Michael Moorcock: un baby-scrittore di settant’anni

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Breve biografia del Campione Eterno


La fortezza della Perla
Moorcock, come si diceva, è stato un autore incredibilmente prolifico. Negli anni ’80, sulle pagine di Analog, ha dichiarato che in alcuni periodi della sua vita ha scritto anche un romanzo alla settimana, spesso di getto e senza revisione. Ma non ingannatevi: Moorcock ha il “vizio” di rivisitare i suoi romanzi, spesso riscrivendone interi capitoli anni dopo, sia per migliorarli (alcune delle sue opere, probabilmente quelle scritte “di getto”, non sono certo capolavori, almeno nella prima stesura…), sia per farli “incastrare” nella storia universale del Campione Eterno. Per conoscere il Campione Eterno, il modo più semplice è quello di recuperare i romanzi di Elric (attualmente pubblicati in gran parte da Fanucci, mentre nel catalogo Nord si trovano ancora La Vendetta della Rosa e La Fortezza della Perla). Sulle bancarelle dovrebbe essere ancora possibile recuperare la prima trilogia di Corum (di gran lunga migliore della seconda, che è anche più difficile da trovare. Sempre su bancarella, o in remainder, si trova la saga di Dorian Hawkmoon, un’ambientazione estremamente affascinante, pubblicata ai tempi sia da Phoenix che, più tardi, da TEADue.

Un po’ meno facile trovare i libri Il Drago nella Spada e Il Campione Eterno, il cui protagonista, Erekose, è l’unico campione eterno che sa di esserlo.

Nel campo della fantascienza, Programma Finale, un’avventura di Jerry Cornelius, è pubblicato da Fanucci, e normalmente in catalogo.

Se siete fortunati poi, e trovate i numeri di Robot prima serie in cui è stata pubblicata la serie di racconti della Fine del Tempo, il racconto in cui compare Elric vale veramente la pena di essere letto (e anche il resto della saga).

È invece sconsigliabile cominciare dai fumetti, che sono molto belli ma un po’ confusi per chi non conosce già il personaggio.

I figli del Caos

L’influenza di Moorcock sugli scrittori contemporanei è enorme. Per citare il caso più celebre, China Miéville, il “dark child” della fantasy urbana, cita MM come una delle sue principali influenze, e paragonando le opere di Miéville a “Madre Londra” non è difficile capire perché. Ma, discendenti letterari a parte, Moorcock ha avuto un’influenza indiretta su tutta una generazione cresciuta negli anni ’80 a suon di giochi di ruolo. Il suo concetto di opposizione tra Caos e Legge temperati dall’Equilibrio, infatti, si ritrova, in maniera più o meno importante, nei giochi di ruolo e di miniature più celebri, rispettivamente Dungeons & Dragons e Warhammer. Anzi, quest’ultimo va ben oltre: le influenze sono tali che il simbolo del Caos nel gioco di Warhammer è quello ideato da Moorcock — un cerchio da cui “fuoriescono” otto punte di freccia.

In seguito sono uscite varie edizioni di giochi di ruolo direttamente su licenza Moorcockiana, ambientati nel mondo di Elric (l’edizione italiana, purtroppo, pecca di qualità), e persino un gioco di Hawkmoon, che però non ha avuto molto successo nella versione inglese (negli anni ’90, invece, la francese Oriflam ne fece, in territorio Gallico, un autentico best seller).

E ora, qualcosa di completamente diverso…

A leggere quanto sopra sembra quasi che Moorcock abbia scritto solo romanzi sul Campione Eterno. Fortunatamente non è così — e con “fortunatamente” non intendiamo dire che il ciclo del Campione Eterno è brutto, tutt’altro; ma che limitare Moorcock esclusivamente a questo ciclo sarebbe una grossa perdita.

Tra i suoi lavori più pregevoli troviamo il ciclo dei Danzatori alla Fine del Tempo (nel quale compare, è vero, Elric, ma solo incidentalmente), una serie di storie veramente “weird”, che vale la pena di leggere anche solo per il puro fascino dei personaggi (che hanno nomi bizzarri come Lord Werther Von Goethe, Mavis Ming, il Duca delle Regine…).


Madre Londra
Assolutamente imperdibile è Madre Londra, in cui tre personaggi risvegliatisi da un coma di quarant’anni riscoprono la Londra dei tardi anni ’80 attraverso bizzarre esperienze. Alcuni critici hanno detto, probabilmente a ragione, che in questo romanzo (che in realtà è un insieme di episodi narrativi) i personaggi sono in realtà quattro: il quarto, e principale, è la stessa città di Londra.

L’incredibile capacità di Moorcock di creare personaggi interessanti si ritrova anche nel “Pyat Quartet”, le avventure del Colonnello Pyat nella Russia post-rivoluzionaria: il personaggio principale, Maxim Arturovitch Pyatnitski, poi diventato il Colonnello Pyat è un russo che riesce a trovarsi un posto nella vita grazie alla sua mancanza di scrupoli. Pyat è odioso e debosciato, ma straordinariamente affascinante.

Alla conquista di Marte!

In conclusione, anche se in Italia si conoscono praticamente solo i principali romanzi del Campione Eterno, i romanzi di Moorcock sono molti e vari (ha scritto racconti di Tarzan, romanzi il cui protagonista è direttamente ispirato a John Carter di Marte, romanzi storici, saggi…). Vale la pena di venire a Lucca a stringere la mano a quello che, con tutta probabilità, è uno dei maggiori scrittori del secolo appena trascorso — nel fantasy e in qualsiasi altro genere si sia cimentato.

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Autore: Luca A. Volpino - Data: 5 ottobre 2009

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Commenti

1 Speriamo bene per i film...

» postato da Gio* alle 15:00 del 05-10-2009

2 Ma sei la Gio di Anobii che conosco io? :D

» postato da Marina alle 19:47 del 05-10-2009

3 Questo uomo è assolutamente il mio scrittore preferito ed è una vergogna che ad oggi, tra mille che si spacciano (o vengono spacciati) per "new sensations" della fantasy, i libri di Moorcock non si trovino sugli scaffali. Questo è uno degli esempi più lampanti del degrado culturale di oggi, fatto di 15enni che scrivono senza aver mai letto artisti che contano. Se lo facessero forse saprebbero che la metà di ciò che scrivono e che credono originale era già stato scritto almeno 40 anni fa. Di questo passo non si uscirà mai dalla stasi dell'arte di oggi. Per quanto riguarda il film, doveva uscire anni fa, come il primo Conan, perchè si potesse avere una qualche garanzia di qualità. Se danno Elric in mano a quelli dell'adattamento cinematografico de La Bussola D'Oro (romanzo bellissimo, film orripilante) è meglio non farlo il film. Storia complessa, filosofia cosmica e violenza non possono essere gestite se ci si preoccupa solo degli effetti speciali. Un flop equivarrebbe, almeno in Italia, a tagliere le gambe definitivamente alle possibilità di ristampa dei libri di Moorcock. Hail, stay metal

» postato da (Mattia Benci) alle 16:47 del 09-11-2009

4 Strano, non trovo più il mio messaggio. Ricordavo di averne messo uno qualche giorno fa, sparito. Ne metto uno oggi, sparito. I mod sanno dirmi qualcosa?

» postato da (Laurie ) alle 16:42 del 15-11-2009

5 Probabilmente alcuni moderatori hanno ritenuto più opportuno rimuovere post inadeguati ai toni di questo forum.

» postato da CDuMbledore alle 19:14 del 15-11-2009

6 Proviamo per la terza volta. Visto che un mod mi ha gentilmente risposto, saprebbe dirmi se questo messaggio fosse da rimuovere? Baby-scrittore? Curioso sentire definire così Moorcock come se fosse un qualsiasi Paolini o una qualsiasi Strazzulla. Mossa sbagliata, a mio parere, in un imprenscindibile approfondimento di questo tipo.

» postato da (Laurie ) alle 20:04 del 15-11-2009

7 Se sono stati presi provvedimenti immagino che la discussione sia andata estremamente oltre un semplice confronto civile tra le parti. Più di questo non saprei dire.

» postato da CDuMbledore alle 22:15 del 15-11-2009

8 Non ricordo ci sia stata un'accesa discussione ma uno scambio pacifico di opinioni con G.C. per TRE messaggi. Ma fa lo stesso, ne terrò conto per la prossima volta che ho voglia di scrivere un commento su questo sito.

» postato da (Laurie ) alle 22:33 del 15-11-2009

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