La Quintessenza di Darkover
5. Volumi Smarriti

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Marion Zimmer Bradley nel 1989 usciva da un periodo piuttosto doloroso della sua esistenza. L’ultimo libro di Darkover non era stato apprezzato così come aveva sperato, il divorzio dal secondo marito si era protratto in modo penoso, e un grave attacco di cuore (che per molto tempo la lasciò in bilico tra vita e morte) la costrinse a un lungo ricovero ospedaliero — oltre sei mesi di degenza — dal quale la salute dell’autrice non si riprese più. E’ in questi anni che prende forma Contraband

 


Castello di Darkover
Visti i precedenti, Marion Zimmer Bradley decise di prendersi del tempo per coltivare un’idea letteraria (Darkovana) che da molto agognava di scrivere: una storia che l’aveva sempre affascinata, ma che per un motivo o per l’altro aveva di continuo rimandato. Così, appena fu in grado di farlo, compose un vasto canovaccio che nell’arco di due lunghi anni (1990 — 1992) prese la forma di romanzo (Contraband, appunto). Sempre in quel medesimo periodo, continuò in parallelo anche l’attività di curatrice delle riviste e delle antologie per l’editrice DAW, inconsapevole che un tale lavoro le sarebbe in definitiva costato la fatica di due anni di intensa scrittura.

 

Nell’estate del 1992, terminato il romanzo dal titolo Contraband, capitò difatti tra le mani di Marion Zimmer Bradley un lungo racconto di una giovane fan ancora agli esordi (ma già apparsa su di una antologia della stessa autrice di Darkover), che in definitiva ricalcava la trama del volume in uscita e il finale dello stesso. Accortasi di ciò, Marion Zimmer Bradley decise di non pubblicare quel particolare racconto, per salvaguardare il ben più importante romanzo che oramai era in gestazione da oltre due anni, rispedendo così al mittente il relativo testo. Un atto che la Zimmer Bradley concepì in amicizia, da autrice che si rivolgeva a una fan del ciclo di Darkover, ignara della reazione indispettita dell’altra che subito decise di citare in giudizio (e con l’accusa di plagio) la stessa Zimmer Bradley.

 

Ci teniamo a sottolineare che situazioni del genere non sono infrequenti come si può pensare, specie negli Stati Uniti, dove altre autrici si ritrovarono spesso a contestare ammiratori e ammiratrici (o anche colleghi) che troppo avevano osato nell’avventurarsi in un mondo coperto da copyright (e qui possiamo ricordare scrittrici come: Katharine Kerr, Anne McCaffrey o Chelsea Quinn Yarbro che si trovarono in condizioni simili a quelle appena presentate). Tuttavia il caso di Marion Zimmer Bradley si mostrò da subito ben più complicato: qui si trattava di una fan che citava in giudizio l’autrice del ciclo, e quest’ultima si trovava nella difficile posizione di dover difendere un romanzo che in definitiva era stato, forse, “contaminato” da quel medesimo racconto di fan-fiction. (Ricordiamo che la Zimmer Bradley lesse — per forza di cose — il racconto di quella giovane scrittrice, anche se in seguito, come detto, si vide costretta a respingerlo per ovvi motivi).

 

Bastò dunque questo semplice appiglio legale per impedire l’uscita di Contraband (romanzo


Comyn di Darkover
che la DAW rifiutò di dare alle stampe per non incorrere in ulteriori e penose cause legali), e tutto ciò bastò anche a interrompere la famosa serie di antologie che usciva sotto il nome di Darkover. Ma non solo. Vista la difficoltà (secondo i giudici) nell’accertare di chi fosse stata l’idea originaria, sviluppata sia nel racconto sia nel romanzo (e in pratica non tenendo conto che la Zimmer Bradley lavorava su quel volume già dal lontano 1989), fu impedito a quest’ultima di scrivere — o anche solo sviluppare — ogni genere di storia ambientata in quell’arco di tempo specifico in cui si svolgevano i fatti narrati in Contraband. In pratica, un periodo storico di Darkover veniva precluso per legge alla sua stessa 'scopritrice'.

 

Di questa vicenda — che all’epoca fece molto scalpore nel mondo della Science Fiction e Fantasy d’oltreoceano, visto che in definitiva la proprietà intellettuale di un’opera veniva brutalmente contestata alla legittima autrice –, si ebbero poi numerose versioni (anche piuttosto autorevoli, come quella rilasciata da Mercedes R. Lackey, coautrice di un romanzo di Darkover). Ciò nonostante noi non riporteremo qui alcuno di questi resoconti, basandoci per il nostro lavoro sulla versione ritenuta da più fonti come quella 'ufficiale', e diffusa dagli stessi amministratori del copyright della Zimmer Bradley, apparsa sulla Darkover Non-Guidelines (e stillata per mano di Elisabeth Waters):

 

"Nell’estate del 1992, la sig.ra Zimmer Bradley fu costretta, con una certa sollecitudine, a interrompere la lettura di tutte le storie inerenti la Saga di Darkover. Sempre in quel medesimo periodo smise di concedere il permesso ai tanti appassionati di scrittura di 'giocare nel suo mondo'. All’epoca dei fatti, una giovane fan aveva da poco scritto un racconto usando il mondo della signora Zimmer Bradley e i suoi personaggi, e tale racconto coincideva in più punti col lavoro che l'autrice stava ultimando da qualche tempo, Contraband. E poiché la giovane fan aveva trasmesso alla signora Zimmer Bradley una copia della storia e quest’ultima l’aveva letta, l'editore si sentì costretto a rifiutare la pubblicazione di Contraband. Ciò significa che la signora Zimmer Bradley è attualmente in ritardo col proprio lavoro (di parecchi anni), senza contare il grave costo economico e l'inconveniente di avere tutt’ora in corso una causa legale. Attualmente, l’autrice della Saga di Darkover non progetta di pubblicare altre antologie per questa serie. Dunque, chiunque scriva una storia basata su Darkover, o uno qualsiasi dei mondi ideati della sig.ra Zimmer Bradley, sta violando il suo copyright. Ci dispiace. Tutto ciò è oltremodo vergognoso, ma i libri di Darkover sono una grande parte della vita dell’autrice, che non può permettersi di compromettere il proprio copyright."

 

Questi i fatti, così come ci sono stati presentati. Resta da dire tuttavia che per molto tempo non si è saputo nulla di più sul romanzo in questione (a tutt’oggi inedito), e a parte il titolo,


Sacerdotesse di Darkover
la trama è rimasta a lungo un mistero insolubile: uno dei tanti per gli estimatori della saga. Cosa raccontava il romanzo Contraband? Chi erano i suoi protagonisti? E quale periodo storico rimase precluso alla stessa creatrice del ciclo, Marion Zimmer Bradley?

 

Secondo varie fonti — più che altro 'rumors' apparsi in rete, anche se di recente vi è stata qualche timida conferma da parte dei collaboratori stretti della Zimmer BradleyContraband narrava (come già suggerisce il titolo) degli avvenimenti attorno un traffico illecito di pietre matrici, da esportare fuori Darkover, in cambio di armi tecnologiche terrestri (armi, lo ricordiamo, bandite dal Patto di Varzil assieme a quelle in uso nelle Torri). Protagonisti della vicenda erano, negli intenti dell’autrice, Rafael Hastur (padre del più noto Regis, Reggente di Darkover) e Rafael Syrtis (fratello maggiore di Danilo Syrtis, scudiero di Regis), che in questo volume, sventando il rischio qui paventato di una Darkover messa a ferro e fuoco dall’Impero Terrestre, perdevano  tragicamente la vita. Marion Zimmer Bradley accennò spesso a questo evento (anche nel volume L’Erede di Hastur, 1975), e per anni perfezionò la trama di Contraband tanto da poterne fare un degno antesignano per il famoso mini-ciclo della Ribellione di Sharra. L’interesse dall’autrice ruotava in quel periodo su argomenti come il rispetto per le diverse culture (e tra le culture), la salvaguardia di certi sottili equilibri — politici ed etici — e il coinvolgimento emotivo che può nasce in seguito a un grave e violento lutto.

 

Sfortunatamente, come vi abbiamo fin qui detto, questo romanzo è destinato a non essere letto dal grande pubblico: rimarrà un volume smarrito, e lascerà un non indifferente vuoto all’interno di questa nota Saga. Uno dei molti, forse. Nel precedente approfondimento avevamo accennato al romanzo La Riscoperta di Darkover, 1993, e alla parte che Mercedes R. Lackey ebbe nella saga di Darkover in un momento di difficoltà della Zimmer Bradley (che poi è quello che vi abbiamo appena prospettato). Da qui, difatti, prende le mosse La Riscoperta di Darkover, un volume che nasce quasi come palliativo all’assenza di Contraband (e c’è da dire che probabilmente è anche per questo che il romanzo sembra, a occhio inesperto, scritto in modo un po’ slegato rispetto al resto del ciclo). Ma la storia che vi è dietro è più complessa.

 

La Riscoperta di Darkover era infatti solo il primo tassello di una serie formata da due tomi che narrava, appunto, del primo contatto dell’Impero Terrestre con quella colonia perduta chiamata Darkover: che fine abbia fatto il seguito, il secondo tomo, resta un mistero. La


Una Libera Amazzone di Darkover
Lackey, intervistata su ciò, si fa sibillina affermando laconicamente che nei suoi prossimi progetti editoriali non rientrano altri libri ambientati sul mondo di Darkover, e che troppi sono i romanzi di cui si deve occupare, firmati a suo solo nome, per potersi dedicare anche d’altro. E ciò nonostante, Darkover, in quasi cinquanta lunghi anni di storia della letteratura targata science fantasy, è sempre risorto dalle proprie ceneri, ma in un ciclico ripetersi di eventi che hanno continuato a riservare ben altri volumi smarriti (addirittura intere trilogie, studiate nei minimi particolari).

 

E’ recente le notizia di una trilogia, ideata da Marion Zimmer Bradley a metà degli anni ’90, tutta incentrata nelle Città Aride di Darkover e focalizzata sulla giovinezza del personaggio che le ha rese famose: quel Robert Raimon Kadarin che in L’Erede di Hastur (1975) e in L’Esilio di Sharra (1982) si è caratterizzato come il più ombroso ed enigmatico figuro dell’intero ciclo. Una trilogia, questa, che venne progettata dall’autrice come indagine psicologica e tutta interiore di uno dei più noti “outsider” della saga, Kadarin, l’orfano, il reietto, il nemico giurato dei nobili Comyn. Il titolo della serie in questione era: The Dry Town Trilogy, e attualmente è un progetto che resta “nel limbo” di Darkover, anche se pare che un certo interesse sia stato di recente mostrato per questo progetto da Deborah J. Ross, attuale erede designata della saga. Per finire, sempre la Ross ha reso noto dell’esistenza di un ennesimo volume, un romanzo breve, di appena un centinaio di pagine, che Marion Zimmer Bradley stava progettando pochi mesi prima la morte, con l’aiuto


Marion Zimmer Bradley (1930 — 1999) a una Convention del 1985
di Elisabeth Waters. Il titolo — non ancora ufficializzato come tale dal sito dell’autrice — sarebbe The Shadow King, e narrerebbe di fatti succedutisi nel ventennio darkovano che sta tra i volumi Il Ribelle di Thendara (1970) e La Sfida degli Alton (1996).

 

Nella speranza di vedere un giorno stampati anche questi intriganti volumi smarriti — di saperli finalmente fissati nero su bianco, e d’intravedere queste storie sotto a un sole rosso, tra quattro piccole lune — a noi non resta altro da fare se non attendere pazienti, augurandoci che ciò avvenga (magari, perchè no, ingannando il tempo che ci separa da quel giorno tenendo qualche buon libro in mano). Il segreto di questo ciclo resta così ben custodito tra le sue tante pagine. E forse risiede proprio in ciò il successo della Saga di Darkover, in questa capacità d’essere sempre imprevedibile, ricca di idee e di sorprese, di segreti e di eventi, piena di accadimenti, di storie, e di magie.

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Autore: Luca Azzolini - Data: 9 ottobre 2006

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Commenti

1 Che notizia! Ma chi era la fan in questione, qualcuno lo sa? Ma davvero non uscirà mai il libro? E, altra domanda, ma La Caduta di Neskaya? Nessuno ne sa nulla?

» postato da Chya alle 14:38 del 09-10-2006

2 Ciao Chya :D Che dire di Contraband? Il nome della fan in questione è noto. L'ho scovato dopo varie ricerche, però, come avrai letto, non l'ho riportato nell'articolo per evidenti motivi di privacy. A oggi, la scrittrice in questione (ebbene sì: è diventata una scrittrice professionista) ha una carriera tutta sua. Non una gran carriera, ma devo dire che qualche buon piazzamento presso un noto premio letterario americano l'ha avuto. :shock: Ma non è il caso che io dica di più. Il libro, Contraband, ora come ora, resta bloccato da un contenzioso tra le parti, e sembra non ci sia soluzione in merito a ciò. Per un po' di tempo, dopo la scomparsa della Zimmer Bradley, si era parlato di una sua possibile pubblicazione, ma per vari intoppi non se ne è fatto nulla. :roll: Mi chiedi di La Caduta di Neskaya? Eh... altro tasto dolente. :roll: Il libro doveva uscire a Settembre 2006, ma non se ne è vista traccia. Ho provato a contattare l'editore, ma non ho saputo ancora nulla. Se avrò notizie più precise non esiterò a segnalarle qui. Alcune librerie in internet lo danno tuttavia in uscita questo mese, ottobre 2006, staremo a vedere. 8) Salutoni :bye Luca

» postato da Edwin di Wytryn alle 15:28 del 09-10-2006

3 Grazie Edwin. Suppongo che appena esce la caduta di Neskaya ce ne darai notizia! Ma Contraband?? Questo romanzo mi inquieta... possibile che non se ne trovi traccia da nessuna parte? :D :D :D :D

» postato da Chya alle 14:05 del 14-10-2006

4 Chya, per La Caduta di Neskaya vedrò se riesco a saperne qualcosa in più. L'editore tuttavia tace alle mie (tante) domande, e non prometto nulla. :roll: Contraband ti inquieta??? Be', è un po' il santo graal della Saga di Darkover. E per come si sono messe le cose, sì, credo che non lo leggeremo mai. :cry: Ma mai dire mai... :wink: Ciao Luca

» postato da Edwin di Wytryn alle 11:16 del 15-10-2006

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