Partiamo dalla lunghezza del libro: la scrittrice afferma che non ci sarà necessariamente un'escalation di pagine (come è avvenuto finora) di libro in libro. Diversamente, per sua stessa ammissione, se la crescita di pagine ubbidisse a un incremento esponenziale, il settimo libro dovrebbe assumere le proporzioni di un "cucciolo di ippopotamo". Il Principe Mezzosangue dovrebbe pertanto essere (almeno nelle intenzioni dell'autrice), un po’ più corto rispetto alla Fenice. E' vero che la scrittrice non esclude a priori 'deragliamenti' dell'ultimo momento che inficino i suoi propositi di concisione, ma ha sottolineato che si sente abbastanza sicura da poter affermare che il sesto libro sarà più corto del quinto.

Ma c’è di più. In via del tutto incidentale, e così sottile che è passata inosservata sia su Internet  che sulla stampa (probabilmente troppo concentrata sulla notizia della prossima morte annunciata), la Rowling ci suggerisce addirittura lo ‘stato dei lavori’. Infatti, resasi conto di aver commesso delle inesattezze rispondendo a una domanda su Colin Canon, dopo le rettifiche del caso ha aggiunto nelle FAQ un poscritto che dice:

"Ho imparato qualcosa da quest'esperienza, cioè che quando leggi 20 capitoli in un'unica seduta e poi decidi di rispondere ad alcune FAQ per il sito nelle prime ore del mattino, finisci per fare confusione. Mi accerterò di essere un po' più sveglia, alla prossima occasione".

Cosa significa questo? Anzitutto, significa letteralmente che ha scritto almeno 20 capitoli del Principe Mezzosangue! In seconda battuta, significa che sta anche già revisionando parte del materiale.  Infatti, come si sa, gli scrittori cercano di revisionare usando il minor numero di sedute possibili, così da avere il senso di continuità del lavoro e verificarne meglio le eventuali pecche. E spararsi la lettura di venti capitoli in una volta indica proprio che è in corso una prima fase di revisione delle bozze relative al materiale già steso.

Oltre a questo si possono azzardare altre speculazioni (molto audaci, lo premettiamo), basandosi anzitutto sull’affermazione che il sesto libro sarà più breve della Fenice. Sappiamo infatti che esso sarà tuttavia nutrito, perché fra questo e il prossimo la Rowling dovrà trovare modo di utilizzare tutto il materiale che non ha ancora potuto inserire. Perciò potremmo ragionevolmente ipotizzare una lunghezza più o meno paragonabile al Calice di Fuoco. Ora, il Calice ha 37 capitoli. Riducendoli a un numero pari, per comodità di calcolo, metà libro darebbe dunque la cifra di 18 capitoli. A metà agosto, la scrittrice aveva detto di aver redatto poco più di metà opera. Non sappiamo però se parlasse in termini di capitoli o di pagine. Assumendo che parlasse in termini di capitoli, poteva significare che aveva appena iniziato a scrivere il 19esimo. Il che potrebbe significare che sta andando alla velocità di quasi due capitoli al mese più le revisioni del materiale già scritto. Se, come ha affermato, il bambino in arrivo non rallenterà il lavoro, si potrebbe ragionevolmente pensare che l'autrice voglia terminare almeno la prima stesura prima della nascita del terzo figlio, prevista attorno a marzo/aprile. Il che significherebbe che la Rowling, a partire da ora, avrebbe ancora a disposizione almeno sei mesi di relativa tranquillità per continuare a scrivere ininterrottamente. Alla velocità di due capitoli al mese, si porterebbe molto vicina alla meta. Resterebbe poi tutta la fase di revisione finale - fase meno impegnativa anche con un bimbo nella culla - che potrebbe avere luogo durante l'estate. A quel punto, un'uscita autunnale del libro (in lingua inglese) potrebbe essere fattibile e si sposerebbe, mese piu' mese meno, con la previsione più ottimistica fatta dalla Scholastic, che indicava il settembre 2005 nel migliore dei casi e il settembre 2006 nel peggiore.

Tutto quanto sopra è ovviamente fanta-speculazione, l’abbiamo già premesso, ma una cosa crediamo emerga con certezza: con 20 capitoli già alle spalle, la previsione più pessimistica del settembre 2006 si può ormai escludere (a meno di clamorosi imprevisti). Potrebbe trattarsi magari, al piu' tardi, della primavera del 2006, ma non certo dell'autunno.

Esaminiamo ora cosa c’è di nuovo sotto il sole per quanto riguarda i contenuti: la scrittrice ha affermato che il titolo Harry Potter e il Principe Mezzosangue è stato, per un po’, il titolo provvisorio della Camera dei Segreti, e che tale è rimasto fino alla seconda stesura.  Inizialmente, infatti, aveva pensato di infilare la storia del famigerato Principe nel secondo libro, ma poi ha realizzato che non c'entrava nulla con la trama principale del Diario di Tom Riddle e quindi ha completamente eliminato ogni traccia del Principe dalla Camera dei Segreti e ha ribattezzato il libro col nome con cui tutti l'abbiamo finora conosciuto.

A questo punto, però, si può inserire un’altra dichiarazione fatta dall’autrice, parecchi mesi fa,  sul suo sito, e riportata da  Fantasy Magazine in un articolo che passava scrupolosamente in rassegna i possibili candidati al ruolo di Principe Mezzosangue (http://www.fantasymagazine.it/notizie/1588). Vediamola ora un po’ più approfonditamente.

La Rowling ha  affermato che la descrizione del personaggio di Dean Thomas, nella versione britannica della Pietra Filosofale è stata eliminata perché la Bloomsbury aveva l’esigenza di tagliare piu’ pagine possibili da quel capitolo, giudicato troppo lungo, e quindi ha eliminato tutto quello che poteva. Di Thomas rimane quindi solo una traccia nell’edizione americana, dove si può leggere una riga di descrizione nel capitolo sul Cappello Parlante. Ma la scrittrice ha detto di avere un sacco di informazioni su di lui, tanto è vero che Chris Columbus, sul set, si è stupito del fatto che avesse così tanti elementi da fornire su un personaggio così secondario, inclusa la ‘dritta’ che si trattasse di uno studente nero (un particolare irrintracciabile nei libri). L’autrice ha spiegato di avere tutte queste informazioni perchè le aveva concepite per usarle, anche se non ne aveva ancora trovato l’occasione. La Rowling arriva persino a precisare che la storia di Dean era contemplata in un’antica stesura della Camera dei Segreti, ma poi lei stessa ha deciso di tagliarla, perché si è resa conto che si trattava di una digressione non necessaria. Ora, tutto questo puo’ essere una coincidenza, ma suona sorprendentemente vicino alla faccenda di cui abbiamo fatto cenno poco sopra relativamente alla sparizione della storia del Mezzosangue dalla trama principale della Camera dei Segreti (cioè il Diario di Tom Riddle).

Infatti, anche Dean Thomas è un Mezzosangue, ed è ancora la Rowling a dircelo, sul suo sito, rendendoci partecipi del suo retroterra familiare. L’autrice racconta che egli ha sempre pensato di essere un Babbano purosangue, cresciuto dalla madre e dal patrigno. Il vero padre lasciò infatti la famiglia quando Dean era ancora piccolo. Quando giunse la lettera da Hogwarts, sua madre si chiese se il padre naturale del bambino non fosse un mago, ma nessuno della famiglia ha mai saputo la verità (che Dean avrebbe dovuto scoprire nel corso della sua permanenza a Hogwarts), e cioè che il padre naturale di Dean era effettivamente un mago, che non ha mai rivelato la sua natura perché desiderava proteggere la moglie e che fu ucciso quando rifiuto’ di unirsi ai Mangiamorte.

Sottolineiamo a questo punto come qui si colga un eccesso di scrupolo da parte della scrittrice, nel voler puntualizzare, attraverso la perplessità  materna, il fatto che il padre di Dean fosse un mago, fatto che sarebbe irrilevante ai fini dell’ammissione alla Scuola di Magia,  in quanto sappiamo che bambini magici possono nascere anche da genitori completamente Babbani, come nel caso di Hermione. Tra l’altro, è da ricordare a questo proposito come, ai tempi della Camera dei Segreti, i traduttori italiani abbiamo commesso una leggerezza che, all’epoca, non poteva far presagire quanto sarebbe stata determinante in seguito: tradussero infatti indifferentemente con ‘Mezzosangue’ sia il termine inglese ‘Mud-blood’ che il termine ‘Half-blood’. Adesso, nel sesto libro, la differenza si fara’ evidente. Mud-blood designa infatti un ‘sangue infangato’ - come diremmo meglio in italiano,  ‘annacquato’ (anche se così perde parte della  connotazione negativa), oppure più semplicemente ‘sporco’ - ed è usato per indicare i Maghi e le Streghe figli di Babbani (come appunto Hermione). ‘Half-blood’ designa invece i Maghi e le Streghe che discendono da un solo genitore magico, in contrapposizione coi Purosangue (Pure-blood)che hanno entrambi i genitori Strega e Mago.

Questo eccesso di puntualizzazione da parte della Rowling fa dunque maggiormente sospettare come sia fondamentale precisare che Dean sia effettivamente un Mezzosangue.

A questo punto la domanda è: vi piace questo castello di congetture? Vi convince? Allora aspettate un attimo perché, come al solito, quando c’è la Rowling di mezzo, anche quando tutto sembra filare liscio, in realtà non è così. Infatti, nella stessa parte dove è raccontata la storia di Dean, la scrittrice fa anche un’affermazione che, dopo tutte queste belle supposizioni, sembra una doccia d’acqua gelida. Riferendosi al fatto che la storia del personaggio sia stata tagliata più volte, ella dice infatti:  “Ora non penso che essa rientrerà ne libri”. Si tratta di un depistaggio a bella posta, oppure come al solito, ci siamo lambiccati il cervello su un granello di sabbia? Per scoprirlo, ovviamente, non resta che attendere ulteriori indizi o l’uscita del libro.

A parte il provvisorio scambio di titoli fra secondo e sesto libro, e il background familiare di Dean Thomas,  l’autrice ha chiaramente detto che esiste un indizio preciso che collega la trama del secondo libro a quella del sesto, e cioè il fatto che una scoperta fatta da Harry nella Camera dei Segreti fa presagire qualcosa che egli scoprirà nel corso delle vicende del Principe Mezzosangue. La Rowling allude qui alla ‘Camera dei Segreti’ intesa come libro o come stanza sotterranea di Hogwarts? Purtroppo non è dato sapere, ma anche restringendo il campo unicamente  alla seconda opzione, passando in rassegna le scoperte che ivi hanno luogo, è molto difficile trovare qualcosa di illuminante. Harry, in quella stanza (o negli istanti prima di accedervi), scopre infatti:

1.    com’è morta Mirtilla

2.    chi è l’Erede di Salazar Serpeverde

3.    la propria appartenenza a pieno titolo a Grifondoro, visto che ha potuto impugnare la spada di Godric

4.    la storia familiare di Voldemort

5.    la fedeltà delle Fenici

6.    il motivo per cui egli è sopravvissuto all’Avada Kedavra che ha invece stroncato i suoi genitori

C’è un elemento basilare per il sesto libro in tutto questo? Sicuramente c’è materia per meditarci sopra, magari rileggendo attentamente il secondo volume, ingannando così, almeno per un po’, l’attesa del sospirato nuovo episodio del maghetto.