Editoria fantastica
a cura di Marina Lenti

Incontro con Reverdito

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Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l'editoria?

Deve per forza di cose essere un volto diverso da quello che ha oggi? Non credo. Forse potrebbe essere un volto più propositivo e brillante, certo, ma a ben vedere il lettore per primo può scovare "la sua editoria". Non è retorica, ma si può trovare di tutto là fuori. Basta avere il tempo, la voglia e l'interesse per guardarsi attorno. È facile puntare il dito contro i problemi, che esistono come in tutti i campi possibili e immaginabili della nostra società, senza poi però fare niente di concreto per risolverli. C'è già tutto quello di cui abbiamo bisogno, basta fare qualcosa per ottenerlo.

Con quali criteri scegliete un libro di genere Fantastico?

La Collana Pegaso, curata da Luca Azzolini, contiene in sé tutte le declinazioni del fantastico: storico, romantico, gotico, dark-fantasy, a quello sfumato di avventura o di horror, di fantascienza o urban-fantasy. Cosa ci fa scegliere fra i tanti manoscritti? Semplicemente la bontà del testo. Può sembrare riduttivo, e forse lo è, ma è imprescindibile per essere pubblicati. Deve piacerci. Deve trasmetterci qualcosa. Un'emozione. Noi non siamo mostri a tre teste, siamo dei lettori prima di tutto. E come ogni lettore vogliamo essere avvinti da una bella storia, scritta bene, che ci emozioni.


Midgard (Reverdito Editore, 2009) ingrandisci

Certo, la Collana Pegaso può ospitare un certo numero di volumi all'anno, può prendere una direzione piuttosto che un'altra, ma un romanzo valido non resta inedito molto a lungo, uno sbocco lo trova sempre.

Che caratteristiche avrebbe il libro che sognate di scoprire?

Un libro che sappia sfiorare certe corde emotive è qualcosa di davvero raro. Un libro capace di parlare a molti, se non a tutti, è ancora più raro. Ecco, forse un libro come questo non me lo lascerei proprio scappare.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti?

Certo, non facciamo distinzioni. Ci fa piacere essere contattati dagli autori che ci inviano spontaneamente i loro testi, e dalle agenzie che propongono i loro autori. Le perle si possono nascondere ovunque, e a noi piace cercarle.

Due consigli agli scrittori: cosa fare e cosa non fare assolutamente quando si rivolgono a voi.

Per il cosa fare:

1)      Date un'occhiata al nostro catalogo e ai nostri libri, sfogliateli in libreria (se proprio non volete comperarli...), oppure cercate in rete informazioni che ci riguardano, cosa abbiamo già scelto e le nostre linee guida.

2)      Informatevi il più possibile sull'editrice e curate al massimo l'invio del vostro testo, è sicuramente una carta in più se giocata bene.

 

Cosa non fare:

1)      Evitate di spedire i manoscritti senza averli riletti almeno un paio di volte. Spesso arrivano in sede manoscritti che già nella prima pagina contengono refusi, chiaramente questo indispone il lettore e va a incidere sulla valutazione finale. Considerate sempre la prima stesura come un qualcosa di grezzo che va riscritto e rimodellato. Lasciate "riposare" il vostro lavoro. Curatelo il più possibile, non abbiate fretta di pubblicare, e una volta che avrete fatto tutto ciò chiedetevi se è qualitativamente all'altezza di ciò che amate leggere.

2)      Siate semplici e diretti, educati e pazienti. Niente mail chilometriche in cui elencate le qualità indiscutibili del vostro testo — un sicuro best-seller — ma a oggi ancora incompreso.

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto?

Sono tanti, ma fra i più ricorrenti vi sono: "D" eufoniche a profusione, aggettivazione eccessiva, punteggiatura  sparsa come semenza in un campo arato, a volte una vera e propria mancanza di padronanza linguistica e lessicale (ripetizioni, errori grammaticali e sintattici, ecc.), e in generale una disattenzione alla resa del testo. Spesso arrivano manoscritti con pagine definite a "colata di cemento",  senza un rientro, senza un a capo, un blocco di parole capace di spaventare anche il più volenteroso fra i lettori.

E nella lettera che accompagna l'elaborato?

Le più spiacevoli sono le mail bianche, peggio ancora se l'indirizzo mail non riporta nessun nome e cognome ma solo qualche oscura e criptica sigla.

 

Opposte, le mail a cascata. Lì perlomeno i dati identificativi ci sono, risulta difficile scovarli in mezzo a pagine e pagine di chiacchiere, ma ci sono.

E nella sinossi?

In una sinossi il vero problema è mancare il punto. Mi spiego. Le sinossi devono invogliare alla lettura, essere brevi e incisive, avvincenti se possibile, e devono puntare su tutte le particolarità del testo (e non essere solo un gelido elenco di: "Caio va a Roma, incontra Tizio, poi Tizio lo inganna e fugge a Milano, dove incontra Sempronio, mentre Caio parte per Firenze.").


Il sigillo dei Templari (Reverdito Editore, 2009)

Spesso e volentieri, però, chi è al suo esordio non lo sa, o non sa fare una sinossi in modo professionale: ecco allora che queste paginette possono diventare il più grande nemico di un esordiente. Se non si sa come cogliere l'attenzione di un editor, c'è il serio rischio di compromettere il lavoro di anni.

Promozione e marketing: la vostra ricetta...

Cerchiamo di essere sempre presenti, di tenere informati i nostri lettori, di non mancare mai un appuntamento importante. Non abbandoniamo la tradizione, ma cerchiamo nuove vie e sondiamo il potenziale della rete e la pubblicità virale che ne può nascere. Ma, l'unica vera fonte di promozione è quella che si crea col passaparola dei lettori. Se manca quello, tutto il resto non ha più senso.

 

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Autore: Marina Lenti - Data: 19 luglio 2010

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Commenti

1 Bella realtà, bella intervista (e belle speranze!). Avrei bisogno di una precisazione: per l'invio degli elaborati, qui l'editore parla di un minimo di 3 capitoli in visione se inviati per mail. Nel sito di Luca Azzolini si parla invece di un massimo di 3 capitoli, indicazione che ho seguito con un po' di rammarico, pensando che quello che inviavo non era forse abbastanza rappresentativo del mio romanzo (un testo molto lungo, in effetti...). Volevo sapere se devo inviare qualcos'altro (o se ne avete già avuto abbastanza... :) ) Auguri e buon lavoro!

» postato da Ali alle 14:07 del 19-07-2010

2 Cara Ali, grazie per i complimenti. E' un lavoro che portiamo avanti da tanti anni e sempre con passione (quest'anno, a marzo 2010, abbiamo spento le nostre prime 40 candeline), cercando di fare il possibile per portare in libreria buoni titoli, capaci di appassionare i lettori. Colgo anche l'occasione per ringraziare Marina Lenti per la bella opportunità che ci ha dato permettendoci di parlare di questa nostra realtà. Vengo al tuo dubbio. Il minimo 3 capitoli è il limite minimo per una prima valutazione del lavoro, ovviamente in questa intervista mi sono riferito in modo piuttosto generico alle caratteristiche base per un invio. Poi ogni curatore delle collane Reverdito agisce come meglio crede. Luca Azzolini ha dato le sue direttive e Silvano Faggioni, un altro nostro editor che cura collane di saggistica, ne ha date altre. Possono bastare 3 capitoli per individuare pregi e difetti di un manoscritto, poi ovviamente sarà cura dell'editor approfondire quella prima impressione e richiedere il testo completo. Grazie ancora per le belle parole e un saluto. RR

» postato da (Raniero Reverdito) alle 15:49 del 19-07-2010

3 Interessante intervista :) Sulla rete spesso si parla di lettere di presentazione e di come spesso sono penalizzanti perchè l'autore autoincensa la propria opera (mossa penalizzante ai massimi livelli: non riesco a comprendere come molta gente non riesca a capire come questo modus operandi è controproducente. Basterebbe un poco di buon senso per arrivarci), quando invece dovrebbe semplicemente mostrare la natura del lavoro, spiegando cosa si è voluto creare. Quello che mi piacerebbe scoprire è come la sinossi dovrebbe essere fatta; certo non può essere un semplice elenco di tappe, ma che cosa deve essere fatto trasparire per far nascere la voglia di leggere l'intero romanzo? Può bastare la lettera di presentazione e la sinossi a invogliarvi a leggere il romanzo senza avere alcuni capitoli da leggere o questi sono indispendabili per farvi accettare un'eventuale lettura completa?

» postato da Anonimo (DH) alle 16:06 del 21-07-2010

4 Ciao Ohdrein, grazie anche a te per le belle parole, fanno sempre piacere. La sinossi è uno strumento importante quanto delicato. Deve contenere i dettagli principali di un romanzo, i suoi snodi e presentare i personaggi senza scadere nell'elenco forzato di tappe che questi ultimi dovranno affrontare. Non esiste lo schema perfetto per realizzarla, ma per quanto ci riguarda una buona sinossi sta fra le 3 e le 6 cartelle (cartelle, e non pagine). Oltre si rischia di perdere l'attenzione del lettore. L'errore che fanno in molti è considerare la sinossi come un "in più" rispetto al testo. No. C'è da considerarla come parte integrante del volume inviato: deve avere un suo ritmo, delle sue pause, un "incipit" e una chiusura degna di questo nome. Chi è al suo esordio farebbe bene per questo a considerarla come un "racconto". Se si intendessero queste pagine come un racconto, forse ci si potrebbe spendere sopra la giusta attenzione. Troppo spesso mi è capitato di leggere sinossi che non mettevano in luce alcun aspetto particolare dell'opera inviata (alcune proprio senza capo né coda). A quel punto le risposte che mi davo erano due: o il testo non aveva nulla di particolare, oppure l'autore al suo esordio non era stato in grado di farmi capire in cosa il suo romanzo differiva dagli altri e perché meritava di essere pubblicato. All'altra tua domanda rispondo così: che i capitoli sono davvero necessari. Una buona sinossi è niente se non è accompagnata da una scrittura altrettanto valida. Certo, ci sono autori che preferiscono inviare solo la lettera di presentazione e la sinossi, per motivi di tempo (più delle casa editrici che loro). Ma dopo aver valutato queste, la prima cosa che viene richiesta è di spedire quei 3 capitoli necessari per afferrare lo stile e il livello di un esordiente. Spero di esserti stato d'aiuto. Un saluto, RR

» postato da (Raniero Reverdito) alle 09:10 del 23-07-2010

5 « Colgo anche l'occasione per ringraziare Marina Lenti per la bella opportunità che ci ha dato permettendoci di parlare di questa nostra realtà. » grazie a Voi per esserVi sottoposti al mio lunghissimo fuoco di fila ;)

» postato da Marina alle 09:27 del 23-07-2010

6 Oh, la Reverdito Editore! :D Il mio primo romanzo fantasy era edito dalla Reverdito: La Danza degli Elfi, di Hohlbein, 1989 collana Pegaso. Quanti ricordi, ho amato tantissimo quella storia. Ancora la rileggo! :-0 Se mi sono innamorata del fantasy lo devo alla Reverdito, quindi sentiti ringraziamenti! E complimenti a Marina per scovare sempre editrici così interessanti. :wink: Finalmente avete chiarito il mio dubbio sulla sinossi: istintivamente avevo sempre pensato che fosse di importanza capitale nel convincere un editore a considerare un romanzo, ma non avevo mai capito come impostarla correttamente. Insomma, in poche parole si tratterebbe di riassumere il romanzo in un racconto breve che esprima tutte le sfaccettature della trama. Riguardo alla questione editing, vi è mai capitato di leggere un romanzo esordiente dalla trama brillante e promettente, ma dallo stile molto immaturo, al punto da richiedere una pesante riscrittura? Come si comporta un editore in questi casi, se mai ce ne sono? Grazie. :D

» postato da ringstorm alle 10:41 del 23-07-2010

7 « Riguardo alla questione editing, vi è mai capitato di leggere un romanzo esordiente dalla trama brillante e promettente, ma dallo stile molto immaturo, al punto da richiedere una pesante riscrittura? Come si comporta un editore in questi casi, se mai ce ne sono? Grazie. :D» OT/Il romanzo viene collocato nella fornace e l'autrice (una a caso) crocifissa in sala mensa. :twisted: :mrgreen: /fine OT Bella e interessante intervista, mi fate venire voglia di scrivere qualcosa e mandarvelo! ^______^

» postato da Kinzica alle 11:57 del 23-07-2010

8 Molto interessante! Vi tengo d'occhio ragazzi! :burning :wink:

» postato da un muspeling alle 12:33 del 23-07-2010

9 « Spero di esserti stato d'aiuto. Un saluto, RR» Spiegazione chiara e dettagliata: la mia curiosità è stata soddisfatta :) Grazie per la disponibilità e la gentilezza dimostrata :)

» postato da Anonimo (DH) alle 12:34 del 23-07-2010

10 « OT/l'autrice (una a caso) crocifissa in sala mensa. :twisted: :mrgreen: /fine OT » E non gli si intrecciano i diti :twisted: ? (mitico Fantozzi <img src=:"> )

» postato da Anonimo (DH) alle 12:36 del 23-07-2010

11 - Marina: è stato un vero piacere. La possibilità di esprimersi per un editore è rara (se non per mezzo dei libri che produce). Questa era davvero un'occasione preziosa. - Ringstorm: sentirti dire che la passione per la letteratura fantastica è nata grazie a un nostro libro (fra l'altro quel romanzo di Hohlbein è anche uno dei miei preferiti) è uno dei complimenti più grandi per un editore. Non puoi nemmeno lontanamente immaginare il piacere che mi fa sentirtelo dire... Ci sono ottimi autori là fuori. Non scordiamo che gli autori che ammiriamo tanto oggi, presenti in libreria, italiani o stranieri che siano, erano tutti esordienti al loro primo romanzo. Anche per questo un'opera prima va osservata col giusto rispetto. Il seme per qualcosa di più grande, se c'è, è lì. Col tempo può portare a qualcosa ma bisogna crederci. Ma venendo alla tua domanda, è un evento raro trovare un autore con le idee buone e lo stile sciapo. Cerco di spiegarmi. Oggi come oggi, noto che il problema più grande è il saper creare trame, personaggi e intrecci credibili: cioè dare spessore a una storia. Vedo diversi esordienti che scrivono in un italiano corretto, ma molti di loro risultano "asettici", freddi. Non abbiate paura di osare. Non abbiate paura di mettere qualcosa di vostro dentro una storia. Se un esordiente non è ancora capace di calarsi in modo credibile in vite altrui (e non è detto che non lo impari strada facendo), allora è bene che impari il mestiere calando qualcosa di sé nel suo primo libro (che è un po' come recita il vecchio detto: scrivi ciò che sai. Che qui, volendo, possiamo variare in: scrivi ciò che sei...). Ovviamente questo può andar bene per il primo libro. Poi però è necessario crescere e lavorare su ciò che si vuol dire. E questo, molto banalmente, lo si impara leggendo. E leggendo i migliori. - Kinzica: grazie per le belle parole. Siamo sempre in cerca di buoni manoscritti, e la mail cui inviarli è sempre là. Quando vuoi, noi ci siamo... Grazie a tutti, RR

» postato da (Raniero Reverdito) alle 13:01 del 23-07-2010

12 « Oggi come oggi, noto che il problema più grande è il saper creare trame, personaggi e intrecci credibili: cioè dare spessore a una storia. Vedo diversi esordienti che scrivono in un italiano corretto, ma molti di loro risultano "asettici", freddi. Non abbiate paura di osare. Non abbiate paura di mettere qualcosa di vostro dentro una storia. Se un esordiente non è ancora capace di calarsi in modo credibile in vite altrui (e non è detto che non lo impari strada facendo), allora è bene che impari il mestiere calando qualcosa di sé nel suo primo libro (che è un po' come recita il vecchio detto: scrivi ciò che sai. Che qui, volendo, possiamo variare in: scrivi ciò che sei...). Ovviamente questo può andar bene per il primo libro. Poi però è necessario crescere e lavorare su ciò che si vuol dire. E questo, molto banalmente, lo si impara leggendo. E leggendo i migliori. » Idea che condivido e che ho sempre avuto: è ciò che rende un romanzo un buon romanzo :D .

» postato da Anonimo (DH) alle 13:08 del 23-07-2010

13 Tutto molto interessante. Sapere che una casa editrice con una simile storia abbia deciso di puntare *nuovamente* sul Fantasy fa piacere. Inoltre, le parole dell'editore Raniero, sono particolarmente positive: mi piace molto il fatto che spinga a osare. La Reverdito entra di prepotenza (mia colpa non averla conosciuta in prima persona, come lettore) tra le case editrici di sicuro interesse, e lo dico come (eventuale) autore, se in futuro avrò di nuovo la forza di puntare su un mio Fantasy. Piccola domanda per Raniero Reverdito: come ha accolto le nuove proposte il circuito delle librerie? Vi sembra che vi stiano dando il giusto spazio? Lo chiedo, perché so quanto costi proporre "cose nuove", quando per molti anni ci si è mossi in altre direzioni.

» postato da Negróre alle 20:47 del 23-07-2010

14 « - Ringstorm: sentirti dire che la passione per la letteratura fantastica è nata grazie a un nostro libro (fra l'altro quel romanzo di Hohlbein è anche uno dei miei preferiti) è uno dei complimenti più grandi per un editore. Non puoi nemmeno lontanamente immaginare il piacere che mi fa sentirtelo dire... » Sono contenta di averle fatto piacere. Avevo otto anni quando lessi quel romanzo, quindi le lascio immaginare quanto sia stato formativo per me. La componente affettiva, poi, non ne parliamo proprio! :D « Oggi come oggi, noto che il problema più grande è il saper creare trame, personaggi e intrecci credibili: cioè dare spessore a una storia. Vedo diversi esordienti che scrivono in un italiano corretto, ma molti di loro risultano "asettici", freddi.» Sicuramente ad oggi, con tutto quello che è stato scritto e letto, è più impegnativo immaginare una storia originale senza il rischio di infarcirla di clichè e idee già abusate. Ma, lo si potrebbe considerare un ostacolo che l'aspirante scrittore debba superare, e che possa aiutare un editore a valutarne il potenziale. Riguardo lo stile, io penso che maturi scrivendo, sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista dei contenuti e della profondità espressiva. Però, è un'opinione maturata solo sulla mia esperienza personale. :) Lei ne sa sicuramente molto più di me. La ringrazio per la risposta, molto gentile.

» postato da ringstorm alle 14:21 del 24-07-2010

15 - Negròre, stiamo dando il massimo. O almeno ci proviamo. Come puoi immaginare il "nuovo" è sempre guardato con grande sospetto. Puntiamo su libri buoni per la loro qualità. Puntiamo su libri esteticamente piacevoli per la loro confezione. Il libro di Falconi, L'Aurora delle Streghe, è stampato a Cles, in cartonato, con copertina illustrata a colori da un ottimo illustratore, Dal Lago: in pratica cerchiamo di dare il giusto peso a questo genere, alla Collana, e ai suoi autori. Il rispetto che meritano tutti i libri ben scritti. Ma, certo, le difficoltà sono sempre tante. Soprattutto in una società che tende sempre più al libro oggetto. Ma noi ci proviamo. - Ringstorm, grazie ancora per queste belle parole. Fanno sempre bene. Grazie a tutti, RR

» postato da (Raniero Reverdito) alle 12:22 del 26-07-2010

16 Volevo ringraziare anch'io. Prima di tutto Luigi e Raniero Reverdito, che hanno creduto in me e mi hanno assunto per curare la Collana Pegaso. Poi Marina, per la bella intervista e perché ci ha lavorato sopra con una costanza incredibile. E tutti coloro che sono intervenuti qui. Spero di ricevere altri manoscritti: è sempre un piacere immergersi in un nuovo mondo tutto da esplorare. Grazie, Luca

» postato da Edwin di Wytryn alle 13:41 del 26-07-2010

17 ve', che ti prendiamo in parola. :wink:

» postato da ringstorm alle 18:33 del 26-07-2010

18 «ve', che ti prendiamo in parola. :wink:» E io ci conto che mi prendi in parola... :wink: Luca

» postato da Edwin di Wytryn alle 19:57 del 27-07-2010

19 Scusate se riesumo questa vecchia discussione. Qualcuno di voi sa se la collana Pegaso esiste ancora? Da quanto ne so, finora ha pubblicato solo due libri (L'Aurora delle Streghe di F. Falconi e Lo Spirito del Vento di P. Baccalario), poi non ne ho saputo più niente. Possibile che dei tanti manoscritti inviati l'anno scorso (ci ho provato anch'io...) nessuno fosse degno di pubblicazione? Non hanno un sito internet, la pagina Anobii non è aggiornata (il bellissimo "Lo Spirito del Vento", uscito in ottobre 2010, non appare neppure...), e il link al sito del curatore della collana non esiste più... Qualcuno ha notizie?

» postato da Ali alle 10:49 del 08-04-2011

20 Magari hanno venduto una manciata di copie e chiuso la baracca.

» postato da Zweilawyer alle 17:12 del 08-04-2011

21 «Scusate se riesumo questa vecchia discussione. Qualcuno di voi sa se la collana Pegaso esiste ancora? Da quanto ne so, finora ha pubblicato solo due libri (L'Aurora delle Streghe di F. Falconi e Lo Spirito del Vento di P. Baccalario), poi non ne ho saputo più niente. Possibile che dei tanti manoscritti inviati l'anno scorso (ci ho provato anch'io...) nessuno fosse degno di pubblicazione? Non hanno un sito internet, la pagina Anobii non è aggiornata (il bellissimo "Lo Spirito del Vento", uscito in ottobre 2010, non appare neppure...), e il link al sito del curatore della collana non esiste più... Qualcuno ha notizie?» Ciao Ali, per la collana uscirà a settembre Un Antico Peccato di Giulia Marengo (una giovane esordiente) con un romanzo molto particolare. Il sito non dipende da me. Anobii sì, ma ho poco tempo per seguire tutto. Sto scrivendo molto, ma farò il possibile. Grazie, Luca

» postato da Edwin di Wytryn alle 19:27 del 08-04-2011

22 Ho avuto la fortuna di scambiare qualche riga via e-mail con Luigi Reverdito e l'impressione che ne ho ricavato è stata assolutamente positiva (grande serietà e gentilezza), come suggerisce anche la lettura di questa intervista; sono felice di aver inviato proprio alla Reverdito il mio "malloppo" Fantasy-Thriller! L'unico neo forse è proprio la sopracitata assenza di un sito internet. Io intanto incrocio dita, gambe e braccia, in attesa di poter leggere la Marengo a settembre.

» postato da Marco P. Massai alle 10:53 del 27-06-2011

23 «Io intanto incrocio dita, gambe e braccia, in attesa di poter leggere la Marengo a settembre.» E io, d'altro canto, mi auguro vivamente che il libro ti piaccia. « Un Antico Peccato di Giulia Marengo (una giovane esordiente) » Grazie per il "giovane"... coetaneo. :wink: Giulia

» postato da Jayce Reel alle 15:12 del 02-08-2011

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