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Agenzia Senzatempo, viaggio irreale nell'Irlanda celtica

Dario Giansanti, Claudia Maschio, Agenzia Senzatempo, viaggio irreale nell'Irlanda celtica - MITOLOGIA - QuiEdit - EditJunior - 2008 - pagine 342 - prezzo 20,00 euro - giudizio: discreto

Agenzia Senzatempo — viaggio nell’Irlanda celtica, è la versione riveduta e ampliata di un testo per adolescenti che li introduce alla ricca mitologia irlandese. Per questo libro è di fondamentale importanza specificare quanto esso sia inteso per un target d’età adolescenziale o comunque di neofiti, altrimenti si rischia di non comprendere il complesso lavoro compiuto da Dario Giansanti e Claudia Maschio.

 

Il corpus mitologico irlandese, infatti, presenta molteplici difficoltà interpretative che chiunque si sia avvicinato con un minimo di serietà alla materia non può non conoscere, mentre nel lavoro in questione esso viene presentato per così come appare nelle varie fonti primarie: il libro della mucca bruna, il libro giallo di Lécan, i Fondamenti del Regno d’Irlanda e via discorrendo. Gli autori hanno intessuto il materiale presente in quei volumi antichi creando un percorso ideale che esplora la storia mitica dell’isola di smeraldo dalle prime invasioni, sino all’avvento del Cristianesimo con Patrizio.

Così andando da un ciclo mitologico a un altro e per la precisione si tratta dei cicli: delle invasioni, dei Tuatha dé Danann, dei Milesi, dell’Ulaid e di Cù Chulainn, il Feniano e per concludere la storia di S. Patrizio e Il destino dei figli di Lér.

 

Questo viaggio viene presentato come un effettivo tour turistico dell’agenzia Senzatempo, che raccoglie un insieme piuttosto assortito di viaggiatori più o meno consapevoli della natura fantastica del viaggio. A bordo di un attrezzatissimo calesse trainato dai mitici cavalli di Manannan Mac Lyr il gruppo si spinge verso l’alba mitologica d’Irlanda per esplorarla in senso cronologicamente progressivo sino alle epoche più recenti. Le avventure di questi mitonauti costituisce la cornice che unisce insieme i vari cicli leggendari.

 

Anche la struttura di questa cornice è stata realizzata con uno stile tipico della produzione per adolescenti, con personaggi come il professor Latinis, sempre o quasi avverso alle narrazioni “barbare” del popolo che mai conobbe la legge di Roma, o il ragioniere Rompini, pragmatista, convinto sino all’ultimo di stare vivendo un viaggio-studio per imparare l’inglese, ma anche il signor Senzatempo, così estremamente distratto per le piccole questioni che lo circondano, ma puntuale e appassionato nel mondo dell’Irrealtà.

 

L’intento di divulgare verso le nuove generazioni i miti e le leggende d’Irlanda — come di qualsiasi altra cultura — è senza dubbio meritevole, per quanto non si tratta di un tipo di materiale bisognoso di grandi accompagnamenti. La cornice di questo libro, in effetti, risulta pesante in diversi punti, segnatamente quelli in cui il gruppo dei viaggiatori dibatte sulla maggiore o minore bellezza di questo o quel racconto.

Tra l’altro, le manie del fantasma “palpeggiatore” Fergus mac Ròich a Emain Macha stonano con una narrazione per ragazzi.

 

Si può anche dire che mentre le leggende narrate sono spesso di tono assai bellicoso, con qualche punta di lirismo, il racconto da vacanza nel mondo dell’Irrealtà, con i suoi battibecchi, gli amori che nascono durante il viaggio e gli addii alla conclusione risulta alquanto fiacco.

 

Dato quanto sopra esposto, per un pubblico più maturo il sollievo arriva nelle appendici, soprattutto con le note di Latinis e Rompini che forniscono un assaggio del dovuto approccio critico alla mitologia di qualsiasi origine e al complesso ma affascinante gaelico irlandese.

Autore: Francesco Coppola - Data: 30 agosto 2010

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Commenti

1 Ringrazio il paziente Francesco Coppola per essersi sottoposto alla lettura del nostro libro e per l'onesta recensione. È sempre istruttivo essere criticati da un professionista... anche quando ti bacchetta più o meno severamente, come in questo caso! Ammetto tutti i difetti da te imputati, Muspeling! Il guaio è che, quando si inventa una nuova formula e si cerca di scrivere due libri in uno (e con un numero limitato di pagine a disposizione), si finisce col cadere in qualche trappola. Effettivamente il rapporto tra le vicende dei mitonauti e la narrazione delle leggende rimane un po' slegato, un difetto che abbiamo cercato di superare nei successivi libri della serie, la "Britannia celtica" e la "Scandinavia vichinga" (di prossima uscita), dove l'interazione tra i due quadri è assai più sviluppata e – mi auguro – avvincente. Riguardo al dovuto approfondimento del materiale gaelico, però, è stata una scelta precisa quella di privilegiare l'ermeneutica dei testi originali, mettendo in appendice gli approfondimenti critici, sia per non appesantire i battibecchi tra i personaggi, sia per sfuggire a un eccesso di didascalismo. In fondo questo era un romanzo prima ancora che un saggio! Davvero, Muspeling, avresti preferito un trattamento più complesso a livello interpretativo? Grazie ancora per la recensione, che pubblicherò nel blog dedicato all' "Agenzia Senzatempo".

» postato da (Dario Giansanti) alle 14:13 del 30-08-2010

2 Grazie a te, Dario Giansanti, per esserti espresso qui! :D Avrei preferito un libro con un approccio più critico? Certo che sì, io! Ma non faccio testo, certo, con i miei gusti personali, la vostra scelta narrativa è ardita e di complessa realizzazione - a mio modo di vedere il primo episodio presenta qualche contraddizione - ciò detto, il mio giudizio personale nulla toglie alla validità dell'idea e alla possibilità che essa possa venire realizzata in modo pieno con le prossime avventure del signor Senzatempo e dei suoi mitonauti!

» postato da un muspeling alle 17:18 del 30-08-2010

3 Che dire? Timidamente mi associo ai commenti da Dario Giansanti, di cui sono coautrice, anche se avrei preferito qualche parere esterno... Insomma, come diceva in una sua indementicabile canzone Francesco Guccini, gli amici veri "Non son certo parecchi, son come i denti in bocca certi vecchi. Ma proprio perché pochi son veri sempre in fondo, e sempre pronti a masticare il mondo!" Ma lasciamo stare queste oziose ricerche di plusao. A Francesco, che è stato così gentile da stroncare il nostro libro, riconosco sicuramente lo scarso che ha dato come voto al romanzo. Ti assicuro, Francesco, che io ho pianto quando ho dovuto tagliere (per esigenze di edizione, che prevedevano solo 200 pagine a nostra disposizione) scene in cui il professor Latinis perdeva la testa per le tre dee patronime di Irlanda. O quando, come se fosse stato vittima da una sniffata di coca, riconduvcva ad Adelina la passione che le tre dee gli avevano suscitato. E poi tutte le parti tagliate tra una narrazione e l'altra, dove Sofia veniva delineata con più vigore... Dario ed io sappiamo qual'è il limite del primo romanzo della Senzatempo. Il romanzo, appunto. Ebbene, seppur piangendo per i prezzi imposti in copertina, sui due successivi romanzi della Senzatempo abbiamo fatto di testa nostra. La Britannia è un romanzo compiuto, e non abbozzato cone l'Iralnda. La Scandinavia un gioellino. Sono più linghi, e neppure quanto avemmo voluto, ma almeno c' è repiro, il romanzo viene prima, o a pari passo. Nel viaggio irreale nella Britannia celtica ripercorriamo la storia dal primo conquistatore (Bryttis) al'ultimo presunto re, Arthur. Che altri non è, questo Arthur o Artù, se non un personaggio di antica derivazione leggendaria, mai attestato storicamente. E i nostri personaggi, che tu vedi cone pretesti per un romanzo da teen agers, acquistano forma, spessore, intervenendo nella trama. Non come in un fantasy, Sia chiaro. Di mio, detesto, anzi odio il gener fantasy, Eppure, pare che con Dario sia riuscita ad addentrarmi in questa terra di nessuno... Ma veniamo a noi, Francesco. La sola cosa che non condivido nella tua critica è l'incipit. I libri che scrivamo io e Dario non sono per adolscenti, caspiterina! Anche per loro, ma non solo per loro. E, se ti scandalizzi per le palpatine di un fantasma, mi sa che devi aggiornariti sulle perversioni che oggi gravitano sulla letteratura per ragazzi, o su quel che propina loro il cinema e, soprattutto, la televisone! Dai, la tua critica sulle palpatine "inesistenti" di un fantasma, fa ridere i polli! A meno che tu non sia venuto su dentro una campana di vetro, o che lo voglia far credere. Sgarbi è uno che sicuramente dispone di enorme preparazione, ma come apre bocca dice una cazzata. Mi auguro proprio che tu non sia uno "Sgarbi"! Lo dico in tranquillità e senza polemica, solo per provocare la voglia di rispondere a queste poche righe scritte con simpatia a tarda ora. E anche per chiederti, visto che con quanto rigore ci hai stroncato, se ti va di fare altrettanto per il secondo libro "Viaggio irreale nella Britannia di Merlino e Artù". Ok, so bene di essere stata provocatoria, ma l'ho fatto nella speranza di un confronto intelligente, cosa che di questi tempi mi pare assai rara. Vedi tu. In sintesi: Le critiche mi piacciono, non mi indispongono affatto. Però rispondo a tono, ci mancherebbe! Ed ora vado a dormire pure io, prima che il gallo canti nell'orto di Getsemani (che battuta cretina!)

» postato da Kyanti alle 04:45 del 03-09-2010

4 Beh, che i tagli possano fare male a chi propone il proprio manoscritto è normale, accettarli una prassi e spesso (sebbene non sia una regola) occasione di crescita. Non pongo alcun dubbio preventivo sulla qualità nella realizzazione dei tomi successivi a quello che ho avuto per le mani, ma lungi da me il volere essere l'unico recensore di FantasyMagazine su libri d'argomento mitologico. E' giusto che anche altri diano il loro giudizio. E' possibile, infatti, che io non abbia alcuna sensibilità per la letteratura da young-adults e le sue problematiche e che sia anche severo sino all'eccesso. Le recensioni dopotutto non sono mai obiettive.

» postato da un muspeling alle 21:27 del 06-09-2010

5 Ciao Muspeling! Sono Dario, entrato in FM col mio vecchio nick poulandersoniano per avvertire che ho messo online la tua recensione nel blog "Agenzia Senzatempo", alla pagina http://agenziasenzatempo.blogspot.com/. Sei naturalmente il benvenuto e puoi intervenire a tuo piacimento! Mi permetto tuttavia di porti una domanda, giacché mi rendo conto che questo romanzo viene a volte presentato come adatto a un pubblico di adolescenti. La cosa mi rende piuttosto perplesso, in quanto - nonostante i tagli - si tratta di un libro di più di 300 pagine, fitto e denso. Claudia e io l'abbiamo scritto pensando a un pubblico non certo di dodicenni, ma piuttosto di giovani adulti. In pratica, per lo stesso pubblico della maggior parte dei libri recensiti qui. Ora, la mia domanda. A tuo avviso, Muspeling, che cos'è che fa pensare che questo sia un libro per ragazzi? È forse la grafica di copertina e il design dei personaggi? Oppure è il fatto che la nostra predilezione è andata su un gruppo di protagonisti scanzonati, lasciando i toni eroici e solenni ai personaggi delle leggende? Non mi è chiaro se tu abbia trovato il testo troppo semplice o troppo pesante. Dapprima affermi giustamente che "il corpus mitologico irlandese presenta molteplici difficoltà interpretative che chiunque si sia avvicinato con un minimo di serietà alla materia non può non conoscere", per poi asserire che "non si tratta di un tipo di materiale bisognoso di grandi accompagnamenti". Dunque, dov'è che non ti torna? Per ragazzi o per adulti? Sono davvero curioso di conoscere la tua opinione. Ti ringrazio ancora per la pazienza e disponibilità. A presto!

» postato da Holger Danske alle 00:15 del 08-09-2010

6 Ciao Dario! Ti rispondo sul blog Senzatempo non appena trovo il tempo, ok? Tranquilli che arrivo! :D

» postato da un muspeling alle 09:01 del 08-09-2010

7 Perfetto! Sei il benvenuto!

» postato da Holger Danske alle 22:20 del 10-09-2010

8 Bòn, Dario, ho finalmente risposto alle tue domande sul vostro blog. :D

» postato da un muspeling alle 21:24 del 12-09-2010

9 Grazie mille, Muspeling. Sei stato fin troppo gentile e paziente, specialmente con due scrittori pignoli e polemici come Claudia e me. Che si sia d'accordo o meno, le osservazioni dal "di fuori" sono sempre preziosissime, sia per migliorare il lavoro nei libri successivi, sia per mirare al giusto target (sai bene quanto sia importante definire il pubblico a cui è destinato un libro). Grazie ancora, Muspeling, è a presto.

» postato da Holger Danske alle 22:55 del 13-09-2010

10 Grazie a voi! :D

» postato da un muspeling alle 23:34 del 13-09-2010

11 Personalmente trovo questa recensione ingiustamente severa e crudele! Ho avuto modo di leggere sia questo libro sull'Irlanda che quello sulla Britannia e li ho apprezzati davvero moltissimo, se non altro gli autori hanno cercato di scrivere qualcosa di diverso rispetto ai soliti fantasy dalle trame surreali! Penso che questo libro, oltre che per gli adolescenti, possa essere molto piacevole anche per i lettori adulti, in quanto offre la possibilità di venire a contatto con il mondo della filologia, della mitologia e della storia in un modo divertente, senza mai scadere nella pesantezza e nella banalità! Non si può pretendere la perfezione, magari qualche punto può essere un pò meno scorrevole, ma l'opera resta davvero unica nel suo genere! Non vedo l'ora che esca anche il volume sulla Scandinavia e spero che la serie possa continuare ancora con altri viaggi! Tanti cari saluti e complimenti agli autori!!!

» postato da (Flavia DL) alle 22:34 del 23-09-2010

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