La Setta degli Assassini - Le Guerre del Mondo Emerso, vol. 1

Licia Troisi, La Setta degli Assassini - Le Guerre del Mondo Emerso, vol. 1 (2006) - FANTASY - Mondadori Editore - I Miti - 2007 - pagine 551 - prezzo 6,00 euro - giudizio: ottimo

"Sono passati quarant'anni dalla grande guerra che ha messo fine alla sete di conquista di Aster il Tiranno, ma ancora il Mondo Emerso non ha trovato pace. Dohor, Cavaliere di Drago diventato Re della Terra del Sole, sta lentamente estendendo la sua influenza sul resto delle Terre Emerse. Ma non è l'unico a tramare per il potere. La misteriosa Gilda degli Assassini, i cui membri sono votati all'omicidio in tutte le sue forme, ha riportato in vita il culto sanguinario e terribile di Aster.

 

Per compiere i propri oscuri piani, la Gilda ricerca ovunque sodali e guerrieri assassini come Dubhe, che, a diciassette anni, è la ladra più abile della Terra del Sole, capace di entrare come un'ombra nelle case più protette e di sottrarvi quanto di più prezioso. E anche se la ragazza ha giurato che non avrebbe mai tolto la vita a un umano, la Gilda ha molti mezzi per convincere chiunque. Come un sortilegio, che dovrebbe trasformare Dubhe in una schiava pronta a uccidere a comando..."

 

Il primo volume delle Guerre del Mondo Emerso, La Setta degli Assassini (2006), conferma Licia Troisi come una delle autrici di maggior successo della fantasy italiana. Un volume corposo, quest'ultimo, ben raccontato, con una storia avvolgente che non manca di avvincere il lettore alle sue tante pagine. Primo merito di questo romanzo, che vede già in libreria il seguito, Le Due Guerriere (e presto anche l’atto conclusivo della trilogia, dal titolo Un Nuovo Regno), è la presenza di una protagonista a tuttotondo: Dubhe la ladra, Dubhe la Bambina della Morte, e ancora Dubhe ragazza triste e donna sola in cerca di un posto tutto suo nel grande affresco del Mondo Emerso.

 

Ma se ci soffermiamo per un istante a pensare alla produzione della Troisi, il confronto col suo primo ciclo di romanzi viene quasi spontaneo. Si torna inevitabilmente indietro e si guarda al primo libro della Troisi: Nihal della Terra del Vento (romanzo che l’ha presentata al grande pubblico nel 2004, e capostipite di un vero e proprio caso letterario fantasy senza precedenti in Italia). Licia Troisi è maturata molto, questo è chiaro fin da subito. Ogni scena interna alla Setta degli Assassini è dosata con sapienza, ha un solido ruolo nella trama del romanzo e regge l’impatto con gli altri capitoli. C’è metodo insomma, un metodo che in Nihal della Terra del Vento era meno presente, meno percepibile, e che rendeva quel primo romanzo, forse, per certi versi, più macchinoso e ostico in vari passaggi (soprattutto negli ultimi capitoli di quel tomo). 

 

Invece, non vi è nulla di artificioso o problematico in questo primo capitolo delle Guerre. Si è spinti a leggere con voracità le 551 pagine, qualità questa che non tutti i romanzi possono vantare (e certamente punto di forza di Licia Troisi). Dubhe inoltre è una “padrona di casa” impeccabile, e si lascia scoprire poco a poco: con un paio di capitoli presentati in tempo reale, e altri in un passato vivido di immagini e colori non ovvi, mai banali. E probabilmente, azzardando un confronto con Nihal, questo escamotage permette a Dubhe di sembrare molto più tridimensionale e presente per tutto il corso dell’opera. 


Un Nuovo Regno di Licia Troisi

 

Fra i vari comprimari, ancora, reggono molto bene la loro caratterizzazione l’intramontabile Ido, già presente nelle Cronache del Mondo Emerso; Yeshol, Somma Guardia della Gilda, venata di un vero e palpabile fervore religioso e ascetico; e Sarnek, Maestro di Dubhe nella difficile arte della sopravvivenza (e non tanto dell’assassinio). Restano un po’ in ombra, a nostro avviso, altri personaggi interessantissimi. Prima fra tutti Rekla. La Guardia dei Veleni ha ottimi spunti, come lo slancio mistico-devozionale che la spinge a una cieca obbedienza verso la Gilda e a una freddezza e supponenza non indifferenti, eppure, in certi momenti, queste caratteristiche ci paiono venire meno, per cedere e piegarsi un poco alle necessità della storia (forse, e c’è da dirlo, in previsione del successivo volume). Ancora, Lonerin. Un personaggio, un giovane mago, che in questo volume svolge solo lo stretto necessario per introdurre il suo personaggio, mostrando ancora una volta che il vero pilastro della storia, il centro focale attorno a cui tutto ruota, è Dubhe.

 

Dell’intreccio e della trama abbiamo già accennato, ma in conclusione ci preme sottolineare un’ultima cosa: che questo volume, tanto per proseguire il paragone col primo libro firmato da Licia Troisi, ha una fine degna di questo nome. La storia è ovviamente lasciata in divenire, ma lo stacco che si percepiva in Nihal della Terra del Vento al termine del romanzo è praticamente assente nella Setta degli Assassini.

 

La Setta degli Assassini è insomma un ottimo romanzo per intrattenere, svagare e condurre lontano il lettore, in un mondo altro: il Mondo Emerso. Un mondo tratteggiato in modo essenziale e mai invasivo, che permette a tutti di muoversi tranquillamente e con piacere fra città caotiche, deserti sterminati e biblioteche nascoste. Licia Troisi ancora una volta ha affilato la sua penna e con una stoccata e un affondo ha vinto l’ennesima battaglia col foglio bianco.

Autore: Luca Azzolini - Data: 26 ottobre 2007

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Commenti

1 Nihal sarà sempre il personaggio più caratterizzato e avvincente di sempre!dubhe è un'ottima "seguace".ma la storia è molto diversa,dubhe è molto diversa,più impaurita!consigliato a coloro che hanno letto le cronache,e x chi nn le ha lette..bé leggetele poi potete prendere le guerre!

» postato da chunlizang85 alle 02:03 del 22-02-2010

2 Ma è uno scherzo? :shock:

» postato da Zweilawyer alle 14:41 del 22-02-2010

3 «Ma è uno scherzo? :shock:» Purtroppo no. :cry: Spesso commenti di questo genere si limitano ai soli visitatori, ma a volte... Speriamo solo che la frequentazione possa giovare, a loro e alla povera, e bistrattata, lingua italiana. Non ti curar di loro ma guarda e passa.

» postato da G.C. alle 15:45 del 22-02-2010

4 Anche tu hai ragione, ma la caratterizzazione di Nihal è grottesca..bah..

» postato da Zweilawyer alle 20:41 del 22-02-2010

5 ..nn capisco..nn vi piace nihal e la saga del mondo emerso?perché potete voi evitare di commentare!ho detto che se uno nn conosce la saga prima deve leggere le cronache e poi le guerre.se ho sbagliato la "lingua italiana" chiedo scusa ma penso che si capisce quello che cercavo di dire.si adoro nihal e la trovo fantastica!e trovo anche stupenda dubhe!va' bé..

» postato da chunlizang85 alle 10:33 del 26-02-2010

6 Non per fare il vecchio bacucco, ma non è la comprensione il problema (anche se a volte devo leggere 2 volte per fare la traduzione) quanto la forma. Lasciando stare le regole del forum che pregano di non scrivere in modalità sms, è così difficile scrivere 'non' al posto 'nn', o mettere uno spazio dopo la punteggiatura? Ti accorgerai che una volta superato lo scoglio dell'italiano qui è pieno di gente simpatica (a cui la troisi non piace lo stesso, ma per lo meno ci potrai litigare cordialmente :wink: )

» postato da Barbagianni alle 15:00 del 26-02-2010

7 «Non per fare il vecchio bacucco, » Cerca di non rubarmi la parte, fai solo il bacucco e lascia a me l'essere vecchio :wink: Io faccio il crudele, controlla le regole e capirai da sola. :D http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=3717&start=0

» postato da G.C. alle 15:06 del 26-02-2010

8 ok. ci sono. scusatemi ancora. non piace nemmeno a me scrivere in modalità "sms".. mi piace questo sito, e adoro leggere. mi piace commentare i libri, (e leggere i pareri degli altri). mi scuso!

» postato da chunlizang85 alle 15:58 del 26-02-2010

9 Il signore che ha scritto questa recensione si è accorto di quel che dice? No, perché il libro della Troisi è così pieno di idiozie linguistiche e formali da far spavento. Originalità saltami addosso e refusi assurdi. Dove sono gli editor? Parlando della protagonista: Dubhe è uguale a Nihal, Loneri è uguale a Sennar. E Dubhe è pure antipatica. E lo dice una che a suo tempo ha apprezzato le opere della Troisi, ma per un unico motivo: avendo letto pochissimo di questo genere non mi rendevo conto di quanto fosse trito, ritrito r ri-ritrito. Mah...

» postato da (Cecilia Mellere) alle 11:28 del 17-01-2011

10 «Dove sono gli editor?» Se l'editor di questa trilogia è lo stesso delle Cronache, non bisogna certo spiegargli il mestiere :roll: «No, perché il libro della Troisi è così pieno di idiozie linguistiche e formali da far spavento. » Esempi?

» postato da Palin alle 11:58 del 17-01-2011

11 «avendo letto pochissimo di questo genere non mi rendevo conto di quanto fosse trito, ritrito r ri-ritrito. Mah...» una curiosità accademica, Cecilia: è stata la Troisi a spingerti comunque a cercare altri libri dello stesso genere ma di autori diversi?

» postato da Marina alle 14:07 del 17-01-2011

12 Marina No. Ma, anche se fosse, questo cambierebbe qualcosa del romanzo? Non dirmi, ti prego, "è stata utile comunque". Può darsi. Ma il fatto che la storia sia trita non cambia. Ho smesso di leggerla perché le idee che mi trasmettevano i suoi libri non mi piacevano e perché io e la signora abbiamo idee e valori opposti. Ci ho provato per un bel po', ho comprato tutti i libri del mondo emerso perché poi alla fine mi affezionavo ai personaggi, ho pure i libri di illustrazioni (per beare i miei occhietti con i disegni di Barbieri), ma adesso basta. Ci rinuncio. Palin Sarebbero un migliaio ma un paio su tutti: "per tendere un arco non era necessaria la forza" il che è ridicolo con gli archi nudi e olimpici di adesso (ne ho uno), figurarsi per quelli antichi, costruiti col legno. oppure i tanti "vai al diavolo!" e nel mondo emerso il povero Satana nemmeno esiste, "uno a zero per me!" e non c'è il calcio. E così via... Sono piccole cose che alla prima lettura neanche noti, ma quando diventano tante, tante e tante ancora danno sui nervi. Non lo si poteva controllare? e, dulcis in fundo, le due simpatiche ma ignorate regole della narrativa: 1.Scrivi di quel che sai e se non sai informati (vedi l'arco) 2. Mostrare, non raccontare.

» postato da (Cecilia Mellere) alle 22:13 del 19-01-2011

13 «Marina No. Ma, anche se fosse, questo cambierebbe qualcosa del romanzo? Non dirmi, ti prego, "è stata utile comunque". Può darsi. Ma il fatto che la storia sia trita non cambia. » sto semplicemente cercando di verificare un dato oggettivo. Però, visto che a tua volta mi fai una domanda, sì, penso che "se anche fosse" sarebbe stata cmq utile, anche se poi hai rivalutato i suoi romanzi in senso negativo. Io sono fra quelli che ritengono che nella lettura non importa da dove si cominci (potrebbe essere pure Bryan di Boscoquieto che considero probabilmente il punto più infimo della produzione italiana), purchè si cominci. Abbiamo tutti età ed esperienze diverse, non possiamo pretendere di iniziare tutti dal Signore degli Anelli. « Ho smesso di leggerla perché le idee che mi trasmettevano i suoi libri non mi piacevano e perché io e la signora abbiamo idee e valori opposti. Ci ho provato per un bel po', ho comprato tutti i libri del mondo emerso perché poi alla fine mi affezionavo ai personaggi, ho pure i libri di illustrazioni (per beare i miei occhietti con i disegni di Barbieri), ma adesso basta. Ci rinuncio. » beh, su questo mica ti devi giustificare, non l'ha ordinato il dottore di leggere la Troisi ;) Noto però, e di questo mi rammarico, che i tuoi rilievi a fondo post ripetono pedissequamente i teoremi gamberetteschi. E io, per numerosi motivi (che sei vuoi sono disponibile a esplicitare), diffido del giudizio artistico di chi recita i manuali a memoria. O da chi ripete chi recita.

» postato da Marina alle 23:38 del 19-01-2011

14 Marina: Ah, me l'aspettavo. Ma ho scoperto il sito di Gambery fantasy mesi dopo aver rinunciato a leggere la Troisi e aver trovato le incongruenze. Quando ho letto le recensioni di Gamberetta non ho fatto altro che ritrovare, più esplicitate, molte mie perplessità e in alcuni casi non mi trovo d'accordo con lei (vedi i pignistei di Dubhe che per me non sono un problema) In ogni caso, se hai letto le "risposte ai miti" vedrai che i manuali servono soltanto alla tecnica, non alla sostanza del romanzo. Se vuoi esplicitare fai pure, anzi, mi interesserebbe. Un'ultima cosa: sarà anche ripetere pedissequamente ma la prima regola non è necessario leggerla su un manuale, è intuitiva. Non ho bisogno di Gamberetta per sapere che se io nel mio libro faccio vivere i personaggi in Vaticano mi devo documentare, o scrivo stronzate, ti pare?

» postato da (Cecilia Mellere) alle 10:01 del 20-01-2011

15 « Se vuoi esplicitare fai pure, anzi, mi interesserebbe. » bene, allora lo farò senz'altro, ma siccome è un discorso lungo e articolato, che tocca vari punti dell'editoria, ti chiedo di pazientare un pochino, perché nei prossimi giorni ho davanti scadenze lavorative importanti e anche qualche scadenza FMiana. Ho preferito fartelo presente, piuttosto che farti aspettare giorni in silenzio: sparire come Houdini è una cosa che non mi piace fare :wink:

» postato da Marina alle 13:11 del 20-01-2011

16 Riflessione che esce un pò dall'argomento, anche se nasce da quanto letto nella discussione. Di frequente si vedono diatribe sul forum tra chi è lettore affezionato di certe saghe e chi le critica. E spesso i giovani lettori s'approcciano al genere con autori come Licia Troisi e ne sono rapiti, è normale; con il tempo e l'esperienza svilupperanno senso critico, al momento mancante dato che non c'è raffronto con altri romanzi di genere. Come dice Marina l'importante è cominciare (con Boscoquieto meglio di no però :wink: ) e se possbile farlo non cominciare da scrittori "nuovi" (leggasi che scrivono in questi anni), ma scoprire quelli del passato (a es, Brooks, Martin, Ende, Weis e Hickman, per citarne alcuni). E' importante fare questo percorso perchè, riprendendo un discorso fatto su un altro 3d che toccava punti più ampi, non bisogna dimenticare il passato dato che c'è molto da imparare.

» postato da M.T. alle 14:35 del 20-01-2011

17 I romanzi della Troisi possono essere un buon punto di partenza per il neofita, ma presto o tardi la curiosità dovrebbe portarlo a conoscere testi migliori... come dice M.T, dalle opere basilari non si scappa, prima o poi vanno lette! E sono d'accordissimo con Cecilia: i romanzi del Mondo Emerso sono strapieni di errori e sviste. Nelle Cronache (che, devo dire, mi sono un pò piaciute) la cosa è tutto sommato perdonabile, ma nelle opere successive la situazione non migliora, anzi.

» postato da Mr. Giobblin alle 15:03 del 20-01-2011

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