non fa discriminazioni di colore, pelle, o razza, ed è giusto che tu l’abbia mostrato in modo semplice. La diversità, nella sua accezione più negativa che crea 'mostri', è un concetto che appartiene a mentalità miopi e colme di pregiudizi, distante anni luce dalla semplicità che invece circonda la vita. Forse Anita — stando alla particolare capacità di Ivan — è la diversità fatta persona (questa volta con accezione positiva) perché, cito: “la sua Anima l’avevo scrutata tante volte per la sudicia curiosità di trovarci lo stesso schifo che c’è in giro, ma lei era di una rettitudine, serietà e bontà che facevano rabbia”. Come dire più unica che rara. Una sensazione che ho avuto è che fosse rivolto ad un pubblico di giovani. È così, magari per qualche regola del concorso? OT: chiedo scusa se rubo spazio a Sanctuary con il commento per un 'racconto perduto di Sanctuary'.
» postato da by Ax alle 20:52 del 27-06-2009
115 @ By Ax: cominciamo dalla fine: il racconto non è rivolto a un pubblico di giovani, anche se la parte di pura azione certamente potrebbe risultare gradita a tale pubblico (ma io ho più di quarant'anni e le scene di azione scritte bene le leggo ancora molto volentieri, motivo per cui cerco anche di scriverne). Quanto alla natura del dono di Ivan: si fa presto a dire che un tizio ha la facoltà di percepire quello che pensano gli altri, ma quale effetto potrebbe avere davvero un simile potere su una persona? Da questo parte tutto, e ci si ricollega anche la decisione di accogliere il proprio maestro dentro di sé. Non sono più stato solo vuol dire anche non ho mai più avuto un momento di privacy in vita mia. Siamo sicuri che sia sopportabile? Vedere le emozioni e cogliere i pensieri degli altri vuol dire che se un amico o una fidanzata ha dei pensieri o sentimenti cattivi verso di te e te li nasconde per non ostacolare il rapporto, tu invece li conoscerai. Ho immaginato insomma che ci sia un sacco di paranoia, dentro il dono di Ivan. E la consapevolezza non desiderabile di una delle più semplici verità, che in fondo siamo tutti soli. Anche se possono esistere persone semplici e rette, come Anita, che probabilmente è stata messa a far da custode a Ivan proprio perché lui ne ha una visione positiva. Comunque anche della gente comune Ivan ha sì paura e disprezzo, ma ne riconosce allo stesso tempo la sofferenza quotidiana. Quanto alle motivazioni della vampira (e del perché è una vampira) è una cosa che svilupperei e so anche come, ma non ho tempo per adesso.
» postato da Rakanius alle 21:40 del 27-06-2009
116 «Per quanto riguarda Proxima, che ho letto oggi, il mio parere ricalca abbastanza quello di Ohdrein; forse potrei suggerire, in caso di una revisione futura, di limitare le fughe e le catture del centauro protagonista per farne pochi episodi ma più significativi»
Grazie della lettura e del commento, Rakanius!
In effetti sì, la trama di "Proxima" è forse un po' frammentaria, ma mi è uscita così! anche perchè volevo raccontare un'intera vita...
Le tue osservazioni sono giuste, ma mi è venuto spontaneo focalizzarmi sul protagonista, lasciando sfumato il contesto storico e culturale della sua razza e puntando più sull'aspetto emotivo che su quello descrittivo. Certo, le possibilità di svolgimento di un racconto sono infinite, e il problema è sempre decidere come sfruttare al meglio lo spazio che abbiamo!
Ho letto con interesse le tue ultime osservazioni su "Khaibit": l'ipotesi della persona che "sente" i pensieri degli altri, pur non essendo nuova, è sempre affascinante. Una buona materia per un romanzo!
» postato da Ali alle 11:29 del 28-06-2009
117 Dal momento che l'iniziativa di raccogliere i Racconti Perduti di Sanctuary ha avuto uno spazio nelle news di Fantasy Magazine incoraggio a spostare là la discussione: http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=13341&highlight=
» postato da Rakanius alle 00:42 del 03-07-2009
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18 Se tornassimo in Topic? Magari giusto perché questi non abbiano più visibilità di quanto meritano...
» postato da Palin alle 22:08 del 16-06-2009